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Style & Luxury

Aste: stampe, fotografie, disegni e dipinti antichi aspettano i collezionisti in una Casa d’Aste specializzata

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06 giugno 2012

Il 14 e 15 giugno si rinnova l’appuntamento con Casa d’Aste Gonnelli in una vendita di stampe, disegni, sculture dal Cinquecento alla prima metà del Novecento e di una raccolta di fotografie antiche di fine secolo che susciteranno senz’altro l’interesse e la passione di cultori e di collezionisti.

PRIMA SESSIONE DI VENDITA: Giovedì 14 Giugno, ore 15 – Stampe e disegni dal XVI al XX secolo.
L’asta di grafica propone un’ampia selezione di oltre 400 lotti fra disegni e stampe di maestri.

Circa 180 disegni di maestri italiani fra il XVI ed il XIX secolo costituiscono il nucleo saliente della vendita. Fra questi un inedito di Paolo Farinati, Primavera, Flora e Zefiro (base d’asta 3.000 euro).

Una Deposizione dalla croce di Denijs Calvaert (base d’asta 4.500 euro); Paesaggio con figure sotto una tenda di Agostino Carracci dalla Collezione Rudolf (base d’asta 5.000 euro).

Predica del Battista di Domenico Piola dal Cabinet de Saint Maurice (base d’asta 4.500 euro). Inoltre, una selezione di 6 disegni di Donato Creti, pubblicati nella recente monografia sui disegni del maestro cremonese a cura di Marco Riccomini.

Fra le stampe un grande foglio di Andrea Mantegna, Deposizione nel sepolcro (base d’asta 16.000 euro), uno dei primi bulini del maestro e pietra miliare dell’arte grafica ai suoi albori.

Ancora: Rembrandt con un piccolo e prezioso Autoritratto con Saskia (base d’asta 1.800 euro) e la grande e famosa La resurrezione di Lazzaro (base d’asta 4.000 euro). E poi: Dürer, Fattori, Callot, Piranesi, Canaletto, Henry Moore, Picasso …

Una segnalazione particolare per un album di 176 acquerelli di Anselmo Bucci sul Giro d’Italia del 1939.

Un celebre reportage pittorico che l’artista marchigiano intraprese con l’amico Orio Vergani su invito del Comitato organizzatore del Giro. Uno spaccato storico-artistico dell’Italia fra le due guerre, vissuto al seguito della corsa da Firenze a Milano (base d’asta 13.000 euro).

SECONDA SESSIONE DI VENDITA: Venerdì 15 Giugno, ore 17 – Fotografie, dipinti e sculture.

Un’affascinante raccolta di 60 antiche fotografie Alinari, raffiguranti vedute, architetture e paesaggi aretini, pisani ma soprattutto fiorentini distribuite in 32 lotti.

Suggestive sono le vedute di strade, lungarni e piazze fiorentine, o di musei quali la Galleria dell’Accademia, gli Uffizi, Palazzo Pitti, oppure il Bargello (lotti da 250 a 400 euro), inoltre la serie di vedute della Certosa, con i frati ritratti in solenni pose e una raccolta di immagini della Sinagoga di Firenze.

E poi, un lotto di tre affascinanti fotografie di ateliers fiorentini di artisti ricolmi di oggetti, dipinti, sculture e tappeti adibiti a luoghi scenografici e di ispirazione (base d’asta 1.000 euro).

Le fotografie sono tutte in grande formato (cm.30×40), realizzate con la tecnica detta “all’albumina”, inventata nel 1855 che consentiva di ottenere immagini più definite e brillanti rispetto alle precedenti tecniche di stampa fotografica.

150 sono invece i lotti di dipinti e sculture provenienti da dimore romane, milanesi e toscane fra cui si segnala un dipinto di Pelagio Pelagi, probabilmente il ritratto del musicista Franz Liszt (base d’asta 4.000 euro) e un bozzetto di Antonio Bellucci raffigurante Diana e Endimione (base d’asta 5.000 euro).

E poi, ritratti, paesaggi e miniature di varie epoche con un nucleo di pittura dell’Ottocento e primo Novecento.

Una sezione particolare è dedicata alle sculture di Decimo Passani; bambini che giocano, scene di vita familiare in una selezione di 9 sculture in terracotta e una in bronzo (lotti da 1.000 a 3.000 euro).

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Fashion News

BALOSSA Collezione FW 2019/2020 al Milano White

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Una collezione importante, che ha il compito di far capire le caratteristiche e la maturazione di Indra Kaffemanaite, stilista di Balossa, che ci propone il tema centrale della collezione FW 19/20, la camicia, la musa ispiratrice contemporanea interpretata con umorismo e ironia, una lezione di stile e un modo intelligente per farci entrare nel suo laboratorio creativo partendo dal suo linguaggio base.

Ma non solo…..una non comune sensibilità mostra l’innovazione della stilista nel percorso che copre l’avventura creativa di Indra, dove emerge la dominante stilistica che inizia dal 16 agosto 2014, che ha portato, in pochi anni, all’evoluzione che ha visto dissacrare la camicia maschile in un processo innovativo nella ricerca di una bellezza meno scontata, più rigorosa ma anche imprevedibile.

E dunque Balossa – collezione FW 2019/20 – scopre il colore, il total black, il tessuto maschile, le bretelle, i nodi…..

Palette: il Bianco, sempre “primo attore” il bianco incontrastato che prende colore e sfumature dalle pieghe, rouches e pannelli, camicie che vanno dal minimale a forme più ricche e voluminose, un romantico e seducente stile vittoriano perfetto per creare una affascinante dandy moderna.

Total Black e colore: La collezione 2019/20 vede un innovativo total black, il grigio e il rosso, ogni capo è un racconto introspettivo dove il nero prende corpo nei tessuti di lana e forma dai tagli e dagli sbiechi magistrali e dalle asimmetrie, flash di luce data dai ganci che segnano i revers. Il rosso….per la stilista il rosso è gioco e ironia, divertissement sul classicissimo Principe di Galles, sfruttando l’armatura a batavia per ornare il rever della giacca con enormi spilli da balia dal sapore ottocentesco.

Tessuti: Tessuti classici, eleganti, iconici come popeline di cotone Bianco mixato ai tessuti maschili, come il Principe di Galles e la flanella maschile classica grigia che diventa femminilissima, giochi sottili del mix dei tessuti dal peso diverso per creare cadenze diverse, asimmetrie di capispalla, una perfetta armonia tra la decisa camicia sottogiacca e la morbidezza del capospalla di tessuto maschile, ampio o aderente.

Cinture e lacci: la cifra stilistica della collezione, un soutoire di tessuto nero, danza in vita come cintura, un laccio, il leit motiv, si staglia sulla camicia bianca, danza leggero sulle maniche con sottile arguzia, identifica la collezione.

Stampe: tessuti rigati, bianco e nero, bianco e blu, che determinano polsi e pannelli, righe diritte e righe ondulate, bianco e nero, lo scontro diretto tra il colore calmo del bianco e la tinta forte delle righe nere e il rigato bianco e blu come onde marine, leggere, delicate.

Pantaloni: pantaloni dalla linea decostruita, stretti alla caviglia, esili, volutamente anonimi, quasi a dare tutta l’importanza alla camicia, al piccolo soprabito, alla giacca.

Tasche, bretelle, bottoni, sciarpe: una serie di deja vu nella collezione, già visti e usati come un gioco, sulle camicie, sui pantaloni, le gonne, bretelle come liane segnano la silhuette, bottoni sostituiti dai ganci dei busti dell’800, lunghissime sciarpe che avvolgono, appoggiati con eleganza al collo volano lievi come farfalle…..

La Camicia Bianca: Rimane la base del Brand, un viaggio alla scoperta della camicia bianca, il vero paradigma dello stile di Balossa, grazie ad un percorso che mette in luce una visione straordinariamente ricca di elementi fatta da un designo innovativo abbinata ad una brillante creatività , la stilista cerca, con successo, di allontanare l’idea della camicia come mero canone maschile, e con farsetti, colletti militari, rouches, pieghe, asimmetrie, plastron a chiusura centrale, rende l’idea di una eleganza minimale, sexy, ammaliante, severa e al tempo stesso audace e femminilissima.

Il “Nodo” come chiusura
Chiusure sovrammesse, incroci, lacci e bottoni, ganci e poi il nodo…….una osservazione che la stilista assorbe dai dipinti Leonardeschi, un taglio nuovo e inusuale per mettere in luce gli studi su Leonardo sul panneggio e le sue osservazioni per dare consistenza alle stoffe e movimento alle pieghe secondo la tipologia diversa del tessuto, l’attenzione ad una diversa decorazione dei capi interpretata dai celebri “nodi”, un approccio “universale e filosofico” alla natura.

www.balossashirt.com

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Sfilate

Adeam Fall/Winter 2019 NYFW

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Per la Fall 2019 Collection di ADEAM veniamo catapultati dell’isola più settentrionale del Giappone: Hokkaido. Anche nelle precedenti collezioni, la designer Hanako Maeda ha tratto ispirazione da varie tradizioni giapponesi come la Modern Girls del 1920 in Giappone o ilfenomeno subculturale delle Harajuku degli anni ’90.

Per questa stagione la designer Maeda trae ispirazione dagli Ainu, gli indigeni di Hokkaido e una delle più antiche tribù del Giappone. Gli Ainu sono noti per il loro stile di vita unico di vivere in armonia con la natura. Questa filosofia si riflette anche nei tessuti e negli indumenti Ainu, che sono spesso tinti in tonalità vivaci derivate da piante e fiori. Sono anche noti per le loro stampe intricate che significano spiritualità e apprezzamento per la flora e la fauna che li circonda.

Per questa stagione la stilista sviluppa una collezione che esemplifica la bellezza dei dettagli artigianali e un apprezzamento per la natura. Ogni pezzo è rifinito con ricami che ricordano il tradizionale ricamo Ainu o nastri svolazzanti che rievocano il tocco della mano.

La collezione è ricca di dettagli che gli conferiscono un tatto organico e lavorato a mano, pizzi e pieghe, volant e abiti di seta vintage asimmetrici creano silhouette morbide.
L’apprezzamento per la natura è visto nei tessuti della collezione.

Attraverso la narrativa della collezione Fall 2019 fatta di colori vivaci e delicata femminilità, Maeda celebra la bellezza dell’artigianato e la gratitudine per la natura, concetti che sono facilmente dimenticati o ignorati in questa frenetica era tecnologica.

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Sfilate

Lanyu Fall/Winter 2019 Runway Show 2019

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Quando si guardano le fate nella letteratura e nel cinema, l’etichetta della fata si applica spesso a creature magiche dall’aspetto umano ma anche a una certa inclinazione al male.

La Fata Madrina, La Fata Azzurra e Campanellino suggeriscono un mondo incantato e magico mentre The Wicked Fairy conferisce un’allusione più oscura al mondo fatato. Il mondo fatato di LANYU sicuramente convalida un mondo di libertà senza limitazioni e confini.

La fiaba di “Les Fées de LAN” è dedicata agli appassionati di Lanyu Couture ea tutte le fate urbane.

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