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Camicia…. Mon Amour!

DailyMood.it

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I dieci, cento usi della camicia, quando le ultime fiere del fashion l’hanno definita il “pezzo di tendenza” del prossimo autunno, sobria, elegante, minimale, morbida, over, chic….sono mille gli aggettivi che si sono spesi per le creazioni dei designer più famosi, per collocare la semplice camicia da uomo nel guardaroba 2020 come must have, il capo di cui non si può fare a meno.

Capi speciali, come quelli disegnati da Indra Kaffemanaite stilista di Balossa, destinati a durare nel tempo, come un flash di luce che rompe l’inverno, una pennellata di bianco che si trasforma fino al grigio su un indumento non più banale, la camicia di un uomo.

Una presentazione poetica e appassionata per un comfort di lusso di un brand che calza un paradigma di una immagine che riesce ad essere una eccellenza perché splendidamente di nicchia…..ed è solo una camicia……..dove la sobrietà si coniuga allo stile, impunture, pinces e taglio vivo ne esaltano il glamour, lasciano il ruolo di accessorio di un outfit e diventano blazer importanti, disegnano silhouette più accostate al corpo con cinture/laccio, immagini che fioriscono come calle, immacolate e severe, per poi sbocciare in una camicia di seta ornata da un tenero mega fiocco rosa, che accarezza il  volto.

Ma anche effetti bomber, semplici strisce ne fanno un capospalla e si capisce che Indra Kaffemanaite, per raccontare il suo progetto Balossa, esprime passione e amore che va dal semplice disegno alla ribattitura della fodera del capo finito, dove si indovina una raffinatezza che va oltre la semplice camicia bianca, rubata dal guardaroba maschile, che ne fa un capo chic ma estremamente facile.

Geometrie improvvise e volumi over sono contrapposti a capi che hanno un fit più aderente, con pieghe e orli raddoppiati per aperture inedite per mostrare il candore del collo, le nuances dei bianchi dalle mille gradazioni che vengono esaltati dall’accostamento con il grigio per un guardaroba costruito con fantasia, senza confini, che spazia da camicie che diventano capispalla e viceversa, cravatte come inediti gioielli di tessuto, gilet raddoppiati a segnare il pantalone, un collo che si apre  diventando un cappuccio su pantaloni in stile garconne, gonne a ruota leggere come aria, una white shirt che rispecchia non solo il contenuto dei materiali ma soprattutto il valore dell’originalità, dell’esclusivo, del non ripetitivo, dell’asimmetrico perfetto, dove maschile e femminile si incontrano e si scontrano, per lunghezze e contrasti, forme e proporzioni, armonizzando l’imprevisto con eleganza.

Ma anche l’over kimono, il capo versatile dell’autunno vagamente seventy, che diventa nelle mani di Indra Kaffemanaite la voce innovativa di un capo considerato banale, di routine giornaliera, la stilista ha dunque il dono di interpretare in maniera couture lo street style di una semplice camicia rendendola modernissima, chic, sobria, di grande gusto.

Crediti Clothing Balossa FW 2020/2021

Styling Indra Kaffamanaite

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K-Way x THE Marc Jacobs per la Primavera/Estate 2020

DailyMood.it

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Torna l’esclusiva collaborazione tra K-Way e THE Marc Jacobs nei negozi The Marc Jacobs, online e presso i migliori rivenditori indipendenti in tutto il mondo.

K-Way e Marc Jacobs hanno una storia comune di vecchia data, la loro ultima collaborazione risale infatti a nove anni fa. Sotto la direzione creativa di THE Marc Jacobs, i marchi si sono uniti ancora una volta per esplorare “La Giacca a Vento“. La collezione ha rivisitato l’iconica giacca K-Way Le Vrai Eiffel 3.0 e la tuta Pierrick con la stampa hero SS20 di THE Marc Jacobs, fondendo gli aspetti classici e funzionali di K-Way con la giocosità di THE Marc Jacobs.

Lanciata nel maggio 2019, THE Marc Jacobs è stata concepita per mantenere il concetto di brand unico della maison e integrare la collezione runway anziché dividerla. Per la primavera 2020, il marchio desiderava esplorare “La Giacca a Vento” e ha deciso di unirsi ancora una volta con K-Way proponendo in chiave contemporanea e psicadelica una stampa floreale paisley, immaginata in una tavolozza pastello di rosa, giallo, arancione, verde, blu e viola e declinata sulle originali silhouette K-Way.

K-Way, nasce a Parigi in una giornata piovosa nel 1965 e si distingue da subito come capospalla elegante e versatile “en cas de pluie”, da cui deriva l’attuale nome del marchio. K- Way è diventato celebre come la giacca impermeabile per eccellenza: classica, moderna, tecnologica, funzionale e colorata. Le collezioni comprendono le giacche storiche con zip termosaldata, che possono essere ripiegate in una piccola tasca e realizzate con materiali impermeabili, antivento, caldi e traspiranti, nonché abbigliamento e accessori alla moda, che presentano le stesse caratteristiche di praticità e funzionalità.

La collaborazione unisex è ora disponibile online e nei negozi Marc Jacobs, nonché in selezionate boutique Worldwide. THE Marc Jacobs x K-Way ha un prezzo al pubblico pari a 500 euro, mentre la tuta è in vendita a 770 euro.

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La moda solidale ai tempi del Covid-19

Polici Francesca

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Nel mondo della moda è gara di solidarietà. Da quando il Coronavirus ha paralizzato le nostre vite, il mondo del fashion ha annullato tutti gli eventi e le sfilate in programma ma non si è fermato. Anzi. A dare il via a questa straordinaria campagna solidale è stato in primis il mondo del beauty, con i grandi colossi Lvmh, Davines e Menarini che si sono dati alla produzione di gel disinfettanti.

A fargli eco i giganti della moda che hanno deciso di investire nelle mascherine, di cui c’è sempre enorme bisogno. Il gruppo Miroglio (Oltre; Motivi) che è stato tra i primi a rispondere all’emergenza sanitaria, per esempio, si è dedicato alla fabbricazione di mascherine in cotone riutilizzabili fino a dieci volte.

Stessa cosa per BC Boncar, che si è reinventato come produttore di mascherine.

Miroglio, Zara ed Ermanno Scervino invece hanno convertito gran parte della propria produzione direttamente in mascherine chirurgiche.

Ma l’elenco è straordinariamente lungo. Da Armani a Manila Grace, da Ermanno Scervino a Zara, da Elisabetta Franchi a Prada, solo per citarne qualcuno.

Giorgio Armani, che già alla Fashion Week di Milano aveva deciso di sfilare a porte chiuse, è stato uno dei pionieri delle donazioni, devolvendo 1 milione e 250mila euro agli ospedali Luigi Sacco, San Raffaele e Istituto dei Tumori di Milano, allo Spallanzani di Roma e alla protezione civile.

Anche il gruppo francese Kering (Alexander McQueen; Balenciaga; Saint Laurent; Gucci; Brioni; Pomellato; Kering Eyewear; Bottega Veneta) ha devoluto 2 milioni di euro alle strutture sanitarie site nelle località in cui i suoi marchi sono presenti (Lombardia, Veneto, Lazio e Toscana).

Donatella Versace, invece, ha donato 200.000 mila euro alla terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano, già da tempo al collasso. Mentre l’amministratore delegato di Gucci Marco Bizzarri ha devoluto 100.000 euro all’Ausl-Irccs di Reggio Emilia, un’altra delle zone italiane maggiormente colpite.

E ancora Benetton che, attraverso una holding, ha fatto una donazione di 3 milioni di euro agli ospedali Ca’ Foncello di Treviso, Luigi Sacco di Milano, Spallanzani e Policlinico Gemelli di Roma.

Prada, invece, ha donato due intere postazioni di terapia intensiva e rianimazione agli ospedali milanesi Buzzi, Sacco e San Raffaele di Milano.

Bulgari ha donato allo Spallanzani di Roma un sofisticatissimo sistema di acquisizione di immagini microscopiche, necessario alla prevenzione e alla cura del virus.

Non ci scordiamo poi dei Ferragnez. La coppia Chiara Ferragni e Fedez, infatti, hanno lanciato sul web una campagna di raccolta fondi, grazie alla quale hanno raccolto ben 4 milioni di euro, devoluti interamente all’ospedale San Raffaele di Milano per la costruzione di un nuovo reparto di terapia intensiva.

Ma ogni giorno la lista dei designers e dei brand che si aggiungono ai nomi del fashion system che si mobilita per la più grande emergenza sanitaria dai tempi del secondo dopoguerra si allunga sempre di più.

D’altronde, l’unione fa la forza. #andràtutobene

di Francesca Polici per DailyMood.it

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Philippe Model Paris Collezione Primavera Estate 2020

DailyMood.it

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Estetica anni ’90. Rielaborazione delle atmosfere e dei codici del decennio emblema della convivenza assoluta di tendenze diverse, a volte opposte, che ha rappresentato per la moda – e non solo – un momento di infinite possibilità: di stili, di invenzioni, di modernità, di modi di vivere. Dalle subculture musicali a quelle estetiche, gli anni ’90 hanno mescolato l’opulenza al minimal, il grunge al gotico, il clubbing al purismo rendendo ogni miscela accettabile e legittimando il modello sporty nel quotidiano. Philippe Model Paris fa sua questa ricerca di sperimentazione e di libertà di espressione attraverso una collezione in cui le materie e i colori si fondono in abbinamenti inattesi. I sensi del tatto e della vista sono stimolati quasi in maniera psichedelica. Dalla vernice fluo alla pelle soffice e sofisticata, dal nylon all’animalier metal, dalla stampa in cavallino alla pulizia assoluta mono-color: un mix dinamico e armonico che rende attuale e contemporaneo un gusto noto e famigliare.

Due le grandi novità, sia per l’uomo che per la donna, a livello di modelli e forme.

EZE

La prima novità è EZE, omaggio estetico agli anni ’90, con la sua forma oversize e il mix and match di materiali e colori che rimandano ad un sapore più underground e ricercato. Eze è una nuova running ultra leggera, grazie all’uso dell’innovativa tecnologia Eva, dai volumi volutamente estremizzati e dall’unione di materiali e colori molto differenti.

SAINT DENIS
La seconda è SAINT DENIS: un inedito concetto di sneaker che si ispira al mondo e alla cultura del basket, interpretati in chiave innovativa, affermando l’anima parigina del brand. Partendo proprio dal nome: Saint Denis che, oltre ad essere uno dei quartieri più conosciuti e multietnici di Parigi, è anche il luogo dove è stato costruito il più antico campo da basket al mondo nel 1892 e dove si disputò il primo match di pallacanestro in Francia e in Europa nel 1893. Seppur lo sport fu inventato da James Naismith negli Stati Uniti un anno prima, alla capitale francese e a Saint Denis va il primato come campo più antico della storia del basket nel mondo. A livello estetico, suola e tomaia si caratterizzano per dinamicità e movimento delle linee e dal mix di materiali.

TRPX e PRSX
TRPX e PRSX, reinterpretazioni dei modelli iconici del brand, si vestono letteralmente di nuovi tex- ture e colori, dal fluo all’animalier al vinile, attualizzando sempre di più l’heritage del marchio. Mentre Montecarlo, la running per eccellenza dal design innovativo che ha segnato un importante evoluzione del brand in termini di proporzioni, estremizza il concetto di color blocking, con abbinamenti pop e metallici.

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