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Gennaro Esposito collabora con “La Bauta” del Nani Mocenigo Palace.

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Lo chef Esposito forma la nuova squadra puntando sui talenti: Raffaele Iasevoli, Executive Chef e il Pastry Chef Raffaele Santoro

Un nuovo capitolo di eccellenza gastronomica nel cuore di Venezia

L’Hotel Nani Mocenigo Palace, 5 stelle lusso nel cuore di Venezia, è lieto di annunciare l’arrivo dello Chef Gennaro Esposito per una collaborazione speciale con il ristorante La Bauta. Un progetto che arricchisce l’offerta del prestigioso hotel veneziano con l’inconfondibile tocco creativo di uno dei più apprezzati chef della cucina italiana contemporanea. Per la prima volta Gennaro Esposito inizia una collaborazione sulla laguna, affascinato dalla ricchezza enogastronomica e artistica delle tradizioni locali. E per ripensare in chiave internazionale il menù del ristorante La Bauta ha formato la nuova squadra chiamando due giovani talenti campani: Raffaele Iasevoli come Executive Chef e il Pastry Chef Raffaele Santoro. Iasevoli si è formato con lo stesso Esposito, seguendolo nel progetto di Evo Bistrot, progetto di casa Centumbrie, vanta un’importante esperienza a Parigi all’importante Hotel Le Meurice dove ha gestito la parte ristorativa con la maison Ducasse. Santoro, altro talento campano con background internazionale, ha un percorso che spazia da Ibiza a Londra, passando per Milano da Armani Ristorante & Caffè e l’Hotel La Palma di Capri. Un team giovane ma di consolidata professionalità che, sotto la guida di Gennaro Esposito, ha rinnovato l’offerta del ristorante La Bauta.

Due stelle Michelin e una carriera costellata di successi, Gennaro Esposito porta al Nani Mocenigo di Venezia una filosofia culinaria che affonda le radici nella tradizione mediterranea, reinterpretata con eleganza, tecnica e sensibilità contemporanea. La Bauta diventa così un luogo dove i sapori della laguna veneziana si incontrano con l’anima del Sud, in un viaggio che celebra le eccellenze del territorio, la stagionalità e i piatti classici della tradizione. Lo Chef Esposito sta inoltre organizzando alcuni appuntamenti speciali a La Bauta: il primo evento, previsto per il 21 ottobre, allo Squero di San Trovaso, a due passi dall’hotel, nel tipico cantiere veneziano dove si creano, costruiscono e riparano le imbarcazioni di dimensioni contenute come le gondole e altre barche tipiche della tradizione lagunare. E poi ancora  ai primi di novembre per presentare una speciale edizione di panettoni artigianali.

“Entrare nel cuore di un luogo così ricco di storia e fascino come il Nani Mocenigo Palace è un’emozione autentica” afferma lo chef Esposito. “La mia cucina vuole essere un ponte tra culture, un’armonia tra tradizione e innovazione, proprio come questo palazzo.” Al suo fianco Raffaele Iasevoli, Executive Chef del ristorante La Bauta racconta: “Il menù si ispira alla cucina mediterranea, riproponendo le sue influenze, ma tiene conto dei piatti classici e riconoscibili della laguna cui abbiamo aggiunto un twist inedito adatto a una clientela internazionale. Il menu propone piatti iconici e già riconoscibili dal nome, come il baccalà mantecato, i cicchetti o il risotto orata e agrumi accanto a creazioni più audaci, capaci di raccontare storie attraverso ingredienti freschissimi e accostamenti sorprendenti.”

“La mia idea di pasticceria affonda le sue radici nella tradizione del territorio campano, ma rivisti con l’utilizzo di tecniche nuove. Nel menù quindi ho inserito dei classici rivisitati come il babà e il tiramisù, ma anche dolci più moderni come un cremoso alla mandorla vegano, un confit di albicocche con erbe aromatiche, mousse al cioccolato di fava tonka, mousse al lampone abbinato al kefir, gel ai frutti rossi e confit al limone, per tornare alla Campania ma con un tocco moderno” spiega il pastry chef Raffaele Santoro

Situato tra affreschi originali del Settecento, lampadari in vetro di Murano e un giardino segreto, La Bauta si presenta come un’esperienza sensoriale completa: intima, raffinata e profondamente veneziana.

Commenta Paolo Caffi, CEO del Nani Mocenigo Palace: “Siamo davvero orgogliosi di aver portato a Venezia un’eccellenza come Gennaro Esposito, che renderà speciale il nostro ristorante, creando un dialogo tra culture e sapori differenti. La nostra idea di ospitalità vuole coinvolgere tutti i sensi grazie a  un’’offerta enogastronomica importante, unitamente all’arte del palazzo e ai servizi dove i dettagli fanno la differenza. L’arrivo di Esposito rappresenta un passo importante nel rendere ancora più unica e indimenticabile l’esperienza al Nani Mocenigo”. Con questa collaborazione d’autore, l’Hotel Nani Mocenigo Palace conferma la propria vocazione ad essere non solo una dimora storica di charme, ma anche un polo culturale e gastronomico in dialogo costante con la città.

IL NUOVO MENÙ FIRMATO DA GENNARO ESPOSITO, RAFFAELE IASEVOLI E RAFFAELE SANTORO

Il ristorante La Bauta porta in tavola un percorso che unisce radici veneziane e influenze mediterranee, valorizzando stagionalità, ricerca e territorio. Il menù si apre con piatti classici come un gran “Crudo di pesce” ma anche variazioni come “Venezia”, un antipasto con sarde in saor, baccalà mantecato su polenta fritta e capasanta alla veneta; per il pesce c’è grande attenzione nella scelta di prodotti locali di altissima qualità. Seguono la “Battuta di fassona”, con scamone di fassona piemontese, gazpacho di pomodoro, formaggio caprino e catalana di verdure;  “La Nostra Parmigiana”, una variazione di parmigiana di melanzane, fonduta di pecorino e salsa di pomodoro, omaggio alla tradizione partenopea; infine, la “Selezione di Cicchetti La Bauta”, una formula originale ispirata agli amuse-bouche e realizzate in gran parte con il recupero delle materie prime, in linea con una filosofia di cucina sostenibile. Tra gli highlight del menu è il Fritto, piatto tipico Come primi piatti, il “Risotto e Orata”, con riso Carnaroli riserva “San Massimo”, orata agli agrumi, zafferano e polvere di capperi, non il classico risotto ma un piatto  agrumato, leggermente acido grazie al succo di limone e lo yuzu; la “Linguina e Seppie”, con ragù di seppie nostrane del Mediterraneo, verde di bietola piccante e salsa al nero di seppia, preparato con il pescato del mercato di Rialto; Gli “Gnocchi di Patate” con sugo di rana pescatrice, polpa marinata e cipollotto verde; e “Tortelli di Faraona”, un piatto di faraona biologica, variazione di funghi estivi, sedano di monte e tartufo nero. A completare la proposta, gli “Spaghetti al Pomodoro (Selezione “Gennaro Esposito)”, piatto simbolo della sua cucina italiana. Il percorso continua con i secondi piatti: il “Trancio di pescato” del giorno, servito con pesto di fagiolini, pomodorini e fumetto alle erbe Mediterranee; la “Frittura Veneziana”, una selezione di pescato di paranza proveniente dal mercato di Rialto e abbinato a salsa aioli e misticanza; il “Pollo alla Cacciatora”, preparato con carne biologica cotta a bassa temperatura e accompagnato da melanzane a funghetto.

La nota dolce è invece affidata al Pastry Chef Raffaele Santoro, che propone un percorso sensoriale capace di coniugare memoria e innovazione. Infatti, accanto ai grandi classici come il “Babà”, servito con crema alla vaniglia e fragoline di bosco, e “Il Nostro Tiramisù”, trovano spazio creazioni come la “Cabossa”, una mousse al cioccolato e fava Tonka, confit di albicocca e cremoso alla mandorla , e la “Délice di Lampone”, con mousse al lampone, kefir, pistacchio e frutti rossi.

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Hilton Milan è…. la Milano Fashion Week in un sorso

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Durante la Milano Fashion Week, il capoluogo meneghino si veste con i suoi abiti più glam: le vie del centro si animano di fashion insider e designer, le vetrine delle grandi maison espongono le nuove collezioni e i quartieri cittadini interpretano, ciascuno a modo proprio, il Milanese Style.

Sono proprio i diversi volti della moda milanese a ispirare la nuova drink list di CotoliAMO Bistrot dell’Hilton Milan: nove cocktail signature e quattro proposte analcoliche trasformano alcuni degli indirizzi più iconici e imperdibili per fashion lover e insider della città in altrettante esperienze tutte da sorseggiare.

Si parte dal cuore pulsante di Milano con Il Vetraio del Duomo, tributo alla maestosità della Cattedrale e alla sua eleganza senza tempo: Gin CotoliAMO allo zafferano, vermouth dry e bitter ai fiori d’arancio incontrano una cialda di Grana Padano e delicati petali d’oro, in una composizione che richiama la cura sartoriale dei dettagli. Da qui, si attraversa Piazza Cordusio, dove le sapienti mani degli artigiani si fanno portavoce dell’allure milanese, come racconta Bottega del Cordusio, un cocktail intenso ma fresco, urbano e sofisticato: Ramazzotti, Monkey 47 e Italicus costruiscono una trama aromatica vivacizzata da lime e tonica mediterranea e completata dal sentore erbaceo della salvia. Si passa poi in Galleria Vittorio Emanuele II, simbolo di una metropoli che da sempre fa dello shopping una vera e propria esperienza artistica. A celebrarla è Alta Galleria, una proposta dal carattere deciso che gioca sull’incontro tra dolce, piccante e acidità con rum alla cannella, Fernet Branca Menta, passion fruit e lime che si fondono con ginger beer e un tocco di peperoncino cayenna, per un finale speziato e sorprendente.

Per chi è alla ricerca di una location scenografica dove sfoggiare un look da favola è immancabile una tappa al Teatro alla Scala, a cui si ispira Scala 1778 con l’avvolgente aroma del Bourbon e la rotondità del Frangelico, o lungo i suggestivi canali della città sorseggiando l’omonimo Naviglio Amaro Affumicato dalle sfumature intense della foam al caffè e dell’affumicatura finale.

Il viaggio prosegue verso la Milano più contemporanea, quella delle architetture avveniristiche e dei grandi nomi internazionali di Porta Nuova. Qui entra in scena Terminal Gae Aulenti, un blend vivace a base di vodka infusa al timo, ibisco e ananas, espressione di un distretto in cui convivono moda, design, arte e nuove tendenze. Ma la creatività meneghina non si ferma alle grandi insegne. Spostandosi verso Isola, infatti, lo stile assume una personalità più indipendente, sperimentale e unconventional. La sua energia trova forma in Isola Breeze, dove tequila, soda al pompelmo e basilico regalano un sorso fresco e aromatico. Seguendo le contaminazioni che caratterizzano il tessuto cittadino, si arriva in Via Paolo Sarpi, dove l’anima multiculturale rivive in Sarpi Fusion, con ginger, lychee e cetriolo.

Se, invece, si vuole coniugare il piacere della mixology alla leggerezza dell’alcool free, la scelta non può che ricadere su Botanic Brera che porta nel bicchiere una ricercata combinazione di note floreali e fruttate, ideale da gustare mentre si passeggia fra le vie acciottolate alla ricerca dell’ultimo trend.

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Scirubetta 2026, Filippo Cogliandro e Alberto Vitaro insieme per l’apertura degli Show Cooking

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Lo chef Cogliandro e il Maestro Gelatiere calabrese trasformano il gelato in un elemento della cucina salata con una Tagliatella di Seppie, crema di avocado e gelato al cetriolo con infusione di origano selvatico.

Dal 12 al 15 settembre il Lungomare Italo Falcomatà torna a trasformarsi nel grande palcoscenico di Scirubetta – Festival del Gelato Artigianale, giunto alla sua quinta edizione.

Una manifestazione che negli anni ha saputo trasformare il gelato in un vero strumento di incontro tra culture, professionalità e territori e che nel 2026 rafforza ulteriormente la propria dimensione internazionale, con 34 maestri gelatieri italiani e internazionali, provenienti da sette Paesi esteri.

Dopo il successo della precedente edizione, che ha fatto registrare oltre 100 mila presenze, Reggio Calabria si prepara dunque ad accogliere ancora una volta professionisti, appassionati e pubblico in quattro giornate dedicate al gelato artigianale, con degustazioni, incontri, laboratori, formazione, spettacoli e show cooking. Ed è proprio con uno show cooking a quattro mani che si aprirà il programma dedicato alla cucina.

Protagonisti saranno lo chef Filippo Cogliandro e il Maestro Gelatiere Alberto Vitaro, due percorsi professionali differenti che si incontrano attorno a un’idea comune: portare il gelato oltre il tradizionale confine del dessert e trasformarlo in un elemento della cucina contemporanea.

La collaborazione prende forma in un piatto nel quale la componente marina incontra quella vegetale e aromatica:
Tagliatella di Seppie, crema di Avocado e gelato al Cetriolo con infusione di Origano selvatico
La seppia, cotta a bassa temperatura, viene successivamente arrotolata e raffreddata per poter essere affettata sottilmente, fino a ottenere la caratteristica forma della tagliatella.

La sua naturale sapidità marina rimane protagonista, senza essere sovrastata da condimenti invasivi.
A completare il piatto arriva la crema di avocado, mentre il gelato al cetriolo, realizzato dal Maestro Gelatiere Alberto Vitaro e caratterizzato da un’infusione di origano selvatico, introduce una componente fredda, fresca e aromatica.

Il risultato è un dialogo tra due mondi solo apparentemente distanti: la cucina salata e la gelateria artigianale.

«L’idea non era semplicemente aggiungere un gelato a un piatto – spiega lo chef Filippo Cogliandro – ma costruire insieme ad Alberto un piatto nel quale il gelato avesse una vera funzione gastronomica. La seppia mantiene tutta la sua identità marina, mentre il cetriolo porta freschezza e l’origano selvatico aggiunge un profumo che appartiene alla nostra terra. Il lavoro di Alberto è stato fondamentale per trasformare questa idea in un elemento capace di stare nel piatto e dialogare con la seppia».

Per Alberto Vitaro, la sfida è stata invece quella di interpretare ingredienti e profumi abitualmente associati alla cucina salata attraverso la tecnica del gelato artigianale, creando una preparazione capace di inserirsi nell’equilibrio complessivo del piatto.

È proprio questa contaminazione a rappresentare uno degli aspetti più interessanti dello show cooking: non un gelato semplicemente accostato alla cucina, ma il gelato pensato insieme alla cucina, fin dalla progettazione del piatto.

La partecipazione di Cogliandro e Vitaro si inserisce così nello spirito di Scirubetta 2026, dove il gelato diventa occasione di confronto tra tecniche, sensibilità e interpretazioni differenti.

Un confronto che parte dalla Calabria e guarda al mondo, mettendo in relazione la tradizione artigianale con la ricerca gastronomica contemporanea.
E se il festival nasce intorno al gelato, l’apertura degli show cooking sembra voler lanciare subito una provocazione gastronomica: fino a dove può arrivare un gelato quando incontra la cucina d’autore?

La risposta arriverà sul Lungomare Falcomatà, il 12 settembre, con Filippo Cogliandro e Alberto Vitaro.

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Reggio Calabria, torna la magia delle “Cene d’arte” di chef Filippo Cogliandro: protagonista la Tosca di Puccini

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Tornano a Reggio Calabria le suggestive “Cene d’arte” di chef Filippo Cogliandro. Appuntamenti che uniscono musica, cultura e cucina nella splendida cornice de L’Accademia Gourmet.

Un nuovo e atteso evento, dunque è in programma per domenica 29 marzo 2026 alle ore 20 e 30, subito dopo lo spettacolo in scena al Teatro Cilea. L’Accademia Gourmet aprirà infatti le sue porte per una serata speciale dedicata alla “Tosca” di Giacomo Puccini, trasformando l’opera lirica in un vero e proprio percorso sensoriale al quale parteciperà anche il cast dello spettacolo, rendendo l’esperienza ancora più affascinante.

Protagonista della serata sarà un menù tematico ispirato all’opera, unico e irripetibile, pensato per accompagnare i commensali in un viaggio tra gusto e narrazione. Ogni portata sarà infatti abbinata ai momenti della celebre pièce lirica.

Un’iniziativa che trasforma la cucina in espressione culturale, in un’esperienza immersiva che celebra il patrimonio lirico italiano.

A guidare questo racconto culinario sarà il professor Filippo Arillotta, che introdurrà ogni piatto con aneddoti e cenni storici, accompagnando il pubblico dentro l’atmosfera culturale e artistica dell’epoca. L’intera serata sarà infatti caratterizzata da uno stile ispirato agli anni ‘20, capace di ricreare un clima elegante e suggestivo grazie anche alla event manager Patrizia Sorrentino.

Dall’apertura luminosa del cocktail, creato ad arte dal bartender Carmelo Martino, fino al dessert finale, ogni portata racconterà un passaggio dell’opera, trasformando le emozioni della Tosca in un originale percorso gastronomico.

“La cucina per Tosca” di chef Cogliandro, raccontata con cura e cultura, non è  un semplice repertorio di ricette ma è un linguaggio culturale. La tradizione e la creatività nel piatto si collocano in questa luminosa location sul mare per un progetto di cultura che intreccia cibo, prodotti del territorio, persone, cose, eventi, memoria e visione contemporanea, restituendo alla gastronomia del territorio la sua profonda identità.

Non solo cena….quello dello chef Filippo Cogliandro è un viaggio sensoriale attraverso la Calabria più autentica,  ogni immagine è pensata come un racconto, una storia dove si scoprono prodotti che parlano di territorio, gesti antichi che resistono al tempo, tavole che diventano luoghi di incontro. La luce magica che si respira all’Accademia, i suoi colori e i dettagli creano un racconto che contribuisce a delineare un’idea di cucina contemporanea, in continua evoluzione, capace di fondere insieme tradizione e sperimentazione.

Un appuntamento prestigioso che conferma ancora una volta la vocazione delle Cene d’arte: “Ogni piatto – sono le parole di Cogliandro – è una scena, ogni sapore è un’emozione, raccontare la grande cultura attraverso il cibo, creando un’esperienza che coinvolge tutti i sensi”.

Un appuntamento che conferma ancora una volta la vocazione delle Cene d’arte: raccontare la grande cultura attraverso il cibo, creando un’esperienza che coinvolge tutti i sensi.

Ristorante L’Accademia Gourmet
Largo Cristoforo Colombo, 9
89125 Reggio Calabria

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