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Giulio Di Sabato riceve l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”

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Giulio Di Sabato è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana” del presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso di una cerimonia che si è svolta nel giardino della Prefettura di Milano.

Un’onorificenza che riconosce il contributo che Di Sabato ha dato nel corso degli anni, non ultimo con il suo ruolo di Presidente di Assomoda e Presidente Onorario di Assotemporary, al comparto della moda Made in Italy, con la sua valorizzazione dei diversi aspetti che fanno capo al segmento, compresa l’attenzione ai talenti emergenti, alla capacità di sfruttare nuove sinergie e di trovare nuovi mercati per la valorizzazione del Made in Italy.

Motivazioni che si trovano nelle parole con cui il prefetto Renato Saccone, il governatore Attilio Fontana e la vicesindaco Anna Scavuzzo hanno consegnato le onorificenze “cittadini che hanno dato lustro al Paese con importanti contributi nel campo della cultura, dell’arte, dell’economia” e che si ritrovano pienamente nel ricco e versatile profilo di Giulio Di Sabato.

Nato a Terni ma milanese di adozione, dopo gli studi negli Usa – dove si laurea in Scienze Politiche alla Western States University -, torna in Italia dove sviluppa un’importante attività di distribuzione e rappresentanza affermandosi nel fashion business. Attento alle potenzialità dei mercati in continua crescita, sviluppa un forte network distributivo in oltre 50 paesi nel mondo rivolto non solo a marchi di fama ma anche promuovendo brand giovani e sostenendone la crescita. Una passione per la moda che Di Sabato coltiva a tutto tondo fino a creare il Codice Deontologico dell’Agente di Moda grazie alla cui eco viene eletto, nel 2005, Presidente di Assomoda, la più importante associazione italiana ed europea di agenti e distributori nella moda, e successivamente, riceve la nomina di Presidente di Assotemporary, che rappresenta e tutela i temporary shop e gli showroom, di cui è oggi presidente onorario. Forte di un’esperienza internazionale che lo porta a stringere relazioni con i principali mercati extraeuropei (Cina in primis, ma anche Russia e Africa, Paese quest’ultimo dove è stato insignito del titolo di Ambasciatore di Pace dal Miracle Africa International Foundation), nel 2019 è vice presidente della Fnaarc, la più importante associazione italiana degli agenti di commercio e il 2020 lo vede promotore di Best Showroom, l’Associazione che raccoglie intorno a sé i migliori showroom milanesi, per renderli protagonisti della filiera fashion e rilanciare il sistema moda nell’epoca post Covid.

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Paglia, rafia e bambù: i nuovi imperdibile must have della stagione

Polici Francesca

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Nonostante lo stop forzato degli ultimi mesi, la moda non si ferma e continua a rinnovarsi costantemente. Dopo aver sperimentato nuove texture con plastica e materiali tecnici, i designers hanno deciso di puntare sui materiali poveri per creare abiti e accessori di tendenza che sono già dei veri e propri must have di stagione.

Paglia, rafia e bambù, infatti, sono i nuovi protagonisti di questa estate 2020 che stanno letteralmente facendo impazzire le fashion addicted di tutto il mondo.

Si tratta di un chiaro richiamo alla manualità e al prestigio dell’artigianato che da sempre è anche il simbolo del “Made in Italy”, tanto amato all’estero (e non solo). Pensiamo, per esempio, all’ultima collezione presentata a Milano da Dolce&Gabbana che ha deciso di utilizzare la paglia non solo per gli accessori ma anche per gli abiti.

Sarà che questi materiali sono un vero e proprio classico dell’estate (la paglia su tutti), ma si prestano anche a intrecci e lavorazioni particolari che consentono poi un riutilizzo estremamente glamour. La stessa rafia, per esempio, rende molto meglio delle stoffe pregiate il cosiddetto effetto “mix and match” che detta ancora tendenza sulle passerelle e soprattutto nello street style. La semplicità dei materiali, poi, rende il look perfetto sia per la città che per la campagna e, naturalmente, il mare.

Partiamo quindi da una delle scelte più coraggiose della stagione, ossia le scarpe di paglia di Simone Rocha. Prendendo ispirazione dalle tanto amate (e forse, diciamolo, anche un po’ sopravvalutate espadrillas), la maison realizza dei sandali neri con inserti di perline bianche – altro dettaglio particolarmente in voga nel mondo del fashion – e zeppe di paglia. Da non sottovalutare l’irriverenza del dettaglio (che fa davvero la differenza in questo look) dato dalle piccole borchie che si alternano alle perle del cinturino. Perfette per chi ama ostentare un outfit deciso e originale.

Parlando di paglia, non possiamo certo non menzionare i cappelli, un vero e proprio classico intramontabile. E ne abbiamo di tutti i tipi, da quello estremamente classico con ampia visiera, che si adatta anche ad un look più boho-chic e country, come quello di Blumarine, a quello più casual ed originale di Dior che offre molte più possibilità di outfit variegati. Sarà che “more is more and less is bored”, fatto sta che, però, a colpire di più è senza dubbio il maxi fiocco di Elisabetta Franchi. Chapeau.

Ma ora passiamo all’accessorio più amato al mondo, le borse. E qui c’è davvero un universo da scoprire con cui è possibile sbizzarrirsi. Secchielli, tracolle, maxi shopper e it-bag. La scelta è davvero ardua. Tra le imperdibili c’è sicuramente il classico secchiello con tracolla e dettagli marroni di Celine e quello più minimal, ma della stessa ispirazione, di Prada.

Per chi ha voglia di osare un po’ di più ma non vuole rinunciare al secchiello, allora c’è quello con la retina nera di Miu Miu.

Tra quelle rotonde, invece, non potrete farvi sfuggire l’imperdibile modello di Stella McCartney, tutti quegli intrecci lavorati rigorosamente a mano, non potranno non conquistarvi.

Su tutti, però, il vero gioiellino è la mini borsa squadrata di Ralph & Russo, un incanto.

Last but not least, abbiamo anche il bambù per gli accessori moda della stagione. E un nome su tutti è sicuramente il fiorentino Innbamboo con la nuova collezione Bamboo Bag Palea. Un brand che ha fatto del connubio natura e bellezza la sua mission. Tutti i capi sono realizzati con materiali green ecosostenibili e certificati Vegan Ok – un’esigenza sempre più sentita, specie dalle nuove generazioni – e trovano un perfetto equilibrio tra confort e bellezza.

La lavorazione del bambù e della canapa concede un tocco estremamente morbido e sofisticato sia alle borse che ai cappelli. E, naturalmente, ce ne sono per tutti gli stili, dalle frange all’animalier, passando per la classica it-bag rotonda.

Insomma, una scelta glamour ma anche etica.

di Francesca Polici per DailyMood.it

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Laura Biagiotti ROMAN RENAISSANCE -Il marchio sfila a Roma il 13 settembre

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Roma, 13 Settembre Piazza del Campidoglio

Il Campidoglio, cuore della romanità, è il set della sfilata Laura Biagiotti Primavera Estate 2021, palcoscenico unico al mondo per bellezza e significati. Il Gruppo Biagiotti infatti ha restaurato la Scala Cordonata del Campidoglio disegnata da Michelangelo e i Due Dioscuri che la custodiscono.

La vocazione internazionale del brand Biagiotti, primo marchio italiano a sfilare in Cina nel 1988 e in Russia nel 1995, si coniuga con il forte legame con il territorio, quella Roma in cui Laura e Lavinia Biagiotti hanno sempre vissuto, lavorato, immaginato e prodotto collezioni e progetti, realizzato importanti collaborazioni di mecenatismo.

Sfilare in Piazza del Campidoglio, con un format innovativo, sul mirabile disegno di Michelangelo, mostra che la moda, come Roma, ruota attorno a qualcosa che supera le generazioni e i secoli, li plasma e li ricrea, in un Rinascimento senza fine.

Lavinia Biagiotti Presidente e CEO di Biagiotti Group dichiara: “Abbiamo pensato più che altro a restituire, a conservare capolavori irripetibili anche per superare il senso di impermanenza della moda: le pietre vanno oltre. Noi combattiamo sempre contro il tempo e in fondo la moda è un foglio bianco sul quale disegnare il futuro. La storia della nostra azienda e quella della nostra famiglia sono intrinsecamente legate a Roma, in un gioco di rimandi tra etica e estetica, che ricorda quello delle grandi famiglie rinascimentali. Il nostro amore viene raccontato dal profumo Roma di Laura Biagiotti, diventato nel tempo una fragranza iconica amata da milioni di donne e uomini in tutto il mondo. E proprio il successo di Roma ci ha permesso di essere tra i primi della moda a realizzare un grande restauro nella Città Eterna”. E aggiunge: “Ringrazio infinitamente la Sindaca di Roma Virginia Raggi e le Istituzioni che in uno scenario complesso quale l’attuale hanno accolto con slancio il progetto di ospitare la sfilata Laura Biagiotti sulla Piazza del Campidoglio. Un palcoscenico internazionale per un evento fortemente legato a Roma e ai suoi valori, sostenuto da un grande senso di responsabilità nel prendersi cura delle persone e del territorio. Siamo stati i primi a sfilare a porte chiuse lo scorso febbraio agli inizi della pandemia, per tutelare collaboratori, addetti ai lavori e ospiti. Ora stiamo lavorando per ritrovarci e rinascere in una delle piazze più belle del mondo, seguendo le regole di sicurezza previste dai protocolli, con un format che coniuga fisico e digitale, e che mette in scena in una narrazione in divenire, da Roma alla Fashion Week di Milano. Per testimoniare sempre che la moda non è solo spettacolo o appuntamento ma anche e soprattutto forza propulsiva della nostra economia. Mettiamo in scena un tributo alla Città Eterna e alla forza creativa della moda, un momento di “rinascimento” fatto di bellezza, orgoglio delle proprie origini e slancio verso il futuro”.

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Gimmi Baldinini: “La Russia è il vero motore della ripresa del fashion Made in Italy”

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L’imprenditore e presidente del marchio di calzature luxury osserva come, al pari della Cina, il Paese sovietico, di cui è profondo conoscitore dopo 40 anni di attività, può fare da traino allo sviluppo, vista la rapida ripartenza dell’economia locale dopo il lockdown. Urgente che l’Italia valorizzi maggiormente i rapporti con la Russia, anche tramite lo stop alle sanzioni

In breve tempo, dalla riapertura dopo il lockdown, hanno recuperato più di un mese di consumi. E tra pochi giorni tutto sarà normalizzato. Non guardiamo solo alla Cina: la Russia può essere il vero motore della ripresa del fashion Made in Italy, ma l’Italia deve valorizzare maggiormente i rapporti con questo Paese straordinario. Chi non lo conosce non può giudicare. È un Paese immenso con realtà ricche, altre meno. La Russia è un Paese che ama la moda e preferisce quella italiana. È necessario avere un rapporto con loro.”

A dirlo è Gimmi Baldinini, presidente del marchio luxury di calzature Made in Italy. L’imprenditore, oltre a essere considerato l’italiano del settore più famoso in Russia, è probabilmente il più esperto conoscitore del mercato dell’ex Urss in ottica fashion e luxury, avendo di fatto contribuito per primo, in quasi 40 anni di lavoro, a una fiorente stagione di internazionalizzazione dell’intero Made in Italy. Un percorso che ha portato oggi Baldinini a essere presente sul territorio con 130 monomarca, con il mercato russo che rappresenta l’80% del fatturato del brand di San Mauro Pascoli (Forlì-Cesena), che proprio nel 2020 festeggia i 110 anni di storia.

Baldinini è poi entrato nel merito del tema delle sanzioni, proponendo una ricetta per la ripartenza dell’Italia dopo l’emergenza sanitaria: “Se l’Italia avesse un rapporto migliore con la Russia tanti problemi del nostro Made in Italy non ci sarebbero, visto che i russi ci amano, tanto da considerarci un paese che incarna a pieno i loro ideali di lifestyle. Il problema sono le sanzioni, non tanto per le calzature, ma per esempio su prodotti food, che ora gli stessi russi importano da economie limitrofe o, ancora meglio, che hanno iniziato a produrre dentro i loro confini. In pratica con le sanzioni gli abbiamo fatto un piacere e ora la tendenza post Covid-19 tra i consumatori locali è cercare di valorizzare gli acquisti interni. Adesso che l’economia riparte, soprattutto per dare ossigeno ai nostri consumi, prima che sia troppo tardi, i dazi dovrebbero essere annullati quanto prima per sfruttare questa grande opportunità”.

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