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Lifestyle

MISSONI Tableware. L’Arte della Tavola

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Missoni arricchisce il proprio ventaglio di proposte con il lancio ufficiale della nuova linea Missoni Tableware nella settimana del Design a Milano.

La Collezione Missoni Tableware, in base all’accordo di licenza recentemente stipulato, viene prodotta e distribuita dalla manifattura Arnolfo di Cambio – Compagnia Italiana del Cristallo S.r.l., storica azienda Italiana che realizza collezioni per la tavola dal 1963 e sarà visibile presso lo stand Arnolfo di Cambio al Salone del Mobile (Rho Fiera  – Hall 2/B25).

LA COLLEZIONE NEI DETTAGLI
Elaborata in materiali di alto pregio come Fine Bone China, Vetro Soffiato e Acciaio Inossidabile Argentato, questa nuova linea offre un variegato assortimento di prodotti che interpretano l’arte della tavola e l’arte del colore tipici dello stile Missoni, dando grande risalto agli inconfondibili pattern iconici della Maison.

Realizzati in Fine Bone China, i molteplici  servizi  di Tazze da tè, da caffè e Mug, i bei Vasi decorativi e gli immancabili Svuotatasche sono connotati da righe preziose e vivaci o da iconici raffinati e brillanti zigzag (STRIPES JENKINS,  ZIG ZAG JARRIS, ZIG ZAG GOLD).

Tutti in Fine Bone China anche i sofisticati Servizi da Tavola (completi di Sottopiatto, Piattino frutta e Piatto pane). Dal total white impreziosito da zigzag, ai set nei fantastici toni di azzurro e blu cobalto o negli energici vibranti arancio, viola e fucsia. Un insieme di proposte di grande appeal che con i loro contrasti di bianco assoluto e spirito multicolour invitano a comporre, scomporre e intercalare (ZIG ZAG WHITE e ZIG ZAG JARRIS).

I raffinati Bicchieri in artistico vetro soffiato a bocca portano in rilievo il segno distintivo dello zigzag. Realizzati in Italia da abili maestri vetrai, sono disponibili in 3 versioni dai toni Trasparente, Ambra e Antracite Degradé (BICCHIERI ZIG ZAG).

In acciaio inossidabile argentato l’essenziale servizio di Posate design, impreziosito da un iconico zigzag inciso sul manico che dà risalto all’argentatura opaca. Prodotte in Italia e a mano da abili forgiatori (POSATE ZIG ZAG).

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Lifestyle

DSQUARED2 per LONDONART

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La collezione di wallpaper per LONDONART integra ed amplia il nostro progetto di lifestyle. DSQUARED2 non è solo moda ma anche un’esperienza ed in questo caso abbiamo avvicinato il nostro mondo a quello degli interni con alcune stampe rappresentative per noi e per il nostro brand.”
Dean & Dan Caten

DSQUARED2 per LONDONART è un progetto di co-design che ha coinvolto due realtà leader del loro settore in un’unione armonica. Il punto di partenza è un dialogo libero tra moda e design, con grande attenzione al DNA del brand. Un viaggio attraverso motivi iconici e best-seller selezionati tra i più significativi nella storia DSQUARED2 con un approccio all’home decor che privilegia un classicismo senza tempo costruito su concetti come la simmetria e la pulizia delle forme. Da questa visione nasce una collezione in cui ogni pattern è pensato come identificativo di un aspetto caratterizzante del brand: dalla suggestiva foresta canadese, che insieme al legno e alle illustrazioni caratterizza DSQUARED2, così come l’iconico D2 Jack (ovvero il motivo a quadri check rosso e nero) fino al denim camouflage, altro trademark dei gemelli. Dalla moda al design gli elementi grafici e pop tornano protagonisti nella stampa Vandalized Granny’s Flowers, dove la base fiori è sporcata da scritte e messaggi, mentre Ceresio 7 ci riporta agli ambienti di Milano e Mykonos. Un caleidoscopio di decori, motivi, intrecci, sensazioni e visioni, che incontrano stili, gusti ed esigenze diverse, al punto che ogni pattern si rende riconoscibile per convivere bene con gli altri. Il risultato comprende rivestimenti che sanno essere casual ma anche eleganti, con il loro mix & match di decori tra il check, il monogram, l’animalier, i graffiti e riferimenti al Canada e a Ceresio 7 in una fusione di passato e presente.

Concludono Dean e Dan Caten:
Oggi più che mai abbiamo capito l’importanza della casa e il desiderio di costruirla in modo originale e accogliente aprendola a nuove scenografie e orizzonti. La prima collezione di wallpaper racconta il nostro mondo e le nostre passioni, sviluppando ulteriormente la nostra visione lifestyle iniziata con il progetto Ceresio 7.”

La collezione verrà presentata a Giugno 2022

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Maisons du Monde lancia la sua prima capsule collection: super colorata, creativa e all’insegna dell’ottimismo.

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Osare con il colore, tutto è concesso!
Appassionati d’arredo e di moda sempre alla ricerca di nuove ispirazioni, amanti del colore, dei pattern e delle curve morbide, preparatevi: Maisons du Monde ha dato carta bianca alla designer francese Lisa Gachet per la sua prima collezione in edizione limitata, un autentico concentrato di pura allegria! Questa capsule collection all’insegna dell’ottimismo è un’esplosione di colori frizzanti che riempiono la casa di buon umore.

Fantasia, colore e libertà
Un bollitore a fischio, una lampada ricca di dettagli fantasia, una saliera dallo stile grafico… Questi oggetti estrosi trasformano la casa in un mondo fantastico oltre ogni immaginazione, dove trovano ampio spazio tessili e accessori tavola caratterizzati da tonalità frizzanti e accese, curve arrotondate e stampe con righe grafiche. Richiamando lo stile Memphis, che ha fatto del design e della libertà creativa la propria bandiera, questa capsule collection ci trasporta in un universo ricco di colore e positività: niente di meglio per arredare e vivacizzare i nostri interni!

Una capsule collection desiderabile e sostenibile allo stesso tempo
Attraverso la collaborazione con Lisa Gachet, Maisons du Monde ribadisce il proprio impegno a favore di un nuovo modello di consumo più responsabile, equo e rispettoso delle persone. Questa capsule collection, tanto desiderabile quanto sostenibile, include pezzi da collezione unici, sostenibili e venduti a un prezzo equo; su espressa volontà di Lisa Gachet, gli utili derivanti dalla vendita di questi articoli saranno interamente devoluti all’associazione francese “En avant toute(s)”*.
*L’associazione “En avant toute(s)” promuove la parità di genere e sostiene la lotta contro la violenza sulle donne e sulle persone LGBTQI+. Impegnata principalmente a sensibilizzare i giovani su queste tematiche e a combattere i comportamenti sessisti, l’associazione offre sostegno alle donne e alle persone LGBTQI+ vittime di violenza all’interno della coppia o del nucleo familiare grazie a una chat dedicata, la prima di questo genere.

Capsule collection Lisa Gachet x Maisons du Monde
In edizione limitata per 4 settimane in alcuni negozi selezionati e sul  sito

Disponibile dal 16 maggio 2022

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Lifestyle

Decluttering emotivo: i consigli dell’esperto per liberarsi da ciò che appesantisce mente e cuore

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Quando pensiamo alla primavera, immaginiamo sole, spensieratezza, giornate più lunghe e libertà di uscire da casa più leggeri, senza strati su strati di vestiti addosso.

Ma questa stagione è sinonimo anche di riordino e “pulizie di primavera”, non solo materiali. L’occasione è perfetta per rivedere gli spazi e liberarsi di oggetti che non utilizziamo da tempo in modo da recuperare ordine e spazio. Ma quest’anno la primavera potrebbe essere l’occasione per fare spazio anche dentro di sé, dopo due anni pesanti, con un carico emotivo importante. Una sorta di decluttering emotivo, ovvero una scelta consapevole di fare pulizie nella mente e nel cuore, disfandosi di oggetti, pensieri e – perché no – persone negative che ci fanno vivere ancorati al passato, per avere benefici in termini di consapevolezza, leggerezza e proiezione verso il futuro.

Eppure, moltissime persone al solo pensiero di separarsi da fardelli, fisici e mentali, si sentono sopraffatte. Ma perché troviamo difficile farlo? Cosa ci tiene legati, inconsciamente o meno, a ciò che non fa più parte della nostra vita o che semplicemente non incontra più i nostri gusti?

Subito.it ha stilato, in collaborazione con la dott.ssa Chiara Maiuri, psicologa clinica e terapeuta emdr, alcuni consigli utili su come affrontare il decluttering dal punto di vista emotivo, liberandosi degli oggetti e dei ricordi a esso associati e provando a dar loro una nuova vita e a lasciarli andare verso una nuova storia.

Il potere evocativo degli oggetti 

Nel corso della vita tendiamo ad accumulare e conservare, per i motivi più svariati, oggetti che con il tempo rimangono inutilizzati, ma che acquistano un potere evocativo enorme e fortemente condizionante. Oggetti che ripropongono antiche versioni di noi stessi e che impediscono di fare un passo in avanti ed evolvere concentrandosi sul qui e ora.

“Un buon equilibrio mentale e psichico passa anche attraverso l’ambiente che ci circonda e gli oggetti che abitano la nostra quotidianità, portatori di significati, di ricordi positivi e negativi e anche di prospettive,” afferma Chiara Maiuri. ” La capacità di disfarci delle cose che non ci servono e di fare ordine intorno a noi porta a moltissimi benefici. Liberare lo spazio che ci circonda ha anche la funzione di liberare la nostra mente da alcune emozioni, che non sempre ci aiutano a vivere serenamente. Questo non significa rinnegare i nostri sentimenti ma capire che, a prescindere dalla presenza o meno di un oggetto, la memoria di un ricordo o di una persona amata rimane dentro di noi, impresso tra le fibre delle nostre esperienze e sensazioni.”

L’approccio ideale al decluttering emotivo si basa sull’associazione tra oggetto ed emozione. Se osservare una cosa ci rende felici, ci sarà utile tenerla per richiamare alla memoria una sensazione positiva ogni volta che serve. In caso contrario, invece, è opportuno fare spazio per poter accogliere qualcosa che porti positività nel nostro vivere quotidiano.

Questi oggetti, insieme a quelli che non hanno necessariamente una valenza affettiva ma che teniamo solo per pigrizia in attesa di trovare loro una sistemazione, possono acquisire nuovi significati, essere utili a qualcun altro, e avere una nuova vita. Articoli per bambini quando i figli crescono, attrezzature sportive che abbiamo lasciato a impolverarsi in cantina, la moto rimasta chiusa in garage da troppo tempo; sono solo alcuni degli articoli che potrebbero essere amati da altri. In questo senso la second hand, una pratica che nell’ultimo anno ha coinvolto 23 milioni di italiani secondo la ricerca dell’Osservatorio BVA Doxa per Subito, può rappresentare una soluzione perfetta per chi vuole liberarsi di ciò che oggettivamente non gli serve più e ritrovare serenità, promuovendo un’economia circolare e sostenibile.

Dimmi come ti senti e ti dirò cosa ti ostacola

Il modo in cui ci rapportiamo agli oggetti può darci informazioni interessanti su noi stessi, in particolare su cosa ci ostacola nel dare loro una nuova vita. Analizzando i comportamenti più comuni rispetto al possesso degli oggetti, è possibile identificare quattro principali modalità che rendono difficile la separazione da essi. Nostalgia, pigrizia, paura del cambiamento, ansia… Vi riconoscete in uno di questi profili?

Il nostalgico

Dominato dalla nostalgia, sguardo volto verso i tempi passati la cui rappresentazione sembra non potersi staccare da un oggetto. Il nostalgico subisce particolarmente il potere evocativo delle cose, si affeziona e fa fatica ad abbandonarle perché crede di dover anche cancellare o rinnegare il passato e i ricordi collegati all’oggetto, che invece ha per sempre dentro di sé.

Il procrastinatore

Il procrastinatore sceglie, più o meno inconsciamente, di evitare l’azione che suscita insicurezza, paura o che pone sé stesso di fronte ai propri limiti. Il pensiero che lo frena è: “Primo o poi potrei in fondo avere bisogno di questo oggetto”. Cosa che, però, non succede mai… E se ci fosse anche una dose di pigrizia?

Il timoroso

Per il timoroso, il controllo delle cose è un elemento di sicurezza e anche il minimo cambiamento evoca scenari faticosi, dolorosi, non prevedibili. È la paura del cambiamento, che in questo caso è rappresentato fisicamente dall’ambiente in cui viviamo, a essere predominante, impedendogli di agire.

L’ansioso 

L’ansioso affronta il decluttering con ansia e preoccupazione del momentaneo dispiacere del lasciare andare. Il pensiero lo turba e lo porta a somatizzare un’attività che invece tra i benefici ha proprio quello di alleggerire, alleviando lo stress. Ma a tutto c’è una soluzione ed ecco che con piccoli accorgimenti si può affrontare il distacco dagli oggetti e provare ad avvicinarsi al decluttering.

Cinque consigli per un decluttering emotivo efficace della dott.ssa Chiara Maiuri e Subito

  • Dedicare tempo a sé stessi. Ascoltiamoci, prendiamoci del tempo per capire cosa ci rende felici o meno. Stiamo meglio in un ambiente pieno di oggetti o amiamo l’ordine di uno spazio sgombro? C’è qualcosa che ci dà particolarmente fastidio e da cui avrebbe senso iniziare? Potrebbe essere un armadio disordinato o un angolo del salotto che proprio non ci piace più: iniziare da un ambiente ben preciso potrebbe essere utile e gratificante, portando risultati visibili nell’immediato.
  • Individuare gli oggetti che non ci rappresentano più nel qui ed ora, oppure che trasmettono emozioni negative. Partire anche da un oggetto solo, di cui ci vogliamo liberare, porta la sensazione di benessere a portata di click. Già solo metterlo in vendita ci darà un senso di sollievo, e la soddisfazione di averlo fatto uscire dalla nostra vita, magari con un guadagno extra, sarà di sprone per procedere con tutto il resto.
  • Riflettere sulle emozioni che l’oggetto ci suscita e sul ruolo che ha svolto nella nostra vita. Potrebbe essere utile porsi delle domande: è ancora utile per me? O semplicemente mi fa star bene averlo? Potrei farne a meno? Se la risposta a questa ultima domanda è no, teniamolo senza nessun pentimento. Non riuscire a separarsi da un oggetto non va vissuto come una debolezza, potrebbe semplicemente volerci più tempo per metabolizzare la decisione
  • Ricordarsi chi siamo e soprattutto chi desideriamo essere. Provare a lasciare andare il passato ci consente di concentrarci sul futuro. Chi vogliamo essere? Cosa ci serve per essere chi vogliamo?
  • Provare ad immaginare l’ambiente circostante libero. Lasciar andare il vecchio ci consente di fare spazio al nuovo. Cercate di visualizzare lo spazio vuoto intorno a voi, a immaginare l’assenza di quell’oggetto come la possibilità di accogliere altro, non solo un oggetto, ma anche nuove emozioni e rappresentazioni di sé stessi. Una volta terminata la fase iniziale di consapevolezza e selezione, non resta che agire.

di Lidia Pregnolato per DailyMood.it

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