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Manuela Grimalda – Videointervista di DailyMood a Venezia 75

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In occasione di Venezia 75 DailyMood.it intervista Emanuela Grimalda. Anche l’attrice fa parte, insieme a Antonia Liskova e Francesco Montanari, del cast del cortometraggio diretto da Annamaria Liguori La notte prima.

a cura di Francesca Polici per DailyMood.it

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Minions 2: Come Gru diventa cattivissimo: L’estate si colora di giallo… e profuma di anni 70

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Quest’estate le sale cinematografiche saranno inondate di nuovo di giallo. È infatti in arrivo Minions 2: Come Gru diventa cattivissimo, e grandi e piccini impazziranno di nuovo per quegli irresistibili omini gialli che ormai più di 10 anni fa sono entrati nelle nostre vite con Cattivissimo Me. Minions 2: Come Gru diventa cattivissimo, in uscita al cinema il 18 agosto, e in anteprima in alcune città l’8, 9 e 10 agosto, è allo stesso tempo il sequel di Minions, il film dedicato alle palline gialle uscito nel 2015, ed è anche un vero e proprio prequel di Cattivissimo me. Alla fine del primo Minions, infatti, nella vecchia Inghilterra di fine anni Sessanta, avevamo visto i Minions conoscere un giovanissimo Gru.

Ora siamo a Los Angeles, nel 1976. I Minions hanno scelto Gru come il cattivo da servire, ma Gru è ancora un ragazzino, e ancora un cattivo in pectore. C’è un gruppo che domina il mondo, sono i Malefici 6. Quando questi, nella missione che li vede alla ricerca di un prezioso monile, decidono di far fuori il loro capo, rimangono in 5. Così scelgono di mettere un’inserzione per assumere un nuovo cattivo. Gru si presenta, ma viene deriso perché ancora un ragazzino. Ma, rubando il monile, attira su di sé l’attenzione, e non solo. Il fatto è che, se poi il monile lo affidi ai Minions, sai che avrai tutto il loro impegno, ma anche un sacco di pasticci…

L’idea più bella al centro di Minions 2: Come Gru diventa cattivissimo, è immergere la storia negli anni Settanta (dopo che il precedente film era in gran parte ambientato nei Sixties, e Cattivissimo Me 3 pescava a piene mani nell’immaginario degli anni Ottanta). La ricostruzione è perfetta, e così veniamo catapultati in un mondo fatto di disco music, dischi in vinile, in quelle vecchie sale giochi Arcade con i flipper, l’air hockey e i primi videogiochi. È un mondo che è anche quello del cinema d’azione del tempo, dei film di kung fu e del cinema blaxploitation. Sì, è un mondo che piacerebbe a Quentin Tarantino, tanto che i titoli di testa scorrono su una versione di Bang Bang (la canzone di Sonny e Cher che è uno dei simboli del suo Kill Bill) funky e cantata in giapponese. È un mondo che piace anche a noi, a chi quegli anni Settanta in qualche modo li ha sfiorati e ha dei ricordi, anche flebili. Ci piace soprattutto se, dopo aver sentito molte hit disco del momento (Born To Be Alive, Funkytown, Dance To The Music) ascoltiamo, in due momenti chiave del film, All The Young Dudes, la canzone di David Bowie scritta per i Moot The Hoople e una irresistibile versione di You Can’t Always Get What You Want dei Rolling Stones, cantata in “bananese”, cioè nella buffa lingua dei Minions. Che poi, comunque, sfuma, e arriva la voce di Mick Jagger.

Da quello che abbiamo scritto si capiscono due cose. Mionions 2: Come Gru è diventato cattivissimo è un film in grado di piacere ai più piccoli, che adoreranno i Minions e le loro gag, e ai più grandi, in grado di cogliere tutti i riferimenti al cinema, alla musica e alla cultura del tempo. L’altra cosa che appare evidente è che il film è sì un sequel dei Minions, ma anche un prequel di Cattivissimo Me. Gru, infatti, qui è di nuovo al centro della scena, anche se nella versione più giovane. Tutto il suo ingresso in scena, all’inizio del film, sembra riprendere l’inizio di Cattivissimo me, con quella sequela di cattiverie gratuite a cui ci ha abituato. Lo vediamo così lanciare una bomba puzzolente in un cinema (dove si proietta Lo squalo…) per far scappare tutti e vedersi il film da solo, in santa pace, con i suoi amici Minions. Lo vediamo congelare con una colla al formaggio le persone in fila per un gelato, e poi gustarsi quel gelato davanti a delle persone che stanno faticando in palestra.

Il nuovo film dei Minions, allora, è un ibrido. Questi adorabili personaggi sono soprattutto figure da gag, da slapstick comedy, e funzionano così sulla corta distanza, in dei corti, o in dei momenti che sono parte di un film più ampio. Sulla lunga distanza, quella del film, avevano forse bisogno di una storia più forte, e di un personaggio come Gry Gru. Il Gru giovane, però, funziona di meno. E allora ecco che il nuovo film è metà tra una serie di gag e una storia più compiuta, che però, non commuove come alcuni film della serie Cattivissimo me. Ma per passare un’estata gialla come il sole può andare bene.

di Maurizio Ermisino per DailyMood.it

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Quello che c’è da sapere su Venezia 79.

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Questo è un anno celebrativo per il Festival di Venezia: La Biennale celebra i 90 anni del più antico festival del cinema al mondo, la cui prima edizione si svolse dal 6 al 21 agosto del 1932 sulla terrazza dell’Hotel Excelsior al Lido.

Le novità della 79° edizione della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, che si terrà dal 31 agosto al 10 settembre, sono state svelate dal Presidente della Biennale Roberto Cicutto e Alberto Barbera, Direttore Artistico della kermesse veneziana durante la conferenza stampa di presentazione in diretta streaming dalla sede della Biblioteca dell’Archivio Storico della Biennale.

I film
A contendersi il Leone d’Oro quest’anno una lista di film e di autori davvero entusiasmante. Sono ventitre i film in concorso per il Leone d’Oro, di cui cinque dal titolo tricolore.

Se ne parla da mesi e approderà al festival lagunare il film Blonde di Andrew Dominik con Ana De Armas ad interpretare Marilyn Monroe.

Love Life di Koji Fukada, uno dei più grandi registi del cinema giapponese contemporaneo e già premiato a Cannes per lo straordinario Harmonium e il nuovo film di Todd Field, Tar con una formidabile Cate Blanchett nei panni di una direttrice d’orchestra.

Grande curiosità anche riguardo alla pellicola del visionario Alejandro G. Iñárritu, “Bardo, False Chronicle of a Handful of Truths”, una commedia nostalgica, descritto come il film più personale del regista, che racconta la storia di un giornalista e documentarista messicano che attraversa una crisi esistenziale.

Tanto cinema francese incentrato sul dramma, tra cui Saint Omer di Alice Diop, una storia carica di emozioni quella tra una madre e una figlia in difficoltà; e Athena del francese Romain Gavras, un dramma sociale ambientato in una metropoli parigina, racconta di una rivolta popolare in seguito all’omicidio di un giovane immigrato.

Infine, ci saranno autori e autrici che giocheranno in casa: alla regia il famosissimo Luca Guadagnino con una produzione italo-americana, “Bones And All”, che vanta un cast eccezionale, da Timothèe Chalamet, passando per Taylor Russell fino ad arrivare a Michael Stuhlbarg.

Guadagnino racconta i margini della società attraverso gli occhi dei protagonisti Maren e il solitario Lee, giovani innamorati alle prese con un viaggio on the road dai toni horror.

 “Il signore delle formiche” di Gianni Amelio invece racconta la storia umana e giudiziaria del drammaturgo e poeta Aldo Braibanti, interpretato da Luigi Lo Cascio.

Altra pellicola ambientata nel passato, più precisamente in una Roma degli anni ’70, sospesa tra conquiste sociali e vecchi modelli di famiglia, ‘L’immensità‘ di Emanuele Crialese, con Penelope Cruz che dà vita al personaggio di Clara, protagonista di questo film dal genere drammatico.

Gli altri due film in gara sono ‘Chiara‘ di Susanna Nicchiarelli, film biografico, storia della santa d’Assisi interpretata da Margherita Mazzucco e ‘Monica’ di Andrea Pallaoro, una storia che esplora “la complessità della dignità umana, le conseguenze profonde del rifiuto e le difficoltà nel guarire le proprie ferite”, come dichiarato dal regista.

Per quanto riguarda, invece, le altre sezioni della kermesse, diciannove sono i film Fuori Concorso, tra cui “Siccità” di Paolo Virzì, una commedia corale dai toni tragici non molto distante dalla realtà, che ipotizza un futuro prossimo dove l’acqua scarseggia mostrandone le terribili conseguenze.

Fuori concorso compare anche il thriller “Don’t Worry Darling” di Olivia Wilde con protagonista la sua nuova fiamma, Harry Styles. Mentre nella sezione Orizzonti troviamo “Ti mangio il cuore” di Pippo Mezzapesa con Elodie in veste di attrice per la prima volta.

Non mancheranno i documentari, tra cui “Nuclear” di Oliver Stone e “Winter on Fire: Ukraine’s Fight for Freedom” diretto dal regista israeliano Afineevsky, il racconto di un popolo che ha lottato per la libertà, oggi purtroppo pericolosamente minacciata.

Annunciata inoltre la sezione Venezia Classici, dedicata ai documentari sulla storia del cinema, e il film e i cortometraggi della 37esima Settimana internazionale della Critica.

In concorso in questa sezione Sergio Leone – “L’italiano che inventò l’America”, docufilm prodotto diretto da Francesco Zippel.

Sarà White Noise di Noah Baumbach ad alzare il sipario di questa 79° edizione di Venezia.

Il film di apertura è un adattamento di un romanzo dello scrittore statunitense Don DeLillo.

Grandi aspettative sul film di Baumbach, definito da Barbera “un’opera originale, ambiziosa e avvincente, che gioca con equilibrio su più registri: drammatico, ironico, satirico. Il risultato è un film che esamina le nostre ossessioni, i nostri dubbi e le nostre paure riprese negli anni Ottanta ma con chiari riferimenti alla contemporaneità”.

La proiezione ufficiale della pellicola sarà il 31 agosto nella sala Grande del Palazzo del Cinema e sarà la prima volta in cui la Mostra viene aperta da un titolo prodotto Netflix.

Chiusura in thriller con il film presentato fuori concorso, “The Hanging Sun – Sole di mezzanotte”, tratto dall’omonimo bestseller di Jo Nesbø e diretto da Francesco Carrozzini con protagonista Alessandro Borghi.

Come ha spiegato in conferenza stampa il direttore artistico Alberto Barbera, “è girato tutto in inglese nel nord della Norvegia”.

Gli ospiti
Star e ospiti attesissimi calcheranno il red carpet: al lido approderanno star internazionali tra le quali Adam Driver (“White Noise”), Harry Styles, Chris Pine e Olivia Wilde (“Don’t worry darling”) Cate Blanchett (“Tàr”), Hugh Jackman, Ana de Armas, Penelope Cruz (“En los màrgenes” e “L’Immensità”), Catherine Deneuve, Timothée Chalamet (“Bones and All”), Anthony Hopkins (“The Son” di Florian Zeller) e Colin Farrell (“The banshees of Inisherin” di Martin McDonagh).

Presenti anche Elodie (“Ti mangio il cuore di Pippo Mezzapesa) e Michele Bravi (per Amanda, di Carolina Cavalli), oltre alle stelle del cinema italiano, Alessandro Borghi, Padrino della 74esima edizione del Festival.

I Leoni d’Oro alla carriera del Festival di Venezia 2022 saranno assegnati all’attrice francese Catherine Deneuve e a Paul Schrader, regista e sceneggiatore americano.

La madrina della cerimonia di apertura e di chiusura della Mostra sarà l’attrice, conduttrice televisiva, e modella spagnola Rocío Muñoz Morales.

La giuria

Julianne Moore è stata nominata presidente della giuria del concorso della 79esima edizione del Festival di Venezia. Assieme a lei, in giuria vi saranno Mariano Cohn (regista, sceneggiatore e produttore), Leonardo Di Costanzo (regista e sceneggiatore), Audrey Diwan (regista), Leila Hatami (attrice), Kazuo Ishiguro (scrittore e sceneggiatore), Rodrigo Sorogoyen (regista, sceneggiatore e produttore).

La giuria del concorso assegnerà il Leone d’Oro per il miglior film e gli altri premi ufficiali del concorso: Gran Premio della Giuria, Leone d’Argento – Premio per la migliore regia, Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, Premio Speciale della Giuria, Premio per la migliore sceneggiatura, Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente.

Venezia79: “una finestra aperta sul mondo”, sottolinea il direttore Alberto Barbera

«I festival sono finestre aperte sul mondo. La finestra di Venezia79 non può certamente ignorare ciò che accade sotto i nostri occhi. Sono cose che preferiremmo non vedere, come la guerra in Ucraina, gli arresti dei cineasti in Iran, o la condanna alla produttrice turca condannata per un documentario che non è mai stato realizzato. Il festival annuncerà delle iniziative in merito, perché i festival non sono delle bolle chiuse che non guardano la realtà».

È un cinema più cupo quello che popola questa edizione, e forse non potrebbe essere diversamente, dai grandi toni drammatici e storie esistenziali.

Le commedie sono limitate, come se la pesantezza del clima attuale si sia espressa in un incupimento tematico e di toni.

Un programma molto vario quello di quest’anno quindi, che accosta ad un cinema più commerciale, storie più intime, familiari e personali dando spazio a riflessioni sociali e politiche che è necessario portate all’attenzione del grande pubblico.

Credit Images: Asac – La Biennale di Venezia

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In arrivo il primo film dell’influencer Charlotte M. prodotto da Notorious Pictures

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Sono in corso le riprese del primo film della popolarissima YouTuber/TikToker Charlotte M., la giovane content creator che dal 2016 spopola sul web, con numeri da capogiro

Prodotto da Notorious Pictures e diretto da Emanuele Pisano, Charlotte M. – Il film Flamingo Party, che avrà due nuovi brani musicali interpretati dalla stessa influencer, racconta la storia della giovane Charlotte che, al primo anno di superiori, si trova a fare i conti con l’adolescenza e non solo.

Creatività e spontaneità sono i suoi segni distintivi. Tutto il suo mondo gira intorno a Sofia, la sua migliore amica, e all’amatissima oasi di fenicotteri vicino la casa in campagna di sua nonna. Purtroppo, però, Charlotte scopre che questo luogo così speciale per lei sta per chiudere a causa di mancanza di fondi.

Allora, insieme alla sua inseparabile compagna di avventure Sofia e ad altri amici, decide di organizzare un evento di raccolta fondi per salvare l’oasi: un ballo scolastico.

Ma non tutto sembra andare per il verso giusto e l’arrivo in città di un nuovo ragazzo rompe alcuni equilibri…

In linea con i valori e i contenuti portati avanti da sempre dalla giovane influencer, il film intende raccontare la vita reale degli adolescenti, affrontando tematiche come: l’amicizia, intensa ed imprescindibile, i primi amori, quelli che sembrano farti esplodere il cuore, ma soprattutto l’accettazione di sé stessi con l’enorme impegno che questo percorso comporta.

Tematiche che in modo semplice e in linea con il linguaggio dei giovani, vengono trattate costantemente dalla nota teenager, tanto nei contenuti social, quanto nei libri e nei fumetti che ha scritto e ideato, fino alle sue canzoni.

L’enorme successo di Charlotte M. risiede proprio nella sua capacità di restituire squarci di vita adolescenziale vera, ponendosi anche come punto di riferimento per quel mondo teen che è sempre alla ricerca di modelli a cui ispirarsi. Un’adolescente influencer che non basa il suo successo sull’apparenza ma su contenuti di valore che attraversano la musica, la poesia, il canto, la recitazione, la scrittura.

Le riprese del film termineranno il 2 agosto e l’uscita è prevista a inizio 2023.

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