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Le nuove frontiere dell’abitare secondo i criteri della bioarchitettura. Il libro-guida di Isabella Goldmann

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Nuove visioni dell’abitare. La casa ecosostenibile, sana, bella, intelligente e… felice.
Il libro-guida di Isabella Goldmann

Potenziare la forza salutistica della nostra casa si può. Nel suo libro “UN BIO ARCHITETTO PER AMICA.
Rendi La Tua Casa Bella E Sana E Fanne Il Luogo Più Intelligente E Felice Per Te E La Tua Famiglia Con Il Metodo IGBI” (Bruno Editore), svela ciò che è necessario sapere per fare della propria abitazione un luogo di benessere e serenità. Il volume – il suo primo destinato al grande pubblico, nonché prima pubblicazione dedicata ai temi della bioarchitettura in ambito interior – è il risultato di anni di approfondimenti sul ruolo benefico della progettazione bioclimatica degli ambienti domestici. Un contributo fondamentale in un momento di ritrovata attenzione ai temi dell’abitare, con i suoi risvolti in termini di salute, comfort, condivisione degli spazi, privacy.

Una casa sana, prima di ogni altra cosa, è una casa bella. La bellezza è la prima cura di benessere che ognuno di noi deve potersi regalare. E ogni casa, se riletta con questi principi, può diventare bellissima.
Isabella Goldmann

L’esigenza di scrivere questo libro – spiega l’autrice, architetto, precorritrice delle tendenze più nuove nel campo dell’architettura eco- sostenibile, nonché managing partner di Goldmann & Partners srl SB, da anni certificata tra le migliori B Corp a livello mondiale – è maturata negli anni di lavoro e studio, specie in riferimento al ruolo che un’architettura più sana può esercitare sullo stato di benessere e di salute delle persone… Tanti anni di architettura bioclimatica mi hanno offerto la possibilità di riscontrare effetti positivi sul percepito generale dei destinatari. L’esperienza Covid ha poi reso urgente la necessità di offrire la mia esperienza per suggerire un nuovo punto di vista a tutte le persone che vogliono vivere la propria casa conoscendone meglio il forte potenziale di prevenzione rispetto a molti disagi e sofferenze che può esercitare se progettata con criteri bioclimatici”.

La pubblicazione prende in esame tutti gli ambienti della casa, spiegando come trasformarli in fonte di benessere attraverso il Metodo IGBI – Isabella Goldmann Bio Interiors, maturato nel corso di trent’anni di architettura bioclimatica. Quest’ultima è una disciplina progettuale antichissima fondata su principi come l’orientamento al sole e al vento, il controllo naturale delle condizioni termiche interne, la qualità dei materiali, l’ergonomia, l’armonia degli spazi, i colori.

Il metodo IGBI parte da tre assunti: CHI, DOVE, COME.
CHI: la casa di ognuno di noi non può essere una casa qualunque: affinché venga percepita come “nostra” deve parlare di noi a noi stessi.
DOVE: una casa sana deve relazionarsi con il territorio in cui si trova e deve tenere conto dell’orientamento delle sue stanze, della sua relazione col sole, col vento, della modalità in cui è stata costruita, del perché è stata distribuita in quel modo, ecc.
COME: alla luce delle informazioni preliminari, vanno messe in pratica le soluzioni più corrette per “quella” casa. Quale che sia il budget a disposizione, ogni abitazione può essere migliorata, anche senza spendere nulla.
Purché facciano capo all’architettura bioclimatica, anche i più piccoli accorgimenti, sono in grado di potenziare la forza salutistica della nostra casa. E il libro di Isabella Goldmann svela tutto quello che sulla casa è necessario sapere per farne uno dei nostri migliori alleati in termini di benessere e serenità di tutta la famiglia.

LIBRO DISPONIBILE DAL 31 MAGGIO SU AMAZON

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Dal cinema alla tv, passando per il teatro: l’intervista alla brillante attrice Giulia Greco

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Interprete eclettica e poliedrica, Giulia Greco è uno dei talenti emergenti dell’attuale panorama italiano. Brillante, intensa e dal volto acqua e sapone, sino ad oggi si è mossa con disinvoltura tra commedie di successo e teatro d’autore, partecipando anche ad alcune delle serie televisive più popolari degli ultimi anni (Carabinieri, Il commissario Rex). E dopo aver lavorato al fianco di Carlo Verdone, Gigi Proietti e Antonio Albanese, è pronta a stupirci sotto la direzione di uno dei nostri registi più amati.

DailyMood.it: Come nasce la tua passione per la recitazione? Hai iniziato giovanissima…
Giulia Greco:
Da un volantino! Ebbene sì, vorrei poter dire che la mia passione nasce da giovanissima, che imitavo tutte e tutti e che vestivo i panni della mamma per interpretare donne dai tacchi alti e dalle collane vistose, ma, ahimè, non è proprio così. Un giorno, uno dei primi giorni che frequentavo l’Università, mi arrivò tra le mani un volantino per partecipare alle audizioni di una scuola di recitazione che aveva a disposizione due posti finanziati dalla Regione Lazio. Io telefonai per pura curiosità e quando mi comunicarono la retta dell’Accademia, pensando che fosse troppo alta, strappai il volantino e lo lasciai sulla mia scrivania. Sapete com’è finita? Che mia madre ricompose quel famoso volantino e mi fissò l’appuntamento per il provino. Ci andai. Vinsi la borsa di studio. Cominciai a studiare, mi diplomai e poco a poco, come in quelle storie dove l’amore cresce saldo e forte giorno dopo giorno, mi innamorai di questo lavoro…

DM. Tu spazi dal teatro al cinema fino alla televisione. Sicuramente i primi due sono stati colpiti duramente dalla pandemia. In che modo, a tuo parere, cinema e teatro potranno ritornare a fare breccia sul pubblico, a riportare la gente nelle sale?
GG. Non voglio fare polemiche, ma ritengo inconcepibile e profondamente ingiusto il modo in cui siano stati chiusi i cinema e i teatri, rispetto a tutte le altre attività che pian piano hanno avuto spazio dopo la terribile epidemia che tutti quanti conosciamo bene. Oltretutto è stato dimostrato che i contagi sono stati quasi inesistenti nelle sale teatrali e cinematografiche. Credo sia innegabile la crisi che si trova ad affrontare il nostro settore… Come riportare la gente nelle sale? Non esiste una formula magica ma, forse, basterebbe incentivarli con iniziative promozionali mirate e con rassicurazioni ufficiali relative alla sicurezza dal contagio. La gente vuole la magia dell’arte. Vuole la magia di perdersi nelle storie.

DM. Per quanto riguarda la tua carriera, riesci a passare dal teatro d’autore a cinema e televisione di stampo più popolare. A quale tonalità ti senti più vicina come attrice?
GG.
Non credo ci sia una tonalità a cui un attore si senta più o meno vicino. L’attore è.
Nel bene e nel male. Segue questa “maledizione” più che vocazione (perché recitare è un mestiere che ha poco o nulla di romantico. Credo sia una strada che, come tante, ha difficoltà quotidiane e molto spesso ti metta davanti a bivi duri da affrontare) e non importa se si recita e si interpreta per il teatro o per il cinema o per la tv… cambia la tecnica. Questo si. Ma il modo di vivere e affrontare un personaggio, quello no. Quello per tutte le situazioni nasce e rimane il viaggio più bello di sempre.

DM. Hai recitato in prodotti generazionali come Universitari di Federico Moccia o in Immaturi – La serie. Ecco, secondo te, il cinema e la televisione italiani riescono oggi a raccontare le nuove generazioni? Cosa potrebbero fare di più per raccontarle meglio?
GG. Le nuove generazioni si devono difendere, si devono proteggere da accuse sempre più feroci e ingiuste. Odio sentire frasi tipo “Ai miei tempi non eravamo così…” oppure “Quando eravamo giovani noi le cose andavano meglio…”. I giovani di oggi si trovano ad affrontare un mondo totalmente diverso. E non sempre si tratta di una diversità tragica o pericolosa, ma creativa, stimolante, intelligente, intuitiva. Le nuove generazioni vengono raccontate sicuramente in molti modi. C’è chi continua a dipingerle ancorandole ad un modus vivendi di mille anni fa, quando regnavano i cliché e le dinamiche comportamentali già trite e ritrite e chi, per fortuna, ha dato un bel taglio a tutta questa retorica e ha reso viva una generazione con le sue paure, i suoi amori e le sue ambizioni. Cosa potrebbero fare di più? Beh, direi che prima di raccontare bisogna sempre ascoltare e vedere la vita senza pregiudizi e luoghi comuni. Largo ai giovani, sempre e comunque.

DM. Hai un sogno nel cassetto? Un progetto a cui vorresti partecipare o un regista da cui essere diretta?GG.
Certo che ho un sogno! E mica solo uno… Ma mio padre era un lucano scaramantico e ho una paura matta che se li svelo non si avverano! Ma giuro che se un giorno ne realizzerò uno lo dirò.

Difficilissimo dire con chi vorrei lavorare, sono talmente tanti i registi che amo e stimo. Anche se ammetto che forse il mio più grande amore sia per Pedro Almodóvar. Ho imparato lo spagnolo solo per vedere i suoi film in lingua originale, e la mia tesi di laurea era proprio sulla sua linguistica.

DM. Progetti futuri? Dove ti vedremo quest’anno?
GG
. Con fierezza e anche un po’ di vanità sono così contenta di dire di far parte del cast de Le fate ignoranti, la serie di Ferzan Özpetek che uscirà il 13 aprile su Star di Disney+. È stato per me un grande regalo, sia per la mia vita personale che per quella professionale.

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La grammatica del nuovo mondo nel libro di Filippo Poletti

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50 parole chiave a partire da 50 racconti di cronaca premessa testamento del filosofo Salvatore Veca scomparso il 7 ottobre 2021

Radicale come la prima, la seconda, la terza e la quarta rivoluzione industriale. È la rivoluzione universale del Covid, quella che ha cambiato la nostra vita. Non solo, dunque, una tragica emergenza sanitaria con più di 134 mila morti e 5,2 milioni di malati in Italia registrati tra il 2020 e il 2021, ma anche un cambiamento epocale. È la lettura proposta dal giornalista e top voice di LinkedIn Italia Filippo Poletti nel libro “Grammatica del nuovo mondo” attraverso la presentazione di 50 parole chiave a partire da 50 racconti di cronaca: edito da Lupetti, il libro ordina i vocaboli alfabeticamente, andando dalla A di Aurora alla G di “grazie”, alla I di “italiani”, alla S di “smart working”, alla U di “umanità”.

Tra le parole del nuovo mondo ci sono aggettivi che hanno invertito la loro valenza (come positivo, diventato un termine negativo) ed espressioni che hanno assunto nuovi valori (come RT, il retweet del social media Twitter utilizzato oggi per indicare il tasso di contagio, o come “Mani Pulite”, un tempo legate all’inchiesta giudiziaria di cui sta per ricorrere il ventennale e dal 2020 raccomandate dalle autorità come norma igienico-sanitaria).

Nel dizionario di Poletti figurano lemmi diventati di uso comune come mascherina, smart working, infodemia o memorabilia dal nome dell’iniziativa pavese di raccolta di ricordi tra gli anziani promossa dallo Spazio Geco nel corso del 2020. Tra i termini c’è anche “paziente”, legato nella memoria collettiva a Mattia Maestri: la sua vicenda, raccontata dall’Ansa nella notte tra il 20 e il 21 febbraio 2020 con il lancio di Bianca Maria Manfredi, «è un invito a riflettere – scrive Poletti – come di fronte al male tutte le persone hanno la stessa dignità e devono essere curate nel miglior modo perché, come dimostra la storia a lieto fine di Mattia, per tutti ci può essere un futuro luminoso».

Nella grammatica pandemica, introdotta dalla premessa del filosofo Salvatore Veca e completata dalla postfazione dello psicanalista Luigi Ballerini, trovano spazio nomi propri di persona che hanno contribuito a scrivere le pagine del nuovo mondo: è il caso della piccola Aurora Maria Perottino, nata a Moncenisio nelle settimane seguite allo scoppio del coronavirus, dopo anni che il secondo Comune più piccolo d’Italia non vedeva più una culla riempirsi. È il caso, a proposito di persone, del capitano campano della Diamond Princess, Gennaro Arma, ultimo a scendere dalla nave posta in isolamento dal 5 al 27 febbraio 2020 nel porto di Yokohama in Giappone. Oppure, ancora, dell’infermiera di Cremona Elena Pagliarini, addormentatesi sul tavolo di lavoro e immortalata in rete, della ricercatrice dello Spallanzani Francesca Colavita, a cui si deve l’individuazione della sequenza del nuovo coronavirus, dei nonni emiliani Alma Clara Corsini e Alberto Bellucci, ribattezzati da Poletti “nonni Speranza” dopo aver sconfitto la malattia respiratoria all’età di 95 e 100 anni. Ed è il caso – prosegue Poletti nel racconto persona-centrico – del presidente dell’Inter Steven Zhang, autore dell’invettiva “pagliacci” indirizzata al presidente della Lega dei professionisti della Serie A Paolo Dal Pino in vista del match Juve-Inter, e dell’imprenditore Gian Luca Rana con il superstipendio elargito a Natale a tutti i dipendenti.

A completare il libro, accanto alla sitografia, alla socialgrafia e all’appgrafia, c’è l’ecatòmeron ossia la cronaca dei primi 100 giorni del contagio: «L’arrivo del coronavirus in Italia – puntualizza Poletti – deve essere datato al 30 gennaio 2020, quando furono scoperti i primi due casi positivi al nuovo coronavirus: si trattò di due turisti di nazionalità cinese, originari della provincia di Wuhan, ricoverati all’istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma». Un arrivo avvenuto, dunque, un mese prima rispetto alla scoperta del focolaio di Codogno, seguito dalla morte delle prime due vittime, rispettivamente Adriano Trevisan di Vo’ nel Padovano e Giovanna Carminati di Casalpusterlengo nel Lodigiano.

Come si legge nella premessa-testamento scritta da Veca, scomparso lo scorso 7 ottobre 2021, la “Grammatica del nuovo mondo” può insegnarci tanto: «Le pagine del libro di Poletti sono affascinanti. Noi non siamo i signori dell’universo. Noi siamo nello stato contingente dell’essere “creature”, nel senso che il mondo non è in alcun caso nostro. Il nostro slogan “una sola umanità, un solo pianeta” va integrato con la glossa che ci ricorda che, come viventi, noi non siamo “soli”. Questa glossa elide la pretesa illusoria dell’eccezionalità antropocentrica».

È la lezione della pandemia: come siamo parte della natura e della cultura, così apparteniamo alla comunità vivente. Nel nuovo mondo, infatti, c’è spazio solo per la prospettiva dell’ecologia radicale e della giustizia sociale. Per voltare pagina e guardare al 2022 con fiducia è necessario fare attenzione alle parole: è quello che propone la “Grammatica del nuovo mondo”, invitando a vincere la paura e guardare al futuro con occhi nuovi.

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Back to future: il fitness visto come mood. Intervista alla coach Francesca Bufalini

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Galeotta fu l’ America che ,qualche anno fa, lanciò la moda delle “private gym”, ma già negli ultimi anni, appena prima della chiusura per la pandemia, anche in Italia cominciavano ad avere un successo sempre più ampio le palestre “del futuro” focalizzate sulla soddisfazione di clienti sempre più esigenti e con meno tempo a disposizione per allenarsi. Le “e-gym” diventavano realtà anche qui. Una e-gym all’avanguardia, aperta proprio nel 2019 si trova a Pisa, e richiama nella sostanza questa idea già nel nome: “e-fitness twenty” ovvero allenarsi con allenamenti personalizzati tramite coach preparati e lezioni con macchinari simili a navicelle spaziali mettendo al centro il cliente. A partire dai servizi. Sempre più esclusivi.  Entrando nel centro, molto elegante ed accogliente, incontriamo Francesca Bufalini, la titolare. Ed è proprio lei che proverà a rispondere alla domanda “nuovo mood o trend di allenamento”. Può un allenamento basato sulla tecnologia EMS o la criosauna o macchinari “futuribili” -utilizzabili sempre  e solo sotto la supervisione di un trainer tutor, con sessioni di soli 20 minuti (come 2 ore di palestra normale)- soddisfare clienti sempre più esigenti? Sarà un nuovo mood o  un semplice trend?

Facciamocelo raccontare da chi è appunto nel settore del wellness da sempre , vive l’allenamento come stile di vite, con uno sguardo lucido proiettato sempre rivolto al futuro.

Buongiorno Francesca, grazie per aver accettato l’intervista, raccontaci di te e della tua esperienza nel fitness.
Buongiorno a Te Cristina ed a voi di www.dailymood.it e grazie per la esclusiva opportunità che mi date con questa interessante intervista on line, sono lusingata. La mia esperienza nel mondo del fitness e wellness inteso come stile di vita, trae le sue origini molti anni fa, nel lontano 1988, anno in cui appena 15enne in seguito ad un brutto incidente automobilistico, varcavo la soglia di un centro fitness tradizionale ed entravo in sala pesi per recuperare la mia muscolatura fortemente messa ko dopo un periodo forzato di immobilità di ben 6 mesi. Fu amore e prima vista! Probabilmente il mio DNA di figlia di ex atleta agonista ( mio padre è stato un celebre giocatore di pallacanestro labronico) emerse inconsapevolmente! Da quel lontano 1988 di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia e siamo arrivati ad oggi, 2021 e di carne al fuoco ne ho messa assai….

Cosa ti ha portato in pochi anni ad investire in un centro totalmente votato alla tecnologia ed abbandonare il mondo delle palestre tradizionali?
Devi sapere, cara Cristina, che io ho insegnato per ben ventotto anni in svariati centri fitness tradizionali italiani e non;  il fitness era la mia grande passione ma la mia seconda occupazione, poiché in seguito alla laurea in giurisprudenza, ho lavorato per ben sedici anni in tre Istituti di Credito toscani. Nel 2016, già over 40enne, madre dei miei tre splendidi figli e secondo il comune pensare “ matura e attempata” ho lasciato il certo per l’incerto, consapevole di voler perseguire il mio sogno e consolidare la mia credibilità di professionista del settore sportivo verso una vera e propria realtà imprenditoriale. Ho ovviamente studiato il mercato , le tendenze, le statistiche europee in merito alle percentuali del fruitore medio del mondo “palestra” convenzionalmente inteso, appurando che solo una ristrettissima forbice compresa tra l’8 e l’11% degli italiani frequenta assiduamente un centro fitness tradizionale. Contemporaneamente ho avuto modo di testare su di me (addirittura nel momento in cui solcavo i palchi da atleta agonista nel body building)  l’efficacia degli allenamenti tecnologici presenti in Twenty Fitness Club e ti confesso che è stato FOLGORANTE! Come San Paolo sulla Via di Damasco è stata una conversione immediata! Mi sono innamorata delle sensazioni testate e soprattutto da imprenditore ho valutato gli ampi margini di guadagno e di profitto. Il resto è vita vissuta degli ultimi due anni, consacrata in un format che ha tenuto testa e la tiene tutt’oggi alla situazione pandemica che ha mietuto vittime numerose in questo settore sportivo, bistrattato e non adeguatamente tutelato dalle nostre istituzioni.

Sei felice di aver portato in una città come Pisa una nuova idea del wellness?
Sono orgogliosa e fiera di avere introdotto una eccellenza italiana nella provincia di Pisa. Ti racconterò questo aneddoto, sicura che ti entusiasmerà, vista la natura della rivista per cui lavori, dematerializzata ma assai fruibile e visibile da moltissimi lettori. Durante la pandemia dello scorso anno, dal mese di gennaio in Italia, tra i possessori di I – Phone Apple ha spopolato Clubhouse, il social della Voce, una novità assoluta perché basato sui contenuti, reali, veri, su ciò che si trasmette parlando in diretta con persone fisicamente collocate in tutto il mondo e contestualmente collegati. Diversamente da Instagram o Facebook, Clubhouse non ha filtri migliorativi o ritocchi: o arrivi con la tua voce ed i tuoi contenuti oppure crolli dopo dieci minuti di spazio vocale che ti viene assegnato. Ebbene, ho conosciuto moltissime persone, ho stretto importanti collaborazioni professionali, ho anche suggellato legami forti e quando il 25 maggio 2021 ho riaperto la mia Boutique Tecnologica, ho ricevuto visite da “amici” di Clubhouse da tutta Italia! Ecco che l’orgoglio è tanto proprio per queste ragioni. Sono riuscita a diffondere in tutta Italia il format Twenty, alla ricerca di un ulteriore coronamento di un secondo sogno: trovare un investitore a cui consegnare una nuova Twenty “chiavi in mano”, format, tecnologie, formazione staff e biennio di gestione, all inclusive!!!!

Tu hai vissuto in America. Come sta cambiando il modo di allenarsi degli italiani alla luce delle private gym?
Il modo di allenarsi in Italia è già cambiato! Ci sono tecnologie veramente avanguardistiche, Twenty è stata l’apripista, nel 2019 in cui ancora le gym tradizionali non erano state annientate dalla pandemia. Esistono oggi innovazioni tecnologiche che sfruttano avatar veri e propri o trainer esistenti all’interno della tecnologia stessa. Prendendo in prestito la tecnica del mirroring dal coaching, esiste una tecnologia fantastica, americana appunto ( e non è un caso) che prevede un maxi schermo ultrapiatto a cui son collegati dei cavi e una miriade di possibili esecuzioni di esercizi, comprensivi di un trainer digitale che guida nelle sessioni di esecuzione. Inoltre in Italia è molto apprezzato in questo momento pandemico, il training “one to one”, che garantisce non solo maggior privacy e sicurezza, con assoluto non assembramento, ma soprattutto la totale riservata ed esclusiva professionalità del trainer per il solo cliente in sessione di allenamento. Non è poca cosa se ad esso si unisce una location esclusiva e moderne concezioni di raggiungimento dell’obbiettivo.

Secondo te  la tecnologia EMS e Vacufit sono un nuovo mood o un trend attualmente? Questa domanda mi fa sorridere, perché è come se io e te fossimo compagne di squadra durante un match di pallavolo e tu mi avessi appena alzato la palla che mi appresto a schiacciare! Le tecnologie EMS TRAINING e VACUGYM sono assolutamente un nuovo mood, direi oramai consacrato ed accertato. Quei famigerati “twenty minutes” da cui ho tratto lo spunto per il mio marchio consentono veramente di ottimizzare il proprio tempo destinato alla propria remise en forme, alla propria performance, al rassodamento e tonificazione, all’esaltazione della massa magra e, traguardo di questo 2021, all’approccio medicale vero e proprio. In soldoni: in venti minuti accelero il mio metabolismo, induco il mio dimagrimento, rassodo e tonifico i miei muscoli e curo il mio mal di schiena, le lombosciatalgie, recupero il pavimento pelvico e i prolassi nei clienti più maturi e , se da poco sono diventata mamma, ho modo di velocizzare i tempi di ripresa dopo un parto cesareo. Non è meraviglioso? Lo so, sembra impossibile ma E’ REALE. Tutto questo è permesso dalla sinergia del lavoro isometrico volontario condotto e guidato dal trainer, con l’impulso di un vero e proprio moderno elettrostimolatore, che induce alla contrazione involontaria muscolare quintuplicando l’efficacia del lavoro isometrico! I venti minuti del miracolo equivalgono a più di un’ora e mezza di allenamento. Due allenamenti settimanali consentono di vedere risultati importanti entro il primo mese di lavoro. La VACUGYM dal canto suo è una vera e propria passeggiata futuristica nello spazio, a bordo di un tapis roulant / navicella spaziale che ospita il cliente al suo interno, per una camminata sottovuoto, contrastando la forza di gravità insieme al calore di raggi infrarossi, che agiranno per consentire un vero e proprio dimagrimento localizzato nelle zone tipicamente più critiche per l’universo femminile: glutei, fianchi, addome, culotte de cheval, cosce e ginocchia. La VACUGYM è la più efficace risposta per la risoluzione delle problematiche legate all’accumulo di grasso e degli inestetismi della cellulite. L’effetto vacuum (sottovuoto) attiva la perdita di grasso e l’eliminazione di tossine (tramite l’incremento della temperatura) e riduce il ristagno dei liquidi in eccesso. Inoltre, ecco anche qui il risvolto medicale, agisce anche sulla circolazione eliminando la sindrome dei piedi freddi e migliorando l’elasticità della pelle.

Mentre la criosauna? Spiegaci cosa è e come funziona. Come la utilizzi nel tuo percorso?
La Criosauna è la punta di diamante della boutique tecnologica, con orgoglio ti comunico che io possiedo l’unica Criosauna in tutta la provincia di Pisa. La tecnologia, veramente miracolosa, si basa sul principio della crioterapia sistemica, considerata il rimedio per sciogliere i grassi (azione metabolica), ringiovanire pelle e tessuti, recuperare più velocemente l’affaticamento muscolare nonché ridurre ed eliminare le infiammazioni. La Criosauna sfrutta le fisiologiche reazione dell’organismo umano alle temperature sotto lo zero (maggiore circolazione, ossigenazione e conseguente attivazione del Sistema Nervoso Centrale) e dona effetti benefici a lungo periodo ( riduce gli stati ansiosi + flusso di sangue – infiammazione articolare + sistema immunitario + attivazione del metabolismo – stress ossidativo delle cellule), tutto ciò tramite l’azione dell’azoto liquido ad una temperatura prossima ai – 180° resa sopportabile grazie all’assenza di umidità. Dal sollievo di contratture muscolari più o meno profonde, alla cura delle infiammazioni articolari, al recupero post traumatico (contusioni, ematomi, abrasioni) fino alla cura e sollievo della psoriasi, l’efficacia della criosauna risulta molteplice. Non da ultimo consideriamo anche l’aspetto fortemente “figo” e attinente alla “legge della scarsità” della tecnologia, quasi sconosciuta ai più e molto blasonata, molti clienti tifosi calciatori mi chiedono della Criosauna in seguito alla notizia che il mio stesso modello è posseduto da Cristiano Ronaldo!!

Bruciare più calorie in meno tempo. Come vengono sollecitati i muscoli con  l’elettrostimolazione in allenamento?
Bella e fondamentale domanda Cristina grazie ! La stimolazione muscolare ottenuta grazie all’ausilio del device MIHA BODYTEC impatta fino a CINQUE volte rispetto una volontaria contrazione!! Ti spiego meglio. L’EMS TRAINING è una attività consentita a tutti i fruitori compresi tra i 16 e 96 anni. Unico divieto assoluto vige per i portatori di un peacemaker. L’attività è sicura e divertente, altamente performante, dimagrante, rassodante e pure medicale, visto che allevia i dolori lombo sciatalgici, il mal di schiena, consente i recuperi dei prolassi e delle prostatiti, come ti accennavo alla risposta 5. Il cliente approccia questo modo innovativo di allenarsi vestito in un modo adeguato, ossia “imbragato” con una divisa particolare, un giubbotto e delle fasce per cosce, braccia e glutei che contengono elettrodi. Così vestito verrà collegato al device principale, dal quale partirà l’impulso elettronico che andrà ad agire e coinvolgere i distretti muscolari volontari (esclusione e totale sicurezza per il miocardio quindi). L’allenamento in EMS TRAINING consiste in una serie di posizioni statico dinamiche assunte grazie alla guida dell’operatore EMS; chi si allena deve solo ricordarsi di contrarre i propri muscoli volontariamente controllando la inspirazione e la espirazione. Ebbene, durante questa contrazione volontaria subentra sovrapponendosi anche la contrazione involontaria garantita dall’impulso elettronico derivante dal device stesso. Questo gioco di contrazione muscolare volontaria e involontaria fa sì che questi venti minuti equivalgano a ben più di un’ora e trenta di ginnastica convenzionale! Pazzesco. Innovativo e sconvolgente.

Tu sei anche Coach.  Addirittura hai una saletta in cui segui i tuoi clienti per le anamesi offrendo loro un caffe’ ed un momento di relax nel segno del mood del benessere. Non pare però che allenarsi con te sia meno faticoso di altri metodi di allenamento. Dove risiede quindi il tuo segreto? Nel raggiungerli in poco tempo? L’accellerazione del metabolismo? O la tua capacità di intuire le esigenze di chi si affida a te per ritrovare la forma fisica?
Mi lusinghi e stuzzichi al contempo Cristina. Effettivamente per chi non provi le mie tecnologie, tutto questo può apparire molto bello ma poco efficace, restando ancorati a sensazioni e credenze limitate alla realtà fitness tradizionale. Invece è esattamente il contrario. La tecnologia impatta e performa in maniera imparagonabile rispetto all’allenamento convenzionale. Il format Twenty nasce proprio con l’esigenza di stravolgere i vecchi stili, le tradizioni, in nome di una ottimizzazione in primis del tempo necessario per conseguire dei risultati visibili (già dopo un paio di settimane quanto in cm ma addirittura già dopo una seduta singola quanto a efficacia e doms). Subentra poi l’esigenza della igiene e sicurezza massime garantite dall’altissimo livello di accoglienza e dallo spogliatoio singolo oltre che dall’allenamento sempre rigorosamente one to one. Per quanto riguarda l’accoglienza e l’anamnesi sono il frutto di una ricerca della perfezione nell’approccio empatico al cliente: chi cerca un miglioramento, che sia fisico, o psicologico, o personale ha necessità di creare un rapport con il tecnico, operatore o coach che si trova davanti. Svelarsi davanti ad una buona bevanda calda in inverno o sorseggiare una tisana o una spremuta fresca in estate “scioglie il ghiaccio” e  consente di creare empatia e feeling per consigliare la giusta soluzione e guidare nel percorso da intraprendere.

Concludendo,  secondo te è un nuovo mood o un trend di allenamento”? Può un allenamento come quello che proponi nella tua palestra, basato sulla tecnologia EMS o la criosauna o macchinari “futuribili” -utilizzabili sempre  e solo sotto la supervisione di un trainer tutor, con sessioni di soli 20 minuti (come 2 ore di palestra normale)- soddisfare clienti sempre più esigenti? Sarà un nuovo mood o  un semplice trend?
Con sicurezza e sorridendo ti rispondo senza ombra di dubbio che questo non è un semplice mood, non è un capriccio del momento o un tentativo di trovare alternative in un settore che ha subito gravi conseguenze in questo biennio pandemico. La tecnologia di Twenty dirige l’evoluzione del concetto di allenamento. L’analisi nel tempo del fenomeno di crisi del fitness tradizionale ha portato alla ribalta i gap in cui si sono inserite le tecnologie: innovative, ottimizzanti, impattanti e maggiormente performanti. In continua evoluzione, già io sto pensando a nuovi progetti e implementazioni del format originale, nuove tecnologie, nuove e decisive soluzioni per soddisfare sempre più palati esigenti. Per questo, come sempre recito nei miei post social, invito tu e la redazione a canticchiare il mio ritornello “STAY TUNED…..STAY TWENTY!!”

di Cristina T. Chiochia per DailyMood.it

 

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