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Marina Corazziari, stilista/designer di gioielli, presenta il GALA’ ART D’OR

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UN CONTENITORE DI SOGNI
2° EDIZIONE PREMIO LE ECCELLENZE
Marina Corazziari, stilista/designer di gioielli, presenta il GALA’ ART D’OR
Testimonial la stilista e ospite d’onore Regina Schrecker

Il  progetto Spazio Art d’Or riassume il concetto di Marina Corazziari, quello di creare uno spazio culturale nella via principale –  Via Melo 188 – una strada centralissima di Bari, piena di vita, di rumori, di suoni tra arte e fashion, raffinate edizioni, ceramiche design, gioielli, incisioni su vetro, dove l’arte, la cultura, il fashion, i gioielli e la cura del dettaglio sono il fil rouge che accompagnano tutto il progetto ed è facile perdersi in un mondo di bellezza, un mondo all’insegna del total made in Italy.

Lo Spazio Art d’Or è stato inaugurato a ottobre 2020 e pensato come un luogo di aggregazione, di condivisione e di incontro tra moda, arte e cultura, dove sarà possibile coniugare tradizione ed innovazione, storia e contemporaneità, come spiega l’ideatrice.

Quello di Marina vuole essere un contenitore di sogni, aspettative, successi e speranze, quasi a simboleggiare un augurio per la moda, dopo anni difficili, su un palcoscenico importante che vede come il talento e la bellezza di Regina Schrecker, testimonial e ospite d’onore del  Gala Art d’Or .

«L’artigianato, in Puglia, è una grande risorsa. E’ cultura, è tradizione, ed è fonte di lavoro per tanti giovani. E’ una favola antica, ma che può tornare prepotentemente ad essere modernissima. Richiama turismo. Non solo quello delle spiagge stupende del Salento, ma anche quello che dovrebbe durare oltre l’estate. Ho fondato Spazio Art d’Or per aiutare gli artigiani a rendere ancora più preziosa la loro presenza sul territorio. Lo possiamo fare, insieme», ha sottolineato la Corazziari  durante la serata.

Regina Schrecker, una donna dei nostri tempi, superimpegnata, eclettica, sognante ma sempre perfetta. Un brand che riesce a far dialogare corpo e abito, una artista/stilista che riesce ad integrare l’architettura degli abiti offrendo una interpretazione dello chic sensuale, determinando un insieme di emozioni per dare risalto ad una femminilità accentuata.

Sfilano le creazioni di Laura’s Wedding di Laura de Carolis, la narrazione di una donna senza tempo, unica e altera nei suoi magici outfit un insieme, quindi, di valori, tradizioni e processi che ben esprimono l’identità di uno stile e di un brand italiano, che contribuiscono a rendere l’Italia un eccellenza mondiale.

Sono sfilate inoltre le magiche creazioni di Nichi Falco appena presentate a Parigi, dove ha stupito per fantasia e stile, le calzature gioiello di Nino Armenise famose per la loro assoluta eleganza e ricercatezza, i caleidoscopici abiti di Sladana Krstic, titolare del Brand Queenmood dalle catwalks internazionali che hanno creato  suggestivi “ Tableaux Vivantes ” nel magico parco della Villa, Laura de Carolis con la sua eterea collezione per Laura’s Wedding, i gioielli unici dallo stile eclettico mediterraneo di Marina Corazziari.

Sullo sfondo le magiche note dall’ Oboe di Anna Maria Minerva.
Tanti gli Ospiti Illustri che sono intervenuti le Principesse Soraya Malek d’ Afganistan e Fabrizia Dentice di Frasso,  socia Onoraria, il Prefetto della BAT dott.ssa Rossana Riflesso, il Presidente di Assocastelli dott. Ivan Giuseppe Drogo Inglese ed il Console Cristina Caiulo solo per citarne alcuni.

La serata si è svolta in giardino con un aperitivo di vini selezionati a cura della Manager enologa Cristiana Papazissis sui tavoli allestiti dalla designer Dominique Dellisanti, proseguita con la Cena Placée e la consegna dei Premi alla Carriera e alle Eccellenze nei settori dell’Imprenditoria, dell’Arte, dell’Architettura, della Solidarieta’, delle Istituzioni, dell’Associazionismo, della Medicina, della Scienza, del Giornalismo, del Cinema, del Teatro, della Moda e dello Spettacolo.

I Premi alla Carriera sono stati assegnati a: Regina Schrecker, Nino Armenise, Tonino Anna e Carmela Scorpati, Tiziana Schiavarelli e Dante Marmone

Tra i premiati i giornalisti RAI Andrea Radic (Gambero Rosso) , Peppone Calabrese (Linea Verde), Mariella Milani, Riccardo Riccardi, gli Imprenditori Simonetta Lorusso, Carlo Saponaro, Daniele Del Genio, Mirko Gasparotti, Nino Armenise, Saverio Scattaglia, Anna Maria Candela, i medici Grazia Fallacara e Francesco Simplicio, i Presidenti di Associazioni Francesca Romana Grippaudo, Fiammetta Perrone, Clara Trama, il Governatore dei Lions Roberto Mastromattei, MariaNuccio, Gioacchino Leonetti, MEDEA ODV, Cettina Fazio Bonina, Giannantonio Pansini, gli attori Tiziana Schiavarelli e Dante Marmone.  

Un ringraziamento particolare al “Comitato d’ Onore” costituito da “Madrine d’ Eccellenza” che hanno supportato l’organizzazione. “Dulcis in fundo” a cura di Nicola Mecca il dolce La Passionata. Numerosi i Partners che hanno aderito al Galà, tra cui prestigiose Federazioni e Associazioni Nazionali e Internazionali quali Assocastelli, ITWIIN Associazione Italiana Donne Inventrici ed Imprenditrici, il FAI Fondo Ambientale Italiano, Federazione Moda Italia, CNA Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, il Distretto Sud-est Fidapa Bpw Italy, Porta d’Oriente, l’ANAS Ass. Naz. di Azione Sociale,  Lions, Rotary, Osa Community , WeShort, Medea e altre.
Un ringraziamento a Tonino Anna e Carmela International Coiffeur che hanno realizzato le acconciature, Raffaele Schillace per il make up.

Segreteria di Direzione Gaia Agnelli.
Organizzazione e Direzione Artistica: Spazio Art d’Or Presidente Marina Corazziari, Ceo Gian Piero Cozza, Founder Guido Corazziari.
Fotografo Ufficiale Checco de Tullio
Agenzia  Modelle Background ModelManagement

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Jimmy Choo | Pearls of Wisdom, a Capsule Celebrating 30 Years of Jimmy Choo

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Per trent’anni, la perla è stata intessuta nel tessuto di Jimmy Choo: dalle pareti in travertino alabastrino delle prime boutique alla tonalità iridescente del packaging color ostrica distintivo della maison. Le perle hanno fatto la loro comparsa su scarpe e accessori in ogni forma, dalla più delicata alla più audace. La perla non è un semplice motivo decorativo, è un codice della maison.
Per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo, la Direttrice Creativa Sandra Choi riflette su questo simbolo intramontabile con Pearls of Wisdom: una capsule collection e una campagna che rendono omaggio alla perla in tutte le sue forme. Preziosa ma resistente, formatasi lentamente e affinata nel tempo, è emblematica di un trentesimo anniversario e una metafora appropriata di tutto ciò che la maison ha costruito.
«“Pearls of Wisdom” mi è sembrato il punto di partenza perfetto per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo. Il traguardo dei 30 anni si allinea in modo naturale a questo motivo che amiamo da tempo. Per me, la perla racchiude una forza discreta e duratura: aggraziata, mai ostentata e sempre caratterizzata da un tocco di giocosa purezza. Per questa collezione, volevo che la perla apparisse naturale e istintiva, un’espressione sottile del nostro passato che continua a plasmare il nostro futuro». Sandra Choi
La campagna è immortalata attraverso uno sguardo di silenziosa reverenza. Dalle immagini still life agli scatti con le modelle e alle vignette, queste immagini dialogano tra loro; ogni inquadratura è studiata, lenta e precisa, con ritagli che guidano lo sguardo verso i dettagli finemente realizzati che definiscono questa collezione. Lo styling riflette la versatilità intrinseca della perla stessa: sicura di sé, senza età e libera da vincoli legati alle occasioni; può essere indossata nei momenti più festosi della vita oppure come elemento capace di elevare la quotidianità, sempre con un senso di freschezza e modernità. Realizzate sia a colori sia in bianco e nero, le immagini richiamano l’eterna attualità e il fascino della perla, insieme alla forza del femminile.
Nelle immagini in movimento della campagna, una grafica con il numero ’96, l’anno di fondazione di Jimmy Choo, viene reinterpretata come simbolo di un’eredità: le forme curve diventano una coppia di apostrofi, uno diritto e uno rovesciato. Sovrapposti in primo piano, incorniciano e scandiscono le immagini. Un’eco visiva delle citazioni, delle storie e dei momenti iconici accumulati nel corso di trent’anni fondamentali. Come la perla stessa, rappresentano un richiamo all’anno di fondazione della maison, il 1996.
Tra scarpe, borse e gioielli, ogni pezzo della capsule offre una propria interpretazione della perla.
La zeppa scultorea dorata ITHACA, che prende il nome da un’isola greca il cui paesaggio romantico è impreziosito dalla madreperla, presenta sul lato inferiore un trio di perle in resina. Il sandalo IRINA avvolge il piede con perle in resina e cristalli, come collane sovrapposte, mentre la INGRID FLAT reinventa una robusta scarpa Oxford con una fibbia in perla di resina trompe-l’œil. Corsage barocchi sbocciano sulle tre silhouette della famiglia INES, proposta nelle versioni décolleté, mule e ballerina.
La BON BON, che richiama i corsage di perle barocche della famiglia INES, si affianca alla TUBE MINI BAG e alla minaudière RAINDROPS, entrambe rifinite con una frangia di perle in resina ricadenti. La clutch CLOUD evoca conchiglie di ostrica e onde dorate, mentre la OYSTER è una clutch scultorea in plexiglas, un oggetto d’arte ispirato alla forma naturale di una perla barocca. Ogni pezzo è concepito come un futuro cimelio, pensando ai prossimi trent’anni.

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Alexander McQueen sostiene Tate Britain The 90s: Art and Fashion

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Alexander McQueen è onorato di sostenere The 90s: Art and Fashion, una mostra di rilievo alla Tate Britain, curata da Edward Enninful OBE, la cui prospettiva unica esamina un’epoca che ha trasformato l’arte, la moda e la cultura contemporanea.

Alexander McQueen, fondato da Lee Alexander McQueen a Londra nel 1992, emerse durante questo decennio determinante per la moda e la cultura britanniche. Dopo essersi formato nella londinese Savile Row e alla Central Saint Martins, McQueen unì la precisione della sartoria e dell’artigianato britannici a una visione creativa sovversiva e senza compromessi. Il suo lavoro sfidò le convenzioni e ebbe una risonanza ben oltre la moda, riflettendo il ricco dialogo tra arte, cultura ed espressione creativa che caratterizzò gli anni Novanta.

Nell’ambito del suo sostegno alla mostra, Alexander McQueen ha concesso in prestito una selezione di look d’archivio provenienti dalle sue fondamentali sfilate degli anni Novanta. Presentati in dialogo con opere d’arte e voci culturali influenti, questi pezzi offrono una rara opportunità di vivere il lavoro degli esordi della maison all’interno del più ampio panorama creativo di un decennio che ha plasmato la storia della moda.

The 90s: Art and Fashion
8 ottobre 2026 – 14 febbraio 2027
Tate Britain, Londra

LOOK IN MOSTRA

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Abito con cappuccio con base in tulle e perline tubolari in vetro rosso distribuite su tutta la superficie.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Armatura in metallo di alluminio, realizzata da Sarah Harmarnee per Alexander McQueen.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1997 ‘It’s a Jungle Out There’
Giacca sartoriale in pelle di vitello con corna di impala.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1999 ‘The Overlook’
Corsetto a spirale in metallo di alluminio, realizzato da Shaun Leane per Alexander McQueen.

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Genny, Too Chic to S-pook: il dark glamour dell’autunno-inverno 2026/27

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C’è un modo molto sofisticato di essere dark. Non ha bisogno di Halloween, di eccessi gotici o di atmosfere dichiaratamente cupe: basta un abito nero, una silhouette costruita alla perfezione e quel tocco di mistero che trasforma la seduzione in qualcosa di irresistibilmente contemporaneo.

È questa la direzione di Genny per l’Autunno-Inverno 2026/27, racchiusa già nel titolo della collezione, “Too Chic to Spook”. Un gioco di parole che racconta perfettamente l’attitudine della maison: prendere l’immaginario dark e renderlo glamour, sofisticato, femminile.

Il nero domina la collezione e diventa una materia da scolpire. Abiti aderenti, corpetti, gonne a sirena, volumi drappeggiati e dettagli costruiti sul corpo disegnano una femminilità intensa, mai urlata. La sensualità passa attraverso la silhouette: spalle importanti, vita segnata, scolli profondi e lunghezze che sfiorano il pavimento.

Ma il nero di Genny non è mai semplicemente nero. Cambia consistenza, riflette la luce, si arricchisce di trasparenze, piume, ricami e lavorazioni tridimensionali. È velluto, pizzo, tessuto tecnico, superficie lucida e materia quasi scultorea.

Accanto agli abiti più spettacolari compaiono capi dalla vocazione più quotidiana, ma sempre con una precisa impronta couture: giacche strutturate, top preziosi, pantaloni morbidi e silhouette minimali vengono attraversati da dettagli teatrali che impediscono al look di diventare prevedibile.

E poi ci sono gli accessori, fondamentali per completare questo universo: décolleté dal gusto rétro, pochette compatte, stampe animalier e gioielli che seguono il corpo come una seconda pelle. Anche qui il lusso non ha bisogno di esagerare. Un dettaglio basta.
La palette si apre occasionalmente a tonalità profonde e sofisticate, con incursioni di verde e superfici preziose, ma è il nero a rimanere il vero protagonista. Un nero sensuale, aristocratico, contemporaneo.

“Too Chic to Spook” gioca dunque con l’estetica gotica senza lasciarsene ingabbiare. Genny prende l’idea della donna misteriosa, della femme fatale, della notte e la porta in una dimensione più elegante e sofisticata.

Perché essere dark, questa stagione, non significa necessariamente fare paura.

Significa farsi ricordare.

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