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Ensemle Atelier, Roma celebra la moda a Villa Borghese tra talento, eleganza e sartorialità

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La storica ed affascinante Villa Borghese, immersa tra l’arte e la natura, è diventata, nel primo weekend di luglio, il palcoscenico della grande moda capitolina. L’evento nel Parco stile inglese di Villa Pinciana ha celebrato il talento, la creatività e l’identità sartoriale della Città Eterna in due giornate dense di emozioni e bellezza. Sabato 5 e domenica 6 luglio 2025, l’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato, in collaborazione con la Regione Lazio, ha organizzato due appuntamenti di moda d’eccezione, riportando l’haute couture sotto i riflettori. Il weekend si è aperto con il Forma Fashion Show, una sfilata che ha visto protagonisti centinaia di studenti provenienti da cinque tra le principali cinque accademie di moda romane: Accademia di Belle Arti di Roma, Accademia Koefia, Accademia Italiana, Accademia del Lusso, MAM – Maiani Accademia Moda. Nella serata di domenica il viale delle Magnolie di Villa Borghese ha accolto un evento dal respiro più maturo e sofisticato: Ensemble Atelier. Sette maison di alta moda, tutte profondamente legate alla città di Roma, hanno portato in passerella creazioni inedite, concepite appositamente per l’occasione. Abbiamo ammirato una celebrazione della sartorialità artigianale, autentica, che affonda le sue radici nella tradizione, ma che si proietta con audacia verso l’innovazione. Protagonisti in passerella atelier storici e stilisti talentuosi: Camillo Bona, Luigi Borbone, Franco Ciambella, Nino Lettieri, Antonio Martino, Sabrina Persechino e Jamal Taslaq. Ognuno ha presentato una capsule collection unica, capace di interpretare a modo proprio la bellezza, l’eleganza e la forza espressiva del Made in Italy. Camillo Bona ha celebrato i suoi trent’anni nell’Alta Moda con una collezione che è un vero inno alla femminilità cangiante. Chiffon, velluti e sete si fondono in silhouette fluide e poetiche, dove convivono suggestioni rétro Anni Trenta e accenti sofisticati boho. Proposte concepite per una donna che cambia, si evolve, ma resta autentica e consapevole della propria femminilità e grazia. Luigi Borbone ha trasformato Paolina Borghese in musa ispiratrice. Sei abiti raccontano una metamorfosi al femminile, tra feste aristocratiche e gelosie, fino all’apoteosi finale: la donna che diventa Venere Vincitrice. Una narrazione in tessuto che coniuga storia, mito e modernità. Franco Ciambella ha portato in scena l’Essenza della couture. Dodici abiti da sogno in dialogo tra leggerezza e struttura, tra ricami 3D e pizzi ricercati, danno forma a una nuova estetica, rigorosa e luminosa, che rifugge l’eccesso per abbracciare la purezza della forma. Un linguaggio nuovo, moderno ed eloquente. “Ho voluto portare in scena un ritorno alla sartorialità e ai suoi fondamenti: taglio, colore e tessuti.”- dichiara in esclusiva al Daily Mood Ciambella- “Il mio è stato uno studio del saio che ho tramutato in una capsule, mi sono ispirato al libro di Enzo Fortunato “La tunica e la tonica” che tratta proprio lo studio sulla tunica di San Francesco”.  Nino Lettieri, con la collezione NINOIR, ha omaggiato il nero, non come assenza di colore, ma come dichiarazione di stile. Le sue raffinate creazioni definiscono una femminilità elegante, misteriosa e senza tempo. Uno splendido e suggestivo tributo sofisticato, magistralmente riuscito,  iper chic che omaggia la classe assoluta del non-colore. Antonio Martino ha osato con Black Versailles, una rilettura sensuale e ribelle della corte di Luigi XIV. In dieci look visionari, la femminilità si carica di potere e desiderio, trasformando l’opulenza del barocco in un linguaggio contemporaneo e seducente. “L’idea di Black Versailles nasce  dal mio desiderio di raccontare in versione più oscura e segreta la vita di corte francese, quella piena di intrighi, amori e complotti, la più omertosa che nessuno conosce perché nascosta dall’opulenza di Versailles stessa.”– chiosa in esclusiva al Daily Mood Martino- “ Per rendere questo contrasto ancora più evidente ed accentuato ho pensato di utilizzare la pelle, mia grande passione da sempre, per ricreare forme e volumi tipici dell’epoca, ma con una visione più contemporanea e più dark utilizzando finiture in metallo dorato, solitamente usate per gli accessori.” Sabrina Persechino ha disegnato un vero percorso geometrico con Quadra, ispirandosi al quadrato come forma perfetta e simbolo di razionalità. La collezione si sviluppa come un labirinto architettonico, in cui l’equilibrio tra moda e design costruisce un omaggio raffinato ai giardini e alle ville di Roma. Jamal Taslaq ha chiuso il defilè con Occirientale, una collezione di dodici ricercate creazioni che è un ponte tra i mondi. Tagli essenziali, ricami delicati e una palette in colori pastello raccontano l’incontro tra l’estetica italiana e l’anima araba con modelle che incedono nell’uscita finale con una delicata rosa bianca in mano che il talentuoso stilista italo palestinese, ma romano d’adozione, elegge come simbolo di pace e di bellezza universale. Una sfilata che diventa manifesto culturale, dove arte, identità e bellezza si intrecciano senza confini. In queste due giornate, Villa Borghese non è stata soltanto uno sfondo scenografico, ma è diventata protagonista silenziosa e complice della narrazione estetica. I suoi viali alberati, le architetture neoclassiche e la sua aura sospesa tra arte e natura hanno restituito alla Capitale la magia di un tempo in cui la moda era anche rito, spettacolo, celebrazione dell’ingegno umano. Roma torna così al centro della mappa dell’haute couture, riaccendendo i riflettori su un patrimonio di creatività e sartorialità che le appartiene da sempre. Un ritorno che sa di rinascita, di orgoglio e, soprattutto, di bellezza. Il trucco è stato curato dal team di Simone Belli, mentre l’hairstyle dal maestro Sergio Valente, con il team del Premio Sergio Valente, Gerry Santoro con il team ICD Intercoffure Italia e con la partecipazione delle 505 Alberta Balestra, Giusy Bassanie e Susy Sperletti. Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale ha affermato: “Valorizzare i nuovi talenti e sostenere le piccole-medie imprese sono gli  obiettivi di questa Amministrazione. Con ‘Forma Fashion Show’ diamo l’opportunità a centinaia di ragazzi che da anni studiano moda a Roma, in istituti pubblici e accademie private, di esibirsi gratuitamente in luoghi iconici. Per questo, dopo due anni a Piazza del Campidoglio, abbiamo scelto Villa Borghese: è un’occasione unica, indimenticabile, ed è la dimostrazione di quanto Roma creda nella formazione e quanto voglia investire nei giovani. Abbiamo poi la volontà di valorizzare le piccole-medie aziende che, in un mondo dominato da grandi marchi mondiali, operano in città nel mondo dell’artigianato e del design, generando ricadute economiche e posti di lavoro: questo è lo scopo di ‘Ensemble Atelier’ che ha visto sfilare, sempre a Villa Borghese, sette stilisti con abiti in esclusiva. Roma è tornata centrale nel mondo della moda e ne siamo fieri. Non è stato un caso, ma frutto di un lungo e intenso lavoro, ma siamo felici: gli investimenti aumentano, i numeri degli iscritti alle accademie crescono e le grandi sfilate sono tornate in città, da Valentino a Pucci, da Dior a Dolce&Gabbana, che dal 12 al 16 luglio per la prima volta nella propria storia porterà qui il ‘Grand Tour’“.

di Elena Parmegiani per DailyMood.it

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Un nuovo viaggio ha inizio per Pennyblack

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Nella Fall-Winter 2026, Pennyblack inaugura un nuovo capitolo della propria storia con un rebranding che rappresenta molto più di un’evoluzione estetica: una riaffermazione della propria identità più autentica, radicata nelle origini del marchio e proiettata verso il futuro.

Nato nel 1978, Pennyblack deve il proprio nome al Penny Black, il primo francobollo della storia: un simbolo di connessione, scoperta e movimento che, fin dalle origini, ha definito l’immaginario del brand. Oggi, quella stessa idea di viaggio torna al centro della narrazione di brand, riaffermandosi come elemento fondante di una nuova identità visiva.

Il rebranding segna infatti il ritorno di Pennyblack alla propria essenza, attraverso un linguaggio contemporaneo capace di reinterpretare i codici storici del brand con uno sguardo nuovo. Al centro di questa trasformazione si trova il nuovo logo, una reinterpretazione moderna del primo logo Pennyblack: un segno identitario che custodisce la memoria del marchio traducendola in una forma più essenziale e attuale.

Il tema del viaggio, da sempre parte integrante della costruzione dell’immagine e delle collezioni Pennyblack, ritrova oggi un ruolo da protagonista. Non più solo ispirazione narrativa, ma vero e proprio codice espressivo del brand. A raccontarlo è il nuovo timbro, elemento che richiama l’universo delle partenze e delle destinazioni. Al suo interno prende forma anche il nuovo monogram, introdotto per la prima volta come segno distintivo della nuova identità Pennyblack.

Questa evoluzione prende forma nel nuovo manifesto del brand, “An Authentic Journey”, un invito a vivere la moda come espressione personale e libera, capace di accompagnare ogni donna nel proprio percorso quotidiano. Un viaggio autentico, costruito attorno a uno stile essenziale, versatile e senza tempo.

La proposta stilistica rispecchia questa visione: attingendo dagli archivi, il brand propone un guardaroba contemporaneo di capi iconici e wardrobe staples, focalizzato su tailoring rilassato, capispalla distintivi e maglieria ricercata.

A rafforzare questa nuova fase del brand contribuisce anche il lancio del nuovo sito pennyblack.com, online dalla fine di maggio. Pensata come estensione digitale della nuova identità visiva, la piattaforma traduce online l’universo di Pennyblack attraverso un’esperienza più immersiva e contemporanea, dove storytelling, contenuti editoriali e shopping convivono in un ecosistema coerente con il nuovo posizionamento del brand.

Questa identità si esprime anche nel nuovo retail concept. Il design punta su materiali materici e superfici texturizzate che diventano protagoniste, valorizzate da una palette calda con accenti cromatici inattesi. Gli ambienti sono progettati come una sequenza fluida di aree connesse, senza fratture visive. Il progetto, versatile per negozi e corner, debutterà a settembre 2026 con tre aperture a Lonato, Casalecchio e Assago.

Un nuovo viaggio ha inizio: Pennyblack evolve riscoprendo la forza delle proprie radici, trasformando il proprio heritage in una nuova visione del presente. Un percorso che celebra l’autenticità come valore fondante e il viaggio come metafora di uno stile personale, libero e consapevole.

 

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forte_forte inverno 2026 “magnificent”

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i codici dello stile british riletti in maniera inaspettata, contemporanea e originale: il guardaroba di forte_forte per l’autunno–inverno 2026, rivolto a una donna dalla sofisticata e composita personalità.

il regno unito con la sua millenaria storia, ma anche con la sua costante capacità di creare tendenze o rileggere la tradizione fanno parte della personalità e creatività di giada forte, creative director e fondatrice di forte_forte.

a londra si forma e fa suoi i segreti delle lavorazioni di maglieria più esclusive. la magia jolly old england come quella della swinging london si trasformano nei suoi riferimenti creativi.

la collezione magnificent reinterpreta tutti questi elementi, dove sono anche evocate le suggestioni dello stile di the crown, come di downton abbey. mai solo citate, costantemente reinventate nel nome di un’eleganza misurata.

la scelta cade su nuove forme e nuovi format creativi, capi rotti e interrotti da abbinamenti inattesi.

the unexpected with traditional

bomber e giacche corte dalle forme stondate o asimmetriche segnano il punto vita: sono in lana, tessuti impermeabili, fantasie tartan e dai check multicolor.

tutti i capisaldi della tradizione british assumono nuove connotazioni. vengono abbinate camicie bianche con ruches vittoriane ma anche corsetti in lana, recall di bustier elisabettiani.

lunghi, morbidi o croccanti, i pantaloni in denim flock, lana fantasia tartan o tinta unita.

abiti alla caviglia scivolati sul corpo con maniche lunghe, impalpabili in creponne e plissé di tulle e seta. in marrone, verde giada o bianco.

i tradizionali foulard, accessorio immancabile per i week–end nella natura e simboli di un’eleganza ereditata, sono ristampati su capi in raso satin con proporzioni nuove, fantasie delicate e macro, dando vita a un gioco di movimenti che si anima a ogni passo.

new suiting

i nuovi completi in corduroy si animano di delicati ricami a bouquet o di giocose ruches in maglia, declinati su raffinati toni di bianco e blu essenziali, per un equilibrio perfetto tra charme romantico e minimalismo contemporaneo.

la swinging london e il mito di mary quant vivono nel binomio gonna mini in tessuto check e pull argyle dalla lavorazione garzata su cuissard in nappa.

il royal leopard coat è il capospalla must have della collezione, linea asciutta, dettagli a contrasto in velluto e preziosa lavorazione jacquard in alpaca e lana e dalla superficie finemente garzata.

aristocratic beauty

il pantalone pyjama è protagonista. tinta unita o stampato. inseparabile da uno spencer night blue o da una cappa couture dalle fantasie nero e oro, capo passepartout per un cocktail o un aristocratic dinner.

un guardaroba royal & clean, dove inaspettato e tradizione trasformano la quotidianità femminile.

forte_forte, here we are

la forza narrativa degli abiti è tanto più potente quanto più è protagonista la persona. forte_forte aspira a dissolvere la distanza tra gli abiti e chi li indossa, mettendo al centro emozioni e sensazioni.

l’autenticità emotiva è il carattere che definisce il progetto, nato dall’intesa tra i fratelli giada e paolo forte.

la storia ha inizio nel 2002 con una piccola collezione di t-shirt rifinite a mano. figli d’arte, i fratelli forte operano in veneto, uno dei distretti manifatturieri nei quali il made in italy ha preso forma e identità traslando la cura del processo artigianale su scala industriale, mantenendone intatti valori e peculiarità.

giada e paolo hanno vissuto questo ethos fin dall’infanzia, nei laboratori di maglieria della famiglia. giada si forma presso la nottingham trent university, dove studia knitwear design, mentre paolo studia economia.

dopo esperienze autonome nei rispettivi campi, decidono di concentrasi su un progetto autentico e senza tempo, che rifletta i valori profondi in cui credono, ossia la bellezza di ciò che esprime un sentimento creativo per unire chi crea a chi consuma, senza filtri e infingimenti.

giada è l’anima stilistica, paolo lo stratega.

li accompagna robert vattilana, art director e compagno di vita di giada, che traduce visioni e sensazioni in immagini, spazi, scelte grafiche ed editoriali.

nasce così forte_forte: il nome di famiglia, raddoppiato, battezza il marchio con una incitazione che è già espressione di valore; il font minuscolo segnala un desiderio di intimità e rinuncia a facili ostentazioni.

all’inizio il quartier generale è nella casa della madre di giada e paolo, tra ricordi d’infanzia e via vai di amici e conoscenti. un luogo simbolico e significativo, carico di stimoli e memorie il cui potere risuona ancora oggi.

per le prime due stagioni giada e paolo fanno i commessi viaggiatori: viaggiano con il campionario in valigia, che presentano e illustrano in prima persona. l’autenticità va comunicata così, senza filtri.

il successo è immediato.

la crescita, per decisione programmatica, è lenta e organica. la lentezza è un carattere che forte_forte coltiva con orgoglio.

è la scelta di operare su un piano personale, lontano dalla moda e vicino allo stile, immaginando pezzi che non hanno una scadenza temporale, che si offrono come vocaboli di un discorso in continuo divenire.

lentezza è la scelta di operare un modello di business nel quale il profitto nasce dalla qualità, da un prodotto il cui valore è vero e palpabile, non pura comunicazione e la produzione è controllata con cura.

lentezza è la scelta di aprirsi a tutto un passo per volta, solo e sempre nel momento opportuno.

l’arrivo del fondo style capital nel 2017 conferma la solidità del percorso e offre nuovi strumenti senza snaturare il carattere.

oggi la collezione è apprezzata internazionalmente, in particolare in italia, europa, stati uniti e giappone.

forte_forte mantiene la propria sede in veneto: i legami sentimentali, artigianali e industriali con il territorio sono essenziali, plasmano l’identità.

la sede non è più nella casa di famiglia, ma in un complesso di edifici industriali nei quali efficienza e spirito domestico si integrano seguendo il filo dell’intuito.

il benessere è una qualità che permea rapporti umani, spazio, abiti.

la collezione è cresciuta negli anni in una proposta completa nella quale i protagonisti sono la materia, lasciata libera di esprimere il proprio carattere, il colore e le forme pure che accolgono il corpo senza costrizioni.

leggere imperfezioni sottolineano schiettezza e umanità.

gli stessi tratti definiscono le boutique aperte a partire dal 2018 a milano, parigi, londra, tokyo, madrid, roma, forte dei marmi, cannes, los angeles e seul.

un racconto di spazi narrativi ed emozionali, immaginati come le campagne e la comunicazione da robert, nei quali oggetti e materie dischiudono un racconto fatto di echi e suggestioni.

luoghi mai invasivi, che accolgono e accarezzano, dissolvendo ogni distanza con la persona.

forte_forte è un contenitore di sensazioni dalla classicità emozionante e senza tempo. si evolve, ma lo spirito è sempre quello degli inizi.

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Documenting McQueen – Discover Episode 5: ‘The Harness’ – now available.

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MCQUEEN prosegue il suo viaggio alla scoperta dell’archivio della maison con un nuovo episodio di Documenting McQueen, la serie di film che racconta le origini dei codici e delle storie che definiscono la maison.

Questo nuovo capitolo ripercorre la storia di uno dei segni distintivi più duraturi di McQueen: l’imbracatura (harness). Evolutasi attraverso le collezioni d’archivio e quelle contemporanee di McQueen, l’harness è diventata una delle espressioni più riconoscibili dell’identità, del potere e della sovversione della maison.

Lo storico della moda e professore alla Central Saint Martins Alistair O’Neill segue l’evoluzione dell’harness dalle sue prime apparizioni nelle collezioni di Alexander McQueen, come la Primavera/Estate 1999 “No.13”, fino alle successive reinterpretazioni nel tailoring per la Primavera/Estate e l’Autunno/Inverno 2002 e alla prima sfilata menswear della Primavera/Estate 2005.

L’episodio presenta nel dettaglio originali provenienti dall’archivio, insieme a schizzi mai mostrati prima, rivelando come l’harness sia diventata un potente codice creativo della maison e come continui ancora oggi a essere reinterpretata nelle collezioni.

L’episodio 5 di Documenting McQueen è disponibile ora su alexandermcqueen.com e sul canale YouTube di McQueen.

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