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Style & Luxury

Un nuovo scintillio al polso

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IWC E UN NUOVO SCINTILLIO AL POLSO

LA COLLEZIONE PORTOFINO DI IWC SCHAFFHAUSEN SI ARRICCHISCE DEI NUOVI OROLOGI PORTOFINO MIDSIZE

Questa nuova collezione farà riscuotere alla linea Portofino di IWC Schaffhausen un grande successo anche tra coloro che amano indossare segnatempo un po’ più piccoli. Con il Portofino Midsize Automatic Moon Phase e il Portofino Midsize Automatic Day & Night, entrambi dotati di una cassa di 37 millimetri e disponibili in sette varianti, fanno l’ingresso nella famiglia di orologi della manifattura svizzera due modelli di rara bellezza, che si sposano alla perfezione con l’eleganza senza tempo della località marittima italiana. Il 2014 è caratte rizzato dal lancio di dieci varianti del Portofino Midsize Automatic, tutte dotate di una cassa di 37 millimetri, la cui lunetta è disponibile a scelta con o senza diamanti incastonati. A completare il brillante debutto vi sono tre modelli Portofino Automatic dotati di una cassa di 40 millimetri con pietre preziose.

Da trent’anni la collezione Portofino è sinonimo di sobrietà e buon gusto: molto amata tanto dalle donne quanto dagli uomini, grazie al suo design sobrio e senza tempo questa famiglia di orologi è diventata una garanzia di successo per la manifattura di Schaffhausen. Georges Kern, CEO di IWC Schaffhausen, illustra così la filosofia che accompagna la nuova collezione Portofino 2014: «L’evoluzione di IWC, che ora è divenuto un marchio mondiale, ci ha portati a osservare con grande interesse i gusti, gli usi e le tendenze estetiche globali per quanto riguarda gli orologi e i gioielli e a constatare che la richiesta di orologi impreziositi da diamanti è salita in tutto il mondo.» La risposta di IWC Schaff hausen a questo trend è uno sviluppo cauto della tradizionale fami glia di orologi Portofino, il cui fulcro rimane invariato: bellezza ed eleganza senza tempo. «Con la collezione Midsize rendiamo uno dei nostri classici di successo un prodotto interessante anche per i clienti con il polso più sottile», spiega Georges Kern.

«I modelli impreziositi da diamanti riscuotono grande successo tra coloro che al polso amano la combinazione tra il design semplice e un tocco di eleganza.» La collezione Portofino Midsize 2014 comprende tre nuovi modelli di 37 millimetri di diametro per un totale di 17 varian­ ti di design: il Portofino Midsize Automatic Moon Phase (ref. 4590), il Portofino Midsize Automatic Day & Night (ref. 4591) e il Portofino Midsize Automatic(ref. 4581). Oltre alla collezione Midsize, IWC presenta tre nuovi modelli Portofino Automatic(ref. 3565) con una cassa di 40 milli­ metri.

IL PROSEGUIMENTO DI UNA LUNGA TRADIZIONE
«La collezione Portofino Midsize ci consente di rispondere alle attuali esigenze dei nostri clienti attingendo al contempo alla nostra tradizione»: Goris Verburg, Director Marketing & Communication di IWC Schaffhausen, spiega così il ri­chiamo alla storia di IWC. «Nell’arco dei 146 anni di storia della nostra manifattura sono stati già prodotti orologi con un diametro della cassa ridotto e diverse varianti con lunetta ornata di diamanti e quadrante in madreperla. Per due decenni abbiamo venduto gli orologi Portofino in gran parte nella misura Midsize e la produzione di orologi ornati come gioielli risale agli anni della fondazione di IWC. I nuovi modelli Portofino Midsize rispecchiano una lunga tradizione ampliando la collezione Portofino per il mercato internazionale.» Già in occasione del lancio della famiglia di orologi Portofino nel 1984 IWC presentò al pubblico, oltre all’imponente orologio da polso tascabile (ref. 5251), anche una variante più piccola con una cassa di soli 34 millimetri di diametro. Per introdurre la collezione, IWC Schaffhausen creò lo slogan «La linea Portofino di IWC. Il piacere quotidiano di indossare un pezzo d’oro.», un manifesto program­ matico che fa riferimento a uno dei segreti del successo dell’orologio a oggi più longevi: l’elegante combinazione tra materiali eleganti e design sobrio.

IL SERVIZIO FOTOGRAFICO DI PETER LINDBERGH
Nel 2014 Peter Lindbergh, fotografo di fama mondiale, ha realizzato per la seconda volta uno splendido servizio fotografico nella pittoresca cittadina italiana di Portofino: quest’anno, in occasione del lancio della nuova collezione Portofino Midsize di IWC Schaffhausen, il fotografo ha ricreato l’eleganza senza tempo che caratterizza questa località impiegando come soggetti diversi personaggi famosi. Fedele al suo repertorio artistico, per il servizio fotografico non poteva che avvalersi ancora una volta del bianco e nero. I ruoli principali sono affidati a dei testimonial di fama mondiale quali Cate Blanchett, Emily Blunt, Zhou Xun, Ewan McGregor e Christoph Waltz. Le top model Karolina Kurkova e Adriana Lima vivacizzano lo shooting con degli scatti fashion mozzafiato. L’esclusiva mostra foto grafica che ne è scaturita, dal nome «Timeless Portofino», sta facendo il giro del mondo in occasione del lancio degli orologi Portofino Midsize. Le prime tappe del 2014 sono gli eventi IWC che si terranno in occasione del Zurich Film Festival, della fiera orologiera Watches & Wonders di Hong Kong, del London Film Festival, dell’Art Basel di Miami e di un appuntamento esclusivo a Dubai.

PANORAMICA DEI NUOVI OROLOGI PORTOFINO 2014
Il Portofino Midsize Automatic Moon Phasein oro bianco (ref. IW459004) rappresenta il modello di punta della nuova collezione Midsize, il cui quadrante, la cui lunetta e le cui anse sono impreziositi da un totale di 174 diamanti color bianco puro. A far scintillare questi gioielli ci pensa il quadrante nero come la notte verniciato accuratamente in più strati. I designer orologieri realizzano per la prima volta l’intera indicazione delle fasi lunari sotto forma di cielo notturno costellato di stelle nel quale queste ultime e la luna sembrano fluttuare in uno spazio senza fine. Per i quadranti di colore bianco (ref. IW459001/IW459002/ IW459005) e nero (ref. IW459003) delle versioni in acciaio e in oro rosso del Portofino Midsize Automatic Moon Phase i designer orologieri di IWC hanno scelto una madreperla perfetta e leggermente scintillante. Le lunette, decorate con 66 diamanti, fanno brillare i segnatempo. «Con l’uso dei diamanti e della madreperla riportiamo in vita la storia della nostra famiglia di orologi Portofino», spiega Christian Knoop, Creative Director di IWC Schaffhausen. «Noi tuttavia forniamo un’interpretazione del lusso in chiave moderna, rendendolo raffinato e non pretenzioso. La collezione Portofino di IWC mantiene quella linea elegante per la quale è così amata e conosciuta, anche grazie ai quadranti in madreperla e alla finitura soleil che conferiscono agli orologi una profondità e una vivacità particolari.»

Il nuovo Portofino Midsize Automatic Day & Night con cassa in oro rosso (ref. IW459102) o in acciaio (ref. IW459101) unisce il carattere nobile dei diamanti e della madreperla con la tendenza della nuova generazione sempre in movimento, rivelandosi il compagno perfetto per gli uomini d’affari e i frequentatori del jet­set: dopotutto Portofino rappresenta da decenni il punto d’incontro della crème de la crème di tutto il mondo. Grazie a una seconda ora locale nonché all’indicazione delle 24 ore, del giorno e della notte, con il Portofino Midsize Automatic Day & Night chi festeggia fino alle prime luci del mattino mantiene sempre l’ora sotto controllo.

Il Portofino Midsize Automatic (ref. 4581), dotato di una cassa di 37 millimetri, è disponibile in quattro versioni in oro rosso e in sei versioni in acciaio con o senza diamanti incastonati sulla lunetta. Da molti anni questo raffinato orologio a tre lancette con tanto di datario rappresenta la stella più discreta del firmamento di IWC. Gli amanti degli orologi senza tempo possono ora apprezzare anche questo classico, reso più elegante e con dimensioni ridotte. La fini­ tura soleil del quadrante e la cassa lavorata con cura conferiscono al segnatempo una particolare valenza estetica.

Il Portofino Automatic (ref. 3565), dotato di cassa di 40 millimetri e di datario, vedrà aggiungersi alla nuova colle zione tre modelli con diverse pietre incastonate nella lunetta. Chi acquista la variante in oro rosso potrà scegliere tra un quadrante argenté (ref. IW356515) e uno color ardoise (ref. IW356516). Il Portofino Automatic in oro bianco (ref. IW356514) è disponibile esclusivamente con il quadrante argenté.

Per Info: http://www.iwc.com/it/

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Jimmy Choo | Pearls of Wisdom, a Capsule Celebrating 30 Years of Jimmy Choo

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Per trent’anni, la perla è stata intessuta nel tessuto di Jimmy Choo: dalle pareti in travertino alabastrino delle prime boutique alla tonalità iridescente del packaging color ostrica distintivo della maison. Le perle hanno fatto la loro comparsa su scarpe e accessori in ogni forma, dalla più delicata alla più audace. La perla non è un semplice motivo decorativo, è un codice della maison.
Per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo, la Direttrice Creativa Sandra Choi riflette su questo simbolo intramontabile con Pearls of Wisdom: una capsule collection e una campagna che rendono omaggio alla perla in tutte le sue forme. Preziosa ma resistente, formatasi lentamente e affinata nel tempo, è emblematica di un trentesimo anniversario e una metafora appropriata di tutto ciò che la maison ha costruito.
«“Pearls of Wisdom” mi è sembrato il punto di partenza perfetto per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo. Il traguardo dei 30 anni si allinea in modo naturale a questo motivo che amiamo da tempo. Per me, la perla racchiude una forza discreta e duratura: aggraziata, mai ostentata e sempre caratterizzata da un tocco di giocosa purezza. Per questa collezione, volevo che la perla apparisse naturale e istintiva, un’espressione sottile del nostro passato che continua a plasmare il nostro futuro». Sandra Choi
La campagna è immortalata attraverso uno sguardo di silenziosa reverenza. Dalle immagini still life agli scatti con le modelle e alle vignette, queste immagini dialogano tra loro; ogni inquadratura è studiata, lenta e precisa, con ritagli che guidano lo sguardo verso i dettagli finemente realizzati che definiscono questa collezione. Lo styling riflette la versatilità intrinseca della perla stessa: sicura di sé, senza età e libera da vincoli legati alle occasioni; può essere indossata nei momenti più festosi della vita oppure come elemento capace di elevare la quotidianità, sempre con un senso di freschezza e modernità. Realizzate sia a colori sia in bianco e nero, le immagini richiamano l’eterna attualità e il fascino della perla, insieme alla forza del femminile.
Nelle immagini in movimento della campagna, una grafica con il numero ’96, l’anno di fondazione di Jimmy Choo, viene reinterpretata come simbolo di un’eredità: le forme curve diventano una coppia di apostrofi, uno diritto e uno rovesciato. Sovrapposti in primo piano, incorniciano e scandiscono le immagini. Un’eco visiva delle citazioni, delle storie e dei momenti iconici accumulati nel corso di trent’anni fondamentali. Come la perla stessa, rappresentano un richiamo all’anno di fondazione della maison, il 1996.
Tra scarpe, borse e gioielli, ogni pezzo della capsule offre una propria interpretazione della perla.
La zeppa scultorea dorata ITHACA, che prende il nome da un’isola greca il cui paesaggio romantico è impreziosito dalla madreperla, presenta sul lato inferiore un trio di perle in resina. Il sandalo IRINA avvolge il piede con perle in resina e cristalli, come collane sovrapposte, mentre la INGRID FLAT reinventa una robusta scarpa Oxford con una fibbia in perla di resina trompe-l’œil. Corsage barocchi sbocciano sulle tre silhouette della famiglia INES, proposta nelle versioni décolleté, mule e ballerina.
La BON BON, che richiama i corsage di perle barocche della famiglia INES, si affianca alla TUBE MINI BAG e alla minaudière RAINDROPS, entrambe rifinite con una frangia di perle in resina ricadenti. La clutch CLOUD evoca conchiglie di ostrica e onde dorate, mentre la OYSTER è una clutch scultorea in plexiglas, un oggetto d’arte ispirato alla forma naturale di una perla barocca. Ogni pezzo è concepito come un futuro cimelio, pensando ai prossimi trent’anni.

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Fashion News

Alexander McQueen sostiene Tate Britain The 90s: Art and Fashion

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Alexander McQueen è onorato di sostenere The 90s: Art and Fashion, una mostra di rilievo alla Tate Britain, curata da Edward Enninful OBE, la cui prospettiva unica esamina un’epoca che ha trasformato l’arte, la moda e la cultura contemporanea.

Alexander McQueen, fondato da Lee Alexander McQueen a Londra nel 1992, emerse durante questo decennio determinante per la moda e la cultura britanniche. Dopo essersi formato nella londinese Savile Row e alla Central Saint Martins, McQueen unì la precisione della sartoria e dell’artigianato britannici a una visione creativa sovversiva e senza compromessi. Il suo lavoro sfidò le convenzioni e ebbe una risonanza ben oltre la moda, riflettendo il ricco dialogo tra arte, cultura ed espressione creativa che caratterizzò gli anni Novanta.

Nell’ambito del suo sostegno alla mostra, Alexander McQueen ha concesso in prestito una selezione di look d’archivio provenienti dalle sue fondamentali sfilate degli anni Novanta. Presentati in dialogo con opere d’arte e voci culturali influenti, questi pezzi offrono una rara opportunità di vivere il lavoro degli esordi della maison all’interno del più ampio panorama creativo di un decennio che ha plasmato la storia della moda.

The 90s: Art and Fashion
8 ottobre 2026 – 14 febbraio 2027
Tate Britain, Londra

LOOK IN MOSTRA

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Abito con cappuccio con base in tulle e perline tubolari in vetro rosso distribuite su tutta la superficie.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Armatura in metallo di alluminio, realizzata da Sarah Harmarnee per Alexander McQueen.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1997 ‘It’s a Jungle Out There’
Giacca sartoriale in pelle di vitello con corna di impala.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1999 ‘The Overlook’
Corsetto a spirale in metallo di alluminio, realizzato da Shaun Leane per Alexander McQueen.

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Sfilate

CHANEL Sfilata Primavera Estate 2027

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La Conversation – Parte Tre – Volti diversi della stessa medaglia

«La bambina che ero un tempo è con me oggi. Ho realizzato i suoi progetti. Ho soddisfatto i suoi gusti. È da lei che ho acquisito i miei standard esigenti, ed è lei che sono riuscita a soddisfare. Nessuno mi è più vicino di lei. Lei mi deve tutto, e io le devo ciò che sono riuscita a dare al mio tempo.»

Gabrielle Chanel

«Nel corso della loro vita, le donne diventano molteplici sé, volti diversi della stessa medaglia. È come un gioco del cadavere squisito, in cui un’identità conduce a un’altra. Si tratta delle donne dentro una donna. E qui si tratta di una donna, Gabrielle, che poi è diventata Chanel.»

Matthieu Blazy

La moda è malleabile e trasformativa, trasmettendo dal passato al presente e verso il futuro.

Le identità della moda cambiano e si trasformano, eppure, in relazione a una donna, sono sempre diverse e sempre le stesse. Nella collezione di questa stagione, Matthieu Blazy, Direttore Artistico delle Attività Moda, rende omaggio a questi molteplici sé nel suo continuo dialogo con Gabrielle Chanel.

Dai suoi inizi agli anni più tardi, dalla rivelazione della biancheria in jersey all’inizio della collezione fino al suo lavoro del dopoguerra sul tailleur, qui indossato come una seconda pelle contro la carne nuda, leggero come un profumo. Qui, il continuum della moda Chanel si dimostra stratificato e circolare, con l’inizio che informa la fine.

Nella collezione, la giovane Gabrielle diventa le diverse donne Chanel che sarà. Ognuna porta l’altra dentro di sé, una storia stratificata di identità all’interno di una storia stratificata degli abiti che indossava. Questo è il suo personale viaggio nella moda: dalle costrizioni del corsetto e della sartoria edoardiana che un tempo aveva adottato e contro cui si era ribellata, alle sue idee riconfigurate e rivoluzionarie sul tailleur, indossato con disinvoltura e portato con leggerezza.

Le identità vengono provate, valorizzate, aggiunte, utilizzate come un gioco o, a volte, abbandonate e combattute. Lasciano dietro di sé tracce delle loro precedenti incarnazioni: linee di stecche d’ombra, il movimento di un peplo, il volant di un colletto, la curva di un corpino, che diventano i resti spettrali di vite della moda passate.

Dalla costruzione alla decostruzione, ritorna la sua rivelatrice esplorazione della sartoria maschile: l’abbigliamento formale maschile da giorno e da sera viene tagliato a vivo e trasformato in gilet, indossati con pantaloni, oppure riconfigurato in tailleur con gonna a matita.

Il mondo maschile scivola in quello femminile con abiti formali in stile anni Trenta, ricamati di paillettes e strutturati in sbieco, oppure lavorati a maglia e impreziositi da perline, abbastanza leggeri da essere infilati e indossati con la facilità di una T-shirt. I paradossi della femminilità sono al centro di ciascuno di essi.

Eppure, forse, è il flou a risultare più sorprendente quando imita il time-lapse delle formazioni delle nuvole, ottenuto sovrapponendo differenti pesi di trasparenze di seta stampata e tagli ampi e fluttuanti. Segna il mattino, l’ora dorata e il calare della notte; il passaggio del tempo.

Simboleggiato dall’uccello, in particolare dal rondone e dalla rondine, un senso di libertà prende il volo attraverso gli abiti, posandosi a volte nella sua incarnazione aviaria come bottoni, gioielli e ricami.

Ma è nello straordinario sviluppo dei tessuti dell’atelier, sia intrecciati sia lavorati a maglia, che le sue capacità supreme risplendono, spingendo una concezione della libertà attraverso il movimento e la leggerezza.

Qui, la filosofia Chanel diventa non soltanto un motivo, ma un progetto di vita, qualcosa che è nel cuore della maison. Come la libertà stessa, non si tratta soltanto di vedere, ma di sentire.

Il capitolo finale della collezione chiude il cerchio, dalla seconda pelle della biancheria all’inizio della sua storia fino all’ultima incarnazione del tailleur nel nuovo «tweed smock».

Quest’ultimo rappresenta un’innovazione sorprendente: richiama il primo nella sua leggerezza senza sforzo, nella sua malleabilità e mobilità ottenute grazie all’elasticità, diventando un capo performante possibile soltanto oggi.

Eppure continua le tradizioni degli obiettivi ultimi di Gabrielle Chanel attraverso l’abito: movimento, espressione di sé, libertà.

A partire da Dyanira Hurbuscher, che tiene la stessa borsa 2.55 di Gabrielle Chanel proveniente dagli archivi del Patrimoine, la collezione ritorna a essa alla fine, indossata dalla stessa modella; gli accessori riflettono la stessa molteplicità di significati e di identità.

Ere ed epoche si fondono, in particolare nella varietà delle borse con patta, sia vecchie sia nuove. Dall’eleganza della pelletteria di un nuovo classico, con la sua chiusura a catena da orologio, passando per le borse nuvola e i loro segni del passaggio del tempo, fino alla minaudière a forma di gabbia per uccelli, con i suoi uccelli fuggiti, simbolo e significante, allo stesso tempo giocoso e profondo.

«Questa non è una collezione storica; è una collezione sulle storie stratificate di Gabrielle Chanel. Alla fine, Chanel ha preso il volo, e ogni passo che ha compiuto l’ha condotta verso la libertà, come un uccello.»

Matthieu Blazy

  • Mémoires de Coco, Louise de Vilmorin, Gallimard, 1999.
    Copyright CHANEL

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