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Saint Laurent, il brand più desiderato al mondo e l’eredità di un’icona senza tempo

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Nel terzo trimestre del 2025 Saint Laurent ha raggiunto un primato senza precedenti: è stato eletto il marchio di lusso più desiderato a livello globale secondo la Lyst Index, la classifica trimestrale che misura le preferenze dei consumatori basandosi su ricerche, interazioni social e vendite online. Una conquista che racconta non solo la forza del brand, ma anche la persistenza di un’estetica che continua a parlare alle generazioni di oggi. A differenza di molti competitor, la forza di Saint Laurent non risiede semplicemente in un marketing aggressivo o in campagne virali. La maison ha costruito negli anni un codice stilistico riconoscibile e coerente, che unisce eleganza sobria e audacia sofisticata. Il direttore creativo Anthony Vaccarello ha saputo reinterpretare la visione originale di Yves Saint Laurent, mantenendo l’equilibrio tra modernità e classicità: le silhouette pulite, le linee essenziali e i dettagli iconici rendono ogni pezzo immediatamente riconoscibile. In termini pratici, questo si traduce in prodotti che diventano veri e propri “oggetti del desiderio”: dai mocassini Le Loafer alle borse iconiche, in primis la Loulou o la Mombasa, quest’ultima lanciata nei primi anni del Duemila da Tom Ford, allora direttore creativo del brand ed ora riportata in auge, passando per capi prêt-à-porter che combinano lusso e portabilità quotidiana. La strategia della griffe ha inoltre saputo intercettare il pubblico giovane, sempre più influenzato da contenuti digitali e social, senza tradire l’eleganza storica del marchio. Il riconoscimento di Saint Laurent come brand più desiderato non è frutto del caso. La Lyst Index analizza milioni di interazioni di consumatori in tutto il mondo, dalla ricerca online all’acquisto effettivo, fino al passaparola digitale sui social media. Questo rende la classifica una fotografia affidabile del desiderio reale dei clienti, più che delle tendenze imposte dai media o dagli influencer. In altre parole, Saint Laurent non è solo popolare: è percepito come riferimento stilistico imprescindibile, un marchio capace di incarnare l’idea stessa di lusso contemporaneo, senza risultare ostentato o eccessivamente distante dalla quotidianità.

L’attuale successo della maison affonda le radici nella visione pionieristica del suo fondatore, Yves Saint Laurent (1936‑2008). Giovane talento scoperto da Christian Dior, Yves prese le redini della maison Dior a soli ventun anni, ma fu con la creazione della sua casa di moda a Parigi nel 1961 che rivoluzionò la moda femminile. Yves Saint Laurent introdusse innovazioni che oggi appaiono iconiche: il celebre Le Smoking per donna, la linea prêt-à-porter Rive Gauche e l’uso audace di tessuti e colori ispirati all’arte contemporanea. Più che abiti, Yves creava emozioni e libertà, ridefinendo il concetto di eleganza femminile come sintesi di potere, stile e indipendenza. Il celebre atelier al civico 5 di Avenue Marceau, il palazzo del Secondo Impero entrato nel mito, ora sede del Musée Yves Saint Laurent, visitato dagli appassionati del mondo fashion di tutto il mondo, è diventato leggenda. Proprio qui venivano accolte le facoltose clienti, mentre il resto dell’edificio ospitava i laboratori di cucito e lo studio dello stilista con le sue librerie, la sua scrivania e i mobili d’epoca. Oggi Saint Laurent non solo rende omaggio al suo passato, ma riesce a tradurre la sua eredità in desiderio contemporaneo. La vetta del Lyst Index è la conferma che coerenza, innovazione e autenticità stilistica continuano a fare la differenza nel panorama globale. Il marchio rimane un simbolo di lusso moderno, in cui la storia incontra le esigenze del presente e ogni pezzo racconta una storia di eleganza senza tempo. In un mondo della moda spesso dominato da novità effimere, Saint Laurent dimostra che la vera desiderabilità nasce dall’equilibrio tra tradizione e modernità, tra stile iconico e capacità di reinventarsi. Un esempio che ogni marchio di lusso, oggi, può solo ammirare e imparare.

Photo Courtesy of Saint Laurent

di Elena Parmegiani per DailyMood.it

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Petra Stellam – F/W26 What Makes Everyone Tailored

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La sartoria è una ricerca di equilibrio tra struttura e fluidità, tradizione e innovazione. Ogni capo diventa un dialogo tra designer e chi lo indossa, in cui la precisione tecnica si armonizza con l’espressione personale.
La sua essenza risiede nel rapporto tra tessuto e corpo. Ogni taglio e ogni dettaglio costruttivo sono frutto di una scelta precisa, mentre livelli di maestria artigianale, spesso invisibili, concorrono a garantire integrità, libertà di movimento e carattere. Quando viene destrutturato, un capo sartoriale rivela un’ingegneria progettuale attenta e sofisticata, in cui ogni elemento contribuisce al suo equilibrio complessivo e alla sua identità.
Questa collezione reinterpreta la sartoria come una forma d’arte senza tempo. Portandone alla luce e reinterpretandone gli elementi essenziali, esplora il suo significato tanto personale quanto universale, trasformando la maestria artigianale in una manifestazione dell’individualità.
Cosa rende tutti sartoriali?

 

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Jimmy Choo | Pearls of Wisdom, a Capsule Celebrating 30 Years of Jimmy Choo

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Per trent’anni, la perla è stata intessuta nel tessuto di Jimmy Choo: dalle pareti in travertino alabastrino delle prime boutique alla tonalità iridescente del packaging color ostrica distintivo della maison. Le perle hanno fatto la loro comparsa su scarpe e accessori in ogni forma, dalla più delicata alla più audace. La perla non è un semplice motivo decorativo, è un codice della maison.
Per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo, la Direttrice Creativa Sandra Choi riflette su questo simbolo intramontabile con Pearls of Wisdom: una capsule collection e una campagna che rendono omaggio alla perla in tutte le sue forme. Preziosa ma resistente, formatasi lentamente e affinata nel tempo, è emblematica di un trentesimo anniversario e una metafora appropriata di tutto ciò che la maison ha costruito.
«“Pearls of Wisdom” mi è sembrato il punto di partenza perfetto per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo. Il traguardo dei 30 anni si allinea in modo naturale a questo motivo che amiamo da tempo. Per me, la perla racchiude una forza discreta e duratura: aggraziata, mai ostentata e sempre caratterizzata da un tocco di giocosa purezza. Per questa collezione, volevo che la perla apparisse naturale e istintiva, un’espressione sottile del nostro passato che continua a plasmare il nostro futuro». Sandra Choi
La campagna è immortalata attraverso uno sguardo di silenziosa reverenza. Dalle immagini still life agli scatti con le modelle e alle vignette, queste immagini dialogano tra loro; ogni inquadratura è studiata, lenta e precisa, con ritagli che guidano lo sguardo verso i dettagli finemente realizzati che definiscono questa collezione. Lo styling riflette la versatilità intrinseca della perla stessa: sicura di sé, senza età e libera da vincoli legati alle occasioni; può essere indossata nei momenti più festosi della vita oppure come elemento capace di elevare la quotidianità, sempre con un senso di freschezza e modernità. Realizzate sia a colori sia in bianco e nero, le immagini richiamano l’eterna attualità e il fascino della perla, insieme alla forza del femminile.
Nelle immagini in movimento della campagna, una grafica con il numero ’96, l’anno di fondazione di Jimmy Choo, viene reinterpretata come simbolo di un’eredità: le forme curve diventano una coppia di apostrofi, uno diritto e uno rovesciato. Sovrapposti in primo piano, incorniciano e scandiscono le immagini. Un’eco visiva delle citazioni, delle storie e dei momenti iconici accumulati nel corso di trent’anni fondamentali. Come la perla stessa, rappresentano un richiamo all’anno di fondazione della maison, il 1996.
Tra scarpe, borse e gioielli, ogni pezzo della capsule offre una propria interpretazione della perla.
La zeppa scultorea dorata ITHACA, che prende il nome da un’isola greca il cui paesaggio romantico è impreziosito dalla madreperla, presenta sul lato inferiore un trio di perle in resina. Il sandalo IRINA avvolge il piede con perle in resina e cristalli, come collane sovrapposte, mentre la INGRID FLAT reinventa una robusta scarpa Oxford con una fibbia in perla di resina trompe-l’œil. Corsage barocchi sbocciano sulle tre silhouette della famiglia INES, proposta nelle versioni décolleté, mule e ballerina.
La BON BON, che richiama i corsage di perle barocche della famiglia INES, si affianca alla TUBE MINI BAG e alla minaudière RAINDROPS, entrambe rifinite con una frangia di perle in resina ricadenti. La clutch CLOUD evoca conchiglie di ostrica e onde dorate, mentre la OYSTER è una clutch scultorea in plexiglas, un oggetto d’arte ispirato alla forma naturale di una perla barocca. Ogni pezzo è concepito come un futuro cimelio, pensando ai prossimi trent’anni.

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Alexander McQueen sostiene Tate Britain The 90s: Art and Fashion

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Alexander McQueen è onorato di sostenere The 90s: Art and Fashion, una mostra di rilievo alla Tate Britain, curata da Edward Enninful OBE, la cui prospettiva unica esamina un’epoca che ha trasformato l’arte, la moda e la cultura contemporanea.

Alexander McQueen, fondato da Lee Alexander McQueen a Londra nel 1992, emerse durante questo decennio determinante per la moda e la cultura britanniche. Dopo essersi formato nella londinese Savile Row e alla Central Saint Martins, McQueen unì la precisione della sartoria e dell’artigianato britannici a una visione creativa sovversiva e senza compromessi. Il suo lavoro sfidò le convenzioni e ebbe una risonanza ben oltre la moda, riflettendo il ricco dialogo tra arte, cultura ed espressione creativa che caratterizzò gli anni Novanta.

Nell’ambito del suo sostegno alla mostra, Alexander McQueen ha concesso in prestito una selezione di look d’archivio provenienti dalle sue fondamentali sfilate degli anni Novanta. Presentati in dialogo con opere d’arte e voci culturali influenti, questi pezzi offrono una rara opportunità di vivere il lavoro degli esordi della maison all’interno del più ampio panorama creativo di un decennio che ha plasmato la storia della moda.

The 90s: Art and Fashion
8 ottobre 2026 – 14 febbraio 2027
Tate Britain, Londra

LOOK IN MOSTRA

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Abito con cappuccio con base in tulle e perline tubolari in vetro rosso distribuite su tutta la superficie.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Armatura in metallo di alluminio, realizzata da Sarah Harmarnee per Alexander McQueen.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1997 ‘It’s a Jungle Out There’
Giacca sartoriale in pelle di vitello con corna di impala.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1999 ‘The Overlook’
Corsetto a spirale in metallo di alluminio, realizzato da Shaun Leane per Alexander McQueen.

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