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Sfilate

Tutto il meglio della London Fashion Week

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Si è appena conclusa una delle Fashion Week più attese dell’anno, cioè quella di Londra naturalmente, che da sempre tra le “Big 4” è quella più attenta alla sperimentazione artistica e ai giovani designer.

E, nonostante la pandemia in corso, non ha certo deluso le nostre aspettative.

Sicuramente, l’emergenza sanitaria ha costretto tutto il mondo della moda (e non solo) a ripensare il concetto stesso del fashion e a trovare nuove forme espressive, tanto da un punto di vista formale, quanto per ciò che concerne le classiche e amatissime catwalk.

Ma le maison hanno accolto con grande entusiasmo la sfida e sono riuscite comunque a dar vita a spettacoli stupefacenti. C’è chi ha deciso di farlo all’aperto, chi solo in forma digitale, ma poco importa. Ciò che conta è che la moda, ancora una volta, è riuscita a farsi portavoce di un momento storico-culturale senza precedenti, rispondendo alla crisi con la sperimentazione artistica – che, lo sappiamo, è sempre la scelta più giusta.

E allora vediamo subito quale è stato il meglio della London Fashion Week. Partiamo da Burberry che ha voluto celebrare con uno show l’estate british, all’insegna della natura e del rinnovamento.

A collaborare con il brillante Riccardo Tisci (direttore creativo del brand) è stato Anne Imhof, tra i più apprezzarti e sofisticati artisti contemporanei, dall’estro audace e irriverente, capace di creare sempre performance e installazioni strabilianti.

Ed è proprio sotto forma di performance che è stata allestita la sfilata targata Burberry. Con la rappresentazione di un cerchio carico di significati e significanti, volto a simboleggiare la rinascita e il rinnovamento. Non a caso, la collezione PE2021 si chiama “In Bloom” (letteralmente: “in fiore”).

E poi c’è l’acqua, che si mischia alla sabbia, nell’iconico trench che è il marchio di fabbrica della maison. Quasi a voler suggerire che si cresce, si evolve (da qui, l’acqua appunto) ma non si perde di vista l’origine del tutto, le proprie radici (il trench).

E allora ecco un trench lucido total orange, che richiama con una certa verosimiglianza una vecchia collezione che allora aveva il capospalla bordeaux in lattex, che mantiene la stessa silhouette ma ne muta i contorni. E ancora blu (in un elegantissimo completo maglia e pantalone) e verde (in un dress maculato) che richiamano i colori della natura. Come a voler dire che è giusto andare avanti ma non dobbiamo dimenticarci del nostro pianeta, e neanche delle nostre origini.

E poi lei, la più irriverente, rivoluzionaria e fortemente politica, Vivienne Weswood e il suo slogan “Buy less, dress up, swap clothes”. L’obiettivo “è mostrare una sola collezione all’anno”. In fondo, come i più grandi designer della storia ci insegnano, non serve cambiare continuamente abiti, l’importante è saper mischiare e abbinare nel modo giusto. E allora largo spazio a collezioni unisex e al mix and match, tasche, bottoni e cravatte. Lo stile, in fondo, è qualcosa che non si può acquistare (Iris Apfel docet, ma anche Vivienne Weswood docet!).

E ancora Gareth Pugh, che ha deciso di tornare alla LFW e di farlo con due grandi artisti: il fotografo Nick Knight e l’artista digitale Jon Emmony. I tre hanno dato vita ad una collezione, che è un’opera d’arte a tutti gli effetti, che celebra con grande efficacia l’interazione tra moda, cinema e musica. Perché l’arte è arte, in ogni sua forma, ed è proprio dalla contaminazione di più linguaggi che si ottiene l’apice dell’espressione artistica.

Pugh cita anche Naomi Klein, facendo sue le lezioni del grande intellettuale, perché dalle crisi si può rinascere, si deve fare. Solo così saremo in gradi di cogliere l’enorme opportunità che abbiamo a disposizione per costruire un nuovo futuro. E allora ecco un’ammaliante capsule collection, impossibile da descrivere ma solo da ammirare, catturata in tredici scatti e tredici cortometraggi.

Nessuno di questi look però è in vendita, solo una collezione di jersey con le stampe di Pugh è destinata alla storica organizzazione di beneficienza inglese Refuge che si occupa di violenza domestica.

La risposta per una nuova moda di 16 Arlington (il brand che alla scorsa LFW ha fatto sfilare un’icona femminista come Lena Dunham, autrice e protagonista della serie tv di culto Girls) è stata quella che potremmo definire come “la maturità artistica”. Un brand che nel tempo si è fatto apprezzare per i suoi eccessi, oggi guarda al futuro mantenendo lo stesso spirito ma dosando con grande maestria il satinato e il volume.

Ad andare totalmente nella direzione opposta, invece, è stata Molly Goddard. La stilista britannica ha voluto fortemente opporre un messaggio di bellezza, gioia e spensieratezza al periodo buio che ci ha accompagnato. E allora ecco che la primavera estate 2021 si presenta come un tripudio di colori, con punte fluo, e volumi, con l’iconico tulle che l’ha resa tanto celebre e amata da tutti i fashion addicted del mondo.

E a guardare questa collezione non si può fare a meno di avere un sussulto di felicità che ci regala anche la forza per guardare al futuro con una leggerezza dentro che non siamo più abituati ad avere.

di Francesca Polici per DailyMood.it

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Collezioni Uomo

Children of the discordance torna a Milan Fashion Week per presentare la collezione Primavera/Estate 2023 in formato digitale

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La collezione Primavera/Estate’23 di Children of the discordance verrà presentata all’interno del calendario ufficiale della Milan Fashion Week. Il 21 Giugno alle 10:00 CET, AREA AREA, il fashion film creato per l’evento, verrà trasmesso sulla piattaforma di CNMI (milanofashionweek.cameramoda.it).

Per
la quinta stagione consecutiva, il brand giapponese Children of the discordance, che ha debuttato nel calendario di Milano nel luglio 2020 in occasione dell’edizione di Milan Digital Fashion Week, presenterà la propria collezione nel corso della settimana della moda milanese in formato digitale.

Sarà la mia quinta partecipazione in modalità digitale. Il digitale si è dimostrato un format molto appropriato ed efficace per comunicare il brand. Negli ultimi due anni ho imparato molto dalla produzione dei fashion film di Children of the discordance. La realizzazione dei movies e la presentazione delle mie collezioni attraverso il format digitale hanno
definitamente portato un grande cambiamento nel mio stesso approccio creativo al design e sviluppo le mie collezioni, ha dichiarato Shikama Hideaki, direttore creativo di Children of the discordance.

Il
fashion film stagionale si intitolerà, come la collezione, AREA AREA, e sarà diretto ancora una volta da Keita Suzuki, già regista dei film prodotti nelle ultime tre stagioni del brand.
AREA AREA, la cui ispirazione proviene dal brano AREA AREA del gruppo HipHop/Rap OZROSAURUS, ritrarrà l’atmosfera della cultura hiphop di Yokohama e rievocherà gli anni prossimi al nuovo millennio, svelando la commistione di un tempo in perpetua evoluzione, con il linguaggio del presente. Nel film una performance di VIBEPAK e Hideyoshi su musiche di anche di Hideyoshi.

L’ispirazione principale per la SS23 è Yokohama, la città in cui sono nato e cresciuto. Ho trascorso gli anni ’90 in questa città e ho incorporato elementi di quella cultura in ogni dettaglio della collezione. Come città portuale situata a ovest di Tokyo, Yokohama è la patria della cultura americana della West Coast, del reggae e dell’hiphop. La mia identità si è nutrita di graffiti, di pinstriping su auto custom, di low riders, di skaters, di surfisti e di hiphop dance. Tutte queste forme di street culture coesistevano naturalmente nella città, dando vita a una forma di sottocultura giapponese unica e coinvolgente“.

T
ributo all’esperienza di Shikama nella cultura vibrante di Yokohama nell’ultima decade del vecchio millennio, la SS23 racchiude i ricordi, i tessuti e le grafiche di quel periodo e racconta la storia dell’incontro tra moda e street culture.

La
mia passione per la moda è nata quando avevo 9 anni e ho conosciuto lo street skating.
Da adolescente mi sono appassionato sempre di più alla cultura hiphop e hardcore, ma allo stesso tempo mi sono appassionato alla moda in un modo che trascendeva i generi.
Indossavo jeans di Martin Margiela con un cappellino Supreme Camp quando lo streetwear e la high fashion non si erano ancora intersecate. Andavo in skate con abiti di Raf Simons e mi esibivo sui palchi. C’era un tipo di stile influenzato dalla cultura delle gang che apparteneva agli AREA, come il colore da indossare in questa città. Alla fine degli anni ’90, la street culture è diventata enorme. Ho visto il fashion e lo streetwear unirsi e fondersi l’uno con l’altro proprio al di dell’AREA. Ho sperimentato che la musica e la moda sono vive e si evolvono. È stata una grande esperienza per me e questa collezione ne è un’ulteriore evoluzione“.

La
SS23 presenterà tessuti originali stampati con stampe digitali creati dal brand e ispirati proprio ai graffiti della città. La collezione presenterà anche una collaborazione con il writer SUI. Come nelle collezioni precedenti, la SS23 sperimenterà con tessuti vintage e dead stock, questa volta con particolare attenzione alla pelle. Cappotti in pelle degli anni ’70’80 vengono decostruiti e ricostruiti in gilet e short e divengono pannelli per pantaloni in denim.

Come
nelle passate stagioni, la collezione porterà avanti lo studio di gradazioni di bianco e nero care a Children of the discordance e le sperimentazioni sulle sfumature e tonalità sottili di grigio, dal grigio antracite fino al grigio chiaro.

Questo
studio di gradazioni dal bianco al nero si accompagna a una palette di colori molto accesi e brillanti come il rosso, il verde e l’ocra.

Importante
è anche il lavoro patchwork fatto con combinazioni di tessuto bandana e grafiche del brand.

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MFW MENSS23

Dall’eccentrico Moschino al sobrio Zegna: la moda uomo SS23 secondo la Milano Fashion Week

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Finalmente la moda è tornata protagonista nelle strade di Milano, con l’attesissima Fashion Week Uomo che si è tenuta dal 17 al 21 giugno e ha visto sfilare alcuni dei più grandi designer del mondo.

Come aveva giustamente dichiarato il Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana Carlo Capasa, si è trattato di “grandi ritorni e nuovi arrivi”.

Ad aprire le danze è stata l’attesissima passerella di Dsquared2 che, con la sua collezione omaggio a Bob Marley, ha voluto celebrare il ritorno alla libertà dopo gli anni bui della pandemia. Camicie tie-dye, stampe con il mitico volto di Marley, colori e maxi shorts sono la chiave di questa originalissima collezione realizzata grazie alla collaborazione proprio della Bob Marley Foundation.

Tra gli immancabili, ovviamente, Re Giorgio con due collezioni distinte: fluo e dinamica con Emporio Armani e classica e sofisticata con Giorgio Armani.

Il re della moda, si sa, non punta a grossi stravolgimenti o all’originalità. C’è solo una cosa da tenere sempre a mente: l’eleganza, vero segno distintivo del celebre stilista che, anche stavolta, tra seta colorata e giacche destrutturate, non sbaglia un colpo.

C’è chi, invece, ha deciso di guardare al passato con un pizzico di nostalgia per poi rivisitarlo in una nuova ottica. È il caso di Dolce & Gabbana che hanno volto lo sguardo agli anni Novanta e Duemila in cui erano, senza ombra di dubbio, il brand più gettonato.

E allora spazio ai tessuti leggeri, alla vita bassa ma non troppo proprio da anni Duemila, giacche classiche e camicie con colli maxi. Una collezione che sicuramente ha incantato chi quegli anni li ha vissuti ed amati…

Tra i ritorni più attesi e anche tra i più emozionanti, invece, c’è stato sicuramente quello di Moschino, che mancava alle sfilate milanesi da diversi anni.

Jeremy Scott ha voluto rendere omaggio al celebre artista e fotografo Tony Viramontes, scomparso alla fine degli anni Ottanta prima di poter conoscere il successo che meritava. Le illustrazioni di Viramontes appaiono sui vestiti attraverso inserti di ricami scintillanti, dettagli in technicolor e accompagnate da accessori in pelle che richiamano un’anima più “punk”.

Senza dubbio una collezione che, oltre ad avere il merito di aver omaggiato finalmente un artista iconico e purtroppo spesso dimenticato, farà parlare di sé a lungo.

A chiudere il sipario è stato invece Zegna, in una location assolutamente originale e mozzafiato: i tetti del mitico lanificio, circondato dallo splendido e verdissimo Oasi Zegna.

La collezione è molto sobria, quasi a voler richiamare un ‘mood’ più rilassante. La palette di colori, infatti, rigorosamente pastellata, oscilla dal bianco al rosa, dal crema al beige, e le forme sono leggermente ondulate, a tratti oversize. Il tutto, naturalmente, senza rinunciare a stile ed eleganza.

Copertina: #DGSS23

di Francesca Polici per DailyMood.it

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MFW MENSS23

BILLIONAIRE SS23 – Timeless elegance and Italian style

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Deep diving into the Amalfi Coast, the heart of Belpaese, the new collection retains the classic BILLIONAIRE attitude whilst evolving – mosaic patterns, a vivid colour palette and new silhouettes provide an essence of casual-chic. Submerged into the supreme coastline with shapes of blue reflecting the crystal sea in the Positano Gulf, glimpses of green and yellow resemble the glistening lemons dangling from trees surrounding the historic streets of Sorrento, whilst neutral colours portray the yachts floating on the horizon.
Sophisticated and elegant, the collection provides daily looks combining preppy knitted tops and double twisted virgin wool trousers. Cashmere sweatshirts and coats crafted in cotton and wool allow for evening options. The collection is completed with hero pieces of silk and cotton blended tailored blazers embroidered with the BILLIONAIRE crest.

Luxurious silk shirts are woven with the iconic ceramic prints and bring flair and a sense of playfulness. Designed for the gentleman who is ready to embrace the warm summer vibes, opulent silk robes and pyjamas are offered alongside deluxe leather travel accessories.

Crafted in the finest materials by Italian artisans, the shoes enrich each outfit. Low and hi-top sneakers are offered for casual options, whilst loafers, elegant shoes and boots compliment occasional wear. Sleek leather belts, holding the BILLIONAIRE monogram logo, are styled to complete formal looks.

Born in Italy, the luxury brand continues to express ‘Made in Italy’ through artisanal knowledge, sartorial expertise and merging premium fabrics. BILLIONAIRE is for the men who appreciate style and elegance.

With the acquisition of 100% ownership to the holding of Mr. Philipp Plein, the Billionaire Couture brands follow a new path that will begin in search of new flagships in London, Dubai, Monaco and Milan. They will become a platform for expansion through both direct and franchised stores, (currently in Moscow, Marbella, Cairo and Nizhny Novgorod, which are to be followed by Doha, Kuala Lumpur and Nuova Dehli), and will also become a marketing tool to communicate with the 150 multi-brand customers.

“I am proud to have acquired 100% of this brand which allows me to express an aesthetic and to bring to life a style very different to that of the PHILIPP PLEIN brand. BILLIONAIRE is a brand with a very precise DNA and intended for confident men who are not afraid to be special on formal occasions and classic on special occasions.”
Philipp Plein

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