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	<title>venezia 72 &#8211; Daily Mood</title>
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	<description>Moda. Tendenze. Arte. Cinema. LifeStyle. Cultura</description>
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		<title>I vincitri del Premio Ospiti delle Giornate degli Autori</title>
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				<pubDate>Sat, 03 Sep 2016 15:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Greta Cortesi]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>IL DWA – DOC/IT WOMEN AWARD ANNUNCIA A VENEZIA LA VINCITRICE E LE FINALISTE DEL PREMIO OSPITI DELLE GIORNATE DEGLI AUTORI – VENICE DAYS Il DWA Doc/it Women Award premio al racconto, alla creatività e all’imprenditorialità al femminile ideato e promosso da Doc/it e ospitato a Venezia dalle Giornate degli Autori, annuncia la vincitrice e [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IL DWA – DOC/IT WOMEN AWARD ANNUNCIA A VENEZIA LA VINCITRICE E LE FINALISTE DEL PREMIO OSPITI DELLE GIORNATE DEGLI AUTORI – VENICE DAYS</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>DWA Doc/it Women Award</strong> premio al racconto, alla creatività e all’imprenditorialità al femminile ideato e promosso da Doc/it e ospitato a Venezia dalle Giornate degli Autori, annuncia la vincitrice e le 4 finaliste della prima edizione del nuovo Premio allo Sviluppo di documentari atto a favorire la parità di genere sia in ambito creativo che produttivo. Il DWA Doc/it Women Award, aperto a tutti i progetti di documentario in sviluppo con 2 requisiti su 3 (storia, regia, produzione) di presenza al femminile, si avvale del patrocinio di <strong>Eurimages, FNSI Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Regione Lazio e Giornate degli Autori-VeniceDays.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-93323" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2016/09/Uncut-300x300.jpg" alt="Uncut" width="300" height="300" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2016/09/Uncut-300x300.jpg 300w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2016/09/Uncut-150x150.jpg 150w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2016/09/Uncut.jpg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Vince il DWA il progetto Rhapsody in June di Barbara Andriano e Guendalina di Marco una produzione Filmika.</strong> Il progetto racconta la vita rocambolesca dell’ultima principessa di Birmania. Yadana Nat May, Maria Lucia Postiglione, June Rose Bellamy. Tre nomi diversi che raccontano la vita di una donna sui generis dal fascino senza tempo. Volitiva e coraggiosa ha vissuto all’insegna del “carpe diem” e del suo smodato bisogno di libertà. Ultima principessa della dinastia reale <strong>Birmana</strong>, dotata di una disarmante bellezza, è stata moglie di un malariologo napoletano, compagna di un mossiere senese e sposa del feroce Ne Win, dittatore della Birmania. Sullo sfondo l’affresco di un paese che ha cambiato volto, un discusso matrimonio e infine la cucina come seconda possibilità per una nuova vita.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli altri progetti finalisti del DWA sono:</strong> A Kurdish Women&#8217;s Dream di Giulia Bertoluzzi, Costanza Spocci e Eleonora Vio, una produzione Small Boss e Nawart Press, Almost Nothing _ Cern. A social experiment di Anna de Manincor (ZimmerFrei), Anna Rispoli, una produzione Bo Film, Uncut di Simona Ghizzoni e Emanuala Zappalà una produzione Zona e Voglio una ruota di Antonella Bianco, una produzione Gamera.<br />
Sono stati ben 64 i progetti arrivati e sottoposti alla giuria presieduta da Agnese Fontana – Presidente di Doc/it, affiancata da Sherin Salvetti, General Manager di A+E Networks Italy, Iole Giannattasio – Rappresentante italiana di Eurimages, Paolo Butturini, Segreteria Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Giuliana Gamba, Giornate degli Autori, Venice Days. Cristina Priarone, Direttore Roma Lazio Film Commission.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A+E NETWORKS ITALY</strong> assegnerà il Premio di € 2.000 al progetto vincitore e la copertura delle spese di viaggio per la partecipazione alle sessioni di Pitching. Il progetto vincitore infatti si aggiudica inoltre l’opportunità di accesso diretto ai mercati nazionale ed internazionale attraverso 3 sessioni di pitching: IDS Academy (Palermo, 12-16 settembre); Visioni dal mondo/Visioni incontra (Milano, 5-9 ottobre); MEDIMED (Sitges, 13-16 ottobre).</p>
<p style="text-align: justify;">Ufficio Stampa: STORYFINDERS</p>
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		<title>Venezia è sempre Venezia? Il Toronto Film Festival supera Venezia 72</title>
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				<pubDate>Mon, 14 Sep 2015 07:47:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Spera Antonio]]></dc:creator>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3579" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/logogc.png" alt="logogc" width="190" height="109" />Un verdetto a sorpresa fa calare il sipario sulla <strong>72a Mostra del Cinema di Venezia.</strong> Ad aggiudicarsi il <strong>Leone d&#8217;Oro è il dramma venezuelano Desde Allà dell&#8217;esordiente Lorenzo Vigas.</strong> Un film che tra gli addetti ai lavori in questi giorni non era stato minimamente preso in considerazione per i premi finali. Così <strong>Alfonso Cuaròn</strong> e i suoi giurati hanno stupito tutti, e la loro è una scelta che si espone inevitabilmente a critiche e ai (soliti) sospetti di fine festival. È infatti legittimo pensare che il presidente di giuria messicano abbia indirizzato le sue decisioni verso le pellicole a lui più vicine (anche il <strong>Leone d&#8217;argento</strong> è andato ad un sudamericano, <strong>Pablo Trapero, regista di El Clan</strong>), ma è altrettanto legittimo pensare che <strong>Cuaròn</strong> e &#8220;soci&#8221; abbiano voluto premiare un talento emergente tra tanti veterani e nomi noti.</p>
<p style="text-align: justify;">Una politica di pensiero che ha il suo perché, e che in fondo può dare un senso alla dimensione dei circuiti festivalieri che dovrebbero servire anche e soprattutto da vetrina per nuovi autori. Ma tale politica dovrebbe comunque tenere in considerazione delle oggettive qualità delle pellicole. E per quanto <strong>Lorenzo Vigas</strong> dimostri di possedere in potenza delle notevoli doti, è altrettanto vero che <strong>Desde Allà</strong> risulta un film dagli obiettivi confusi, dalla poetica poco coerente e privo di una vera anima.</p>
<div id="attachment_3354" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/26908-Awards_Ceremony_-_Volpi_Cup_for_Best_Actress_-_V._Golino_-____la_Biennale_di_Venezia_-_Foto_ASAC.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-3354" class="wp-image-3354 size-medium" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/26908-Awards_Ceremony_-_Volpi_Cup_for_Best_Actress_-_V._Golino_-____la_Biennale_di_Venezia_-_Foto_ASAC-300x200.jpg" alt="26908-Awards_Ceremony_-_Volpi_Cup_for_Best_Actress_-_V._Golino_-____la_Biennale_di_Venezia_-_Foto_ASAC" width="300" height="200" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/26908-Awards_Ceremony_-_Volpi_Cup_for_Best_Actress_-_V._Golino_-____la_Biennale_di_Venezia_-_Foto_ASAC-300x200.jpg 300w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/26908-Awards_Ceremony_-_Volpi_Cup_for_Best_Actress_-_V._Golino_-____la_Biennale_di_Venezia_-_Foto_ASAC.jpg 901w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-3354" class="wp-caption-text">© la Biennale di Venezia &#8211; Foto ASAC</p></div>
<p style="text-align: justify;">Se il <strong>Leone d’Oro</strong> ha diviso, a convincere tutti sono stati invece altri premi. Il <strong>Gran Premio della Giuria ad Anomalisa</strong>, esordio nella stop motion per <strong>Charlie Kaufman</strong>, è un riconoscimento al coraggio e all’originalità del suo autore; il premio ad <strong>Abraham Attah di Beasts of No Nation</strong> come miglior giovane interprete era scontato e doveroso; la <strong>Coppa Volpi a Fabrice Luchini per L’Hermine</strong> è una giusta ricompensa peruna carriera straordinaria; infine, l’altra <strong>Coppa a Valeria Golino</strong> ha trovato consensi unanimi. L’attrice napoletana, protagonista del bellissimo <strong>Per amor vostro di Giuseppe Gaudino</strong>, è riuscita a salvare il nostro cinema, evitandogli di rimanere a mani vuote per un altro festival, dopo l’insuccesso di <strong>Cannes</strong>. Un riconoscimento strameritato per la <strong>Golino</strong>, che tutto sommato mette da parte i dubbi suscitati dalle altre tre pellicole nostrane in competizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Aggiungere altre parole sui premi finali è inutile. Dispiace non trovare nella lista dei vincitori i nomi di <strong>Sokurov, Skolimowski, Gitai e degli splendidi Eddie Redmayne e Alicia Vikander</strong> (protagonisti di <strong>The Danish Girl</strong>), ma le giurie ci sono per esprimere un parere, e di certo non può mai coincidere con quello di pubblico e critica. Le polemiche e le discussioni ci saranno sempre alla fine di una manifestazione cinematografica che prevede un concorso. E per questo non si può, anzi non si deve ridurre il giudizio su un festival alle opinioni sulle scelte dei giurati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questa Venezia 72 ha funzionato ad intermittenza.</strong> Nei primi giorni tante star (<strong>Jake Gyllenhaal e Johnny Depp</strong> su tutte) ma poche pellicole di rilievo, nella seconda settimana esattamente il contrario. Sebbene nel complesso non ci è parsa una pessima edizione, è evidente che la Mostra stia ancora cercando la giusta strada per riuscire a contrastare il progressivo avanzare del <strong>Festival di Toronto</strong>, che si tiene subito dopo e che negli ultimi tempi sta “rubando” film e divi a Venezia. Ormai è qualche anno che la sfida tra le due manifestazioni sembra vinta di gran lunga da quella canadese. Perciò è venuto il momento che la <strong>Biennale</strong> prenda le doverose misure e che torni l’Evento che era una volta. Stringe il cuore vedere le sale con i posti vuoti, vivere alcune giornate con fiacchi red carpet, girare in alcune serate per un Lido semideserto. C’è nostalgia, tanta, troppa nostalgia della folla davanti al maxischermo per assistere trepidanti all’annuncio dei vincitori, dell’ansia di scoprire nuovi autori, del Lungomare quasi impraticabile per le migliaia di cinefili, addetti ai lavori o semplici curiosi che vi sostano o passeggiano. Addirittura c’è anche un po’ di nostalgia delle interminabili file per entrare in sala. <strong>Le ore passate sotto il sole o sotto la pioggia per riuscire a vedere un film, per quanto noiose e stressanti, erano anche la cifra della grandezza della Mostra del Cinema.</strong> Una grandezza oggi lontana. Per cui è opportuno chiedersi: ma Venezia è sempre Venezia?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Di Antonio Valerio Spera per DailyMood.it</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Photo Credit: © la Biennale di Venezia &#8211; Foto ASAC </em></p>
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		<title>Venezia 72, voti ai look. Le pagelle dei look di Venezia</title>
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				<pubDate>Sun, 13 Sep 2015 16:28:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Ventrella Valeria]]></dc:creator>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3579" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/logogc.png" alt="logogc" width="190" height="109" />Allure da prime donne, abiti da gran sera, gioielli da prima teatrale: il tappeto rosso di <strong>Venezia</strong> è inevitabilmente fonte d’ispirazione o di raccapriccio. Dive e icone del cinema pronte a tutto pur di lasciare un’impressione indelebile, sfoggiano le mise più ardite. Noi oggi stiliamo la <strong>lista dei best of del 72° Festival del Cinema di Venezia.</strong> Dai red carpet ai photocall, passando per gli eventi mondani, gli outfit da bocciare (o quantomeno da promuovere con riserva) non sono stati affatto pochi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mood tricolore.</strong> Sul red carpet per la prima del film “Everest”, Marta Marzotto, Maria Buccellati e Marta Brivio Sforza sfilano (a loro insaputa) con i colori dell’Italia. L’effetto delle Sorelle Bandiera, se non altro, è patriottico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ispirazioni spider.</strong> Un tempo c’era il vedo-nonvedo. A Venezia, Giulia Salemi, la bellissima Miss di Pechino Express 4 ha stabilito che il nuovo trend è “vedo tutto”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come da copione.</strong> Effetto terzo occhio per il copricapo di Marina Ripa di Meana. Non delude mai le aspettative, sfoggiando un abito decisamente sopra le righe che potrebbe essere paragonato ad una bottiglia d’acqua, a Batman o semplicemente ad una mascherina di Carnevale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Palma d’oro trash:</strong> al presidente della giuria “Orizzonti”, Jonathan Demme, che si è alzato dal letto, si è messo una tuta, delle brutte ciabatte ed è andato al photocall. Pensava di essere in un film di Verdone?</p>
<div id="attachment_2352" style="width: 210px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/Diane-Kruger.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-2352" class="size-medium wp-image-2352" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/Diane-Kruger-200x300.jpg" alt="Diane Kruger - Venezia 72" width="200" height="300" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/Diane-Kruger-200x300.jpg 200w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/Diane-Kruger.jpg 400w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a><p id="caption-attachment-2352" class="wp-caption-text">Diane Kruger &#8211; Venezia 72</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Degna di nota</strong>: Diane Kruger in un abito super glam di Prada. Look azzeccatissimi per la diva di origine tedesca che ancora una volta dà una lezione di stile. Davvero uno spettacolo per una vera diva che da anni incanta tutti con il suo innato buongusto. Promossa con lode.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Best look:</strong> Alessandra Ambrosio in Philosophy. In realtà il suo è un doppio best look. Prima in un lungo e romantico abito fiorato sulle spiagge del Lido, poi alla première di Spotlight in un total black, entrambi by Philosophy di Lorenzo Serafini.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Incantevole.</strong> Dakota Johnson in Prada. Sensualità e leggerezza per Dakota Johnson, in sottoveste rosa cipria con schiena scoperta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una certezza.</strong> Juliette Binoche in Armani Privé. L’abito abito lungo effetto damier dégradé con scollatura profonda effetto sirena sublimava la sua insita eleganza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_3194.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2817" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_3194-200x300.jpg" alt="IMG_3194" width="200" height="300" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_3194-200x300.jpg 200w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_3194.jpg 400w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a></strong>La<strong> diva:</strong> Tilda Swinton in Haider Ackermann. Anche questa volta l&#8217;effetto-Tilda Swinton ha colpito ancora. Eterea e padrona di quell&#8217;eleganza innata che la contraddistingue da sempre, a lei va il primo gradino sul podio di stile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Icona di stile</strong>. Sul red carpet del film Per amor vostro, Valeria Golino veste Prada. Quando il carisma è pari alla bellezza, lo stile non può che essere proporzionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Leone d’oro a Valeria Bilello in Fendi Resort.</strong> La rivelazione italiana.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La madrina sa il fatto suo.</strong> Nell’ottavo giorno di Festival Elisa Sednaoui si aggiudica il podio della bellezza indossando un lungo abito con strascico di Giorgio Armani Privé, impreziosito da orecchini Bucellati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non classificata.</strong> Gianna Nannini è al top per la sua bravura ma meno per le sue scelte di look, talvolta fuori luogo. Alla Premiere del film Janis, il completo oversize con sneakers ai piedi è decisamente stonato.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>di Valeria Ventrella per DailyMood.it</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Photo Credit: Federica De Masi per DailyMood.it</em></p>
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		<title>Day 10: Vasco re di Venezia. E il Lido diventa uno stadio</title>
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				<pubDate>Sat, 12 Sep 2015 11:07:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Spera Antonio]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>Un bagno di folla ha accolto Vasco Rossi al Lido di Venezia. Ci voleva la rockstar italiana per rivitalizzare un festival che, nonostante un crescendo della qualità dei film, stava vivendo in quest’ultima parte dei giorni molto fiacchi in quanto a divi e presenze di pubblico. Sbarcato in Laguna per presentare Il Decalogo di Vasco, [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3579" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/logogc.png" alt="logogc" width="190" height="109" />Un bagno di folla ha accolto <strong>Vasco Rossi al Lido di Venezia</strong>. Ci voleva la rockstar italiana per rivitalizzare un festival che, nonostante un crescendo della qualità dei film, stava vivendo in quest’ultima parte dei giorni molto fiacchi in quanto a divi e presenze di pubblico. Sbarcato in <strong>Laguna per presentare Il Decalogo di Vasco, documentario a lui dedicato dal regista Fabio Masi</strong>, Rossi ha prima elettrizzato il red carpet, portando in delirio i fan appostati lì da ore per attenderlo, e poi ha incontrato il pubblico prima della proiezione del film. Rispondendo alle domande di <strong>Vincenzo Mollica</strong>, l’artista romagnolo ha ripercorso la sua carriera, ha discusso delle sue canzoni, si è lasciato ad aneddoti, ha parlato delle sue ispirazioni e alla fine ha anche accennato un suo brano. <em>“Se me lo dicevate, portavo la chitarra”,</em> ha detto Vasco ai fan presenti in Sala Darsena, dove si è tenuto l’incontro. Una sala che in questi giorni non aveva mai registrato il tutto esaurito così come successo ieri con lui, trasformandosi per l’occasione in un vero e proprio stadio, con striscioni, cori, magliette dei concerti. <em>“Il rock scarica i nervi e fa stare meglio nella vita – ha dichiarato Vasco – ed oggi sono arrivato qui per portare il rock alla Mostra del Cinema”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una Mostra del Cinema che è ormai arrivata a conclusione e come al solito, come ogni fine festival, è partito il Toto-premi.</strong> Le previsioni fino a ieri vedevano in pole position per il <strong>Leone d’Oro 11 Minutes di Jerzy Skolimowski, Francofonia di Alexander Sokurov e Rabin, the Last Day di Amos Gitai,</strong> ma la giornata di ieri ha presentato dei veri e propri colpi di coda che potrebbero sparigliare le carte. Da un lato c’è l’ultimo italiano in competizione,<strong> Per amor vostro di Giuseppe M. Gaudino, un film visionario, intenso, originale con una Golino in stato di grazia, che potrebbe dire la sua nel palmarès</strong>; dall’altro c’è il cinese <strong>Behemoth di Liang Zhao</strong>, vero capolavoro di questa edizione, che mostra senza filtri la Cina delle miniere e delle città fantasma, toccando il cuore e ipnotizzando lo sguardo.</p>
<p style="text-align: justify;">Chissà cosa decideranno <strong>Alfonso Cuaròn</strong> e i suoi giurati. Una cosa però è certa: se <strong>Non essere cattivo di Claudio Caligari fosse stato selezionato in concorso sarebbe rientrato senza dubbio nella lista dei vincitori.</strong> Ne sono una dimostrazione i dieci premi collaterali che si è aggiudicato nella giornata di ieri. Trionfo o magra consolazione? Di sicuro una rivincita nei confronti delle scelte (incomprensibili) di Alberto Barbera.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Di Antonio Valerio Spera per DailyMood.it</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Photo Credit: Federica De Masi per DailyMood.it</em></p>
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		<title>Valeria Golino: “Per amor vostro, contro tutto e tutti”</title>
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				<pubDate>Sat, 12 Sep 2015 10:05:49 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>Venezia 72 è arrivata alla fine e a concludere il concorso è stato Per amor vostro di Giuseppe M. Gaudino, applauditissimo da pubblico e stampa. Protagonista assoluta della pellicola è una meravigliosa Valeria Golino. L’attrice italiana offre forse la sua miglior performance di sempre, ed interpreta Anna, una donna napoletana che lotta ogni giorno tra [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-3579" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/logogc.png" alt="logogc" width="190" height="109" />Venezia 72</strong> è arrivata alla fine e a concludere il concorso è stato <strong>Per amor vostro di Giuseppe M. Gaudino</strong>, applauditissimo da pubblico e stampa. Protagonista assoluta della pellicola è una meravigliosa <strong>Valeria Golino</strong>. L’attrice italiana offre forse la sua miglior performance di sempre, ed interpreta Anna, una donna napoletana che lotta ogni giorno tra le mille difficoltà del quotidiano, divisa tra i tre figli, di cui uno sordomuto, e il marito usuraio. Serissima candidata alla<strong> Coppa Volpi, la Golino divide lo schermo con Adriano Giannini e Massimiliano Gallo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giuseppe Gaudino, in questo film la componente onirica è centrale, sembra a tratti un film felliniano…</strong><br />
<strong>Giuseppe Gaudino:</strong> Non volevo tanto raccontare fatti reali, quanto trasmettere emozioni. La dimensione realistica c’è ed evidente, dati i temi che si toccano, ma il mio obiettivo era far arrivare un&#8217;emotività diversa. Ecco perché ho deciso di utilizzare immagini, colori, musiche e suoni lontani dalla realtà. Nel raccontare questa storia, volevo stimolare varie percezioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Valeria, com’è stato girare nella tua Napoli?</strong><br />
<strong>Valeria Golino</strong>: Non è la prima volta che giro un film a Napoli, dove sono cresciuta. Era già successo con La guerra di Mario e La kryptonite nella borsa. Due film molto importanti per me, ma la Napoli che vedete in Per amor vostro non è uguale alle altre, è la Napoli di Beppe Gaudino. Lui ci ha fatto entrare in un universo e di un immaginario unici. Napoli è un contenitore perfetto, può essere tutto e il contrario di tutto, è una città che apre all’immaginazione. La Napoli di Beppe è come un girone dantesco, è brutta e bella al tempo stesso e diventa un luogo astratto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Com’è stato lavorare con Giuseppe Gaudino?</strong><br />
<strong>Valeria Golino:</strong> Non è stato semplice entrare nel Beppe-pensiero. Ogni volta bisogna capire cosa vuole realmente. Quando giravamo infatti, dovevo rimanere costantemente attenta, vigile, ma non sempre capivo veramente quello che stavo facendo. Ripensandoci, oggi, credo sia stato meglio così.<br />
<strong>Adriano Giannini:</strong> Il Beppe-pensiero è un immaginario molto complesso, stratificato. Mi ricordo quando ho incontrato Beppe la prima volta: non capivo cosa mi volesse dire, ma era tanto affascinante che ho deciso di seguirlo in tutto. Per lavorare con lui, bisogna entrare nella sua magia. Sul set c’era vero caos, ma si capiva che era un caos finalizzato alla creatività.<br />
<strong>Giuseppe Gaudino:</strong> Io non volevo che gli attori avessero certezze. Per questo ero sempre pronto a modificare la sceneggiatura, per evitare che loro si sentissero sicuri di chi fosse il loro personaggio e di come si stesse evolvendo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E’ stato difficile usare il linguaggio dei segni?</strong><br />
<strong>Giuseppe Gaudino:</strong> Era un modo per esprimere la difficoltà di comunicare. Anna, dato che ha un figlio sordo, dimostra di essere capace di comunicare in modi diversi. Gli attori hanno lavorato con dei coach per preparare le scene in famiglia, perché volevamo fossero molto realistiche.<br />
<strong>Valeria Golino:</strong> Ho impiegato mesi per imparare il linguaggio dei segni. In ogni caso, volevo che si percepisse che il linguaggio dei segni usato da Anna è stato imparato per amore, per condividere con il figlio la dimensione di silenzio.<br />
<strong>Massimiliano Gallo:</strong> Il mio approccio è stato chiaramente diverso. Non ho imparato più di tanto il linguaggio dei segni, perché il mio personaggio non è molto predisposto alla comunicazione con il figlio sordomuto. Con lui si esprime solo in modo violento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Valeria cosa hai messo di tuo in questo personaggio e cosa ti ha lasciato?</strong><br />
<strong>Valeria Golino:</strong> Magari involontariamente ho messo tanto nel personaggio di Anna, probabilmente anche qualcosa di me che avrei preferito evitare. Ma era necessario ed inevitabile, perché si tratta di un personaggio che non può che sovrapporsi a te stessa. Mi sono resa conto delle somiglianze tra me e lei in corso di lavorazione, non è stato un tipo di lavoro voluto. Su ciò che mi ha lasciato: tre mesi fa avrei risposto dicendo che mi aveva reso fragile e che pensavo di non aver dato quello che volevo e che voleva Beppe. Oggi posso solo esprimere felicità, profonda felicità: abbiamo realizzato questo film contro tutto e tutti ed essere qui a Venezia, oltretutto in concorso, è bellissimo. Abbiamo incontrato tantissime difficoltà, ma grazie alla passione di tutti sono state superate.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Di Antonio Valerio Spera per DailyMood.it</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Photo Credit: Federica De Masi per DailyMood.it</em></p>
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		<title>Una bellezza d’argento. Chi è la bellezza di Venezia 72?</title>
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				<pubDate>Sat, 12 Sep 2015 06:14:17 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3579" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/logogc.png" alt="logogc" width="190" height="109" />Se il temperamento di un festival si misurasse dalle celebrities avvistate sul tappeto rosso, potremmo dire che la kermesse cinematografica del 2015 è affetta da grandi bollori. Come ogni anno, una lunga parata di star si è susseguita sulla passerella del <strong>Lido e la 72esima Mostra internazionale d&#8217;arte cinematografica</strong> si è contraddistinta per il suo carattere spiccatamente “social” e mondano. E seppur consapevoli che il concorso è tra film, attori e performance indimenticabili, dobbiamo ammettere che la competizione si estende anche sotto i riflettori, in una battaglia a colpi di stile. <strong>Scintillio a parte, la bellezza su Venezia oggi regna sovrana.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E’ in questa cornice nostalgica e onirica che la musa di <strong>Drake Doremus ha fatto il suo ingresso, scegliendo un outfit sobrio, raffinato, magnetico.</strong> Più bella che mai con un abito lungo color acciaio con inserti ricamati quasi metallici, tacchi a spillo in pendant e rossetto color prugna, la star ha illuminato fan e pubblico. <strong>Si capisce perché Lagerfeld l’abbia scelta per interpretare Coco Chanel nel nuovo cortometraggio dedicato alla stilista</strong>. E perché sia stata eletta tra le <strong>50 Best-Dressed Women del 2015</strong>. Con un look algido e siderale, questa principessa d’argento vestita rispecchia l&#8217;atmosfera del film presentato a Venezia in anteprima mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La sua forte personalità, dal fascino ribelle e bohemien, così diversa dal coro delle dive hollywoodiane, traspare dal suo mood.</strong> E in ognuno dei 30 film che ha interpretato nel corso della sua brillante carriera. Come nella favola di <strong>Rupert Sanders</strong>, questa <strong>Biancaneve postmoderna è diventata una guerriera</strong>, compiendo la sua ascesa sociale a colpi di spada e di buona volontà. Tradimenti, gossip e liaison stravaganti, a parte.</p>
<p style="text-align: justify;">E se nell’originale manoscritto dei fratelli <strong>Grimm</strong> la fanciulla, mangiando la mela, spera di conquistare la felicità eterna, nella nostra storia, la bellezza è un miracolo che si ottiene grazie a un drink prodigioso.<strong> Pure Gold Collagen è un integratore liquido di bellezza che migliora l&#8217;aspetto di pelle, capelli e unghie</strong>. Un prodotto innovativo che rappresenta una soluzione di nuova generazione per la cura della pelle, contribuendo a rafforzare i livelli di collagene, elastina e idratazione, promuovendo così la bellezza della pelle. Al tempo d’oggi, la vecchia strega di Biancaneve convincerebbe sicuramente la giovane principessa al grido di “bevimi, per essere più bella”.</p>
<p style="text-align: justify;">di Valeria Ventrella per DailyMood.it</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Di chi stiamo parlando? Chi è la star della BELLEZZA di Venezia 72?</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Scriveteci la vostra risposta nei commenti! Il primo che risponde correttamente, indovinando la star della BELLEZZA per DailyMood, riceverà una confezione in regalo di Pure Gold Collagen (trattamento 10 giorni).  Volete saperne di più su Pure Gold Collagen? <a href="http://www.gold-collagen.com/it/prodotti/pure-gold-collagen" target="_blank">http://www.gold-collagen.com/it/prodotti/pure-gold-collagen</a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il nome sarà annunciato Martedì 15 Settembre 2015!<br />
</strong></p>
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		<title>Bellezza ad alta quota. Chi rappresenta il benessere?</title>
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				<pubDate>Fri, 11 Sep 2015 20:56:04 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>Everest ha spalancato le porte del Festival del Cinema. Il disaster movie, tratto da una storia vera, di Baltasar Kormákur ha inaugurato la 72° Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia. Un’edizione che si sta dispiegando sotto una parata di stelle, tra flash, istantanee su Instagram, outfit studiati al millimetro, sorrisi sul red carpet e glamour [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-3579" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/logogc.png" alt="logogc" width="190" height="109" />Everest</strong> ha spalancato le porte del <strong>Festival del Cinema</strong>. Il disaster movie, tratto da una storia vera, di <strong>Baltasar Kormákur ha inaugurato la 72° Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia.</strong> Un’edizione che si sta dispiegando sotto una parata di stelle, tra flash, istantanee su Instagram, outfit studiati al millimetro, sorrisi sul red carpet e glamour ad alti livelli. Il Festival del cinema è anche questo. E’ bellezza, declinata in ogni frame, in ogni posa, in ogni mise. Bellezza intesa anche come benessere, come simbolo visibile di salute interiore, come manifesto esteriore della propria felicità esistenziale. Dobbiamo ammetterlo: di solito noi donne siamo le giudici più severe di noi stesse. E per raggiungere una maggiore consapevolezza di noi stesse, dovremmo smettere di guardare lo specchio in cerca di un nemico e concentrarci sui lati più espressivi di noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Se la felicità aumenta con gli anni, è anche in virtù del fatto che accettiamo i nostri difetti come parti di noi, che siamo più inclini a sorridere di ciò che in gioventù non abbiamo accettato. Per essere visibilmente felici della nostra bellezza è necessario prendersi cura di noi stesse in modo dolce, grazie ai rimedi naturali: basta l&#8217;abitudine di piccoli gesti quotidiani per iniziare a vivere la nostra insita bellezza con una nuova consapevolezza. Qualche consiglio? Spezzare il ritmo frenetico delle giornate lavorative e ritagliarsi uno spazio per sé. Affidarsi ad alleati preziosi. <strong>Minerva Research Labs da sempre sostiene che la bellezza nasca da dentro. Come?</strong> Grazie all&#8217;innovativo drink antiage che sta spopolando il tutto il mondo!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pure Gold Collagen è un integratore liquido di nuova generazione al collagene idrolizzato, vitamine e sali minerali</strong> che ci aiuta ad affrontare sia i cambi di stagione, sia i fisiologici cali di sostante nutritive all’interno del nostro organismo. Basta infatti una bottiglietta al giorno perché i primi risultati siano visibili già dopo 3 settimane, con un notevole aumento dell’idratazione e dell’elasticità della pelle. <strong>Uno strumento essenziale per il rinnovamento cellulare.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per mostrare con orgoglio e naturalezza un appeal femminile e senza tempo. Come quello di questa regina del cinema americano, che, <strong>incarnando il ruolo della first lady è diventata una diva planetaria</strong>.<strong> Bella, elegante, raffinata, nasce a Dallas l’8 aprile 1966.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Debutta in tv nel 1983 interpretando <strong>Barbara Anderson</strong> nella serie «Yellow Rose», ma il primo ruolo da protagonista lo ottiene l’anno successivo interpretando <strong>Kelly Capwell nella soap «Santa Barbara».</strong> Paladina delle scelte controcorrente, è la <strong>Jenny di Forrest Gump</strong>. La bionda attrice dai look eleganti e austeri, sebbene sempre molto femminili, è una delle star di uno dei film di spicco di questo festival. <strong>Moglie per tanti anni di Sean Penn tra tradimenti e litigi, con il suo taglio di capelli corti è di una bellezza sconvolgente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>di Valeria Ventrella per DailyMood.it</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Di chi stiamo parlando? Chi è la star del BENESSERE di Venezia 72?</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Scriveteci la vostra risposta nei commenti! Il primo che risponde correttamente, indovinando la star del BENESSERE per DailyMood, riceverà una confezione in regalo di Pure Gold Collagen (trattamento 10 giorni).  Volete saperne di più su Pure Gold Collagen? <a href="http://www.gold-collagen.com/it/prodotti/pure-gold-collagen" target="_blank">http://www.gold-collagen.com/it/prodotti/pure-gold-collagen</a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il nome sarà annunciato Lunedì 14 Settembre 2015!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Riccardo Scamarcio: “Tra padre e figlio conta solo l’amore”</title>
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				<pubDate>Fri, 11 Sep 2015 15:59:10 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dailymood.it/2015/09/11/riccardo-scamarcio-tra-padre-e-figlio-conta-solo-lamore/">Riccardo Scamarcio: “Tra padre e figlio conta solo l’amore”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dailymood.it">Daily Mood</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3579" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/logogc.png" alt="logogc" width="190" height="109" />Un padre a cui viene sottratto il figlio dalla moglie e che fa di tutto per andarselo a riprendere dall’altra parte del mondo: è questo il nuovo intenso personaggio interpretato da <strong>Riccardo Scamarcio</strong> sul grande schermo. <strong>La prima luce,</strong> ultima fatica del regista <strong>Vincenzo Marra</strong> presentata nelle <strong>Giornate degli autori di Venezia 72</strong>, è l’indagine di una realtà quasi “nascosta” della nostra società, che restituisce l’assoluta verità dei sentimenti e delle dinamiche che purtroppo la animano. L’autore e gli interpreti (insieme a <strong>Scamarcio</strong> troviamo una bravissima<strong> Daniela Ramirez</strong>), appena sbarcati al Lido, hanno parlato della pellicola, della loro esperienza sul set e hanno riflettuto su questo dramma contemporaneo che coinvolge molte famiglie.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da dove nasce la necessità di raccontare questa storia?</strong><br />
<strong>Vincenzo Marra:</strong> Il film nasce da una paura. Io stavo per diventare papà e in un bar di Trastevere incontrai un ragazzo che mi disse che voleva raccontarmi la sua storia. Mi raccontò che un giorno tornò a casa e non trovò più la moglie e il figlio e che ci mise più di un anno per ritrovarli. Allora è successo qualcosa dentro di me. Da una parte c’era un “prurito” inarrestabile per una storia cinematografica molto appetibile, che portava con sé il germe di un tema moderno ancora non esplorato, dall’altra c’era una mia paura: e se succedesse anche a me? Così mi sono interessato a questo grande tema, inquietante, spiazzante. Il film vuole trasmettere attraverso questa storia il bene prezioso che rappresenta un figlio, un bene che va al di là di ogni confine. Solitamente per “prima luce” s’intende il momento in cui nasciamo. Ma è una luce che non ricordiamo. Per cui mi piace pensare che la vera prima luce per un essere umano è quando si diventa genitore. Perciò ho scelto questo titolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riccardo, il tuo è un ruolo molto intenso. Perché hai scelto di interpretare questo personaggio e cosa ci hai messo di tuo?</strong><br />
<strong>Riccardo Scamarcio:</strong> Prima di leggere la sceneggiatura ho incontrato Vincenzo. In questo incontro mi sono sentito studiato, analizzato, ma ho capito che c’era nei suoi occhi una necessità autentica di voler raccontare questa storia. E anche l’approccio non convenzionale, molto diretto, con cui si è rapportato da subito con me mi è piaciuto. Questa mia sensazione iniziale è stata poi confermata e si è fatta sempre più forte. E’ stato un ruolo molto difficile, ma lavorare con Vincenzo e con Daniela Ramirez è stato bello ed intenso. E’ stata un’esperienza che mi ha dato molto.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/laprimaluce1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3194" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/laprimaluce1-300x200.jpg" alt="laprimaluce" width="300" height="200" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/laprimaluce1-300x200.jpg 300w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/laprimaluce1.jpg 900w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><strong>Daniela, il tuo personaggio all’inizio risulta molto sgradevole. Che opinione hai di lei?</strong><br />
<strong>Daniela Ramirez:</strong> E’ una donna forte, che ha deciso per se stessa e per suo figlio, che vuole avere una propria vita. E’ allo stesso tempo una donna depressa e malinconica, che non riesce a sostenere la sua vita in Italia. Penso che dal film arrivi questo suo stato d’animo, questa sua angoscia. E non credo che si possa crescere un figlio con questa tristezza dentro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Daniela è mamma, mentre tu, Riccardo, ancora non sei padre. Come ti si è preparato a questo ruolo?</strong><br />
<strong>Riccardo Scamarcio:</strong> Non sono ancora padre, ma inevitabilmente sono figlio, e il rapporto con mio padre è una cosa importante nella mia vita. Quindi nel film ho fatto appello alla mia memoria di figlio e ho guardato al piccolo Gianni attraverso gli occhi di mio padre. E’ chiaro, ho dovuto ripescare tra sensazioni ed emozioni. Per vivere appieno questa esperienza e fare questo film, ho parlato a lungo con Vincenzo e ho incontrato anche dei padri che si trovano in questa situazione. Mi sono immedesimato in loro e sul set ho avuto anche reazioni inaspettate, di vero smarrimento, E’ stata un’esperienza molto intensa, grazie alla quale ho indirettamente vissuto emozioni molto forti. Quando avrò un figlio, penso che sarà proprio così.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che ne pensi della realtà raccontata nel film? Pensi che un padre possa assumersi anche il ruolo di madre?</strong><br />
<strong>Riccardo Scamarcio:</strong> E’ ovvio che sia preferibile che ci siano entrambi i genitori. Ma non sempre è così, e a volte lo è per cause di forza maggiore. I bambini cresciuti con un solo genitore non sono figli peggiori di altri. Tecnicamente parliamo di essere umani, e nel rapporto tra bambini e genitori conta solo l’amore, l’affetto, la sincerità, la capacità di trasferire ai propri figli i valori su cui si fonda la nostra cultura e la nostra società.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riccardo, sei un habituè qui a Venezia. Che rapporto hai con questa città e con la Mostra del Cinema?</strong><br />
<strong>Riccardo Scamarcio:</strong> Mi ricordo quando ho girato un film qui a Venezia. Un giorno mi sono svegliato molto presto e alle cinque di mattina sono andato in piazza S. Marco. Era vuota, non c’era nessuno. Era splendida. E ho pianto. Per quanto riguarda la Mostra, credo sia ancora molto importante, ma lo Stato italiano dovrebbe sostenerla di più.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qual è il tuo prossimo progetto?</strong><br />
<strong>Riccardo Scamarcio:</strong> A breve uscirà Adam Jones, dove interpreto uno chef italiano. E’ una commedia in cui mi vedrete con Bradley Cooper.</p>
<p><em> Di Antonio Valerio Spera per DailyMood.it</em></p>
<p><em>Photo Credit: Paco Cinematografica</em></p>
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		<title>Day 9: Riccardo Scamarcio e un eterno Christopher Plummer</title>
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				<pubDate>Fri, 11 Sep 2015 15:50:48 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3579" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/logogc.png" alt="logogc" width="190" height="109" />Dopo un avvio ricco di star e una parte centrale un po’ fiacca, la <strong>Mostra di Venezia</strong> sembra essersi lasciata da parte alcune belle cartucce per gli ultimi giorni. In attesa che <strong>Valeria Golino sfili sul red carpet per accompagnare il film Per amor vostro</strong>, ultimo italiano in competizione, ieri è stato il compagno <strong>Riccardo Scamarcio ad essere uno dei protagonisti della giornata</strong>. In coppia con la cilena <strong>Daniela Ramirez</strong>, sua partner sullo schermo, ha presentato la nuova pellicola di <strong>Vincenzo Marra, La prima luce,</strong> dove lo troviamo (bravissimo e ricco di sfumature) nei panni di un padre a cui la moglie ha appena sottratto il figlio.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ruolo inedito per <strong>Scamarcio</strong>, che ci regala una delle sue migliori prove e conferma la sua evidente e ormai definitiva maturazione recitativa. Sono lontani i tempi di <strong>Tre metri sopra il cielo</strong>, dove era più la sua bellezza ad emergere rispetto al talento. Con questa performance, più che con le altre degli ultimi anni, comunque importanti e notevoli, l’attore pugliese mette con prepotenza una pietra sopra quello status da semplice sex symbol in cui si ritrovava rinchiuso suo malgrado. <strong>Ragionamento simile si può fare anche per il regista Vincenzo Marra.</strong> Dopo la brutta esperienza del 2007 con <strong>L’ora di punta, l’autore napoletano si è gradualmente rialzato e dopo una serie di bellissimi documentari (soprattutto Il gemello) e l’ottimo episodio del film I ponti di Sarajevo</strong>, è tornato al lungometraggio di finzione facendo vedere, pur non toccando i livelli di Tornando a casa, tutte le sue potenzialità. Una buona notizia per il cinema italiano.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_4028.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3189" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_4028-300x200.jpg" alt="IMG_4028" width="300" height="200" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_4028-300x200.jpg 300w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_4028.jpg 900w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Buone nuove, non per il cinema italiano ma per la Mostra, arrivano anche dal concorso. Dopo l’exploit di <strong>Skolimowski con 11 Minutes</strong>, è passato un altro film che ha riscosso i favori di pubblico e critica. Si tratta di <strong>Remember</strong>, ultima pellicola dell’armeno d’adozione canadese <strong>Atom Egoyan.</strong> L’acclamato regista de <strong>Il dolce domani e Il viaggio di Felicia</strong> racconta la storia di un anziano ebreo sopravvissuto all’Olocausto che dopo la scomparsa della moglie decide di vendicarsi di un nazista trapiantato in America. <em>“Una fiaba dei nostri giorni”</em> l’ha definita l’autore, che nel ruolo del protagonista vede un sontuoso, monumentale <strong>Christopher Plummer,</strong> che sembra ormai un attore senza età. Non presente al Lido ma in collegamento Skype da Londra, l’interprete premio Oscar ha dichiarato: <em>“E’ stato un ruolo complicato, ma ho provato a recitare nel modo più semplice possibile. Il mio personaggio è un uomo comune, ma conserva in sé un mistero profondo”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Venendo agli eventi collaterali della giornata di ieri, merita una citazione la consegna del premio <strong>L’Orèal Paris per il cinema</strong>. Le candidate di quest’anno erano <strong>Simona Tabasco, Tatiana Luter, Francesca Valtorta, Sara Serraiocco e Valeria Bilello</strong>. Ad aggiudicarsi il riconoscimento, arrivato alla sua ottava edizione, è stata proprio quest’ultima. L’attrice, che nonostante la sua giovane età, può già vantare nel suo curriculum lavori con registi del calibro di <strong>Pupi Avati e Gabriele Salvatores</strong>, ha espresso così la sua soddisfazione: “<em>Con gioia ricevo la notizia del Premio L’Orèal che ha visto donne di estrema bellezza e talento come vincitrici. I premi, oltre al loro prestigio, hanno la capacità di fotografare i volti e le emozioni, raccontandoli poi nel tempo”</em>. Speriamo che questo riconoscimento possa aprirle le porte del successo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Di Antonio Valerio Spera per DailyMood.it</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Photo Credit: Federica De Masi per DailyMood.it</em></p>
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		<title>Day 8: De Palma superstar e Gassmann documentarista</title>
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				<pubDate>Thu, 10 Sep 2015 16:11:40 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3579" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/logogc.png" alt="logogc" width="190" height="109" />Semplicemente, un mito.<strong> Brian De Palma</strong> è uno di quei pochi maestri del cinema che oggi potremmo definire tale. Perché non è stato e non è soltanto un Autore, un regista dal tocco inconfondibile che ha portato sulla schermo una sua poetica personale. <strong>De Palma ha rivoluzionato l’estetica cinematografica senza mai pensare solo a se stesso</strong>, ma al contrario tenendo sempre in considerazione il pubblico, l’evoluzione del suo gusto, il suo bisogno di spettacolo. I suoi film sono tanto capolavori quanto pellicole di culto, molte sequenze da lui girate sono rimaste indelebili sia per i più accaniti cinefili sia per lo spettatore medio, i suoi personaggi vengono tanto studiati all’università quanto “venerati” sui poster che campeggiano nelle stanze di giovani e meno giovani.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_4051_risultato.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3159" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_4051_risultato-300x200.jpg" alt="Elisa Sednaoui Venezia 2015" width="300" height="200" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_4051_risultato-300x200.jpg 300w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_4051_risultato.jpg 900w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Per questo il suo arrivo, ieri, alla <strong>Mostra di Venezia ha scatenato l’entusiasmo di tutti</strong>. Sbarcato al Lido per ricevere il premio <strong>Jaeger-LeCoultre “Glory to the Filmmaker”,</strong> consegnatogli in serata nella Sala Grande del festival, De Palma è stato accolto da una vera standing ovation, una di quelle accoglienze che solo i grandi meritano, ed è stato omaggiato dal documentario firmato dalla coppia di registi <strong>Noah Baumbach e Jake Paltrow</strong>. De Palma, questo il titolo del film. Un titolo tanto semplice quando il documentario stesso: il ritratto di un regista ottenuto solamente montando le sue parole con le scene dei suoi film. L’autore di Vestito per uccidere ripercorre così tutte le tappe della sua carriera, racconta aneddoti, spiega e rilegge i suoi (capo)lavori. E il risultato è una vera e propria lezione di cinema, entusiasmante e divertente.</p>
<p style="text-align: justify;">A divertire il pubblico è stato anche un altro film, presentato in concorso, firmato da un regista che per idea di cinema si può accostare facilmente a <strong>De Palma.</strong> Ci riferiamo a <strong>11 Minutes del polacco Jerzy Skolimowski</strong>, che ha letteralmente elettrizzato il pubblico della Mostra. Il film è un divertissement dalla regia perfetta, che tiene attaccati alla poltrona e ipnotizzati davanti alla schermo, e dietro la sua apparenza di giocoso esercizio di stile, cela una profonda critica alla società di oggi, bombardata dalla moltiplicazione di immagini. <strong>11 Minutes</strong> racconta appunto gli undici minuti di vita di un gruppo di persone a Varsavia, una serie di storie che vanno ad incrociarsi nel caos dell’esistenza contemporanea. <em>“Questo film è una risposta agli action movie hollywoodiani – ha dichiarato il conferenza il regista ultrasettantenne – mi sono divertito molto a realizzarlo, anche se non è stato semplice scrivere la sceneggiatura”.</em> Una sceneggiatura ad orologeria messa in scena sullo schermo con mestiere e originalità. Qualità queste che fanno di Skolimowski e del suo film uno dei candidati per la vittoria finale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’autore polacco, per quanto presentato sinora al festival, se la vedrà sicuramente con <strong>Amos Gitai, Charlie Kaufman e il russo Sokurov</strong>, ma anche con il film <strong>Heart of a Dog</strong>, anch’esso passato nella giornata di ieri. La pellicola di <strong>Laurie Anderson</strong> è un film-saggio dalla cifra sperimentale, un flusso di coscienza in immagini (e parole) che riflette sull’esistenza citando <strong>Wittgenstein</strong> e trattando tematiche come il problema della sicurezza negli <strong>Stati Uniti.</strong> Un film dalla difficile fruizione, ma a suo modo affascinante e sorprendente.</p>
<p style="text-align: justify;">Per un film ermetico e dai numerosi sottotesti, eccone invece un altro chiaro e diretto che vuole raccontarci una dura verità senza alcun tipo di filtro. Parliamo di <strong>Torn</strong>, primo documentario di <strong>Alessandro Gassmann, proiettato ieri sera al Cinema nel Giardino.</strong> L’attore e regista italiano firma un breve film sulla tragedia di cui sono vittime gli artisti siriani, costretti ad emigrare in altri paesi per sopravvivere (e per potersi esprimere liberamente). Un documento necessario, toccante e dall’importante valenza pedagogica, che speriamo possa esser visto da molti.</p>
<p><em> Di Antonio Valerio Spera per DailyMood.it</em></p>
<p><em>Photo Credit: Federica De Masi per DailyMood.it</em></p>
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		<title>Brian De Palma e il segreto del suo successo: “Ironia, costanza, talento e tanta fortuna”</title>
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				<pubDate>Wed, 09 Sep 2015 16:34:14 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3579" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/logogc.png" alt="logogc" width="190" height="109" />Nella sala conferenze del <strong>Palazzo del Casinò</strong> è stato accolto da un boato e un applauso scrosciante<strong>. Brian De Palma è sbarcato al Lido di Venezia</strong> e da quando è arrivato si respira una fresca ed entusiasmante euforia alla <strong>Mostra del Cinema. Pronto a ricevere il premio Jaeger-LeCoultre “Glory to the Filmmaker”,</strong> il maestro della <strong>New Hollywood</strong> è stato inoltre omaggiato dal documentario, che porta il suo cognome come titolo, realizzato dai registi <strong>Jake Paltrow e Noah Baumbach</strong>, suoi amici con i quali ha condiviso ore e ore di conversazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo documentario ha avuto un processo molto lungo. Com’è nata l’idea di realizzarlo?</strong><br />
<strong>Jake Paltrow:</strong> E’ un film nato dalle nostre conversazioni con Brian. Ci siamo resi conto che le nostre interazioni erano davvero preziose e abbiamo deciso di registrarle. Alla fine abbiamo realizzato trenta/quaranta ore di girato.<br />
<strong>Noah Baumbach:</strong> Volevamo mostrare la versione di Brian sul suo cinema, ma in fondo anche la descrizione della nostra amicizia. L’intimità che trapela dal film è dovuta all’amicizia che abbiamo con lui.<br />
<strong>Brian De Palma:</strong> Noah e Jake mi hanno proposto questo progetto con molta semplicità. Mi hanno detto: “ti faremo delle domande”. Tutto qui. Sono andato nel soggiorno di casa di Jake, loro mi facevano domande ed io rispondevo. Ma poi loro sono stati geniali a montare il tutto con le sequenze dei film.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Maestro De Palma, dal film arriva forte la sua ironia. L’ironia è l’unico modo per sopravvivere a Hollywood?</strong><br />
<strong>Brian De Palma:</strong> Se si lavora in questo mondo, è meglio averla. Quando si realizza un film, la reazione di pubblico e critica è sempre opposta a quella che ti aspetti: quando pensi di aver fatto un capolavoro, il film non piace e viceversa. Il segreto per sopravvivere a tutto questo è, sì, avere ironia, ma anche continuare a credere in se stessi e avere perseveranza, costanza. Ma anche talento, e tanta tanta fortuna.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/briandepalmaconferencevenezia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3149" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/briandepalmaconferencevenezia-300x200.jpg" alt="briandepalmaconferencevenezia" width="300" height="200" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/briandepalmaconferencevenezia-300x200.jpg 300w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/briandepalmaconferencevenezia.jpg 901w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Da un punto di vista artistico vi sentite vicini a De Palma? Cosa vi lega?</strong><br />
<strong>Noah Baumbach:</strong> Brian fa film con un’evidente cifra personale. È regista fantastico perché c&#8217;è tanto di suo nei film che realizza. Io e lui siamo amici, ma credo che il fatto che anche io provi a fare un cinema molto personale ha reso il nostro legame ancora più forte.<br />
<strong>Jake Paltrow:</strong> Brian è uno dei pochi cineasti che mi ha colpito da giovane. Grazie ai suoi film ho imparato a ricevere le immagini e più passa il tempo più mi rendo conto di questo. La sua è un’influenza radicata dentro di me.<br />
<strong>Brian De Palma:</strong> Quando ero giovane, noi registi uscivamo tutti insieme, parlavamo dei film, del montaggio, degli attori, di cinema insomma. Poi siamo cresciuti e ci siamo tutti mossi in diverse parti del mondo. Oggi mi manca quel cameratismo di una volta, ma credo che a New York, con Noah, Jake, Wes Anderson abbiamo dato vita a nuovo gruppo. Tra di noi parliamo da registi ed è una cosa fantastica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Noah e Jake, perché avete deciso di non inserire nel documentario interviste ai collaboratori di De Palma?</strong><br />
<strong>Jake Paltrow:</strong> Chi potrebbe dividere lo schermo con lui? Nessuno. Ma a parte questo non volevamo un documentario così. Eravamo solo interessati al suo punto di vista.<br />
<strong>Noah Baumbach:</strong> Sentire Brian che parla dei suoi film è un&#8217;esperienza unica e questo documentario intende catturare, mostrare cosa vuol dire essere regista. Se avessimo inserito interviste ad altre persone avremmo fatto un tributo a Brian, e non era il nostro obiettivo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Maestro, a parte la Mostra del Cinema, per lei Venezia significa anche Pino Donaggio. Cosa ci può dire della sua collaborazione con lui?</strong><br />
<strong>Brian De Palma:</strong> Io e Pino abbiamo avuto una lunga conoscenza. Mi ricordo che sentii per caso un suo pezzo e decisi di venire qui a Venezia per conoscerlo. Siamo stati amici per anni. Anche se il mio italiano e il suo inglese non erano buoni, abbiamo avuto un rapporto magico: nella mia carriera ho lavorato anche con altri compositori, ma alla fine tornavo sempre da Pino. La sua musica era perfetta per la mia idea di thriller sensuale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A quale sequenza dei suoi film è più legato?</strong><br />
<strong>Brian De Palma:</strong> E’ come chiedere a quale figlio si è più affezionati. Non posso sceglierne una, ma mi vengono in mente la scena del museo di Vestito per uccidere, quella della scalinata de Gli Intoccabili, o anche la scena della steady-cam de Il falò delle vanità. Ne potrei citare molte altre, diciamo che sono legato agli esperimenti che hanno funzionato bene.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da dove nascono i suoi film?</strong><br />
<strong>Brian De Palma:</strong> I miei film nascono sempre da un’idea visiva. Mi ricordo, ad esempio, che mi venne l’idea di Sorelle guardando una foto su una rivista. Ho delle immagini, delle suggestioni visive e questo mi porta a pensare ai miei film.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oggi in America le serie televisive sono ormai cinema. Lei ha mai pensato di fare qualcosa per il piccolo schermo?</strong><br />
<strong>Brian De Palma:</strong> Io ho avuto una pessima esperienza con la HBO, quando dovevo realizzare un film su Joe Paterno. Mi ricordo che mi inviarono così tante osservazioni sulle mie idee che decisi di lasciar perdere. Questa televisione, secondo me, è molto intrusiva. Contano soprattutto i produttori e gli sceneggiatori, tanto che anche quando una serie è diretta da registi diversi non si riesce a notare la differenza tra un episodio e l’altro.</p>
<p><em>Di Antonio Valerio Spera per DailyMood.it</em></p>
<p><em>Photo Credit: © la Biennale di Venezia &#8211; Foto ASAC</em></p>
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		<title>Day 7: Bellocchio e la stop-motion protagonisti in concorso</title>
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				<pubDate>Wed, 09 Sep 2015 09:59:41 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3579" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/logogc.png" alt="logogc" width="190" height="109" />Dopo una giornata avara di star e un po’ fiacca come quella di martedì, ieri la <strong>Mostra di Venezia</strong> si è tirata un po’ su con la presentazione di due titoli molto significativi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo è <strong>Anomalisa</strong>, ritorno alla regia dello sceneggiatore <strong>Charlie Kaufman che, dopo il non fortunatissimo Synecdoche, New York,</strong> per la sua seconda opera dietro la macchina da presa sceglie di dirigere a quattro mani (<strong>con Duke Johnson</strong>) e opta per l’animazione in stop motion.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_3589_risultato.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3101" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_3589_risultato-300x200.jpg" alt="Anomalisia Red Carpet Venezia 2015" width="300" height="200" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_3589_risultato-300x200.jpg 300w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_3589_risultato.jpg 900w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Il risultato è un film profondo, divertente, dalle trovate sorprendenti e dai personaggi indimenticabili. Il protagonista è un genio del customer service che vive un momento di depressione fino a che non fa un incontro speciale. Raccontare di più della trama sarebbe difficile (data la solita particolarità dei suoi copioni) e servirebbe a poco. <strong>Anomalisa è un film vedere e da godere in tutti suoi aspetti. A dare voce ai personaggi David Thewlis, assente al festival, Jennifer Jason Leigh e Tom Noonan, tutti già interpreti della pièce teatrale firmata dallo stesso Kaufman, da cui è tratta la pellicola.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_3772_risultato.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3126" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_3772_risultato-300x200.jpg" alt="Sangue Del Mio Sangue - Red Carpet Venezia 2015 Foto 13" width="300" height="200" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_3772_risultato-300x200.jpg 300w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_3772_risultato.jpg 900w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Applausi convinti hanno accolto il film, che si attesta tra i favoriti alla vittoria finale. Accoglienza un po’ diversa è stata invece riservata al terzo film italiano in concorso,<strong> Sangue del mio sangue del maestro Marco Bellocchio.</strong> Come le altre due pellicole nostrane della competizione, anche questa ha ricevuto consensi e dissensi alla proiezione per la stampa, dividendo molto. Effettivamente il regista de<strong> L’ora di religione</strong> non ha realizzato una delle sue opere migliori, ma come sempre ci ha regalato un film ricco di spunti e di sottotesti che vanno ad indagare tanto le psicologie umane quanto la società italiana. <strong>Ambientato a Bobbio, Sangue del mio sangue vede tra gli interpreti il figlio del regista Pier Giorgio, Roberto Herlitzka, Lidiya Liberman e Alba Rohrwacher</strong>.<em> Il regista spiega così il film (e il titolo): “Volevo raccontare il vampirismo dell’Italia di oggi, un vampirismo ambientale, che in certo senso è un apologo della situazione attuale del nostro paese”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">A parte il concorso, questa settima giornata di festival ha visto il passaggio di due titoli molto interessanti nelle sezioni collaterali. In <strong>Orizzonti</strong>, è stato presentato il greco <strong>Interruption</strong>, un film algido nella messa in scena, ma ipnotico e coinvolgente. Il regista <strong>Yorgos Zois gioca con una rilettura dell’Orestea</strong> e lo fa con una pellicola in bilico tra teatro e cinema, tra realtà e finzione. Un’operazione affascinante, tra le più ammirevoli della <strong>Mostra</strong>. Nella sezione <strong>Venezia Classici,</strong> è stato invece il turno di <strong>Alfredo Bini</strong> – ospite inatteso, documentario su uno dei produttori più importanti della storia del cinema italiano. Un ritratto emozionante che ci restituisce una figura, purtroppo ed inspiegabilmente, quasi dimenticata e che cristallizza sullo schermo la fotografia di un’epoca: quella del grande cinema italiano degli anni <strong>Sessanta</strong> e <strong>Settanta</strong>. <strong>Un cinema che oggi non c’è più.</strong></p>
<p><em>Di Antonio Valerio Spera per DailyMood.it</em></p>
<p><em>Photo Credi: Federica De Masi per DailyMood.it</em></p>
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		<title>Jennifer Jason Leigh: “Anomalisa? Che difficoltà cantare in italiano”</title>
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				<pubDate>Wed, 09 Sep 2015 09:23:00 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3579" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/logogc.png" alt="logogc" width="190" height="109" />Serio candidato alla vittoria finale, <strong>Anomalisa</strong> segna il ritorno dietro la macchina da presa per il geniale sceneggiatore americano <strong>Charlie Kaufman (Essere John Malkovich, Se mi lasci ti cancello).</strong> Film d’animazione, girato con la tecnica della stop-motion, racconta della depressione e della confusione di un genio del customer service che vive a <strong>Cincinnati</strong>. Sorprendente e mai banale, <strong>Anomalisa</strong> è stato accompagnato dal <strong>Lido</strong> dallo stesso <strong>Kaufman, dal co-regista Duke Johnson, e dai doppiatori Tom Noonan e Jennifer Jason Leigh. Assente David Thewlis, che dà voce al protagonista.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una domanda per gli interpreti. Il film è tratto da un piece teatrale dello stesso Kaufman che avevate portato in scena voi stessi. Com’è stato il passaggio dal teatro all’animazione?</strong><br />
<strong>Jennifer Jason Leigh:</strong> Lo spettacolo era un vero evento teatrale. Abbiamo provato per una settimana e poi siamo andati in scena per due sere a Los Angeles. E’ stata un’esperienza un po’ stressante, mentre per il film abbiamo lavorato con più calma e tranquillità.<br />
<strong>Tom Noonan:</strong> Io do voce a diversi personaggi. Quando recitavamo a teatro, il pubblico ovviamente mi vedeva e sapeva che avrei interpretato più voci e potevo inventarmi tanti accenti diversi. Nel film, invece, dato che si tratta d’animazione, il rischio era confondere gli spettatori, e quindi ho cercato di limitare questi cambiamenti e ho cercato di rimanere fedele alla mia voce.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_3592_risultato.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3102" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_3592_risultato-300x200.jpg" alt="Jennifer Jason Leigh Anomalisia Venezia 2015" width="300" height="200" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_3592_risultato-300x200.jpg 300w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_3592_risultato.jpg 900w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Che difficoltà avete incontrato nell’interpretare questo film?</strong><br />
<strong>Jennifer Jason Leigh:</strong> La maggior difficoltà l’ho incontrata nel canto, soprattutto per le canzoni in italiano e in giapponese. Per il resto non è stato molto difficile. Charlie scrive così bene che non bisogna fare altro che recitare i suoi dialoghi. Anzi, quando ti trovi di fronte ad una sceneggiatura così, non è neanche necessario recitare. Basta esserci.<br />
<strong>Tom Noonan:</strong> Differenziare le varie voci è stato molto difficile, è stato necessario un lavoro interiore non indifferente. Il passaggio dal palcoscenico al film è stato complicato. Con l’animazione ti senti mutilato, privato del tuo corpo. Così ho dovuto reinventarmi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Charlie Kaufman, in questo film prevale il tema della voce, ma ci sono tutte le ossessioni che caratterizzano il suo cinema…</strong><br />
<strong>Charlie Kaufman:</strong> Il tema della voce è chiaramente una metafora, ma non mi piace spiegare i miei film. Allo spettatore non bisogna insegnare o dire nulla. Se spiegassi il mio film influenzerei l’esperienza della visione, falsificandola.<br />
Perché la scelta della stop-motion?<br />
<strong>Duke Johnson:</strong> Lavoravo in uno studio d’animazione quando mi è capitata sotto mano la sceneggiatura di Anomalisa. Ho pensato subito che fosse perfetta per la stop-motion data la sua natura onirica. Credo che fosse logico fare così il film. La scelta dei pupazzi così realistici è dovuta al fatto che non volevamo sembrare qualcosa che non sono. Volevamo dei personaggi più caldi, calorosi.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>di Antonio Valerio Spera per DailyMood.it</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Photo Credit: Federica De Masi per DailyMood.it</em></p>
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		<title>Shia LaBeouf: tra genio e sregolatezza</title>
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				<pubDate>Tue, 08 Sep 2015 15:21:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Bartucca Elisabetta]]></dc:creator>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong> A Venezia 72 è un reduce di guerra per Dito Montiel</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3579" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/logogc.png" alt="logogc" width="190" height="109" />Con <strong>Dito Montiel</strong> ci aveva lavorato quasi dieci anni fa in<strong> “Guida per riconoscere i tuoi santi”,</strong> ha definito quell’esperienza <em>“la cosa più bella che abbia fatto nella mia vita”,</em> perché Dito è un regista amico come piace a lui:<em> “adoro lavorare con le persone a cui sono legato”.</em> <strong>Shia LaBeouf</strong> torna a fare coppia con <strong>Montiel</strong>, l’occasione è la 72° Mostra d’Arte Internazionale Cinematografica di Venezia dove insieme presentano <strong>“Man Down”,</strong> apocalittica storia di un reduce dalla guerra in<strong> Afghanistan, Gabriel Drummer, a cui Shia presta il volto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_2991.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3071" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_2991-200x300.jpg" alt="Shia LaBoeuf" width="200" height="300" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_2991-200x300.jpg 200w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_2991.jpg 400w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>Un reduce proprio come lo fu quel padre, veterano del <strong>Vietnam</strong>, che da piccolo si ritrovò spesso ad accompagnare alle riunioni degli <strong>Alcolisti Anonimi</strong> e che una volta finì per puntargli una pistola alla tempia, in uno dei deliri da stress post-traumatico. E Shia non lo ha mai dimenticato:<em> “Gabriel è il padre che avrei sempre voluto avere”,</em> racconta in conferenza stampa parlando del suo personaggio. La sceneggiatura di <strong>“Man Down”</strong> arrivò <em>“quando ero di pessimo umore, ha funzionato come una terapia in un momento buio della mia vita”.</em> Turbolenta sin dall’infanzia trascorsa in miseria nel quartiere di <strong>Echo Park a Los Angeles</strong>, con due genitori descritti come degli ‘hippies’ – madre ballerina e padre clown – e che finirono per divorziare a causa principalmente dei vari problemi economici, <em>“gente molto strana, ma mi volevano bene e io ne volevo a loro”,</em> avrebbe dichiarato in seguito.</p>
<p style="text-align: justify;">Una carriera iniziata quando vide recitare un amico ne <strong>“La signora del West”,</strong> fu in quel momento che decise infatti di fare l’attore; si sarebbe diplomato poi alla <strong>Hamilton Academy of Music di Los Angeles</strong> e avrebbe trovato il suo agente sulle pagine gialle! Ma fu <strong>Steve Spielberg</strong> a scovarlo e a regalargli il successo scegliendolo nel 2007 per interpretare il protagonista di “<strong>Disturbia</strong>”. Da quel momento la c<strong>onsacrazione a Hollywood:</strong> nello stesso anno <strong>Michael Bay</strong> lo ingaggerà per tutta la trilogia di ‘Transformers’, mentre Spielberg lo richiama per il quarto film della serie di<strong> ‘Indiana Jones’,</strong> <em>“Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo”.</em> Arrivano poi <strong>Robert Redford che lo dirige ne “La regola del silenzio &#8211; The Company You Keep”</strong> e nel <strong>2013 Lars von Trier che gli regala un ruolo da protagonista nel più controverso “Nymphomaniac”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo non ne avrebbe fatto comunque una personalità ortodossa e accomodante, lasciando invece che diventasse in più occasioni un provocatore come nel giugno del 2012 quando appare in un video musicale dei <strong>Sigur Rós ballando nudo in compagnia della modella Denna Thomsen</strong> o come a <strong>febbraio del 2014 al festival di Berlino dove sfila sul red carpet</strong> con un sacco di carta in testa su cui campeggia la scritta<strong> “Non sono più famoso”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si rivelerà nel corso del tempo un outsider che ha fatto dell’arte il suo mezzo d’espressione privilegiato come dimostrano le sue performance da batterista accanto all<strong>’MC G-Money del Viper Room di Los Angeles</strong> o le chiacchierate installazioni artistiche di cui è protagonista. Chapeau dunque, alle mille sfaccettature di un artista capace di fare scalpore come in questo<strong> Venezia 72</strong> dove è stato sorpreso ad azzuffarsi con un fotografo su una delle terrazze del Lido, ma anche di sorprendere per genialità, passione e sincerità. Genio e sregolatezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>di Elisabetta Bartucca per DailyMood.it</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Photo Credit: Federica De Masi per DailyMood.it</em></p>
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		<title>Day 6: Michelle Hunziker a Venezia con Doppia Difesa</title>
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				<pubDate>Tue, 08 Sep 2015 14:57:55 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>Finito il weekend pirotecnico, la Mostra ha abbassato il ritmo e smorzato i toni. E non ci riferiamo alla qualità dei film, quanto alla presenza di star sul red carpet. Nomi meno altisonanti e più per cinefili quelli passati ieri al festival, autori che però ci hanno regalato due delle pellicole sin qui più belle [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3579" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/logogc.png" alt="logogc" width="190" height="109" />Finito il weekend pirotecnico, la <strong>Mostra</strong> ha abbassato il ritmo e smorzato i toni. E non ci riferiamo alla qualità dei film, quanto alla presenza di <strong>star sul red carpet.</strong> Nomi meno altisonanti e più per cinefili quelli passati ieri al festival, autori che però ci hanno regalato due delle pellicole sin qui più belle di quest’edizione. Ci riferiamo senza dubbio <strong>all’israeliano Amos Gitai</strong>, habituè delle manifestazioni cinematografiche internazionali, che ha portato in concorso <strong>Rabin, the Last Day, film che ricostruisce la storia del presidente Rabin e della sua uccisione.</strong> Due ore e mezza avvolgenti, riflessive, potenti. Una delle migliori opere in assoluto di Gitai, che speriamo di vedere tra i premiati.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_3546_risultato.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3061" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_3546_risultato-300x200.jpg" alt="Non essere cattivo - Red Carpet" width="300" height="200" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_3546_risultato-300x200.jpg 300w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_3546_risultato.jpg 900w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Chi purtroppo non potremo vedere di certo nel palmarès, perché inspiegabilmente selezionato fuori concorso da <strong>Barbera, è Non essere cattivo di Claudio Caligari.</strong> Di gran lunga il miglior film italiano del festival, l’ultima fatica del regista romano, presentata postuma, ha emozionato (e anche divertito) pubblico e stampa presenti in Laguna. Accolto con entusiasmo in tutte le proiezioni della giornata, <strong>Non essere cattivo è il capolavoro di Caligari, il racconto di una straordinaria storia di amicizia, di riscatto</strong>, di redenzione, di vita, ambientato ad Ostia negli anni ’90, con una colonna sonora “revival” che tocca il suo apice nella scena, già di culto, in cui i protagonisti ballano<strong> Be my lover,</strong> indimenticabile titolo della musica commerciale di quel decennio. A fine proiezione ufficiale, <strong>il produttore Valerio Mastandrea e i protagonisti Luca Marinelli e Alessandro Borghi </strong>non hanno potuto trattenere le lacrime davanti alla standing ovation riservatagli dal pubblico, letteralmente impazzito. Il cast del film ha poi proseguito i festeggiamenti al party organizzato in uno dei locali del lungomare del Lido, dove erano presenti anche molti nomi importanti del panorama cinematografico italiano ed internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Venendo agli eventi collaterali di giornata, da segnalare la presentazione del cortometraggio<strong> Ancora un’altra storia di Gabriele Pignotta.</strong> Il corto fa parte di una campagna sociale importante, portata avanti dall’associazione <strong>Doppia Difesa di Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno.</strong> La star della televisione e l’avvocato, dopo essersi occupate con successo negli anni passati di stalking e di violenza sulle donne, questa volta affrontano un altro tema delicato come l’alienazione parentale. <strong>La Hunziker e la Bongiorno, accompagnate da alcuni nomi del cast del cortometraggio, tra cui Chiara Francini, Andrea Osvart, Rolando Ravello e Vinicio Marchioni</strong>, hanno incontrato il pubblico iniziando così, dal festival di Venezia, a sensibilizzare tutti sull’argomento. Simpatica e solare come sempre, Michelle Hunziker, nonostante la tematica delicata, non ha messo da parte la sua verve ironica, dimostrandosi più in forma che mai.</p>
<p><em>Di Antonio Valerio Spera per DailyMood.it</em></p>
<p><em>Photo Credit: Federica De Masi per DailyMood.it</em></p>
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		<title>Tilda Swinton: “Muta in A Bigger Splash? Ero stanca, volevo una pausa”</title>
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				<pubDate>Sun, 06 Sep 2015 19:12:08 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>Il secondo film italiano presentato in concorso a Venezia 72 è A Bigger Splash di Luca Guadagnino. Accolto con fischi e qualche applauso alla proiezione per la stampa, il film è stato presentato in conferenza dal regista e dai suoi fantastici interpreti: Tilda Swinton, Ralph Fiennes, Dakota Johnson e Matthias Schoenaerts. Assente all’incontro con i [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3579" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/logogc.png" alt="logogc" width="190" height="109" />Il secondo film italiano presentato in concorso a <strong>Venezia 72 è A Bigger Splash di Luca Guadagnino.</strong> Accolto con fischi e qualche applauso alla proiezione per la stampa, il film è stato presentato in conferenza dal regista e dai suoi fantastici interpreti: <strong>Tilda Swinton, Ralph Fiennes, Dakota Johnson e Matthias Schoenaerts</strong>. Assente all’incontro con i giornalisti, <strong>Corrado Guzzanti</strong>, sul cui ruolo “burlesco”, un po’ caricatura dell’italianità, si è molto discusso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Partiamo proprio da questo. Perché la scelta di inserire questo personaggio, questo maresciallo che sembra ritrarre un’italianità sin troppo stereotipata? Non le è sembrato un po’ ardito inserire delle scene comiche dopo l’immagine dei barconi di migranti?</strong><br />
<strong>Luca Guadagnino:</strong> Mi dispiace ma non sono d’accordo con chi parla di stereotipi o di tonalità troppo buffe. Una delle mie fonti d’ispirazione è il Falstaff di Giuseppe Verdi. E quella non è un’opera buffa?! Nella lirica di Verdi c’è scritto: “Tutto nel mondo è burla”. Io con questo film volevo intraprendere la strada di un genere che non ho mai trattato, la commedia. Il mio obiettivo è che anche la Legge si piegasse alle particolari bufferie dei personaggi. Ho preso un rischio, non c’è dubbio, ma volevo aggiungere qualcosa al mio percorso artistico e l’ho fatto. Su Corrado Guzzanti posso dire che siamo così abituati a vederlo come un comico puro che non ci si rende conto di quante sfumature può dare ad un personaggio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché hai scelto di inserire i migranti?</strong><br />
<strong>Luca Guadagnino</strong>: Volevo delle forze esterne ai quattro personaggi e volevo che loro si ponessero anche delle domande di natura etica in questo luogo di confine.<br />
<strong>Tilda Swinton:</strong> Dovremmo però smetterla di chiamare queste persone ‘migranti’. Sono rifugiati e come tali dobbiamo trattarli.</p>
<div id="attachment_2748" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/24008-Press_Conference_-_A_Bigger_Splash_-_D._Johnson_-____la_Biennale_di_Venezia_-_Foto_ASAC.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-2748" class="size-medium wp-image-2748" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/24008-Press_Conference_-_A_Bigger_Splash_-_D._Johnson_-____la_Biennale_di_Venezia_-_Foto_ASAC-300x200.jpg" alt="A Bigger Splash - La Biennale di Venezia. Foto ASAC" width="300" height="200" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/24008-Press_Conference_-_A_Bigger_Splash_-_D._Johnson_-____la_Biennale_di_Venezia_-_Foto_ASAC-300x200.jpg 300w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/24008-Press_Conference_-_A_Bigger_Splash_-_D._Johnson_-____la_Biennale_di_Venezia_-_Foto_ASAC.jpg 901w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-2748" class="wp-caption-text">A Bigger Splash &#8211; La Biennale di Venezia. Foto ASAC</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pantelleria è la cornice scenografica della storia, ma è anche essa stessa una protagonista del film. Perché hai deciso di girare lì il tuo film?</strong><br />
<strong>Luca Guadagnino</strong>: Non ho scelto Pantelleria perché sono siciliano. E’ stata più che altro una scelta d’istinto. Quando ho iniziato a pensare alla sceneggiatura, ispirata al film La piscina di Deray, mi sono accorto che era una storia che trattava principalmente le politiche del desiderio di quattro personaggi di oggi. E volevo una un’ambientazione che fosse una quinta protagonista, una location particolare, dove i sentimenti dei protagonisti potessero esplodere. Pantelleria è stata la scelta più giusta, con la sua bellezza, il suo fascino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una domanda per gli attori: che esperienza stata lavorare a questo film e come avete lavorato sui vostri personaggi?</strong><br />
Tilda Swinton: Intepreto una star del rock che si è appena operata alle corde vocali, ed è stata mia l’idea di rendere senza voce il mio personaggio. La ragione è semplice: mi trovavo in un momento in cui non avevo molta voglia di esprimermi, sentivo il bisogno di una pausa, ero stanca. Quando poi mi è arrivata l’occasione di questo film con Luca, ho deciso che avrei fatto parte del progetto. Non era però semplice conciliare questi miei due desideri, ma poi ho pensato che la soluzione giusta fosse stare in silenzio nel film. Inizialmente sembrava un’idea un po’ bizzarra, ma poi ha funzionato. D’altronde, nel film tutti i personaggi, pur parlando, hanno difficoltà a comunicare tra loro.<br />
<strong>Dakota Johnson:</strong> Non mi aspettavo di vivere un’esperienza così. Io non sono entrata subito nel progetto e prima delle riprese ho avuto davvero poco tempo. Ma con Luca è andata benissimo, con lui parlavo molto durante le riprese. Il mio personaggio è una ragazza molto intelligente, che vive una fase in cui sta ancora scoprendo la sua sessualità e si ritrova in mezzo ad adulti che tratta come suoi pari.<br />
<strong>Matthias Schoenaerts:</strong> Il mio personaggio è il più tormentato dei quattro, ha tentato il suicidio da poco. E’ stato stimolante interpretarlo, perché è un personaggio che cerca un nuovo significato per la sua vita.</p>
<div id="attachment_2746" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/23974-Photocall_-_A_Bigger_Splash_-_Film_delegation_-____la_Biennale_di_Venezia_-_Foto_ASAC__2_.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-2746" class="size-medium wp-image-2746" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/23974-Photocall_-_A_Bigger_Splash_-_Film_delegation_-____la_Biennale_di_Venezia_-_Foto_ASAC__2_-300x200.jpg" alt="A Bigger Splash - La Biennale di Venezia. Foto ASAC" width="300" height="200" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/23974-Photocall_-_A_Bigger_Splash_-_Film_delegation_-____la_Biennale_di_Venezia_-_Foto_ASAC__2_-300x200.jpg 300w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/23974-Photocall_-_A_Bigger_Splash_-_Film_delegation_-____la_Biennale_di_Venezia_-_Foto_ASAC__2_.jpg 901w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-2746" class="wp-caption-text">A Bigger Splash &#8211; La Biennale di Venezia. Foto ASAC</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ralph Fiennes, lei è protagonista di una scena in cui balla in modo sfrenato…</strong><br />
Ralph Fiennes: Abbiamo girato quella scena per un giorno intero. Nessun regista prima d’ora mi aveva chiesto di ballare in questo modo in un film. Quando Luca me l’ha chiesto, cosa potevo rispondere? L’ho ringraziato ed ho accettato. E’ stato molto bello. Già da diversi giorni prima delle riprese di questa scena, mi sono messo a ballare da solo in continuazione sentendo la canzone.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Di Antonio Valerio Spera per Dailymood.it</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>A Bigger Splash © la Biennale di Venezia &#8211; Foto ASAC</em></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Day 4: Da Juliette Binoche a Kristen Stewart</title>
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				<pubDate>Sun, 06 Sep 2015 09:24:22 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3579" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/logogc.png" alt="logogc" width="190" height="109" />Un sabato di pioggia, ma ricchissimo di star ed emozioni quello ci ha regalato la <strong>Mostra di Venezia</strong>. E’ stato infatti il giorno di <strong>Kristen Stewart, di Berenice Bejo, dei premi Oscar Eddie Redmayne e Juliette Binoche</strong>, e del primo film italiano in concorso, <strong>L’attesa</strong>, che vede protagonista l’attrice transalpina.</p>
<p style="text-align: justify;">Partiamo proprio da quest’ultimo, che segna l’esordio nel lungometraggio di <strong>Piero Messina, assistente di Paolo Sorrentino</strong>, e sul quale c’erano molte aspettative. Il film ha diviso nettamente la critica (raccogliendo applausi e fischi nella proiezione per la stampa) e poi ha conquistato il pubblico ricevendo una vera standing ovation in sala Grande. L’attesa racconta di una complicata elaborazione di un lutto, strutturata sul confronto tra due donne, <strong>Juliette Binoche e la fidanzata del figlio che arriva in Sicilia per riappacificarsi con il compagno</strong>. Una vicenda ambientata in una cornice siciliana inedita, scura, nebbiosa, austera, e avvolta in un alone di mistero.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_2624.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2694" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_2624-200x300.jpg" alt="IMG_2624" width="200" height="300" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_2624-200x300.jpg 200w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_2624.jpg 400w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>“Il mistero parte dal corpo dell’attore – ha raccontato in conferenza stampa la Binoche -, con Piero abbiamo lavorato molto su questo. Per lui era il primo film e voleva controllare ogni singolo dettaglio durante le riprese. Per i primi due giorni ho seguito obbediente le sue indicazioni, poi il terzo giorno ho sentito il bisogno di parlarci e ci siamo chiariti. Gli ho chiesto di poter avere delle riprese libere, avevo bisogno di sentirmi autonoma, di trovare io stessa il personaggio dentro di me”</em>. L’attrice francese ha poi concluso: <em>“Il mistero è nato proprio da questo rapporto. Il mistero è un elemento che può nascere dalla complicità tra regista e attore”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">A dividere la stampa è stato anche il futuristico e distopico <strong>Equals</strong> di <strong>Drake Doremus con l’ex Twilight Kristen Stewart</strong>. Un film che richiama i classici del genere (da 1984 a THX) e che si costruisce sul racconto di un’impossibile storia d’amore à la <strong>“Romeo e Giulietta”.</strong> <em>“Shakespeare? Beh, effettivamente è quello che volevo – ha dichiarato Doremus – volevo trasmettere quel genere di passione che sfida il tempo, in una profondità del dramma che non ha tempo”.</em> <em>“Per me il riferimento a Shakespeare è più ideale che letterale – ha precisato la Stewart – perché mettiamo in scena un amore impossibile, quello tra due ragazzi che si amano anche se non dovrebbero. Che mondo sarebbe senza emozioni? Questa è la domanda che ci poniamo nel film. E per me se non c’è emozione non c’è mondo”</em>, ha detto convinta l’attrice.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_2834.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2661" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_2834-200x300.jpg" alt="IMG_2834" width="200" height="300" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_2834-200x300.jpg 200w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_2834.jpg 400w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>Per due film apprezzati solo a metà, eccone un altro che invece ha letteralmente emozionato la <strong>Mostra</strong> incassando solo lunghi applausi. Parliamo di <strong>The Danish Girl</strong> del regista inglese <strong>Tom Hooper</strong>, premio Oscar per <strong>Il discorso del Re</strong>. Il film, ambientato alla fine degli anni <strong>Venti</strong>, racconta la storia di <strong>Lili Elbe</strong>, primo transessuale della storia. Ad interpretarlo uno straordinario <strong>Eddie Redmayne,</strong> che si conferma il più grande talento della sua generazione. A tenergli testa sullo schermo, una bravissima <strong>Alicia Vikander,</strong> intensa, vera, commovente.</p>
<p style="text-align: justify;">Per finire un’ultima curiosità:<strong> Robert Pattinson è tra gli attori del film The Childhood of a Leader, presentato sempre ieri qui alla Mostra.</strong> A presentare la pellicola sono arrivati il regista B<strong>rady Corbet e la protagonista Berenice Bejo</strong>. Di Pattinson neanche l’ombra. Anche questa volta l’attore e <strong>Kristen Stewart</strong> hanno brillantemente evitato un possibile incrocio sul red carpet!</p>
<p><em>Di Antonio Valerio Spera per DailyMood.it</em></p>
<p><em>Photo Credit: Federica De Masi per DailyMood.it</em></p>
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		<title>The Danish Girl, la femminilità (e la bravura) di Eddie Redmayne</title>
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				<pubDate>Sat, 05 Sep 2015 19:53:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Spera Antonio]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>Lili Elbe è la prima transessuale della storia, la prima donna rinchiusa nel corpo di un uomo ad avere il coraggio di sottoporsi all’operazione per il cambio di sesso. The Danish Girl, presentato in concorso a Venezia 72, è la sua storia. Un film commovente, toccante, diretto con la solita eleganza da Tom Hooper ed [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-3579" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/logogc.png" alt="logogc" width="190" height="109" />Lili Elbe</strong> è la prima transessuale della storia, la prima donna rinchiusa nel corpo di un uomo ad avere il coraggio di sottoporsi all’operazione per il cambio di sesso. <strong>The Danish Girl, presentato in concorso a Venezia 72, è la sua storia.</strong> Un film commovente, toccante, diretto con la solita eleganza da <strong>Tom Hooper</strong> ed interpretato superbamente da <strong>Eddie Redmayne e Alicia Vikander.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Einar</strong> è un noto pittore, uno dei paesaggisti più apprezzati d’Europa; <strong>Gerda</strong>, sua moglie, condivide con il marito la stessa passione e lo stesso lavoro ma non riesce a farsi apprezzare fino in fondo. Le manca l’ispirazione, quella vera, in grado di far esplodere talento, originalità ed emozioni attraverso le sue pennellate. Ma un giorno la trova: il giorno in cui la sua modella ritarda all’appuntamento per la posa e costringe il marito ad indossare degli abiti da donna. Ma se <strong>Gerda</strong> trova l’ispirazione, <strong>Einar</strong> (ri)trova la sua identità, nascosta da anni dietro un matrimonio felice. Quel breve gesto, quella veloce vestizione con calze e vestito lungo lo porta a riscoprire la sua vera natura, che già in infanzia si era affacciata ma che poi era rimasta a tacere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_2814.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2658" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_2814-300x200.jpg" alt="IMG_2814" width="300" height="200" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_2814-300x200.jpg 300w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_2814.jpg 900w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Non si può rimanere impassibili davanti a The Danish Girl, una pellicola stratificata, che racchiude in sé diverse anime</strong>. In superficie c’è il racconto di una storia d’amore e di un uomo in confusione identitaria; scavando più a fondo si trova il delicato e mai banale ritratto psicologico di quest’ultimo e di sua moglie, ed infine l’obiettivo vero dell’opera, e cioè quello di suscitare riflessioni, di spingere il pubblico ad andare oltre le impressioni e i luoghi comuni. E’ dunque un film che s’intelaia su un perfetto equilibrio tra racconto, forma e contenuto, una pellicola che sa esprime forza con la leggerezza, che sa lasciare trapelare il dramma dietro un sorriso e che vive di perfette sfumature, le quali non sono altro che le tonalità della vita stessa.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ultimo film di <strong>Tom Hooper</strong> è un urlo di libertà sussurrato, forse con un po’ di retorica, con qualche momento didascalico e qualche mossa un po’ “ruffiana” da parte del regista, ma sorretto su una rara delicatezza di tocco, una narrazione senza cali di ritmo e una messa in scena che sa dosare alla perfezione tutti gli ingredienti. <strong>Hooper</strong>, premio Oscar per <strong>Il discorso del Re,</strong> ci avvicina gradualmente ai personaggi, inizialmente li sfiora con la macchina da presa, li accarezza, e poi ci immerge totalmente in loro, facendoci arrivare concretamente le paure, il coraggio, i sentimenti che animano la loro relazione. La sua intelligenza sta soprattutto nell’affidarsi completamente ai suoi interpreti e nel tirar fuori il meglio dalle loro performance. Da una parte c’è un sublime <strong>Eddie Redmayne</strong>, che riesce a dare un’anima a Einar/Lili anche solo con uno sguardo o un gesto, che non scade mai nel gigionesco e che sa sfuggire con assoluta naturalezza da tutti i rischi di caricatura in cui poteva incombere il personaggio; dall’altra, la vera sorpresa del film, <strong>Alicia Vikander</strong>, che ci offre un saggio di bravura sconcertante. Reggere la scena, spalleggiare un mostro come <strong>Redmayne</strong> – che, tra l’altro, per la natura del suo ruolo poteva tranquillamente “divorare” le figure di contorno – non era affatto facile, ma lei ci riesce alla grande, illuminando ogni scena, trasmettendo con i suoi occhi la bellezza dell’amore.</p>
<p style="text-align: justify;">Voto: ★ ★ ★ ★</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Di Antonio Valerio Spera per DailyMood.it</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>A corredo dell&#8217;articolo foto di Federica De Masi per DailyMood.it &#8211; Red Carpet del cast di The Danish Girl a Venezia 72.</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dailymood.it/2015/09/05/the-danish-girl-eddie-redmayne-recensione/">The Danish Girl, la femminilità (e la bravura) di Eddie Redmayne</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dailymood.it">Daily Mood</a>.</p>
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		<title>Eddie Redmayne: “Interpretare Lili Elbe? Un sogno diventato realtà”</title>
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				<pubDate>Sat, 05 Sep 2015 19:10:38 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3579" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/logogc.png" alt="logogc" width="190" height="109" />Tanti applausi a fine proiezione ed altrettanti all’ingresso del regista e del cast in conferenza stampa. E’ stata questa l’accoglienza riservata al film <strong>The Danish Girl, a Tom Hooper e agli interpreti Eddie Redmayne, Alicia Vikander, Amber Heard e Matthias Schoenarts.</strong> Un film commovente ed emozionante che racconta la vita della prima donna transgender della storia, la danese<strong> Lili Elbe.</strong> Una tematica importante portata sullo schermo con delicatezza e coraggio tanto da <strong>Hooper</strong> quanto dagli attori. Su tutti, straordinari <strong>Redmayne</strong> e la <strong>Vikander</strong>, entrambi in odore di premio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tom Hooper, dal film trapela l’intenzione di raccontare l’emergere di un’identità presente da sempre nel protagonista piuttosto che mostrare una trasformazione. E’ un’osservazione corretta?</strong><br />
<strong>Tom Hooper:</strong> Sono orgoglioso di aver girato questo film e di poterlo presentare qui a Venezia. Per quanto riguarda l’aspetto dell’identità, è un argomento di cui ho parlato subito con Eddie. Non volevo che interpretasse un personaggio che cerca di diventare donna, ma una persona che è già donna. Volevamo evitare che imitasse la femminilità. Inizialmente abbiamo anche pensato di scegliere un’attrice trans per il ruolo, ma non abbiamo trovato nessuna che fosse adatta. Io avevo ed ho piena fiducia in Eddie, avevo già lavorato con lui in Les Miserables e credo che il mondo in cui lui utilizza la sua fisicità lo renda perfetto per lui. L’ho spinto a cercare la femminilità che è in lui, ed ovviamente anche la sofferenza e il coraggio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>The Danish Girl è anche il racconto di una persona emarginata dalla società…</strong><br />
<strong>Tom Hooper:</strong> Non direi questo. A mio avviso l’argomento del film è l’amore, e non inteso solo come il sentimento che lega due persone, ma l’amore come compassione, complementarità, comprensione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Eddie, dopo Stephen Hawkins ne La teoria del tutto, questo è un altro ruolo che ti ha portato ad una trasformazione fisica…</strong><br />
<strong>Eddie Redmayne</strong>: Per me è stata una vera fortuna poter incarnare sullo schermo due persone straordinarie: prima Stephen Hawkins e ora Lili Elbe in The Danish Girl. Non mi interessa che siano stati due film che mi hanno costretto ad una trasformazione fisica, questo è un aspetto secondario. Sono due film che raccontano due stupende storie d’amore. Parlo da anni con Tom di questo film, e quando ho letto la sceneggiatura non ci ho pensato due volte: è stata la più bella sceneggiatura che mi sia mai stata offerta. Incarnare Lili sullo schermo è un sogno diventato realtà.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come ti sei preparato al ruolo?</strong><br />
Eddie Redmayne: Ho incontrato molte persone della comunità transgender, persone gentilissime, disponibili, generose, dalle quali ho imparato tanto. Per me ha significato tanto e spero di essere stato all’altezza del ruolo, di esser riuscito a trasmettere l’anima di Lili, il suo coraggio, le sue emozioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alicia, che esperienza è stata la tua?</strong><br />
Alicia Vikander: Ammiro molto Gerda. Non posso che ritenermi fortunata per aver avuto questo ruolo. Il film racconta la straordinarietà dell’amore, l’amore tra due persone, ma anche l’amore per se stessi. Lili e Gerda sono due pionieri di qualcosa che ancora non si è realizzato. Gerda è una donna che ha precorso i tempi, e come tutti i veri artisti ha il dono della preveggenza. Lei vede le cose prima degli altri: vede Lili e la dipinge su tela, prima che lo stesso Einar la possa vedere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Amber, tu invece interpreti un ruolo di contorno. Com’è stato interpretare il personaggio di Ulla?</strong><br />
Amber Heard: E’ stato un dono. Quello di Ulla è un piccolo ruolo, ma bellissimo. E soprattutto mi ha offerto l’opportunità di partecipare ad un film come questo. Un film che parla di una tematica molto importante e delicata. Sono orgogliosa di averne fatto parte.</p>
<p><em>Di Antonio Valerio Spera per DailyMood.it</em></p>
<p><em>Photo Credit: © la Biennale di Venezia &#8211; Foto ASAC</em></p>
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		<title>“Il mio gangster poetico ed umano”. Johnny Depp incanta la Mostra con Black Mass</title>
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				<pubDate>Fri, 04 Sep 2015 19:55:02 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3579" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/logogc.png" alt="logogc" width="190" height="109" />Giacca verde, pantalone beige, look casual e solito immenso fascino. <strong>Johnny Depp</strong> ha incontrato la stampa nella conferenza più affollata di questi primi giorni di festival. Il divo americano ha parlato del suo ruolo in <strong>Black Mass</strong>, dove interpreta, dietro ad un trucco che lo rende quasi irriconoscibile, il <strong>celebre gangster James “Whitey” Bulger</strong>, uno dei più importanti boss malavitosi della storia americana. Simpatico, disponibile, visibilmente felice di essere al <strong>Lido, Depp</strong> era accompagnato dal regista del film <strong>Scott Cooper</strong>, dalla bella <strong>Dakota “50 sfumature” Johnson e da Joel Edgerton</strong>. Non è venuto al festival l’altro protagonista della pellicola <strong>Benedict Cumberbatch</strong>, ma la sua assenza non si è sentita: ovviamente gli occhi erano puntati soprattutto su <strong>Depp</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mr. Depp, che ne pensa dei fan che la stanno aspettando sul red carpet da ieri sera?</strong><br />
<strong>Johnny Depp:</strong> Non mi piace definirli fan, semmai si tratta di persone devote che attendono lì per ore solo per salutarmi o darmi il benvenuto in Italia. Più che fan, sono persone che amano andare al cinema e ci mettono il cuore. Sono i nostri “capi”, perché sono loro che spendono i soldi per andare in sala. Non posso che ringraziarli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Scott Cooper, com’è stato dirigere Johnny Depp?</strong><br />
<strong>Scott Cooper:</strong> Lo conosco da diversi anni. E’ uno degli uomini con più anima che io conosca, ed in più è molto gentile e disponibile. Vederlo trasformarsi un uomo malvagio come Bulger è stato impressionante. a differenza di tanti colleghi, come attore si assume la responsabilità di correre dei rischi. Non tutti lo fanno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_2303.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2584" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_2303-200x300.jpg" alt="IMG_2303" width="200" height="300" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_2303-200x300.jpg 200w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_2303.jpg 400w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>Johnny Depp, sullo schermo appare quasi irriconoscibile. Nei film la vediamo sempre trasformarsi, è un aspetto che ama del suo lavoro?</strong><br />
<strong>Johnny Depp:</strong> Recitare significa anche trasformarsi ed entrare nei panni di qualcun altro. Quando ero all’inizio della mia carriera, mi volevano solo con il bel ragazzo da poster, ma per me questo lavoro è altro. Io amo attori che sanno trasformarsi, come Marlon Brando, John Barrymore, Lon Chaney, Tim Curry. Mi piacciono le sfide, è importante mettersi alla prova in ogni film. Non voglio annoiare il pubblico, voglio sempre offrirgli delle sorprese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bulger non è l’unico gangster da lei interpretato sullo schermo, in Nemico pubblico, ad esempio, era Dillinger. Si sente a suo agio con questi personaggi?</strong><br />
<strong>Johnny Depp:</strong> Con il mio lato malvagio ho fatto pace tanto tempo fa. Io ho cercato di dare umanità a Bulger, perché anche i peggiori criminali hanno un lato umano. Dillinger e Bulger sono completamente diversi. In fondo Dillinger era una specie di Robin Hood, mentre Bulger è un personaggio più complesso, anche perché non avevamo molto materiale su cui basarci. Siamo riusciti a vedere solo qualche video dell’FBI e sentire alcune registrazioni, ma niente di più.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E’ stato difficile portare sullo schermo questa storia? E come avete lavorate nel ritrarre questi personaggi reali?</strong><br />
<strong>Scott Cooper:</strong> Non è stato semplice, perché è una storia vera molto complicata. Dovevamo mettere in scena la situazione di Boston degli anni Settanta, dove i criminali non erano molto distanti da chi doveva far rispettare la legge.<br />
<strong>Joel Edgerton:</strong> Io interpreto il poliziotto corrotto John Connolly, e non è stato facile dare verità a questo personaggio così come a tutta la storia, perché quando si va nella zona sud di Boston ognuno offre una versione diversa dei fatti. Ottenere la verità assoluta è davvero difficile. A volte è ingenuo pensare che si possa raccontare tutta la verità su un personaggio reale, bisogna trovare la strada giusta e anche allontanarsi un po’ dai fatti.<br />
<strong>Dakota Johnson:</strong> Per me è la prima volta che interpreto un personaggio reale, ed è un processo diverso rispetto a creare un personaggio dal nulla. Credo che sia importante prendere dalla realtà e poi trovare una propria interpretazione della stessa.<br />
<strong>Johnny Depp:</strong> Avevo richiesto di incontrare Bulger ma lui ha rifiutato. Sul set, quando giravamo, è venuto comunque un suo amico. Mi è stato di grande aiuto e mi ha dato diversi suggerimenti, indicandomi anche le cose non dovevo dire. E’ un personaggio complesso, c’è una certa poesia nelle sue azioni. Molti dicono ancora che ha fatto molto per la gente, e per questo lo amano.</p>
<p><em>Di Antonio Valerio Spera per DailyMood.it</em></p>
<p><em>Foto di Federica De Masi per DailyMood.it</em></p>
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		<title>Una carica di armonia, per amor vostro. Indovina la star dell&#8217;armonia!</title>
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				<pubDate>Fri, 04 Sep 2015 14:16:55 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3579" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/logogc.png" alt="logogc" width="190" height="109" />Sono <strong>21</strong> i film in concorso per il <strong>Leone d’Oro della Mostra del Cinema di Venezia 2015</strong>. I giochi sono partiti il 2 settembre e si chiudono il 12: vincerà uno dei 4 titoli italiani in gara? Già dalle prime proiezioni, sembra che questo sarà un Festival molto cinefilo, anche elitario, almeno nel concorso principale. E questo fa ben sperare. Un Festival che celebra lo spumeggiante glamour sul red carpet, grazie all’arrivo dei tanti divi del cinema che hanno iniziato a popolare i sogni dei fan, sullo schermo e fuori. Un Festival equilibrato nella giusta fusione di vitalità culturale e frenetica mondanità. <strong>E’ un’armonica meraviglia quella che accende Venezia in questi giorni.</strong> Una poetica intensa, sussurrata e sofisticata aleggia sulla Laguna. Non esiste una definizione univoca di bellezza, che sia quella di una donna, di una terra, di una pellicola: bello è qualcosa che attrae, che colpisce, che spinge a soffermare lo sguardo senza reprimere un senso di stupore, addirittura di estasi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il mondo della moda, del design e del cinema riscopre solo adesso il concetto di unicità.</strong> Dopo più di duemila anni di dominio del Canone di Policleto, legato agli avvenenti canoni dell&#8217;arte greca classica, il paradigma estetico accoglie il &#8220;diverso&#8221;, proponendo anche bellezze lontane dagli stereotipi tradizionali. Il viso di una donna, come il profilo di una città, è fatto di diametri. È l’alternarsi di concavi e convessi che tratteggia un soggetto bello. La sintonia delle forme. La grazia delle proporzioni. In equilibrio tra originalità e magnetismo. La bellezza è l’espressione naturale di benessere, salute, armonia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un imperativo che guida la creazione dei prodotti Gold Collagen.</strong> <strong>Pure Gold Collagen</strong>, questo incredibile drink anti-age agisce dall&#8217;interno, grazie a una miscela unica di principi attivi e alla perfetta combinazione di collagene idrolizzato, vitamine e sali minerali, aiutando ad aumentare l’idratazione e lo splendore della pelle. Con oltre 10 milioni di bottigliette vendute in tutto il mondo è già un best-seller. E di Best star, invece, parliamo adesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi eleggiamo la diva che meglio delle altre incarna il concetto di armonia, dando un nuovo appeal alla canonica identità della <strong>Venere</strong> botticelliana. Abbiamo scelto una ninfa mediterranea capace di conquistare il mondo cinematografico internazionale grazie alla sua innata semplicità. E alla sua voce roca, a quel corpo sinuoso e a quello sguardo in cui brillano due occhi stupendi che sembrano riflettere il colore del mare greco che le scorre per metà nel sangue. Scoperta da <strong>Lina Wertmüller,</strong> questa attrice racchiude nel suo carisma una sublime armonia di sapori, profumi, consistenze e colori.</p>
<p style="text-align: justify;">Nomade culturale, sempre pronta a partire per destinazioni insolite, è una delle donne italiane che rendono onore al nostro Paese nel mondo. Interprete, regista e produttrice, personalità intensa e, in senso artistico disturbante, torna a Venezia accompagnata dal suo inseparabile <strong>toy boy con un film che ritrae la sua Napoli d’origine, caricata di sfumature inedite</strong>. Ma noi vogliamo ricordarla con un fermo immagine di quando, sulla sua calda pancia, <strong>Charlie Sheen</strong> frigge uova e bacon, nella mitica scena sessuale dello spassoso <strong>Hot Shots!</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>di Valeria Ventrella per DailyMood.it</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Di chi stiamo parlando? Chi è la star dell&#8217;ARMONIA di Venezia 72?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Scriveteci la vostra risposta nei commenti! Il primo che risponde correttamente, indovinando la star dell&#8217;ARMONIA per DailyMood, riceverà una confezione in regalo di Pure Gold Collagen (trattamento 10 giorni).  Volete saperne di più su Pure Gold Collagen? <a href="http://www.gold-collagen.com/it/prodotti/pure-gold-collagen" target="_blank">http://www.gold-collagen.com/it/prodotti/pure-gold-collagen</a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il nome sarà annunciato Lunedì 7 Settembre 2015!</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="text-decoration: underline;">EDIT 7 SETTEMBRE 2015: LA STAR DELL&#8217;ARMONIA PER DAILYMOOD A VENEZIA 72 E’… VALERIA GOLINO</span>!<br />
</strong></p>
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		<title>Spotlight, la storia vera di un “giornalismo vero”</title>
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				<pubDate>Fri, 04 Sep 2015 07:51:40 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>Incontro con Mark Ruffalo, Stanley Tucci e Tom McCarthy Michael Keaton e Rachel McAdams hanno dato forfait, ma in compenso Mark Ruffalo e Stanley Tucci non sono mancati. Spotlight, uno dei titoli più attesi di questa edizione della Mostra, ha incantato la stampa con il racconto serrato ed avvolgente dell’inchiesta effettuata dal Boston Globe nel [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Incontro con Mark Ruffalo, Stanley Tucci e Tom McCarthy</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-3579" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/logogc.png" alt="logogc" width="190" height="109" />Michael Keaton e Rachel McAdams</strong> hanno dato forfait, ma in compenso <strong>Mark Ruffalo e Stanley Tucci</strong> non sono mancati. <strong>Spotlight</strong>, uno dei titoli più attesi di questa edizione della Mostra, ha incantato la stampa con il racconto serrato ed avvolgente dell’inchiesta effettuata dal Boston Globe nel 2002 riguardante le molestie su minorenni da parte di membri della Chiesa. Ad accompagnare il film alla sua prima veneziana, oltre ai due attore anche il regista <strong>Thomas McCarthy.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pensate che il film possa suscitare qualche reazione nella Chiesa Cattolica?</strong></p>
<div id="attachment_2418" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/22354-Press_Conference_-_Spotlight_-_M._Ruffalo_-____la_Biennale_di_Venezia_-_Foto_ASAC.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-2418" class="size-medium wp-image-2418" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/22354-Press_Conference_-_Spotlight_-_M._Ruffalo_-____la_Biennale_di_Venezia_-_Foto_ASAC-300x200.jpg" alt="Press Conference - Spotlight - M. Ruffalo - © la Biennale di Venezia - Foto ASAC" width="300" height="200" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/22354-Press_Conference_-_Spotlight_-_M._Ruffalo_-____la_Biennale_di_Venezia_-_Foto_ASAC-300x200.jpg 300w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/22354-Press_Conference_-_Spotlight_-_M._Ruffalo_-____la_Biennale_di_Venezia_-_Foto_ASAC.jpg 901w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-2418" class="wp-caption-text">Press Conference &#8211; Spotlight &#8211; M. Ruffalo &#8211; © la Biennale di Venezia &#8211; Foto ASAC</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Stanley Tucci:</strong> Non lo so, ma sinceramente io ho molto fiducia in Papa Francesco. Penso sia straordinario: se questo fenomeno degli abusi può essere fermato da qualcuno, quel qualcuno può essere solo lui.<br />
<strong>Thomas McCarthy:</strong> Io sono un po’ più pessimista invece. Mi piacerebbe molto che il Papa potesse vedere il film, ma in ogni caso non penso che susciterà reazioni particolari nella Chiesa. Non vedo una soluzione vicina al problema, perché le parole sono una cosa e le azioni un&#8217;altra. Ci tengo comunque a sottolineare che il film non vuole lanciare un attacco alla Chiesa. Spero semplicemente che quest’ultima riesca prima o poi a sanare le ferite che ha provocato, allontanando anche molta gente dalla fede.<br />
<strong>Mark Ruffalo:</strong> Spero che Spotlight possa essere una spinta per il Vaticano per rimediare ai suoi gravi errori e mi auguro che possa aiutare chi ha perso la fede dopo aver subito quanto ha subito. Quando venne fuori questo scandalo, a Boston molte chiese hanno dovuto chiudere per risarcire vittime. E queste ferite non sono facili da rimarginare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una domanda per gli attori: come vi siete preparati per interpretare dei personaggi reali? Li avete conosciuti? Vi siete confrontati con loro?</strong></p>
<div id="attachment_2410" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/22338-Press_Conference_-_Spotlight_-_S._Tucci__T._McCarthy__M._Ruffalo_-____la_Biennale_di_Venezia_-_Foto_ASAC__3_.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-2410" class="size-medium wp-image-2410" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/22338-Press_Conference_-_Spotlight_-_S._Tucci__T._McCarthy__M._Ruffalo_-____la_Biennale_di_Venezia_-_Foto_ASAC__3_-300x200.jpg" alt="Press Conference - Spotlight - S. Tucci, T. McCarthy, M. Ruffalo - © la Biennale di Venezia - Foto ASAC (3)" width="300" height="200" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/22338-Press_Conference_-_Spotlight_-_S._Tucci__T._McCarthy__M._Ruffalo_-____la_Biennale_di_Venezia_-_Foto_ASAC__3_-300x200.jpg 300w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/22338-Press_Conference_-_Spotlight_-_S._Tucci__T._McCarthy__M._Ruffalo_-____la_Biennale_di_Venezia_-_Foto_ASAC__3_.jpg 901w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-2410" class="wp-caption-text">Press Conference &#8211; Spotlight &#8211; S. Tucci, T. McCarthy, M. Ruffalo &#8211; © la Biennale di Venezia &#8211; Foto ASAC (3)</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Stanley Tucci:</strong> Quando interpreti una persona reale, hai l’obbligo di non allontanarti dalla verità. Io però non ho mai incontrato la persona che interpreto. Mi hanno detto che ha un carattere complesso e che era meglio non conoscerla.<br />
<strong>Mark Ruffalo:</strong> Anche io non ho avuto modo di conoscere bene Michael Rezendes, ma quando ho accettato questo ruolo e mentre giravo mi rendevo conto della responsabilità che avevo.<br />
Cosa pensate del giornalismo di oggi? Un’inchiesta come quella raccontata nel film oggi è ancora possibile?<br />
<strong>Thomas McCarthy:</strong> Oggi l’industria del giornalismo è stata decimata, in America così come in molti altri paesi. Credo che Spotlight mostri l’importanza che può avere il giornalismo d’inchiesta e che è fondamentale la resistenza di una stampa libera.<br />
<strong>Mark Ruffalo</strong>: Dopo la guerra in Iraq, il giornalismo ha perso di credibilità. Ma, a mio parere, la stampa on line può garantire ancora una buona e libera informazione. Le informazioni con il web si sono liberate dalla stampa centralizzata. Per questo credo che oggi i giornalisti siano sono più liberi rispetto al passato di portare avanti un’inchiesta. Sono i lettori a finanziare le testate on line, non gli editori.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline; color: #e62075;"><strong><a style="color: #e62075; text-decoration: underline;" href="http://www.dailymood.it/2015/09/04/mark-ruffalo-radha-mitchell-venezia-2015/" target="_blank">Leggi anche il reportage del Day 2 a Venezia 72!</a></strong></span></p>
<p><em>Di Antonio Valerio Spera per DailyMood.it</em></p>
<p><em>Photo Credit: © la Biennale di Venezia &#8211; Foto ASAC</em></p>
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		<title>Jake Gyllenhaal: da Donnie Darko alla scalata sull’ Everest di Kormákur</title>
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				<pubDate>Thu, 03 Sep 2015 12:45:41 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3579" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/logogc.png" alt="logogc" width="190" height="109" />Le sue origini losangeline non gli impediscono di essere un tifoso dei <strong>Boston Red Sox</strong>, il suo libro preferito è <strong>“Il buio oltre la siepe”</strong>, ha due cani,<strong> Atticus e Boo</strong>, che si chiamano proprio come i protagonisti del romanzo. Il suo padrino? <strong>Paul Newman,</strong> che gli diede le prime lezioni di guida, mentre il papà di <strong>Uma Thurman</strong> gli faceva da professore <strong>alla Columbia University.</strong></p>
<div id="attachment_2328" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/JakeGyllenhaalVenezia2015_2.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-2328" class="size-medium wp-image-2328" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/JakeGyllenhaalVenezia2015_2-300x200.jpg" alt="Jake Gyllenhaal - Venezia 2015" width="300" height="200" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/JakeGyllenhaalVenezia2015_2-300x200.jpg 300w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/JakeGyllenhaalVenezia2015_2.jpg 900w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-2328" class="wp-caption-text">Jake Gyllenhaal &#8211; Venezia 2015</p></div>
<p style="text-align: justify;">Padre regista e madre sceneggiatrice, <strong>Jake Gyllenhaal, 35 anni il prossimo 19 dicembre</strong>, nel cinema ci è praticamente cresciuto – anche sua sorella <strong>Maggie</strong> è attrice – ed ora si gode la marcia trionfale che con ogni probabilità lo porterà a conquistarsi una statuetta ai prossimi Oscar. Partendo proprio da <strong>Venezia 72</strong>: è lui infatti, barba foltissima e capello ingellato, ad inaugurare la bagarre lidense di star e fan urlanti sfilando sul red carpet inaugurale del festival insieme al resto del cast (<strong>Josh Brolin, Emily Watson e Jason Clarke</strong> ) del film di apertura, <strong>Everest di Baltasar Kormákur.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Solo uno dei tre titoli che quest’anno lo hanno visto passare da <strong>Locarno</strong> &#8211; nei panni del <strong>boxeur di “Southpaw”</strong> che forse lo riscatterà dall’<strong>Oscar</strong> mancato dello scorso anno per il suo reporter allucinato di “<strong>Nightcrawler</strong>” snobbato dall’Academy &#8211; a Toronto, dove pure sarà protagonista con “<strong>Demolition</strong>” l’ultimo film di Jean Marc Vallee.</p>
<p style="text-align: justify;">Incline a personaggi borderline e schizofrenici da sempre, in molti lo ricorderanno per il ruolo che lo rese noto al grande pubblico: l’oscuro adolescente di <strong>“Donnie Darko” diretto da Richard Kelly</strong> nel 2001. Il New York Times definì la sua performance <em>“particolarmente inquietante, è probabilmente lontano solamente un paio di grandi ruoli dal diventare una star”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/heath-ledger-jake-gyllenhaal.jpg"><img class=" size-medium wp-image-2401 alignleft" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/heath-ledger-jake-gyllenhaal-300x297.jpg" alt="heath-ledger-jake-gyllenhaal" width="300" height="297" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/heath-ledger-jake-gyllenhaal-300x297.jpg 300w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/heath-ledger-jake-gyllenhaal-150x150.jpg 150w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/heath-ledger-jake-gyllenhaal-80x80.jpg 80w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/heath-ledger-jake-gyllenhaal.jpg 454w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>È nota a tutti l’amicizia che lo legò a <strong>Heath Ledger</strong>, conosciuto ai provini di <strong>“Moulin Rouge!”</strong> e con cui avrebbe diviso la consacrazione del successo nel 2005 grazie a <strong>“Brokeback Mountain”</strong>; un legame che lo portò a diventare il padrino di <strong>Matilda, figlia di Ledger e Michelle Williams. </strong>Ma non tutti sanno forse che fu a un passo dall’essere il volto di <strong>Spider-Man</strong> nel secondo capitolo della saga diretta da <strong>Sam Raimi:</strong> era stato infatti chiamato a sostituire <strong>Tobey Maguire</strong>, rimasto coinvolto in un piccolo incidente sul set di <strong>“Seabiscuit &#8211; Un mito senza tempo”.</strong> I tempi di recupero di Maguire però furono tali da strappargli il ruolo proprio mentre <strong>Gyllenhaal</strong> lo stava preparando. Un’occasione persa come quella di essere il protagonista di<strong> “Batman Begins” nel 2005</strong>, prima che venisse scelto <strong>Christian Bale</strong>; nel 2009 invece sarebbe toccato a un misconosciuto <strong>Sam Worthington</strong> soffiargli il personaggio di<strong> Jake Sully in “Avatar”. </strong>Ruoli mancati che certo non gli hanno impedito di diventare l’attore che è oggi, impegnato anche fuori dai set: il suo attivismo per la difesa di ambiente e diritti umani o per la promozione della cultura non è un mistero. Basta ricordare che in occasione della <strong>78° Notte degli Oscar si presentò al Kodak Theater di Los Angeles</strong> su una macchina che produce l&#8217;80% in meno di emissioni inquinanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Tribolate invece le sue vicende sentimentali che nel corso degli anni lo hanno visto legato prima a <strong>Kirsten Dunst</strong> poi a <strong>Reese Witherspoon</strong> che nel 2008 rifiuta la sua proposta di matrimonio, mentre negli ultimi anni il gossip gli ha attribuito le relazioni con <strong>Taylor Swift e la top model Alyssa Miller.</strong> Una vita divisa tra ruoli da outsider e una notorietà, che però non scalfisce una innata vocazione a rimanere con i piedi per terra: <em>&#8220;Essere una star non dura. E&#8217; una totale illusione. </em>– ha dichiarato in qualche occasione– <em>Per me scoprire la vita è la cosa più importante”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Elisabetta Bartucca per DailyMood.it</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Foto di Federica de Masi per DailyMood.it</strong></p>
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		<title>Johnny Depp testimonial della nuova fragranza maschile Sauvage di Dior</title>
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				<pubDate>Thu, 03 Sep 2015 10:23:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mariani Emma]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>Sarà uno dei protagonisti della 72. Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, dove presenterà fuori concorso l&#8217;attesissimo Black Mass, un film Warner Bros. Pictures diretto da Scott Cooper (Crazy Heart, Il fuoco della vendetta). Depp interpreta il celebre gangster James &#8220;Whitey&#8221; Bulger, afficancato da Joel Edgerton, Benedict Cumberbatch, Rory Cochrane, Jesse Plemons, Dakota Johnson, Peter [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sarà uno dei <span style="color: #e62075;"><a style="color: #e62075;" href="http://www.dailymood.it/2015/09/03/day-1-venezia-72-cerimonia-apertura/" target="_blank">protagonisti della <strong>72. Mostra Internazionale del Cinema di Venezia</strong></a></span>, dove presenterà fuori concorso l&#8217;attesissimo <strong>Black Mass, un film Warner Bros. Pictures</strong> diretto da <strong>Scott Cooper (Crazy Heart, Il fuoco della vendetta).</strong> Depp interpreta il celebre gangster <strong>James &#8220;Whitey&#8221; Bulger</strong>, afficancato da <strong>Joel Edgerton, Benedict Cumberbatch, Rory Cochrane, Jesse Plemons, Dakota Johnson, Peter Sarsgaard e Kevin Bacon</strong>. Il film è ambientato nella Boston del <strong>1970</strong>, l&#8217;agente dell&#8217;<strong>FBI John Connolly (Edgerton)</strong> persuade il<strong> gangster irlandese James &#8220;Whitey&#8221; Bulger (Depp)</strong> a collaborare con l&#8217;FBI per eliminare un nemico in comune: la mafia italiana. Il dramma racconta la vera storia di questa alleanza che permise a &#8220;Whitey&#8221; di eludere l&#8217;applicazione della legge, consolidare il potere, e diventare uno dei gangster più spietati e potenti nella storia Boston. Dopo la presentazione a Venezia l&#8217;uscita nelle sale italiane è prevista il 1° ottobre.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul grande schermo lo vedremo stempiato e invecchiato, nulla a che vedere con un’altra versione di Johnny Depp che vedremo, a partire dal 2 settembre. <strong>Si, perché Depp è stato scelto dalla prestigiosa Maison Dior per prestare il volto al Profumo Sauvage. Sauvage</strong>, un nome estremamente evocativo, intriso di storia della Maison, ma allo stesso tempo essenziale, unica, come il protagonista della sua campagna.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una notte a Los Angeles.</strong> Accordi di chitarra elettrica risuonano come grida, nella colonna sonora originale firmata <strong>Ry Cooder</strong>, musicista dei<strong> Rolling Stones</strong> e produttore del leggendario album <strong>Buena Vista Social Club.</strong> Alla chitarra: <strong>Johnny Depp</strong>, lo sguardo nascosto da occhiali scuri, le mani coperte di anelli e gioielli portafortuna da cui non si separa mai. È il <strong>Johnny Depp</strong> che conosciamo, con il suo stile così originale, la sua aura misteriosa e rock’n roll. Perché la campagna, realizzata da <strong>Jean-Baptiste Mondino</strong>, è stata creata d&#8217;accordo con lui, come un&#8217;autobiografia. In questa notte rischiarata dalle luci della città, <strong>Depp</strong> si esprime con energia, quasi con furia. Un furioso desiderio di ritrovare l&#8217;aspra verità dei grandi spazi. In risposta a questo richiamo della strada, <strong>Johnny Depp</strong> parte in direzione del grande <strong>West</strong>. Là dove la natura si riappropria dei suoi diritti. Un coyote sulla cappotta dell&#8217;auto, un rapace in volo, un bisonte che passa… Tutti segni che invitano a tornare all&#8217;essenziale, a togliersi la maschera. Giunto in mezzo al deserto, Johnny sotterra i suoi gioielli portafortuna, si libera del superfluo, in una sorta di rituale mistico. Nella scena finale, al tramonto, <strong>Johnny Depp</strong> rivela il suo vero volto, quello di un uomo dalla virilità decisa, ma che sa vivere le proprie emozioni. Nobile e autentico. Selvaggio, ma Dior.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>di Emma Mariani per DailyMood.it</em></p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Segui Johnny Depp dietro le quinte della nuova campagna Sauvage, nel pieno del deserto del Joshua Tree, in California.<br />
<span style="color: #e62075; text-decoration: underline;"><a style="color: #e62075; text-decoration: underline;" href="http://www.dailymood.it/gallery/johnny-depp-sauvage-dior-gallery/" target="_blank">GUARDA LA NOSTRA PHOTOGALLERY</a></span></strong></span></p>
<p><center><iframe src="https://www.youtube.com/embed/videoseries?list=PLzPXOOq1r2gHI1N-x9u0Lcri4VKRkw3ii" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></center></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Day 1: Al via Venezia 72, apertura “vertiginosa” con il 3D di Everest</title>
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				<pubDate>Thu, 03 Sep 2015 09:29:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Spera Antonio]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>E’ arrivato persino il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla serata inaugurale della 72° Mostra del Cinema di Venezia. Un’apertura – oseremo dire – vertiginosa e in grande stile garantita dal blockbuster Everest dell’islandese Baltasar Kormàkur, con un nutrito gruppo di star giunto al Lido per accompagnare la presentazione della pellicola. La stampa non sembra [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3579" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/logogc.png" alt="logogc" width="190" height="109" />E’ arrivato persino il <strong>Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla serata inaugurale della 72° Mostra del Cinema di Venezia.</strong> Un’apertura – oseremo dire – vertiginosa e in grande stile garantita dal blockbuster <a href="http://www.dailymood.it/2015/09/02/everest-jake-gyllenhaal/" target="_blank"><span style="color: #e62075;"><strong>Everest</strong> dell’islandese <strong>Baltasar Kormàkur</strong></span>,</a> con un nutrito gruppo di star giunto al Lido per accompagnare la presentazione della pellicola. La stampa non sembra aver apprezzato fino in fondo, accogliendo con un “gelido” silenzio la proiezione della mattina, ma – come ben si sa – al pubblico del giudizio della critica importa ben poco. Ed ecco quindi centinaia di ragazzi accampati davanti al red carpet sin dall’alba per riuscire a veder sfilare i protagonisti della pellicola. <strong>Robin Wright. Kiera Knightley e Sam Worthington non hanno raggiunto il Lido</strong>, ma per tre star assenti, altre cinque erano in prima linea: <strong>Josh Brolin, Jake Gyllenhaal, Jason Clarke, Emily Watson e John Hawkes</strong> sono stati accolti da un entusiasmo straripante sul tappeto rosso.</p>
<div id="attachment_2358" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/Elizabeth-Banks-e-Diane-Kruger-2.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-2358" class="size-medium wp-image-2358" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/Elizabeth-Banks-e-Diane-Kruger-2-300x200.jpg" alt="Elizabeth Banks e Diane Kruger - Venezia 72" width="300" height="200" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/Elizabeth-Banks-e-Diane-Kruger-2-300x200.jpg 300w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/Elizabeth-Banks-e-Diane-Kruger-2.jpg 900w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-2358" class="wp-caption-text">Elizabeth Banks e Diane Kruger &#8211; Venezia 72</p></div>
<p style="text-align: justify;">Tratto da un’incredibile storia vera, quella della complicata <strong>spedizione del 1996 sulla vetta più alta del mondo</strong>, il film è reso spettacolare anche da un <strong>eccellente 3D</strong> che avvolge lo spettatore nel bianco della cornice innevata. Presenti in sala alla proiezione ufficiale e alla precedente cerimonia d’apertura, mezzo cinema italiano (da <strong>Domenico Procacci a Giampaolo Letta</strong>), ovviamente il direttore artistico della <strong>Mostra Alberto Barbera</strong>, la splendida <span style="color: #e62075;"><a style="color: #e62075;" href="http://www.dailymood.it/2015/08/30/elisa-sednaoui-madrina-venezia-72/" target="_blank">madrina della manifestazione <strong>Elisa Sednaoui</strong></a></span> e tutti i giurati chiamati a scegliere i vincitori di questa edizione. Tra di loro, a giocarsi lo scettro di più elegante della serata, c’erano <strong>Elizabeth Banks e Diane Kruger, della giuria del concorso di Venezia 72, l’attrice spagnola Paz Vega e la nostra Anita Caprioli, giurate della sezione Orizzonti</strong>; mentre ad attirare di più l’attenzione dei cinefili, sono stati chiaramente i due presidenti di giuria <strong>Jonathan Demme (sempre Orizzonti) e Alfonso Cuaròn,</strong> habituè del Lido, dove negli anni è passato con capolavori come <strong>I figli degli uomini e Gravity</strong> senza mai, però, vincere l’ambito Leone.</p>
<div id="attachment_2352" style="width: 210px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/Diane-Kruger.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-2352" class="size-medium wp-image-2352" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/Diane-Kruger-200x300.jpg" alt="Diane Kruger - Venezia 72" width="200" height="300" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/Diane-Kruger-200x300.jpg 200w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2015/09/Diane-Kruger.jpg 400w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a><p id="caption-attachment-2352" class="wp-caption-text">Diane Kruger &#8211; Venezia 72</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il regista messicano premio <strong>Oscar</strong> ha dichiarato che non ha nessuna aspettativa per i film in concorso: <em>“Non credo che arrivare ad un festival ed attendersi qualcosa in particolare sia un atteggiamento sano. Sono sicuro che vedremo pellicole con diversità di idee e di forma, ma penso che la cosa più importante sia guardare i film con innocenza”.</em> Film, quelli del concorso che, secondo Barbera che li ha selezionati, sono legati da un evidente filo rosso:<em> “la maggior parte di essi presentano l’urgenza di confrontarsi con la realtà. Quasi tutte le pellicole si ispirano a fatti e personaggi reali o trattano tematiche assolutamente contemporanee. E questo non è segno di crisi di creatività – aggiunge il Direttore – ma di un bisogno, di una necessità di riflettere su un mondo di cui abbiamo perso il controllo”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Barbera ha poi concluso annunciando un omaggio al maestro dell’horror <strong>Wes Craven,</strong> da poco scomparso. Sabato prossimo, a mezzanotte, ci sarà infatti una <strong>proiezione gratuita del cult Nightmare – Dal profondo della notte.</strong> Un evento che renderà ancora più speciale questa <strong>72° edizione della Mostra</strong>, ma ovviamente staremo a vedere quali emozioni riuscirà a regalarci. Per ora, buon festival a tutti!</p>
<p><em>Di Antonio Valerio Spera per DailyMood.it</em></p>
<p><em>Photo Credit: Federica De Masi per DailyMood.it</em></p>
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