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Tendenze look 2025, come ci vestiremo?

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“L’inizio è la parte più importante del lavoro”, affermava Platone ed anche in fatto di look cominciare l’anno con il piede, pardon, l’abito giusto ha il suo perché. Ma quali saranno le tendenze cardine che ci guideranno nella scelta dei nostri outfit in questo 2025? Intanto iniziamo subito a precisare che il colore dell’anno selezionato da Pantone è il Mocha Mousse, una calda tonalità di marrone pregna di una ricchezza innata che nutre con la sua suggestione la qualità deliziosa del cacao, del cioccolato e del caffè. Il colore fa appello al nostro desiderio di comfort, è una nuance che evoca raffinatezza e che si abbina facilmente con tutto. Inutile ribadire, quindi, che il comfort look e anche l’effortless look sembrano non abbandonarci nemmeno nel 2005. Ad ogni modo vi segnaliamo dei fashion alert che ci guideranno nella scelta dei nostri look nell’anno nuovo.

Maxi trench, un evergreen

Il trench è pronto a fare il suo ritorno da protagonista in versione maxi e oversize. Non solo il classico trench beige lungo portato in auge da Burberry, oggi come ieri sono molteplici i designer che lo propongono per la prossima stagione.

Il cappotto di lana effetto shearling

“Nessun uomo ti farà sentire protetta e al sicuro come un cappotto di cachemire e un paio di occhiali di neri”, affermava l’indimenticabile Coco Chanel. Tra i cappotti più originali le tendenze ci segnalano quelli effetto shearling, proprio lo strato furry diventa la calda coccola indispensabile per le più freddolose. Così il cappotto o la giacca di shearling si configura come l’alternativa al classico piumino, che diciamoci la verità ci aveva da tempo un po’ stancato…

A passo di danza

Lo stile balletcore si fonde con lo streetwear, il club si mescola con il ballroom in una sorta di match tra coreografia e strada. Nessuno si meraviglierà di amalgamare capi sportivi con pezzi eleganti. Da Miu Miu, a Dior, a Chanel tutti i grandi brand appoggiano la tendenza.

Eteree con il bianco

Il bianco ha invaso le passerelle, lo testimoniano tra gli altri gli abiti delicati di Alaia, i completi di Tods, Max Mara, i raffinati look di Chanel. Ecco che la nuance più eterea del Pianeta anche nel 2025 non mancherà di accompagnarci.

Biker mon amour

La passione delle due ruote e la pelle, complice la voglia di trasgressione, ci guiderà nell’anno nuovo. Il bomber oversize nel 2025 lascia spazio a nuovi modelli di giacca di pelle corti alla vita, nel classico stile moto jacket. Parola d’ordine osare!

Bouquet, l’intramontabile floreale

Per Yves Saint Laurent i fiori erano una fonte infinita di ispirazione, non a caso proprio in questo periodo al Museo Yves Saint Laurent di Parigi è in corso una mostra che celebra il legame tra i fiori ed il celebre stilista francese. Ma il richiamo floreale è forte e dal sapore vintage e retrò nel nuovo anno anche per molti altri designers.

Corsetti e company

Non solo gli iconici corsetti passati alla storia di Dolce& Gabbana. Per il 2025 i corsetti predomineranno nelle calzature, sensuali lacci intrecciati che abbracciano il collo del piede e si allacciano con delicatezza con un nodo alla caviglia.

Verde menta ed è subito estate

Per la Primavera/Estate 2025 da Stella McCartney, a Valentino, a Fendi, a Chloe tutte le sfumature del verde predominano le passerelle per un fresco, inedito ed accattivante sapore d’estate.

Frange

Miuccia Prada le esalta per la prossima stagione. Le frange diventano il tocco glamour e distintivo del look, in particolare in stile Roaring Twenties, decorano gonne, abiti e accessori.

Fiocchi bon ton

I fiocchi hanno fatto un ritorno trionfale soprattutto alle sfilate primavera estate 2025 di Parigi. Valentino, con il nuovo corso di Alessandro Michele, ma anche diversi stilisti hanno sperimentato il dettaglio romantico in differenti forme e dimensioni, su abiti, top e accessori.

Trasparenze

Nella primavera estate 2025 le trasparenze si fanno più velate e bon ton. Abiti, gonne, top vedo non vedo si vestono di nuovi colori delicati e diventano iper romantici in chiave boho chic grazie a pizzi e volant, come visto da Chloé.

di Elena Parmegiani per DailyMood.it

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Jimmy Choo | Pearls of Wisdom, a Capsule Celebrating 30 Years of Jimmy Choo

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Per trent’anni, la perla è stata intessuta nel tessuto di Jimmy Choo: dalle pareti in travertino alabastrino delle prime boutique alla tonalità iridescente del packaging color ostrica distintivo della maison. Le perle hanno fatto la loro comparsa su scarpe e accessori in ogni forma, dalla più delicata alla più audace. La perla non è un semplice motivo decorativo, è un codice della maison.
Per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo, la Direttrice Creativa Sandra Choi riflette su questo simbolo intramontabile con Pearls of Wisdom: una capsule collection e una campagna che rendono omaggio alla perla in tutte le sue forme. Preziosa ma resistente, formatasi lentamente e affinata nel tempo, è emblematica di un trentesimo anniversario e una metafora appropriata di tutto ciò che la maison ha costruito.
«“Pearls of Wisdom” mi è sembrato il punto di partenza perfetto per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo. Il traguardo dei 30 anni si allinea in modo naturale a questo motivo che amiamo da tempo. Per me, la perla racchiude una forza discreta e duratura: aggraziata, mai ostentata e sempre caratterizzata da un tocco di giocosa purezza. Per questa collezione, volevo che la perla apparisse naturale e istintiva, un’espressione sottile del nostro passato che continua a plasmare il nostro futuro». Sandra Choi
La campagna è immortalata attraverso uno sguardo di silenziosa reverenza. Dalle immagini still life agli scatti con le modelle e alle vignette, queste immagini dialogano tra loro; ogni inquadratura è studiata, lenta e precisa, con ritagli che guidano lo sguardo verso i dettagli finemente realizzati che definiscono questa collezione. Lo styling riflette la versatilità intrinseca della perla stessa: sicura di sé, senza età e libera da vincoli legati alle occasioni; può essere indossata nei momenti più festosi della vita oppure come elemento capace di elevare la quotidianità, sempre con un senso di freschezza e modernità. Realizzate sia a colori sia in bianco e nero, le immagini richiamano l’eterna attualità e il fascino della perla, insieme alla forza del femminile.
Nelle immagini in movimento della campagna, una grafica con il numero ’96, l’anno di fondazione di Jimmy Choo, viene reinterpretata come simbolo di un’eredità: le forme curve diventano una coppia di apostrofi, uno diritto e uno rovesciato. Sovrapposti in primo piano, incorniciano e scandiscono le immagini. Un’eco visiva delle citazioni, delle storie e dei momenti iconici accumulati nel corso di trent’anni fondamentali. Come la perla stessa, rappresentano un richiamo all’anno di fondazione della maison, il 1996.
Tra scarpe, borse e gioielli, ogni pezzo della capsule offre una propria interpretazione della perla.
La zeppa scultorea dorata ITHACA, che prende il nome da un’isola greca il cui paesaggio romantico è impreziosito dalla madreperla, presenta sul lato inferiore un trio di perle in resina. Il sandalo IRINA avvolge il piede con perle in resina e cristalli, come collane sovrapposte, mentre la INGRID FLAT reinventa una robusta scarpa Oxford con una fibbia in perla di resina trompe-l’œil. Corsage barocchi sbocciano sulle tre silhouette della famiglia INES, proposta nelle versioni décolleté, mule e ballerina.
La BON BON, che richiama i corsage di perle barocche della famiglia INES, si affianca alla TUBE MINI BAG e alla minaudière RAINDROPS, entrambe rifinite con una frangia di perle in resina ricadenti. La clutch CLOUD evoca conchiglie di ostrica e onde dorate, mentre la OYSTER è una clutch scultorea in plexiglas, un oggetto d’arte ispirato alla forma naturale di una perla barocca. Ogni pezzo è concepito come un futuro cimelio, pensando ai prossimi trent’anni.

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Alexander McQueen sostiene Tate Britain The 90s: Art and Fashion

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Alexander McQueen è onorato di sostenere The 90s: Art and Fashion, una mostra di rilievo alla Tate Britain, curata da Edward Enninful OBE, la cui prospettiva unica esamina un’epoca che ha trasformato l’arte, la moda e la cultura contemporanea.

Alexander McQueen, fondato da Lee Alexander McQueen a Londra nel 1992, emerse durante questo decennio determinante per la moda e la cultura britanniche. Dopo essersi formato nella londinese Savile Row e alla Central Saint Martins, McQueen unì la precisione della sartoria e dell’artigianato britannici a una visione creativa sovversiva e senza compromessi. Il suo lavoro sfidò le convenzioni e ebbe una risonanza ben oltre la moda, riflettendo il ricco dialogo tra arte, cultura ed espressione creativa che caratterizzò gli anni Novanta.

Nell’ambito del suo sostegno alla mostra, Alexander McQueen ha concesso in prestito una selezione di look d’archivio provenienti dalle sue fondamentali sfilate degli anni Novanta. Presentati in dialogo con opere d’arte e voci culturali influenti, questi pezzi offrono una rara opportunità di vivere il lavoro degli esordi della maison all’interno del più ampio panorama creativo di un decennio che ha plasmato la storia della moda.

The 90s: Art and Fashion
8 ottobre 2026 – 14 febbraio 2027
Tate Britain, Londra

LOOK IN MOSTRA

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Abito con cappuccio con base in tulle e perline tubolari in vetro rosso distribuite su tutta la superficie.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Armatura in metallo di alluminio, realizzata da Sarah Harmarnee per Alexander McQueen.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1997 ‘It’s a Jungle Out There’
Giacca sartoriale in pelle di vitello con corna di impala.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1999 ‘The Overlook’
Corsetto a spirale in metallo di alluminio, realizzato da Shaun Leane per Alexander McQueen.

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Genny, Too Chic to S-pook: il dark glamour dell’autunno-inverno 2026/27

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C’è un modo molto sofisticato di essere dark. Non ha bisogno di Halloween, di eccessi gotici o di atmosfere dichiaratamente cupe: basta un abito nero, una silhouette costruita alla perfezione e quel tocco di mistero che trasforma la seduzione in qualcosa di irresistibilmente contemporaneo.

È questa la direzione di Genny per l’Autunno-Inverno 2026/27, racchiusa già nel titolo della collezione, “Too Chic to Spook”. Un gioco di parole che racconta perfettamente l’attitudine della maison: prendere l’immaginario dark e renderlo glamour, sofisticato, femminile.

Il nero domina la collezione e diventa una materia da scolpire. Abiti aderenti, corpetti, gonne a sirena, volumi drappeggiati e dettagli costruiti sul corpo disegnano una femminilità intensa, mai urlata. La sensualità passa attraverso la silhouette: spalle importanti, vita segnata, scolli profondi e lunghezze che sfiorano il pavimento.

Ma il nero di Genny non è mai semplicemente nero. Cambia consistenza, riflette la luce, si arricchisce di trasparenze, piume, ricami e lavorazioni tridimensionali. È velluto, pizzo, tessuto tecnico, superficie lucida e materia quasi scultorea.

Accanto agli abiti più spettacolari compaiono capi dalla vocazione più quotidiana, ma sempre con una precisa impronta couture: giacche strutturate, top preziosi, pantaloni morbidi e silhouette minimali vengono attraversati da dettagli teatrali che impediscono al look di diventare prevedibile.

E poi ci sono gli accessori, fondamentali per completare questo universo: décolleté dal gusto rétro, pochette compatte, stampe animalier e gioielli che seguono il corpo come una seconda pelle. Anche qui il lusso non ha bisogno di esagerare. Un dettaglio basta.
La palette si apre occasionalmente a tonalità profonde e sofisticate, con incursioni di verde e superfici preziose, ma è il nero a rimanere il vero protagonista. Un nero sensuale, aristocratico, contemporaneo.

“Too Chic to Spook” gioca dunque con l’estetica gotica senza lasciarsene ingabbiare. Genny prende l’idea della donna misteriosa, della femme fatale, della notte e la porta in una dimensione più elegante e sofisticata.

Perché essere dark, questa stagione, non significa necessariamente fare paura.

Significa farsi ricordare.

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