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Sfumature d’azzurro e brezza oceanica: le spiagge d’Irlanda per fuggire dal caldo. Dai paradisi del surf alle baie più remote, una mappa marina da abitare oltre i soliti itinerari

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Mentre l’Europa continentale sperimenta estati torride e città sature di calore, l’isola d’Irlanda si rivela un rifugio climatico per chi desidera godersi il mare da un inedito punto di vista. I suoi 7.500 chilometri di costa, dove la terra si fonde drammaticamente con l’oceano, offrono l’essenza stessa della “coolcation”: un’alternativa di viaggio e una nuova filosofia di vacanza al fresco, sospesa tra l’adrenalina degli elementi e una profonda, rigenerante quiete.

Dalle ampie distese dorate e accarezzate dal vento lungo la Wild Atlantic Way, fino alle baie protette della costa orientale e ai litorali a ridosso dei centri urbani, l’isola vanta una geografia costiera di rara varietà. A testimonianza di un rigore che sposa la bellezza, ben novantacinque spiagge espongono la Bandiera Blu, lo standard globale per la purezza delle acque e la gestione ambientale. Eppure, al di là dei riconoscimenti ufficiali, la vera eccellenza risiede nel carattere unico, di ogni singola distesa di sabbia: luoghi da vivere intensamente e non solo da fotografare, dove, per esempio, l’oceano diventa un rito sociale collettivo – i punti di riferimento sono i portali ufficiali di Swim Ireland e la community di Me and the Water – attraverso il nuoto di gruppo in acque libere (wild swimming); uno spunto originale per trovare il coraggio di fare qualcosa di “forte” come bagnarsi nell’Atlantico e scoprire il magnifico effetto che fa.

Mappare questa costa significa dunque seguire un itinerario di opposti, dove la maestosità della natura si offre ora all’adrenalina dell’esplorazione, ora alla contemplazione più pura, a partire dai litorali visivamente più iconici dell’isola.

Estetica del paesaggio: le baie più fotogeniche

 All’interno dell’ampio circuito delle spiagge Bandiera Blu si concentrano alcuni dei litorali visivamente più spettacolari dell’intera isola. Nella contea di Cork, l’immensa spiaggia di Inchydoney si distingue come scenario ideale per il surf o per lunghe passeggiate contemplative. Più a est, nella contea di Waterford, parte dell’Ireland’s Ancient East, la linearità di Clonea Beach offre una transizione fluida tra il mare e la Waterford Greenway, una delle infrastrutture ciclabili più eleganti della regione.

Sulla spettacolare Achill Island, nella contea di Mayo, Keel Beach attrae gli amanti degli sport acquatici grazie alla sua esposizione alle correnti. A soli dieci chilometri di distanza, la celebre Keem Bay, immortalata anche dal film “Gli spiriti dell’isola”, si rivela come un perfetto semicerchio di sabbia candida, protetto da scogliere imponenti che precipitano verso il mare, costeggiate da una strada panoramica d’altri tempi. Non è un caso che questo anfiteatro naturale sia stabilmente celebrato nelle classifiche internazionali tra cui le cinquanta migliori spiagge del mondo di Condé Nast Traveller.

 La prossimità urbana: dal centro al mare

 La felice scala geografica dell’Irlanda consente di combinare la dimensione culturale delle sue città con la purezza del paesaggio marino, rendendo un bagno rigenerante o una passeggiata al tramonto il perfetto complemento di un soggiorno urbano.

A breve distanza dalla capitale, nella contea di Dublino, la spiaggia Bandiera Blu Velvet Strand di Portmarnock si snoda per cinque miglia, offrendo una vista nitida sulle montagne di Dublino e sulla penisola di Howth. Con la stessa facilità logistica, Helen’s Bay, in Irlanda del Nord, offre un rifugio costiero a pochi minuti dal dinamismo di Belfast, mentre Silverstrand rappresenta una delle mete marine più eleganti e vicine alla città di Galway.

 I santuari del surf e l’estetica dell’oceano

 Lungo la Wild Atlantic Way, le mareggiate oceaniche hanno plasmato non solo la roccia, ma anche l’identità culturale dei centri costieri, dando vita a una cultura del surf raffinata e vibrante.

L’area di Bundoran, nella contea di Donegal, detiene lo status di capitale irlandese del surf e la sua spiaggia, anch’essa insignita della Bandiera Blu, convive con una cittadina vivace, intimamente legata ai ritmi del mare e ai festival stagionali. Poco più a nord, Rossnowlagh Beach unisce l’eccellenza tecnica per il surf e le attività acquatiche a un’accessibilità che la rende la meta prediletta dagli amanti del trekking costiero. Nella contea di Clare, la celebre baia di Lahinch accoglie surfisti di ogni livello, posizionandosi come elegante preludio visivo alle monumentali Scogliere di Moher.

 Gastronomia costiera e tradizioni equestri

 La costa irlandese non è solo un panorama da osservare o da vivere in acqua, ma un’esperienza culturale integrata che valorizza l’artigianato e la storia locale. Lungo il litorale della contea di Sligo, parte della Wild Atlantic Way, la spiaggia di Strandhill diventa il punto di partenza per scoprire lo Sligo Picnic, un’iniziativa che celebra i piccoli produttori gastronomici della regione: grazie alla rete dello Sligo Food Trail, boutique gastronomiche, hotel storici e sofisticati food truck preparano menu d’asporto confezionati in modo sostenibile. Questi cestini d’autore utilizzano ingredienti freschissimi, offrendo un autentico viaggio nel gusto mentre si esplora l’orizzonte della contea.

Nella contea di Derry, in Irlanda del Nord, l’esperienza si fa ancora più evocativa: la visita alla bellissima Downhill Strand si unisce alla vista del Mussenden Temple, un tempietto settecentesco neoclassico sospeso sul filo della scogliera, nonché luogo iconico de “Il trono di spade”: la consistenza della sabbia permette di praticare l’escursionismo equestre, offrendo una delle immagini più classiche e aristocratiche della tradizione irlandese.

 L’atlante del silenzio: le gemme nascoste

 Per chi cerca l’isolamento e la purezza estetica, il frastagliato e lunghissimo perimetro di costa irlandese custodisce segreti di rara bellezza, lontani dalle rotte del turismo convenzionale. Silver Strand, a Malin Beg (contea di Donegal), è una baia nascosta, un anfiteatro di roccia a cui si accede superando una scenografica scalinata di 174 gradini.

Altre perle della Wild Atlantic Way includono Streedagh Strand, nella contea di Sligo, dove le dune sabbiose proteggono una flora e una fauna intatte, e Dog’s Bay, nella contea di Galway, celebre per la sua spiaggia abbagliante composta interamente da frammenti di conchiglie calcaree frantumate. Sulla costa opposta, la quiete di Ballyquin Beach, nella contea di Waterford, si presta a lunghe camminate solitarie.

Il vero distacco dai ritmi della contemporaneità si percepisce tuttavia a Fair Head, nella contea nordirlandese di Antrim, lungo la Causeway Coastal Route. Dal piccolo parcheggio, un sentiero ripido conduce alla costa rocciosa e alle insenature sabbiose di Murlough Bay, un luogo di straordinario incanto selvaggio dove gli unici compagni di viaggio sono, quasi sempre, foche e uccelli marini.

 Un ritmo che dura tutto l’anno

 Il potere attrattivo di questi luoghi non si esaurisce, tuttavia, con l’estate. La costa irlandese possiede una qualità senza tempo che si esprime in ogni stagione: dalle frizzanti passeggiate invernali ai bagni rigeneranti in acque fredde o in una calda tinozza con benefiche alghe, fino alle grandi onde autunnali e ai picnic estivi mitigati dalla brezza dell’oceano. Tra centinaia di opzioni, esiste sempre una spiaggia capace di rispondere ai desideri e all’immaginario di chiunque si metta in viaggio.

www.irlanda.com

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Festa del cachi Slovenia: proposte per esplorare l’Istria slovena.

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A Strugnano, la “mela d’oro” del Mediterraneo è protagonista dell’autunno: tra fine ottobre e metà novembre è possibile esplorare l’entroterra in Vespa partecipando alla raccolta dei cachi nei frutteti. Dal 13 al 15 novembre 2026 torna la tradizionale Festa dei Cachi. A suggello delle giornate in campagna, i rituali di benessere della costa slovena.

Nell’Istria slovena, ottobre e novembre sono i mesi dei cachi e nel borgo di Strugnano, dove i tramonti autunnali colorano l’orizzonte marino con le stesse calde sfumature dei frutti maturi, la raccolta della “mela d’oro” del Mediterraneo diventa l’occasione per scoprire il territorio attraverso esperienze che intrecciano tradizioni contadine, gastronomia e benessere. Tra queste, gli itinerari in Vespa nell’entroterra, con la possibilità di partecipare alla raccolta direttamente nei frutteti, e la tradizionale Festa dei Cachi, in programma dal 13 al 15 novembre. Da oltre vent’anni, la manifestazione celebra il legame profondo con questa terra sospesa sulla baia, trasformando un’area famosa per le sue saline in un laboratorio a cielo aperto tra mercati agricoli, musica e approfondimenti culturali.

Il microclima che rende i cachi più buoni

 Il cachi di Strugnano deve le sue eccezionali qualità organolettiche a un ecosistema protetto, dove la brezza marina dell’Adriatico incontra le correnti asciutte che scendono dal Carso. Coltivato sui terrazzamenti esposti a sud, il frutto, prevalentemente della varietà Tipo, trae massimo beneficio dall’aria salmastra della baia: questa micro-esposizione salina stimola la pianta a concentrare gli zuccheri naturali all’interno della polpa, esaltandone la sapidità e garantendo una dolcezza ricca, rotonda e priva di note aspre. Al contempo, la salinità spinge l’albero a ispessire spontaneamente la buccia come difesa biologica, uno scudo naturale contro i parassiti.

A piena maturazione, il risultato è una polpa setosa e voluttuosa, perfetta anche per preparare dolci e mousse. Dal punto di vista nutrizionale, il cachi è un prezioso alleato per la stagione fredda: è ricco di potassio, fibre e antiossidanti, con una concentrazione di vitamina C cinque volte superiore rispetto a quella di una mela.

La dolcezza del frutto si presta anche a una proposta da ricreare a casa: le crostatine alla crema vellutata e petali di cachi di Strugnano

Ingredienti per 6 crostatine – Per la frolla: 200 g di farina 00, 100 g di burro freddo, 80 g di zucchero a velo, 2 tuorli e un pizzico di sale. Per la crema: 250 ml di latte intero, 2 tuorli, 60 g di zucchero semolato, 20 g di amido di mais, 1 baccello di vaniglia oppure 3 baccelli di cardamomo e la scorza grattugiata di mezzo limone biologico. Per la finitura: 2 cachi di Strugnano a polpa soda, dolci e non astringenti, 2 cucchiai di gelatina di albicocche o confettura liscia e qualche goccia di succo di limone.

Preparazione – Si lavora la farina con il burro a cubetti fino a ottenere un composto sabbioso, quindi si incorporano zucchero, tuorli e sale. Si forma un panetto e si lascia riposare in frigorifero, avvolto nella pellicola, per 30 minuti. Si stende la frolla a 3–4 mm, si rivestono gli stampini e si bucherella il fondo. Si copre con carta forno e pesetti e si cuoce a 180 °C per 15 minuti, poi per altri 5 senza carta e pesetti. Si lascia raffreddare.

Per la crema, si scalda il latte con la vaniglia o il cardamomo schiacciato e la scorza di limone; dopo 10 minuti di infusione si filtra. Si mescolano tuorli, zucchero e amido, si aggiunge il latte caldo a filo e si cuoce a fuoco dolce, mescolando fino all’addensamento. Si copre con pellicola a contatto e si lascia raffreddare prima di riporre in frigorifero.

Si sbucciano i cachi, si tagliano a fettine sottili e si irrorano con poche gocce di limone. Si riempiono le basi con la crema e si dispongono le fettine sovrapposte a petalo. Si spennella con la gelatina tiepida e si conserva in frigorifero fino al servizio.

In Vespa tra i frutteti: la raccolta dei cachi alla Fattoria Gramona

Oltre agli appuntamenti del festival, ottobre e novembre offrono l’occasione di vivere il raccolto in prima persona, esplorando l’entroterra istriano su due ruote. Partendo da Pirano in sella a una Vespa, un itinerario guidato conduce attraverso il paesaggio rurale fino alla Fattoria Gramona, dove è possibile partecipare alla raccolta dei cachi direttamente nei frutteti, affiancando i produttori locali. Un’esperienza che permette di conoscere da vicino i metodi di coltivazione biologica, imparare a riconoscere il giusto grado di maturazione dei frutti e scoprire i gesti che scandiscono il lavoro nei campi. La giornata prosegue a tavola con un pranzo tipico istriano e una degustazione dedicata alle ricette della tradizione costiera che valorizzano questo frutto autunnale, prima di riprendere la Vespa e fare ritorno verso il mare.

L’agenda della festa dal 13 al 15 novembre: tra mostre, mercati e competizioni rurali

 Le giornate della festa dedicata al frutto d’oro istriano si snodano attraverso un programma diffuso che unisce l’artigianato locale alla celebrazione gastronomica. Il fulcro è il mercato dei produttori, dove i cachi freschi vengono esposti accanto a una ricca offerta di specialità, torte tradizionali, aceti e liquori artigianali ricavati dal frutto. Durante il fine settimana si alternano mostre d’arte a tema e laboratori tecnici incentrati sulle metodologie di coltivazione biologica e sulle antiche tecniche di essiccazione contadina, un metodo tradizionale che trasforma il frutto in uno snack delizioso perfetto per l’inverno.

Tra i momenti più sentiti dalla comunità spicca l’attesissima sfilata-concorso che elegge il cachi più grande della stagione, un appuntamento conteso tra i coltivatori della valle che svela l’orgoglio rurale del territorio. Le serate uniscono allo spirito enogastronomico dell’evento divertenti programmi d’intrattenimento e raduni spontanei dei suonatori di fisarmonica, le cui melodie accompagnano le degustazioni dei piatti tipici della cucina costiera in un’atmosfera da festa di borgo mediterraneo.

 Talassoterapia: dalle saline allo storico benessere di Portorose

 L’appuntamento offre anche l’occasione di fare un rigenerante break godendo dei benefici di una cultura del benessere che ha radici profonde. Nelle attigue saline, l’uso terapeutico dell’acqua madre e dei fanghi neri risale al XIII secolo grazie ai monaci benedettini. Nell’Ottocento, questa risorsa divenne il fulcro della talassoterapia che attirò l’aristocrazia asburgica e il bel mondo dell’epoca nella vicina Portorose, trasformando la costa in una destinazione termale d’elezione per l’inverno.

Oggi i centri benessere di Strugnano e Portorose integrano quelle stesse materie prime ricche di iodio e minerali in trattamenti purificanti per l’organismo. Al relax indoor dei complessi termali si uniscono le escursioni guidate e gratuite all’interno della Riserva Naturale di Strugnano. Camminare lungo i sentieri protetti, sospesi tra falesie di flysch alte ottanta metri e gli specchi d’acqua salata, consente di respirare un’aria salmastra ricca di ioni negativi, ottimali per rigenerare le vie respiratorie prima dell’inverno.

Un soggiorno romantico di due notti tra mare e benessere

Per prolungare il soggiorno all’insegna del relax, l’Hotel Laguna Deluxe Strunjan, parte del complesso Terme Krka, propone un pacchetto di due notti in camera doppia, con trattamento di mezza pensione, una cena romantica e piccoli momenti di dolcezza. L’esperienza comprende inoltre l’accesso alle piscine interne con acqua di mare, un massaggio di coppia o un trattamento di riflessologia per entrambi, un ingresso alle saune e una bottiglia di spumante in camera. Prezzi per due notti a partire da 236,20 euro a persona, in camera doppia. Informazioni e prenotazioni: Terme Krka – Strugnano

Per informazioni sulla destinazione e sulle attività: www.portoroz.si/it

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L’Ungheria più misteriosa: itinerari tra castelli, folklore e leggende

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Dalle suggestive feste illuminate dalle lanterne alle crociere in maschera sul Danubio, passando per castelli avvolti da atmosfere misteriose ed eventi notturni: l’Ungheria celebra Halloween con un ricco calendario di esperienze tra folklore, tradizioni e divertimento.
L’Ungheria svela un volto inedito nel periodo di Halloween, quando il fascino della storia e delle tradizioni locali si intreccia con atmosfere misteriose, eventi suggestivi e occasioni di festa. Dalle campagne ai quartieri storici di Budapest, il Paese si anima con un calendario di appuntamenti che invita a vivere la ricorrenza in modi diversi: dalle scenografiche installazioni di lanterne alle feste in maschera, fino alle crociere sul Danubio sotto il cielo stellato. Un’offerta variegata che spazia dagli eventi dedicati alle famiglie alle celebrazioni più vivaci, fino alle esperienze serali, ideale per chi desidera concedersi una fuga autunnale fuori dagli itinerari più consueti. Halloween diventa così un’occasione per scoprire l’Ungheria da una prospettiva diversa, lasciandosi sorprendere dal suo patrimonio culturale, dalle sue atmosfere e dal suo spirito festoso.
Tra zucche e creatività: Halloween in Ungheria per tutta la famiglia
Per chi desidera vivere Halloween all’insegna della fantasia e del divertimento, l’Ungheria propone esperienze che coinvolgono grandi e piccoli, tra attività all’aria aperta, laboratori creativi e appuntamenti a tema. A Piczinke Póniudvar, sulle colline di Buda, nei dintorni di Budapest, la festa si svolge in un parco dedicato agli animali, dove le passeggiate sui pony si alternano ai laboratori di intaglio delle zucche e ai giochi ispirati alla ricorrenza. Un’occasione per trascorrere una giornata immersi nella natura, mettere alla prova la propria creatività e realizzare una lanterna personalizzata da portare a casa come ricordo.
A Szeged, nel sud dell’Ungheria, il Giardino Botanico dell’Università ospita invece il Tök Jó Nap, una giornata interamente dedicata alla zucca e alle sue tante declinazioni. Accanto alle tradizionali zucche di Halloween, i visitatori possono scoprire varietà ornamentali dalle forme e dai colori più insoliti, partecipare ai laboratori di intaglio e dare vita a creazioni originali. Il programma comprende anche le spettacolari opere dello scultore di ortaggi Lajos Rácz, spettacoli, giochi, attività creative e degustazioni di specialità a base di zucca.
Un appuntamento che celebra uno dei simboli più iconici dell’autunno attraverso un mix di creatività, intrattenimento e sapori locali, trasformando Halloween in un’occasione per scoprire il territorio e condividere esperienze in famiglia.
Budapest e dintorni: tra lanterne luminose e celebrazioni in maschera
A Budapest, Halloween anima gli spazi pubblici con eventi e iniziative che trasformano alcuni dei luoghi più iconici della capitale in scenari suggestivi, tra installazioni artistiche, zucche intagliate e intrattenimento per tutte le età. Nel cuore del Parco cittadino di Városliget, presso la pista di pattinaggio, nel XIV distretto, il Great Pumpkin Festival celebra la zucca in tutte le sue forme, con un programma che spazia dai laboratori di intaglio e pittura alle installazioni scenografiche, passando per un grande luna park, concerti per famiglie e appuntamenti musicali. A distinguere la manifestazione sono anche le creazioni degli artisti specializzati nell’intaglio delle zucche, trasformate in vere e proprie opere d’arte grazie a dettagli e lavorazioni di grande precisione. L’edizione 2026 è in programma dal 17 ottobre al 1° novembre, con attività distribuite nell’arco di tre fine settimana.
Le atmosfere della festa proseguono con il Pumpkin Lantern Festival, in Piazza degli Eroi, uno dei luoghi più rappresentativi di Budapest. Al calare della sera, migliaia di lanterne intagliate illuminano la piazza, dando vita a un suggestivo mosaico di volti, figure mostruose e disegni originali. Ogni zucca contribuisce a comporre un’installazione collettiva, in cui creatività e tradizione si incontrano, regalando alla città uno scenario particolarmente suggestivo. Un’occasione per vivere Budapest attraverso le sue iniziative popolari e scoprirne un volto diverso, oltre i tradizionali itinerari turistici.
Per chi desidera spingersi fuori dalla capitale, Szigethalom, nella contea di Pest, propone un’atmosfera più raccolta e informale con il Jack-o’-lantern Party. La cittadina ospita una celebrazione all’insegna della convivialità, tra feste in maschera, zucche illuminate, concorsi di costumi e dolci a tema. Un appuntamento che permette di entrare in contatto con le tradizioni e lo spirito delle comunità locali, scoprendo come anche i centri più piccoli partecipino alle celebrazioni di Halloween con iniziative originali e coinvolgenti.
Vampiri, castelli e misteri: Halloween dopo il tramonto
Quando cala la sera, il Danubio diventa lo scenario ideale per scoprire Budapest da una prospettiva diversa. Le crociere a tema offrono l’opportunità di ammirare i principali monumenti della capitale illuminati, partecipando al tempo stesso a serate all’insegna del divertimento. Halloween Cruise e Budapest Halloween Cruises propongono esperienze pensate soprattutto per un pubblico adulto, con musica, feste in maschera e cocktail ispirati alla ricorrenza.
Per chi preferisce esplorare la città a piedi, il Quartiere del Castello di Buda offre itinerari guidati serali alla scoperta del suo passato più misterioso. I tour Buda Castle District Vampires & Myths Night e Mystery & History in Buda Castle accompagnano i visitatori tra vicoli acciottolati e architetture storiche, facendo rivivere antiche leggende sui vampiri, racconti inquietanti e legati alla corte reale. Un viaggio tra storia e folklore, ideale per immergersi nelle atmosfere più enigmatiche della capitale ungherese.
Per maggiori informazioni: https://visithungary.com/

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Bentornato, autunno! 5 destinazioni dove fare rotta per un giorno di pioggia

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I suggerimenti di eDreams per un viaggio alla scoperta delle mete che sanno conquistare anche quando il cielo è coperto
Se c’è un tempo per tutto, a questa regola non sfuggono nemmeno le condizioni meteo. E, se è vero che una giornata limpida è considerata l’ideale per andare alla scoperta di una città nuova, esistono però mete che sanno svelare il proprio lato più affascinante proprio quando piove, al di là del patrimonio artistico racchiuso nei musei e nelle gallerie d’arte. eDreams, tra le principali agenzie di viaggi online in Europa, suggerisce le destinazioni da visitare per un giorno di pioggia diverso dal solito.

Edimburgo, il gotico che diventa scintillante

Già nota per le storie di fantasmi, la località scozzese sotto un cielo plumbeo acquista un aspetto più insolito, anche grazie all’impronta medievale del centro storico. Passeggiare per i close, i vicoli della old town, in questo periodo permette di ammirare l’architettura gotica della città quando le sfumature scure del basalto dei suoi edifici diventano scintillanti sotto la pioggia, e nelle zone di Victoria Street e West Bow si accentuano i contrasti cromatici tra le facciate colorate e il selciato. Una visita al cimitero di Greyfriars Kirkyard è poi l’ideale per chi ama le atmosfere più misteriose.

Bruges con un riflesso diverso

Una delle numerose “Venezie del Nord” e certamente tra le più scenografiche, Bruges durante una giornata di pioggia è ancora più emozionante anche grazie ai riflessi dell’acqua dei suoi canali. I toni del grigio del cielo si mescolano con quelli dei mattoni e dell’arenaria degli edifici che vi si specchiano, e l’atmosfera diventa più raccolta e meno caotica. Oltre alla navigazione dei canali, un’altra esperienza da considerare può essere una visita al Parco del Lago dell’Amore, che avvolto dall’umidità e da una leggera nebbia risulterà ancora più romantico.

Lione, tra ocra e passaggi segreti

Una visita a Lione durante la stagione autunnale permette di apprezzare un percorso che alterna luoghi all’aperto e passaggi coperti grazie alla struttura urbana unica, che affonda le sue radici storiche e culturali nella tradizione della lavorazione della seta e nelle lotte per l’equità portate avanti dai suoi artigiani, i canut. Il centro storico in una giornata piovosa sfoggia ancora più chiaramente i suoi palazzi ocra, soprattutto nella zona di Place Bellecour, tra le piazze pedonali più grandi d’Europa. Una tonalità cromatica ancora più accesa si potrà osservare aggirandosi per il quartiere Vieux Lyon, dove all’epoca dell’artigianato della seta sono stati creati i traboule, caratteristici passaggi segreti che collegano edifici privati e strade, creando una sorta di rete pedonale parallela e a tratti al coperto, che permette di scoprire cortili nascosti.

Bergen, o la pioggia come abitudine

Più di 200 giorni all’anno di precipitazioni insegnano a vedere i cambiamenti del meteo come un’esperienza integrante del viaggio, oppure della quotidianità, a seconda del modo in cui si vive la destinazione. E amare il paesaggio di Bergen con la pioggia è un esercizio che risulterà facilissimo abbandonandosi alla bellezza delle case colorate del molo di Bryggen, che risulteranno ancora più sgargianti, oppure ammirando il bianco delle case in legno di Nordnes e Sandviken e la loro luce in contrasto con il cielo coperto.

Kyoto, immergersi nel verde brillante

La fine dell’autunno nell’area di Kyoto può regalare giornate piovose che si alternano ad altre più serene. Un giorno di pioggia in questa città può essere l’occasione per osservare ancora meglio i contrasti cromatici del centro storico, tra le case in legno, la pietra delle strade, le insegne delle botteghe tradizionali. Anche gli elementi naturali, però, possono contribuire a dare uno sguardo diverso su questa meta iconica quando il meteo sembra sfavorevole. Un esempio concreto ne è la sfumatura cangiante della vegetazione, come nel caso del verde brillante dei giardini di muschio di Gio-Ji oppure di Saiho-ji.

 

 

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