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Armani, l’intimità come manifesto: Vittoria Ceretti dentro il suo mondo

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“La casa è il nostro angolo di mondo.”, afferma il filosofo Gaston Bachelard, ne La poetica dello spazio (1957). Ci sono dimore infatti che custodiscono oggetti, altre che custodiscono visioni. La residenza milanese di Giorgio Armani, in Via Borgonuovo 21, appartiene alla seconda categoria: non è una semplice abitazione, ma spazio mentale, laboratorio silenzioso, rifugio e manifesto estetico insieme. È tra queste pareti, dove la luce filtra discreta sui mobili dalle linee pure e sulle opere d’arte scelte con quel rigore assoluto che da sempre caratterizza l’estetica del creativo, che prende vita l’ultima campagna della maison con Vittoria Ceretti. Una scelta che trasforma l’intimità in racconto e la casa in dichiarazione di stile. La nuova campagna Primavera/Estate 2026 di Giorgio Armani non è una campagna come le altre: si tratta dell’ultima collezione concepita dallo stilista scomparso il 4 settembre 2025, immortalata per la prima volta all’interno della sua storica residenza milanese, nel cuore di Brera, la zona artistica e aristocratica di Milano. Con una scelta che fonde intimismo e narrazione estetica, lo spazio privato di Armani diventa set, palcoscenico e simbolo: un luogo che rappresenta tanto la sua visione del vivere quanto quella del vestire. Sembra un invito a guardare oltre l’abito: una filosofia di vita, un modo di stare nel mondo che ha fatto della sobrietà elegante e della qualità senza tempo il suo manifesto. Protagonista indiscussa è Vittoria Ceretti, top model e volto della maison dal 2015, che torna a posare con naturalezza e profondità davanti all’obiettivo di Oliver Hadlee Pearch. Accanto a lei, Clément Chabernaud, insieme ad altri talenti come Aboubakar Conte e Zhaoyi Fan; per gli scatti dedicati agli eyewear, appare anche Greta Hofer. Questa residenza non è un semplice appartamento: è la casa in cui Armani ha vissuto per oltre quattro decenni, acquistata negli Anni Ottanta e custodita con il maggior rispetto per l’armonia e la coerenza estetica che hanno sempre definito il suo lavoro. La dimora si trova in un palazzo del XVII secolo, le sue stanze si sviluppano su più livelli, distribuite con fluidità e senza rigidità di confini, perché qui eleganza e comfort si intrecciano senza soluzione di continuità. Arredi scelti con cura, pezzi di design firmati Armani/Casa, opere d’arte della sua collezione privata, tra cui un ritratto di Andy Warhol del 1981, e altri significativi lavori di Francesco Clemente e Antonio Lopez tessono un dialogo continuo tra moda, interior design e collezionismo raffinato. Tutto è testimonianza di una visione coerente: la casa come estensione dell’identità estetica. La scala a chiocciola in ferro battuto, la libreria scura che si allunga per tutta l’altezza di una parete, gli abat-jour discreti e i tappeti a motivi classici: ogni elemento racconta un equilibrio tra tradizione e modernità, tra Milano e un approccio al bello che trascende le epoche. La scelta di girare la campagna in questa dimora è molto più di un vezzo estetico. È un gesto di continuità narrativa e simbolica: l’abitazione stessa diventa personaggio, scenario e memoria. L’immagine di Ceretti che attraversa gli spazi, dialoga con la luce naturale, si fonde con l’ambiente è un modo potentissimo di dire che lo stile Armani non è un vestito che si indossa: è un’attitudine che si respira. Vittoria Ceretti è la testimonial perfetta per questa campagna dal carattere così intimo e riflessivo. Cresciuta professionalmente accanto alla maison sin dalla sua prima campagna nel 2015, la modella rappresenta non solo una relazione professionale consolidata, ma anche una lettura contemporanea dell’eleganza italiana: raffinata, autentica e profondamente personale. Nel video e nelle immagini della campagna – accompagnate da estratti della voce di Armani che parla di Milano e di eleganza – Ceretti si muove con naturalezza tra oggetti d’arte, libri, texture e superfici che paiono respirare con lei. Questa non è una performance scenica: è l’interpretazione visiva di un’eredità, un modo per mostrare che lo stile del designer vive oltre la sua presenza fisica. La campagna SS26 non è solo moda: è memoria, narrativa, riflessione. È un modo per Armani di dire che il suo lavoro è stato, e sarà sempre, un modo di guardare il mondo. La casa di Milano non è semplicemente una scenografia, ma un archivio di idee, di gesti quotidiani, di scelte estetiche profonde e Vittoria Ceretti, nel percorrerla e interpretarla, diventa portavoce di questa conversazione senza tempo tra moda e vita. In un mondo che spesso confonde pubblicità con esibizione, questa visione restituisce alla moda la sua dignità più alta: una forma di cultura, un ponte tra passato e futuro, un invito a guardare oltre ciò che si vede. La campagna Primavera/Estate 2026 di Giorgio Armani è un manifesto, un diario visuale e un atto di memoria estetica che racconta la vita e lo spirito di uno degli stilisti più influenti del XX e XXI secolo. Attraverso la casa di via Borgonuovo e la figura di Vittoria Ceretti, la moda si fa racconto e diventa narrazione di un’identità culturale profonda, capace di attraversare generazioni senza perdere autenticità.
Photo credits of Oliver Hadlee Pearch

di Elena Parmegiani per DailyMood.it

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Collezione CHANEL Autunno-Inverno 2026

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Per proseguire il dialogo tra Matthieu Blazy, Direttore Artistico delle Attività Moda, e Gabrielle Chanel, la collezione CHANEL Autunno-Inverno 2026 si sviluppa attorno alla metafora del bruco e della farfalla. Contemporanea, funzionale e femminile, esplora le molteplici sfaccettature della donna CHANEL, reinterpretando i classici e introducendo nuovi capi essenziali.

Guidata dall’idea del movimento, la collezione propone un guardaroba che spazia dalla sartorialità elegante e pratica a spettacolari e scintillanti look da sera. Funzione e fantasia, sensibilità e seduzione, giorno e notte, maschile e femminile, natura e artificio, semplicità ed eccesso: paradossi essenziali allo stile CHANEL che si richiamano e si completano a vicenda.

Filo conduttore dell’intera collezione è il tailleur, declinato in proporzioni, materiali e stili differenti. La silhouette CHANEL si ammorbidisce attraverso completi dalle spalle ampie, mentre i tessuti iridescenti regalano leggerezza e libertà di movimento. Rilassato e fluido, il tailleur viene reinterpretato in maglia a coste o lavorato con perle, in tweed o garza, in Lurex o silicone, quest’ultimo utilizzato secondo un effetto ispirato all’action painting.

La giacca conquista il centro della scena. Le sue forme si rinnovano: dalla giacca trucker con zip in maglia a coste effetto marino, ai bomber in tweed, lana o suede a quadri, fino alla overskirt. Il colletto portato rialzato sottolinea un’attitudine dinamica, in movimento.

Tra esplorazione del guardaroba maschile e sperimentazione, dagli anni Venti a oggi, la collezione sovrappone stili e gioca con le proporzioni. Ne è un esempio la silhouette femminile e fluida creata dall’abbinamento tra un blazer strutturato reinterpretato e una gonna in seta e jersey. In omaggio alle prime collezioni di Gabrielle Chanel, la gonna viene indossata sotto il punto vita. A rompere le linee della silhouette interviene l’effetto trompe-l’œil, proseguendo la ricerca iniziata dalla couturière.

Dialogo tra naturale e artificiale, la collezione Autunno-Inverno 2026 trae ispirazione dalle forme e dai colori del mondo naturale e si distingue per audaci sperimentazioni tessili. Seta, jersey, garza e paillettes lucenti richiamano lo stupore suscitato dalla natura. I fiori sbocciano su abiti, orecchini e borse. Le tonalità pastello e iridescenti evocano la delicatezza dei dipinti impressionisti.

Infine, gli accessori riflettono i contrasti che caratterizzano la collezione. Gioielli in resina colorata o madreperla tinta, insieme a stivali in morbida pelle bicolore, contribuiscono a creare un’atmosfera poetica. La grande borsa con patta, presentata a ottobre nella versione in pelle goffrata, fa qui la sua seconda apparizione.

La campagna, interpretata dalle modelle Awar Odhiang, Bhavitha Mandava, Noor Khan, Trinidad Castaño, Xiuli Jiang, Imane Benkaddour, Julia Morais, Adeng Marial, Lais Hames, Stephanie Cavalli e Anne Vyalitsyna, è stata fotografata da Julien Martinez Leclerc.

Una festa si svolge nell’appartamento di Gabrielle Chanel. È tutto pronto al numero 31 di Rue Cambon, a Parigi.

Film diretto da Stuart Winecoff.
Copyright CHANEL

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MISSONI FALL WINTER 2026 ADV CAMPAIGN

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La campagna nasce dall’incontro tra una donna e la metropoli immortalate da Quentin Saunier, in un continuo scambio tra figura e spazio. Architetture, marmo e travertino diventano parte della scena, mentre la donna attraversa la città fino quasi a confondersi con essa. È da questa prospettiva che nasce l’adv Campaign Fall Winter 2026 di Missoni.

Per il direttore creativo Alberto Caliri, la campagna porta in primo piano il dialogo tra volumi, superfici e materiali, mettendo in relazione la presenza della donna con le forme dell’architettura. Un gioco di proporzioni e contrasti in cui la materia diventa elemento visivo e il capo si integra nel paesaggio.

Il colore emerge gradualmente attraverso gli scatti, in una policromia di marrone, tabacco, cognac, ocra, latte e blu intenso. Texture, check, fiammati, righe verticali e geometrie tridimensionali entrano in dialogo con le superfici che le circondano.

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Billionaire Boys Club – Fall 26 – Country club dressing meets contemporary streetwear

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Billionaire Boys Club esplora il fascino intramontabile del polo e dello stile country club, reinterpretando i codici classici dello sport attraverso un guardaroba più contemporaneo ed espressivo.

Tradizionalmente associata a divise impeccabili, stemmi dei club e un’eleganza rilassata e sofisticata, la polo diventa per Billionaire Boys Club il punto di partenza per esplorare il territorio di confine tra sport, raffinatezza e cultura street. Le silhouette più familiari vengono rielaborate con un’attitudine decisamente moderna, unendo la struttura dell’abbigliamento country club all’energia dello streetwear contemporaneo.

La collezione gioca sul contrasto tra classico e inaspettato. I capi ispirati alla polo incontrano richiami all’abbigliamento sportivo, influenze vintage e tonalità decise, mentre quadri, elementi grafici e un branding distintivo aggiungono un tocco più giovane e dinamico. Il risultato non è una semplice riproduzione dello stile tradizionale dei country club, ma una rilettura dei suoi codici in chiave attuale.

Una palette cromatica tropicale e ispirata ai resort porta ulteriore energia all’estetica, evocando l’atmosfera dei club estivi, dei viaggi e di un lusso vissuto con disinvoltura. Effetti che richiamano i colori scaldati dal sole e finiture effetto vissuto conferiscono ad alcuni capi un aspetto naturalmente consumato, mentre trattamenti dall’effetto distressed aggiungono carattere e una piacevole nota nostalgica.

Al centro della collezione, la polo diventa così una tela sulla quale esprimere l’attitudine Billionaire Boys Club: sofisticata ma giocosa, radicata nell’heritage sportivo e allo stesso tempo plasmata dalla musica, dalla cultura street e dallo stile contemporaneo.

I codici del country club, reinterpretati per una nuova generazione.

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