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Gucci debutta nello sportswear invernale con Jannik Sinner: l’innovativa fusione tra eleganza e performance

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Con una storia che affonda le radici nel lusso e nell’innovazione, Gucci si prepara a scrivere un nuovo capitolo nel mondo della moda sportiva. Il celebre marchio italiano, che da sempre coniuga tradizione e modernità, ha scelto di entrare nel mondo dello sportswear invernale con una collezione che promette di rompere gli schemi, offrendo una proposta inedita che fonde funzionalità e stile. A fare da ambasciatore a questo audace debutto è Jannik Sinner, la giovane promessa del tennis internazionale, che con il suo talento e la sua eleganza incarna perfettamente la visione di Gucci. Il debutto di Gucci nello sportswear invernale segna una nuova direzione per il brand, che abbandona i confini tradizionali per esplorare il mondo degli sport invernali con un tocco di classe senza pari. La collezione include capi pensati per affrontare il freddo e le sfide delle attività invernali, come giacche termiche, pantaloni da sci, felpe tecniche e scarpe sportive. Ma ciò che distingue questa proposta da altre collezioni è l’approccio esclusivo e lussuoso di Gucci: l’uso di materiali tecnici di alta qualità unito alla tradizione sartoriale che il brand ha reso iconica. Il design dei capi combina performance e comfort con un’estetica raffinata, dove il funzionale incontra il sofisticato. Dettagli preziosi, come loghi minimalisti, finiture in pelle e colori audaci, si intrecciano con il design pratico e versatile, perfetto per chi cerca l’alta performance senza sacrificare l’eleganza. Se Gucci ha deciso di entrare nel mondo dello sportswear, è perché ha trovato in Sinner l’ambasciatore ideale per rappresentare questa fusione tra sportività e lusso. Il giovane tennista italiano, ormai nome di punta nel panorama sportivo internazionale, è la perfetta incarnazione della nuova visione del brand: giovane, elegante, con un talento che lo ha portato a raggiungere traguardi importanti. Sinner, con la sua personalità equilibrata e il suo stile impeccabile, si presta a rappresentare un nuovo tipo di sportivo: uno che non ha paura di sfidare i propri limiti, ma che lo fa con un’incredibile attenzione all’immagine e al comfort. Il tennista, inoltre, ha dimostrato di essere un modello per i giovani, non solo nel campo sportivo, ma anche nel modo di affrontare le sfide della vita quotidiana, sempre con determinazione e grinta. Questo lo rende il partner perfetto per Gucci, che da sempre ha puntato a celebrare individualità e audacia. Questa mossa di Gucci non è solo una novità nel panorama del marchio, ma anche un segno del cambiamento in atto nella moda sportiva. Da tempo, il confine tra abbigliamento da lavoro e athleisure è sempre più labile, con i marchi di alta moda che si avventurano in territori inediti, creando collezioni dove comfort e prestazioni si mescolano con l’eleganza. Gucci, con questa collezione, si inserisce perfettamente in questa evoluzione, riscrivendo le regole del gioco. In questo nuovo capitolo, il brand non solo propone un’estetica moderna per gli sportivi di oggi, ma alza anche il livello della moda funzionale, spingendo oltre le aspettative e creando capi che possono essere indossati non solo durante una giornata sulla neve, ma anche in contesti urbani, senza mai perdere di vista lo stile. Con il debutto della sua collezione di sportswear invernale, Gucci non si limita a esplorare una nuova nicchia nel mercato, ma getta le basi per un futuro dove la moda e lo sport si fonderanno sempre di più. La collezione non è solo un’espressione di lusso e funzionalità, ma un segno che il brand intende spingere i confini e aprirsi a nuove collaborazioni, con un occhio di riguardo verso l’innovazione e la performance. Sinner, nel suo ruolo di ambasciatore, rappresenta perfettamente questa evoluzione: un giovane talento che, con il suo stile e la sua dedizione, incarna l’equilibrio tra sport e moda di lusso. Gucci sta tracciando la strada per un futuro dove l’alta moda e lo sport non sono più mondi separati, ma si fondono in un’unica visione di stile, performance e comfort. Il debutto di Gucci nello sportswear invernale con Jannik Sinner è un segno di un cambiamento che non solo definisce la nuova estetica del marchio, ma segna anche un punto di svolta nella moda sportiva. Con una collezione che si distingue per eleganza e funzionalità, Gucci conferma ancora una volta la sua capacità di anticipare le tendenze, spingendo il lusso verso nuovi orizzonti, e facendo della performance il suo nuovo punto di forza. Con Sinner come volto, la collezione è destinata a lasciare il segno non solo nello sport, ma anche nelle passerelle internazionali.

Ph Stef Mitchell/Courtesy Gucci

di Elena Parmegiani per DailyMood.it

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Jimmy Choo | Pearls of Wisdom, a Capsule Celebrating 30 Years of Jimmy Choo

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Per trent’anni, la perla è stata intessuta nel tessuto di Jimmy Choo: dalle pareti in travertino alabastrino delle prime boutique alla tonalità iridescente del packaging color ostrica distintivo della maison. Le perle hanno fatto la loro comparsa su scarpe e accessori in ogni forma, dalla più delicata alla più audace. La perla non è un semplice motivo decorativo, è un codice della maison.
Per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo, la Direttrice Creativa Sandra Choi riflette su questo simbolo intramontabile con Pearls of Wisdom: una capsule collection e una campagna che rendono omaggio alla perla in tutte le sue forme. Preziosa ma resistente, formatasi lentamente e affinata nel tempo, è emblematica di un trentesimo anniversario e una metafora appropriata di tutto ciò che la maison ha costruito.
«“Pearls of Wisdom” mi è sembrato il punto di partenza perfetto per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo. Il traguardo dei 30 anni si allinea in modo naturale a questo motivo che amiamo da tempo. Per me, la perla racchiude una forza discreta e duratura: aggraziata, mai ostentata e sempre caratterizzata da un tocco di giocosa purezza. Per questa collezione, volevo che la perla apparisse naturale e istintiva, un’espressione sottile del nostro passato che continua a plasmare il nostro futuro». Sandra Choi
La campagna è immortalata attraverso uno sguardo di silenziosa reverenza. Dalle immagini still life agli scatti con le modelle e alle vignette, queste immagini dialogano tra loro; ogni inquadratura è studiata, lenta e precisa, con ritagli che guidano lo sguardo verso i dettagli finemente realizzati che definiscono questa collezione. Lo styling riflette la versatilità intrinseca della perla stessa: sicura di sé, senza età e libera da vincoli legati alle occasioni; può essere indossata nei momenti più festosi della vita oppure come elemento capace di elevare la quotidianità, sempre con un senso di freschezza e modernità. Realizzate sia a colori sia in bianco e nero, le immagini richiamano l’eterna attualità e il fascino della perla, insieme alla forza del femminile.
Nelle immagini in movimento della campagna, una grafica con il numero ’96, l’anno di fondazione di Jimmy Choo, viene reinterpretata come simbolo di un’eredità: le forme curve diventano una coppia di apostrofi, uno diritto e uno rovesciato. Sovrapposti in primo piano, incorniciano e scandiscono le immagini. Un’eco visiva delle citazioni, delle storie e dei momenti iconici accumulati nel corso di trent’anni fondamentali. Come la perla stessa, rappresentano un richiamo all’anno di fondazione della maison, il 1996.
Tra scarpe, borse e gioielli, ogni pezzo della capsule offre una propria interpretazione della perla.
La zeppa scultorea dorata ITHACA, che prende il nome da un’isola greca il cui paesaggio romantico è impreziosito dalla madreperla, presenta sul lato inferiore un trio di perle in resina. Il sandalo IRINA avvolge il piede con perle in resina e cristalli, come collane sovrapposte, mentre la INGRID FLAT reinventa una robusta scarpa Oxford con una fibbia in perla di resina trompe-l’œil. Corsage barocchi sbocciano sulle tre silhouette della famiglia INES, proposta nelle versioni décolleté, mule e ballerina.
La BON BON, che richiama i corsage di perle barocche della famiglia INES, si affianca alla TUBE MINI BAG e alla minaudière RAINDROPS, entrambe rifinite con una frangia di perle in resina ricadenti. La clutch CLOUD evoca conchiglie di ostrica e onde dorate, mentre la OYSTER è una clutch scultorea in plexiglas, un oggetto d’arte ispirato alla forma naturale di una perla barocca. Ogni pezzo è concepito come un futuro cimelio, pensando ai prossimi trent’anni.

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Alexander McQueen sostiene Tate Britain The 90s: Art and Fashion

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Alexander McQueen è onorato di sostenere The 90s: Art and Fashion, una mostra di rilievo alla Tate Britain, curata da Edward Enninful OBE, la cui prospettiva unica esamina un’epoca che ha trasformato l’arte, la moda e la cultura contemporanea.

Alexander McQueen, fondato da Lee Alexander McQueen a Londra nel 1992, emerse durante questo decennio determinante per la moda e la cultura britanniche. Dopo essersi formato nella londinese Savile Row e alla Central Saint Martins, McQueen unì la precisione della sartoria e dell’artigianato britannici a una visione creativa sovversiva e senza compromessi. Il suo lavoro sfidò le convenzioni e ebbe una risonanza ben oltre la moda, riflettendo il ricco dialogo tra arte, cultura ed espressione creativa che caratterizzò gli anni Novanta.

Nell’ambito del suo sostegno alla mostra, Alexander McQueen ha concesso in prestito una selezione di look d’archivio provenienti dalle sue fondamentali sfilate degli anni Novanta. Presentati in dialogo con opere d’arte e voci culturali influenti, questi pezzi offrono una rara opportunità di vivere il lavoro degli esordi della maison all’interno del più ampio panorama creativo di un decennio che ha plasmato la storia della moda.

The 90s: Art and Fashion
8 ottobre 2026 – 14 febbraio 2027
Tate Britain, Londra

LOOK IN MOSTRA

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Abito con cappuccio con base in tulle e perline tubolari in vetro rosso distribuite su tutta la superficie.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Armatura in metallo di alluminio, realizzata da Sarah Harmarnee per Alexander McQueen.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1997 ‘It’s a Jungle Out There’
Giacca sartoriale in pelle di vitello con corna di impala.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1999 ‘The Overlook’
Corsetto a spirale in metallo di alluminio, realizzato da Shaun Leane per Alexander McQueen.

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Genny, Too Chic to S-pook: il dark glamour dell’autunno-inverno 2026/27

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C’è un modo molto sofisticato di essere dark. Non ha bisogno di Halloween, di eccessi gotici o di atmosfere dichiaratamente cupe: basta un abito nero, una silhouette costruita alla perfezione e quel tocco di mistero che trasforma la seduzione in qualcosa di irresistibilmente contemporaneo.

È questa la direzione di Genny per l’Autunno-Inverno 2026/27, racchiusa già nel titolo della collezione, “Too Chic to Spook”. Un gioco di parole che racconta perfettamente l’attitudine della maison: prendere l’immaginario dark e renderlo glamour, sofisticato, femminile.

Il nero domina la collezione e diventa una materia da scolpire. Abiti aderenti, corpetti, gonne a sirena, volumi drappeggiati e dettagli costruiti sul corpo disegnano una femminilità intensa, mai urlata. La sensualità passa attraverso la silhouette: spalle importanti, vita segnata, scolli profondi e lunghezze che sfiorano il pavimento.

Ma il nero di Genny non è mai semplicemente nero. Cambia consistenza, riflette la luce, si arricchisce di trasparenze, piume, ricami e lavorazioni tridimensionali. È velluto, pizzo, tessuto tecnico, superficie lucida e materia quasi scultorea.

Accanto agli abiti più spettacolari compaiono capi dalla vocazione più quotidiana, ma sempre con una precisa impronta couture: giacche strutturate, top preziosi, pantaloni morbidi e silhouette minimali vengono attraversati da dettagli teatrali che impediscono al look di diventare prevedibile.

E poi ci sono gli accessori, fondamentali per completare questo universo: décolleté dal gusto rétro, pochette compatte, stampe animalier e gioielli che seguono il corpo come una seconda pelle. Anche qui il lusso non ha bisogno di esagerare. Un dettaglio basta.
La palette si apre occasionalmente a tonalità profonde e sofisticate, con incursioni di verde e superfici preziose, ma è il nero a rimanere il vero protagonista. Un nero sensuale, aristocratico, contemporaneo.

“Too Chic to Spook” gioca dunque con l’estetica gotica senza lasciarsene ingabbiare. Genny prende l’idea della donna misteriosa, della femme fatale, della notte e la porta in una dimensione più elegante e sofisticata.

Perché essere dark, questa stagione, non significa necessariamente fare paura.

Significa farsi ricordare.

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