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Le Storie della Mosca di Marina Neri

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Marina Neri è un’autrice, regista, attivista e avvocata nata e operante a Reggio Calabria. È nota per il suo impegno sociale a difesa delle donne e dei minori, per la sua carriera forense e per aver fondato l’associazione culturale Rizes dedicata alla promozione del territorio calabrese.
Il Giorno della Mosca… di Marina Neri
FINALMENTE IL 17 GIUGNO ALLE ORE 17:00 ATTERRERÀ !!!!!
“Cosa accadrebbe se una donna si risvegliasse trasformata in una mosca?
Non quella di Kafka, ma una creatura ironica, consapevole, capace di spiare la vita da prospettive proibite e illuminanti.
Le storie della mosca è una raccolta di racconti pungenti e poetici in cui un insetto diventa voce narrante dell’umanità: osserva amori e addii, guerre e tribunali, sogni infranti e piccole rinascite.
Con una scrittura raffinata, accattivante e visionaria, Marina Neri mescola umorismo, introspezione e critica sociale, trasformando la leggerezza del volo in un atto di ribellione contro la mediocrità e la rassegnazione.
Un viaggio tragicomico dentro la condizione umana, dove anche una mosca può insegnarci a guardare la realtà con occhi nuovi.
Dietro ogni finestra, in ogni stanza o tribunale, tra le pieghe della vita e della morte, ronzano storie che solo una mosca può vedere davvero.
Marina Neri ci invita a seguire il suo insetto consapevole in trentacinque racconti intensi, ironici, erotici, attuali e profondi, capaci di farci sorridere e riflettere su ciò che siamo diventati.
Un libro che scava con delicatezza nelle contraddizioni del nostro tempo e ce le restituisce con la forza della poesia e la leggerezza del volo.
Un’opera originale, delicata come una piuma, che sa scuotere con una carezza, e far sorridere come un soffio quando sfiora le tattili zone erogene.
Per chi cerca: un libro che fa pensare, ma anche ridere — un ronzio che resta nella mente, come un pensiero che non si può scacciare.”
Brinderemo insieme alla Moschicella presso il meraviglioso terrazzo de l’A GOURMET L’ACCADEMIA dello chef Filippo Cogliandro

Filippo Cogliandro
Ci sono persone che scrivono libri.
E poi ci sono persone che sanno trasformare la vita in parole.
Mercoledì 17 giugno alle ore 17:00 avrò il piacere di ospitare presso L’A Gourmet L’Accademia la presentazione di “Le Storie della Mosca” di Marina Neri, una donna capace di osservare il mondo con l’attenzione che si riserva alle cose più vere.
La Mosca di Marina non è un eroe, non è un leone che ruggisce.
È una presenza discreta che vola tra le persone, ascolta, osserva e racconta. Racconta chi spesso resta ai margini, chi non fa rumore ma custodisce storie straordinarie nella semplicità del quotidiano.
Un viaggio tra sorrisi, emozioni, ironia, fragilità e umanità, dove ogni pagina diventa uno specchio nel quale riconoscersi.
Sarà un pomeriggio dedicato alla cultura, alla condivisione e al piacere di stare insieme, brindando al nuovo volo della Mosca e alla sensibilità di una scrittrice che sa dare voce a ciò che troppo spesso rimane in silenzio.

Vi aspettiamo.
Presentazione del libro “Le Storie della Mosca”
Marina Neri
17 giugno 2025 – ore 17:00
L’A Gourmet Accademia – Via Largo Colombo, 6
Reggio Calabria

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I’ll be back – Arnold Schwarzenegger

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Arnold Schwarzenegger è stato un bodybuilder, un attore, un politico e ora è anche un modello fotografico alla portata di tutti

Questa nuova edizione illustra la vita di Arnold Schwarzenegger: dalla povertà al titolo di Mr. Olympia, la carriera cinematografica e quella politica. È arricchita da una selezione di ritratti scattati da Annie Leibovitz, Robert Mapplethorpe, Herb Ritts, Sante D’Orazio e Andy Warhol, foto personali, di bodybuilding, sul set e interviste esclusive.

Questa nuova pubblicazione, inizialmente ideata come Edizione da Collezione autografata, è ora disponibile in edizione illimitata

È stato quattro volte Mr. Universe e sette volte Mr. Olympia. I suoi film hanno incassato più di quattro miliardi di dollari in tutto il mondo. Si è aggiudicato le elezioni per la carica di governatore della California con una vittoria schiacciante. Ha uno dei volti più riconoscibili al mondo, un accento spesso imitato e un fisico a tutt’oggi considerato il più perfetto mai esistito. Arnold è unico e inimitabile e il suo nome è conosciuto a livello internazionale. Da oggi, la “muscolosa” biografia di Arnold è finalmente accessibile a tutti.

Ci sono voluti dieci anni per realizzare l’Edizione da Collezione originale. Un tributo fotografico che mostra oltre settant’anni della vita di Schwarzenegger: dall’infanzia povera del futuro Terminator a Thal in Austria, alla sua ascesa come giovane atleta, dal suo viaggio in America per diventare il bodybuilder più famoso di tutti i tempi, alla brillante carriera cinematografica in film d’azione, fino alla carica di governatore della California e oltre.

Il corpo muscoloso, i lineamenti scolpiti e la personalità carismatica di Arnold lo hanno reso uno dei soggetti preferiti di fotografi del calibro di Annie Leibovitz, Robert Mapplethorpe, Herb Ritts, Sante D’Orazio, Francesco Scavullo e Andy Warhol. In questo volume sono presenti tutti i ritratti fotografici dell’edizione originale accostati a immagini più intime di bodybuilding o scattate dietro le quinte, decine di foto provenienti dall’archivio personale di Arnold. Il tutto è corredato da interviste esclusive ad Arnold e coloro che lo hanno aiutato a raggiungere la fama, tra cui i registi Ivan Reitman e Bob Rafelson e le leggende del bodybuilding Franco Columbu, Dave Draper e Frank Zane.

XL

Arnold
Dian Hanson
Hardcover with fold-out, 528 pagine
€ 125

ISBN 978-3-8365-9958-0 (English)
ISBN 978-3-8365-9986-3 (German)

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MARIO D’AGATA – Il Centenario della nascita di un campione che ha fatto la storia. 5 giugno 2026 Palazzetto PalaLilly – Sesto Fiorentino

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Un uomo che ha saputo trasformare il silenzio in forza, diventando il primo campione del mondo sordomuto, dimostrando al mondo intero che nessun limite può spegnere la fame di vittoria.
Mario D’Agata, dopo Primo Carnera, fu il secondo italiano a conquistare un titolo mondiale, infatti quest’anno 2026  sono 70 anni che D’Agata ha portato in alto il nome dell’Italia con coraggio, determinazione e cuore.
In questa serata speciale, dedicata ai 100 anni dalla nascita del campione aretino, non si celebrerà solo la sua leggenda sul ring, ma anche il profondo legame umano che lo univa a Giorgio Luminati: un’amicizia autentica, fatta di passione, sacrificio e amore per la boxe.
Sarà proprio la palestra Luminati a ospitare e organizzare questo evento carico di emozione, dove il passato incontra il presente e dove,
per la prima volta, un ragazzo disabile combattera’ contro un pugile dilettante normodotato effettuando un “match di esibizione” di due riprese di due minuti: il siciliano Giuseppe Mondello, della palestra fiorentina Dinamika Special Boxe, allenato dal tecnico Simone Vannuzzi, avrà  all’angolo del ring  il tecnico Leonardo Naldini e il campione di paraboxe Matteo Fabbri.
Ci sarà anche l’incontro di paraboxe per il Titolo Italiano fra Lorenzo Spadafora contro Lazar Iulian Cristian.
Inoltre ci saranno incontri fra i migliori pugili toscani della Scuola Luminati e altre scuole di Boxe della Regione Toscana pronti a salire sul ring per onorare una storia che continua a vivere, colpo dopo colpo, in palio una cintura per i vincitori….per non dimenticare mai….

Questo evento, fortemente sostenuto, vedrà, insieme alla Boxe Luminati, tutto il CRT, FPI, CONI, la Famiglia D’Agata, Istituzioni del territorio, Luca Tassi  responsabile nazionale di paraboxe.

 

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U2, Easter Lily: Dalle ceneri alla resurrezione. In Attesa del nuovo album

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Easter è il titolo di un famoso album di Patti Smith. È il suo più grande successo, è il disco di Because The Night, un album del 1978. Bono all’epoca aveva 18 anni e quel disco lo ha ascoltato tanto. E gli ha dato tanta speranza. Quella che ci hanno voluto portare gli U2 con l’EP Easter Lily, il cui titolo è – anche – un omaggio a lei. Non è il nuovo album degli U2: per quello proseguono le sessioni di registrazione. Anzi, a questo punto, molto probabilmente saranno finite. Si parla del nuovo singolo a giugno e dell’album il 25 settembre, quando ricorreranno i loro 50 anni di carriera. Con un colpo ad effetto come ne hanno fatti tanti nella loro carriera. Ma sono dei colpi ad effetto anche questi, come non ne facevano da anni. Easter Lily è come una seconda raccolta autonoma che segue l’EP Days of Ash pubblicato, sempre a sorpresa, durante il Mercoledì delle Ceneri.

Days Of Ash era stato una risposta a quello che sta accadendo nel mondo, una raccolta di canzoni urgenti, che non potevano attendere. Uscite nel giorno delle ceneri, per ricordarci che sono giorni di cenere, di vite e di diritti bruciati. Ma anche che dalle ceneri si può, si deve rinascere, magari cercando la soluzione “una persona alla volta”, come racconta One Life At A Time. Gli Stati Uniti, con Minneapolis, Israele e la Palestina, l’Iran, l’Ucraina. C’era tutto questo nel precedente EP. Easter Lily è una raccolta di canzoni molto più riflessive, che emerge da un luogo più personale e privato, in cui alcuni potrebbero rifugiarsi in tempi come questi, esplorando temi quali l’amicizia, la perdita, la speranza e, in definitiva, il rinnovamento.

Questi U2 sono semplici eppure complessi, sono classici eppure guardano verso il futuro, perché forse è questo il suono che avrà il nuovo album. O forse no. Sono, a quanto pare, gli U2 che vogliono i loro fan, che mai come in questi ultimi mesi hanno esclamato “gli U2 sono tornati, questi sono i veri U2”. Sono gli U2 che fanno gli U2, che sono gli U2, che non hanno paura di esserlo. Per questo, e per tanti altri motivi, sembra di essere nei dischi del passato. C’è qualcosa di The Unforgettable Fire, qualche piccolo tocco di The Joshua Tree, ma anche All That You Can’t Leave Behind, l’album non certo perfetto ma nel quale gli U2 avevano deciso di non vergognarsi di essere gli U2, di suonare classici, di usare, per Beautiful Day una chitarra che veniva dagli anni Ottanta.

Song For Hal

La chitarra di Edge apre l’EP e la prima canzone Song For Hal. E sembrano delle campane. Ma stavolta c’è anche la voce solista di The Edge, che una sua limpidezza e una sua dolcezza, quella voce che chi ha amato Van Diemen’s Land conosce bene. Ma qui tocca vette altissime, porta la canzone verso un sentimento di consolazione, positività. È un suono solare, lenitivo, è qualcosa che cura le ferite, cura l’anima. Song for Hal è un pianto sul lockdown durante il COVID-19, scritto per l’amico della band, il produttore musicale Hal Willner, che avrebbe compiuto 70 anni il Lunedì di Pasqua e che è scomparso quasi sei anni fa, proprio durante questi giorni.

In A Life

Quelli che ascoltiamo, sin dal primo brano, sono suoni allo stesso tempo vecchi e nuovi. Così come lo sono i suoni che aprono in A Life. Suoni che sembrano arrivare dal passato, dalla loro storia. Suoni che ci mancavano e che, in realtà, non se ne sono mai andati. C’è il tintinnio della chitarra di The Edge. Sulla quale adesso si appoggia la voce di Bono, profonda, sempre un po’ rotta dall’emozione, piena di colori. È una canzone che parte quieta e si apre, sale fino a diventare un inno. Un inno non urlato ma meditato. Ci ricorda Kite, la canzone tratta da All That You Can’t Leave Behind diventata un classico. In a Life è una canzone che celebra l’amicizia

Scars

Chitarre lancinanti, che sembrano quelle di Wire, da Unforgettable Fire, aprono Scars. Scars è sostenuta dal basso, quel basso proverbiale di Adam Clayton, custode della tradizione new wave che dai Joy Division ha portato ai New Order, ai primi U2 e a quegli U2 che in California (da Songs Of Innocence) suonavano come i New Order. Le chitarre di Edge tagliano l’aria, rintoccano come campane. La voce di Bono va dai toni bassi a quelli più alti, in una canzone che sembra procedere come un flusso di coscienza. Il finale in falsetto sulla chitarra acustica fa il resto. È una canzone trascinante, empatica, carica. Speriamo di sentirla nel prossimo tour: funzionerebbe alla grande dal vivo. Scars è una canzone di incoraggiamento e accettazione, che parla di cicatrici e tutto il resto. “Don’t cover your scars… they’re your scars”. Non nascondere le tue cicatrici… sono le tue cicatrici”. Vuol dire che parlano di te, ti definiscono, dicono al mondo chi sei. Devi esserne orgoglioso. Come diceva Zerocalcare alla fine della sua serie Strappare lungo i bordi.

Resurrection Song

All’inizio ascoltiamo gli arpeggi e le tessiture sonore di The Unforgettable Fire, il tintinnio tipico della chitarra di Edge – “ring those bells Edge”, come cantava Bono su I Will Follow nell’Elevation Tour – mentre basso e batteria crescono in un ritmo quasi tribale. La canzone della resurrezione recita il titolo, una canzone perfetta per la Pasqua, il tema del disco. È ancora una volta un canto liberatorio, catartico. Resurrection Song parla di un pellegrinaggio, un viaggio verso l’ignoto con un’amante o un amico.

Easter Parade

L’inizio ha trame elettroniche sulle quali si inserisce la chitarra, la sintesi tra gli U2 classici e quelli più sperimentali, la canzone si muove quieta tra suoni eterei, e con un giro di basso che ancora comanda. Fino a un ritornello che si apre tra cori beatlesiani o, se preferite, alla Beautiful Day, o qualcosa che ricorda The Three Sunrises, un outtake di The Unforgettable Fire.  Easter Parade è una canzone devozionale, una celebrazione della nuova vita, della rinascita e della resurrezione. E quel Kyrie Eleison finale riporta agli inni spirituali di un tempo, ai salmi di October e War.

COEXIST

Gli U2 hanno lavorato anche con Brian Eno, l’artefice dei loro dischi storici, nell’ultimo periodo. Non si sa ancora se quel materiale sarà nel nuovo album o in un album successivo. Un esempio del lavoro con Brian Eno è questa COEXIST (I Will Bless The Lord), una canzone atmosferica, che vive su un tappeto di tastiere con la voce filtrata dal vocoder. È una preghiera sommessa e sentita, il brano più intimo e sperimentale del disco. COEXIST è una ninna nanna per i genitori dei bambini coinvolti nella guerra. Trea queste canzoni è quella che ci mette più tempo ad arrivare. Ma gli U2 sono anche questi.

E il nuovo album?

Come abbiamo scritto, tutto lascia suppore che arriverà il 25 settembre, a 25 anni esatti da quel 25 settembre del 1976 in cui si formò la band. “Siamo in studio, ancora impegnati a realizzare un album rumoroso, caotico e ‘irragionevolmente colorato’ da suonare dal vivo… che è il vero habitat degli U2. Continuiamo a pensare al rock’n’roll più vivace come ad un atto di resistenza contro tutta questa orribile realtà che vediamo sui nostri piccoli schermi. Questi sono senza dubbio anni duri’. per molti di noi che guardano al caos che regna là fuori nel mondo. C’è una grande curiosità, emozione, ma anche timore per questo nuovo disco. Come a ogni loro nuova uscita, del resto. Stavolta, molto di più, perché dall’ultimo disco in studio saranno passati nove anni. Ci viene da pensare che, se queste degli ultimi due EP sono le canzoni che non sono entrate nel disco, chissà cosa potrà esserci nel nuovo album. Ma anche che, magari, per il loro ritorno, abbiano puntato su canzoni più “facili”, d’impatto, come hanno fatto nel recente passato. Quasi quasi ci sarebbe piaciuto che questo Easter Lily fosse già il nuovo album, per quelle tre-quattro canzoni all’inizio che hanno tutto, carica, emotività, epicità, parole. Non resta che aspettare. E leggere le loro parole. “In un secondo momento cercheremo di fare un gran trambusto e clamore per ricordare al resto del mondo che esistiamo, ma nel frattempo… questa è una cosa tra voi e noi”.

di Maurizio Ermisino per DailyMood.it

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