Cine Mood
Inside Out 2: Il nuovo film Pixar ci racconta ancora le nostre emozioni. È al cinema dal 19 giugno
Siamo nel bel mezzo di una partita di hockey quando inizia Inside Out 2, il sequel del bellissimo film Pixar che arriva finalmente nelle nostre sale il 19 giugno. L’hockey è il mondo di Riley, la sua passione, la sua gioia. E infatti Gioia, quella che è stata la principale delle sue emozioni finora, è al comando. Ricordate? Inside Out viveva sulla geniale idea che dentro di noi ci sia una sala controllo, in cui le varie emozioni si alternavano al comando variando di volta in volta le nostre azioni: una cabina di regia in cui Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto di volta in volta prendevano il sopravvento. Inside Out è un film che ha fatto epoca, ha lasciato il segno: tantissimi bambini hanno capito meglio le loro emozioni. E lo stesso hanno fatto gli adulti. Inside Out 2 raccoglie la sfida di dare un seguito a un film perfetto, e di raggiungere il livello del predecessore. Ci riesce, rimanendo coerente con il primo, e aggiungendo e arricchendo – idealmente e letteralmente – la palette dei colori delle nostre emozioni.
Come l’hockey, anche quello che accade dentro di noi, è un gioco di squadra. Ed è questo che hanno imparato a fare le emozioni che convivono in Riley. Solo che, lo apprendiamo nelle primissime scene, Riley ora ha 13 anni ed è in arrivo quella cosa chiamata “pubertà”. Suona come un allarme, sulla console di controllo delle emozioni. E la pubertà cambia tutto e tutto sembra non funzionare. Così, nella sala di controllo ecco arrivare una squadra di demolizione, che disfa tutto per lasciare spazio… agli altri. Sì, con l’adolescenza arrivano altri personaggi: Ansia (che ha la voce di Pilar Fogliati), arancione, effervescente e in perenne movimento, Ennui, cioè Noia (ha la voce di Deva Cassel, la figlia di Monica Bellucci e Vincent Cassel), grigia e perennemente stravaccata sul divano, Invidia (Marta Filippi), verdolina e con due occhi grandi per guardare meglio gli altri, così piccola da guardarli tutti dal basso verso l’alto. E c’è anche Imbarazzo, un ragazzone chiuso in se stesso con il cappuccio in testa e di poche parole (quando ci sono, sono di Federico Cesari, la rivelazione di Tutto chiede salvezza). Quando a Riley viene chiesto di partecipare a un campus estivo in una grande squadra di hockey, decide di andarci, ma questa ridda di emozioni rischia di travolgerla.
Inside Out 2 torna a parlarci di emozioni, ma allarga lo spettro. Man mano che si cresce si aggiungono altre emozioni, come abbiamo visto. Ma grazie alle emozioni e ai ricordi, ci viene spiegato da Gioia, si consolidano le convinzioni. Quelle cose che crediamo, come “i compiti dovrebbero essere illegali”, o come “sono una buona amica”. Sono quelle cose in cui crediamo, quelle cose che conosciamo, o crediamo di conoscere di noi. Sono quelle cose che servono a costruire il senso di sé, la consapevolezza di sé. Aiutano a farci dire: “sono una brava persona”. Le emozioni, i ricordi, l’immaginazione. Tutto concorre a creare questa consapevolezza che abbiamo di noi. Ed è anche in base a questa, e non solo alle emozioni, che compiamo le nostre scelte.
Per raffigurare le nostre convinzioni, la Pixar al solito usa il suo stile immaginifico. E allora queste sono rappresentate come delle corde che se toccate, sollecitate, vibrano e risuonano fino a farci sentire che siamo. E questa è solo una delle tante idee geniali, narrative e visive che costellano Inside Out 2, che è un film tanto intenso a livello emotivo quanto fantasmagorico, immaginifico, sorprendente a livello visivo. Il viaggio attraverso la nuova Immagilandia è tutto nuovo, perché l’immaginazione di una tredicenne è diversa da quella di una bambina, e allora ecco i social media e i gossip. Il momento dei segreti, i vecchi amici, i cartoni e i videogiochi che Riley non frequenta più che le piacciono ancora, sono l’occasione per giocare con la grafica rigorosamente bidimensionale, come è l’animazione per i bambini più piccoli, o con l’estetica dei vecchi videogame, in pixel non ancora molto definiti, e con un linguaggio retorico e pomposo. A ogni curva del tortuoso percorso che Gioia e le vecchie emozioni faranno per provare a tornare al controllo di Riley ci sarà un’idea, una trovata, una sorpresa.
Inside Out 2 racconta tutto questo con un montaggio frenetico, mozzafiato, e con tanti colori accesi e funzionali alla storia. Ogni emozione è caratterizzata attraverso la forma fisica caratteristica di un personaggio e attraverso un colore preciso. Assegnati già nel primo film i colori principali alle prime emozioni, il gioco è stato scegliere il colore adatto alle nuove emozioni. La missione è compiuta: i nuovi personaggi sono riusciti. E in 90 minuti di divertimento riescono a commuoverci. E a farci capire ancora qualcosa di noi. Perché, in questo puzzle di colori e fuochi d’artificio, alla fine tutto è legato, coerente, carico di senso. È un messaggio molto forte.
“Come fermare l’ansia? Non lo so. Forse è quello che succede con la crescita. Forse crescendo si affievolisce la gioia” dice proprio Gioia, sconsolata, a un certo punto del film. Come fermare l’ansia, allora? Inside Out 2 è un film calato nei nostri tempi, in cui l’ansia da prestazione e la pressione sono parte di noi, e lo sono già all’età di 13 anni o forse anche prima, vedi come funzionano la scuola o lo sport già a livello giovanile. L’ansia, però, lo abbiamo imparato proprio vedendo questo film, non è cattiva: è solo che vede nel futuro, ha il compito di preoccuparsi dei problemi che non si vedono. L’ansia è troppo amore. È solo che non può governarci da sola. Abbiamo bisogno di tutte le emozioni per andare avanti e non ne basta una sola per governare le nostre azioni. Una singola emozione non deve guidarci e dirci chi siamo. Devono essere tutte insieme a farlo. Certo, detto così è una parola. Inside Out 2 ci dice anche che una consapevolezza di sé non si può costruire in poco, non si può, di colpo, trainati da qualche emozione, diventare ciò che non siamo mai stati e che forse non saremo mai. Non è facile, certo. Ma tutti, grandi e piccoli, dobbiamo provare a far guidare lei, Gioia. E ritrovare la gioia di quando eravamo bambini.
di Maurizio Ermisino per DailyMood.it
-
- FEELING NOSTALGIC — Disney and Pixar’s “Inside Out 2” returns to the mind of newly minted teenager Riley just as new Emotions show up. While Anxiety, Envy, Ennui and Embarrassment all have a big role to play as Riley navigates her teens, a sweet and sentimental Emotion called Nostalgia (voice of June Squibb) must wait a little longer to join the festivities: 10 years, two graduations and a best friend’s wedding, to be exact. Directed by Kelsey Mann and produced by Mark Nielsen, “Inside Out 2” releases only in theaters June 14, 2024. © 2024 Disney/Pixar. All Rights Reserved.
-
- BELIEF SYSTEM – In Disney and Pixar’s “Inside Out 2,” Riley’s Sense of Self is made up of all of her beliefs, each of which can be heard with the pluck of a string. Sadness (voice of Phyllis Smith) and Joy (voice of Amy Poehler) deliver key memories to this formative land. “Inside Out 2” releases only in theaters June 14, 2024. © 2024 Disney/Pixar. All Rights Reserved.
-
- WHAT IS HAPPENING? – In Disney and Pixar’s “Inside Out 2,” Joy (voice of Amy Poehler), Sadness (voice of Phyllis Smith), Anger (voice of Lewis Black), Fear (voice of Tony Hale) and Disgust (voice of Liza Lapira) are awakened to an alarming reality: everything is changing now that Riley is 13. Directed by Kelsey Mann and produced by Mark Nielsen, “Inside Out 2” releases only in theaters Summer 2024. © 2023 Disney/Pixar. All Rights Reserved.
-
- MEET ANXIETY — Disney and Pixar’s “Inside Out 2” returns to the mind of newly minted teenager Riley just as a new Emotion shows up unexpectedly. And Anxiety, voiced by Maya Hawke, isn’t the type of Emotion who will take a back seat either. Directed by Kelsey Mann and produced by Mark Nielsen, “Inside Out 2” releases only in theaters Summer 2024. © 2023 Disney/Pixar. All Rights Reserved.
-
- WHO’S THERE? – In Disney and Pixar’s “Inside Out 2,” Joy (voice of Amy Poehler), Sadness (voice of Phyllis Smith), Anger (voice of Lewis Black), Fear (voice of Tony Hale) and Disgust (voice of Liza Lapira) aren’t sure how to feel when Anxiety (voice of Maya Hawke) shows up unexpectedly. Directed by Kelsey Mann and produced by Mark Nielsen, “Inside Out 2” releases only in theaters Summer 2024. © 2023 Disney/Pixar. All Rights Reserved.
-
- INSIDE OUT 2 – FEELING ENVY – In Disney and Pixar’s “Inside Out 2,” Envy may be small, but she sure knows what she wants. She’s perpetually jealous of everything everyone else has, and she’s not afraid to pine over it. Envy’s wishful thinking and fascination with the newest, coolest thing pulls her attention in all directions and longs for what Riley doesn’t have. Featuring Ayo Edebiri as the voice of Envy, “Inside Out 2” releases only in theaters June 14, 2024. © 2024 Disney/Pixar. All Rights Reserved.
-
- INSIDE OUT 2 – WHO’S IN CHARGE? — Disney and Pixar’s “Inside Out 2” returns to the mind of newly minted teenager Riley, where her Emotions Anger (voice of Lewis Black), Fear (voice of Tony Hale), Joy (voice of Amy Poehler), Sadness (voice of Phyllis Smith) and Disgust (voice of Liza Lapira) must make room for new Emotions, including Envy (voice of Ayo Edebiri), Anxiety (voice of Maya Hawke) and Embarrassment (voice of Paul Walter Hauser). Directed by Kelsey Mann and produced by Mark Nielsen, “Inside Out 2” releases only in theaters June 14, 2024. © 2024 Disney/Pixar. All Rights Reserved.
-
- INSIDE OUT 2 – SENSING SOME ANXIETY — Disney and Pixar’s “Inside Out 2” returns to the mind of newly minted teenager Riley just as new Emotions show up unexpectedly. Among them is Anxiety, voiced by Maya Hawke, who isn’t the type to take a back seat, which makes Riley’s core Emotions—like Fear (voice of Tony Hale), Anger (voice of Lewis Black), Joy (voice of Amy Poehler) and Disgust (voice of Liza Lapira)—a little uncomfortable. Directed by Kelsey Mann and produced by Mark Nielsen, “Inside Out 2” releases only in theaters June 14, 2024. © 2024 Disney/Pixar. All Rights Reserved.
-
- INSIDE OUT 2 – SO EMBARRASSING — Disney and Pixar’s “Inside Out 2” returns to the mind of newly minted teenager Riley, where Emotions like Embarrassment (voice of Paul Walter Hauser) take turns driving—or throwing themselves upon—the console as Riley experiences all the feelings. Directed by Kelsey Mann and produced by Mark Nielsen, “Inside Out 2” releases only in theaters June 14, 2024. © 2024 Disney/Pixar. All Rights Reserved.
-
- EXPANDED HEADQUARTERS — Disney and Pixar’s “Inside Out 2” returns to the mind of newly minted teenager Riley, where headquarters expands to make room for new Emotions. Pictured from L-R: Joy (voice of Amy Poehler), Embarrassment (voice of Paul Walter Hauser), Envy (voice of Ayo Edebiri), Anxiety (voice of Maya Hawke), Disgust (voice of Liza Lapira), Anger (voice of Lewis Black), Fear (voice of Tony Hale) and Sadness (voice of Phyllis Smith). Directed by Kelsey Mann and produced by Mark Nielsen, “Inside Out 2” releases only in theaters June 14, 2024. © 2024 Disney/Pixar. All Rights Reserved.
-
- NEW EMOTIONS — Disney and Pixar’s “Inside Out 2” returns to the mind of newly minted teenager Riley just as new Emotions show up. Embarrassment (voice of Paul Walter Hauser), Anxiety (voice of Maya Hawke), Envy (voice of Ayo Edebiri) and Ennui (voice of Adèle Exarchopoulos) are ready to take a turn at the console. Directed by Kelsey Mann and produced by Mark Nielsen, “Inside Out 2” releases only in theaters June 14, 2024. © 2024 Disney/Pixar. All Rights Reserved.
-
- JOY AND ANXIETY — Disney and Pixar’s “Inside Out 2” returns to the mind of freshly minted teenager Riley just as a new Emotion shows up unexpectedly. Much to Joy’s surprise, Anxiety isn’t the type who will take a back seat either. Featuring the voices of Amy Poehler as Joy and Maya Hawke as Anxiety, “Inside Out 2” releases only in theaters Summer 2024.© 2023 Disney/Pixar. All Rights Reserved.
-
- EXPANDED HEADQUARTERS — Disney and Pixar’s “Inside Out 2” returns to the mind of newly minted teenager Riley, where headquarters expands to make room for new Emotions. Pictured from L-R: Joy (voice of Amy Poehler), Embarrassment (voice of Paul Walter Hauser), Envy (voice of Ayo Edebiri), Anxiety (voice of Maya Hawke), Disgust (voice of Liza Lapira), Anger (voice of Lewis Black), Fear (voice of Tony Hale) and Sadness (voice of Phyllis Smith). Directed by Kelsey Mann and produced by Mark Nielsen, “Inside Out 2” releases only in theaters June 14, 2024. © 2024 Disney/Pixar. All Rights Reserved.
Sii il primo a lasciare una recensione.
Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.
You may like
-

Ragione e sentimento: le grandi storie non muoiono mai. Daisy Edgar-Jones e Ceara Coveney sono le prossime star
-

Digger: Tom Cruise irriconoscibile e da Oscar in un film che non vi toglierete dalla testa
-

Heart Of The Beast: Brad Pitt into the wild con un cane dal cuore grande
-

Amori & incantesimi 2: Sandra Bullock e Nicole Kidman, stile da strega
-

Venezia 83: May el-Toukhy con Woman Unknown è il Leone d’Oro, Riccardo Scamarcio è il miglior attore di Orizzonti
-

Venezia 83: Toni Servillo è un nonno per Mario Martone, mentre al Lido irrompe la tragedia di Gaza
Cine Mood
Ragione e sentimento: le grandi storie non muoiono mai. Daisy Edgar-Jones e Ceara Coveney sono le prossime star
Published
1 giorno agoon
20 Ottobre 2026
Ormai lo avrete capito. Alcuni dei più grandi sceneggiatori del mondo del cinema arrivano da molto, molto lontano nel tempo. Uno di questi da migliaia di anni, e lo abbiamo visto questa estate: è Omero. Un altro sceneggiatore perfetto per decine e decine di film ha qualcosa come quattro secoli, ed è un certo William Shakespeare. E poi c’è un’autrice di duecento anni fa, una signora, Jane Austen. I suoi romanzi non finiscono mai di essere adattati. Ogni generazione ha il suo film. Per restare agli ultimi trent’anni, c’è stato l’adattamento di Ragione e sentimento del 1995 di Ang Lee con Emma Thompson e una giovane Kate Winslet. C’è stato Emma del 1996 con Gwyneth Paltrow e quello de 2020 con Anya Taylor Joy. C’è stato il famoso adattamento di Orgoglio e pregiudizio della BBC del 1995, con Colin Firth nei panni di Darcy, diventato ispirazione per Il diario di Bridget Jones. E c’è stato l’Orgoglio e pregiudizio del 2005, che aveva lanciato la stella di Keira Knightley nel firmamento delle star e Joe Wright come talento della regia. Ma sono solo alcuni esempi. Sembra che ogni adattamento da Jane Austen sia una sorta di battesimo, un rito d’iniziazione per lanciare una nuova stella. E qui c’è Daisy Edgar-Jones, la nuova attrice inglese in rampa di lancio, già vista nella serie Normal People e già chiamata da Hollywood per Twisters. Nel nuovo Ragione e sentimento, diretto da Georgia Oakley, al cinema dal 22 ottobre, recita nel ruolo di Elinore Dashwood, la sorella più grande, il ruolo che nel 1995 era stato di Emma Thompson. Ragione e sentimento (Sense and sensibility) arriva al cinema proprio nell’anno in cui un altro grande classico della letteratura al femminile è stato adattato per il grande schermo, quel Cime tempestose di Emily Bronte, riscritto completamente da Emerald Fennell. Ragione e sentimento non segue quell’esempio e rimane sulla tradizione. È un adattamento filologico e fedele. Anche se nelle interpretazioni si può ritrovare qualche novità.
Ragione e sentimento è la storia delle sorelle Elinor e Marianne Dashwood che, insieme alla madre e alla sorella minore Margaret, si ritrovano improvvisamente in ristrettezze economiche dopo la morte del padre, la cui eredità passa interamente al fratellastro John a causa delle leggi dell’epoca. Sfrattate dalla loro casa di famiglia nel Sussex, la madre e le sorelle Dashwood si trasferiscono in un modesto cottage nel Devonshire. Qui, con vista su Londra, le due sorelle maggiori dovranno navigare tra le rigide convenzioni sociali e i dolori dei loro rispettivi e tormentati primi amori, incarnati dalle figure di Edward Ferrars, John Willoughby e del colonnello Brandon.
L’idea dell’amore e del matrimonio di Jane Austen era questa. Un’unione che nasce da un sentimento lasciato decantare e da una conoscenza profonda dei rispettivi interessi e compatibilità ha più ragione d’essere rispetto a un cosiddetto colpo di fulmine, a un amore basato solo sulla passione e sull’istinto. Le sue storie ci dicono sempre questo. Non sempre, anzi quasi mai, quello che a prima vista sembrava amore lo è davvero. Per questo i personaggi che si gettano a capofitto in una storia, di solito, ne escono con le ossa rotte. Anche se hanno la possibilità di rifarsi con un amore più “ragionato”.
E così le due visioni dell’amore di Jane Austen sono affidate a due personaggi vicini e allo stesso tempo lontani. Le due protagoniste sono due sorelle, ma sono profondamente diverse per temperamento. Elinor è guidata dalla prudenza e dal controllo delle emozioni: è lei “sense”, la ragione. Marianne dall’impulso e dalla passione romantica: è appunto “sensibility”, il sentimento. Per Marianne l’amore deve essere “senza freni, senza inibizioni”. Per Elinor è contegno, riflessione, attesa.
Le due eroine letterarie vivono in due volti attualissimi eppure perfetti per incarnare personaggi d’altri tempi. Daisy Edgar-Jones è credibile sia nei panni di una ragazza irlandese dei nostri giorni come nella bellissima serie Normal People che nel ruolo di una ragazza inglese dell’Ottocento. Il suo volto è bellissimo, ma è al tempo stesso semplice, neutro. È una tela su cui puoi dipingere qualsiasi quadro. Gli occhi bistrati di Normal People come il volto al naturale di Elinor. I profondi occhi neri sono gli stessi, così come il volto fiero, il mento con la fossetta e quel modo unico di muovere la bocca, piccola e perfetta. Ma se Daisy Edgar Jones è già una star, presto lo diventerà anche Ceara Coveney, che interpreta a sorella Marianne. Volto da bambina, carnagione chiara, tratti delicati e occhi blu ghiaccio, ma ribollenti di passione. Ne sentiremo ancora parlare. La sua Marianne è straordinaria.
Ragione e sentimento, allora, è un classico della letteratura trattato come si è soliti trattare un romanzo di questo tipo, senza il bisogno di riscriverlo, come ha voluto fare Emerald Fennel con Cime tempestose. Alla regia c’è anche qui una donna, Georgia Oakley, ma le sue scelte sono agli antipodi della regista di Promising Young Woman. La sua messa in scena è tradizionale, con l’uso più possibile di luci naturali. La regista punta sui corpi delle giovani donne, guardandoli da un punto di vista femminile, con pudore e mai con voyeurismo. Riprende le ragazze in simbiosi con la natura, in modo da far sentire il loro legame con la terra in cui sono cresciute. Si sente che le considera spiriti affini, si identifica in loro, non le guarda dall’alto e non le giudica, ma si mette invece in mezzo a loro, sul loro stesso piano. Giudica gli uomini, certo, ma non in chiave di scontro, quanto del normale gioco delle parti che erano le relazioni dell’epoca, influenzate dalle leggi e dal retaggio. Quanto alle attrici protagoniste, pur in una messinscena classica e rispettosa, chiede loro di tirare fuori di più sensazioni e sentimenti, chiede loro interpretazioni più viscerali di quelle che siamo abituati ad associare agli adattamenti da Jane Austen.
Ragione e sentimento è la prova che le grandi storie non muoiono mai. Che non ci si stanca mai di vederle. Ma c’è una cosa da dire su questa nuova versione di Ragione e sentimento. L’importanza di questo film sta nel vedere, oggi, un personaggio come Elinore Dashwood, un personaggio che non vuole causare l’infelicità di un’altra persona per raggiungere la propria felicità. Vedere oggi Elinore vuol dire vedere una vera eroina, che si staglia sul mondo di oggi che è tutto individualità ed egoismo. Se una storia come questa è così forte è anche merito di questo personaggio.
di Maurizio Ermisino per DailyMood.it
-
- 4258_D002_00611_R Bodhi Rae Breathnach stars as Margaret Dashwood, Daisy Edgar-Jones as Elinor Dashwood and George MacKay as Edward Ferrars in SENSE and SENSIBILITY, a Focus Features release. Credit: Alex Bailey / © 2026 FOCUS FEATURES LLC
-
- 4258_D005_00597_R Daisy Edgar-Jones stars as Elinor Dashwood and George MacKay as Edward Ferrars in SENSE and SENSIBILITY, a Focus Features release. Credit: Alex Bailey / © 2026 FOCUS FEATURES LLC
-
- 4258_D010_00449_R Daisy Edgar-Jones stars as Elinor Dashwood in SENSE and SENSIBILITY, a Focus Features release. Credit: Alex Bailey / © 2026 FOCUS FEATURES LLC
-
- 4258_D016_00074_R Herbert Nordrum stars as Colonel Brandon in SENSE and SENSIBILITY, a Focus Features release. Credit: Alex Bailey / © 2026 FOCUS FEATURES LLC
-
- S&S_FP_00012_R Daisy Edgar-Jones stars as Elinor Dashwood, Esmé Creed-Miles as Marianne Dashwood, Bodhi Rae Breathnach as Margaret Dashwood and Caitríona as Mrs. Dashwood in SENSE AND SENSIBILITY, a Focus Features release. Credit: Courtesy of Focus Features / © 2026 FOCUS FEATURES LLC
-
- S&S_FP_00050_R Daisy Edgar-Jones stars as Elinor Dashwood and Esmé Creed-Miles as Marianne Dashwood in SENSE AND SENSIBILITY, a Focus Features release. Credit: Courtesy of Focus Features / © 2026 FOCUS FEATURES LLC
-
- S&S_FP_00139_R Esmé Creed-Miles stars as Marianne Dashwood in SENSE AND SENSIBILITY, a Focus Features release. Credit: Courtesy of Focus Features / © 2026 FOCUS FEATURES LLC
-
- S&S_FP_00191_R Daisy Edgar-Jones stars as Elinor Dashwood and George MacKay as Edward Ferrars in SENSE AND SENSIBILITY, a Focus Features release. Credit: Courtesy of Focus Features / © 2026 FOCUS FEATURES LLC
-
- S&S_FP_00497_R Daisy Edgar-Jones stars as Elinor Dashwood in SENSE AND SENSIBILITY, a Focus Features release. Credit: Courtesy of Focus Features / © 2026 FOCUS FEATURES LLC
-
- S&S_FP_00497_R Daisy Edgar-Jones stars as Elinor Dashwood in SENSE AND SENSIBILITY, a Focus Features release. Credit: Courtesy of Focus Features / © 2026 FOCUS FEATURES LLC
-
- SaS_FP_00027_R Bodhi Rae Breathnach stars as Margaret Dashwood and Caitríona Balfe as Mrs. Dashwood in SENSE and SENSIBILITY, a Focus Features release. Credit: Courtesy of Focus Features / © 2026 FOCUS FEATURES LLC
-
- SaS_FP_00111_R Caitríona Balfe stars as Mrs. Dashwood in SENSE and SENSIBILITY, a Focus Features release. Credit: Courtesy of Focus Features / © 2026 FOCUS FEATURES LLC
-
- SaS_FP_00124_R Esmé Creed-Miles stars as Marianne Dashwood and Daisy Edgar-Jones as Elinor Dashwood in SENSE and SENSIBILITY, a Focus Features release. Credit: Courtesy of Focus Features / © 2026 FOCUS FEATURES LLC
-
- SaS_FP_00124_R Esmé Creed-Miles stars as Marianne Dashwood and Daisy Edgar-Jones as Elinor Dashwood in SENSE and SENSIBILITY, a Focus Features release. Credit: Courtesy of Focus Features / © 2026 FOCUS FEATURES LLC
-
- SaS_FP_00172_R George MacKay stars as Edward Ferrars and Daisy Edgar-Jones as Elinor Dashwood in SENSE and SENSIBILITY, a Focus Features release. Credit: Courtesy of Focus Features / © 2026 FOCUS FEATURES LLC
-
- SaS_FP_00172_R George MacKay stars as Edward Ferrars and Daisy Edgar-Jones as Elinor Dashwood in SENSE and SENSIBILITY, a Focus Features release. Credit: Courtesy of Focus Features / © 2026 FOCUS FEATURES LLC
-
- SaS_FP_00247 Frank Dillane stars as Willoughby in SENSE and SENSIBILITY, a Focus Features release. Credit: Courtesy of Focus Features / © 2026 FOCUS FEATURES LLC
-
- SaS_FP_00312_R Daisy Edgar-Jones stars as Elinor Dashwood and Esmé Creed-Miles as Marianne Dashwood in SENSE and SENSIBILITY, a Focus Features release. Credit: Courtesy of Focus Features / © 2026 FOCUS FEATURES LLC
Sii il primo a lasciare una recensione.
Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.
Cine Mood
Digger: Tom Cruise irriconoscibile e da Oscar in un film che non vi toglierete dalla testa
Published
3 settimane agoon
2 Ottobre 2026
È come se Tom Cruise, una sorta di moderno Dorian Gray dall’eterna giovinezza, per girare Digger, il nuovo film di Alejandro González Iñárritu, abbia tirato fuori il suo ritratto, nel frattempo invecchiato. È una di quelle interpretazioni che potrebbero portarlo all’Oscar. Ma ogni aspetto di Digger, e il film stesso, sono da premio. Tom Cruise, trasformato come poche altre volte ha fatto in carriera (ricordiamo Nato il 4 di luglio e Tropic Thunder), è irriconoscibile, o quasi, per dare vita al ritratto caricaturale di un uomo d’affari americano, un petroliere, che non è semplicemente un personaggio, ma un simbolo. È la crasi tra il mondo degli affari senza scrupoli e gli uomini politici incuranti del resto del mondo come i George W. Bush e Donald Trump. Ma a colpire è il ritratto fisico che ne fa Cruise. È un uomo flaccido, con la pancia, con una carnagione pallida, biancastra. I capelli sono bianchi, lunghi e radi, pettinati da un lato in una sorta di riporto, ma in realtà incapaci di stare fermi, incontrollabili come chi li porta. Digger è un film che non vi resterà dentro solo per l’interpretazione di Cruise. Non vi lascerà mai più, dopo la visione, perché è un’accusa, a tutti quanti, anche a noi che guardiamo, per tutto quello che riguarda l’ambiente e il cambiamento climatico.
Digger Rockwell (Tom Cruise) è un miliardario americano a capo di un impero petrolifero. Un mattino gli arriva una terribile notizia. Un’esplosione in uno dei pozzi petroliferi in Groenlandia sta per causare un disastro ecologico. Un enorme iceberg si sta staccando e potrebbe raggiungere il nord dell’Europa, creare uno tsunami e inondare la Gran Bretagna e la Norvegia. Digger, così, convoca un vertice con il Presidente degli Stati Uniti (John Goodman) per risolvere la situazione.
È una storia che si svolge in America, che ritrae gli USA di oggi in modo caustico e spietato come solo chi non è americano forse oggi potrebbe fare. Da messicano, visto il probabile dente avvelenato con l’amministrazione USA per la questione dei muri e dell’immigrazione, Iñárritu mette in scena l’America dove “prima si bombarda poi si chiede” e che viene a dire a noi “l’America è stata al fianco dell’Europa nella sua ora più buia ed è pronta a farlo di nuovo”. È una frase che oggi suona ironica. Così come è ironico, e per nulla casuale, che al centro di tutto ci sia la Groenlandia, terra oggetto dei desideri di Trump.
Ma, attenzione, il j’accuse di Iñárritu non è rivolto solo all’America ma a tutti noi. Quando Digger parla davanti ai politici europei in realtà sta parlando a ogni singolo abitante del mondo. E ci mette davanti a una realtà inconfutabile e disarmante. “Perché non smetto di trivellare? Perché non volete che io smetta. Volete roba che non vi serve consegnata in due giorni. Volete la libertà di godervi il confort della vostra vita insostenibile”. Sta parlando a noi che ci siamo abituati agli acquisti su Amazon e facciamo sì che merci viaggino per tutto il mondo con un grande consumo di anidride carbonica. Noi che usiamo di continuo l’Intelligenza Artificiale consumando una quantità enorme di energia per alimentarne i server.
Come Don’t Look Up, la commedia con Leonardo Di Caprio in cui l’asteroide che colpiva la Terra e nessuno voleva vedere era una chiara metafora della crisi climatica, anche in Digger il tema dell’ambiente viene raccontato con toni non seri, ma solo apparentemente. Digger è satirico, grottesco, farsesco, ma durissimo. Continuiamo così, facciamoci del male, come diceva un famoso film. La crisi climatica e già qui. Quando ce ne accorgeremo sarà troppo tardi.
di Maurizio Ermisino per DailyMood.it
Sii il primo a lasciare una recensione.
Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.
Cine Mood
Heart Of The Beast: Brad Pitt into the wild con un cane dal cuore grande
Published
4 settimane agoon
22 Settembre 2026
Ormai lo diciamo ogni volta che vediamo un suo film. Brad Pitt porta con sé un’aura tale che è in grado di tenere in piedi un film da solo, grande o piccolo che sia. Stavolta, però, accade qualcosa di molto particolare. Che a tenere in piedi il film Heart Of The Beast, diretto da David Ayer, al cinema dal 24 settembre, siano in due. Brad Pitt e Odino, un magnifico cane lupo – in realtà sono in 4, in scena, a interpretarlo – di un’espressività e una sensibilità unica. I due, in scena, fanno grandi cose, interagiscono, si abbracciano, lottano insieme. Ma c’è una minuscola sequenza che ci fa capire la sintonia. Nel momento in cui, uscito dall’acqua, Odino fa quel tipico movimento per scrollare il corpo e la testa per asciugarsi, Brad Pitt lo segue con il suo capo, muovendolo come fanno i cani. È un gesto istintivo, probabilmente frutto dell’improvvisazione. Ma è da queste cose che si capisce la sintonia che si può sviluppare su un set tra due attori. Anche se sono un uomo e un cane. Se amate Brad Pitt – e come non amarlo? – Heart Of The Beast è il film che dovete vedere. Se amate i cani – e come non amarli? – questo è il film che dovete assolutamente vedere. Con un’avvertenza. Vi commuoverete fino alle lacrime.
Dopo un drammatico incidente aereo, l’ufficiale delle Forze Speciali James Belmont (Brad Pitt) si ritrova disperso nelle terre più remote e inospitali dell’Alaska. Al suo fianco c’è solo Odino, il fedele cane militare con cui ha condiviso missioni estreme e situazioni al limite. Circondati da una natura selvaggia e spietata, tra freddo estremo, predatori e ostacoli imprevedibili, James e Odin dovranno affidarsi l’uno all’altro per sopravvivere. Mentre ogni passo verso la salvezza si trasforma in una sfida, il loro legame verrà messo alla prova come mai prima d’ora.
I capelli rasati, come ne L’esercito delle 12 scimmie e Fight Club, la barba lunga ma non troppo, ben curata. Una serie di tatuaggi sul collo e le braccia per farlo entrare nel personaggio. Brad Pitt in Heart Of The Beast è in scena così, in maniera naturale, con pochissimi orpelli. Si porta con sé quelle rughe naturali, poche, che gli ha regalato il tempo, rendendolo ancora più interessante di quando era giovane. Come vi avevamo raccontato a proposito di F1 – Il film, oggi Brad Pitt ha bisogno di fare pochissimo per comunicare ogni suo personaggio, non ha bisogno di una recitazione plateale, di scene madri. E anche qui, in quello che è un film d’azione, che prevede un grande lavoro, una prova fisica, non è mai sopra le righe, è sempre credibile, sempre misurato. Oggi Brad Pitt è l’essenziale del cinema. Oltre ad essere, con Tom Cruise, forse l’ultima della star storiche di Hollywood ad essere ancora saldamente sul suo trono.
Brad Pitt è in grado di reggere da solo un film. Ma qui ha un co-protagonista eccezionale, Odino. Come abbiamo scritto, è interpretato da 4 cani diversi. Il suo personaggio è senza una zampa, ha i denti in titanio perché, in servizio, li ha persi. Come il suo padrone, anche Odino è un reduce di guerra, soffre di stress post traumatico, di notte ha gli incubi. La storia di Odino è quella di tanti cani impiegati nell’esercito, cani che salvano le vite, ma che pagano un prezzo altissimo. E che, a volte, riescono a iniziare una seconda vita. I cani che interpretano Odino sono espressivi, hanno uno sguardo fiero, intenso, un’empatia con l’attore in scena che è un vero punto di forza del film. C’è una cosa che Odino riesce a trasmettere più di ogni altra cosa. La preoccupazione di un cane per il suo padrone. E in questo è impagabile.
Sono 3mila i cani che sono stati impiegato dall’esercito americano negli ultimi 20 anni. Il film ci racconta questo. Ci racconta il rapporto tra l’uomo e il suo migliore amico. Ci racconta l’istinto di sopravvivenza che contraddistingue l’uomo e l’animale. È un film ad alto tasso di adrenalina, di tensione, e di commozione. È uno di quei film che non si fanno più, con gli animali addestrati (riguarda i cani, mentre altri animali sono realizzati in computer grafica per evidenti motivi), con pochi attori, poche parole, e girati in location reali, impervie. Perché solo così si può dare un senso di realismo a tutta la storia. È una sorta di Into The Wild che incontra The Revenant e Alpha – Un’amicizia forte come la vita, quel film che raccontava come è nata l’amicizia tra l’uomo e il lupo, dando vita al cane. Andate a vedere Heart Of The Beast. Ma preparate i fazzoletti.
di Maurizio Ermisino per DailyMood.it
Sii il primo a lasciare una recensione.
Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.

Bentornato, autunno! 5 destinazioni dove fare rotta per un giorno di pioggia

Countdown per il Festival della Cucina Italiana in Svizzera, tutto pronto per la prima edizione

Ragione e sentimento: le grandi storie non muoiono mai. Daisy Edgar-Jones e Ceara Coveney sono le prossime star
Newsletter
Trending
-
Sfilate3 settimane agoMilano torna ad osare: la nuova stagione tra gonne, memoria e desiderio
-
Resort & SPA3 settimane agoAutunno rigenerante e detox: i retreat da programmare ora
-
Eventi2 settimane agoIl suono del colore: se Kandinsky sale in passerella
-
Cine Mood3 settimane agoDigger: Tom Cruise irriconoscibile e da Oscar in un film che non vi toglierete dalla testa
-
Serie TV3 settimane agoDark Matter: Taron Edgerton e Jennifer Connelly dentro a oscure materie. È la serie dell’anno?
-
Sfilate3 settimane agoZHONGFANG.LIJIN – Collezione Spring Summer 2027
-
Beauty1 settimana agoCaldi, sensuali e avvolgenti: 11 nuovi profumi per questo autunno che sono una vera coccola
-
Beauty2 settimane agoAugustinus Bader al fianco di Victoria Beckham nel backstage come skincare partner esclusivo della sfilata Primavera/Estate 2027 alla Paris Fashion Week









































