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Isole Canarie, dove balene e delfini sono liberi di assembrarsi (e sono tutelati)

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Sono quasi una trentina le specie di cetacei che “affollano” le acque delle Canarie: il whalewatching è regolato da norme che rispettano gli animali e l’ambiente

Le Isole Canarie offrono uno dei paesaggi marini più affascinanti al mondo e le loro acque ospitano 28 specie di cetacei differenti tra balene, delfini e altri esemplari autoctoni.

La posizione geografica della Canarie e le caratteristiche oceanografiche di questa regione favoriscono la presenza e il passaggio di una numerosa varietà di cetacei: un ecosistema marino unico in Europa. In uno solo giorno si possono incontrare fino a nove specie diverse, tra cui il calderon tropical, il delfino maculato atlantico, e il rorcual tropical, la balenottera di Eden.

L’osservazione di balene, delfini, capodogli e altri cetacei, è una delle attrazioni principali delle isole, ma è anche un’opportunità per combinare la curiosità degli appassionati di  whalewatching con il rispetto per l’ambiente in cui questi splendidi mammiferi marini vivono.

Specie protette
Queste specie sono protette da regolamenti autonomi, nazionali ed europei, oltre che da convenzioni come quelle di Bonn e Berna, ratificate dal governo spagnolo. Alle Isole Canarie esistono numerose aree ZEC (Zonas de Especial Conservación de la Red Natura 2000) che tutelano la vita dei cetacei. “Molte di queste specie sono rare e poco conosciute”, spiegano dalla Società di Studio dei Cetacedi dell’Arcipelago Canario. “L’accesso alle coste è molto semplice e questo rende l’arcipelago il laboratorio ideale per la ricerca e la loro salvaguardia”.

Controllo delle imbarcazioni: il distintivo «Barco azul»
Elsa Jiménez, direttrice della Fundación Cram – organizzazione privata per la protezione dell’ambiente marino e delle specie che lo abitano – ritiene che “il transito indisciplinato delle barche nei luoghi di passaggio dei cetacei potrebbe condizionare la vita degli animali. La loro comunicazione, per esempio, potrebbe essere compromessa dal rumore dei motori”. Il rischio è che i cetacei si innervosiscano, entrando in collisione con le imbarcazioni.

Dalla necessità di realizzare un piano di turismo responsabile è nata l’idea del distintivo Barco Azul, la certificazione che segnala quali imbarcazioni possiedono i requisiti per accompagnare i turisti nell’osservazione dei cetacei. Questo significa che durante gli avvistamenti non consentono ai passeggeri di dare cibo agli animali o fare il bagno con loro. Altre linee guida prevedono di mantenere una distanza di sicurezza di almeno 60 metri, effettuare manovre di avvicinamento specifiche, non trattenersi con gli animali per più di mezz’ora, abbandonare la  zona quando in caso di concentrazione di barche troppo numerosa. Le stesse regole limitano l’utilizzo del motore e cambi di marcia improvvisi in vicinanza degli animali.

Il benessere dei cetacei
“Più che vietare si tratta di prestare attenzione, porre delle regole. L’osservazione dei cetacei non è solamente un’attività turistica di successo e di sensibilizzazione, ma un’esperienza estremamente educativa”, racconta Jiménez. In tal senso, fondamentale è il lavoro degli scienziati: i loro studi permettono di definire nuove strategie per la protezione dei cetacei e mostrare ai turisti come vivono: “Conoscono le migrazioni dei banchi, le aree che attraversano, i comportamenti e il loro stile di vita”.

Il rispetto dell’ambiente
Alle fine”, conclude Jiménez, “si tratta di rispettare l’ambiente in cui vivono”. Per ottenere ciò, non bastano le regole del Braco Azul ed è necessaria una condotta consapevole da parte dei turisti. D’altronde, il rispetto dell’ambiente nasce proprio da comportamenti corretti e responsabili.

 

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Finlandia, sogno d’inverno

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La meraviglia del profondo nord per scandire attraverso esperienze uniche un inverno indimenticabile

L’inverno è alle porte e anche se quest’anno queste porte probabilmente resteranno chiuse, non c’è soluzione migliore per scaldare il cuore che scoprire (a distanza) i lati più suggestivi di questa stagione laddove esprime il suo più grande potenziale.
È proprio da questa premessa che l’Ente Ufficiale del Turismo Finlandese, Visit Finland, vuole partire per condividere in un’ottica futura le incredibili emozioni che regala l’inverno nel profondo nord.
Ecco quindi che per ispirare e dare spunti sul prossimo viaggio a sfondo bianco ha raccolto alcune delle esperienze più indimenticabili che l’inverno finlandese possa offrire e tutte (da sempre) con un distanziamento sociale di base.

In sintonia con gli animali
Si parte da uno degli elementi più distintivi del paese, la fauna variegata e per una gran parte, caratterizzata da specie praticamente impossibili da trovare alle nostre latitudini.

Come non pensare all’iconica renna? Pietra miliare dell’immaginario natalizio legato alla Lapponia, questa specie popola la regione lappone in quantità pari agli esseri umani.

È quindi quasi più facile incontrare una renna che una persona. Curiosi e mansueti, questi animali vengono allevati dal popolo indigeno Sami e permettono davvero di sentirsi Babbo Natale per un giorno.
Vengono infatti regolarmente organizzate escursioni su slitta trainata da renne per permettere ai visitatori di familiarizzare con questi animali unici. Attività vacanziera amica dell’ambiente a tutti gli effetti, la corsa su slitta non è l’ultima trovata turistica, ma il metodo utilizzato anticamente dai lapponi per spostarsi.
Le corse solitamente durano da 10 minuti a qualche ora. La velocità è sempre moderata e pertanto sono adatte a tutte le età. È una specie di viaggio spirituale: addentrarsi nelle foreste innevate a bordo di una slitta di legno è un’esperienza magica che non ci si può perdere.

Renne ma non solo, infatti un altro animale estremamente importante nella quotidianità (specialmente invernale) dei lapponi è il fidato Husky. Graziosi e veloci, questi cani sono nati per correre in condizioni polari e permettono di vivere un’esperienza, attraverso la corsa sulla slitta, che unisce sport e natura all’amore per gli animali.

Tutt’uno con la natura selvaggia
Un altro aspetto caratteristico della Finlandia e mentale per tutti i finlandesi è il rapporto profondo con la natura sconfinata e selvaggia. Un paesaggio primordiale che d’inverno sprigiona una meraviglia senza pari. Ed è proprio qui, fra laghi ghiacciati e immense foreste innevate che lo spettacolo dell’aurora boreale ha inizio. Per la maggior parte delle persone, l’emozione di ammirare un’aurora boreale è un’esperienza da fare una volta nella vita e proprio la Finlandia è uno dei migliori luoghi al mondo dove poterla ammirare, specialmente in inverno.

Esistono alcuni preziosi per diventare un vero cacciatore di aurore, eccoli qui.
Una chicca? Addormentarsi ammirando l’aurora attraverso una delle sistemazioni più suggestive offerte in Lapponia. Che siano igloo di vetro o casette sull’albero, non sono paragonabili a null’altro e regalano un’esperienza che difficilmente si potrà mai dimenticare.

Godere della natura Nordica, non passa solo attraverso la caccia all’aurora. Con la neve che ammanta ettari ed ettari di foresta una ciaspolata silenziosa per scoprire il mondo che si cela fra gli alberi è senz’altro qualcosa che ogni finlandese consiglierebbe di fare anche a fronte degli oltre 40 parchi naturali presenti nel paese.

Sport a fil di ghiaccio
Se lo sci anche in Italia è uno sport più che diffuso e a portata di mano, in Finlandia sono comuni anche alcuni sport nordici difficili da esperire a queste latitudini.
La pesca su ghiaccio è uno di questi. Più stato d’animo che sport, la sua bellezza risiede nella semplicità, ed è forse la ragione principale per cui è considerata una sorta di pratica meditativa. Restare pazientemente in attesa che succeda qualcosa (e spesso non succede niente), purifica la mente e non affatica.
Parole chiave: silenzio infinito. Per quanto possa sembrare strano, prendere un pesce non è il fine, è soltanto un bonus.

La Finlandia è il luogo in cui i sogni di pattinaggio su ghiaccio diventano realtà, fra le altre esperienze da fare sicuramente spicca l’ice skating. Nella maggior parte delle città della nazione troviamo piste di pattinaggio al chiuso e all’aperto, sul ghiaccio naturale dei laghi e qualche volta anche sul Mar Baltico: le opportunità per principianti e professionisti sono praticamente infinite.

Ci sono poi infinite possibilità di vivere la neve in modo adrenalinico, come per esempio attraverso bellissimi tour in motoslitta o percorsi in fat bike nella foresta.

Cercasi calma fra benessere e location uniche
Il freddo e il caldo sono una costante dicotomia nella quotidianità finlandese e in inverno questo connubio raggiunge i suoi massimi livelli. Perni di uno stile di vita improntato al benessere interiore ed esteriore Sauna e ice swimming, vengono spesso associati quando se ne parla nella stagione fredda. Se della sauna ormai tutti conoscono benefici e segreti, i bagni ghiacciati incontrano ancora qualche piccola resistenza. Il segreto di un bagno nell’acqua gelata. risiede in quella sensazione magica che scorre lungo tutto il corpo una volta usciti. Difatti, mentre l’ingresso in acqua richiede una considerevole dose di coraggio per affrontare il morso ghiacciato, lo shock iniziale che fa per un momento addormentare le gambe è presto dimenticato. Una volta all’asciutto la circolazione del sangue regalerà una sensazione di calore istantanea, piacevole ed estremamente benefica.

Una combo, quella di sauna e tuffo ghiacciato che può essere facilmente ritrovata in tutto il paese e può diventare una sana abitudine quotidiana se si sceglie come alloggio un tipico cottage di campagna.
Sistemazioni genuine e accoglienti che spesso sorgono in riva a specchi d’acqua (ovviamente ghiacciati per l’occasione) e includono una sauna privata (come praticamente ogni casa finlandese), da provare!

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Natale in America Centrale e Repubblica Dominicana: dove le tradizioni si fondono tra colori, costumi e culture di ogni tipo

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In attesa di festeggiare secondo le nostre tradizioni, CATA ci porta alla scoperta di un Natale fuori dal comune attraverso i colori, i costumi e la cultura di Belize, Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua, Panama e Repubblica Dominicana.

Periodo molto atteso e celebrato in ogni angolo del Mondo, il Natale di America Centrale e Repubblica Dominicana ha inizio a metà dicembre con preparativi di ogni tipo: culla di diverse usanze e culture che convivono armoniosamente durante tutto l’anno, il Centro America si appresta a festeggiare con una commistione di tradizioni cristiane, maya e garifuna.
 
L’Honduras attende l’Ambasciatore di Natale
Secondo la tradizione Garifuna, in questo periodo dell’anno l’Honduras si prepara ad accogliere Warini, l’ambasciatore natalizio, che accompagnato da un corteo di cantanti e batteristi si sposta di casa in casa. In diversi luoghi dell’Honduras, invece, i cristiani cattolici organizzano ancora oggi le Posadas, che ci ricordano il pellegrinaggio fatto da Giuseppe e Maria da Nazareth a Betlemme alla ricerca di un posto in cui aspettare la nascita di Gesù: il pellegrinaggio ha inizio alcuni giorni prima del 24 dicembre e le famiglie ospitanti ricevono i partecipanti con spuntini tradizionali. La notte del 31 dicembre è dedicata invece al Rogo dell’Anno Vecchio: ogni anno vengono realizzati scimmie o bambole con vecchi vestiti e giornali che vengono poi ridotti in cenere, allontanando così tutte le cose brutte capitate nell’anno passato.
La sfilata dei cavalli in Costa Rica
Il secondo sabato di dicembre, a San José, la Festa della Luce segna ufficialmente l’inizio del Natale degli josefinos: per le strade della città sfilano ogni anno carri allegorici e maschere, accompagnati da musica dal vivo tradizionale e fuochi d’artificio. Questo evento unisce la passione per i cavalli e quella per le feste dei costaricani, che a Natale non rinunciano mai al El Gran Tope Nacional, la sfilata dei cavalli di carattere nazionale durante la quale, il 26 dicembre, migliaia di cavalieri sfilano tra le vie della capitale.
In Guatemala, il diavolo che brucia

Il 7 dicembre in Guatemala è il giorno del Rogo del diavolo, occasione in cui i partecipanti  bruciano le piñatas di cartone. Questa usanza ha le sue radici nella tradizione religiosa ed è legata ai roghi di streghe ed eretici a cui si assisteva nel Medioevo. Il fuoco in Guatemala è inteso come elemento purificante e così i Maya celebrano la vittoria del sole “Hun Ajpú” sulle tenebre durante il solstizio d’inverno. A Huehuetenango, durante il periodo delle feste si canta e si prega accompagnati da strumenti autoctoni come l’ayotl, realizzati con gusci di tartaruga, tamburi di cuoio e cincini.

La Zuppa di Natale creola in Nicaragua
Come in molti altri Paesi dell’America Centrale, in Nicaragua il cenone della vigilia di Natale inizia solo dopo la messa cattolica di mezzanotte. A Bluefields invece, sulla costa caraibica, la speciale tradizione creola vuole che ci si riunisca per gustare tutti insieme una zuppa di carne. Nell’area del Pacifico, il pasto tradizionale di Natale è invece il pollo ripieno di lombo di maiale. Per dare il benvenuto al nuovo anno, i nicaraguensi creano fantocci riempiti di polvere da sparo fatti di vecchi vestiti, bruciando simbolicamente il vecchio anno e tutte le cose negative accadute nell’anno passato.
Balli e sfilate in Belize
In Belize la cultura creola e quella garifuna convinto e si fondono durante il periodo natalizio, per esempio con la Bram di Natale, una festa in cui la gente balla, suona musica e canta per le strade animando l’atmosfera. In Belize, i dolci della vigilia di Natale sono preparati in anticipo in modo che possano assorbire tutto il sapore del rum del Belize di cui sono solitamente impregnati. Riso, fagioli, patate e tacchino sono gli alimenti più caratteristici di queste feste.
El Salvador: vestiti nuovi per le vacanze
La vigilia di Natale si festeggia in famiglia condividendo risate, danze e cene. Durante il cenone vengono serviti pollo, il tacchino e i tamales, piatto tipico della gastronomia salvadoregna, solitamente accompagnati da un delizioso punch o da una cioccolata calda. A mezzanotte, il Natale si festeggia tra gli abbracci dei cari e scartando i regali che vengono messi sotto l’albero. Una delle maggiori tradizioni di El Salvador è quella di indossare abiti nuovi a Natale e Capodanno: nei giorni che precedono le vacanze i salvadoregni vanno ai mercati e negozi per comprare vestiti nuovi di zecca. Anche qui, la notte di Natale è animata da spettacoli pirotecnici.
Posadas navideñas a Panama
Una delle tradizioni di Panama in questo periodo dell’anno sono le Posadas Navideñas, piccole rappresentazioni dedicate ai bambini per conoscere i dettagli della nascita di Gesù. I bimbi si vestono come Giuseppe, la Vergine Maria, un angioletto o un asinello e per nove giorni, prima del 25 dicembre, vanno di casa in casa cantando canzoni natalizie popolari, mentre vengono offerti loro dolci e piccoli rinfreschi. Tra le altre tradizioni tipiche di questa festa ci sono gli addobbi più classici come l’albero di Natale e il presepe nonché la preparazione di piatti tipici delle feste.
Un albero particolare in Repubblica Dominicana
L’albero di Natale domenicano è tanto particolare da essersi guadagnato un nome proprio: Charamico. È fatto in legno, interamente a mano, e può essere dipinto con vari colori o decorato con palline e renne. Tradizionale è anche il momento dell’Aguinaldo, un raduno di amici durante il quale, al ritmo del tamburo, della fisarmonica e della güira, si cantano canti passando di casa in casa e si servono cioccolata calda, tè allo zenzero, caffè, biscotti o pane. Accanto a questo, c’è il rito de El Angelito, momento che consiste nello scambio di doni tra colleghi, amici o familiari e anche tra i bambini delle scuole. Alla vigilia di Natale e a Capodanno a tavola predominano il Telera – un pane di Natale preparato con ingredienti come rum e anice – arrosto di maiale, pollo, tacchino, insalata russa, empanadas, torte ma anche frutta, tra cui uva, mele e dolci.

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A Lignano Sabbiadoro: Il tradizionale presepe di sabbia visibile anche online!

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I numeri del 2020:  400 metri cubi di sabbia, 4 artisti, circa 1800 ore di lavoro, 600 metri quadrati di area espositiva

Tema del 2020: La Cura. L’Amore. La Speranza

400 metri cubi di sabbia, 4 artisti della rinomata Accademia della Sabbia e circa 1800 di lavoro sono i numeri della 17^ edizione del tradizionale Presepe di Sabbia di Lignano Sabbiadoro, che lo rendono uno dei più grandi d’Italia!

Con le oltre 80.000 presenze della scorsa edizione è stato sicuramente uno dei più ammirati e, per permettere anche quest’anno a migliaia di persone di emozionarsi davanti alle sue straordinarie sculture, sarà visitabile per la prima volta online. L’accesso da remoto avverrà attraverso il sito www.presepelignano.it nella speranza che l’emergenza Covid-19 allenti la sua morsa rendendo possibile l’ingresso all’area espositiva, portata quest’anno a ben 600 metri quadrati (200 in più dello scorso anno) proprio per tutelare la sicurezza delle persone.

Il Presepe è stato voluto da tutta la città friulana per il suo valore fortemente simbolico e per evitare che il Coronavirus, come il malvagio Tom Skeletron del film-cult Nightmare Before Christmas di Tim Burton, rubasse il Natale di Lignano Sabbiadoro, con le splendide atmosfere invernali quando mare e terra si sposano in abbandono e leggerezza.

È dal 2004, infatti, che questa creazione artistica, organizzata dall’Associazione Dome Aghe e Savalon D’Aur, regala al Friuli la bellezza delle sue narrazioni tramate di minuscoli granelli, d’acqua e d’arte, associate ai messaggi di speranza e agli spunti di riflessione sul presente, espressione autentica di quei valori di pace e universalità sintonici con la vocazione di accoglienza e ospitalità della città balneare friulana.

Una visita virtuale per diventare quasi personaggi dell’installazione

La visita virtuale sarà possibile grazie al sostegno del Comune di Lignano Sabbiadoro e di Lignano Sabbiadoro-Gestioni: sorprendente l’esperienza che catturerà i visitatori remoti con particolari effetti visivi e un meraviglioso gioco di immagini.

L’impossibilità di avvicinarsi realmente ai personaggi e all’ambientazione sarà compensata dalla particolarità dell’inedito punto di vista che permetterà di osservarli come non era mai accaduto in passato. La distanza sarà, infatti, davvero ravvicinata e sembrerà di poter letteralmente entrare dentro il Presepe per diventare quasi un suo personaggio, partecipe e attore del singolare percorso ideato per il 2020 con la finalità di trasformare questo “tempo di paura” in un “tempo generativo” di rinnovata solidarietà.

Per esplorare il senso più autentico del Natale e della sua universalità, Lignano Sabbiadoro ha organizzato anche un interessante calendario di eventi, animati da rilevanti esponenti della teologia e della cultura.

Oltre al grande Presepe, per ora visibile, appunto, da remoto, è stato creata una seconda scultura en plein air, accanto al duomo cittadino: una struggente Natività di ambientazione lagunare, con un casone e la riproduzione del celeberrimo faro rosso, emblema di Lignano.

Il percorso: “La Cura. L’amore. La speranza.”
Il percorso legato al tema “La Cura. L’amore. La speranza.” inizia con una singolare Natività che fa trapassare l’iconografia bizantina di Maria con in braccio Gesù nell’immagine di una nascita reale. Segue la trasposizione in sabbia della Dormitio Virginis bizantina dove è Cristo a tenere in braccio l’anima-bambina della Madre. Un’altra scena evangelica è quella di Cristo addormentato sulla barca mentre infuria la tempesta, con Pietro che lo scuote impaurito. Gli altri ci aiutano: Cristo spezza il pane e il buon samaritano si ferma a soccorrere, con a sfondo l’immagine di straordinaria forza di un grande volto di Cristo. Un’installazione di solenne grandiosità fa da snodo al percorso e cattura lo sguardo del visitatore condensando in un’unica sequenza la morte e la resurrezione di Lazzaro di Betania, con l’incontenibile pianto di Gesù. Un dolore straziante, profondamente umano, che in questo tempo di pandemia si è condensato nell’immagine ormai emblematica della facciata del cimitero monumentale di Bergamo, la cui architettura fa da sfondo ai due episodi evangelici.

Il tema della cura viene reiterato dall’immagine-doppio di una madre che culla il figlio con gli stessi gesti d’amore con cui si prende cura di un uomo anziano (la parentesi che apre e chiude l’alfa e l’omega della vita).

Si prosegue attraverso la raffigurazione di un DNA umano, la cui seconda elica è sovrascritta con le parole delle Opere di Misericordia del Vangelo di Matteo. Se la prima scultura rappresenta una Natività, l’ultima raffigura, in una sorta d’inversione spazio-temporale, un’Annunciazione strettamente accostata a una Visitazione; si viene così a istituire una possibile circolarità all’interno del percorso: una ragazza accucciata abbraccia il pancione di una donna incinta. Alla fine del percorso, l’evento dell’Annunciazione non è solo riferito a Maria, ma a ogni visitatore, interpellato dalla narrazione evangelica a far fiorire l’Amore nel proprio cuore. Lo spettatore lascerà il Presepe di Sabbia in una luce avvolgente, accarezzato dalle parole rassicuranti che l’angelo rivolge ai pastori nella notte di Natale.

Un bellissimo calendario di eventi
Nel 2020, non ci sarà solo il virtual tour al Presepe, perché i tempi dell’Attesa (Avvento) e quelli delle festività saranno scaditi da una serie di eventi culturali, musicali e d’intrattenimento registrati e messi in onda dalla grande “piazza” del Presepe di Sabbia e condivisi attraverso i social. Grazie alla collaborazione con l’assessorato alla cultura di Lignano, si comincerà con le riflessioni d’Avvento di padre Ermes Ronchi, teologo e biblista friulano, molto apprezzato anche per i commenti al Vangelo nell’ambito della trasmissione “A sua immagine”. Sempre in collaborazione con il Comune, tra le altre cose, l’attore Massimo Somaglino proporrà dal presepe due racconti “per Natale”: “Il principe felice” di Oscar Wilde e “Canto di Natale” di Charles Dickens. Un concerto lirico per gli auguri natalizi sarà invece proposto dal tenore di origini lignanesi Alessandro Cortello e ancora il lignanese Lorenzo Vignando (alias Ukulollo) si esibirà con il suo inseparabile ukulele.

CREDITI:

Gli scultori Michela Ciappini, Ornella Scrivante e Mario Vittadello sono stati guidati da Antonio Molin, direttore dei lavori.

La direzione artistica è di Patrizia Comuzzi.

Il Virtual Tour del Presepe di Sabbia è opera di 4Dodo-San Giorgio di Nogaro

La voce narrante è di Massimo Somaglino.

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