Eventi
Frederick Worth, il padre dell’haute couture in mostra a Parigi
Il Palais Galliera collabora con il Petit Palais per presentare una mostra eccezionale dedicata alla Maison Worth. Ideatore di una casa di moda che è diventata l’epitome del lusso parigino, Charles Frederick Worth (1825-1895), nato in Inghilterra, è una figura chiave della storia della moda. Fondatore dell’haute couture, Worth creò l’omonima casa di moda al numero 7 di Rue de la Paix, la cui storia abbraccia quattro generazioni e quasi un secolo. Presentata su oltre 1.100 metri quadri nelle gallerie principali del Petit Palais, questa straordinaria retrospettiva, intitolata Worth: The Birth of Haute Couture in Paris, visitabile fino al 7 settembre 2025, riunisce più di quattrocento opere- abiti, oggetti e accessori, dipinti, arti grafiche e si presenta come un vasto affresco che rivisita tanto le creazioni della maison Worth quanto i protagonisti che ne hanno scritto la storia. Organizzata da Annick Lemoine, curatrice generale del patrimonio e direttrice del Petit Palais, e da Miren Arzalluz, direttrice del Palais Galliera, la mostra rende omaggio al patrimonio senza tempo di Worth gettando nuova luce su una casa di moda leggendaria che è stata dimenticata per troppo tempo. L’esposizione promette di essere straordinaria, data la rarità e il numero di pezzi presentati, provenienti da prestigiose collezioni internazionali. Dal Secondo Impero, ai Ruggenti Anni Venti è stata scritta una pagina di storia: quella dell’invenzione della figura del grande couturier e dei meccanismi di creazione e commercializzazione della moda ancora vigenti e di cui Worth pose le basi alla fine del XIX secolo.
Charles Frederick Worth fondò la House of Worth, una delle più importanti case di moda del XIX e dell’inizio del XX secolo. A Worth viene anche attribuito il merito di aver rivoluzionato il mondo della moda. Fondato a Parigi nel 1858, il suo salone di moda attirò presto la nobiltà europea. Stilista innovativo, Worth adattò gli abiti del XIX secolo per renderli più adeguati alla vita di tutti i giorni, con alcune modifiche che si dice siano state richieste dalle sue clienti più prestigiose tra cui l’Imperatrice Eugenia, l’Imperatrice Elisabetta D’Austria e la regina Margherita che resero lo stilista così celebre al punto di essere definito “sarto imperiale”. Con Worth la figura del couturier cominciò ad essere considerata un artista. A lui si deve il merito di aver deciso di far sfilare i modelli in anticipo rispetto alle stagioni. Fu il primo a sostituire le allora bambole di moda con modelle dal vivo per promuovere i suoi abiti ai clienti e a cucire etichette firmate sui suoi vestiti; quasi tutti i clienti visitavano il suo salone per una consulenza e una prova, trasformando così la House of Worth in un punto d’incontro dell’alta società. Sua moglie fu la prima modella dell’Ottocento, il che portò Lucy Bannerman a descrivere Vernet come la prima modella professionista al mondo. Alla fine della sua carriera, la casa di moda Worth impiegava 1.200 persone e il suo impatto sul gusto della moda fu di vasta portata. Il Metropolitan Museum of Art ha affermato che l’”aggressiva autopromozione” del creativo gli valse il titolo di primo couturier. Certamente, nel 1870, il nome di Worth non era noto solo negli ambienti di corte, ma appariva anche su riviste femminili lette dall’alta società. A lui si attribuisce l’invenzione della gonna a cerchio e del trambusto. Worth elevò il prestigio della sartoria in modo che lo stilista-confezionatore diventasse anche arbitro di ciò che le donne avrebbero dovuto indossare. Scrivendo di storia della moda e, in particolare, del dandismo, nel 2002, George Walden affermò: “Charles Frederick Worth ha dettato la moda in Francia un secolo e mezzo prima di Galliano”. Worth cambiò anche la dinamica del rapporto tra cliente e sarto. Laddove in precedenza la sarta, (donna), si recava a casa del cliente per una consulenza individuale, con l’eccezione dell’imperatrice Eugenia, i clienti generalmente frequentavano il salone di Worth in rue de la Paix per una consulenza, che divenne anche un punto di incontro sociale per le personalità dell’alta società.
di Elena Parmegiani per DailyMood.it
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Eventi
Pleats Please Issey Miyake “Azure Colors” Pop-up da 10 Corso Como
Published
6 ore agoon
14 Settembre 2026By
DailyMood.it
10·Corso·Como Pop-Up
10 settembre – 11 ottobre 2026
PLEATS PLEASE ISSEY MIYAKE ha inaugurato il primo pop-up store a Milano da 10.Corso.Como. In occasione del lancio della nuova serie “Azure Colors”, il brand avrà un suo spazio dedicato in 10.Corso.Como, dal 10 settembre all’11 ottobre 2026.
Presentando un’installazione immersiva ispirata ai colori in continuo mutamento del cielo, lo spazio offre al pubblico una nuova opportunità per entrare in contatto con l’universo distintivo di PLEATS PLEASE ISSEY MIYAKE, dove tecniche innovative di plissettatura, libertà di movimento e un vivace approccio al colore si incontrano in capi pensati per la quotidianità contemporanea.
Concepito come un ambiente immersivo, il pop-up trae ispirazione dal cielo e dalle sue continue trasformazioni. Sfumature di blu, una sensazione di leggerezza e il delicato movimento delle nuvole si traducono in un allestimento tridimensionale, dando vita a uno spazio che sembra fluttuare tra colore, luce e aria.
AZURE COLORS
È una serie speciale sviluppata in sei tonalità di blu. Ispirata ai delicati mutamenti del cielo e delle nuvole, la serie spazia dalle sfumature più tenui dell’azzurro chiarissimo fino all’intensità del celeste, del blu profondo e del blu navy.
La gradazione cromatica si sviluppa attraverso una selezione di top, abiti, gonne, pantaloni e stole. Quando le pieghe si riempiono d’aria e assecondano i movimenti del corpo, i capi evocano la serenità e mutevole di un cielo in continua trasformazione. Caratterizzati da silhouette essenziali e da una leggerezza quasi impalpabile, possono essere indossati singolarmente oppure abbinati nelle diverse tonalità, dando vita a composizioni cromatiche personali e giocose.
Attraverso il dialogo tra la collezione e l’installazione spaziale, il pop-up milanese invita i visitatori a scoprire il colore, il movimento e la leggerezza che costituiscono l’essenza di PLEATS PLEASE ISSEY MIYAKE.
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Eventi
L’Inconscio in passerella: a Milano debutta “Dalí e la Moda”
Published
1 settimana agoon
4 Settembre 2026
C’è grande attesa di scoprire il capitolo culturale più atteso e ambizioso dell’anno. A Milano dal 24 settembre 2026 al 31 gennaio 2027, gli storici e suggestivi saloni di Palazzo Reale ospiteranno “Dalí e la Moda”, una grande retrospettiva di respiro internazionale posizionata strategicamente per inaugurare in concomitanza con la Milano Fashion Week 2026. Per la prima volta, un percorso espositivo organico indaga la doppia anima del genio catalano: l’impatto di Salvador Dalí sul costume contemporaneo e il ruolo fondamentale che l’abbigliamento e il sistema-moda hanno esercitato nella costruzione meticolosa del suo stesso mito. A quasi quarant’anni dalla pietra miliare Surrealism and Fashion (1987) del Fashion Institute of Technology di New York, l’esposizione milanese offre una chiave di lettura del tutto inedita sulle relazioni tra il movimento surrealista e la cultura materiale. Dalí non è stato un semplice ispiratore passivo per i designer; ha letteralmente anticipato i temi caldi del dibattito contemporaneo: la spettacolarizzazione dell’immagine pubblica, la manipolazione dell’identità corporea e la commercializzazione dell’arte. Il percorso espositivo vanta una selezione imponente di oltre duecento opere e documenti tra dipinti celebri, disegni intimi, fotografie d’archivio, abiti d’alta moda, installazioni video e gioielli scultorei. Il nucleo centrale è garantito dal prestito esclusivo dei tre pilastri istituzionali che custodiscono l’eredità dell’artista: la Fundacio Gala- Salvador Dalì di Figueres, il Dalí Museum di St. Petersburg in Florida e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid.
L’eccezionalità del progetto risiede nel dialogo serrato tra queste opere storiche e i capolavori sartoriali estratti direttamente dagli archivi delle più blasonate maison parigine. I visitatori vedranno fisicamente connesse le visioni di Dalí con le creazioni storiche di Schiaparelli: con cui creò pezzi leggendari come l’abito aragosta e il cappello-scarpa indossato da Gala, moglie, musa assoluta e manager dell’artista, Chanel: simbolo della ridefinizione del guardaroba moderno, Dior e Rabanne: marchi che hanno assorbito e rielaborato la provocazione geometrica e concettuale del pittore. La direzione scientifica fa capo a Montse Aguer, direttrice dei Musei Dalí, affiancata dalla vicedirettrice Ricerca e Progetti Laura Bartolomé e dalla celebre storica della moda Judith Clark. Promossa dal Comune di Milano – Cultura, la mostra vede la produzione congiunta di Palazzo Reale con Mondo Mostre e Civita Mostre e Musei, supportata dal patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia e della Camera Nazionale della Moda Italiana. L’esposizione mette in luce come Dalí avesse compreso in netto anticipo il potere pervasivo dei mass media. Dalla progettazione scandalosa delle vetrine per i grandi magazzini Bonwit Teller a New York, passando per le copertine illustrate di Vogue, fino alle campagne pubblicitarie commerciali, Dalí ha scardinato il concetto tradizionale di tela. “Dalí e la Moda” non celebra la semplice estetica del vestire, ma consacra un “artista totale” capace di mostrare che la moda, prima di essere un oggetto di consumo, è la forma più pura di teatralizzazione del nostro inconscio. La mostra di Palazzo Reale dimostra come Dalí non si sia limitato a ispirare lo stile, ma abbia letteralmente anticipato le regole della comunicazione moderna. L’artista catalano ha scardinato i confini della tela per abbracciare la cultura di massa, anticipando di decenni la spettacolarizzazione dell’immagine e la ricerca di identità tipiche della nostra era digitale. Un appuntamento imperdibile per scoprire un visionario capace di ridefinire continuamente, e per sempre, il rapporto tra arte e vita.
Di Elena Parmegiani per DailyMood.it
Crediti:
Photo 01 Salvador Dalí, Figure. Barcelona, Mannequin, 1926, Oil on canvas, 198 x 148 cm © Salvador Dalí, Fundació GalaSalvador Dalí, Figueres, 2026
Photo 02. Salvador Dalí, Singularities, c. 1935, Oil and collage on board, 40,5 x 50 cm © Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí,cFigueres, 2026
Photo 03. Salvador Dalí, The Eye of Time, 1949, Platinum, natural ruby, diamonds, enamel and clock with Movado 50SP mechanism, 4 x 6 x 1,7 cm © Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí, Figueres, 2026
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Eventi
FRANCESCO Mostra itinerante di Luciano Schifano in Casentino
Published
1 mese agoon
4 Agosto 2026By
DailyMood.it
Francesco, la Sua esistenza, donata interamente all’amore, alla riconciliazione e alla fraternità, continua a parlare al cuore dell’umanità anche a ottocento anni dalla sua morte. Scoprire Francesco oggi significa lasciarsi coinvolgere da una storia che continua, silenziosa e forte, l’esortazione a vivere con la gente che, mostrando il mondo amato da Francesco, quello della campagna, gli animali, il silenzio, diventa un invito concreto ad accogliere il Vangelo nella vita quotidiana, a costruire ponti di dialogo con il creato.
Nel 2026 si concluderanno le celebrazioni del grande centenario francescano con gli ottocento anni dalla pasqua di Francesco (1226-2026) e l’artista Luciano Schifano fa suo il messaggio di Francesco, Il Cantico delle Creature, esprimendo il suo pensiero con discrezione, naturalezza, garbo, dedicando a Francesco tutta una serie di opere, che oggi compongono tre mostre telematiche, riunite in una mostra itinerante, organizzata a cura della scrittrice Lorena Fiorini, con il supporto dei Sindaci Luca Santini Pratovecchio Stia, Antonio Fani Castel San Niccolò, e con la direzione artistica della storica d’arte Alberta Piroci.
Il viaggio itinerante, che comprende 130 opere tra locandine, dipinti, retouchées e prove d’autore, creati negli anni che vanno dal 1965 al 2012, inizia dal Museo dell’Arte della lana, successivamente dal Casale di Pratovecchio Stia, prosegue al Castel San Niccolò, Strada in Casentino, Sala dell’Archivio storico Comunale, e ci auguriamo possa concludersi al Santuario della Verna.
Lo scritto più importante di San Francesco è universalmente riconosciuto nel Cantico delle Creature (o Cantico di Frate Sole). Composto nel 1224, è considerato il testo poetico più antico della letteratura italiana di cui si conosca l’autore. È un inno alla vita, a Dio e alla natura, fondamentale sia dal punto di vista più spirituale che linguistico perché scritto in volgare umbro (invece che in latino) per essere compreso da tutti. Una presenza forte che ci accompagna… come un seme che germoglia nella terra, la presenza di Francesco è luce e promessa per chiunque desideri camminare nella fraternità e nella speranza.
IL PERCORSO TRA SPIRITUALITA’ E ARTE
Direzione artistica della Storica d’Arte Alberta Piroci
E tutte le creature che sono sotto il cielo,
ciascuna secondo la sua natura,
servono e conoscono e obbediscono
al loro Creatore meglio di te, o uomo
(Fonti Francescane, Ammonimento V)
Ore 10,00 Stia-Museo dell’Arte della lana L’uomo e l’artista Luciano
Ore 12,00 Stia – Il Casale – Sala Conferenze Luciano Schifano
Le creature di Dio prive di ragione
Ore 18,00 Castel San Niccolò, Strada in Casentino
Sala dell’Archivio storico Comunale
I francescani costruttori di Chiese
Santuario della Verna
San Francesco e Sorella morte
ORGANIZZAZIONE: Lorena Fiorini
Già Presidente 2025/2026 Rotary Club Casentino
Presidente Associazione Culturale Scrivi la tua storia e Premio Letterario Donne tra Ricordi e Futuro
Sede operativa: Via Roma, 37-39 – 52017 – Pratovecchio Stia – (AR)
cell. 3473506000 – mail: info@scrivilatuastoria.com – info@lorenafiorini.it – www.lucianoschifano.it
COMUNICAZIONE WEB: Valentina Fiorini
TIPOGRAFIA: Marica Petti
UFFICIO STAMPA: Cristina Vannuzzi – mail:cristina.vannuzzi@gmail.com – cell 371 4640013
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