Style & Luxury
Consumer insight, AI responsabile e retail media: al forum retail 2025 i dati che ridisegnano il settore. In italia 40 milioni di richieste ai servizi clienti ogni mese e +7% vendite nei punti vendita più evoluti.
Dalla misurabilità del Retail Media alle sfide etiche dell’AI spiegate da IBM, fino all’impatto del customer care (1 cliente insoddisfatto su 4 non ritorna): sul palco anche KPMG, Ipsos Doxa, Casaleggio Associati, Mastercard, Zalando, Ferragamo, Philippe Plein, Cecchetto, Capatonda e il keynote di Federico Faggin.
Si è conclusa la 25esima edizione di Forum Retail, l’evento di riferimento per la business community del settore, che anche quest’anno ha riunito leader, innovatori e analisti per tracciare le direttrici del cambiamento nel retail italiano. Dalle ricerche presentate sul palco – Doxa, Casaleggio Associati, Mastercard e KPMG – emerge un quadro chiaro: il settore sta entrando in una fase in cui personalizzazione, governance del dato, omnicanalità evoluta e AI responsabile rappresentano fattori determinanti per competere.
L’edizione 2025 ha registrato numeri significativi: oltre 3.500 presenze nelle due giornate, più di 300 speaker coinvolti nei percorsi tematici e 227 tra sponsor e partner. Una partecipazione che conferma Forum Retail come il più grande hub di networking e innovazione per la business community del retail italiano.
Secondo la ricerca realizzata da Ipsos Doxa, ogni mese in Italia vengono generate 40 milioni di richieste ai servizi clienti: un volume che fotografa con precisione quanto il customer care sia diventato un punto strategico nella relazione tra brand e consumatori. Il servizio clienti viene contattato per richieste di informazioni (40%), assistenza (50%) e reclami (10%). Il dato più critico presentato sul palco è netto: il 27% degli italiani è insoddisfatto dell’ultima esperienza, tra questo il 40% non riacquisterà più dal brand, con quindi un impatto diretto sulla fedeltà e sulle vendite. Al contrario, il 79% dei clienti soddisfatti racconta un’esperienza positiva, contribuendo a rafforzare reputazione e considerazione della marca.
Le interazioni restano fortemente umane: il 76% degli italiani preferisce ancora il telefono, mentre la Gen Z si muove in modo opposto (53% digitale). L’AI è vista con favore: il 72% pensa che renderà il servizio più rapido ed efficiente, purché mantenga trasparenza e continuità con l’interazione umana.
Fiducia, personalizzazione e condivisione del dato sono ormai i driver per accompagnare consumatori sempre più esigenti: ne hanno parlato Mauro Lusetti, Presidente Conad, Alessandra Bellini, Non Executive Director, Advisor and Executive Coach Former Group Chief Customer Officer in Tesco, e Giorgio Santambrogio, CEO Gruppo VéGé. Il punto vendita, hanno sottolineato, è diventato un touchpoint strategico in cui digitale e fisico si fondono: dalla capacità di leggere i comportamenti in tempo reale all’utilizzo del Retail Media per trasferire valore lungo tutto il percorso di acquisto. Nei punti vendita che adottano soluzioni evolute si registra un incremento medio del 7% delle vendite, accompagnato da un miglioramento di 2,6 punti nel customer satisfaction e da un aumento significativo della percezione complessiva dello store
Proprio il Retail Media è stato uno dei temi centrali dell’edizione 2025. La ricerca realizzata da IKN Italy in collaborazione con Casaleggio Associati e con il supporto di Tangoo, conferma come stia rapidamente superando i modelli tradizionali dell’advertising e rivoluzionando il modo in cui i brand investono e dialogano con i consumatori. La maturità del mercato è però ancora eterogenea: retailer e inserzionisti hanno ribadito la necessità di maggiore trasparenza, KPI condivisi e modelli organizzativi in cui buyer e marketing operino in modo coordinato, superando la logica puramente commerciale e adottando piattaforme in grado di valorizzare i dati di prima parte. Le sfide quindi non sono solo tecnologiche, ma organizzative: i budget di Retail Media non hanno ancora una “casa” precisa tra marketing e commerciale.
Ampio spazio è stato dedicato anche all’intelligenza artificiale. Nel suo keynote internazionale, Francesca Rossi, AI Global Leader di IBM, ha evidenziato come l’AI possa essere una leva strategica per il mondo retail solo se governata con criteri di trasparenza, comprensibilità e responsabilità. L’approccio “glass box” – cioè rendere visibili e comprensibili le logiche dell’AI a clienti, stakeholder e team interni – è la condizione essenziale per generare fiducia nelle tecnologie che supportano decisioni, pricing, supply chain e servizi ai clienti. Le aziende che investono di più nell’etica dell’AI registrano infatti un miglioramento sensibile dei livelli di fiducia (+61%) e della reputazione (+54%), oltre a benefici misurabili in termini di redditività operativa.
KPMG ha presentato un’analisi dedicata all’impatto dell’AI nel fashion e nel lusso. Nonostante la tecnologia sia già utilizzata da oltre la metà dei brand per operations e logistica, la readiness complessiva resta ancora limitata: il 64% delle aziende non si considera pronto a integrare l’AI nei processi creativi, mentre solo il 27% la utilizza del product development, l’area dove, secondo KPMG, si concentrano le potenzialità più dirompenti in termini di velocità, efficienza e personalizzazione. In un mercato del lusso che nel 2025 cresce solo dell’1,5%, la capacità di anticipare trend e ottimizzare i cicli di collezione diventa una leva competitiva indispensabile.
Nel segmento Fashion & Luxury, Mastercard ha presentato i risultati di un’analisi basata su oltre 159 miliardi di transazioni, evidenziando come il canale in-store generi ancora l’84% della spesa, con un ticket medio tre volte superiore rispetto all’online. I turisti internazionali rappresentano quasi due terzi degli acquisti e spendono in media tre volte più degli italiani. Gioielli e orologi mostrano una delle crescite più dinamiche (+65% di ticket medio rispetto al 2019). Il quadro mostra un mercato concentrato, con i top 15 retailer che raccolgono il 56% del totale. Milano e Roma sono le capitali del lusso, con Via Montenapoleone che da sola concentra quasi metà della spesa degli high spender.
Sul palco dedicato ai grandi brand della moda è intervenuto anche Pietro Comito, Head of Group Strategy & Transformation di Ferragamo, che ha portato la prospettiva di un marchio iconico del lusso italiano. Ferragamo ha ribadito il valore dell’autenticità come leva di differenziazione, sottolineando come innovare non significhi cambiare direzione, ma rafforzare la propria identità. Una visione che conferma la necessità, per i brand del settore, di integrare creatività, tecnologia e coerenza di marca all’interno di un percorso unico e riconoscibile.
Nell’ambito dei marketplace, Eloisa Siclari, General Manager Southern Europe di Zalando, ha mostrato come il ruolo delle piattaforme stia evolvendo da semplici canali di vendita a veri e propri curatori culturali dello stile e delle tendenze. L’introduzione dell’assistente virtuale basato su AI – capace di analizzare prodotti e comportamenti d’acquisto – ha già ridotto del 10% i resi legati alla taglia, dimostrando come la tecnologia possa intervenire in modo concreto su una delle principali criticità del fashion online.
Nel confronto dedicato alla leadership nella GDO – con la partecipazione di Unilever, Icam Cioccolato e Fox Italia Snack – è stato evidenziato come, in un contesto caratterizzato da incertezza e rapida evoluzione, la coesione interna dei team, l’ascolto e la capacità di prendere decisioni rapide e coerenti siano diventati elementi imprescindibili per guidare l’innovazione e mantenere la competitività.
Momento di forte ispirazione ed emozione è stato l’intervento di Federico Faggin, pioniere della rivoluzione digitale e inventore del primo microprocessore della storia, l’Intel 4004. Faggin ha ripercorso le tappe della sua carriera e ha invitato a riflettere sul rapporto tra umano e tecnologia, ricordando che intuizione, coscienza e creatività restano qualità unicamente umane. Per il suo contributo al progresso tecnologico, IKN Italy gli ha conferito il riconoscimento “Tech for Talent & Talent for Tech”, filo conduttore dell’edizione 2025 di Forum Retail, che Federico Faggin incarna pienamente con la sua capacità di unire talento umano e progresso tecnologico..
Non sono mancati interventi dedicati alla dimensione creativa e narrativa del retail. Claudio Cecchetto ha raccontato come il successo di un’esperienza dipenda dalla capacità di costruire format vivi e partecipativi, capaci di coinvolgere il pubblico e trasformare l’intrattenimento in un momento collettivo. Maccio Capatonda ha sottolineato il valore dell’originalità e del coraggio di sperimentare, ricordando che la creatività efficace è quella che sorprende senza tradire l’identità del brand.
Il quadro emerso racconta un retail che cambia velocemente, spinto da consumatori più esigenti e da tecnologie che aprono nuovi scenari competitivi. Forum Retail continua a essere il luogo dove queste trasformazioni trovano spazio di confronto, visione e sperimentazione. L’evento tornerà l’11 e 12 novembre 2026.
NOTA DATI – FORUM RETAIL 2025
CONSUMATORI E CUSTOMER CARE (Fonte: Ipsos Doxa)
- 40 milionidi richieste ai servizi clienti ogni mese in Italia.
- Motivi di contatto:50% assistenza, 40% informazioni, 10% reclami.
- 27%degli italiani è insoddisfatto dell’ultima interazione; tra questi, il 40% non riacquisterà dal brand.
- 79%dei clienti soddisfatti condivide feedback positivi.
- Canali preferiti:76% telefono; Gen Z: 53% digitale.
- 72%degli intervistati ritiene che l’AI renderà il customer care più rapido ed efficiente.
RETAIL MEDIA E PUNTO VENDITA (Fonte: IKN Italy – Casaleggio Associati, con il supporto di Tangoo)
- Il mercato del Retail Media è ancora in fase di maturazione: mancano una collocazione chiara dei budget e KPI condivisi tra buyer e marketing.
- Cresce la necessità di piattaforme didata sharing e misurabilità trasparente lungo il funnel.
AI E GOVERNANCE TECNOLOGICA (Fonte: IBM)
- Le aziende che investono inAI responsabile registrano:
- +61%nella fiducia dei clienti
- +54%nella reputazione
- Miglioramenti nella redditività operativa
- L’approccio “glass box” – AI spiegabile e trasparente – è indicato come condizione essenziale per aumentare affidabilità e adozione.
AI NEL FASHION E NEL LUSSO (Fonte: KPMG)
- 64%dei brand non si considera pronto a integrare l’AI nei processi creativi.
- 51%utilizza l’AI per operations e logistica.
- 39%la impiega in store e nelle attività di commerce.
- Solo27% la utilizza per il product development, l’area con il maggior potenziale di ottimizzazione.
- Crescita del mercato del lusso 2025:+1,5%.
ACQUISTI NEL LUSSO E COMPORTAMENTI DI SPESA (Fonte: Mastercard – analisi su 159 miliardi di transazioni)
- 84%della spesa avviene ancora in negozio.
- Il ticket medio in store (704 €) ètre volte superiore all’online (282 €).
- I turisti generanoquasi 2/3 della spesa e spendono 3 volte più degli italiani.
- Gioielli e orologi:+65% di ticket medio rispetto al 2019.
- Mercato altamente concentrato:i primi 15 retailer valgono il 56% della spesa totale.
- Milano e Roma restano le capitali del lusso;Via Montenapoleone concentra quasi metà della spesa degli high spender.
Website: https://ikn.it/forum-retail/
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Collezioni Donna
Alberto Zambelli THE ROOM SS 2027
Published
20 ore agoon
22 Settembre 2026By
DailyMood.it
«Una stanza non è un luogo fisico: è lo spazio in cui il pensiero trova la sua forma.
È l’atto originario di rivendicare la propria presenza al mondo».
Alberto Zambelli presenta T H E R O O M, la collezione Spring / Summer 2027 che nasce dall’incontro tra la ricerca intellettuale di Virginia Woolf e la filosofia orientale del vuoto e della materia.
Ispirandosi al saggio del 1929 “Una stanza tutta per sé”, Zambelli trasforma lo spazio fisico in un’architettura portatile e sartoriale.
La “stanza” diventa un volume tridimensionale e leggero che la materia nobile scolpisce attorno alla figura: un rifugio di sacra intimità, un perimetro d’indipendenza e un atto di sobria autodeterminazione.
Questa visione dialoga con la sensibilità cinese del 空 (Kōng) – il vuoto pieno di significato. Come nella pittura tradizionale a inchiostro, dove le campiture non dipinte custodiscono l’energia vitale, la lavorazione a manichino crea una distanza d’aria e di freschezza tra pelle e tessuto. L’abito non costringe ma, al contrario, abita il silenzio e la luce.
C’è un punto d’incontro segreto tra l’architettura interiore di Virginia Woolf e la filosofia del vuoto. La vera forza risiede nello spazio che si sceglie di proteggere. Non un semplice minimalismo, ma un’esigenza di sottrazione dove il vuoto (空) diviene sostanza e la forma ritrova la sua origine pura.
È l’estensione dell’estetica Zambelli: una scultura olfattiva che avvolge il corpo e lo spazio, trasformando il quotidiano in un rituale d’introspezione e guidando chi la vive in un viaggio onirico dove il tempo si arresta e la forma ritrova il suo silenzio.
Fresco lana tecnico, declinato nella nuance calce, si traduce in tailoring sofisticato.
Plissettatura irregolare nella tonalità del china e dello zolfo acquisisce una morbida dimensione scultorea attraverso pieghe di matrice origami, che segue il movimento del corpo. Il cotone rigato pergamena e china in Jacquard, viene reinterpretato attraverso costruzioni volumetriche inedite, delineando silhouette a ruota e forme cocoon.
Il Kimono morbido e avvolgente asseconda il corpo e ne segue il movimento attraverso la naturale fluidità della seta, mentre la paillette effetto madreperla delinea forme essenziali.
La seta iromuji, espressione di un’antica tradizione orientale, dialoga infine con fresco lana nella profonda tonalità mogano, in un accostamento che mette in relazione materia e fluidità.
Colori: calce – pergamena – epidermide – china – zolfo – ossidiana – mogano
Linee: ruota – tunica – kimono – uovo
Materiali: seta – cotone – cachemire – rafia
Accessori: cuffia lattice – gioielli cristallo – gioielli bronzo cera persa
Gioielli: Andrea Mariconti Animula Design x Alberto Zambelli
Calze: Falke
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Fashion News
NIŪ | The Turquoise Women | Collezione Primavera-Estate 2027
Published
21 ore agoon
22 Settembre 2026By
DailyMood.it
Il vento scolpisce la terra. Il mare riflette la luce. Tra questi due elementi prende forma il nuovo viaggio di Niū, che per la Primavera-Estate 2027 approda in Turchia, terra sospesa tra Oriente e Mediterraneo, dove paesaggi, tradizioni e cultura si trasformano in ispirazione creativa.
The Turquoise Women è il nome della nuova collezione: un racconto dedicato a una femminilità libera, autentica e in continuo movimento, ispirato all’universo pittorico dell’artista turca Hülya Özdemir, protagonista anche di una collaborazione esclusiva con Niū. Due sue opere, infatti, diventano stampe applicate a T-shirt della collezione, suggellando l’incontro tra il linguaggio dell’artista e l’immaginario creativo del brand.
Come in ogni viaggio Niū, il punto di partenza non è mai il luogo in sé, ma il dialogo che nasce con la sua cultura, i suoi paesaggi e le sue tradizioni. La Turchia diventa così un universo di suggestioni che il brand osserva, attraversa e reinterpreta con il proprio linguaggio, trasformando la memoria dei luoghi in una collezione che unisce ricerca, libertà e contemporaneità.
Tra la terra scolpita della Cappadocia e la luce cristallina della Costa Turchese prende forma una donna che cambia insieme al paesaggio. A tratti intensa e contemplativa, a tratti luminosa e dinamica, vive il viaggio come scoperta continua e trova nell’incontro tra mondi diversi la propria espressione più autentica.
Questa doppia anima attraversa l’intera collezione. Le silhouette diventano fluide, i volumi morbidi e le costruzioni essenziali dialogano con elementi della tradizione sartoriale turca, reinterpretati attraverso lo sguardo contemporaneo di Niū. Le chiusure asimmetriche dell’abbigliamento tradizionale, le righe dei caftani, il pantalone şalvar e i motivi dell’artigianato tessile si trasformano in dettagli attuali, mantenendo vivo il legame con la cultura che li ha ispirati.
Anche il colore racconta questo viaggio. Le tonalità minerali e terrose della Cappadocia incontrano gli azzurri, i verdi e la luce mediterranea della Costa Turchese in una palette che accompagna il passaggio dalla materia alla leggerezza, dal silenzio della roccia al movimento del mare. Le stampe, ispirate ai simboli botanici e ai motivi della tradizione locale, completano questo racconto con un linguaggio pittorico delicato, fatto di sfumature, trasparenze e texture.
Tra la forza della terra e la leggerezza della luce, The Turquoise Women racconta una donna che trova nel viaggio non una destinazione, ma un modo di guardare il mondo.
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Fashion News
Federica Tosi presenta The Shape of Light SS 27 alla Milano Fashion Week
Published
1 giorno agoon
22 Settembre 2026By
DailyMood.it
Per la Spring Summer 2027, Federica Tosi esplora un’idea di lusso contemporaneo costruita sulla sottrazione.
Un lusso silenzioso, personale, riconoscibile nella qualità delle materie, nella precisione delle proporzioni e nella naturalezza con cui un capo entra nel guardaroba.
Niente è pensato per imporsi, tutto è pensato per restare.
La collezione nasce da un equilibrio tra rigore e fluidità. Il tailoring si rilassa senza perdere struttura; blazer dalle spalle definite incontrano pantaloni ampi, bermuda e denim. Abiti essenziali seguono il corpo senza costringerlo, mentre satin, pizzo e trasparenze introducono una sensualità misurata, mai esibita. È un guardaroba costruito per stratificazioni e contrasti: maschile e femminile, opaco e luminoso, preciso e istintivo.
La luce attraversa la collezione senza diventarne decorazione. Rivela le superfici, modifica la percezione dei volumi, accende il satin e lascia emergere la consistenza delle materie più asciutte.
È nella relazione tra luce, tessuto e corpo che prende forma la silhouette.
La palette parte da una base di neutri naturali e minerali — bianco, burro, sabbia, cuoio e grigio — interrotta da blu profondi, verde e rosso. Il colore non è ornamento, ma un gesto netto all’interno di un guardaroba volutamente essenziale.
La manifattura italiana rimane centrale, ma non viene ostentata. Vive nella costruzione, nella mano dei tessuti, nella precisione dei tagli e nei dettagli. Anche gli elementi più preziosi vengono trattati con naturalezza: il pizzo perde ogni connotazione romantica, il satin diventa quotidiano, il denim entra nel tailoring.
Il risultato è un guardaroba sofisticato ma non costruito, pensato per una donna che sceglie i propri abiti per attitudine, qualità e permanenza, più che per stagione o occasione.
Giorno e sera si sovrappongono. Femminile e maschile convivono. La sensualità nasce dalla sicurezza, non dall’esibizione.
The Shape of Light è un esercizio di essenzialità:
meno dichiarazione, più identità.
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Roberto Cavalli Serpentine

Alberto Zambelli THE ROOM SS 2027

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