Cine Mood
Frozen 2 – il segreto di Arendelle. La fiaba Disney diventa epica
Se avete una bambina saprete già quello di cui stiamo parlando. Se ne avete due, lo saprete all’ennesima potenza. Il problema si pone se avete un maschietto e una femminuccia: perché il primo, da anni, sarà stato “costretto” a vedere decine di volte Frozen, e ad assimilare – quasi per osmosi o qualcosa di simile – Let It Go e le altre canzoni. Ora, che siate papà e mamme di maschietti o femminucce, è arrivato finalmente l’atteso momento di Frozen 2 – Il segreto di Arendelle, il sequel di uno dei più riusciti e fortunati casi nel mondo dell’animazione. Ed è un film che, provare per credere, piacerà da morire anche ai maschietti.
Frozen 2 – Il segreto di Arendelle, nelle nostre sale dal 27 novembre, ha il difficile compito di dare un seguito a una storia perfetta come quella di Frozen. Una storia che, a prima vista, sembrava anche autoconclusiva, cioè compiuta nell’arco narrativo del primo film. Per farlo Jennifer Lee e Chris Buck ci riportano per un attimo indietro nel tempo, quando Elsa e Anna sono ancora bambine. La mamma e il papà raccontano loro di un bosco incantato, nell’estremo nord, dove il padre e il nonno delle due principesse si erano recati per incontrare il popolo locale e per costruire una diga. Ne era uscita una battaglia: i rappresentanti di Arendelle erano stati attaccati e il papà di Elsa e Anna aveva rischiato la vita, ma era stato salvato da qualcuno. Tornati al presente, vediamo Elsa, regina di Arendelle, alle prese con un richiamo, una voce che arriva da lontano. E decide che è là, in quel bosco, che deve andare per scoprire il suo passato, la sua natura e anche il segreto del suo dono.
Lo chiamiamo così: un dono. Perché il potere magico di Elsa, quello di trasformare in ghiaccio qualsiasi cosa a ogni suo tocco, in Frozen 2 – Il segreto di Arendelle, più che come una maledizione o una condanna, com’era visto nel primo film, è inteso come una dote, un superpotere. Elsa, consapevole di sé e del suo dono, è in grado di controllarlo, di giocarci come di spingerlo al massimo della potenza per affrontare le imprese più ardite, le nuove sfide che la vita le chiederà. “Abbiamo sempre pensato che i suoi poteri fossero troppo per questo mondo. Ora dobbiamo sperare che bastino”. È una frase che sintetizza il cambio di prospettiva del nuovo film. Un’Elsa sempre più supereroe, invece che principessa soggetta a un incantesimo: è questa la nuova veste (con delle novità anche a livello grafico) di uno dei personaggi più amati dell’universo Disney, l’unica in grado di competere con le protagoniste del passato. Ma in Frozen 2 c’è spazio anche per Anna, la principessa senza poteri ma con un grande cuore, un grande coraggio e, cosa che ce la fa amare sempre di più, ironia e sense of humour. Il sequel di Frozen è anche il suo film, e la vede diventare un personaggio sempre più sfaccettato e a tutto tondo.
E poi c’è anche Olaf, il pupazzo di neve vivente che è diventato un personaggio amatissimo da tutti, bambini e bambine. Nel nuovo film ha sempre il ruolo di “clown”, di personaggio comico che riesce ad alleggerire una storia che assume tratti anche drammatici. In più, a metà film (ma aspettate ad uscire dalla sala e guardate tutto fino alla fine dei titoli di coda) è il protagonista assoluto di un assolo inedito, in cui riassume la trama del film precedente, riuscendo anche a far passare un’autoironico messaggio sul modo di costruire le storie della Disney. Frozen 2 è più film in uno: comicità slapstick quando c’è in scena Olaf, commedia romantica quando i riflettori sono su Anna e Kristoff. E, ovviamente, epica e fantasy quando al centro c’è l’eroina Elsa. Frozen 2, che per questo può piacere a un pubblico molto vasto, rispetto al primo film è ancora più epico, e certi momenti, a livello visivo, sono degni dei migliori capitoli del cinema fantasy più adulto, quello girato in live action. La colonna sonora ce la mette tutta, a volte anche esagerando, per tenere il passo di quella del primo film, ma in questo senso il film fatica un po’.
Il team che ha lavorato a Frozen 2 – Il segreto di Arendelle è insomma riuscito non solo nel dare un degno seguito a uno dei successi più clamorosi del cinema di animazione degli ultimi anni, ma anche a creare un film incredibilmente maturo. Un film che è anche ben piantato nei tempi che stiamo vivendo e anche nella storia americana. Le nuove avventure di Elsa e Anna sono infatti un grande racconto di empowerment femminile (quasi un must nella Hollywood di oggi) e una storia che raccoglie le istanze legate all’ambiente, per come fa muovere i personaggi in una terra in cui ognuno dei quattro elementi è qualcosa di vivente e in grado di comunicare con noi, e dirci che forse stiamo sbagliando qualcosa. Ma in quel rapporto tra Arendelle e il popolo con cui si trova a fare i conti può anche essere letto come un mea culpa degli Stati Uniti verso i nativi americani, un tentativo di chiedere in qualche modo scusa. Sono tutti sottotesti che in un film meno banale di quello che sembra vanno tenuti in conto. Ma quello che importa davvero, alla fine, è che le vostre bambine lo adoreranno. E sì, potete portarci anche i maschietti.
di Maurizio Ermisino per DailyMood.it
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- In Walt Disney Animation Studios’ “Frozen 2, Anna (voice of Kristen Bell) and Olaf (voice of Josh Gad) venture far from Arendelle in a dangerous but remarkable journey to help Elsa find answers about the past. From the Academy Award®-winning team—directors Jennifer Lee and Chris Buck, producer Peter Del Vecho and songwriters Kristen Anderson-Lopez and Robert Lopez, Walt Disney Animation Studios’ “Frozen 2” opens in U.S. theaters on Nov. 22, 2019. ©2019 Disney. All Rights Reserved.
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- In Walt Disney Animation Studios’ “Frozen 2, Elsa, Anna, Kristoff, Olaf and Sven journey far beyond the gates of Arendelle in search of answers. Featuring the voices of Idina Menzel, Kristen Bell, Jonathan Groff and Josh Gad, “Frozen 2” opens in U.S. theaters November 22.©2019 Disney. All Rights Reserved.
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- In Walt Disney Animation Studios’ “Frozen 2, Elsa encounters a Nokk—a mythical water spirit that takes the form of a horse—who uses the power of the ocean to guard the secrets of the forest. Featuring the voice of Idina Menzel as Elsa, “Frozen 2” opens in U.S. theaters November 22. ©2019 Disney. All Rights Reserved.
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- INTO THE UNKNOWN — Magical and larger than life, Elsa is the perfect mythic character—but she can’t help but wonder why she was born with powers. Meanwhile, Anna is the perfect fairytale character—unflappable and forever the optimist. What truths about the past await Elsa and Anna as they venture into the unknown to an enchanted forest far from Arendelle? Featuring Idina Menzel as the voice of Elsa, and Kristen Bell as the voice of Anna, Walt Disney Animation Studios’ “Frozen 2” opens on Nov. 22, 2019. © 2019 Disney. All Rights Reserved.
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- KING AGNARR – The son of King Runeard, King Agnarr is married to Queen Iduna, and is Anna and Elsa’s father. King Agnarr loves his family, and would do anything to ensure his daughters’ wellbeing and safety. Alfred Molina lends his voice to King Agnarr. From the Academy Award®-winning team—directors Jennifer Lee and Chris Buck, producer Peter Del Vecho and songwriters Kristen Anderson-Lopez and Robert Lopez—Walt Disney Animation Studios’ “Frozen 2” opens in U.S. theaters on Nov. 22, 2019. © 2019 Disney. All Rights Reserved.
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- BRUNI – Curious and cute, this salamander inhabits the Enchanted Forest. Though shy at first, Bruni can’t help but be drawn to Elsa’s icy magic and enjoys the cool snowflake treats she creates. From the Academy Award®-winning team—directors Jennifer Lee and Chris Buck, producer Peter Del Vecho and songwriters Kristen Anderson-Lopez and Robert Lopez—Walt Disney Animation Studios’ “Frozen 2” opens in U.S. theaters on Nov. 22, 2019. © 2019 Disney. All Rights Reserved.
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- (From Left to Right) HONEYMAREN – A member of the Northuldra, Honeymaren is a true free spirit and wants nothing more than to bring peace to the enchanted forest. She is bold and brave, with a reverence for the magic of nature. Rachel Matthews provides the voice of Honeymaren. RYDER – Eager and fun, Honeymaren’s brother Ryder embraces life with optimism. Ryder’s love of reindeer might just rival Kristoff’s – but unlike Kristoff, Ryder has never roamed the great plains outside of the Enchanted Forest. He longs to embrace the world and venture beyond the magical mist. Jason Ritter lends his voice to Ryder. YELANA – The unspoken leader of the nomadic Northuldra. She is fiercely protective of her family and community but is known to soften when people show an understanding of nature and their environment. Martha Plimpton was called on to bring Yelana to life. Walt Disney Animation Studios’ “Frozen 2” opens in U.S. theaters on Nov. 22, 2019. © 2019 Disney. All Rights Reserved.
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- EPIC STORY – In Walt Disney Animation Studios’ “Frozen 2,” Queen Iduna (voice of Evan Rachel Wood) and King Agnarr (voice of Alfred Molina) share an epic story with Young Anna (voice of Hadley Gannaway) and Young Elsa (voice Mattea Conforti) about an enchanted forest and the potential danger that lingers. “Frozen 2” opens in U.S. theaters on Nov. 22, 2019. © 2019 Disney. All Rights Reserved.
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- ENCHANTED FOREST — In Walt Disney Animation Studios’ “Frozen 2,” Elsa (voice of Idina Menzel) finds herself in an enchanted forest that is surrounded by a mysterious and magical mist. “Frozen 2” opens in U.S. theaters on Nov. 22, 2019. © 2019 Disney. All Rights Reserved..
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- FROZEN 2 – In Walt Disney Animation Studios’ “Frozen 2, Elsa, Anna, Kristoff, Olaf and Sven journey far beyond the gates of Arendelle in search of answers. Featuring the voices of Idina Menzel, Kristen Bell, Jonathan Groff and Josh Gad, “Frozen 2” opens in U.S. theaters November 22. © 2019 Disney. All Rights Reserved.
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- In “Frozen 2,” Elsa is grateful her kingdom accepts her and she works hard to be a good queen. Deep down, she wonders why she was born with magical powers. The answers are calling her, but she’ll have to venture far from Arendelle to find them. Featuring the voices of Idina Menzel, Kristen Bell, Jonathan Groff and Josh Gad, Walt Disney Animation Studios’ “Frozen 2” opens on Nov. 22, 2019. © 2019 Disney. All Rights Reserved.
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- Trusted reindeer Sven and curious snowman Olaf (voice of Josh Gad) are up for an adventure in “Frozen 2.” They join Kristoff, Anna and Elsa on a journey into the unknown in search of answers about the past. From the Academy Award®-winning team—directors Jennifer Lee and Chris Buck, producer Peter Del Vecho and songwriters Kristen Anderson-Lopez and Robert Lopez—Walt Disney Animation Studios’ “Frozen 2” opens in U.S. theaters on Nov. 22, 2019. © 2019 Disney. All Rights Reserved.
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- Magical and larger than life, Elsa is the perfect mythic character—but she can’t help but wonder why she was born with powers. What truths about the past await Elsa as she ventures into the unknown to the enchanted forests and dark seas beyond Arendelle? Featuring Idina Menzel as the voice of Elsa, Walt Disney Animation Studios’ “Frozen 2” opens on Nov. 22, 2019. © 2019 Disney. All Rights Reserved.
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- FAMILIAR FACE — In Walt Disney Animation Studios’ “Frozen 2,” Anna (voice of Kristen Bell) and Elsa (voice of Idina Menzel) meet Lieutenant Destin Mattias in the enchanted forest. They recognize him from portraits in their castle as one of their father’s protectors from long ago. “Frozen 2” opens in U.S. theaters on Nov. 22, 2019. © 2019 Disney. All Rights Reserved.
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- QUEEN IDUNA loves her daughters Anna and Elsa and wants to protect them at all costs – especially from the secrets of her past. But as young Elsa’s powers and questions grow, she begins to wonder if her own past may hold the answers for her family. Featuring Evan Rachel Wood as the voice of Iduna, Walt Disney Animation Studios’ “Frozen 2” opens on Nov. 22, 2019. © 2019 Disney. All Rights Reserved.
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- LIEUTENANT DESTIN MATTIAS loyally protected his homeland of Arendelle for years. But, in doing so, he became trapped in an enchanted forest where he’s been for more than 30 years. He’s never forgotten his sworn duty to Arendelle, but the arrival of Queen Elsa and discovery that she has magical powers is just the first of many challenges to his long-held beliefs. Featuring Sterling K. Brown as the voice of Mattias, Walt Disney Animation Studios’ “Frozen 2” opens on Nov. 22, 2019. © 2019 Disney. All Rights Reserved.
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- From the Academy Award®-winning team—directors Jennifer Lee and Chris Buck, and producer Peter Del Vecho—and featuring the voices of Idina Menzel, Kristen Bell, Jonathan Groff and Josh Gad, and the music of Oscar®-winning songwriters Kristen Anderson-Lopez and Robert Lopez, Walt Disney Animation Studios’ “Frozen 2” opens in U.S. theaters on Nov. 22, 2019. ..©2019 Disney. All Rights Reserved.
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- From the Academy Award®-winning team—directors Jennifer Lee and Chris Buck, and producer Peter Del Vecho—and featuring the voices of Idina Menzel, Kristen Bell, Jonathan Groff and Josh Gad, and the music of Oscar®-winning songwriters Kristen Anderson-Lopez and Robert Lopez, Walt Disney Animation Studios’ “Frozen 2” opens in U.S. theaters on Nov. 22, 2019. ..©2019 Disney. All Rights Reserved.
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- FROZEN 2 – In Walt Disney Animation Studios’ “Frozen 2, Elsa, Anna, Kristoff, Olaf and Sven journey far beyond the gates of Arendelle in search of answers. Featuring the voices of Idina Menzel, Kristen Bell, Jonathan Groff and Josh Gad, “Frozen 2” opens in U.S. theaters November 22. © 2019 Disney. All Rights Reserved.
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Digger: Tom Cruise irriconoscibile e da Oscar in un film che non vi toglierete dalla testa
Published
1 settimana agoon
2 Ottobre 2026
È come se Tom Cruise, una sorta di moderno Dorian Gray dall’eterna giovinezza, per girare Digger, il nuovo film di Alejandro González Iñárritu, abbia tirato fuori il suo ritratto, nel frattempo invecchiato. È una di quelle interpretazioni che potrebbero portarlo all’Oscar. Ma ogni aspetto di Digger, e il film stesso, sono da premio. Tom Cruise, trasformato come poche altre volte ha fatto in carriera (ricordiamo Nato il 4 di luglio e Tropic Thunder), è irriconoscibile, o quasi, per dare vita al ritratto caricaturale di un uomo d’affari americano, un petroliere, che non è semplicemente un personaggio, ma un simbolo. È la crasi tra il mondo degli affari senza scrupoli e gli uomini politici incuranti del resto del mondo come i George W. Bush e Donald Trump. Ma a colpire è il ritratto fisico che ne fa Cruise. È un uomo flaccido, con la pancia, con una carnagione pallida, biancastra. I capelli sono bianchi, lunghi e radi, pettinati da un lato in una sorta di riporto, ma in realtà incapaci di stare fermi, incontrollabili come chi li porta. Digger è un film che non vi resterà dentro solo per l’interpretazione di Cruise. Non vi lascerà mai più, dopo la visione, perché è un’accusa, a tutti quanti, anche a noi che guardiamo, per tutto quello che riguarda l’ambiente e il cambiamento climatico.
Digger Rockwell (Tom Cruise) è un miliardario americano a capo di un impero petrolifero. Un mattino gli arriva una terribile notizia. Un’esplosione in uno dei pozzi petroliferi in Groenlandia sta per causare un disastro ecologico. Un enorme iceberg si sta staccando e potrebbe raggiungere il nord dell’Europa, creare uno tsunami e inondare la Gran Bretagna e la Norvegia. Digger, così, convoca un vertice con il Presidente degli Stati Uniti (John Goodman) per risolvere la situazione.
È una storia che si svolge in America, che ritrae gli USA di oggi in modo caustico e spietato come solo chi non è americano forse oggi potrebbe fare. Da messicano, visto il probabile dente avvelenato con l’amministrazione USA per la questione dei muri e dell’immigrazione, Iñárritu mette in scena l’America dove “prima si bombarda poi si chiede” e che viene a dire a noi “l’America è stata al fianco dell’Europa nella sua ora più buia ed è pronta a farlo di nuovo”. È una frase che oggi suona ironica. Così come è ironico, e per nulla casuale, che al centro di tutto ci sia la Groenlandia, terra oggetto dei desideri di Trump.
Ma, attenzione, il j’accuse di Iñárritu non è rivolto solo all’America ma a tutti noi. Quando Digger parla davanti ai politici europei in realtà sta parlando a ogni singolo abitante del mondo. E ci mette davanti a una realtà inconfutabile e disarmante. “Perché non smetto di trivellare? Perché non volete che io smetta. Volete roba che non vi serve consegnata in due giorni. Volete la libertà di godervi il confort della vostra vita insostenibile”. Sta parlando a noi che ci siamo abituati agli acquisti su Amazon e facciamo sì che merci viaggino per tutto il mondo con un grande consumo di anidride carbonica. Noi che usiamo di continuo l’Intelligenza Artificiale consumando una quantità enorme di energia per alimentarne i server.
Come Don’t Look Up, la commedia con Leonardo Di Caprio in cui l’asteroide che colpiva la Terra e nessuno voleva vedere era una chiara metafora della crisi climatica, anche in Digger il tema dell’ambiente viene raccontato con toni non seri, ma solo apparentemente. Digger è satirico, grottesco, farsesco, ma durissimo. Continuiamo così, facciamoci del male, come diceva un famoso film. La crisi climatica e già qui. Quando ce ne accorgeremo sarà troppo tardi.
di Maurizio Ermisino per DailyMood.it
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Cine Mood
Heart Of The Beast: Brad Pitt into the wild con un cane dal cuore grande
Published
3 settimane agoon
22 Settembre 2026
Ormai lo diciamo ogni volta che vediamo un suo film. Brad Pitt porta con sé un’aura tale che è in grado di tenere in piedi un film da solo, grande o piccolo che sia. Stavolta, però, accade qualcosa di molto particolare. Che a tenere in piedi il film Heart Of The Beast, diretto da David Ayer, al cinema dal 24 settembre, siano in due. Brad Pitt e Odino, un magnifico cane lupo – in realtà sono in 4, in scena, a interpretarlo – di un’espressività e una sensibilità unica. I due, in scena, fanno grandi cose, interagiscono, si abbracciano, lottano insieme. Ma c’è una minuscola sequenza che ci fa capire la sintonia. Nel momento in cui, uscito dall’acqua, Odino fa quel tipico movimento per scrollare il corpo e la testa per asciugarsi, Brad Pitt lo segue con il suo capo, muovendolo come fanno i cani. È un gesto istintivo, probabilmente frutto dell’improvvisazione. Ma è da queste cose che si capisce la sintonia che si può sviluppare su un set tra due attori. Anche se sono un uomo e un cane. Se amate Brad Pitt – e come non amarlo? – Heart Of The Beast è il film che dovete vedere. Se amate i cani – e come non amarli? – questo è il film che dovete assolutamente vedere. Con un’avvertenza. Vi commuoverete fino alle lacrime.
Dopo un drammatico incidente aereo, l’ufficiale delle Forze Speciali James Belmont (Brad Pitt) si ritrova disperso nelle terre più remote e inospitali dell’Alaska. Al suo fianco c’è solo Odino, il fedele cane militare con cui ha condiviso missioni estreme e situazioni al limite. Circondati da una natura selvaggia e spietata, tra freddo estremo, predatori e ostacoli imprevedibili, James e Odin dovranno affidarsi l’uno all’altro per sopravvivere. Mentre ogni passo verso la salvezza si trasforma in una sfida, il loro legame verrà messo alla prova come mai prima d’ora.
I capelli rasati, come ne L’esercito delle 12 scimmie e Fight Club, la barba lunga ma non troppo, ben curata. Una serie di tatuaggi sul collo e le braccia per farlo entrare nel personaggio. Brad Pitt in Heart Of The Beast è in scena così, in maniera naturale, con pochissimi orpelli. Si porta con sé quelle rughe naturali, poche, che gli ha regalato il tempo, rendendolo ancora più interessante di quando era giovane. Come vi avevamo raccontato a proposito di F1 – Il film, oggi Brad Pitt ha bisogno di fare pochissimo per comunicare ogni suo personaggio, non ha bisogno di una recitazione plateale, di scene madri. E anche qui, in quello che è un film d’azione, che prevede un grande lavoro, una prova fisica, non è mai sopra le righe, è sempre credibile, sempre misurato. Oggi Brad Pitt è l’essenziale del cinema. Oltre ad essere, con Tom Cruise, forse l’ultima della star storiche di Hollywood ad essere ancora saldamente sul suo trono.
Brad Pitt è in grado di reggere da solo un film. Ma qui ha un co-protagonista eccezionale, Odino. Come abbiamo scritto, è interpretato da 4 cani diversi. Il suo personaggio è senza una zampa, ha i denti in titanio perché, in servizio, li ha persi. Come il suo padrone, anche Odino è un reduce di guerra, soffre di stress post traumatico, di notte ha gli incubi. La storia di Odino è quella di tanti cani impiegati nell’esercito, cani che salvano le vite, ma che pagano un prezzo altissimo. E che, a volte, riescono a iniziare una seconda vita. I cani che interpretano Odino sono espressivi, hanno uno sguardo fiero, intenso, un’empatia con l’attore in scena che è un vero punto di forza del film. C’è una cosa che Odino riesce a trasmettere più di ogni altra cosa. La preoccupazione di un cane per il suo padrone. E in questo è impagabile.
Sono 3mila i cani che sono stati impiegato dall’esercito americano negli ultimi 20 anni. Il film ci racconta questo. Ci racconta il rapporto tra l’uomo e il suo migliore amico. Ci racconta l’istinto di sopravvivenza che contraddistingue l’uomo e l’animale. È un film ad alto tasso di adrenalina, di tensione, e di commozione. È uno di quei film che non si fanno più, con gli animali addestrati (riguarda i cani, mentre altri animali sono realizzati in computer grafica per evidenti motivi), con pochi attori, poche parole, e girati in location reali, impervie. Perché solo così si può dare un senso di realismo a tutta la storia. È una sorta di Into The Wild che incontra The Revenant e Alpha – Un’amicizia forte come la vita, quel film che raccontava come è nata l’amicizia tra l’uomo e il lupo, dando vita al cane. Andate a vedere Heart Of The Beast. Ma preparate i fazzoletti.
di Maurizio Ermisino per DailyMood.it
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Amori & incantesimi 2: Sandra Bullock e Nicole Kidman, stile da strega
Published
4 settimane agoon
15 Settembre 2026
“Che c’è? È il XXI secolo. Un uomo può fare un lavoro da donne”. È una delle battute che sentiamo in Amori & incantesimi 2, il sequel del film del 1998 con Sandra Bullock e Nicole Kidman, che tornano nei loro ruoli di Sally e Gillian Owens 28 anni dopo. A pronunciarla è il professor Ian Wright, improvviso alleato, di fatto uno stregone, uno che fa magia, che è sempre sembrata appannaggio delle streghe. Lo scambio dei ruoli tra maschile e femminile avrebbe potuto essere un punto interessante, nella nostra era, da cui partire per riportare questa storia sullo schermo. Ma è uno spunto che rimane sullo sfondo, un gancio non sfruttato. I temi del film, piuttosto, sono altri. Amori & incantesimi 2 si chiede che cosa sia giusto rivelare ai nostri figli se sia giusto nascondere delle cose per proteggerli o se sia meglio far sapere loro tutto. E anche se sia giusto dimenticare chi si è davvero e nascondere la propria natura e i propri talenti in un cassetto, o se sia meglio provare ad essere se stessi.
Negli anni che sono passati tra le due storie, infatti Sally (Sandra Bullock), dopo la morte del primo e del secondo marito, ha deciso di rinunciare alla magia, di non raccontare mai niente della maledizione alle due figlie, e di non legarsi più a nessuno. Gillian (Nicole Kidman), da sempre è stata restia ai legami. Non ha rinunciato alla magia. Ed è tornata nella casa delle zie, nel Massachusetts. Una delle figlie di Sally ha conosciuto qualcuno e forse è innamorata. La maledizione, lo sapete, fa sì che ogni volta che qualcuno della famiglia si innamora di una persona, questa muore.
Come il primo film, Anche Amori & incantesimi 2 gioca sul contrasto tra le due attrici e i due personaggi. Sorelle diverse, sia fisicamente che nell’indole. Sandra Bullock è la donna con la testa a posto, riflessiva, quella che si innamorava e si sposava, e ora è madre. Nicole Kidman è la scapestrata, la libertina, l’irrequieta e l’emancipata. Quella che sceglieva storie travolgenti, a volte con gli uomini sbagliati, ma che non si innamorava. E che, ancora, non si innamora. Il contrasto, come detto, è anche fisico. Una donna ha i capelli corvini, dai profondi occhi neri come il carbone, dai tratti decisi del volto, e un corpo tonico e giovanile. Un’altra ha i capelli rossi e ricci, un’aura da bellezza preraffaellita, la carnagione bianco latte, il fisico esile e longilineo. Due elementi opposti che, come in chimica, si attraggono e danno vita a un composto potente.
Nicole Kidman è in scena con un perfetto look da strega, una sorta di witch-grunge-chic che riprende un abbigliamento vintage, lo mescola con un po’ di grunge e detta la linea di quella che potrebbe essere una nuova moda. Lunghe gonne scozzesi, a quadri, portate con t-shirt bianche. Abiti leggeri e setosi abbinati a quelle camicie di pizzo a collo alto che si usavano un tempo, con giacche di tessuto broccato o maglioni. O ancora, come usa la giovane strega, figlia di Sally (interpretata da Joey King), sottovesti abbinate a camice di flanella, giacche di pelle, con gli anfibi ai piedi. Sandra Bullock è la strega che ha deciso di rinunciare ai poteri, di diventare una donna normale. E questo si riflette anche nel suo look, fatto di jeans e camicie bianche, golfini e magliette nere, leggins neri portati con le ballerine.
Amori & incantesimi 2 ha in parte gli stessi difetti del primo film, in parte altri, qualcuno lo risolve e qualcuno no. Il primo film aveva un tono davvero troppo leggero e una trama esile ed incerta, con un finale che lasciava la storia in sospeso. Il secondo film prosegue per gran parte sulla falsariga del primo, leggero e impalpabile, per poi lanciarsi, nella seconda parte, in una trama più articolata, ma anche forzata. E a un finale tra il fantasy, l’action e l’horror che, se giustifica la presenza di due streghe nella storia, cambia anche bruscamente il tono del film. Le scene d’azione non sono all’altezza di questo genere di film. Di meglio, rispetto al primo film, ha alcune battute che suscitano qualche sorriso in più.
Alla regia c’è Susanne Bier, la regista danese di Dopo il matrimonio e Noi due sconosciuti (Things We Lost In The Fire), nata con il Dogma e Lars Von Trier. La Bier oggi lavora soprattutto negli Stati Uniti dove è diventata una regista di film d’azione e di serie ad alta tensione. Aveva già lavorato con Sandra Bullock in Bird Box e con Nicole Kidman nella serie The Undoing. In quello che è chiaramente un film su commissione, Susanne Bier prova a portare il suo senso per i rapporti familiari, per i segreti e le cose non dette, per i rapporti tra genitori e figli. Che non sono facili quando si parla di streghe. Ma che, in fondo, non sono facili in ogni caso.
di Maurizio Ermisino per DailyMood.it
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- Copyright: © 2026 Warner Bros. Ent. All Rights Reserved Photo Credit: Photo Courtesy Warner Bros. Pictures
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