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Achille Lauro debutta nella moda: Erotica, la prima collezione per Dondup

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Un debutto a dir poco ambizioso è quello della collezione firmata da Achille Lauro per Dondup andato in scena lo scorso 15 giugno davanti a sessantamila persone a San Siro a Milano, per la prima volta set di sfilata. L’annuncio della sua nomina alla direzione creativa del brand era avvenuto lo scorso 26 maggio, da quel momento l’attesa di scoprire il cantautore romano in una nuova veste era davvero tanta. Erotica è il nome della prima collezione limited edition fall/winter 26/26 di Dondup di Lauro De Marinis, presentata durante il concerto milanese, con il sottofondo della hit Maleducata, che segna un nuovo capitolo della carriera dell’artista. Il nome anticipa l’intento di questo percorso: riportare la sensualità nella moda contemporanea, non nella sua declinazione provocatoria, ma in quella elegante, dettata da un’attitudine consapevole, ambiziosa e, proprio per questo, magnetica. Più che una semplice capsule collection, Erotica rappresenta il tentativo di Achille Lauro di tradurre in abiti quell’immaginario estetico costruito negli anni tra musica, performance e ricerca identitaria. Una visione che rimanda immediatamente alla tradizione sartoriale italiana, di cui Lauro è testimonial. In passerella ci sono cinquanta creazioni tra capi e accessori. Il rigore sartoriale incontra la sensualità elegante e decisa. I gessati e i tailoring costruiscono una silhouette autorevole, mentre trasparenze, superfici luminose e dettagli preziosi introducono tensione e provocazione. “Erotica è la mia personale espressione di una femminilità potente e irresistibile”– dichiara Achille Lauro. Il bianco e il nero definiscono una femminilità decisa, sofisticata e sicura di sé. Texture ricche, materiali pregiati e volumi importanti ne amplificano il carattere, come il pantalone Lexi, capo iconico del brand, flared a vita media. L’istinto diventa lusso e la consapevolezza diventa erotismo. Ogni look in bianco, nero e grigio, realizzato con delicati velluti, maglierie lurex tridimensionali, shantung di seta e chiffon impalpabili, all’occorrenza sfruttati come mascherine per le modelle, esprime forza e identità. La seduzione non è una ricerca di consenso, ma l’espressione naturale di una donna consapevole del proprio valore. “Volevo creare qualcosa che restasse», afferma il cantautore romano. “Non come volto ma come autore. Erotica è il modo in cui vedo la donna: forte, elegante, consapevole del proprio corpo. La sensualità non è un accessorio, è un’attitudine. E la moda deve saperla raccontare”. Tra le modelle presenti Laila Hasanovic, compagna del numero uno del tennis Jannik Sinner. Al momento la distribuzione prevede un solo pezzo per capo, disponibile inizialmente esclusivamente in taglia 40, con una vestibilità pensata per adattarsi anche alle taglie 38 e 42, nonostante ciò numerosi articoli della collezione hanno registrato il sold out in tempi rapidi. Proposta in edizione limitata, la collezione Erotica è disponibile online, sul sito del brand, e presso alcuni punti vendita selezionati. Il marchio nasce nel 1999 a Fossombrone e dal 2021 Dondup fa parte del portfolio di Made in Italy Fund, fondo di private equity promosso e gestito da Quadrivio & Pambianco. La linea si colloca nel segmento luxury: i prezzi spaziano dal blazer in lana gessata da circa 750 euro fino al suit in velluto che raggiunge i 1.350 euro, passando per accessori come borse e cinture che oscillano tra i 200 e i 690 euro. Il riscontro del pubblico è stato davvero significativo: molte creazioni sono state vendute immediatamente, un segnale chiaro di un enorme interesse attorno al progetto.

Courtesy photo of Dondup

di Elena Parmegiani per DailyMood.it

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Fashion News

Jimmy Choo | Pearls of Wisdom, a Capsule Celebrating 30 Years of Jimmy Choo

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Per trent’anni, la perla è stata intessuta nel tessuto di Jimmy Choo: dalle pareti in travertino alabastrino delle prime boutique alla tonalità iridescente del packaging color ostrica distintivo della maison. Le perle hanno fatto la loro comparsa su scarpe e accessori in ogni forma, dalla più delicata alla più audace. La perla non è un semplice motivo decorativo, è un codice della maison.
Per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo, la Direttrice Creativa Sandra Choi riflette su questo simbolo intramontabile con Pearls of Wisdom: una capsule collection e una campagna che rendono omaggio alla perla in tutte le sue forme. Preziosa ma resistente, formatasi lentamente e affinata nel tempo, è emblematica di un trentesimo anniversario e una metafora appropriata di tutto ciò che la maison ha costruito.
«“Pearls of Wisdom” mi è sembrato il punto di partenza perfetto per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo. Il traguardo dei 30 anni si allinea in modo naturale a questo motivo che amiamo da tempo. Per me, la perla racchiude una forza discreta e duratura: aggraziata, mai ostentata e sempre caratterizzata da un tocco di giocosa purezza. Per questa collezione, volevo che la perla apparisse naturale e istintiva, un’espressione sottile del nostro passato che continua a plasmare il nostro futuro». Sandra Choi
La campagna è immortalata attraverso uno sguardo di silenziosa reverenza. Dalle immagini still life agli scatti con le modelle e alle vignette, queste immagini dialogano tra loro; ogni inquadratura è studiata, lenta e precisa, con ritagli che guidano lo sguardo verso i dettagli finemente realizzati che definiscono questa collezione. Lo styling riflette la versatilità intrinseca della perla stessa: sicura di sé, senza età e libera da vincoli legati alle occasioni; può essere indossata nei momenti più festosi della vita oppure come elemento capace di elevare la quotidianità, sempre con un senso di freschezza e modernità. Realizzate sia a colori sia in bianco e nero, le immagini richiamano l’eterna attualità e il fascino della perla, insieme alla forza del femminile.
Nelle immagini in movimento della campagna, una grafica con il numero ’96, l’anno di fondazione di Jimmy Choo, viene reinterpretata come simbolo di un’eredità: le forme curve diventano una coppia di apostrofi, uno diritto e uno rovesciato. Sovrapposti in primo piano, incorniciano e scandiscono le immagini. Un’eco visiva delle citazioni, delle storie e dei momenti iconici accumulati nel corso di trent’anni fondamentali. Come la perla stessa, rappresentano un richiamo all’anno di fondazione della maison, il 1996.
Tra scarpe, borse e gioielli, ogni pezzo della capsule offre una propria interpretazione della perla.
La zeppa scultorea dorata ITHACA, che prende il nome da un’isola greca il cui paesaggio romantico è impreziosito dalla madreperla, presenta sul lato inferiore un trio di perle in resina. Il sandalo IRINA avvolge il piede con perle in resina e cristalli, come collane sovrapposte, mentre la INGRID FLAT reinventa una robusta scarpa Oxford con una fibbia in perla di resina trompe-l’œil. Corsage barocchi sbocciano sulle tre silhouette della famiglia INES, proposta nelle versioni décolleté, mule e ballerina.
La BON BON, che richiama i corsage di perle barocche della famiglia INES, si affianca alla TUBE MINI BAG e alla minaudière RAINDROPS, entrambe rifinite con una frangia di perle in resina ricadenti. La clutch CLOUD evoca conchiglie di ostrica e onde dorate, mentre la OYSTER è una clutch scultorea in plexiglas, un oggetto d’arte ispirato alla forma naturale di una perla barocca. Ogni pezzo è concepito come un futuro cimelio, pensando ai prossimi trent’anni.

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Alexander McQueen sostiene Tate Britain The 90s: Art and Fashion

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Alexander McQueen è onorato di sostenere The 90s: Art and Fashion, una mostra di rilievo alla Tate Britain, curata da Edward Enninful OBE, la cui prospettiva unica esamina un’epoca che ha trasformato l’arte, la moda e la cultura contemporanea.

Alexander McQueen, fondato da Lee Alexander McQueen a Londra nel 1992, emerse durante questo decennio determinante per la moda e la cultura britanniche. Dopo essersi formato nella londinese Savile Row e alla Central Saint Martins, McQueen unì la precisione della sartoria e dell’artigianato britannici a una visione creativa sovversiva e senza compromessi. Il suo lavoro sfidò le convenzioni e ebbe una risonanza ben oltre la moda, riflettendo il ricco dialogo tra arte, cultura ed espressione creativa che caratterizzò gli anni Novanta.

Nell’ambito del suo sostegno alla mostra, Alexander McQueen ha concesso in prestito una selezione di look d’archivio provenienti dalle sue fondamentali sfilate degli anni Novanta. Presentati in dialogo con opere d’arte e voci culturali influenti, questi pezzi offrono una rara opportunità di vivere il lavoro degli esordi della maison all’interno del più ampio panorama creativo di un decennio che ha plasmato la storia della moda.

The 90s: Art and Fashion
8 ottobre 2026 – 14 febbraio 2027
Tate Britain, Londra

LOOK IN MOSTRA

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Abito con cappuccio con base in tulle e perline tubolari in vetro rosso distribuite su tutta la superficie.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Armatura in metallo di alluminio, realizzata da Sarah Harmarnee per Alexander McQueen.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1997 ‘It’s a Jungle Out There’
Giacca sartoriale in pelle di vitello con corna di impala.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1999 ‘The Overlook’
Corsetto a spirale in metallo di alluminio, realizzato da Shaun Leane per Alexander McQueen.

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Genny, Too Chic to S-pook: il dark glamour dell’autunno-inverno 2026/27

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C’è un modo molto sofisticato di essere dark. Non ha bisogno di Halloween, di eccessi gotici o di atmosfere dichiaratamente cupe: basta un abito nero, una silhouette costruita alla perfezione e quel tocco di mistero che trasforma la seduzione in qualcosa di irresistibilmente contemporaneo.

È questa la direzione di Genny per l’Autunno-Inverno 2026/27, racchiusa già nel titolo della collezione, “Too Chic to Spook”. Un gioco di parole che racconta perfettamente l’attitudine della maison: prendere l’immaginario dark e renderlo glamour, sofisticato, femminile.

Il nero domina la collezione e diventa una materia da scolpire. Abiti aderenti, corpetti, gonne a sirena, volumi drappeggiati e dettagli costruiti sul corpo disegnano una femminilità intensa, mai urlata. La sensualità passa attraverso la silhouette: spalle importanti, vita segnata, scolli profondi e lunghezze che sfiorano il pavimento.

Ma il nero di Genny non è mai semplicemente nero. Cambia consistenza, riflette la luce, si arricchisce di trasparenze, piume, ricami e lavorazioni tridimensionali. È velluto, pizzo, tessuto tecnico, superficie lucida e materia quasi scultorea.

Accanto agli abiti più spettacolari compaiono capi dalla vocazione più quotidiana, ma sempre con una precisa impronta couture: giacche strutturate, top preziosi, pantaloni morbidi e silhouette minimali vengono attraversati da dettagli teatrali che impediscono al look di diventare prevedibile.

E poi ci sono gli accessori, fondamentali per completare questo universo: décolleté dal gusto rétro, pochette compatte, stampe animalier e gioielli che seguono il corpo come una seconda pelle. Anche qui il lusso non ha bisogno di esagerare. Un dettaglio basta.
La palette si apre occasionalmente a tonalità profonde e sofisticate, con incursioni di verde e superfici preziose, ma è il nero a rimanere il vero protagonista. Un nero sensuale, aristocratico, contemporaneo.

“Too Chic to Spook” gioca dunque con l’estetica gotica senza lasciarsene ingabbiare. Genny prende l’idea della donna misteriosa, della femme fatale, della notte e la porta in una dimensione più elegante e sofisticata.

Perché essere dark, questa stagione, non significa necessariamente fare paura.

Significa farsi ricordare.

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