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Time Capsule Exhibition, 165 anni di storia di Louis Vuitton approdano a Milano

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165 anni di storia di Louis Vuitton approdano a Milano

Time capsule exhibition è il piccolo e momentaneo museo allestito da Louis Vuitton nella centralissima piazzetta Reale a Milano. Per un lungo mese, dal 20 settembre al 20 ottobre, milanesi e non potranno visitare gratuitamente l’esposizione dalle ore 10:00 alle ore 20:00.

Attraverso un vero e proprio percorso che parte dalle origini, i visitatori potranno conoscere l’importante storia del brand francese diventato famoso grazie al suo particolare e ricercato design.

Un museo caratterizzato non solo dalla semplice passività, anzi. Infatti, appena entrati è possibile contemplare un artigiano della Maison all’opera che darà dimostrazione dell’elaborato lavoro che c’è dietro ogni singolo oggetto. La mostra segue poi con un’esposizione di bauli da viaggio, di beauty case e di desk interattivi dove poter approfondire e conoscere molte più curiosità riguardo il brand francese.

Le sorprese, però, non sono finite qui.

Infatti, per l’esposizione italiana, Louis Vuitton metterà a disposizione del suo pubblico le proprie creazioni ready-to-wear donna, disegnate dall’ex direttore artistico Nicolas Ghesquière (2014-2018) e quelle uomo, disegnate dal suo successore Virgil Abloh. Per quanto riguarda la collezione di oggetti di arredo, invece, verranno esposti gli oggetti d’arredo Objets Nomades, disegnati in collaborazione con Patricia Urquiola e Marcel Wanders, e la Malle Milano, esemplare unico realizzato per l’Esposizione internazionale di arti decorative e moderne di Parigi del 1925.

Un’esposizione significativa e un viaggio nel tempo lungo e importante per festeggiare al meglio i 165 anni della storia di uno dei brand francesi più famosi.

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A Firenze la fucina della creativita’- Pitti Immagine edizione ‘97

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A Pitti Immagine Uomo , edizione ’97, la mostra si trasforma in una straordinaria passerella dei talenti internazionali, 1.200 marchi provenienti da tutto il mondo per una continua scoperta, tra abiti tech, impulsi green e forme innovative grazie a venti nuovi arrivati da tutto il mondo capaci di dare un tocco di novità alla kermesse fiorentina.

Ma vincente rimane sempre il made in Italy, una fucina di creatività con i suoi maestri artigiani per uno showcase sull’eccellenza sartoriale al Four Season Hotel, dove lo scouting della 12° edizione del Salon of Excellence, di DeGorsi&Partner – Aleksandar Djordjevic e Cris Egger – intercetta giovani stilisti, nuove collezioni eseguite a regola d’arte, una lezione di stile, sfila la nuova eleganza, impeccabile, arricchita da dettagli audaci espressa da Sartoria Chiaia di Gennaro Annunziata, dal Calzaturificio Ducal di Marialisa Sani, le cravatte di Tom Viola, il camiciaio Alessandro Siniscalchi, le calzature e borse da uomo e donna di Viola Milano& Faggioli Atelier e il marchio del lusso di IVJ Gioielli.

Le camicie di Alessandro Siniscalchi, lo stilista ci racconta le sue camicie, il suo è un punto di vista anarchico, attraverso varie forme di lettura, nel rendere possibile e unica la camicia bianca che, vero e proprio paradigma dello stilista, evidenzia i suoi elementi progettuali più innovativi e le sue, infinite e seducenti, interpretazioni, mai banali ma ricche di osservazioni negli particolari dagli accenti iconici di una camicia, la mosca, il fessino, il cannoncino, gli orli, i tagli, il carrè e il sottomanica, le pieghe……un mondo che lo stilista Siniscalchi osserva, rispetta, stravolge il “fior di camicia” come si diceva, curandone ogni dettaglio, particolare, asola, bottone, un nodo, una piegatura….un papier de musique per uno stile vissuto, candide architetture di colli e polsi, con riferimenti storici per una grande struttura teatrale che è in sintesi una grande lezione di stile.

Gennaro Annunziata – Sartoria Chiaia – Un uomo che veste un “nuovo formale” dove la tradizione e l’innovazione rimangono le uniche guide e la qualità, in tutte le sue accezione, la prospettiva da seguire, e dunque una continua e nuova scoperta. Un Brand che fa sì che l’italian style prodotto in Campania sia diventato nel mondo sinonimo di fashion and luxury, esortando il visitatore a osservare la sua ispirazione che ha avuto le sue fonti in arte, storia e magia unica aprendosi al contemporaneo senza abbandonare quella formidabile aura di eterna bellezza che l’ha resa celebre nel mondo.

Una passerella ideale con la sua preziosità nella Cappella del Four Season Hotel interamente affrescata, per il brand fiorentino Ducal di Marialisa Sani, dal 1937, le sue sono calzature importanti, che enfatizzano l’importanza della lavorazione hand made, un omaggio al fatto a mano, l’artigianalità che rappresenta uno scambio di culture attraverso il tempo e lo spazio, grande conoscenza dei materiali, pellami, cuciture, lavorazioni, sensibilità individuali, dunque il nuovo nella tradizione. Da una “bottega” fiorentina l’accessorio irrinunciabile che non può mancare nel guardaroba di un uomo per completare uno stile di vera eleganza.

Atelier Faggioli, un caleidoscopio di colori per la pelletteria dove la creatività è coniugata con i maestri artigiani del made in Italy, calzature e borse per uomo e donna, non stupisce che la borsa da donna sia, ancora oggi, l’accessorio femminile (oggi sdoganato anche dall’universo maschile) più desiderato al mondo.

E per finire IVJ Gioielli, brand disegnato dallo stilista toscano Mirko Fiorentini e prodotto in Italia, perfetto partner per il Salone delle Eccellenze di DeGorsi&Partner, tennis sfolgoranti di brillanti bianchi che si abbinano a tennis in brillanti neri, raffinatissimi, parure di orecchini e gioielli, il made in Italy della migliore oreficeria artigiana per la linea classica che si sposa alle creazioni più fantastiche e sognanti.

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Le nuove tendenze moda 2020 Atelier Faggioli a Pitti Uomo ‘97

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Dal mondo delle griffe, da quello che si è potuto vedere al Pitti Immagine Uomo 2020, arriva un importante segnale, anche la figura maschile è entrata prepotentemente come consumatore nel mondo della borsa di pelle, consumiamo meno ma meglio, educhiamo il consumatore, spingendo sulla cultura del prodotto, in termini di qualità e pregio, rispetto dell’ambiente, delle leggi, delle persone.

E da questi eventi sparsi in tutta la città, facendo diventare Firenze un  contenitore meraviglioso delle Tendenze Moda di Pitti Uomo 2020, escono, come fosse il cilindro di un prestigiatore, i talenti più veri, nuovi, enfatizzati,  segnalati dal Salon of Excellence, di DeGorsi&Partner dove Aleksandar Djordjevic e Cris Egger, sempre alla ricerca di brand di lusso emergenti, sono in esposizione al Four Season Hotel, location piena di glamour che si adatta perfettamente al Brand che incanta il mondo della moda con l’ arcobaleno di colori delle sue  creazioni in pelli esotiche.

E Atelier Faggioli ha perfettamente compreso che, anche se l’abito può essere low cost o meno appariscente, sono proprio gli accessori, le borse e le scarpe che rimangono il vero accessorio fashion, l’uomo che mostra la sua Bag da lavoro e calzature di altissimo livello e la donna che si riappropria della propria femminilità, con borse e calzature, “ritorna sui tacchi” e torna ad essere l’oggetto del desiderio che fino dal Medio Evo è sempre stata.

In Italia, specialmente nel settore conciario, le aziende sono impegnate a portare avanti con successo la manualità e l’estro dei maestri conciari italiani, i maestri d’arte, fondamentali nella moda, che con il loro estro, sono senza concorrenza per livello qualitativo e Atelier Faggioli rappresenta un esempio, in quanto si scorge che quella stessa passione è riletta in chiave contemporanea mantenendo vive quelle radici con una cifra stilistica moderna.

Atelier Faggioli sceglie con estrema cura i pellami, i modelli e le strutture delle borse, ma anche i dettagli quali chiusure, borchie, cuciture e tracolle di alta gamma, caratterizzati da un attento processo di realizzazione dove artigiano vuol dire mani e cervello, la tecnica viene dopo, ma prima di tutto far fare alle mani quello che il cervello pensa, crea, decide, sogna…….successivamente, si pensa alla ricerca del pellame migliore, la concia, i colori vegetali, le metallerie, tutto il mondo di accessori che ruotano intorno all’oggetto finito, un mondo di “cultura” del lavoro, il nostro artigianato unico ed esclusivo, che tutto il mondo ci invidia.

Gli accessori di Atelier Faggioli sono fatti da artigiani italiani, “maestri” nella costruzione delle scarpe e delle borse, tacchi, tomaie, pellame, tutto di altissima qualità per donna e uomo che seguono l’evoluzione della moda,  in una continua ricerca del nuovo e del bello, sottolineando dettagli che fanno subito moda e rendono il marchio icona per ogni fashion victim: una passerella di scarpe dai colori inaspettatamente vibranti e bon ton, la bellezza maschile e la femminilità esasperata di Atelier Faggioli, nuovo brand nato dall’azienda di famiglia che opera nel settore delle pelli pregiate sin dal 1994, gestito dalle figlie  Alessandra e Nathalie Faggioli.

Sono state proprio le sorelle Faggioli, forti dell’esperienza maturata in azienda per 15 anni al fianco del padre, a realizzare la nuova collezione di pelletteria e calzature di lusso.

Come affermano le sorelle Faggioli “L’attenzione al dettaglio e all’alta qualità caratterizzano l’intero processo della nostra produzione con una ulteriore particolare attenzione alle tematiche attuali sulla certificazione delle concerie italiane e sulla tracciabilità dei pellami per assicurare la maggior trasparenza ai clienti per una moda che è, ormai, diventata un must”.

FAGGIOLI atelier SRL
Via Caselli, 11/C – 44124 Ferrara – Italy
T. +39 0532 681681
atelier@faggioliatelier.com
Press: Cristina Vannuzzi

 

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K-Way® sceglie Pitti per la sua prima sfilata

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L’ 8 gennaio il marchio ha celebrato al Palazzo della Camera di Commercio di Firenze
l’evoluzione di un’icona contemporanea. Entrata nel mito e diventata stile

Classico, contemporaneo, tecnologico, funzionale, colorato. Cinque aggettivi che sintetizzano un’icona. È K-Way®, il marchio dell’antipioggia per eccellenza che – a 15 anni dalla sua acquisizione da parte del gruppo torinese BasicNet – sceglie Pitti Immagine Uomo 97 per celebrare, con una sfilata, il suo ormai consolidato rilancio.

K-Way® porta in passerella i suoi capi più rappresentativi: dai classici dell’outerwear – le intramontabili giacche antipioggia e antivento – ai modelli più elaborati; dai tradizionali double face a una variegata brand extension, diventata rapidamente stile.

Negli ultimi 15 anni il tape tricolore K-Way® giallo-arancio-blu, nato da una semplice zip, è stato reinterpretato nei modi più imprevedibili, declinato nei co-branding più sorprendenti; esploso in maxi-grafiche o celato in dettagli discreti; accostato ai materiali più diversi, alle texture più inaspettate, a silhouette e design che sono sempre un passo avanti. A capi che nessuno, prima, aveva immaginato: sempre funzionali, sempre in evoluzione, là dove la tecnologia va a braccetto con la contemporaneità. Là, dove nasce un’icona.

K-Way® racconta a Pitti attraverso i suoi capi iconici, all’interno di un scenografico fashion show che si ispira al patrimonio del brand e attraverso il suo celebre slogan “Let it rain”. A margine, ma non marginalmente, K-Way® è tra i protagonisti dell’approfondimento culturale “Marchi da Dizionario”, anch’esso allestito al Palazzo della Camera di Commercio di Firenze, negli spazi antistanti la sfilata. Un viaggio tra quei marchi indelebili entrati a pieno titolo nelle lingue del mondo. E nel mito.

Era un giorno di pioggia a Parigi, nel 1965, quando al Café de la Paix il giovane imprenditore Léon-Claude Duhamel osservava i passanti muoversi infagottati in impermeabili ingombranti, osteggiati da pesanti ombrelli. Pensava a come tutto sarebbe stato più semplice con una piccola giacca impacchettabile, da portare sempre con sé in caso di maltempo. Lì arrivava l’ispirazione del primo K-Way®: un giacchino leggero, antipioggia e antivento, richiudibile nella propria tasca. Un oggetto che prima non esisteva; un momento dopo, sì.

K-Way® fu subito un successo: prima francese, poi internazionale. Trent’anni da icona, tanto da entrare – come marchio registrato – nei vocabolari italiano e francese. Dal 2004, dopo l’acquisizione del brand da parte di BasicNet, il suo heritage è stato studiato, le sue collezioni sviluppate in un’ottica “clever” – sesto aggettivo identificativo del brand: quello di offrire al pubblico i più elevati standard qualitativi.

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