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Fashion News

Alexander McQueen sostiene Tate Britain The 90s: Art and Fashion

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Alexander McQueen è onorato di sostenere The 90s: Art and Fashion, una mostra di rilievo alla Tate Britain, curata da Edward Enninful OBE, la cui prospettiva unica esamina un’epoca che ha trasformato l’arte, la moda e la cultura contemporanea.

Alexander McQueen, fondato da Lee Alexander McQueen a Londra nel 1992, emerse durante questo decennio determinante per la moda e la cultura britanniche. Dopo essersi formato nella londinese Savile Row e alla Central Saint Martins, McQueen unì la precisione della sartoria e dell’artigianato britannici a una visione creativa sovversiva e senza compromessi. Il suo lavoro sfidò le convenzioni e ebbe una risonanza ben oltre la moda, riflettendo il ricco dialogo tra arte, cultura ed espressione creativa che caratterizzò gli anni Novanta.

Nell’ambito del suo sostegno alla mostra, Alexander McQueen ha concesso in prestito una selezione di look d’archivio provenienti dalle sue fondamentali sfilate degli anni Novanta. Presentati in dialogo con opere d’arte e voci culturali influenti, questi pezzi offrono una rara opportunità di vivere il lavoro degli esordi della maison all’interno del più ampio panorama creativo di un decennio che ha plasmato la storia della moda.

The 90s: Art and Fashion
8 ottobre 2026 – 14 febbraio 2027
Tate Britain, Londra

LOOK IN MOSTRA

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Abito con cappuccio con base in tulle e perline tubolari in vetro rosso distribuite su tutta la superficie.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Armatura in metallo di alluminio, realizzata da Sarah Harmarnee per Alexander McQueen.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1997 ‘It’s a Jungle Out There’
Giacca sartoriale in pelle di vitello con corna di impala.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1999 ‘The Overlook’
Corsetto a spirale in metallo di alluminio, realizzato da Shaun Leane per Alexander McQueen.

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Fashion News

Genny, Too Chic to S-pook: il dark glamour dell’autunno-inverno 2026/27

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C’è un modo molto sofisticato di essere dark. Non ha bisogno di Halloween, di eccessi gotici o di atmosfere dichiaratamente cupe: basta un abito nero, una silhouette costruita alla perfezione e quel tocco di mistero che trasforma la seduzione in qualcosa di irresistibilmente contemporaneo.

È questa la direzione di Genny per l’Autunno-Inverno 2026/27, racchiusa già nel titolo della collezione, “Too Chic to Spook”. Un gioco di parole che racconta perfettamente l’attitudine della maison: prendere l’immaginario dark e renderlo glamour, sofisticato, femminile.

Il nero domina la collezione e diventa una materia da scolpire. Abiti aderenti, corpetti, gonne a sirena, volumi drappeggiati e dettagli costruiti sul corpo disegnano una femminilità intensa, mai urlata. La sensualità passa attraverso la silhouette: spalle importanti, vita segnata, scolli profondi e lunghezze che sfiorano il pavimento.

Ma il nero di Genny non è mai semplicemente nero. Cambia consistenza, riflette la luce, si arricchisce di trasparenze, piume, ricami e lavorazioni tridimensionali. È velluto, pizzo, tessuto tecnico, superficie lucida e materia quasi scultorea.

Accanto agli abiti più spettacolari compaiono capi dalla vocazione più quotidiana, ma sempre con una precisa impronta couture: giacche strutturate, top preziosi, pantaloni morbidi e silhouette minimali vengono attraversati da dettagli teatrali che impediscono al look di diventare prevedibile.

E poi ci sono gli accessori, fondamentali per completare questo universo: décolleté dal gusto rétro, pochette compatte, stampe animalier e gioielli che seguono il corpo come una seconda pelle. Anche qui il lusso non ha bisogno di esagerare. Un dettaglio basta.
La palette si apre occasionalmente a tonalità profonde e sofisticate, con incursioni di verde e superfici preziose, ma è il nero a rimanere il vero protagonista. Un nero sensuale, aristocratico, contemporaneo.

“Too Chic to Spook” gioca dunque con l’estetica gotica senza lasciarsene ingabbiare. Genny prende l’idea della donna misteriosa, della femme fatale, della notte e la porta in una dimensione più elegante e sofisticata.

Perché essere dark, questa stagione, non significa necessariamente fare paura.

Significa farsi ricordare.

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NIŪ | The Turquoise Women | Collezione Primavera-Estate 2027

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Il vento scolpisce la terra. Il mare riflette la luce. Tra questi due elementi prende forma il nuovo viaggio di Niū, che per la Primavera-Estate 2027 approda in Turchia, terra sospesa tra Oriente e Mediterraneo, dove paesaggi, tradizioni e cultura si trasformano in ispirazione creativa.

The Turquoise Women è il nome della nuova collezione: un racconto dedicato a una femminilità libera, autentica e in continuo movimento, ispirato all’universo pittorico dell’artista turca Hülya Özdemir, protagonista anche di una collaborazione esclusiva con Niū. Due sue opere, infatti, diventano stampe applicate a T-shirt della collezione, suggellando l’incontro tra il linguaggio dell’artista e l’immaginario creativo del brand.

Come in ogni viaggio Niū, il punto di partenza non è mai il luogo in sé, ma il dialogo che nasce con la sua cultura, i suoi paesaggi e le sue tradizioni. La Turchia diventa così un universo di suggestioni che il brand osserva, attraversa e reinterpreta con il proprio linguaggio, trasformando la memoria dei luoghi in una collezione che unisce ricerca, libertà e contemporaneità.

Tra la terra scolpita della Cappadocia e la luce cristallina della Costa Turchese prende forma una donna che cambia insieme al paesaggio. A tratti intensa e contemplativa, a tratti luminosa e dinamica, vive il viaggio come scoperta continua e trova nell’incontro tra mondi diversi la propria espressione più autentica.

Questa doppia anima attraversa l’intera collezione. Le silhouette diventano fluide, i volumi morbidi e le costruzioni essenziali dialogano con elementi della tradizione sartoriale turca, reinterpretati attraverso lo sguardo contemporaneo di Niū. Le chiusure asimmetriche dell’abbigliamento tradizionale, le righe dei caftani, il pantalone şalvar e i motivi dell’artigianato tessile si trasformano in dettagli attuali, mantenendo vivo il legame con la cultura che li ha ispirati.

Anche il colore racconta questo viaggio. Le tonalità minerali e terrose della Cappadocia incontrano gli azzurri, i verdi e la luce mediterranea della Costa Turchese in una palette che accompagna il passaggio dalla materia alla leggerezza, dal silenzio della roccia al movimento del mare. Le stampe, ispirate ai simboli botanici e ai motivi della tradizione locale, completano questo racconto con un linguaggio pittorico delicato, fatto di sfumature, trasparenze e texture.

Tra la forza della terra e la leggerezza della luce, The Turquoise Women racconta una donna che trova nel viaggio non una destinazione, ma un modo di guardare il mondo.

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Federica Tosi presenta The Shape of Light SS 27 alla Milano Fashion Week

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Per la Spring Summer 2027, Federica Tosi esplora un’idea di lusso contemporaneo costruita sulla sottrazione.

Un lusso silenzioso, personale, riconoscibile nella qualità delle materie, nella precisione delle proporzioni e nella naturalezza con cui un capo entra nel guardaroba.

Niente è pensato per imporsi, tutto è pensato per restare.
La collezione nasce da un equilibrio tra rigore e fluidità. Il tailoring si rilassa senza perdere struttura; blazer dalle spalle definite incontrano pantaloni ampi, bermuda e denim. Abiti essenziali seguono il corpo senza costringerlo, mentre satin, pizzo e trasparenze introducono una sensualità misurata, mai esibita. È un guardaroba costruito per stratificazioni e contrasti: maschile e femminile, opaco e luminoso, preciso e istintivo.
La luce attraversa la collezione senza diventarne decorazione. Rivela le superfici, modifica la percezione dei volumi, accende il satin e lascia emergere la consistenza delle materie più asciutte.

È nella relazione tra luce, tessuto e corpo che prende forma la silhouette.
La palette parte da una base di neutri naturali e minerali — bianco, burro, sabbia, cuoio e grigio — interrotta da blu profondi, verde e rosso. Il colore non è ornamento, ma un gesto netto all’interno di un guardaroba volutamente essenziale.
La manifattura italiana rimane centrale, ma non viene ostentata. Vive nella costruzione, nella mano dei tessuti, nella precisione dei tagli e nei dettagli. Anche gli elementi più preziosi vengono trattati con naturalezza: il pizzo perde ogni connotazione romantica, il satin diventa quotidiano, il denim entra nel tailoring.
Il risultato è un guardaroba sofisticato ma non costruito, pensato per una donna che sceglie i propri abiti per attitudine, qualità e permanenza, più che per stagione o occasione.
Giorno e sera si sovrappongono. Femminile e maschile convivono. La sensualità nasce dalla sicurezza, non dall’esibizione.

The Shape of Light è un esercizio di essenzialità:
meno dichiarazione, più identità.

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