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La svolta digitale entra in atelier con TheOneMilano Per la prima volta 7 mestieri in passerella

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Appuntamento il 22 marzo per lo streaming show live di TheOneMilano che per la prima volta grazie alla piattaforma Alwaysonshow permette al grande pubblico di esplorare i retroscena del Made in Italy.

Le botteghe artigiane non avranno più segreti. La scelta, innovativa e radicale, viene da TheOneMilano. L’evento digitale live dedicato alle sue eccellenze nella moda Made in Italy è in programma il 22 marzo alle 10.30 su www.alwaysonshow.com (la fiera digitale del Salone) per buyer e stampa selezionata, mentre dal 23 marzo per il grande pubblico sia sul sito di TheOneMilano che su quello della sua versione web. Il  prestigioso hub espositivo di collezioni haut-à-porter femminile presenterà, accanto ai suoi 26 brand in passerella, anche una rosa di sette maestranze artigiane specializzate nello headwear, nella maglieria pregiata, nella realizzazione di cartamodelli e tele per la preparazione di quelli che saranno capi perfetti, nelle cinture, nell’intarsio e nelle grandi lavorazioni della pellicceria, nei guanti e nelle applicazioni floreali.

Sette modelle presenteranno le 7 lavorazioni artigianali, base del know how del made in Italy, riportate sulle collezioni degli espositori in 49 outfit sarà così svelato che per la prima volta making-of delle sue preziose lavorazioni (artigianali e industrializzate), mettendo in scena l’unicità connaturata al mondo manifatturiero high end di cui l’Italia è da sempre la culla. Un’autentica esperienza immersiva nel pianeta del bello e ben fatto alla scoperta delle ‘piccole mani’ che stanno dietro al successo delle collezioni del prêt-à-porter italiano. Un patrimonio che il fast fashion esasperato rischia di estinguersi ma che TheOneMilano, grazie alla piattaforma digitale alwaysonshow.com, intende perpetuare in una chiave smart anche per le nuove generazioni.

«Il nostro messaggio è coniugare manualità e tecnologia così da introdurre la rivoluzione digitale nel nostro modo di comunicare l’eccellenza del Made in Italy – spiega Elena Salvaneschi, CEO di TheOneMilano – con questo nuovo format puntiamo a rilanciare la centralità del lavoro manuale in un quadro globale che antepone sempre di più il virtuale al reale, la macchina al lavoro manifatturiero; continua così il nostro impegno a fornire a buyer e aziende un supporto di alta qualità alle loro molteplici esigenze, un fattore tanto più vitale in un momento così critico per la nostra civiltà».

All’interno della sfilata verranno rappresentati i 7 mestieri selezionati in questa occasione come
espressione del made in Italy. Mestieri che si sviluppano grazie al lavoro delle mani, della mente e del cuore selezionati, grazie alla partnership con Confartigianato.

ZERBINI Cinture è un’azienda italiana che si occupa di realizzare manufatti in pelle di altissima qualità, tramandando così, di generazione in generazione in un’azienda familiare, la tradizione dell’arte della pelletteria. Nel catalogo di oltre 200 pezzi, l’azienda parmense annovera cinture e prodotti realizzati interamente a mano con una grande attenzione alle pratiche “green”. Le pelli utilizzate da “ZERBINI Cinture” infatti sono lavorate unicamente con concia vegetale, la più tradizionale e la sola in grado di impartire al cuoio versatilità d’impego e unicità del prodotto, oltre a renderlo unico. Con questo metodo, inoltre, vengono garantite l’assenza di sostanze tossiche nocive non solo per l’essere umano ma anche per l’ambiente. Gli investimenti costanti nei reparti produttivi consentono all’azienda di essere flessibili, versatili e rapidi nella realizzazione delle richieste dei clienti.

Floriana Gloves è un’azienda a conduzione familiare che tramanda da tre generazioni la passione e l’arte del
guanto, nel rispetto della tradizione artigianale napoletana. Fondata nel 1966 da Domenico Peluso ” Floriana gloves” in pochi anni l’azienda fu apprezzata dai maggiori Department stores del Nord Ammerica, in Europa fino in Giappone . Oggi i figli Antonio e Rosaria Peluso continuano con orgoglio e passione l’arte del guanto.
Floriana Gloves produce guanti di altissima qualità frutto di anni di esperienza e di passione, un lavoro caratterizzato da fasi che partono dalla cura e dalla selezioni delle pelli , alla colorazione, al taglio e alla cucitura tutto rigorosamente” Hand Made”. Lo stile raffinato e l’eleganza tutto “ Made in Italy” contraddistinguono i guanti “ Floriana Gloves” in tutto il mondo rendendoli unici e preziosi.

NOGOON è una piccola realtà artigianale italiana nata nel 2019 dalla mente, cuore e mani di Simona Lavelli. I capi NOGOON, che in lingua mongola significa “verde” sono realizzati con filati pregiati caldi e resistenti quali alpaca e lana 100% made in Italy in una colorata gamma di 25 tonalità. Naturalmente traspiranti e naturali questi filati permettono un equilibrato scambio di calore con l’esterno, evitando irritazioni e cattivi odori. La vestibilità dei capi è particolarmente confortevole, studiata per limitare i punti di giunta, e privilegiare le cuciture artigianali che ricostruiscono la trama del punto , con un effetto invisibile. I filati sono mulesing free, biologici e prodotti localmente in Piemonte. La produzione è fatta artigianalmente in un piccolo laboratorio di Varese, Lombardia, con telai manuali a emissioni 0. Ogni capo è fatto solo su ordinazione, in modo da permettere al cliente di personalizzare completamente il prodotto finale per renderlo unico e coordinato ai suoi gusti. I capi sono sempre disponibili perché riordinabili nel tempo al di là delle mode del momento. Simona Lavelli è una designer milanese che fonde nella sua maglieria, ricerca, sperimentazione e passione per le culture tribali.

Antonella Mallone è una fashion designer collaboratrice dello Studio Baldassarre con il quale ha un rapporto profondo e sinergico, tanto da far parte dell’Ufficio Stile dello Studio. Durante la sua carriera, Mallone si è specializzata nei capospalla e attualmente la sua riconosciuta capacità si basa anche sull’esperienza maturata nel suo personale piccolo atelier, dove la personalità e la fisicità di ognuno è stata messa al centro del processo creativo di capi su misura che valorizzano ogni figura, sia nel modello che nella scelta dei tessuti, senza seguire solo gli schemi dettati dalla moda. Antonella Mallone ha nel tempo approfondito non solo le tecniche realizzative, ma anche curato la ricerca storica delle tecniche modellistiche e l’approfondimento dei nuovi materiali, sia personalmente che attraverso il confronto con esperte professioniste.

Laura Smeriglio è l’espressione della più antica tradizione pelliccia italiana. Attualmente titolare di un laboratorio di pellicceria, fondato nel 1988, è stata affascinata dal mondo della lavorazione dei materiali fin dalla giovane età. Dopo gli studi superiori, è entrata in contatto con l’alta moda e le creazioni confezionate ad hoc e ad altissimo livello. Questo le ha permesso di perfezionare le sue personali tecniche di lavorazione, eseguendo lavori di intarsio su tessuti, pelli e pellicce. Attualmente è uno degli attori riconosciuti nell’ambito della lavorazione del pellame e delle pelliccia, al quale applica un’originale interpretazione. Infatti, i lavori di Laura Smeriglio spaziano in più settori; dal mondo dell’accessorio a quello dell’arredamento, riuscendo così a dimostrare che la pelliccia è un materiale estremamente versatile e duraturo.

Caterina Di Monaco è un’artigiana italiana che ha trasformato la sua creatività e la sua passione in un’esperienza professionale di alto profilo. Con le sue mani ha creato abiti da sposa e cerimonia, specializzandosi poi nella collezione di fiori artigianali in seta, da applicare su abiti, cappelli, coroncine, cuffiette e fashinator, interamente lavorati a mano e sotto il suo brand “Passion Petales”.
Petali e fiori sono un tratto distintivo di questa creatività formatosi alla scuola di ricamo Alta Moda di Roma con Adriana Ghisolfi una delle più importanti artigiane di fiori.

Complit Come in una storia antica, nell’estate del ’67, in terre “ancora misteriose” come quelle della Germania, sopra i posti scomodi di un treno regionale, nacque qualcosa: un rapporto “commerciale- umano” custodito dal ricordo di Mario Antinori. Siamo profondamente radicati in queste storie. Ancora oggi la nostra famiglia cerca di coniugare genuinità con ricerca, memoria con la visione del futuro e la qualità del prodotto con l’estetica. Siamo figli e nipoti di “artisti” di altri tempi. Così è nata Complit: un’azienda creata dalla tradizione di famiglia e sulla base di un gruppo molto giovane, ricco di idee, compatto e determinato. Un luogo in cui il progetto non è più una manifestazione dell’individuo, ma l’espressione di un’intera azienda: ogni membro è fondamentale nell’atto di stimolare e supportare l’impegno creativo, considerandolo immerso in un’atmosfera di serio divertimento e condivisione. Ci piace fidarci del passato, del cuore e delle mani dei nostri nonni.

 

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Jimmy Choo | Pearls of Wisdom, a Capsule Celebrating 30 Years of Jimmy Choo

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Per trent’anni, la perla è stata intessuta nel tessuto di Jimmy Choo: dalle pareti in travertino alabastrino delle prime boutique alla tonalità iridescente del packaging color ostrica distintivo della maison. Le perle hanno fatto la loro comparsa su scarpe e accessori in ogni forma, dalla più delicata alla più audace. La perla non è un semplice motivo decorativo, è un codice della maison.
Per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo, la Direttrice Creativa Sandra Choi riflette su questo simbolo intramontabile con Pearls of Wisdom: una capsule collection e una campagna che rendono omaggio alla perla in tutte le sue forme. Preziosa ma resistente, formatasi lentamente e affinata nel tempo, è emblematica di un trentesimo anniversario e una metafora appropriata di tutto ciò che la maison ha costruito.
«“Pearls of Wisdom” mi è sembrato il punto di partenza perfetto per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo. Il traguardo dei 30 anni si allinea in modo naturale a questo motivo che amiamo da tempo. Per me, la perla racchiude una forza discreta e duratura: aggraziata, mai ostentata e sempre caratterizzata da un tocco di giocosa purezza. Per questa collezione, volevo che la perla apparisse naturale e istintiva, un’espressione sottile del nostro passato che continua a plasmare il nostro futuro». Sandra Choi
La campagna è immortalata attraverso uno sguardo di silenziosa reverenza. Dalle immagini still life agli scatti con le modelle e alle vignette, queste immagini dialogano tra loro; ogni inquadratura è studiata, lenta e precisa, con ritagli che guidano lo sguardo verso i dettagli finemente realizzati che definiscono questa collezione. Lo styling riflette la versatilità intrinseca della perla stessa: sicura di sé, senza età e libera da vincoli legati alle occasioni; può essere indossata nei momenti più festosi della vita oppure come elemento capace di elevare la quotidianità, sempre con un senso di freschezza e modernità. Realizzate sia a colori sia in bianco e nero, le immagini richiamano l’eterna attualità e il fascino della perla, insieme alla forza del femminile.
Nelle immagini in movimento della campagna, una grafica con il numero ’96, l’anno di fondazione di Jimmy Choo, viene reinterpretata come simbolo di un’eredità: le forme curve diventano una coppia di apostrofi, uno diritto e uno rovesciato. Sovrapposti in primo piano, incorniciano e scandiscono le immagini. Un’eco visiva delle citazioni, delle storie e dei momenti iconici accumulati nel corso di trent’anni fondamentali. Come la perla stessa, rappresentano un richiamo all’anno di fondazione della maison, il 1996.
Tra scarpe, borse e gioielli, ogni pezzo della capsule offre una propria interpretazione della perla.
La zeppa scultorea dorata ITHACA, che prende il nome da un’isola greca il cui paesaggio romantico è impreziosito dalla madreperla, presenta sul lato inferiore un trio di perle in resina. Il sandalo IRINA avvolge il piede con perle in resina e cristalli, come collane sovrapposte, mentre la INGRID FLAT reinventa una robusta scarpa Oxford con una fibbia in perla di resina trompe-l’œil. Corsage barocchi sbocciano sulle tre silhouette della famiglia INES, proposta nelle versioni décolleté, mule e ballerina.
La BON BON, che richiama i corsage di perle barocche della famiglia INES, si affianca alla TUBE MINI BAG e alla minaudière RAINDROPS, entrambe rifinite con una frangia di perle in resina ricadenti. La clutch CLOUD evoca conchiglie di ostrica e onde dorate, mentre la OYSTER è una clutch scultorea in plexiglas, un oggetto d’arte ispirato alla forma naturale di una perla barocca. Ogni pezzo è concepito come un futuro cimelio, pensando ai prossimi trent’anni.

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Alexander McQueen sostiene Tate Britain The 90s: Art and Fashion

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Alexander McQueen è onorato di sostenere The 90s: Art and Fashion, una mostra di rilievo alla Tate Britain, curata da Edward Enninful OBE, la cui prospettiva unica esamina un’epoca che ha trasformato l’arte, la moda e la cultura contemporanea.

Alexander McQueen, fondato da Lee Alexander McQueen a Londra nel 1992, emerse durante questo decennio determinante per la moda e la cultura britanniche. Dopo essersi formato nella londinese Savile Row e alla Central Saint Martins, McQueen unì la precisione della sartoria e dell’artigianato britannici a una visione creativa sovversiva e senza compromessi. Il suo lavoro sfidò le convenzioni e ebbe una risonanza ben oltre la moda, riflettendo il ricco dialogo tra arte, cultura ed espressione creativa che caratterizzò gli anni Novanta.

Nell’ambito del suo sostegno alla mostra, Alexander McQueen ha concesso in prestito una selezione di look d’archivio provenienti dalle sue fondamentali sfilate degli anni Novanta. Presentati in dialogo con opere d’arte e voci culturali influenti, questi pezzi offrono una rara opportunità di vivere il lavoro degli esordi della maison all’interno del più ampio panorama creativo di un decennio che ha plasmato la storia della moda.

The 90s: Art and Fashion
8 ottobre 2026 – 14 febbraio 2027
Tate Britain, Londra

LOOK IN MOSTRA

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Abito con cappuccio con base in tulle e perline tubolari in vetro rosso distribuite su tutta la superficie.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Armatura in metallo di alluminio, realizzata da Sarah Harmarnee per Alexander McQueen.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1997 ‘It’s a Jungle Out There’
Giacca sartoriale in pelle di vitello con corna di impala.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1999 ‘The Overlook’
Corsetto a spirale in metallo di alluminio, realizzato da Shaun Leane per Alexander McQueen.

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Genny, Too Chic to S-pook: il dark glamour dell’autunno-inverno 2026/27

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C’è un modo molto sofisticato di essere dark. Non ha bisogno di Halloween, di eccessi gotici o di atmosfere dichiaratamente cupe: basta un abito nero, una silhouette costruita alla perfezione e quel tocco di mistero che trasforma la seduzione in qualcosa di irresistibilmente contemporaneo.

È questa la direzione di Genny per l’Autunno-Inverno 2026/27, racchiusa già nel titolo della collezione, “Too Chic to Spook”. Un gioco di parole che racconta perfettamente l’attitudine della maison: prendere l’immaginario dark e renderlo glamour, sofisticato, femminile.

Il nero domina la collezione e diventa una materia da scolpire. Abiti aderenti, corpetti, gonne a sirena, volumi drappeggiati e dettagli costruiti sul corpo disegnano una femminilità intensa, mai urlata. La sensualità passa attraverso la silhouette: spalle importanti, vita segnata, scolli profondi e lunghezze che sfiorano il pavimento.

Ma il nero di Genny non è mai semplicemente nero. Cambia consistenza, riflette la luce, si arricchisce di trasparenze, piume, ricami e lavorazioni tridimensionali. È velluto, pizzo, tessuto tecnico, superficie lucida e materia quasi scultorea.

Accanto agli abiti più spettacolari compaiono capi dalla vocazione più quotidiana, ma sempre con una precisa impronta couture: giacche strutturate, top preziosi, pantaloni morbidi e silhouette minimali vengono attraversati da dettagli teatrali che impediscono al look di diventare prevedibile.

E poi ci sono gli accessori, fondamentali per completare questo universo: décolleté dal gusto rétro, pochette compatte, stampe animalier e gioielli che seguono il corpo come una seconda pelle. Anche qui il lusso non ha bisogno di esagerare. Un dettaglio basta.
La palette si apre occasionalmente a tonalità profonde e sofisticate, con incursioni di verde e superfici preziose, ma è il nero a rimanere il vero protagonista. Un nero sensuale, aristocratico, contemporaneo.

“Too Chic to Spook” gioca dunque con l’estetica gotica senza lasciarsene ingabbiare. Genny prende l’idea della donna misteriosa, della femme fatale, della notte e la porta in una dimensione più elegante e sofisticata.

Perché essere dark, questa stagione, non significa necessariamente fare paura.

Significa farsi ricordare.

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