Mood Town
Turismo Piemonte: un successo primaverile per la regione
Non solo turisti “fuori porta”: la regione piemontese sta cavalcando una bellissima primavera con un boom di visite anche da parte di aziende che organizzano i propri meeting in location storiche e castelli privati, location incantevoli e aperti in esclusiva in Piemonte
Se parliamo di “Turismo Piemonte” , non possiamo non raccontare di una parte d’Italia caratterizzata da un patrimonio fatto di arte e storia, cultura e natura. Mille paesaggi piemontesi di cui innamorarsi, uno più interessante dell’altro, un capoluogo di un’eleganza rara, monti che incorniciano la vista, borghi affascinanti, colline tra le più rinomate al mondo per l’eccellenza nella produzione di vini.
In breve, ecco cosa si racconta delle cose da fare nei dintorni di Torino e della stessa città. In alcuni casi, proprio grazie a queste esperienze turistiche, si è registrato un aumento delle prenotazioni in dimore storiche e location di prestigio, spesso scelte anche per job meeting Torino, con richieste già confermate anche per i mesi autunnali.
Il Turismo in Piemonte: “una bella stagione fiorente”
Il turismo in Piemonte segna un nuovo record per questa stagione, con oltre 6,28 milioni di arrivi e 16,89 milioni di presenze (+3,6% e +4,1% rispetto all’anno precedente), secondo i dati dell’Osservatorio Turistico Regionale.
Per chi cerca idee su cosa fare nel weekend in Piemonte, la regione offre esperienze variegate: il 61% dei turisti sceglie attività all’aria aperta, il 48% opta per itinerari culturali e il 23% per tour enogastronomici.
La vacanza tipo è breve, ma cresce l’interesse per soggiorni superiori a una settimana (17% contro l’11% nazionale). Tra le mete preferite spiccano le dimore storiche, perfette anche come location per eventi aziendali, ideali per vari tipi di azienda che cercano contesti esclusivi per incontri di lavoro.
Grazie all’impegno congiunto di Fiavet Piemonte, a cui Somewhere Tours è associata, in collaborazione con ADSI Piemonte e Valle d’Aosta, prende vita Dimore Amiche del Piemonte, un progetto che valorizza e rende accessibili alcune tra le più affascinanti dimore storiche private in Italia.
Si tratta di un’iniziativa pensata per promuovere un turismo lento, autentico e selezionato, rivolto a un pubblico di alto livello, molto apprezzato anche dai visitatori stranieri.
Il fascino delle dimore storiche e dei castelli da visitare in Piemonte
Il progetto citato apre le porte dei castelli da visitare in Piemonte e delle dimore storiche Piemonte solitamente chiusi al pubblico, offrendo visite esclusive guidate direttamente dai proprietari tra saloni aulici, giardini e borghi intrisi di storia.
Tra le tappe più suggestive: le Dimore Storiche del Biellese, i Castelli dell’Alessandrino, itinerari sulle orme de La Legge di Lidia Poët in Canavese e il tour del Principato di Lucedio con il Castello di Gabiano. Un’iniziativa di alto valore culturale che arricchisce l’offerta di Turismo Piemonte e risponde alla crescente ricerca location per eventi particolari o per chi si chiede dove andare in gita per un giorno. Un modo concreto per tutelare e promuovere il patrimonio artistico, sostenuto anche dall’Ente Turismo Piemonte.
Il Turismo Piemonte in crescita anche grazie ai matrimoni internazionali
Il turismo Piemonte si conferma in forte crescita anche grazie ai matrimoni internazionali, affermandosi come una delle mete più ambite per le coppie straniere.
Secondo i dati diffusi da Italy for Weddings, dal 2024 la regione ha ospitato oltre mille cerimonie internazionali, con un incremento del +10,5% rispetto all’anno precedente.
Il successo del turismo del Piemonte in questo ambito si deve all’attrattiva delle sue location esclusive: dalle colline delle Langhe e del Monferrato ai panorami mozzafiato dei laghi Maggiore e d’Orta, passando per castelli medievali e dimore storiche immerse nella natura.
La regione si distingue anche per la qualità dei servizi offerti, elemento che incide fortemente sui processi decisionali delle coppie che scelgono il Piemonte come cornice del loro giorno più bello. La crescente ricerca location per matrimoni conferma il territorio piemontese una congiunzione di eleganza, di tradizione e d’ ospitalità, offrendo agli ospiti la possibilità di trasformare il soggiorno in una vera e propria vacanza in Piemonte.
In alcuni casi prolungando il soggiorno degli invitati alle nozze in un weekend in Piemonte, per immergersi ancora nella cultura del luogo.
Un comparto che rafforza ulteriormente la reputazione della regione come destinazione d’eccellenza nel panorama del turismo di alta gamma.
La ricerca location per eventi esclusivi è vinta dall’Alessandrino
Spinta da una crescente ricerca location per eventi, cerimonie ed esperienze esclusive, l’area dell’Alessandrino ha registrato nell’ultimo mese il più alto incremento del Piemonte turistico.
Una crescita che coinvolge sia visitatori privati sia diverse tipologie di aziende alla ricerca di contesti unici. Tra le proposte più apprezzate, spicca il tour Castelli e dimore dell’Alessandrino, che offre una giornata immersiva alla scoperta di due autentici gioielli: il suggestivo Borgo di Gabiano e il Castello privato di Sannazzaro.
Il Castello e il borgo di Gabiano, incastonati tra le colline del Monferrato, sembrano usciti da una fiaba.
Il percorso comprende la visita al giardino storico e al celebre labirinto, con tappa conclusiva nelle cantine per una degustazione di vini locali.
Nel pomeriggio, la visita guidata al Castello di Sannazzaro, condotta dagli stessi proprietari, conduce alla scoperta della chiesa trecentesca di San Giacomo, del salone neogotico affrescato e della stanza della musica con i suoi cimeli di famiglia.
Un altro luogo d’eccezione è la Tenuta La Marchesa a Novi Ligure, considerata una delle più importanti della zona. La sua imponente dimora padronale settecentesca, perfettamente conservata, è immersa in un verde parco e si presta a ricevimenti ed eventi da sogno. Gli spazi disponibili includono anche una splendida limonaia e un agriturismo risalente alla fine del Seicento, situato a pochi metri dalla villa. La tenuta è oggi una delle mete più richieste per matrimoni esclusivi ed esperienze immersive nel cuore del Piemonte.
Parte del progetto sempre “Dimore Amiche del Piemonte”, promosso da Fiavet Piemonte e ADSI – Associazione Dimore Storiche Italiane, il tour rappresenta un’eccellenza del turismo in Piemonte. Un’iniziativa che risponde alla crescente domanda di esperienze autentiche e di qualità, perfette per trasformare una semplice visita in una vacanza in Piemonte o in un indimenticabile weekend in Piemonte, con il sostegno dell’Ente Turismo Piemonte.
Sii il primo a lasciare una recensione.
Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.
You may like
-

L’Ungheria più misteriosa: itinerari tra castelli, folklore e leggende
-

Viaggio alla scoperta dell’architettura sudafricana
-

In Polonia alla scoperta di Gdynia, nuovo sito UNESCO, e non solo
-

Autunno in Ungheria: tre passeggiate tra natura, panorami e castelli d’epoca
-

Giordania, destinazione benessere: 5 esperienze per rigenerare corpo e mente
-

Dalla Provenza a Tahiti, viaggio alla scoperta delle mete che hanno ispirato i pittori
Mood Town
L’Ungheria più misteriosa: itinerari tra castelli, folklore e leggende
Published
20 ore agoon
22 Ottobre 2026By
DailyMood.it
Sii il primo a lasciare una recensione.
Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.
Mood Town
Bentornato, autunno! 5 destinazioni dove fare rotta per un giorno di pioggia
Published
3 giorni agoon
20 Ottobre 2026By
DailyMood.it
I suggerimenti di eDreams per un viaggio alla scoperta delle mete che sanno conquistare anche quando il cielo è coperto
Se c’è un tempo per tutto, a questa regola non sfuggono nemmeno le condizioni meteo. E, se è vero che una giornata limpida è considerata l’ideale per andare alla scoperta di una città nuova, esistono però mete che sanno svelare il proprio lato più affascinante proprio quando piove, al di là del patrimonio artistico racchiuso nei musei e nelle gallerie d’arte. eDreams, tra le principali agenzie di viaggi online in Europa, suggerisce le destinazioni da visitare per un giorno di pioggia diverso dal solito.
Edimburgo, il gotico che diventa scintillante
Già nota per le storie di fantasmi, la località scozzese sotto un cielo plumbeo acquista un aspetto più insolito, anche grazie all’impronta medievale del centro storico. Passeggiare per i close, i vicoli della old town, in questo periodo permette di ammirare l’architettura gotica della città quando le sfumature scure del basalto dei suoi edifici diventano scintillanti sotto la pioggia, e nelle zone di Victoria Street e West Bow si accentuano i contrasti cromatici tra le facciate colorate e il selciato. Una visita al cimitero di Greyfriars Kirkyard è poi l’ideale per chi ama le atmosfere più misteriose.
Bruges con un riflesso diverso
Una delle numerose “Venezie del Nord” e certamente tra le più scenografiche, Bruges durante una giornata di pioggia è ancora più emozionante anche grazie ai riflessi dell’acqua dei suoi canali. I toni del grigio del cielo si mescolano con quelli dei mattoni e dell’arenaria degli edifici che vi si specchiano, e l’atmosfera diventa più raccolta e meno caotica. Oltre alla navigazione dei canali, un’altra esperienza da considerare può essere una visita al Parco del Lago dell’Amore, che avvolto dall’umidità e da una leggera nebbia risulterà ancora più romantico.
Lione, tra ocra e passaggi segreti
Una visita a Lione durante la stagione autunnale permette di apprezzare un percorso che alterna luoghi all’aperto e passaggi coperti grazie alla struttura urbana unica, che affonda le sue radici storiche e culturali nella tradizione della lavorazione della seta e nelle lotte per l’equità portate avanti dai suoi artigiani, i canut. Il centro storico in una giornata piovosa sfoggia ancora più chiaramente i suoi palazzi ocra, soprattutto nella zona di Place Bellecour, tra le piazze pedonali più grandi d’Europa. Una tonalità cromatica ancora più accesa si potrà osservare aggirandosi per il quartiere Vieux Lyon, dove all’epoca dell’artigianato della seta sono stati creati i traboule, caratteristici passaggi segreti che collegano edifici privati e strade, creando una sorta di rete pedonale parallela e a tratti al coperto, che permette di scoprire cortili nascosti.
Bergen, o la pioggia come abitudine
Più di 200 giorni all’anno di precipitazioni insegnano a vedere i cambiamenti del meteo come un’esperienza integrante del viaggio, oppure della quotidianità, a seconda del modo in cui si vive la destinazione. E amare il paesaggio di Bergen con la pioggia è un esercizio che risulterà facilissimo abbandonandosi alla bellezza delle case colorate del molo di Bryggen, che risulteranno ancora più sgargianti, oppure ammirando il bianco delle case in legno di Nordnes e Sandviken e la loro luce in contrasto con il cielo coperto.
Kyoto, immergersi nel verde brillante
La fine dell’autunno nell’area di Kyoto può regalare giornate piovose che si alternano ad altre più serene. Un giorno di pioggia in questa città può essere l’occasione per osservare ancora meglio i contrasti cromatici del centro storico, tra le case in legno, la pietra delle strade, le insegne delle botteghe tradizionali. Anche gli elementi naturali, però, possono contribuire a dare uno sguardo diverso su questa meta iconica quando il meteo sembra sfavorevole. Un esempio concreto ne è la sfumatura cangiante della vegetazione, come nel caso del verde brillante dei giardini di muschio di Gio-Ji oppure di Saiho-ji.
Sii il primo a lasciare una recensione.
Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.
Mood Town
Viaggio alla scoperta dell’architettura sudafricana
Published
2 settimane agoon
9 Ottobre 2026
Il Sudafrica ha costruito nel tempo un paesaggio architettonico in cui convivono modernità internazionale e soluzioni profondamente legate ai luoghi: edifici Art Déco, infrastrutture minerarie, quartieri storici, spazi comunitari e nuove architetture che recuperano strutture industriali e le trasformano in luoghi per l’arte e la cultura.
È una combinazione che riflette la particolare storia urbana del Paese, ma anche la capacità di architetti e progettisti sudafricani di lavorare con ciò che esiste, dal riuso di edifici e materiali al rapporto diretto con il paesaggio e il clima.
Ne sono un esempio i magazzini trasformati in distretti creativi e le strutture contemporanee progettate per inserirsi nel territorio anziché dominarlo. Più che un semplice catalogo di stili, l’architettura sudafricana è quindi un patrimonio in continua evoluzione, dove il progetto diventa anche uno strumento per ripensare città, comunità e spazi pubblici.
La regione del Capo: architettura di recupero e integrazione del paesaggio
La penisola del Capo è uno dei luoghi in cui meglio si può osservare come l’architettura sudafricana abbia sviluppato un linguaggio proprio, capace di confrontarsi con il clima, la topografia e la storia sociale della città.
A Cape Town, uno dei fenomeni più interessanti è il riuso di strutture esistenti: dagli ex spazi industriali di Woodstock – dove si trova 66 Greatmore dei sudafricani Wolff Architects, vincitore dell’Africa International Design Awards 2026 – e Salt River ai vecchi edifici del centro, trasformati in luoghi per la cultura, l’ospitalità e il lavoro.
Nel centro Cape Town Bo-Kaap rimane un riferimento importante per comprendere la stratificazione culturale e urbanistica della città: le sue facciate colorate sono solo l’aspetto più immediato di un quartiere legato alla storia della comunità musulmana Cape Malay, discendente delle popolazioni precedentemente ridotte in schiavitù. Poco distante, il V&A Waterfront rappresenta un altro caso di trasformazione urbana: l’ex area portuale ospita un distretto dedicato a cultura, design e creatività, dove spicca lo Zeitz MOCAA, il museo d’arte contemporanea africana progettato da Thomas Heatherwick partendo dalla riconversione di un silo per cereali.
Tra gli sviluppi più recenti nel CBD rientra Longkloof Precinct, un progetto di rigenerazione durato 15 anni e completato nel 2025 che ha già ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui un CIfA Award for Architecture: cinque edifici esistenti sono stati restaurati, riconfigurati e integrati con nuove strutture, trasformando un’area precedentemente frammentata e poco accessibile in un distretto pedonale con uffici, spazi commerciali, hotel e una nuova piazza pubblica.
Il rapporto con il territorio circostante è altrettanto centrale. In circa 20 minuti i auto si raggiunge Constantia, dove la Norval Foundation, progettata da dhk Architects, risulta esemplare proprio per il rapporto tra costruzione e paesaggio: il volume in cemento, legno, granito e vetro è organizzato lungo il margine di una zona umida riqualificata e orienta le gallerie verso i vigneti e le montagne del Western Cape. Pannelli fotovoltaici, sistemi di recupero dell’acqua, schermature solari e illuminazione naturale sono integrati nella struttura, rendendo possibile un passaggio graduale tra interno ed esterno.
Sempre in questo contesto, a meno di un’ora da Cape Town, è possibile ammirare l’architettura caratteristiche delle Winelands. A Stellenbosch e Franschhoek, edifici storici e cantine contemporanee convivono con progetti che cercano un rapporto diretto con il paesaggio, attraverso materiali come pietra, legno e cemento, grandi aperture e spazi pensati per incorniciare vigneti e montagne.
Per esplorare la zona senza dover guidare, il Franschhoek Wine Tram collega diverse tenute lungo itinerari dedicati alle degustazioni. Dal punto di vista progettistico, uno degli esempi più riconoscibili è la Bosjes Chapel, progettata nel 2016 da Steyn Studio nella Breede River Valley. La cappella è costruita attorno a un sottile guscio strutturale in calcestruzzo dalla forma ondulata, che riprende il profilo delle montagne; le ampie vetrate trasformano invece la valle, i vigneti e i giardini nel vero sfondo dell’edificio. L’interno, di soli 430 metri quadrati, è volutamente minimale, con pavimenti in terrazzo e una copertura bianca che modifica la percezione dello spazio al variare della luce durante la giornata. Il progetto ha ricevuto il premio Project of the Year agli Architizer A+Awards 2019.
Durban: art déco tropicale e nuovi progetti
Durban, affacciata sull’Oceano Indiano, offre una lettura dell’architettura sudafricana profondamente legata alla pluralità culturale della città e al suo clima subtropicale. Nel centro, il quartiere intorno a Grey Street – oggi Denis Hurley Street – conserva una delle espressioni più riconoscibili della comunità indiana di Durban: la Juma Masjid, una delle più grandi moschee dell’emisfero australe, il vicino Madressa Arcade e il Victoria Street Market formano un sistema urbano in cui architettura, commercio e vita comunitaria si sono sviluppati insieme. Il mercato, nato all’inizio del Novecento come Indian Market e ricostruito dopo un incendio nel 1973, continua ancora oggi a essere un punto di riferimento per le comunità indiane della città, con bancarelle di spezie, prodotti alimentari e artigianato, oltre che una tappa imperdibile per i viaggiatori.
Oltre alla moschea, Durban ospita templi hindu che nel corso del Novecento hanno sviluppato forme e decorazioni capaci di combinare tradizioni architettoniche indiane e contesto locale. Un altro stile distintivo è il Tropical Art Déco, particolarmente visibile sul lungomare e nel quartiere di Florida Road, dove edifici residenziali e commerciali degli anni Trenta presentano balconi arrotondati, linee orizzontali, superfici colorate e soluzioni pensate per il clima caldo e umido. La tradizione Art Déco è ancora oggetto di interventi di conservazione: nel 2025 la Durban Art Deco Society ha premiato, per esempio, il recupero di Janora Court, edificio all’angolo tra Ninth Avenue e Florida Road, per il lavoro di manutenzione e valorizzazione dei suoi elementi originali.
La città offre anche esempi più recenti di un’architettura che cerca un rapporto diretto con l’identità del KwaZulu-Natal. Sul waterfront, il Nelson Mandela Cruise Terminal, progettato da Elphick Proome Architecture con Vusa Collaborative, inaugurato nel 2022 e candidato agli ArchDaily Building of the Year nel 2026, utilizza colori, texture e motivi triangolari ispirati all’artigianato zulu. Durante la stagione senza crociere, la struttura di 6.400 metri quadrati può inoltre essere convertita in centro congressi. Un altro intervento recente è lo ZAI Precinct nel quartiere di Greyville: premiato ai SAIA-KZN Awards 2025 come esempio di rigenerazione urbana, combina ristorazione, musica e spazi pubblici.
Inserire Durban nell’itinerario è semplice: voli interni collegano quotidianamente la città a Cape Town in circa due ore. Una volta arrivati, il King Shaka International Airport si trova a nord della città e il centro è facilmente raggiungibile in auto. La combinazione tra waterfront, quartieri culturali e architettura religiosa e commerciale rende possibile leggere Durban attraverso le comunità che ne hanno costruito l’identità urbana, dalla tradizione indiana e hindu alla cultura zulu fino alla produzione architettonica contemporanea.
Gauteng: dove l’art déco incontra il neoclassicismo
A solo 1 ora e 10 minuti di volo da Durban, la provincia del Gauteng porta i viaggiatori nel cuore del Sudafrica contemporaneo. Johannesburg offre una lettura della città attraverso architettura, memoria e trasformazione urbana. Il centro conserva una delle più importanti concentrazioni di architettura Art Déco del Paese, sviluppatasi durante la rapida crescita della città legata all’industria mineraria all’inizio del XX secolo. Nei quartieri di Maboneng e Braamfontein, invece, edifici e spazi esistenti sono stati riconvertiti in luoghi dedicati ad arte, design, ristorazione e spettacolo, contribuendo al fiorire della scena culturale e creativa della città.
A pochi minuti dal centro, Constitution Hill rappresenta un esempio di architettura della memoria: l’ex complesso carcerario, oggi sede della Corte Costituzionale, luogo simbolo della nascita della democrazia sudafricana e istituzione che tutela i diritti umani nel Paese, comprende anche spazi culturali, con gli edifici storici integrati con nuovi interventi e materiali recuperati dalle strutture originarie. Un altro luogo significativo è l’Apartheid Museum, progettato come un vero e proprio percorso architettonico attraverso la storia del Sudafrica: l’ingresso è scandito da sette pilastri che rappresentano i valori della nuova Costituzione, mentre edifici, spazi aperti e paesaggio accompagnano il visitatore in un percorso istruttivo e toccante.
A Johannesburg, anche la memoria culturale trova una traduzione nello spazio pubblico: il Masekela Memorial Pavilion, progettato nel 2019 da Adjaye Architects e dedicato al musicista jazz e attivista sudafricano Hugh Masekela, prevede una struttura in cemento con pietre provenienti da diverse aree del continente legate alla vita di Masekela che riprende la forma del lekgotla, tradizionale luogo di incontro e confronto, e la reinterpreta in chiave contemporanea come spazio aperto alla riunione e alla riflessione. L’elemento più riconoscibile è la copertura traforata appoggiata su quattro pilastri e ispirata alla flora sudafricana, lasciando filtrare la luce così da creare sul pavimento un gioco di ombre che cambia durante la giornata.
Nella vicina Pretoria, conosciuta anche come Tshwane in lingua tswana, gli imponenti Union Buildings, struttura neoclassica in arenaria rosa dalla caratteristica forma a mezzaluna, costruita nel 1910 su progetto di Sir Herbert Baker, dominano la città e i suoi giardini terrazzati. Più recente è invece il Javett Art Centre, progettato nel 2019 da Mathews + Associates Architects all’interno del campus dell’Università di Pretoria e dedicato all’arte africana. Il progetto, composto da una struttura in cemento ispirata alla montagna di Mapungubwe con facciata schermata da pannelli traforati che riprendono i motivi del tessuto in cotone Shweshwe, comprende gallerie, auditorium e spazi pubblici, oltre a una bridge gallery che attraversa una strada del campus e collega due parti dell’università.
Per spostarsi tra Johannesburg e Pretoria, un modo affascinante è salire sul Gautrain, un moderno e sicuro treno espresso regionale che collega direttamente l’O.R. Tambo International Airport ai principali punti di interesse della provincia.
Oltre ai suoi paesaggi naturali, l’architettura e i monumenti del Sudafrica raccontano la storia di una terra ricca di storia, patrimonio multiculturale e diversità, che si svela da una metropoli all’altra. Per conoscerla in modo approfondito, è possibile affidarsi ad esempio a Quality Group, che propone un tour giornaliero completo di Johannesburg, e a Big Mama, il cui itinerario in self-drive unisce storia, cultura, arte e natura di Cape Town e Durban.
Per maggiori info: www.southafrica.net/it
di Lidia Pregnolato per DailyMood.it
Sii il primo a lasciare una recensione.
Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.

L’Ungheria più misteriosa: itinerari tra castelli, folklore e leggende

Klara e il sole: Jenna Ortega e quell’adolescenza disconnessa

Trend make-up autunno 2026: il trucco c’è e celebra l’individualità, anche imperfetta
Newsletter
Trending
-
Eventi3 settimane agoIl suono del colore: se Kandinsky sale in passerella
-
Cine Mood3 settimane agoDigger: Tom Cruise irriconoscibile e da Oscar in un film che non vi toglierete dalla testa
-
Sfilate3 settimane agoZHONGFANG.LIJIN – Collezione Spring Summer 2027
-
Beauty2 settimane agoCaldi, sensuali e avvolgenti: 11 nuovi profumi per questo autunno che sono una vera coccola
-
Serie TV2 settimane agoNord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883: Quei favolosi anni Novanta
-
Beauty3 settimane agoAugustinus Bader al fianco di Victoria Beckham nel backstage come skincare partner esclusivo della sfilata Primavera/Estate 2027 alla Paris Fashion Week
-
Sfilate2 settimane agoCHANEL Sfilata Primavera Estate 2027
-
Mood Town2 settimane agoViaggio alla scoperta dell’architettura sudafricana









































