Connect with us

Accessori

Valentino SS 2018 Eyewear Collection. Linee fluide e colore disegnano uno stile senza tempo.

Published

on

La Maison Valentino è stata fondata a Roma nel 1960 e da allora rappresenta una delle più alte espressioni del savoir-faire Couture e dell’eccellenza Made in Italy.

Grazia, delicatezza e pura dedizione alla cultura sartoriale pervadono l’atmosfera vibrante ed eterea degli Atelier di Palazzo Mignanelli, dove creazioni dall’eleganza senza tempo prendono vita ogni giorno. Pierpaolo Piccioli, Direttore Creativo Valentino, guida l’innovazione della Maison, ispirandosi a una concezione profondamente umanistica della creatività come processo individuale.

Gli accessori traducono i valori della Maison in una visione estetica contemporanea, andando oltre le regole lasciando spazio alla contaminazione di stili per esprimere se stessi e la propria unicità.

La collezione Eyewear nasce dalla stessa ricerca estetica, che fa convivere elementi apparentemente inconciliabili creando una nuova armonia. Leggerezza e trasparenza si affiancano a linee bold e metallo punk, e a inaspettati accostamenti di colori e materiali. Un mix irresistibile di fascino intellettuale e sensualità, simbolicamente riassunto nell’iconica stud Valentino che firma le aste di tutti i modelli.

Un hommage alla bellezza ed individualità delle donne contemporanee.

Proposte Occhiali da Sole
VA 2010B
L’occhiale da sole gioiello fa parte degli accessori della sfilata Valentino PAP SS18. Il fronte piatto ha sottili cornici rotonde in metallo argento, nelle quali si inserisce una costellazione di micro cristalli scintillanti incastonati a mano. Le declinazioni di colore sottolineano l’effetto prezioso e glam degli abbinamenti: lente blu con cristalli acquamarina, lente verde con cristalli neri, lente rosso chiaro con cristalli color rubino. Le aste sottili sono contrassegnate dall’iconica stud Valentino sul terminale in acetato.

VA 2019
Occhiale da sole in metallo dalla linea pilot. La costruzione  è audace, con sottile doppio ponte e lenti che sembrano sospese nel gioco delletexture. Il modello è declinato in combinazioni cromatiche dai toniesclusivi: l’oro chiaro, con lente nera specchiata e il rutenio, con lentein una delicata nuance rosa. Le aste hanno terminali in acetatohavana con l’iconica stud Valentino.

VA 2018
L’occhiale da sole squadrato riprende il tema iconico del brand, con una cornice in raffinata texture metallica sormontata da lentepiatta a mascherina. L’eleganza del modello è sottolineata dai due abbinamenti cromatici: la versione in oro rosa monta una lente leggermente specchiata argento mentre quella gunmetal una lente sfumata e specchiata oro. L’asta sottile e sagomata ha terminali in acetato ed è siglata con l’iconica stud Valentino.

VA 4030
Un elegante gioco di trasparenze e una costruzione sofisticata caratterizzano l’occhiale da sole cat eye con lente blu scuro. La base cristallo in fibra di nylon è ridisegnata sulla parte frontale da un inserto in metallo a mascherina, realizzato nei toni dell’oro rosa chesfuma in blu opaco e fissato con micro borchie. Il modello ha aste sottili con il terminale in acetato siglato dall’iconica stud Valentino.

VA 4028
L’occhiale da sole a farfalla dalle proporzioni extralarge è sinonimo di femminilità. La classica eleganza è resa audace dalle aste bold, e le tonalità scure dell’acetato sono illuminate dai toni metallici di borchie e cerniere. Il modello è declinato in nero, con lente marrone che sfuma in rosa, e in havana con lente sfumata verde. L’asta è rifinita con la stud iconica Valentino.

VA 4035
L’occhiale da sole squadrato si distingue per la costruzione dall’eleganza contemporanea. Una mascherina di acetato trasparente si accosta al frontale, fissata con due piccole borchie, ottenendo una silhouette dall’effetto etereo e fluido. Le versioni sono due: il nero con lente verde sfumata e il color cipria con lente a specchio sfumata marrone.
Le aste sottili in metallo argentato hanno un terminale in acetatocon l’iconica stud Valentino.

VA 4033
Occhiale da sole cat eye. Il frontale compone un gioco sofisticato di acetati a contrasto, con una seconda cornice geometrica che sottolinea la montatura trasparente. Le declinazioni hanno ricercatia ccostamenti di colore: fronte trasparente con bordo havana scuro, lente marrone sfumata e aste in metallo dorato; fronte rosa trasparente con bordo cristallo e aste gunmetal. L’iconica stud Valentino sui terminali delle aste.

VA 2022
L’occhiale da sole dal design essenziale punta su nuance delicatee sottili lenti a farfalla, sfumate in gradazioni dall’azzurro al grigio, passando al rosa, e rese preziose da un leggero effetto sfumato.
Il modello è caratterizzato da un ponte sottile e dalla nuova attaccatura alta delle aste in metallo dorato. L’iconica stud Valentino sui terminali in acetato.

VA 2026
Ispirazione ultramoderna e particolari ricercati fanno dell’occhiale da sole a mascherina un accessorio distintivo e di grande personalità.
L’ampio fronte è composto da una lente monocromatica piatta sulla quale si inserisce un sottile profilo grafico in metallo bianco.
Rivetti metallici collegano le aste dagli inserti in pelle decorate con le iconiche stud Valentino nella variante bianca. Il modello è disponibile nella versione con lente a specchio argento e pelle nera, oppure con lente verde chiaro e pelle verde.

Proposte occhiali da Vista
VA 1011
Occhiale da vista cat eye in metallo. La struttura è leggera, con cigliare disegnato da una texture traforata dai colori sfumati.
Le aste sono sottili e hanno terminali in acetato – con l’iconica stud Valentino – che richiamano il colore del frontale. Elegante e contemporaneo, il modello è disponibile nelle seguenti declinazioni: rutenio con terminale azzurro; oro sfumato in verde foresta; argento sfumato in rosso.

VA 3018
Occhiale da vista cat eye. Sulla montatura in acetato trasparente si inserisce una sottile cornice in metallo dall’effetto bicolore, disponibili nelle seguenti varianti: rosso sfumato in bordeaux; rutenio sfumato in nero; oro rosa sfumato in bianco. Il modello, lucente e raffinato, è arricchito sul fronte da micro borchie luminose.
Le sottili aste cilindriche hanno terminali in acetato in toni coordinati, e anch’esse sono siglate con le iconiche stud Valentino.

VA 3017
Occhiale da vista in acetato dalla silhouette elegantemente squadrata.
Il frontale e le aste bold sono decorati da cerniera e borchie argentate, che illuminano gli acetati. Il modello è declinato nelle varianti: nero,havana biondo e havana rosa. L’iconica stud Valentino è ripresa anche sul finale delle aste.

VA 3025
Occhiale da vista di grande personalità, che riprende i nuovi dettagli iconici Valentino attraverso raffinati accostamenti di colore. Di forma cat eye, il modello ha un frontale bold in acetato,arricchito da piccole borchie metalliche. Le aste dagli inserti in pelle con colore a contrasto hanno stud bianche applicate.
Le declinazioni sono le seguenti: nero con aste nere o rosa; havana biondo con aste blu; blu notte con aste azzurre.

VA 3021
Occhiale da vista in acetato. La montatura squadrata si distingue per l’originale eleganza del frontale, al quale si sovrappone una mascherina trasparente di forma cat eye fissata con piccole borchie metalliche. Etereo e contemporaneo, il modello è disponibile nelle declinazioni: nero, havana scuro e blu notte. Le aste sottili in metallo hanno un terminale in acetato con l’iconica stud Valentino.

www.valentino.com

0 Users (0 voti)
Criterion 10
What people say... Leave your rating
Ordina per:

Sii il primo a lasciare una recensione.

User Avatar
Verificato
{{{ review.rating_title }}}
{{{review.rating_comment | nl2br}}}

Di Più
{{ pageNumber+1 }}
Leave your rating

Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.

Continue Reading
Advertisement
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

tredici + 6 =

Accessori

Occhiali da vista: da dispositivo medico ad accessorio di stile

Published

on

Come una conquista tecnica, prima ancora che culturale, ha trasformato un dispositivo medico nell’accessorio più personale del nostro stile
Approfondimento a cura del team di Ottica Giulia

Per capire perché per decenni indossare gli occhiali sia stato vissuto quasi come un disagio, bisogna partire da un dettaglio tecnico spesso dimenticato: fino a buona parte del Novecento le lenti erano di vetro, pesanti, e per le correzioni più importanti diventavano inevitabilmente spesse, dando vita al cosiddetto effetto “fondo di bottiglia” che tanto ha alimentato lo stereotipo del personaggio occhialuto, goffo e poco attraente. Il pregiudizio, insomma, nasceva anche da un limite materiale concreto, non solo da una questione di gusto.

La svolta arriva nel 1947, quando l’azienda californiana Armorlite Lens Company lancia le prime lenti in plastica CR-39: pesano circa la metà di quelle in vetro, mantenendo una buona qualità ottica. È un primo passo, ma il vero cambio di passo arriva negli anni ’70, quando la Gentex Corporation introduce le lenti in policarbonato, materiale nato per le visiere di sicurezza e poi adottato in massa, negli anni ’80, per la sua leggerezza e resistenza agli urti. Negli ultimi decenni, infine, lo sviluppo delle lenti ad alto indice di rifrazione ha permesso di ottenere spessori sempre più ridotti anche per le correzioni più elevate. Solo a quel punto, liberate dal peso e dal volume, le montature hanno potuto restringersi, alleggerirsi e finalmente diventare oggetto di design.

È su questa base tecnica che si costruisce la rivoluzione culturale. Un esempio significativo arriva nel 1977, con “Io e Annie” di Woody Allen: il look proposto da Diane Keaton nei panni di Annie Hall, fatto di blazer oversize, gilet e cravatte presi in prestito dal guardaroba maschile, includeva anche un paio di occhiali importanti, parte di un’estetica androgina che mise in discussione l’idea che certi accessori — gli occhiali compresi — appartenessero a un genere piuttosto che a un altro. Il film diventò un fenomeno di moda capace di influenzare il guardaroba femminile per anni, e ancora oggi viene citato come riferimento di stile.

Un secondo ribaltamento arriva con il boom della tecnologia, tra gli anni ’90 e i 2000. Le montature rotonde diventano, quasi per osmosi, un tratto distintivo dei protagonisti della rivoluzione digitale: l’immaginario del fondatore di startup, brillante e un po’ fuori dagli schemi, sostituisce gradualmente quello del secchione imbranato. Per la prima volta gli occhiali smettono di segnalare una mancanza e cominciano a comunicare competenza, curiosità, persino successo: nasce così quello che oggi chiamiamo “nerd chic”, l’estetica da intellettuale rivalutata in chiave positiva.

Negli anni più recenti la rivoluzione si è completata sul piano del mercato: ai pochi grandi gruppi storici si sono affiancate decine di marchi indipendenti, spesso nati online, che trattano la montatura esattamente come un capo di abbigliamento stagionale, con collezioni rinnovate spesso e collaborazioni con stilisti e artisti. Sui social network, dove ogni dettaglio
del look viene fotografato e condiviso, l’occhiale da vista è diventato un elemento di personal branding al pari di una borsa o di un orologio — al punto che è nato anche un mercato di montature “a vista zero”, scelte da chi non ha alcuna necessità correttiva ma vuole comunque quel dettaglio sul viso. Le forme, inoltre, non rispettano quasi più confini di genere: la stessa montatura oversize o squadrata compare indifferentemente nelle collezioni uomo e donna, scelta in base al viso e alla personalità più che a una convenzione.

Il percorso compiuto in meno di un secolo è quindi duplice: da un lato la tecnica ha reso possibile alleggerire e rimpicciolire le lenti, eliminando il limite fisico che per anni aveva penalizzato chi aveva una vista debole; dall’altro la cultura ha imparato a leggere l’occhiale non più come la prova di un difetto, ma come uno strumento di espressione personale, capace di raccontare chi siamo tanto quanto un capo di vestiario scelto con cura. Chi entra oggi in un negozio di ottica non cerca più semplicemente “la montatura più discreta possibile”, come capitava spesso una generazione fa, ma una forma che valorizzi i propri tratti e rifletta il proprio gusto, proprio come farebbe scegliendo un paio di occhiali da sole o un accessorio di moda. Un cambiamento lento, cominciato in un laboratorio chimico più che su una passerella, ma probabilmente definitivo.

0 Users (0 voti)
Criterion 10
What people say... Leave your rating
Ordina per:

Sii il primo a lasciare una recensione.

User Avatar
Verificato
{{{ review.rating_title }}}
{{{review.rating_comment | nl2br}}}

Di Più
{{ pageNumber+1 }}
Leave your rating

Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.

Continue Reading

Accessori

Trenta7, Eleonora Moccia: “Le mie Mary indossate da Madonna!”

Published

on

Non capita tutti i giorni di scoprire che dietro un paio di scarpe intraviste casualmente in un negozio si nasconde la designer scelta da Madonna per il suo tour mondiale. E’ una domenica pomeriggio di fine marzo, assolata e rilassante, mi trovo a passeggiare al centro di Roma quando all’improvviso il mio sguardo si concentra su una vetrina in via dell’Oca. Colpisce immediatamente la mia attenzione uno strepitoso tronchetto stile Moulin Rouge in cocco nero. Si vede subito che quella scarpa ha carattere: è moderna, sofisticata, diversa dalle altre. Essendo un giorno festivo la boutique è chiusa, ma dopo circa un mese entro per vedere meglio questa calzatura che aveva acceso la mia curiosità. La titolare mi spiega che il brand si chiama Trenta7, i numeri sono quasi tutti terminati, mi consiglia di contattare direttamente la designer. E così, spinta dalla curiosità di conoscere Eleonora Moccia, direttrice creativa e fondatrice del marchio e vedere dal vivo le sue creazioni, la chiamo il giorno seguente per prendere un appuntamento nel suo atelier di Roma nel quartiere Parioli in via Archimede. Eleonora mi riceve subito, è una donna spontanea, ma al contempo elegante, solare, determinata. Sedute tra forme, pellami e bozzetti, mi racconta la sua storia.” Sono laureata in psicologia e il giorno dell’esame di Stato, che ho superato, sono salita in auto e sono andata a San Mauro Pascoli in Emilia Romagna dove l’indomani mi attendeva il test d’ingresso di ammissione all’Istituto Cercal, specializzato in calzatura e presieduto da Sergio Rossi. Vengo ammessa e intraprendo così il mio percorso di studi di un anno. Grazie a questa formazione specifica imparo tutto il processo creativo della calzatura; dalla realizzazione con le forme in legno, alle tecniche modellistiche, alla ricerca stilistica fino al montaggio della calzatura.” Inizia quindi un percorso professionale per Eleonora molto diverso da quello iniziale, ma sicuramente più in linea con la sua passione per la moda. “Collaboro inizialmente tramite un tirocinio con Pollini”- chiosa Eleonora-“ Qui seguo lo sviluppo del brand Moschino, successivamente vado a Milano per il marchio Rochas, dove affianco il direttore creativo, poi per problemi familiari, a causa della malattia di mio padre, rientro a Roma.”. Ed è proprio nella Capitale, dove è nata e cresciuta, che Eleonora decide di lanciarsi nell’avventura imprenditoriale nel mondo della calzatura. “Nel marzo del 2012 avvio il mio brand, inizialmente ho delle difficoltà nell’intercettare una buona azienda che riesca a produrre il mio progetto creativo, che individuo successivamente nelle Marche, nel distretto calzaturiero, dove attualmente produco le mie creazioni.” Trenta7 si contraddistingue grazie a uno stile riconoscibile, senza tempo, ma al contempo con una forte identità contemporanea ed elegante ed amalgama il mondo maschile a quello femminile, (come il mocassino maschile rivisitato con dettagli femminili). Ben presto, per Eleonora, arriva quella svolta destinata a cambiare il percorso del brand: ”Un giorno vengo contattata da un famoso marchio di abbigliamento che doveva fare uno shooting per il quale servivano delle calzature”- racconta la designer-“ L’editoriale consisteva in una collaborazione tra griffe. Le foto vengono poi pubblicate su vari siti di moda e le nota persino la stylist di Madonna che seleziona per la popstar due miei modelli per il suo tour mondiale: Madam X.” E’ l’inizio di un sogno ad occhi aperti per Eleonora Moccia: la Regina del pop sceglie le sue creazioni. Tra le moltitudini di scarpe che può indossare, Madonna decide di puntare su un marchio giovane e di nicchia, ma dalla forte personalità estetica. “Vedere le mie scarpe ai piedi di Madonna è stata un’emozione incredibile! Lei ha scelto il modello Mary nero in cocco con tacco da cinque centimetri e lacci in velluto su tono e il modello Ines bronzo con tacco da nove e lacci bordò. La scelta di Madonna è avvenuta in estrema velocità a tal punto che in quel preciso momento non avevo disponibile il numero trentotto, (il numero di scarpe della star), ma senza perdermi d’animo ho preso dalla mia scarpiera le mie Mary, che avevo indossato solo due volte, e le ho spedite immediatamente a Los Angeles la sera stessa in cui è stato commissionato l’ordine. Dopo circa tre mesi scorrendo su Instagram mi sono accorta che le mie Mary erano ai piedi di Madonna durante le riprese del suo videoclip! Sono rimasta scioccata, mai avrei pensato che tra tanti colossi mondiali selezionati per il tour lei potesse prediligere me. Ciò chiaramente ha dato grande visibilità alla mia azienda, è stata la realizzazione di un sogno! Anche il naming del brand è singolare come tutta questa storia. “La scelta di Trenta7 nasce perché il trentasette è il mio numero di scarpe”- chiosa Eleonora-“ Non volevo mettere il mio nome e cognome era troppo scontato e non volevo essere così in primo piano, preferisco rimanere dietro le quinte. Desideravo qualcosa che mi rispecchiasse ed ho scelto un nome sia in numero che in lettere. Il logo riporta i numeri rovesciati perché vuole simboleggiare una contrapposizione tra due mondi. Il trentasette è un numero alchemico, è anche il numero delle scarpe di campionario. Sono nata il trenta luglio e nella simbologia questo numero rappresenta il calzolaio e gli angeli che per me sono i miei genitori che purtroppo non ci sono più, ma sento che appoggiano pienamente il mio progetto. Sono sempre molto felice nel ricevere le mie clienti in atelier, in maniera molto intima, poiché per ognuna di loro fisso degli appuntamenti one to one, mi piace incontrarle e conoscerle dal vivo, dedicare loro il mio tempo, rispetto alla vendita on line si instaura chiaramente un rapporto diverso. Prossimamente farò anche dei pop up store a Milano, Parigi, Londra e Verona”. Un’opportunità per vivere un’esperienza diretta con il prodotto e conoscere dal vivo la talentuosa designer.

Photo Courtesy of Trenta7
di Elena Parmegiani per DailyMood.it

0 Users (0 voti)
Criterion 10
What people say... Leave your rating
Ordina per:

Sii il primo a lasciare una recensione.

User Avatar
Verificato
{{{ review.rating_title }}}
{{{review.rating_comment | nl2br}}}

Di Più
{{ pageNumber+1 }}
Leave your rating

Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.

Continue Reading

Accessori

McQueen Spring Summer 2026 Eyewear Collection – Lo sguardo affilato dell’estate

Published

on

Alcuni accessori completano un look. Altri lo definiscono prima ancora che il resto entri in scena. La collezione eyewear McQueen Spring Summer 2026 appartiene senza esitazioni alla seconda categoria: occhiali pensati non come semplice dettaglio, ma come dichiarazione estetica, gesto netto, firma visiva. In perfetto equilibrio tra precisione architettonica e tensione contemporanea, le nuove silhouette raccontano l’universo McQueen attraverso linee affilate, volumi decisi e finiture capaci di trasformare lo sguardo in un elemento di carattere.

Protagonisti della stagione sono gli Oversized Visor Sunglasses, occhiali da sole dal profilo avvolgente e scenografico, già apparsi nello show Spring Summer 2026. Le montature wraparound, ampie e futuristiche, incontrano lenti dal finish modernista, creando un effetto quasi cinematografico: protettivo, audace, immediatamente riconoscibile. Non sono occhiali pensati per passare inosservati, ma per costruire una presenza, per dare al volto una nuova geometria, per suggerire movimento anche nella staticità di un ritratto.

Accanto a questa visione più futuribile, la linea Spike Cat-Eye Logo interpreta una delle forme più iconiche dell’eyewear con l’energia sovversiva tipica della maison. Il cat-eye si fa più tagliente, più grafico, quasi appuntito: una silhouette femminile ma non docile, elegante ma attraversata da una tensione ribelle. Le estremità affilate, portate a un punto preciso, restituiscono l’idea di una bellezza non accomodante, costruita su contrasti forti e su un’identità visiva immediata.

Più morbida, ma non meno distintiva, è invece la proposta Optical Cat-Eye, che rilegge la stessa silhouette in chiave ottica, alleggerendone l’impatto senza perdere forza. Il dettaglio logo McQueen completa la montatura con discrezione e riconoscibilità, confermando una direzione stilistica in cui ogni elemento, anche il più funzionale, diventa parte di un racconto più ampio.

La collezione eyewear McQueen Spring Summer 2026 è, in fondo, un esercizio perfetto di tensione controllata: tra protezione e provocazione, tra eleganza e taglio netto, tra heritage e futuro. Occhiali che non si limitano a incorniciare il volto, ma lo ridisegnano, portando nello sguardo tutta la forza di una maison che continua a fare della precisione, dell’attitudine e dell’imprevisto la propria lingua più potente.

0 Users (0 voti)
Criterion 10
What people say... Leave your rating
Ordina per:

Sii il primo a lasciare una recensione.

User Avatar
Verificato
{{{ review.rating_title }}}
{{{review.rating_comment | nl2br}}}

Di Più
{{ pageNumber+1 }}
Leave your rating

Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.

Continue Reading

Trending