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Boom vacanze pet-friendly: qui il vostro amico a quattro zampe è il benvenuto
Il modo di viaggiare degli italiani sta cambiando insieme al ruolo sempre più centrale degli animali domestici. Il pet non è più una presenza marginale, ma è entrato a pieno titolo nell’esperienza di viaggio, influenzando scelte, destinazioni e abitudini. Una trasformazione ormai evidente, che contribuisce a ridefinire l’idea stessa di vacanza e apre a nuove esigenze in termini di servizi, informazioni e offerta turistica.
A confermarlo è la ricerca condotta da Rover.com, marketplace per i servizi di pet care personalizzati, sulle abitudini di viaggio degli italiani con i propri pet.
Secondo le rilevazioni di Rover, oltre il 60% degli italiani dichiara di scegliere esclusivamente destinazioni pet-friendly, mentre per un intervistato su due la presenza del proprio animale incide in modo significativo sulle scelte legate alle vacanze. Un legame sempre più stretto, confermato anche dal fatto che per oltre il 25% degli italiani il pet rappresenta il compagno di viaggio preferito, subito dopo il partner (38%).
Non solo: oltre il 70% degli italiani afferma di aver rinunciato almeno una volta a partire a causa delle difficoltà legate alla gestione del proprio animale. È da queste esigenze in continua evoluzione che prende forma un nuovo profilo di viaggiatore: non più alla ricerca soltanto di strutture “pet allowed”, ma di esperienze pensate per essere vissute pienamente con tutti i membri della famiglia, pet inclusi.
Da qui nasce Viaggi pet friendly in Italia, la nuova miniguida, adatta a tutte le stagioni, per viaggiare in Italia realizzata da Rover in collaborazione con Lonely Planet Italia. Pensata come fonte di ispirazione e strumento di servizio, la pubblicazione raccoglie destinazioni, esperienze pet-friendly, consigli pratici e informazioni utili per organizzare viaggi più consapevoli, costruiti attorno alle esigenze dei pet e di chi li accompagna. Disponibile gratuitamente in formato digitale qui, la guida propone un racconto di esperienze da condividere lungo tutto lo Stivale: dal trekking immersi nella natura al relax in spiaggia, dai percorsi urbani alla spa “con la coda”, fino alle tappe più golose e ai migliori indirizzi dove soggiornare. Un invito a riscoprire un’Italia meno scontata, da vivere in modo più libero, inclusivo e sereno con il proprio pet. Alcune proposte pet friendly.
Esperienza immersiva nella natura in Puglia
Il Regiohotel Manfredi a Manfredonia (FG) porta il concetto di pet hospitality a un livello superiore. Qui gli animali diventano veri protagonisti della vacanza grazie a un articolato Special Pet Friend Program. Dall’arrivo con ciotola d’acqua pronta, agli ampi spazi verdi e percorsi dedicati, fino a un’area playground attrezzata, tutto è pensato per il loro benessere. Tra i servizi inclusi: noleggio gratuito di giochi, cucce, tappetini e accessori, oltre a una pulizia della camera con sanificazione dedicata. Non manca la possibilità di far cucinare pasti su misura per il proprio cane, mentre servizi extra come dog-sitter e veterinario convenzionato completano l’offerta. Il tutto immerso nella campagna pugliese, a pochi chilometri dal mare, con spiagge ampie dove correre in libertà.
Soggiorno open air sul lago
Le strutture di Lago di Garda Camping combinano il piacevole senso di libertà della vita del camping con speciali servizi dedicati agli animali domestici. In generale, nei campeggi del Lago di Garda, i cani possono usufruire di ambienti ampi e aree verdi dove muoversi liberamente, senza le limitazioni tipiche degli alloggi chiusi come hotel o appartamenti. Quando si arriva, nella maggior parte dei camping village, ci sono dispenser di sacchetti igienici e un ricco welcome kit, con cibo, ciotole e altri accessori. Le piazzole e gli spazi comuni offrono numerose occasioni di svago all’aria aperta, in totale sicurezza. La scelta delle unità abitative è varia, con alcune soluzioni che sono dotate non solo di cucce, ciotole e cuscini, ma anche di giardino o aree recintate. Per non parlare delle dog suites con stanze dedicate ai pet. E proprio perché le esigenze legate alla salute e al benessere di un amico a quattro zampe non si limitano ai soli spazi abitativi o all’accesso alle aree verdi, in numerose strutture di Lago di Garda Camping si trovano zone dedicate per la toelettatura; per lo sgambamento, con spazi recintati, e addirittura per farlo restare in forma con giochi e percorsi attrezzati di dog agility. Non solo, le spiagge, le piscine e le aree relax sono spesso accessibili anche ai cani, così come i ristoranti (dove in alcuni casi è disponibile un apposito menù pet) e i market, che offrono un’ampia scelta di alimenti e accessori. Un’altra interessante opportunità è quella di poter approfittare nei periodi di bassa stagione di attività ed eventi dedicati come i workshop ludico-ricreativi tenuti da personale specializzato.
In montagna per rigenerarsi al fresco
Courmayeur è circondata da una rete di sentieri adatti a ogni livello di esperienza, perfetti per lunghe passeggiate o trekking più impegnativi con il proprio cane. Sia la Val Ferret che la Val Veny offrono sentieri accuratamente segnalati, come quello che conduce al Lago Chècrouit o ai rifugi Bonatti e Maison Vieille, e ampi spazi verdi dove gli animali possono correre e divertirsi in sicurezza. Oltre agli itinerari escursionistici, Courmayeur dispone di aree verdi dove i cani possono giocare in libertà e di impianti di risalita che consentono il trasporto degli animali, rendendo ancora più semplice esplorare le vette circostanti. Tra le migliori strutture pet-friendly, Auberge de la Maison accoglie a braccia aperte, previo un piccolo supplemento, gli animali di piccola taglia fino ai 15kg. A loro è dedicato il kit di benvenuto “Gli Amici di Ginepro” realizzato in collaborazione con il marchio di “dog couture” Poldo. Il 50% del supplemento richiesto viene devoluto in beneficenza al Canile Regionale della Valle d’Aosta. Su richiesta è disponibile anche il servizio pet-sitter, mentre per un’idea regalo carino è possibile acquistare presso la boutique dell’hotel il peluche di Ginepro. In alternativa, c’è
Le Massif, hotel 5 stelle di Italian Hospitality Collection, situato a Courmayeur a pochi passi dalla celebre Via Roma e dalle funivie, è anche la struttura perfetta per chi vuole vivere una vacanza in montagna senza separarsi dal proprio amico peloso. A Le Massif gli animali sono ospiti più che graditi: ad ogni piccolo amico a quattro zampe viene fornito un kit completo, comprensivo di telo per letto, ciotola e tappetino. Su richiesta, con supplemento, è disponibile anche un dog sitter.
Comfort assoluto e ospitalità luxury
Le proprietà Marriott Bonvoy in Italia si distinguono per un’accoglienza raffinata e inclusiva, pensata anche per gli ospiti a quattro zampe. Diversi hotel del portfolio italiano offrono esperienze pet friendly capaci di unire comfort, stile e attenzione ai dettagli, per garantire un soggiorno indimenticabile sia agli animali che per i loro proprietari. A Roma, The St. Regis Rome dedica ai cani un trattamento d’eccezione: gli ospiti pelosi ricevono amenities personalizzate ispirate alla Lupa Romana, simbolo della Città Eterna. Le illustrazioni, firmate dal celebre artista Gianluca Biscalchin, decorano cuccia, giocattoli e ciotole, che vengono regalati a fine soggiorno come ricordo esclusivo. A Venezia, JW Marriott Venice Resort & Spa, situato su un’isola privata immersa nella laguna, offre un contesto ideale per i pet: ampi spazi verdi, un uliveto dove rilassarsi all’ombra e sentieri da esplorare. In camera, è previsto un kit completo che include cuccia firmata JW Marriott, giochi, cibo, ciotole e articoli per l’igiene, per far sentire ogni cane come a casa. Anche Casa Brera, a Luxury Collection Hotel, nel cuore di Milano, accoglie con calore gli animali domestici. Gli ospiti a 4 zampe troveranno in camera un esclusivo Kit Pet Friendly che include una comoda cuccia, una ciotola per acqua e cibo e un simpatico gioco per intrattenerli durante il soggiorno.
Nei masi circondati da prati e boschi
Tra montagne, prati, boschi e panorami spettacolari, i masi Gallo Rosso offrono la possibilità di trascorrere una vacanza all’insegna della natura, del relax e della libertà, in un contesto dove anche i cani sono accolti con attenzione e ospitalità. In queste strutture il soggiorno assume un significato diverso rispetto a una tradizionale vacanza in hotel: qui si entra in contatto con il mondo rurale altoatesino, si scoprono i ritmi della vita contadina e si vive un’esperienza autentica immersi in paesaggi che sembrano disegnati per essere esplorati insieme al proprio compagno di viaggio. I masi sorgono spesso in posizioni privilegiate, circondati da prati, boschi e sentieri che iniziano direttamente davanti alla porta di casa. Per un cane questo significa poter trascorrere giornate all’aria aperta, esplorando nuovi ambienti e seguendo il proprio istinto naturale in un contesto sicuro e lontano dal traffico cittadino. Per i proprietari, invece, significa poter vivere il piacere delle passeggiate in montagna senza la necessità di lunghi spostamenti in automobile e senza dover lasciare il proprio animale in pensione o affidarlo a terzi. Nei mesi estivi, poi, il clima in Alto Adige è generalmente mite nelle zone montane e favorisce le attività all’aria aperta anche nelle ore più calde della giornata, mentre l’abbondanza di aree verdi rappresenta un elemento particolarmente apprezzato dagli animali.
Nel Glamping in Campania
Nell’Oasi Naturale della Campania, i Laghi Nabi, sul Litorale Domizio (CE) rappresentano una delle esperienze di glamping più suggestive d’Italia, da condividere con il proprio amico a quattro zampe. I lodge sospesi sull’acqua accolgono i cani di piccola taglia con kit di benvenuto — ciotole e cuscino compresi — e un’atmosfera di quiete assoluta, animata solo dallo sciabordio dell’acqua e dal passaggio delle anatre. Gli ospiti pelosi possono girare con i loro umani in tutta l’Oasi (ad eccezione di Spa e Wellness Pool) godendo delle attività all’aria aperta. A pochi chilometri, il parco-museo Foof è interamente dedicato al cane: percorsi tematici, aree agility, aree verdi e un viaggio affascinante nel legame millenario tra uomo e animale.
Terme e relax anche per l’amico a quattro zampe
Per chi non parte mai senza il proprio amico a quattro zampe, le strutture di Italian Hospitality Collection sono la scelta ideale per una vacanza all’insegna del relax, del comfort e della condivisione grazie a una serie di servizi dedicati, pensati per far sentire a casa anche gli ospiti pelosi. Tutte le strutture sono in splendidi territori, in mezzo alla natura: a Fonteverde, il resort affacciato sulla Val d’Orcia, cuore della campagna toscana, i cani possono perfino rilassarsi in una piscina termale pensata appositamente per loro, immersa nella natura. Inoltre, che siano ospiti nell’elegante Bagni di Pisa storica dimora dei Lorena, a Grotta Giusti, resort di Monsummano Terme famoso per il grande parco secolare. Con IHC, ogni vacanza diventa un’esperienza da vivere insieme, perché anche gli amici a quattro zampe meritano di godersi il meglio dell’ospitalità italiana.
di Lidia Pregnolato per DailyMood.it
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I suggerimenti di eDreams per un viaggio alla scoperta delle mete che sanno conquistare anche quando il cielo è coperto
Se c’è un tempo per tutto, a questa regola non sfuggono nemmeno le condizioni meteo. E, se è vero che una giornata limpida è considerata l’ideale per andare alla scoperta di una città nuova, esistono però mete che sanno svelare il proprio lato più affascinante proprio quando piove, al di là del patrimonio artistico racchiuso nei musei e nelle gallerie d’arte. eDreams, tra le principali agenzie di viaggi online in Europa, suggerisce le destinazioni da visitare per un giorno di pioggia diverso dal solito.
Edimburgo, il gotico che diventa scintillante
Già nota per le storie di fantasmi, la località scozzese sotto un cielo plumbeo acquista un aspetto più insolito, anche grazie all’impronta medievale del centro storico. Passeggiare per i close, i vicoli della old town, in questo periodo permette di ammirare l’architettura gotica della città quando le sfumature scure del basalto dei suoi edifici diventano scintillanti sotto la pioggia, e nelle zone di Victoria Street e West Bow si accentuano i contrasti cromatici tra le facciate colorate e il selciato. Una visita al cimitero di Greyfriars Kirkyard è poi l’ideale per chi ama le atmosfere più misteriose.
Bruges con un riflesso diverso
Una delle numerose “Venezie del Nord” e certamente tra le più scenografiche, Bruges durante una giornata di pioggia è ancora più emozionante anche grazie ai riflessi dell’acqua dei suoi canali. I toni del grigio del cielo si mescolano con quelli dei mattoni e dell’arenaria degli edifici che vi si specchiano, e l’atmosfera diventa più raccolta e meno caotica. Oltre alla navigazione dei canali, un’altra esperienza da considerare può essere una visita al Parco del Lago dell’Amore, che avvolto dall’umidità e da una leggera nebbia risulterà ancora più romantico.
Lione, tra ocra e passaggi segreti
Una visita a Lione durante la stagione autunnale permette di apprezzare un percorso che alterna luoghi all’aperto e passaggi coperti grazie alla struttura urbana unica, che affonda le sue radici storiche e culturali nella tradizione della lavorazione della seta e nelle lotte per l’equità portate avanti dai suoi artigiani, i canut. Il centro storico in una giornata piovosa sfoggia ancora più chiaramente i suoi palazzi ocra, soprattutto nella zona di Place Bellecour, tra le piazze pedonali più grandi d’Europa. Una tonalità cromatica ancora più accesa si potrà osservare aggirandosi per il quartiere Vieux Lyon, dove all’epoca dell’artigianato della seta sono stati creati i traboule, caratteristici passaggi segreti che collegano edifici privati e strade, creando una sorta di rete pedonale parallela e a tratti al coperto, che permette di scoprire cortili nascosti.
Bergen, o la pioggia come abitudine
Più di 200 giorni all’anno di precipitazioni insegnano a vedere i cambiamenti del meteo come un’esperienza integrante del viaggio, oppure della quotidianità, a seconda del modo in cui si vive la destinazione. E amare il paesaggio di Bergen con la pioggia è un esercizio che risulterà facilissimo abbandonandosi alla bellezza delle case colorate del molo di Bryggen, che risulteranno ancora più sgargianti, oppure ammirando il bianco delle case in legno di Nordnes e Sandviken e la loro luce in contrasto con il cielo coperto.
Kyoto, immergersi nel verde brillante
La fine dell’autunno nell’area di Kyoto può regalare giornate piovose che si alternano ad altre più serene. Un giorno di pioggia in questa città può essere l’occasione per osservare ancora meglio i contrasti cromatici del centro storico, tra le case in legno, la pietra delle strade, le insegne delle botteghe tradizionali. Anche gli elementi naturali, però, possono contribuire a dare uno sguardo diverso su questa meta iconica quando il meteo sembra sfavorevole. Un esempio concreto ne è la sfumatura cangiante della vegetazione, come nel caso del verde brillante dei giardini di muschio di Gio-Ji oppure di Saiho-ji.
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Viaggio alla scoperta dell’architettura sudafricana
Published
2 settimane agoon
9 Ottobre 2026
Il Sudafrica ha costruito nel tempo un paesaggio architettonico in cui convivono modernità internazionale e soluzioni profondamente legate ai luoghi: edifici Art Déco, infrastrutture minerarie, quartieri storici, spazi comunitari e nuove architetture che recuperano strutture industriali e le trasformano in luoghi per l’arte e la cultura.
È una combinazione che riflette la particolare storia urbana del Paese, ma anche la capacità di architetti e progettisti sudafricani di lavorare con ciò che esiste, dal riuso di edifici e materiali al rapporto diretto con il paesaggio e il clima.
Ne sono un esempio i magazzini trasformati in distretti creativi e le strutture contemporanee progettate per inserirsi nel territorio anziché dominarlo. Più che un semplice catalogo di stili, l’architettura sudafricana è quindi un patrimonio in continua evoluzione, dove il progetto diventa anche uno strumento per ripensare città, comunità e spazi pubblici.
La regione del Capo: architettura di recupero e integrazione del paesaggio
La penisola del Capo è uno dei luoghi in cui meglio si può osservare come l’architettura sudafricana abbia sviluppato un linguaggio proprio, capace di confrontarsi con il clima, la topografia e la storia sociale della città.
A Cape Town, uno dei fenomeni più interessanti è il riuso di strutture esistenti: dagli ex spazi industriali di Woodstock – dove si trova 66 Greatmore dei sudafricani Wolff Architects, vincitore dell’Africa International Design Awards 2026 – e Salt River ai vecchi edifici del centro, trasformati in luoghi per la cultura, l’ospitalità e il lavoro.
Nel centro Cape Town Bo-Kaap rimane un riferimento importante per comprendere la stratificazione culturale e urbanistica della città: le sue facciate colorate sono solo l’aspetto più immediato di un quartiere legato alla storia della comunità musulmana Cape Malay, discendente delle popolazioni precedentemente ridotte in schiavitù. Poco distante, il V&A Waterfront rappresenta un altro caso di trasformazione urbana: l’ex area portuale ospita un distretto dedicato a cultura, design e creatività, dove spicca lo Zeitz MOCAA, il museo d’arte contemporanea africana progettato da Thomas Heatherwick partendo dalla riconversione di un silo per cereali.
Tra gli sviluppi più recenti nel CBD rientra Longkloof Precinct, un progetto di rigenerazione durato 15 anni e completato nel 2025 che ha già ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui un CIfA Award for Architecture: cinque edifici esistenti sono stati restaurati, riconfigurati e integrati con nuove strutture, trasformando un’area precedentemente frammentata e poco accessibile in un distretto pedonale con uffici, spazi commerciali, hotel e una nuova piazza pubblica.
Il rapporto con il territorio circostante è altrettanto centrale. In circa 20 minuti i auto si raggiunge Constantia, dove la Norval Foundation, progettata da dhk Architects, risulta esemplare proprio per il rapporto tra costruzione e paesaggio: il volume in cemento, legno, granito e vetro è organizzato lungo il margine di una zona umida riqualificata e orienta le gallerie verso i vigneti e le montagne del Western Cape. Pannelli fotovoltaici, sistemi di recupero dell’acqua, schermature solari e illuminazione naturale sono integrati nella struttura, rendendo possibile un passaggio graduale tra interno ed esterno.
Sempre in questo contesto, a meno di un’ora da Cape Town, è possibile ammirare l’architettura caratteristiche delle Winelands. A Stellenbosch e Franschhoek, edifici storici e cantine contemporanee convivono con progetti che cercano un rapporto diretto con il paesaggio, attraverso materiali come pietra, legno e cemento, grandi aperture e spazi pensati per incorniciare vigneti e montagne.
Per esplorare la zona senza dover guidare, il Franschhoek Wine Tram collega diverse tenute lungo itinerari dedicati alle degustazioni. Dal punto di vista progettistico, uno degli esempi più riconoscibili è la Bosjes Chapel, progettata nel 2016 da Steyn Studio nella Breede River Valley. La cappella è costruita attorno a un sottile guscio strutturale in calcestruzzo dalla forma ondulata, che riprende il profilo delle montagne; le ampie vetrate trasformano invece la valle, i vigneti e i giardini nel vero sfondo dell’edificio. L’interno, di soli 430 metri quadrati, è volutamente minimale, con pavimenti in terrazzo e una copertura bianca che modifica la percezione dello spazio al variare della luce durante la giornata. Il progetto ha ricevuto il premio Project of the Year agli Architizer A+Awards 2019.
Durban: art déco tropicale e nuovi progetti
Durban, affacciata sull’Oceano Indiano, offre una lettura dell’architettura sudafricana profondamente legata alla pluralità culturale della città e al suo clima subtropicale. Nel centro, il quartiere intorno a Grey Street – oggi Denis Hurley Street – conserva una delle espressioni più riconoscibili della comunità indiana di Durban: la Juma Masjid, una delle più grandi moschee dell’emisfero australe, il vicino Madressa Arcade e il Victoria Street Market formano un sistema urbano in cui architettura, commercio e vita comunitaria si sono sviluppati insieme. Il mercato, nato all’inizio del Novecento come Indian Market e ricostruito dopo un incendio nel 1973, continua ancora oggi a essere un punto di riferimento per le comunità indiane della città, con bancarelle di spezie, prodotti alimentari e artigianato, oltre che una tappa imperdibile per i viaggiatori.
Oltre alla moschea, Durban ospita templi hindu che nel corso del Novecento hanno sviluppato forme e decorazioni capaci di combinare tradizioni architettoniche indiane e contesto locale. Un altro stile distintivo è il Tropical Art Déco, particolarmente visibile sul lungomare e nel quartiere di Florida Road, dove edifici residenziali e commerciali degli anni Trenta presentano balconi arrotondati, linee orizzontali, superfici colorate e soluzioni pensate per il clima caldo e umido. La tradizione Art Déco è ancora oggetto di interventi di conservazione: nel 2025 la Durban Art Deco Society ha premiato, per esempio, il recupero di Janora Court, edificio all’angolo tra Ninth Avenue e Florida Road, per il lavoro di manutenzione e valorizzazione dei suoi elementi originali.
La città offre anche esempi più recenti di un’architettura che cerca un rapporto diretto con l’identità del KwaZulu-Natal. Sul waterfront, il Nelson Mandela Cruise Terminal, progettato da Elphick Proome Architecture con Vusa Collaborative, inaugurato nel 2022 e candidato agli ArchDaily Building of the Year nel 2026, utilizza colori, texture e motivi triangolari ispirati all’artigianato zulu. Durante la stagione senza crociere, la struttura di 6.400 metri quadrati può inoltre essere convertita in centro congressi. Un altro intervento recente è lo ZAI Precinct nel quartiere di Greyville: premiato ai SAIA-KZN Awards 2025 come esempio di rigenerazione urbana, combina ristorazione, musica e spazi pubblici.
Inserire Durban nell’itinerario è semplice: voli interni collegano quotidianamente la città a Cape Town in circa due ore. Una volta arrivati, il King Shaka International Airport si trova a nord della città e il centro è facilmente raggiungibile in auto. La combinazione tra waterfront, quartieri culturali e architettura religiosa e commerciale rende possibile leggere Durban attraverso le comunità che ne hanno costruito l’identità urbana, dalla tradizione indiana e hindu alla cultura zulu fino alla produzione architettonica contemporanea.
Gauteng: dove l’art déco incontra il neoclassicismo
A solo 1 ora e 10 minuti di volo da Durban, la provincia del Gauteng porta i viaggiatori nel cuore del Sudafrica contemporaneo. Johannesburg offre una lettura della città attraverso architettura, memoria e trasformazione urbana. Il centro conserva una delle più importanti concentrazioni di architettura Art Déco del Paese, sviluppatasi durante la rapida crescita della città legata all’industria mineraria all’inizio del XX secolo. Nei quartieri di Maboneng e Braamfontein, invece, edifici e spazi esistenti sono stati riconvertiti in luoghi dedicati ad arte, design, ristorazione e spettacolo, contribuendo al fiorire della scena culturale e creativa della città.
A pochi minuti dal centro, Constitution Hill rappresenta un esempio di architettura della memoria: l’ex complesso carcerario, oggi sede della Corte Costituzionale, luogo simbolo della nascita della democrazia sudafricana e istituzione che tutela i diritti umani nel Paese, comprende anche spazi culturali, con gli edifici storici integrati con nuovi interventi e materiali recuperati dalle strutture originarie. Un altro luogo significativo è l’Apartheid Museum, progettato come un vero e proprio percorso architettonico attraverso la storia del Sudafrica: l’ingresso è scandito da sette pilastri che rappresentano i valori della nuova Costituzione, mentre edifici, spazi aperti e paesaggio accompagnano il visitatore in un percorso istruttivo e toccante.
A Johannesburg, anche la memoria culturale trova una traduzione nello spazio pubblico: il Masekela Memorial Pavilion, progettato nel 2019 da Adjaye Architects e dedicato al musicista jazz e attivista sudafricano Hugh Masekela, prevede una struttura in cemento con pietre provenienti da diverse aree del continente legate alla vita di Masekela che riprende la forma del lekgotla, tradizionale luogo di incontro e confronto, e la reinterpreta in chiave contemporanea come spazio aperto alla riunione e alla riflessione. L’elemento più riconoscibile è la copertura traforata appoggiata su quattro pilastri e ispirata alla flora sudafricana, lasciando filtrare la luce così da creare sul pavimento un gioco di ombre che cambia durante la giornata.
Nella vicina Pretoria, conosciuta anche come Tshwane in lingua tswana, gli imponenti Union Buildings, struttura neoclassica in arenaria rosa dalla caratteristica forma a mezzaluna, costruita nel 1910 su progetto di Sir Herbert Baker, dominano la città e i suoi giardini terrazzati. Più recente è invece il Javett Art Centre, progettato nel 2019 da Mathews + Associates Architects all’interno del campus dell’Università di Pretoria e dedicato all’arte africana. Il progetto, composto da una struttura in cemento ispirata alla montagna di Mapungubwe con facciata schermata da pannelli traforati che riprendono i motivi del tessuto in cotone Shweshwe, comprende gallerie, auditorium e spazi pubblici, oltre a una bridge gallery che attraversa una strada del campus e collega due parti dell’università.
Per spostarsi tra Johannesburg e Pretoria, un modo affascinante è salire sul Gautrain, un moderno e sicuro treno espresso regionale che collega direttamente l’O.R. Tambo International Airport ai principali punti di interesse della provincia.
Oltre ai suoi paesaggi naturali, l’architettura e i monumenti del Sudafrica raccontano la storia di una terra ricca di storia, patrimonio multiculturale e diversità, che si svela da una metropoli all’altra. Per conoscerla in modo approfondito, è possibile affidarsi ad esempio a Quality Group, che propone un tour giornaliero completo di Johannesburg, e a Big Mama, il cui itinerario in self-drive unisce storia, cultura, arte e natura di Cape Town e Durban.
Per maggiori info: www.southafrica.net/it
di Lidia Pregnolato per DailyMood.it
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