Lifestyle
Come si gestisce un impianto dentale in pazienti diabetici?
Come influisce il diabete sull’esito di un intervento di implantologia dentale?
Questa è una domanda che ogni paziente diabetico dovrebbe porsi prima di affrontare un trattamento odontoiatrico complesso.
Non si tratta solo di preoccupazioni generiche, ma di dati concreti: il diabete altera profondamente i processi di guarigione e aumenta il rischio di complicanze post-operatorie, rendendo necessaria una pianificazione accurata e personalizzata.
Eppure, con le giuste precauzioni e una gestione multidisciplinare, l’implantologia può offrire risultati eccellenti anche in questi casi.
Il controllo rigoroso della glicemia, la scelta dei materiali biocompatibili e la collaborazione tra dentisti e diabetologi sono elementi chiave per ridurre i rischi e massimizzare il successo dell’intervento.
Inoltre, anche una preparazione adeguata del paziente all’intervento e un monitoraggio costante post operatorio, possono fare la differenza tra un esito negativo e un sorriso stabile e duraturo.
Candidatura all’intervento di implantologia in pazienti diabetici
Il primo passo che deve affrontare un paziente che deve sottoporsi a un intervento di implantologia dentale, è una valutazione medica preliminare, indispensabile per determinarne l’idoneità.
Un controllo glicemico stabile è il fondamento di questa fase.
Studi clinici hanno evidenziato che livelli di emoglobina glicata (HbA1c) superiori a 8% aumentano significativamente il rischio di fallimento dell’impianto a causa di infezioni o mancata osteointegrazione.
Pertanto, prima di procedere, è fondamentale che i pazienti raggiungano e mantengano un buon equilibrio glicemico sotto la supervisione del diabetologo.
Va detto che i criteri di selezione del paziente diabetico, vanno ben oltre il controllo glicemico.
I pazienti vengono sottoposti a un’attenta anamnesi che include l’analisi di eventuali complicanze sistemiche del diabete, come neuropatie o malattie cardiovascolari.
Una condizione di parodontite attiva, frequente nei diabetici, rappresenta un ulteriore ostacolo, poiché può compromettere la stabilità dell’impianto.
In questi casi, è necessario trattare l’infezione parodontale prima di procedere con la chirurgia.
Un altro aspetto fondamentale è la qualità e la quantità dell’osso mascellare.
Nei pazienti diabetici, l’osso può presentare una densità ridotta, rendendo indispensabili tecniche di rigenerazione ossea o innesti prima dell’intervento.
Tecnologie avanzate come la tomografia computerizzata a fascio conico (CBCT) consentono di valutare con precisione l’anatomia del sito implantare e pianificare la procedura.
Pianificazione del trattamento implantare: come avviene?
Ma come si pianifica il trattamento implantare, una volta che si è stabilito che il paziente può essere operato?
In casi come questo, non si tratta solo di scegliere il tipo di impianto o valutare l’idoneità del paziente, ma di garantire che ogni aspetto medico e odontoiatrico sia allineato per ridurre al minimo i rischi e massimizzare le probabilità di successo.
Un approccio interdisciplinare è fondamentale. Il dentista e il diabetologo devono collaborare strettamente per monitorare lo stato metabolico del paziente.
Questo include il controllo rigoroso della glicemia e l’ottimizzazione del trattamento antidiabetico. Come abbiamo anticipato, valori di emoglobina glicata inferiori al 7% sono considerati ideali per ridurre le complicanze.
In alcuni casi, può essere utile coinvolgere anche un nutrizionista per migliorare la gestione metabolica attraverso l’alimentazione.
La scelta dei materiali implantari è un altro pilastro della pianificazione.
I pazienti diabetici, a causa della loro maggiore vulnerabilità a infezioni e infiammazioni, traggono beneficio dall’utilizzo di materiali altamente biocompatibili come il titanio puro o, in casi specifici, la zirconia.
Questi materiali non solo favoriscono una migliore integrazione ossea, ma riducono il rischio di complicanze come la peri-implantite.
Tecnologie avanzate, come l’uso della chirurgia computer guidata, permettono di pianificare con estrema precisione l’inserimento degli impianti, minimizzando i traumi ai tessuti circostanti.
Durante la fase pre-operatoria, è essenziale anche valutare l’eventuale necessità di profilassi antibiotica.
Nei pazienti diabetici, il rischio di infezioni post-operatorie è più alto a causa dell’immunocompromissione indotta dall’iperglicemia. Un protocollo antibiotico personalizzato, iniziato 24 ore prima dell’intervento, può significativamente ridurre questo rischio.
Procedura chirurgica per pazienti diabetici
In sala operatoria, la scelta di tecniche minimamente invasive è spesso preferita per limitare il trauma tissutale.
La chirurgia guidata tramite software di imaging avanzato consente di pianificare con precisione il posizionamento dell’impianto, riducendo al minimo le incisioni e favorendo una guarigione più rapida.
Inoltre, l’utilizzo di strumenti piezoelettrici, anziché frese tradizionali, può garantire un taglio più netto e meno invasivo, preservando l’integrità dei tessuti circostanti.
Un aspetto fondamentale è il controllo emostatico intraoperatorio. Nei pazienti diabetici, una vascolarizzazione compromessa può prolungare i tempi di sanguinamento e influire negativamente sulla stabilità dell’impianto.
L’applicazione di membrane riassorbibili o prodotti emostatici specifici può risultare decisiva per una guarigione efficace.
Gestione post-operatoria: come avviene
Il monitoraggio regolare post operatorio diventa indispensabile per rilevare tempestivamente segni di complicanze, come infezioni o ritardi nell’osteointegrazione.
Nei pazienti diabetici, la risposta infiammatoria può essere attenuata o atipica, motivo per cui sintomi come lieve arrossamento o gonfiore possono richiedere un’attenzione particolare anche quando appaiono minimali.
La prevenzione delle infezioni è una priorità assoluta. L’immunosoppressione correlata al diabete aumenta il rischio di infezioni post-operatorie, che possono compromettere non solo il sito chirurgico ma anche la stabilità dell’impianto.
Durante il follow-up, il dentista deve verificare che il paziente aderisca rigorosamente alle indicazioni per l’igiene orale domiciliare, incluse tecniche specifiche per evitare accumuli di placca attorno all’impianto.
Strategie di supporto come l’uso di collutori antisettici a base di clorexidina possono essere integrate nella routine del paziente, ma devono essere utilizzate con moderazione per evitare alterazioni della flora batterica orale
Nei casi in cui si sospetti un’infezione, un antibiotico mirato dovrebbe essere somministrato rapidamente, basandosi preferibilmente su una coltura batterica del sito per scegliere il trattamento più efficace.
Un altro elemento essenziale è il controllo metabolico post-intervento. Le fluttuazioni glicemiche possono interferire con la guarigione tissutale; pertanto, è consigliabile un monitoraggio intensivo dei livelli di glicemia durante le prime settimane successive all’intervento.
Il diabetologo può intervenire per aggiustare la terapia in base all’andamento glicemico del paziente.
Infine, non dimentichiamo che le visite di controllo periodiche non devono mai essere trascurate.
Nei pazienti diabetici, queste sessioni diventano un momento fondamentale per monitorare eventuali segni di peri-implantite o altri problemi emergenti.
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Lifestyle
Purple & Gold: quando i Lakers sono diventati un’icona
Published
1 settimana agoon
5 Ottobre 2026By
DailyMood.it
Diciassette titoli NBA, sette decenni di storia, campioni leggendari, Hollywood a bordo campo e un’identità estetica diventata inconfondibile. TASCHEN celebra i Los Angeles Lakers con un volume monumentale che racconta molto più di una squadra: racconta la nascita di un’icona.
Ci sono squadre che fanno la storia dello sport. E poi ci sono quelle che finiscono per diventare parte della cultura pop.
I Los Angeles Lakers appartengono senza dubbio alla seconda categoria.
Viola e oro non sono più soltanto i colori di una franchigia NBA. Sono un’immagine riconoscibile in tutto il mondo, un’estetica, un modo di vivere il basket che negli anni ha intrecciato sport, spettacolo, moda, musica e Hollywood.
È proprio questa storia che TASCHEN racconta in Lakers. An Official History of the Purple & Gold, la grande storia illustrata ufficiale realizzata in collaborazione con i Lakers. Un volume di 528 pagine, in formato XL, che ripercorre sette decenni di storia e diciassette titoli NBA attraverso fotografie, documenti d’epoca, memorabilia e materiali provenienti dagli archivi della squadra, della lega e da collezioni private.
Un libro che, già fisicamente, non passa inosservato: 25 x 34 centimetri per quasi quattro chili di peso. Più che un semplice coffee table book, un vero oggetto da collezione.
Dalle origini al mito
La storia comincia lontano da Los Angeles, a Minneapolis, con George Mikan e la prima grande dinastia della squadra. Poi arrivano le rivalità con Boston, gli anni di Elgin Baylor, Jerry West e Wilt Chamberlain, fino a uno dei momenti decisivi nella costruzione dell’identità Lakers: il 1979.
È l’anno in cui il dottor Jerry Buss diventa proprietario della franchigia e comprende che una grande squadra, a Los Angeles, non può limitarsi a vincere.
Deve anche saper intrattenere.
Nasce così lo Showtime.
Magic Johnson, Kareem Abdul-Jabbar, James Worthy e Michael Cooper trasformano il basket in uno spettacolo capace di andare ben oltre il parquet. La partita diventa evento, il palazzetto diventa palcoscenico e i Lakers iniziano a rappresentare qualcosa che appartiene profondamente alla città di Los Angeles: energia, glamour, spettacolo e ambizione.
È qui che il basket incontra definitivamente la cultura pop.
Quando Hollywood si siede a bordo campo
Uno degli aspetti più affascinanti del libro è proprio il racconto di ciò che succede fuori dal campo.
Perché i Lakers hanno avuto una caratteristica che poche altre squadre sportive possono vantare: essere diventati anche un luogo della celebrity culture.
A bordo campo compaiono così Jack Nicholson, Dyan Cannon, Lou Adler, Paula Abdul e Flea. Non semplici spettatori, ma presenze che nel tempo hanno contribuito a trasformare le partite dei Lakers in un appuntamento culturale oltre che sportivo.
Il parquet diventa quindi una passerella. Le fotografie dei giocatori si mescolano a quelle delle celebrità, le divise diventano oggetti iconici e il viola e oro entrano nell’immaginario collettivo.
Kobe, Shaq e una nuova dinastia
Poi arriva un’altra generazione destinata a cambiare la storia.
Shaquille O’Neal e Kobe Bryant.
Il loro rapporto, la loro rivalità, il talento e i tre titoli consecutivi conquistati insieme sono uno dei capitoli centrali della leggenda Lakers. Successivamente Kobe costruirà un’altra pagina della storia insieme a Pau Gasol, conquistando nuovi titoli e consolidando definitivamente il proprio posto nell’Olimpo della franchigia.
E quando sembrava che il mito non potesse più essere aggiornato, arriva LeBron James.
Con lui i Lakers entrano in una nuova epoca, fino all’arrivo di Luka Dončić, che nel libro rappresenta anche lo sguardo verso il futuro.
La storia raccontata da chi l’ha vissuta
TASCHEN ha scelto di non affidarsi soltanto alle immagini.
La prefazione è firmata da Kareem Abdul-Jabbar, l’introduzione da Jeanie Buss, mentre la postfazione è affidata a Phil Jackson.
Tra le voci che raccontano momenti, personaggi e retroscena della storia Lakers ci sono inoltre Magic Johnson, Michael Cooper, Byron Scott, Pat Riley, Shaquille O’Neal, Pau Gasol, LeBron James e Luka Dončić.
A completare il racconto sono le immagini di grandi fotografi come Neil Leifer, Andrew D. Bernstein e Walter Iooss Jr., insieme a fotografie rare, materiali d’epoca e oggetti provenienti dal celebre Lakers Shrine di David Kohler. Molti di questi materiali vengono pubblicati per la prima volta.
Ed è proprio la fotografia a rendere il libro qualcosa di più di una storia dello sport.
Un tiro, un’esultanza, una divisa, un volto, una celebrità sugli spalti: ogni immagine racconta un pezzo dell’evoluzione dei Lakers e, allo stesso tempo, dell’America che li ha trasformati in leggenda.
Non è solo basket
Forse è questo il vero motivo per cui Lakers. An Official History of the Purple & Gold può interessare anche chi non conosce alla perfezione la NBA.
Perché il libro parla di sport, ma anche di stile.
Parla di come una squadra possa costruire un’identità talmente forte da diventare un brand globale. Di come un colore possa diventare un simbolo. Di come un atleta possa trasformarsi in un’icona. Di come il pubblico possa diventare parte dello spettacolo.
E soprattutto racconta Los Angeles.
Una città che non si accontenta della normalità e nella quale i Lakers hanno imparato, prima di molti altri, che vincere è importante, ma saper costruire un mito lo è ancora di più.
TASCHEN mette tutto questo dentro un unico oggetto: 528 pagine che attraversano generazioni, dinastie, sconfitte, trionfi e trasformazioni culturali.
Alla fine, quello dei Lakers è un racconto che supera il basket.
È la storia di una squadra che ha capito prima di altre che lo sport poteva essere spettacolo, che lo spettacolo poteva diventare stile e che lo stile, quando incontra la storia, può trasformarsi in qualcosa di molto più grande.
Un’icona.
E quella dei Lakers, da oltre settant’anni, veste rigorosamente Purple & Gold.
Lakers. An Official History of the Purple & Gold
TASCHEN, 2026
528 pagine · copertina rigida · 25 × 34 cm · 3,88 kg
Edizione in inglese · ISBN 978-3-8365-9844-6 · €100
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1 mese agoon
9 Settembre 2026By
DailyMood.it
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Lifestyle
TASCHEN SALE: cinque giorni per perdersi tra arte, moda, fotografia e design
Published
1 mese agoon
3 Settembre 2026By
DailyMood.it
Arriva il TASCHEN SALE, l’appuntamento che permette di scoprire – e collezionare – alcuni dei titoli più iconici della casa editrice tedesca a prezzi decisamente speciali.
Da mercoledì 2 a domenica 6 settembre, i TASCHEN Store ospiteranno cinque giorni di promozioni, mentre online, su taschen.com, il sale sarà attivo da giovedì 3 settembre. Un’occasione interessante per chi ama l’arte e la cultura visiva, ma anche per chi sta semplicemente cercando quel libro capace di trasformare una libreria in una dichiarazione di stile.
La selezione attraversa infatti mondi diversi: arte, fotografia, moda, architettura, design, cinema, lifestyle e cultura pop, con sconti che arrivano fino al 75%.
Il fascino del grande libro
Tra le proposte in saldo ci sono nomi e titoli che raccontano la varietà dell’universo TASCHEN: dall’architettura di Gio Ponti e Norman Foster alla fotografia e all’arte di David Hockney. 220 for 2020, passando per Hokusai, fino al cinema di Stanley Kubrick’s The Shining.
E ancora: Miyake. 2nd Edition, Secret Teachings of All Ages, Donald Duck e persino i celebri TASCHEN Bookstands.
Una selezione che rende evidente la filosofia della casa editrice: il libro non è soltanto un contenitore di contenuti, ma può diventare un oggetto da vivere, esporre, regalare e collezionare.
Ed è forse proprio questo il bello del TASCHEN SALE: non sapere necessariamente cosa si sta cercando prima di iniziare a sfogliare.
Si entra per un titolo e si finisce per scoprire un fotografo, un architetto, un artista o un universo visivo completamente diverso.
Arte da sfogliare, anche a casa
Per chi ama costruire nel tempo una propria biblioteca personale, il sale rappresenta quindi un momento particolarmente interessante. Gli sconti fino al 75% permettono infatti di avvicinarsi a volumi spesso importanti anche dal punto di vista del formato e della qualità editoriale, trasformando un acquisto in un piccolo investimento sul proprio immaginario.
Un coffee table book può raccontare moltissimo di chi lo sceglie: una passione per la fotografia, un’ossessione per l’architettura, l’amore per la moda, la curiosità verso il cinema o semplicemente il piacere di avere in casa qualcosa di bello da aprire ogni tanto.
E, tra una copertina e l’altra, potrebbe anche nascondersi il prossimo libro preferito.
Quando
TASCHEN SALE
Nei TASCHEN Store: da mercoledì 2 a domenica 6 settembre
Online: da giovedì 3 settembre su taschen.com
Sconti: fino al 75%
Tra i titoli in promozione: Gio Ponti, Norman Foster, David Hockney. 220 for 2020, Hokusai, TASCHEN Bookstands, Donald Duck, Stanley Kubrick’s The Shining, Miyake. 2nd Edition e Secret Teachings of All Ages.
Il consiglio? Entrare senza una lista troppo rigida. Perché con TASCHEN il rischio più bello è sempre quello di uscire con un libro che non sapevi ancora di voler avere.
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