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Il lusso fuori dal Quadrilatero: Tiziano Reversi e il gioiello su misura dei Navigli

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Cesellatore tra i pochi a portare avanti ancora oggi questa antica lavorazione, Tiziano Reversi crea a Milano gioielli unici partendo da oro, pietre, simboli e dalle storie di chi li indosserà.

Se state cercando un gioiello qualunque, non state cercando un gioiello Reversi.

A Milano il lusso non abita necessariamente nelle vie che ci si aspetta. Sui Navigli, lontano dalle vetrine del Quadrilatero, Tiziano Reversi ha costruito il proprio universo attorno a un’idea precisa: riportare il gioiello alla dimensione della bottega, del mestiere e dell’incontro tra chi lo crea e chi lo indosserà.

Nato a Trento nel 1973, Tiziano cresce in una famiglia in cui il lavoro manuale è parte della quotidianità. Dal padre cesellatore apprende la pazienza e la lavorazione del metallo, dalla madre sarta eredita il senso del dettaglio e una cura che ancora oggi attraversa il suo lavoro. Dopo il diploma al Liceo Artistico, approfondisce il proprio percorso tra arte, scultura e bottega, formandosi accanto a maestri come Luciano Barberi, Tino Paoli e lo scultore Othmar Winkler.

Il cesello è il cuore del linguaggio Reversi. Una tecnica antica, lenta e precisa, che richiede tempo, controllo e una conoscenza profonda della materia. Ogni superficie viene lavorata a mano, modellata, incisa e trasformata attraverso una successione di piccoli gesti. È proprio questa traccia manuale, impossibile da replicare in modo industriale, a rendere ogni creazione diversa dall’altra.

Per Tiziano il gioiello può partire da una pietra, da un simbolo, da un ricordo o da una storia personale. Il cliente entra nell’atelier, racconta la propria idea e il progetto prende forma attraverso un dialogo diretto con chi lo realizzerà. Non una semplice personalizzazione, ma una vera commissione creativa.

È questa una delle caratteristiche più forti del mondo Reversi: il valore del gioiello risiede soprattutto nel processo che porta alla sua nascita. In un momento in cui il lusso tende spesso alla serialità e alla riconoscibilità immediata, Tiziano sceglie una strada diversa.

La scelta dei Navigli racconta bene il suo posizionamento.

Nel 2009 apre qui il suo primo spazio, e nel 2023 il progetto si amplia con una seconda boutique, sempre nello stesso quartiere. Un luogo dove bottega, creatività e vita della città continuano a convivere. Reversi si pone così prima di tutto: un artigiano di Milano, lontano dai codici del lusso.

Le sue creazioni riflettono questa stessa identità. I volumi sono importanti, le superfici materiche, le pietre naturali diventano elementi narrativi e non semplici ornamenti. È il caso di Virtus, una delle creazioni più emblematiche del brand, all’interno della quale sono incise le quattro virtù cardinali: Prudentia, Fortitudo, Iustitia e Temperantia. Prudenza, fortezza, giustizia e temperanza diventano parte fisica del gioiello, custodite a contatto con chi lo indossa.

Nella versione King Virtus, l’oro giallo 18 kt incontra uno smeraldo naturale e diamanti bianchi naturali F-G. Altre varianti scelgono l’oro rosa, la profondità cangiante della labradorite o uno zaffiro stellato nero, sempre accompagnati da diamanti naturali.

Con Double Ares, invece, il rubino naturale diventa protagonista di una costruzione scultorea, mentre Of Life and Death porta il linguaggio Reversi verso una dimensione ancora più simbolica, mettendo in dialogo vita, morte e spiritualità.

Ogni pezzo nasce come un oggetto da indossare, ma anche da interpretare. Più che semplici ornamenti, talismani contemporanei.

Ed è forse proprio questa la forma di lusso che Reversi vuole raccontare: poter entrare in una bottega nel cuore di Milano, incontrare l’artigiano che realizzerà il proprio gioiello e uscire con qualcosa che prima non esisteva.

Perché il valore sta anche nel sapere chi ha fatto il tuo gioiello, nel conoscere la sua mano e nel sapere che quel pezzo è nato per te.

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Poeticamente Noir: “Angelo & Demone” flirtano per TittiBi

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L’eleganza del contrasto tra la ricchezza della luce ed il magnetismo dell’oscurità dialogano armoniosamente nella poesia neo-barocca della nuova capsule di TittiBi Accessory.

TittiBi presenta “Angelo & Demone”, una capsule collection che esplora la duplice essenza insita in ognuno di noi. Due anime, due lati di una stessa medaglia che convivono in perfetta armonia attraverso una parure preziosa e poeticamente “infernale”, dove l’estetica neo-barocca del brand si veste di un carattere deciso e magnetico.

La collezione reinterpreta il concetto di darkness: una penombra che non evoca oscurità ma pura attrazione, un nero mai macabro ma profondamente poetico. È un “inferno” che si riscopre “angelico” in chiave sexy e contemporanea, un gioco di seduzione in cui il demone flirta con l’angelo in un incontro di passione e rigorosa eleganza.

Protagonisti della linea sono orecchini, choker e jewel bag, dove il nero profondo delle pietre e dei ritratti prende vita grazie ai riflessi luminosi degli strass incorniciati nell’oro. Un dialogo continuo tra ombre e punti luce, creato per chi desidera indossare una bellezza sofisticata, audace e senza tempo.

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Nuova collezione FW 26_27 firmata PITILLOS

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Oltre 40 anni di maestria artigianale prendono forma nella nuova collezione FW 26_27 firmata PITILLOS. Estetica e funzionalità si incontrano in una proposta costruita intorno ai valori distintivi del brand: versatilità, comfort e libertà di movimento. Un’identità consolidata nel tempo e oggi proiettata verso un mercato sempre più internazionale: PITILLOS è presente in 60 Paesi nei 5 continenti e l’export rappresenta il 35% del fatturato dell’azienda. Una presenza internazionale che testimonia la capacità di PITILLOS di coniugare una forte identità con una visione globale.

E’ da questo equilibrio che nasce la nuova collezione FW 26_27. Pelli pregiate, nappa e camosci dalla morbidezza avvolgente si intrecciano in texture ricercate, dove linee essenziali e dettagli distintivi danno carattere senza mai alzare la voce. Le ballerine flat interpretano una femminilità versatile, coniugando estetica e praticità. Le décolleté, dalle linee pulite ed essenziali, si arricchiscono di dettagli discreti capaci di fare la differenza. Protagonisti sono i mocassini, evergreen della stagione fredda, proposti sia in versione più classica sia reinterpretati attraverso sofisticati mix di materiali dal gusto contemporaneo. I camperos, grintosi e attuali, si accendono nelle calde sfumature della terra bruciata e del cuoio, regalando carattere ai look casual-chic. Stivali e stivaletti completano la proposta, accompagnando i mesi più freddi con sicurezza, mentre biker e military boots interpretano un’attitudine più decisa attraverso costruzioni grintose e materiali essenziali ma ricercati. Anche la palette cromatica si muove nel segno della naturalezza. Dominano le tonalità della terra, dal beige sofisticato al caramello, fino al cuoio e al testa di moro, pensate per abbinarsi con facilità nel guardaroba invernale. L’immancabile nero, intenso e rigoroso, veste le proposte più urbane, mentre il bordeaux, caldo e profondo, aggiunge una nota di eleganza sofisticata, tanto nei look da giorno quanto in quelli da sera. Con la collezione FW 26_27, PITILLOS firma una proposta dal design impeccabile, pensata per sostenere il ritmo della vita moderna, mettendo al centro qualità, carattere e benessere. Calzature create per accompagnare con naturalezza ogni momento della quotidianità, perché ogni passo racconta chi siamo.

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PREMIATA PRESENTA VINCENT – Una nuova attudine, tra archivio, materia e carattere

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Vincent entra nella Fall/Winter 2026 di Premiata con una silhouette essenziale, immediata e fortemente riconoscibile.
Una nuova interpretazione che mette al centro materia, proporzioni e dettagli, dando forma a una sneaker dal carattere deciso e da un’attudine spontanea e personale.
Vincent nasce dalla reinterpretazione di una silhouette d’archivio Premiata, uElizzata come punto di partenza e rile8a a8raverso nuove proporzioni, una diversa costruzione dei volumi e una ricerca accurata sui materiali.

Il design conserva un’impostazione essenziale e riconoscibile, ma ne ridefinisce l’attudine. La silhouette, dal profilo basso e dalla linea allungata, trova il proprio carattere nell’equilibrio tra semplicità e dettagli distintivi. Le tomaie sfoderate ne enfatizzano l’aspetto autentico, mentre differenti combinazioni cromatiche e materiche ampliano le possibilità espressive del modello. Pelle,
suede e canvas si incontrano attraverso texture e finiture diverse, dando vita a interpretazioni che spaziano dalle più essenziali e monocromaEche a quelle più ricche e materiche. Anche la suola racconta l’evoluzione del progetto. Derivata da un fondo iconico Premiata, assume una presenza visiva più decisa e una maggiore definizione formale, creando un contrasto con la leggerezza della tomaia. A completare il design, il puntale chiaro e i dettagli grafici debossed diventano elementi distivi della silhouette, contribuendo a renderla immediatamente riconoscibile.

La ricerca sull’imperfezione intenzionale, le sovrapposizioni e i de8agli volutamente visibili introducono una dimensione più spontanea all’interno di una costruzione sofisEcata. Ciò che potrebbe apparire irregolare diventa parte integrante del linguaggio esteEco del modello: un modo per allontanarsi dalla perfezione convenzionale e lasciare spazio alla personalità.

Il risultato è una sneaker ricercata ma mai ostentata, distintiva senza essere costruita. Pensata per entrare naturalmente nel guardaroba urbano, Vincent si adatta a stili e personalità differenti mantenendo una precisa identità. Un modello in cui ricerca e spontaneità, design e materia si incontrano per definire una nuova attudine Premiata.

La stessa attudine guida il racconto della campagna. Le immagini si muovono tra momenti reali, ambiente intimi e luoghi vissutr, osservando la quotidianità attraverso uno sguardo editoriale. I protagonisti non interpretano un ruolo, ma esprimono naturalmente il proprio stile e la propria individualità, lasciando emergere complicità, leggerezza e carattere.

Momenti spontanei e dettagli quotidiani si alternano a inquadrature volutamente imperfette e a un’atmosfera rilassata. Un racconto aspirazionale ma credibile, in cui Vincent entra naturalmente nella scena diventando parte di uno stile personale e contemporaneo.

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