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Style & Luxury

Simboli portafortuna dell’alta gioielleria popolano l’universo incantato di mondi ideali e immaginari … da indossare con grazia

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24 agosto 2012

Attraverso un viaggio immaginario tra est e ovest e tra cielo e terra, la nuova collezione di Alta Gioielleria di Van Cleef & Arpels, Palais de la chanceTM, riunisce una miriade di simboli portafortuna.

Varcare la soglia di questo mondo incantato ricalca a meraviglia  la massima di Jacques Arpels: “per avere fortuna, bisogna credere nella fortuna”.

Nel corso della propria storia, Van Cleef & Arpels ha sempre creato sotto il segno dell’amore, della serenità e della fortuna.

In tutte le collezioni, le materie più pregiate diventano la stoffa di sogni intessuti di bellezza e armonia che brillano come desideri preziosi.

Numerosi sono i simboli portafortuna che popolano l’universo della Maison, ispirati da mondi reali o immaginari, dalle creature del cielo e da quelle di terra.

Coccinelle e quadrifogli, fate e liocorni ne costellano il destino con la loro presenza benevola.

Abbandonandosi ad una visione poetica del mondo, Van Cleef & Arpel rende omaggio alla fortuna in molti modi.

Questa si può manifestare nello spazio di un’emozione o in uno spettacolo ammaliante.

Attraverso lo scintillio delle stelle in una notte d’estate, ad esempio, o tramite il volo delle rondini che annuncia la primavera o ancora durante la magia di un incontro.

Non rimane dunque che attirare la buona sorte… a chi le offre la sua compagnia, lei sorriderà. Per questo bisogna prendersene cura come fosse un tesoro.

Oggi, Van Cleef & Arpels celebra questo valore positivo in occasione della nuova collezione di Alta Gioielleria Palais de la chance.

Viaggiando tra cielo e terra, da est a ovest, la Maison ha nutrito il proprio immaginario di simboli e racconti di cui offre la propria, preziosa interpretazione.

Ricorrendo a più fonti d’ispirazione care a Van Cleef & Arpels, la collezione si compone di tre storie: La Buona Stella, La Natura Portafortuna et Le Leggende della Fortuna.

Creatività e savoir-faire.

Ogni pezzo unico della collezione vuole esprimere una particolare visione della fortuna ma anche lo stile e la maestria di Van Cleef & Arpels.

Eccezionali gemme di colore, pietre dure scolpite, temerarie combinazioni tra materie…

La Maison, nota per la propria creatività ed eccellenza, ha nuovamente fatto uso delle spettacolari Pierres de CaractèreTM.

Selezionate secondo criteri di qualità molto rigorosi, si distinguono anche per la propria anima, per il carattere – appunto – in grado di far battere il cuore e trasmettere un’emozione unica.

Al fine di valorizzare queste pietre e infondere la poesia della chance alle proprie creazioni, Van Cleef & Arpels ha impiegato tutto il proprio know-how tecnico.

Alle prodezze tradizionali realizzate dalle Mains d’Or™ degli atelier, come il Serti Mystérieux™ o il famoso collier Zip ispirato dalla cerniera lampo, si unisce la magia di sottili metamorfosi.

Sautoir trasformabili, motivi amovibili e Théâtres Poétiques, ossia pezzi ludici dotati di meccanismi gioiello che testimoniano ancora una volta la genialità e la capacità innovativa di Van Cleef & Arpels.

La Buona Stella.

Attenta ai segnali della sorte, la Maison volge il proprio sguardo al cielo che scintilla come una distesa di pietre preziose.

Si delineano brillanti costellazioni dove diamanti e gemme rivaleggiano in bellezza.

In questa galassia, ognuna può cercare la propria bonne étoile o aspettare il passaggio di una stella cadente…

La sua coda di diamanti illumina la collezione e v’invita ad esprimere un desiderio.

Attraverso queste creazioni, la Maison rinnova la tematica degli astri, già esplorata nel 2010 per alcuni pezzi della collezione Les Voyages Extraordinaires™ ma anche per il quadrante della Complication PoétiqueTM Midnight in Paris del 2008.

Oggi come ieri, questa suggestione proveniente dal cielo permette di esprimere un immaginario fatato attraverso gioielli in cui prevalgono la leggerezza, il movimento e la femminilità.

Clip Étoile Filante.

Fortunato chi, scorgendo una stella cadente, riesce ad esprimere il desiderio più sentito…

La Maison immortala questo spettacolo raro e fugace con una clip che associa raffinatezza estetica e prodezza tecnica.

Mentre i diamanti di tagli diversi – rotondo, poire e rosa – tratteggiano la coda luminosa e suggeriscono il movimento, un meccanismo insospettabile consente di far ruotare manualmente di 360° il corpo della stella.

La clip Étoile Filante rientra infatti tra i Théâtres Poétiques di Palais de la chance.

Nuova interpretazione dei bijoux trasformabili cari alla Maison, questi pezzi ingegnosi sono dotati di un meccanismo molto discreto.

L’estetica del gioiello può così evolvere, aggiungendo alla bellezza una componente ludica.

Clip Étoile Filante, oro bianco e diamanti.

Parure principale della collezione, il collier e gli orecchini Sept Étoiles rendono omaggio alla più celebre delle costellazioni: l’Orsa Maggiore.

Secondo la mitologia greca, la sua origine risale alla bella ninfa Callisto.

Amata da Zeus, suscita la collera di Era che la trasforma in orsa. Insieme a suo fi glio Arcade,
che forma l’Orsa Minore, scintilla, da sempre e per sempre, a nord.

Per rappresentare le sette stelle più brillanti della costellazione, la Maison ha selezionato un insieme eccezionale di zaffi ri taglio coussin del Kashmir che totalizzano 33,73 carati.

Ci sono voluti diversi anni di ricerca per riunire tutte queste Pierres de Caractère, perfettamente assortite per dimensione e colore.

Gli zaffi ri del Kashmir, rinomati per il loro blu vellutato, sono particolarmente richiesti dai conoscitori per via della loro rarità e di un’origine ammantata di prestigio.

Le pietre sono sottolineate dalla struttura torsadé del collier che combina volume e fl essibilità.

I diamanti baguette sono stati tagliati ad hoc per adattarsi perfettamente alle curve di queste linee voluttuose.

Parure Sept Étoiles, Collier Sept Étoiles, platino, 7 zaffi ri taglio coussin per un totale di 33,73 carati (origine: Kashmir) e diamanti rotondi, taglio baguette, poire e rosa.

Orecchini Sept Étoiles, platino e diamanti rotondi, taglio baguette, poire e rosa.

La Natura Portafortuna.

Tematica cara da sempre a Van Cleef & Arpels, la natura infonde vitalità e poesia alle creazioni della Maison.

Stupita dalle costanti metamorfosi della flora e della fauna, vi vede una moltitudine di portafortuna trasformati in gioielli dalle Mains d’Or degli atelier di Place Vandôme.

In questo giardino incantato, creature d’aria e di terra, fiori e piante compongono insieme un’ode alla natura benevola e protettrice.

Svolazzi e bouquet preziosi offrono il più incantevole degli spettacoli per chi sa riconoscere la fortuna nelle meraviglie del mondo.

Clip Trèfles, oro bianco, 2 zaffiri rosa taglio cuore per un totale di 15,27 carati (origine: Madagascar) e diamanti.

Motivo universalmente riconosciuto come emblema di buona sorte, il quadrifoglio è qui l’interpretazione massima dei valori positivi della Maison.

La clip ben si sposa all’emblematica citazione di Jacques Arpels, nipote di Estelle Arpels: “per avere fortuna, bisogna credere nella fortuna”, delicatamente incisa su un nastro ondeggiante.

Il lavoro d’incisione è eseguito con la tecnica à main levée che richiede un’estrema minuzia.

La Maison fa rivivere così una massima cara alla propria storia e rivisita il motivo quadrifoglio,
che ricorre con frequenza negli archivi.

Se, secondo la leggenda, i quattro petali rappresentano speranza, fede, amore e fortuna, Van Cleef & Arpels ne rinforza la simbologia romantica grazie a due zaffiri di un rosa delicatamente intenso.

Le pietre taglio cuore, di rispettivamente 7,51 e 7,76 carati, si guardano in un tête-à-tête amoroso, sotto teneri auspici.

Con la parure Moments de chance noir & blanc, ornata di farfalle tigrate, la Maison celebra l’incontro tra due motivi dal forte potere simbolico.

Come lo yin e lo yang, i due animali illustrano la diversità dell’universo e compongono una nuova armonia, a metà strada tra delicatezza e grandiosità.

Presente in numerose mitologie, la farfalla è associata all’anima, al soffi o della vita, all’immortalità, mentre la tigre, figura principale dell’immaginario cinese, è simbolo di coraggio e di protezione al tempo stesso.

La parure Moments de chance noir & blanc sottolinea anche la dualità di questa coppia attraverso il contrasto sorprendente dell’onice e dei diamanti.

Già utilizzato per la collezione Bals de Légende™ (il Ballo Black & White), quest’estetica grafi ca è qui rinforzata dal decoro striato della farfalla di cui ogni elemento in onice è stato modellato appositamente per inserirsi alla perfezione nella struttura del gioiello.

Parure Moments de chance noir & blanc Sautoir e clip rimovibile Moments de chance noir & blanc, oro bianco, diamanti, onice, sfere di onice e perle bianche coltivate.

Orecchini Moments de chance noir & blanc, oro bianco, diamanti, onice, sfere di onice e perle bianche coltivate.

Lo spettacolare collier Hirondelles, ispirato dal volo leggero delle rondini, vuole celebrare la natura che si rinnova.

Messaggeri della primavera, questi uccelli migratori sono considerati in Europa dei portafortuna
e di buon augurio per la dimora dove scelgono di costruirsi il nido.

Deliziose e vivaci, hanno già stimolato in passato la creatività di Van Cleef & Arpels che negli anni Venti aveva dedicato loro uan serie di clip in diamanti.

Oggi riappaiono sotto una forma molto realista, volando in circolo davanti ad una vegetazione simbolica, bagnata dai primi raggi del sole.

Per tradurre questo quadretto impregnato di vitalità, la Maison ha impiegato una paletta cromatica piuttosto originale.

Al tenue camaïeu di verdi, composto da smeraldi, granati tsavorite e da sfere di crisoprasio, fa eco il rosa radioso di una tormalina di 19,59 carati.

L’insieme è esaltato da splendenti tocchi di onice e di lacca nera, così come da un lotto eccezionale di 39 perle coltivate di Tahiti che si distinguono per la tinta grigio scuro e per loro lucentezza.

Questo collier rientra nella linea dei pezzi trasformabili tipici alla Maison, perché può essere portato senza il motivo principale che, rimosso, diventa una spilla.

La chiusura gioiello diventa allora il decoro centrale che orna il decolleté.

Clip Coccinelle Mystérieuse. Simbolo universale di buona sorte, la coccinella diventa un gioiello portafortuna di proporzioni apprezzabili.

Traendo spunto dalla consuetudine di esprimere un desiderio quando la coccinella si posa su di noi, la Maison cattura l’istante furtivo in cui l’insetto prende il volo, consentendo al voto di realizzarsi.

Questo pezzo dalle linee aggraziate è anche espressione di un savoir faire emblematico di Van Cleef & Arpels: il Serti Mystérieux.

Brevettata nel 1933, quest’esclusiva tecnica d’incastonatura regala un effetto perfettamente uniforme e permette di creare volumi senza che il metallo sottostante sia visibile.

Qui, i rubini delle ali sono stati suiffés (operazione che consiste nello smussare alcune faccette per conferire l’aspetto del cabochon) al fine di rinforzare il rilievo vellutato del gioiello.

Parure Hirondelles. Collier et spilla rimovibile Hirondelles, oro bianco, diamanti, smeraldi, granati tsavorite, onice, lacca nera, perle nere coltivate, sfere di crisoprasio e 1 tormalina rosa taglio smeraldo di 19,59 carati (origine: Brasile).

Orecchini Hirondelles, oro bianco, diamanti, smeraldi, granati tsavorite e onice. Clip Coccinelle Mystérieuse, Oro bianco, diamanti, onice, spinelli neri, zaffi ri gialli, oro rosa e rubini Serti Mystérieux.

Il fogliame verde e il vigore l’hanno resa un simbolo di attaccamento, fedeltà e amore eterno.

L’edera è stata la fonte d’ispirazione per questa parure composta da collier e orecchini, realizzati nella più pura tradizione della Maison.

Nel corso degli anni Trenta, Van Cleef & Arpels si è distinto grazie ad alcuni gioielli spettacolari
caratterizzati da lotti di smeraldi, rubini e zaffi ri ovali.

Oggi l’edera è qui evocata da un insieme eccezionale di 56 smeraldi ovali dello Zambia che totalizzano 98,62 carati.

Queste pietre, di un verde intenso e luminoso, sono notevoli per la vivacità e l’omogeneità del colore, segno di speranza.

La chiusura gioiello a forma di foglia d’edera apporta un delicato tocco portafortuna a questo collier regale e statuario.

Collier Lierre, Oro bianco, diamanti, spinelli neri, platino e 52 smeraldi ovali per un totale di 93,12 carati (origine: Zambia).

Orecchini Lierre, Oro bianco, diamanti, spinelli neri, platino e 4 smeraldi ovali per un totale di 5,50 carati (origine: Zambia).

Parure Lierre. Clip Fortuna.

La dea romana della buona sorte veglia su questa collezione di Alta Gioielleria attraverso la clip Fortuna.

“La fortuna sorride agli audaci”, sembra sussurrarci all’orecchio questa figurina femminile.

Associata al destino, Fortuna è spesso rappresentata con gli occhi bendati e con una ruota. Qui appare con il volto dissimulato dietro il braccio, suggerendo che la chance è cieca e imparziale.

La silhouette slanciata appoggia su una sfera di opale che simboleggia il globo terrestre, mentre dal suo corno dell’abbondanza sgorgano zaffi ri multicolore e perle bianche coltivate.

Adornata da un delizioso camaïeu di gemme, un’eco ai rifl essi di opale, e dotata di ali delicatamente traforate, questa dea seduce per la sua grazia aerea.

Rientra infatti nella tradizione delle fate e delle ballerine che popolano l’universo di Van Cleef & Arpels fi n dagli anni Quaranta.

Le Leggende della Fortuna.

Da quasi un secolo, le creazioni della Maison testimoniano la sua curiosità per le altre culture.

Negli anni Venti, un’irresistibile attrazione per l’Oriente e l’Estremo Oriente s’impossessa della gioielleria parigina mentre il pubblico ne scopre i tesori, quali ad esempio ceramiche, sete e bronzi, durante l’Esposizione Universale.

Oggi Van Cleef & Arpels si rifà nuovamente a queste infl uenze lontane, alla ricerca di simboli portafortuna.

Viaggiando attraverso le leggende locali, reinterpreta le fi gure che popolano l’immaginario orientale. Dee e dragoni, animali e fi ori talismanici perpetuano così la tradizione poetica e magica di Van Cleef & Arpels.

Clip Fortuna, Oro bianco, diamanti, opali bianchi, zaffiri di colore, perle bianche coltivate e volto in diamante taglio rosa.

Collier Beauté Éternelle. Parure Everlasting Light.

Tradizionale nodo intrecciato, il panchang è un portafortuna molto popolare in Cina. Motivo detto
“senza fi ne”, perché il suo intreccio suggerisce un movimento infinito, è associato alla longevità e alla prosperità.

Con il suo scintillìo di diamanti, tra cui due pietre di 2,31 e 2,33 carati, impreziosisce in tre punti
questo fi ammante collier dal fascino senza tempo.

La creazione può essere composta da sei a otto ranghi sfere di rubino – per un totale di 665 – originari del Madagascar.

All’infilatura, tecnica importante in gioielleria che necessità di abilità e pazienza, è stata dedicata una cura particolare.

I due ranghi di rubini supplementari sul dorso del collier valorizzano la nuca mentre il fermaglio è magnifi cato dal motivo panchang in diamanti.

All’interno della collezione, vari pezzi rendono omaggio all’Egitto antico. Dal 1922, anno segnato dalla scoperta della tomba di Tutankhamon nella Valle dei Re, la Maison crea i suoi primi gioielli
ispirati a questa civiltà.

Sautoir, bracciali, clip e orologi vengono arricchiti di motivi tradizionali in onice, rubini e smeraldi.

Oggi la tematica è di nuovo in auge grazie a questa parure che unisce diversi simboli.

Battezzata Everlasting Light, associa le nozioni di luce ed eternità per evocare una fortuna perenne.

Per sottolinearne il signifi cato, il nome è inciso a mano sul motivo in lapislazzuli del fermaglio del collier.

Ricchissima di dettagli, la parure unisce anche molti elementi dell’iconografi a egiziana. La rana, simbolo di vita e fertilità, appare in più punti della collana e sugli orecchini, mentre le palme in diamanti, bordate di onice, ricordano i palmeti che costeggiano il Nilo.

Un motivo in lapislazzuli, pietra molto apprezzata dagli egiziani, sormonta il pon pon del collier.

Altra ragguardevole caratteristica di questa parure è l’ampia varietà di materie che compongono una sottile armonia di nuance.

Al fuoco ipnotico dell’opale rispondono il verde luminoso del crisoprasio, il blu profondo delle tormaline, la tinta intensa dello zaffi ro e l’azzuro mare dei lapislazzuli.

Le 471 sfere di crisoprasio, perfettamente assortite, conferiscono al collier uno splendore senza
uguali sul quale si stagliano dei granati mandarino, il colore del sol levante.

Collier Beauté Éternelle. Oro bianco, diamanti, 665 sfere di rubino (origine: Madagascar) e
2 diamanti rotondi di 2,31 e 2,33 carati.

Collier Everlasting Light, Oro bianco, crisoprasio, granati mandarino, lapislazzuli, zaffiri, diamanti, tormaline, onice, turchesi, smeraldi e 1 opale nera cabochon di 23,64 carati.

Orecchini pendenti Everlasting Light, Oro bianco, diamanti, tormaline, onice, lapislazzuli,
crisoprasio, turchesi, smeraldi, granati mandarino e 2 opali nere per un totale di 5,53 carati.

Clip Hina. Altra figura femminile della collezione Palais de la chance, la clip Hina trae ispirazione dalle bambole ornamentali giapponesi di antichissima tradizione artigiana.

Denominate hina-ningyô, sono offerte alle giovani in segno di protezione, salute e fortuna per il futuro.

Ogni anno, in previsione della festa che le celebra (Hinamatsuri), il 3 di marzo, queste bambole vengono esposte su piattaforme rosse a raffi gurare una corte completa che rievoca quella imperiale dell’epoca di Heian.

Per rendere il volume e la raffi natezza dei costumi tipici, la Maison ha fatto appello a più mestieri, tutti di grande minuzia.

Il corallo rosso vermiglio intenso (originario del mare del Giappone) è stato selezionato rigorosamente e scolpito per andare a ricreare il drappeggio del kimono.

Anche i rubini Serti Mystérieux, gli smeraldi e la giada nefrite intagliata per l’acconciatura giapponese, concorrono alla grande copiosità di dettagli e di materie.

Bague Bianfu. In virtù di questa collezione, Van Cleef & Arpels arricchisce il proprio bestiario di un nuovo animale che in Cina ricopre un ruolo positivo.

Il pipistrello, simbolo Feng Shui di fortuna e prosperità, si svela qui sotto una nuova luce, un volo carezzevole e benevolo.

Stilizzate e impreziosite da zaffi ri rosa, le creature alate si fondono armoniosamente tra le
volte nuvolose dell’anello Bianfu.

La montatura delicatamente traforata valorizza uno stupefacente zaffi ro viola dello Sri Lanka di
23,24 carati, il cui colore profondo e magnetico rievoca l’oscura chiarezza di una notte d’estate.

Clip Hina, Oro bianco, diamanti, rubini, zaffiri rosa e malva, smeraldi, oro rosa, rubini Serti
Mystérieux, corallo, giada nefrite e volto in diamante taglio rosa.

Bague Bianfu, Oro bianco, diamanti, oro rosa, zaffiri rosa e 1 zaffiro viola taglio smeraldo di 23,34 carati (origine: Sri Lanka).

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Fashion News

Jimmy Choo | Pearls of Wisdom, a Capsule Celebrating 30 Years of Jimmy Choo

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Per trent’anni, la perla è stata intessuta nel tessuto di Jimmy Choo: dalle pareti in travertino alabastrino delle prime boutique alla tonalità iridescente del packaging color ostrica distintivo della maison. Le perle hanno fatto la loro comparsa su scarpe e accessori in ogni forma, dalla più delicata alla più audace. La perla non è un semplice motivo decorativo, è un codice della maison.
Per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo, la Direttrice Creativa Sandra Choi riflette su questo simbolo intramontabile con Pearls of Wisdom: una capsule collection e una campagna che rendono omaggio alla perla in tutte le sue forme. Preziosa ma resistente, formatasi lentamente e affinata nel tempo, è emblematica di un trentesimo anniversario e una metafora appropriata di tutto ciò che la maison ha costruito.
«“Pearls of Wisdom” mi è sembrato il punto di partenza perfetto per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo. Il traguardo dei 30 anni si allinea in modo naturale a questo motivo che amiamo da tempo. Per me, la perla racchiude una forza discreta e duratura: aggraziata, mai ostentata e sempre caratterizzata da un tocco di giocosa purezza. Per questa collezione, volevo che la perla apparisse naturale e istintiva, un’espressione sottile del nostro passato che continua a plasmare il nostro futuro». Sandra Choi
La campagna è immortalata attraverso uno sguardo di silenziosa reverenza. Dalle immagini still life agli scatti con le modelle e alle vignette, queste immagini dialogano tra loro; ogni inquadratura è studiata, lenta e precisa, con ritagli che guidano lo sguardo verso i dettagli finemente realizzati che definiscono questa collezione. Lo styling riflette la versatilità intrinseca della perla stessa: sicura di sé, senza età e libera da vincoli legati alle occasioni; può essere indossata nei momenti più festosi della vita oppure come elemento capace di elevare la quotidianità, sempre con un senso di freschezza e modernità. Realizzate sia a colori sia in bianco e nero, le immagini richiamano l’eterna attualità e il fascino della perla, insieme alla forza del femminile.
Nelle immagini in movimento della campagna, una grafica con il numero ’96, l’anno di fondazione di Jimmy Choo, viene reinterpretata come simbolo di un’eredità: le forme curve diventano una coppia di apostrofi, uno diritto e uno rovesciato. Sovrapposti in primo piano, incorniciano e scandiscono le immagini. Un’eco visiva delle citazioni, delle storie e dei momenti iconici accumulati nel corso di trent’anni fondamentali. Come la perla stessa, rappresentano un richiamo all’anno di fondazione della maison, il 1996.
Tra scarpe, borse e gioielli, ogni pezzo della capsule offre una propria interpretazione della perla.
La zeppa scultorea dorata ITHACA, che prende il nome da un’isola greca il cui paesaggio romantico è impreziosito dalla madreperla, presenta sul lato inferiore un trio di perle in resina. Il sandalo IRINA avvolge il piede con perle in resina e cristalli, come collane sovrapposte, mentre la INGRID FLAT reinventa una robusta scarpa Oxford con una fibbia in perla di resina trompe-l’œil. Corsage barocchi sbocciano sulle tre silhouette della famiglia INES, proposta nelle versioni décolleté, mule e ballerina.
La BON BON, che richiama i corsage di perle barocche della famiglia INES, si affianca alla TUBE MINI BAG e alla minaudière RAINDROPS, entrambe rifinite con una frangia di perle in resina ricadenti. La clutch CLOUD evoca conchiglie di ostrica e onde dorate, mentre la OYSTER è una clutch scultorea in plexiglas, un oggetto d’arte ispirato alla forma naturale di una perla barocca. Ogni pezzo è concepito come un futuro cimelio, pensando ai prossimi trent’anni.

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Fashion News

Alexander McQueen sostiene Tate Britain The 90s: Art and Fashion

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Alexander McQueen è onorato di sostenere The 90s: Art and Fashion, una mostra di rilievo alla Tate Britain, curata da Edward Enninful OBE, la cui prospettiva unica esamina un’epoca che ha trasformato l’arte, la moda e la cultura contemporanea.

Alexander McQueen, fondato da Lee Alexander McQueen a Londra nel 1992, emerse durante questo decennio determinante per la moda e la cultura britanniche. Dopo essersi formato nella londinese Savile Row e alla Central Saint Martins, McQueen unì la precisione della sartoria e dell’artigianato britannici a una visione creativa sovversiva e senza compromessi. Il suo lavoro sfidò le convenzioni e ebbe una risonanza ben oltre la moda, riflettendo il ricco dialogo tra arte, cultura ed espressione creativa che caratterizzò gli anni Novanta.

Nell’ambito del suo sostegno alla mostra, Alexander McQueen ha concesso in prestito una selezione di look d’archivio provenienti dalle sue fondamentali sfilate degli anni Novanta. Presentati in dialogo con opere d’arte e voci culturali influenti, questi pezzi offrono una rara opportunità di vivere il lavoro degli esordi della maison all’interno del più ampio panorama creativo di un decennio che ha plasmato la storia della moda.

The 90s: Art and Fashion
8 ottobre 2026 – 14 febbraio 2027
Tate Britain, Londra

LOOK IN MOSTRA

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Abito con cappuccio con base in tulle e perline tubolari in vetro rosso distribuite su tutta la superficie.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Armatura in metallo di alluminio, realizzata da Sarah Harmarnee per Alexander McQueen.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1997 ‘It’s a Jungle Out There’
Giacca sartoriale in pelle di vitello con corna di impala.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1999 ‘The Overlook’
Corsetto a spirale in metallo di alluminio, realizzato da Shaun Leane per Alexander McQueen.

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Sfilate

CHANEL Sfilata Primavera Estate 2027

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La Conversation – Parte Tre – Volti diversi della stessa medaglia

«La bambina che ero un tempo è con me oggi. Ho realizzato i suoi progetti. Ho soddisfatto i suoi gusti. È da lei che ho acquisito i miei standard esigenti, ed è lei che sono riuscita a soddisfare. Nessuno mi è più vicino di lei. Lei mi deve tutto, e io le devo ciò che sono riuscita a dare al mio tempo.»

Gabrielle Chanel

«Nel corso della loro vita, le donne diventano molteplici sé, volti diversi della stessa medaglia. È come un gioco del cadavere squisito, in cui un’identità conduce a un’altra. Si tratta delle donne dentro una donna. E qui si tratta di una donna, Gabrielle, che poi è diventata Chanel.»

Matthieu Blazy

La moda è malleabile e trasformativa, trasmettendo dal passato al presente e verso il futuro.

Le identità della moda cambiano e si trasformano, eppure, in relazione a una donna, sono sempre diverse e sempre le stesse. Nella collezione di questa stagione, Matthieu Blazy, Direttore Artistico delle Attività Moda, rende omaggio a questi molteplici sé nel suo continuo dialogo con Gabrielle Chanel.

Dai suoi inizi agli anni più tardi, dalla rivelazione della biancheria in jersey all’inizio della collezione fino al suo lavoro del dopoguerra sul tailleur, qui indossato come una seconda pelle contro la carne nuda, leggero come un profumo. Qui, il continuum della moda Chanel si dimostra stratificato e circolare, con l’inizio che informa la fine.

Nella collezione, la giovane Gabrielle diventa le diverse donne Chanel che sarà. Ognuna porta l’altra dentro di sé, una storia stratificata di identità all’interno di una storia stratificata degli abiti che indossava. Questo è il suo personale viaggio nella moda: dalle costrizioni del corsetto e della sartoria edoardiana che un tempo aveva adottato e contro cui si era ribellata, alle sue idee riconfigurate e rivoluzionarie sul tailleur, indossato con disinvoltura e portato con leggerezza.

Le identità vengono provate, valorizzate, aggiunte, utilizzate come un gioco o, a volte, abbandonate e combattute. Lasciano dietro di sé tracce delle loro precedenti incarnazioni: linee di stecche d’ombra, il movimento di un peplo, il volant di un colletto, la curva di un corpino, che diventano i resti spettrali di vite della moda passate.

Dalla costruzione alla decostruzione, ritorna la sua rivelatrice esplorazione della sartoria maschile: l’abbigliamento formale maschile da giorno e da sera viene tagliato a vivo e trasformato in gilet, indossati con pantaloni, oppure riconfigurato in tailleur con gonna a matita.

Il mondo maschile scivola in quello femminile con abiti formali in stile anni Trenta, ricamati di paillettes e strutturati in sbieco, oppure lavorati a maglia e impreziositi da perline, abbastanza leggeri da essere infilati e indossati con la facilità di una T-shirt. I paradossi della femminilità sono al centro di ciascuno di essi.

Eppure, forse, è il flou a risultare più sorprendente quando imita il time-lapse delle formazioni delle nuvole, ottenuto sovrapponendo differenti pesi di trasparenze di seta stampata e tagli ampi e fluttuanti. Segna il mattino, l’ora dorata e il calare della notte; il passaggio del tempo.

Simboleggiato dall’uccello, in particolare dal rondone e dalla rondine, un senso di libertà prende il volo attraverso gli abiti, posandosi a volte nella sua incarnazione aviaria come bottoni, gioielli e ricami.

Ma è nello straordinario sviluppo dei tessuti dell’atelier, sia intrecciati sia lavorati a maglia, che le sue capacità supreme risplendono, spingendo una concezione della libertà attraverso il movimento e la leggerezza.

Qui, la filosofia Chanel diventa non soltanto un motivo, ma un progetto di vita, qualcosa che è nel cuore della maison. Come la libertà stessa, non si tratta soltanto di vedere, ma di sentire.

Il capitolo finale della collezione chiude il cerchio, dalla seconda pelle della biancheria all’inizio della sua storia fino all’ultima incarnazione del tailleur nel nuovo «tweed smock».

Quest’ultimo rappresenta un’innovazione sorprendente: richiama il primo nella sua leggerezza senza sforzo, nella sua malleabilità e mobilità ottenute grazie all’elasticità, diventando un capo performante possibile soltanto oggi.

Eppure continua le tradizioni degli obiettivi ultimi di Gabrielle Chanel attraverso l’abito: movimento, espressione di sé, libertà.

A partire da Dyanira Hurbuscher, che tiene la stessa borsa 2.55 di Gabrielle Chanel proveniente dagli archivi del Patrimoine, la collezione ritorna a essa alla fine, indossata dalla stessa modella; gli accessori riflettono la stessa molteplicità di significati e di identità.

Ere ed epoche si fondono, in particolare nella varietà delle borse con patta, sia vecchie sia nuove. Dall’eleganza della pelletteria di un nuovo classico, con la sua chiusura a catena da orologio, passando per le borse nuvola e i loro segni del passaggio del tempo, fino alla minaudière a forma di gabbia per uccelli, con i suoi uccelli fuggiti, simbolo e significante, allo stesso tempo giocoso e profondo.

«Questa non è una collezione storica; è una collezione sulle storie stratificate di Gabrielle Chanel. Alla fine, Chanel ha preso il volo, e ogni passo che ha compiuto l’ha condotta verso la libertà, come un uccello.»

Matthieu Blazy

  • Mémoires de Coco, Louise de Vilmorin, Gallimard, 1999.
    Copyright CHANEL

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