Connect with us

Sfilate

McQueen Spring Summer 2027

Published

on

«Questa collezione è una celebrazione del potere incessantemente stimolante e trascendente di Londra. McQueen è una maison nata a Londra e l’atteggiamento intransigente e lo spirito sovversivo della città sono nel cuore stesso della maison.»

Seán McGirr, Direttore Creativo

LA COLLEZIONE

Londra: le sue strade, la sua sovversione, la sua energia e il suo atteggiamento. Le sue tensioni intrinseche: modernità e storicismo che convivono fianco a fianco. L’opportunità che si cela nell’ombra.

Un’euforia divina, dove il sacro e il mondo underground trovano una nuova sintonia. L’etereo e l’urbano: la palette della ritrattistica religiosa e i neon scoloriti dei rave underground.

Tulle delicatamente fumé e stampe floreali acide su organza di vetro riflettente. Purezza e trasgressione: raso laccato e luminoso e imbracature in pelle. Preziosi ornamenti metallici per il corpo realizzati dal maestro gioielliere Shaun Leane.

Una sartoria progettata con estrema precisione che sovverte le tradizioni di Savile Row, una pratica profondamente radicata nelle fondamenta della maison, muovendosi continuamente tra formalità e controcultura.

La sartoria scultorea con «ali d’angelo» entra in contrasto con completi rigorosi e slanciati. Tre silhouette maschili bespoke, concepite in collaborazione con Huntsman, sono realizzate in autentici tessuti di lana britannici.

L’abbigliamento da sera viene elevato attraverso l’arte trascendente dell’atelier. Ricami intricati ed essenziali. Jacquard notturni che sfumano nella trasparenza dell’organza.

Una bellezza autorevole e capace di trasportare altrove, come angeli nell’oscurità.

CREDITI
MASTER JEWELLER
SHAUN LEANE FOR ALEXANDER McQUEEN

Maestro gioielliere londinese e collaboratore di lunga data della maison. Formatosi nell’arte tradizionale dell’oreficeria nei laboratori di Hatton Garden, Leane ha sviluppato una pratica innovativa che supera i confini della gioielleria d’alta gamma, estendendosi all’arte attraverso creazioni visionarie uniche.

La sua prima collaborazione con McQueen risale al 1995.

Per la Primavera Estate 2027, Leane ha creato una speciale imbracatura in metallo prezioso, realizzata artigianalmente in argento riciclato, presentata nell’ambito del suo nuovo atelier, «12».

La collezione ripropone inoltre due pezzi d’archivio di McQueen firmati Shaun Leane: le sculture per il capo dell’Autunno Inverno 1998 «Joan», per gentile concessione di Barrett Barrera Projects, e dell’Autunno Inverno 2004 «Pantheon ad Lucem».

HUNTSMAN
SAVILE ROW FOR ALEXANDER McQUEEN

Con 177 anni di tradizione sartoriale e artigianalità bespoke, Huntsman riveste un ruolo fondamentale nella reputazione internazionale di Savile Row come destinazione per una sartoria caratterizzata da rigore e precisione senza pari.

Huntsman aveva già collaborato con McQueen in due occasioni, nel 2002 e nel 2012.

La Primavera Estate 2027 segna la terza collaborazione tra le due maison: Huntsman realizza tre look bespoke, ciascuno caratterizzato da una silhouette allungata, spalle esagerate e vita alta e stretta.

TEAM CREATIVO

Creative Director — Seán McGirr
Styling — Camille Bidault-Waddington
Casting — Julia Lange
Hair — Anthony Turner
Makeup — Daniel Sallstrom
Nails — Ama Quashie
Concept & Production Design — Tom Scutt
Art Director — SJ Todd
Music — A. G. Cook
Choir — Shard Voices
Movement Director — Ryan Chappell
Production — La Mode en Images & Farago Projects
Lighting Design — Matt Daw
Venue — The Undercroft, Lincoln’s Inn Chapel

0 Users (0 voti)
Criterion 10
What people say... Leave your rating
Ordina per:

Sii il primo a lasciare una recensione.

User Avatar
Verificato
{{{ review.rating_title }}}
{{{review.rating_comment | nl2br}}}

Di Più
{{ pageNumber+1 }}
Leave your rating

Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.

Continue Reading
Advertisement
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

15 + dodici =

Sfilate

COLLINI MILANO PE27 NIGHT MOVES – By Gianluca Capannolo

Published

on

Nella vibrante atmosfera dello Studio 54, dove la trasgressione si intrecciava con l’eleganza, prende vita la nuova collezione Spring Summer 2027 di Collini Milano 1937. Un vero e proprio viaggio attraverso l’estetica scintillante di un’epoca iconica, in cui figure come Bianca Jagger e la super model somala Iman hanno lasciato un segno indelebile.
Tra i temi presentati si trova la stampa coccodrillo, simbolo di audacia e raffinatezza, declinata su eco-pelle, Georgette e voile di seta. Questa ricerca si radica nel DNA del marchio storico milanese di pelle e pellicceria, che ha sempre saputo coniugare glamour e innovazione.
La collezione si arricchisce di materiali come il tweed dorato effetto stuoia, lavorato a taglio vivo. La palette di colori, un mix vibrante di verde cachi, moka, fard, glicine, pervinca, cobalto, oro e argento, dipinge un quadro femminile, trasportando chi indossa questi capi in un’epoca di glamour senza tempo.
Gli abiti in georgette di seta, protagonisti in questa collezione, sono talvolta adornati da volants e balze e raccontano storie di femminilità attraverso affascinanti trasparenze.
Le silhouette sono sempre sensuali, ritraendo una donna fuori dagli schemi.
I caftani leggeri, decorati con dettagli di piume, evocano immagini di serate indimenticabili, dove ogni movimento è un’espressione di eleganza.
Imprescindibili sono i capi realizzati in vari tipi di paillettes: abiti, trench giacche gonne. Ogni pezzo è il risultato di un’accurata lavorazione artigianale, con materiali e tecniche completamente realizzati in Italia, sottolineando l’impegno per la qualità e l’unicità.
Firmata da Gianluca Capannolo, questa collezione è un tributo a un’epoca e a un ideale di libertà e creatività che continua a ispirare. Ogni abito e ogni dettaglio raccontano una storia di glamour e femminilità seducente, tipica del brand milanese fondato nel 1937.

 

0 Users (0 voti)
Criterion 10
What people say... Leave your rating
Ordina per:

Sii il primo a lasciare una recensione.

User Avatar
Verificato
{{{ review.rating_title }}}
{{{review.rating_comment | nl2br}}}

Di Più
{{ pageNumber+1 }}
Leave your rating

Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.

Continue Reading

Sfilate

Il ritorno della grande couture: Fendi riscrive il dialogo tra moda e cultura

Published

on

Roma non è soltanto la scenografia della nuova Haute Couture di Fendi, ma ne è la protagonista assoluta. Nello scenario monumentale della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, la Maison romana ha trasformato uno dei luoghi simbolo della cultura italiana in un teatro dove moda e arte hanno parlato la stessa lingua. Una dichiarazione d’identità, prima ancora che di stile. Quella andata in scena il 9 luglio rappresenta molto più del debutto couture di Maria Grazia Chiuri alla guida creativa della Maison. È un ritorno alle origini, una riflessione sul patrimonio di Fendi e sulla capacità della moda italiana di raccontare sé stessa senza rincorrere tendenze effimere. Dopo gli anni trascorsi alla direzione creativa di Dior, Chiuri torna nella sua Roma e sceglie di farlo proprio là dove il dialogo tra creatività contemporanea e storia dell’arte diventa naturale. L’ingresso in passerella è preceduto da un cortometraggio ispirato a Histoire d’Eau, il film commissionato da Karl Lagerfeld nel 1977, reinterpretato per l’occasione dalla regista Valeria Golino. Un omaggio raffinato che prepara lo spettatore a una collezione costruita sulla memoria più che sulla nostalgia. La memoria, infatti, non guarda indietro: diventa materia viva, capace di generare nuove forme. La collezione si sviluppa attraverso una palette essenziale, dominata da bianco, nero, avorio e sfumature cipria. La silhouette è fluida, quasi liquida. Gli abiti sembrano sospesi nello spazio, mentre i cappotti couture rivelano un lavoro sartoriale minuzioso. La costruzione è rigorosa ma mai rigida; la femminilità emerge attraverso la leggerezza e non attraverso l’ostentazione. Si percepisce immediatamente il dialogo con Karl Lagerfeld, figura imprescindibile nella storia di Fendi. Chiuri non tenta di replicarne il linguaggio, ma ne recupera alcuni codici visivi, reinterpretandoli con sensibilità contemporanea. Le geometrie ispirate alla Secessione Viennese, i riferimenti all’universo artistico di Gustav Klimt e l’attenzione quasi architettonica alle proporzioni restituiscono una couture colta, costruita su riferimenti culturali profondi anziché su effetti spettacolari. Anche il luogo scelto amplifica il messaggio. La Galleria Nazionale d’Arte Moderna non è soltanto una location prestigiosa: diventa parte integrante del racconto. Le opere custodite nelle sale dialogano con gli abiti come fossero installazioni contemporanee, confermando quanto il confine tra arte e moda sia ormai sempre più sottile. Non è un caso che proprio negli spazi della GNAM venga inaugurata anche la mostra ”After-Un percorso di lavoro. Fendi/Karl Lagerfeld 1985” dedicata al lavoro di Lagerfeld per Fendi, un progetto fortemente voluto da Maria Grazia Chiuri, visitabile fino al 25 ottobre 2026, proprio la stessa mostra che la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea ospitò nel 1985. La scelta evidenzia una precisa volontà culturale: restituire alla moda il riconoscimento di disciplina artistica, tema sul quale la stilista si è espressa apertamente sottolineando come l’Italia, a differenza di altri Paesi, abbia ancora margini di crescita nel valorizzare il patrimonio creativo della moda all’interno delle istituzioni culturali. Sul front row il parterre è quello delle grandi occasioni: Sarah Jessica Parker, Monica Bellucci, Valeria Bruni Tedeschi, Eleonora Abbagnato, la famiglia Fendi e numerosi protagonisti del cinema e della cultura internazionale confermano il peso simbolico dell’evento. Ma, diversamente da molte sfilate contemporanee, le celebrities non oscurano la collezione: restano spettatrici di un racconto che appartiene innanzitutto agli abiti. Tra i dettagli più interessanti emerge la straordinaria qualità dell’artigianato italiano. Ricami quasi invisibili, lavorazioni tridimensionali, piume trattate come pennellate, pellicce reinterpretate con un approccio contemporaneo e sostenibile dimostrano come la couture di Fendi continui a fondarsi sulla maestria degli atelier romani. Questa sfilata assume inoltre un valore strategico per la Maison. Fendi sceglie infatti di riportare la couture nella propria città d’origine, riaffermando un’identità profondamente romana in un momento in cui il lusso globale tende spesso ad uniformare linguaggi e immaginari. Roma non viene rappresentata attraverso i suoi cliché monumentali, ma come laboratorio creativo, città dell’arte e della manifattura. Il risultato è una collezione che evita ogni eccesso. Non cerca il colpo di scena virale né l’immagine destinata esclusivamente ai social network. Punta invece sulla costruzione di un immaginario destinato a durare, nel quale ogni abito racconta una storia fatta di cultura, memoria e ricerca estetica. Più che una sfilata, Fendi ha costruito un manifesto. Un invito a rallentare lo sguardo, ad osservare il lavoro delle mani, a riconoscere nella couture un patrimonio culturale prima ancora che commerciale. In un’epoca dominata dalla velocità delle immagini, Maria Grazia Chiuri sceglie il tempo lungo dell’eleganza. E forse è proprio questa la lezione più preziosa lasciata dalla serata romana: il vero lusso oggi non consiste nell’eccesso, ma nella capacità di creare bellezza destinata a rimanere.

Courtesy photo of Fendi

di Elena Parmegiani per DailyMood.it

0 Users (0 voti)
Criterion 10
What people say... Leave your rating
Ordina per:

Sii il primo a lasciare una recensione.

User Avatar
Verificato
{{{ review.rating_title }}}
{{{review.rating_comment | nl2br}}}

Di Più
{{ pageNumber+1 }}
Leave your rating

Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.

Continue Reading

Sfilate

McQueen torna a Londra: il ritorno più atteso alla London Fashion Week

Published

on

La maison annuncia la sfilata Primavera/Estate 2027 nella capitale britannica. Per Seán McGirr sarà il primo show londinese da Direttore Creativo: un ritorno alle origini, tra sartorialità, identità e nuova energia.

McQueen torna a casa. E non è solo una notizia di calendario, ma un gesto carico di significato, quasi una dichiarazione d’identità. La maison ha annunciato il suo ritorno alla London Fashion Week con la sfilata Primavera/Estate 2027, in programma domenica 20 settembre, segnando un momento importante nella nuova fase creativa del brand.

Sarà infatti la prima sfilata londinese di Seán McGirr nel ruolo di Direttore Creativo, un passaggio che assume un valore speciale proprio perché Londra non è, per McQueen, una città qualsiasi. È il luogo delle origini, della formazione, della tensione creativa, dell’irriverenza e di quella bellezza inquieta che ha reso il nome McQueen uno dei più potenti e riconoscibili della moda contemporanea.

Fondata da Lee Alexander McQueen nel 1992, la maison ha sempre avuto con Londra un rapporto profondo, quasi fisico. La città è stata laboratorio, palcoscenico, ferita e ispirazione: un territorio creativo dove tradizione sartoriale britannica e ribellione culturale hanno saputo incontrarsi in modo radicale. Tornare alla London Fashion Week significa quindi riaprire un dialogo con quella memoria, ma anche spingerla avanti, dentro una visione nuova.

La collezione Primavera/Estate 2027 continuerà l’esplorazione dell’eredità McQueen, concentrandosi su due codici fondamentali della maison: la sartorialità affilata e l’occasionwear distintivo, con una proposta che comprenderà sia womenswear sia menswear. Una direzione che sembra voler tenere insieme rigore e teatralità, struttura e tensione emotiva, passato e futuro.

«Londra è sempre stata al cuore di McQueen», ha dichiarato Seán McGirr, sottolineando quell’energia viscerale che attraversa la storia della maison e continua a ispirarne il presente. Un ritorno che, nelle sue parole, non è nostalgia, ma immersione viva nello spirito creativo della città.

Anche per Gianfranco D’Attis, CEO di McQueen, il ritorno nella capitale britannica rappresenta un momento profondamente simbolico: Londra resta centrale nell’identità del brand, non solo come luogo d’origine, ma come ecosistema creativo da sostenere e valorizzare. Una scelta che riafferma il legame con il British Fashion Council e con una comunità culturale che ha sempre fatto dell’audacia una forma di linguaggio.

Particolarmente significativo anche il commento di Laura Weir, CEO del British Fashion Council, che ha definito il ritorno di McQueen una delle sue prime ambizioni alla guida dell’istituzione. Il rientro della maison nel calendario ufficiale viene letto come una dichiarazione di fiducia nella creatività britannica più libera, feroce e distintiva.

In un momento in cui la moda cerca continuamente nuovi equilibri tra heritage e contemporaneità, McQueen sceglie di ripartire da Londra. Non per guardarsi indietro, ma per ricordare da dove nasce la sua forza: da una città capace di essere elegante e brutale, colta e istintiva, classica e sovversiva nello stesso respiro.

Il 20 settembre, dunque, non sarà soltanto una sfilata. Sarà un ritorno alle radici. Ma, come sempre accade quando si parla di McQueen, le radici non servono a restare fermi: servono a spingere più lontano.

0 Users (0 voti)
Criterion 10
What people say... Leave your rating
Ordina per:

Sii il primo a lasciare una recensione.

User Avatar
Verificato
{{{ review.rating_title }}}
{{{review.rating_comment | nl2br}}}

Di Più
{{ pageNumber+1 }}
Leave your rating

Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.

Continue Reading

Trending