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Style & Luxury

Il meglio della Paris Haute Couture

Polici Francesca

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Applausi a scena aperta per la chiusura dell’ultima straordinaria Haute Couture di Parigi, dove abbiamo visto sfilare le ultime creazione dei brand e dei designer che più amiamo. Ma non solo. La vera sorpresa, quella che ha lasciato il pubblico esterrefatto, è stato il grande ritorno della “Venere nera”. Naomi Campbell, infatti, ha chiuso la sfilata di Valentino Haute Couture, indossando uno splendido long dress fatto di trasparenze e balze con la classe e l’eleganza che da sempre la contraddistinguono.
L’ex top model, poi, senza nascondere la sua difficoltà a trattenere delle lacrime di commozione, ha abbracciato con grande affetto il talentuosissimo direttore creativo della maison Pierpaolo Piccioli.
A colpire, però, non è stata solo la presenza della mitica Campbell, ma l’intera collezione presentata. Abiti che sono un vero e proprio inno alla femminilità e ad una bellezza che sfiora quasi l’idilliaco, in un mix vincente di colori, volumi e volant. La donna di Valentino è imponente ma allo stesso tempo incredibilmente sensuale. La rigidità e la solennità dei volumi sono alleggerite dalle forme arrotondate e soffici, che concedono il giusto tocco di romanticismo a un look davvero perfetto. A fare da sfondo a questa indimenticabile catwalk, poi, la bellissima cornice architettonica del lussuoso Hotel Salomon de Rothschild adibito a fashion show per l’occasione.

Ma le tendenze e gli stili che abbiamo visto in questi giorni dedicati all’alta moda sono stati davvero tantissimi ed estremamente diversificati fra loro. Lo stesso Valentino si è divertito a proporre mix variegati. Dalla palette di colori (si passa dal giallo al classico nero), alle fantasie (dalla tinta unita al fiorato), fino ai tessuti (seta e tulle sono quelli andati per la maggiore). L’ispirazione è sempre retrò e nobile, e in quanto tale predilige il long dress.
Tanti, invece, sono stati i brand che hanno deciso di virare sull’abito corto. Schiaparelli, per esempio, si è mantenuto sulla linea floreale e maxi volumi, realizzando un vestito che è più un bozzolo di fiore, ricoperto di audaci petali viola e rossi – un’accoppiata che, dopo il successo dell’abbinamento red / pink, è destinato a diventare il prossimo tormentone estivo!
Sulla stessa linea da “flower mania”, troviamo anche Elie Saab con un abito di maribù davvero mini e ricoperto di fiori e paillettes.
Decisamente più ardito – e per questo anche molto più “cool” – il corto proposto da Ralph&Russo. Coerentemente con l’estro artistico di sempre, l’outfit proposto è un vero e proprio carosello di piume, impreziosito da file di gemme, che prende ispirazione direttamente dalla Belle Époque.

Kaia Gerber per Chanel (Credits Zimbio)

Anche Chanel ha optato per l’abito corto, sia per il total black con gonna a palloncino e tulle, per un look molto da “Cigno nero”, sia per quello rosa pastello con appariscenti piume sulle maniche e in vita, indossato dalla “top model del futuro” Kaia Garber. E chi meglio della figlia di Cindy Crawford, ormai diventata anche testimonial del brand, poteva aprire la catwalk di Chanel?
Nonostante la grande assenza di Karl Lagerfeld – tra i più grandi geni della moda e direttore creativo sia di Chanel che di Fendi – il fashion show della maison è stato comunque strabiliante come sempre. Abbinamenti contrastanti e vincenti sono stati la forza dei look, dai tweed pastellati alle giacche di pelle aderentissime, su abiti o gonne a palloncino, con un fiotto di piume frastornante e per questo ammaliante.

Azzaro Couture, invece, ci ha catapultati direttamente negli anni Ottanta, con un cortissimo total black e maxi fiocco molto vintage!
E poi subito dopo un nuovo sbalzo temporale in un’epoca futurista con Balmain che ci ha deliziato con uno short dress dalle tonalità glaciali e dalle forme rigorose ma decisamente over size – non sembra anche a voi il look perfetto per Tilda Swinton?

Un gesto ardito è stato quello di Giambattista Valli, che tra il long e il mini, ha scelto la perfetta via di mezzo: lungo dietro e corto davanti (un trend che pare tornerà di nuovo in auge), con l’immancabile e ingombrante tulle dai tratti quasi lirici che da sempre rappresenta a pieno la sua cifra stilistica.

Ma tra i look più sorprendenti ci sono sicuramente quelli della bravissima Maria Grazia Chiuri per Christian Dior che ha messo in scena un vero e proprio circo felliniano. Trasparenze e tulle, sono i dettagli che più ci trasportano nell’ispirazione fiabesca di questi abiti che sarà impossibile non amare.

A questo punto, non ci resta che iniziare a fare il primo pronostico fashion sugli outfit che sceglieranno le star per sfilare sui prossimi red carpet. Sicuramente, tra i prossimi Grammy Awards e gli Oscar, ne vedremo delle belle!

di Francesca Polici per DailyMood.it

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Fashion News

BALOSSA Collezione FW 2019/2020 al Milano White

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Una collezione importante, che ha il compito di far capire le caratteristiche e la maturazione di Indra Kaffemanaite, stilista di Balossa, che ci propone il tema centrale della collezione FW 19/20, la camicia, la musa ispiratrice contemporanea interpretata con umorismo e ironia, una lezione di stile e un modo intelligente per farci entrare nel suo laboratorio creativo partendo dal suo linguaggio base.

Ma non solo…..una non comune sensibilità mostra l’innovazione della stilista nel percorso che copre l’avventura creativa di Indra, dove emerge la dominante stilistica che inizia dal 16 agosto 2014, che ha portato, in pochi anni, all’evoluzione che ha visto dissacrare la camicia maschile in un processo innovativo nella ricerca di una bellezza meno scontata, più rigorosa ma anche imprevedibile.

E dunque Balossa – collezione FW 2019/20 – scopre il colore, il total black, il tessuto maschile, le bretelle, i nodi…..

Palette: il Bianco, sempre “primo attore” il bianco incontrastato che prende colore e sfumature dalle pieghe, rouches e pannelli, camicie che vanno dal minimale a forme più ricche e voluminose, un romantico e seducente stile vittoriano perfetto per creare una affascinante dandy moderna.

Total Black e colore: La collezione 2019/20 vede un innovativo total black, il grigio e il rosso, ogni capo è un racconto introspettivo dove il nero prende corpo nei tessuti di lana e forma dai tagli e dagli sbiechi magistrali e dalle asimmetrie, flash di luce data dai ganci che segnano i revers. Il rosso….per la stilista il rosso è gioco e ironia, divertissement sul classicissimo Principe di Galles, sfruttando l’armatura a batavia per ornare il rever della giacca con enormi spilli da balia dal sapore ottocentesco.

Tessuti: Tessuti classici, eleganti, iconici come popeline di cotone Bianco mixato ai tessuti maschili, come il Principe di Galles e la flanella maschile classica grigia che diventa femminilissima, giochi sottili del mix dei tessuti dal peso diverso per creare cadenze diverse, asimmetrie di capispalla, una perfetta armonia tra la decisa camicia sottogiacca e la morbidezza del capospalla di tessuto maschile, ampio o aderente.

Cinture e lacci: la cifra stilistica della collezione, un soutoire di tessuto nero, danza in vita come cintura, un laccio, il leit motiv, si staglia sulla camicia bianca, danza leggero sulle maniche con sottile arguzia, identifica la collezione.

Stampe: tessuti rigati, bianco e nero, bianco e blu, che determinano polsi e pannelli, righe diritte e righe ondulate, bianco e nero, lo scontro diretto tra il colore calmo del bianco e la tinta forte delle righe nere e il rigato bianco e blu come onde marine, leggere, delicate.

Pantaloni: pantaloni dalla linea decostruita, stretti alla caviglia, esili, volutamente anonimi, quasi a dare tutta l’importanza alla camicia, al piccolo soprabito, alla giacca.

Tasche, bretelle, bottoni, sciarpe: una serie di deja vu nella collezione, già visti e usati come un gioco, sulle camicie, sui pantaloni, le gonne, bretelle come liane segnano la silhuette, bottoni sostituiti dai ganci dei busti dell’800, lunghissime sciarpe che avvolgono, appoggiati con eleganza al collo volano lievi come farfalle…..

La Camicia Bianca: Rimane la base del Brand, un viaggio alla scoperta della camicia bianca, il vero paradigma dello stile di Balossa, grazie ad un percorso che mette in luce una visione straordinariamente ricca di elementi fatta da un designo innovativo abbinata ad una brillante creatività , la stilista cerca, con successo, di allontanare l’idea della camicia come mero canone maschile, e con farsetti, colletti militari, rouches, pieghe, asimmetrie, plastron a chiusura centrale, rende l’idea di una eleganza minimale, sexy, ammaliante, severa e al tempo stesso audace e femminilissima.

Il “Nodo” come chiusura
Chiusure sovrammesse, incroci, lacci e bottoni, ganci e poi il nodo…….una osservazione che la stilista assorbe dai dipinti Leonardeschi, un taglio nuovo e inusuale per mettere in luce gli studi su Leonardo sul panneggio e le sue osservazioni per dare consistenza alle stoffe e movimento alle pieghe secondo la tipologia diversa del tessuto, l’attenzione ad una diversa decorazione dei capi interpretata dai celebri “nodi”, un approccio “universale e filosofico” alla natura.

www.balossashirt.com

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Sfilate

Adeam Fall/Winter 2019 NYFW

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Per la Fall 2019 Collection di ADEAM veniamo catapultati dell’isola più settentrionale del Giappone: Hokkaido. Anche nelle precedenti collezioni, la designer Hanako Maeda ha tratto ispirazione da varie tradizioni giapponesi come la Modern Girls del 1920 in Giappone o ilfenomeno subculturale delle Harajuku degli anni ’90.

Per questa stagione la designer Maeda trae ispirazione dagli Ainu, gli indigeni di Hokkaido e una delle più antiche tribù del Giappone. Gli Ainu sono noti per il loro stile di vita unico di vivere in armonia con la natura. Questa filosofia si riflette anche nei tessuti e negli indumenti Ainu, che sono spesso tinti in tonalità vivaci derivate da piante e fiori. Sono anche noti per le loro stampe intricate che significano spiritualità e apprezzamento per la flora e la fauna che li circonda.

Per questa stagione la stilista sviluppa una collezione che esemplifica la bellezza dei dettagli artigianali e un apprezzamento per la natura. Ogni pezzo è rifinito con ricami che ricordano il tradizionale ricamo Ainu o nastri svolazzanti che rievocano il tocco della mano.

La collezione è ricca di dettagli che gli conferiscono un tatto organico e lavorato a mano, pizzi e pieghe, volant e abiti di seta vintage asimmetrici creano silhouette morbide.
L’apprezzamento per la natura è visto nei tessuti della collezione.

Attraverso la narrativa della collezione Fall 2019 fatta di colori vivaci e delicata femminilità, Maeda celebra la bellezza dell’artigianato e la gratitudine per la natura, concetti che sono facilmente dimenticati o ignorati in questa frenetica era tecnologica.

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Sfilate

Lanyu Fall/Winter 2019 Runway Show 2019

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Quando si guardano le fate nella letteratura e nel cinema, l’etichetta della fata si applica spesso a creature magiche dall’aspetto umano ma anche a una certa inclinazione al male.

La Fata Madrina, La Fata Azzurra e Campanellino suggeriscono un mondo incantato e magico mentre The Wicked Fairy conferisce un’allusione più oscura al mondo fatato. Il mondo fatato di LANYU sicuramente convalida un mondo di libertà senza limitazioni e confini.

La fiaba di “Les Fées de LAN” è dedicata agli appassionati di Lanyu Couture ea tutte le fate urbane.

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