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Io sono Rosa Parks, il cortometraggio che invita a riflettere sul fenomeno del razzismo

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Il cortometraggio del regista Alessandro Garilli, prodotto da Angelika Vision con il sostegno di Mibact e bando MigrArti, in collaborazione con Risine Africans, Italiani senza Cittadinanza e Centro Mondinsieme, sarà protagonista degli eventi organizzati in Italia durante la Settimana d’Azione contro il razzismo 2019 promossa dall’UNAR, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali deputato dallo Stato italiano a garantire il diritto alla parità di trattamento di tutte le persone.
Quattordici anni fa moriva una delle principali donne simbolo della lotta alle discriminazioni razziali, Rosa Louise Parks, grazie alla quale il mondo scoprì che ancora nella prima metà del 1900 sugli autobus della capitale dell’Alabama i posti a sedere erano divisi per settori in base al colore della pelle. I primi posti erano destinati ai bianchi, quelli in fondo agli afroamericani, in mezzo una parte poteva essere utilizzata da entrambi a patto che i secondi avrebbero dovuto cedere ai primi il posto nel caso in cui non ve ne fossero disponibili. Eclatante fu la presa di posizione di Rosa che si rifiutò di cedere il proprio posto ad un bianco al punto di dare origine a quello che la storia ricorda come “il boicottaggio degli autobus a Montgomery”. Della Parks però non sono mai morti gli ideali che oggi rivivono grazie al cortometraggio che porta il suo nome e che verrà proiettato in diverse città d’Italia.

IL CORTOMETRAGGIO Io Sono Rosa Parks è ambientato al MAXXI, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, a Roma ed è strutturato come se fosse una grande istallazione fotografica, impreziosita da scatti di importanti fotoreporter americani.

LA TRAMA si sviluppa all’interno del museo ed è narrata da 12 protagonisti che hanno origini famigliari diverse (ghanese, ecuadoriana, nigeriana, albanese…) e arrivano da differenti città italiane e appartengono tutti a #ItalianiSenzaCittadinanza, il movimento che si batte per l’accesso alla nazionalità italiana e pari diritti per un milione di figli di stranieri nati o comunque cresciuti in Italia. Io sono Rosa Parks, raccontando il legame tra il profondo sud degli Stati Uniti (degli anniCinquanta e Sessanta) e l’odierno Medio Oriente, compie una riflessione sulla segregazione; mostra come essa sia stata in grado di attraversare il tempo e lo spazio e come ancor oggi riesca a dividere non solo i bianchi dai neri, ma soprattutto i diritti dai “civili” e i diritti dagli umani.

OBIETTIVO del cortometraggio è un invito alla riflessione per capire se esiste questa odiosa “linea di separazione” anche vicino a noi e chi possa essere oggi in Italia Rosa Parks.

Gruppo 100% italiano, Soft Strategy Group è specializzata nel settore del management consulting e dei servizi legati alla trasformazione tecnologica dei processi produttivi, per la fornitura di servizi professionali alle imprese di medie e grandi dimensioni nei mercati di Telecomunicazioni, Energia, Trasporti e Pubblica Amministrazione. Il gruppo conta ad oggi oltre 300 dipendenti e 7 sedi in Italia (Roma, Milano, Bologna, Genova, Firenze, Matera e Rende).All’avanguardia sul mercato delle competenze, rafforzati con programmi di Education ad hoc nei contesti tecnologici dell’Automation, Security, Big Data, IoT, Blockchain, Soft Strategy Groupdal 2017 si ramifica anche in un’attività di produzioni nazionali e service internazionali che prende il nome di Angelika Vision. La società di produzione cinematografica, viene costituita nel novembre del 2009 da Claudio Zamarion e Antonio Marchese, unendo la grande esperienza di Claudio Zamarion nel cinema e la capacità pragmatica e organizzativa di Antonio Marchese. La società di produzione cinematografica si occupa anche di formazione cinematografica all’interno di scuole secondarie e laboratori didattici, operando principalmente nel Lazio e in Abruzzo. Al momento sta lavorando a “Plurals”, un progetto vincitore del bando contro la violenza di genere indetto dal Ministero delle Pari Opportunità che prevede la realizzazione di una mini serie web che ha come tema, appunto, l’importante e necessario contrasto contro la violenza.

Milano – laFeltrinelli Piazza Duomo – ore 18.30
con l’attivista del movimento Italiani Senza Cittadinanza e attrice del cortometraggio Hilda Ramirez, il regista del film Per Un Figlio Suranga Katugampala, e attivist* dell’associazione Cambio Passo

Roma – laFeltrinelli Colonna – ore 18
con attiviste e attivisti del movimento Italiani Senza Cittadinanza e protagonisti del cortometraggio Benedicta Djumpah, Paula Baudet Vivanco, Dulcineida D. Gomes, Sonny Sampson Olumati e Omar Neffati, il produttore e direttore della fotografia Claudio Zamarion, Paolo Masini della Fondazione MigrArti

Napoli – laFeltrinelli Santa Caterina a Chiaia – ore 18.30
con l’attivista del movimento Italiani Senza Cittadinanza Fatima Edith Maiga, la testimone Dembele Aminata, Fatou Diako presidente dell’associazione HAMEF, e responsabile immigrazione DeMa, Bagya D. Lankapura, regista di seconda generazione

Bologna – laFeltrinelli piazza Ravegnana – ore 18
con l’attivista del movimento Italiani Senza Cittadinanza e attrice nel cortometraggio Marwa Mahmoud e l’attivista e studentessa Insaff Dimassi

Firenze – Feltrinelli Red Piazza Repubblica – ore 18.30
con l’attivista Arber Agalliu Aga degli Italiani Senza Cittadinanza, il Giurista di ASGI e attivista di Amnesty International Firenze Eugenio Alfano e l’attivista dell’associazione I Participate Anabely Yajajra Canari Tueros

Verona – laFeltrinelli Libri e Musica via Quattro Spade 2 – ore 18.30
con il regista del cortometraggio Io sono Rosa Parks Alessandro Garilli, in collaborazione con Jessica Cugini Addis di Nigrizia e il Festival del Cinema Africano

Genova – laFeltrinelli via Ceccardi ore 18.30
con l’attivista Yasmeen Benmahfoud del Movimento Italiani Senza Cittadinanza e Si Mohamed Kaabour Presidente Coordinamento nazionale nuove generazioni italiane

Torino – laFeltrinelli Express Stazione Porta Nuova – ore 18.30
con l’attivista del movimento Italiani Senza Cittadinanza Xavier Palma e Diego Montemagno di ACMOS

Padova – laFeltrinelli Via S. Francesco – ore 18
con l’attrice del cortometraggio Io sono Rosa Parks Angela Abasimi e Daniela Di Nora dell’associazione Xena Centro scambi e dinamiche interculturali

Bari – laFeltrinelli Via Melo – ore 18
con Sabrine Aouni autrice del libro “Mi chiamo Sabrine” e attivista del movimento Italiani Senza Cittadinanza e Orazio Nobile

Terni – Feltrinelli Point, via Cesare Battisti – ore 18.30
con gli attivisti Hamid Elkajjyouy del movimento Italiani Senza cittadinanza, Pierangelo Cenci di Amnesty International Terni e Associazione Il Pettirosso e Jonas contro Golia

Pescara – laFeltrinelli, Via Milano angolo via Trento – ore 18.30
con Giacomo Labricciosa di Amnesty International Pescara e Benedetta La Penna di Rete Oltre il Ponte

Palermo – laFeltrinelli via Cavour – ore 18.30
con l’attivista Nawres Ghouma del Movimento Italiani Senza Cittadinanza, Claudia Borgia di Non una di meno Palermo, Giuseppe Lipari dell’Associazione Itaca, Luciano Ingraldo, Lia Blanda, Alessandro Luparello, Gruppo 44 di Amnesty International

Catania – laFeltrinelli Libri e Musica, via Etnea 285 – ore 18.30
Con la Rete Antirazzista Catanese e Africa Unita

Messina – laFeltrinelli Point, Via Ghibellina 32 – ore 18.30
Ore 11 proiezione per le scuole al Liceo Farina con interventi di Orazio Grimaldi referente volontari Emergency Messina e Miriam Signorino Referente volontari universitari Emergency Messina
Ore 19 Proiezione alle Feltrinelli Point

Lecce – laFeltrinelli, via Templari 9 – ore 17
con la giornalista Ilaria Marinaci

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Cine Mood

Venezia 76 Fuori Concorso – Tutto il mio folle amore di Gabriele Salvatores

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Liberamente tratto dal romanzo di Fulvio Ervas “Se ti abbraccio non aver paura” edito da Marcos Y Marcos

Il viaggio, la musica, le strade senza nome dove emozioni e sentimenti trovano lo spazio per volare. Insomma rock and roll! Di nuovo in strada, dove a volte ho bisogno di tornare.

Come il Pifferaio Magico o un “fool” shakespeariano, un ragazzo di 16 anni si trascina dietro, per strade deserte, i tre adulti più importanti della sua vita. E li costringe a fare i conti con se stessi e con l’amore che ognuno di loro è riuscito a conservare dentro di sé.

Visto da vicino, nessuno è normale. E si può scoprire che è possibile riuscire ad amare anche chi è diverso da noi.
A patto di non aver paura di questa diversità.

Ora capisco cosa cercavi di dirmi e quanto soffrivi sapendo di avere ragione.
Ma avrei potuto dirti, Vincent, che questo mondo non è adatto a uno così bello come te”.
Don Mc Lean

Gabriele Salvatores

SINOSSI
Sono passati sedici anni dal giorno in cui Vincent è nato e non sono stati sedici anni facili per nessuno. Né per Vincent, immerso in un mondo tutto suo, né per sua madre Elena e per il suo compagno Mario, che lo ha adottato.

Willi, che voleva fare il cantante, senza orario e senza bandiera, è il padre naturale del ragazzo e una sera qualsiasi trova finalmente il coraggio di andare a conoscere quel figlio che non ha mai visto e scopre che non è proprio come se lo immaginava. Non sa, non può sapere, che quel piccolo gesto di responsabilità è solo l’inizio di una grande avventura, che porterà padre e figlio ad avvicinarsi, conoscersi, volersi bene durante un viaggio in cui avranno modo di scoprirsi a vicenda, fuori dagli schemi, in maniera istintiva. E anche Elena e Mario, che si sono messi all’ inseguimento del figlio, riusciranno a dirsi quello che, forse, non si erano mai detti.

con
CLAUDIO SANTAMARIA, VALERIA GOLINO, DIEGO ABATANTUONO
e per la prima volta sullo schermo GIULIO PRANNO

 

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Venezia 76

Venezia 76 in concorso: J’Accuse di Roman Polanski

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J’ACCUSE
(L’UFFICIALE E LA SPIA)

 

Regia: ROMAN POLANSKI

Sceneggiatura: ROBERT HARRIS – ROMAN POLANSKI 

Basato sul romanzo di: ROBERT HARRIS

Con: Jean DUJARDIN, Louis GARREL, Emmanuelle SEIGNER, Grégory GADEBOIS

Produzione di: LEGENDE e R.P. PRODUCTIONS

Co-produzione FRANCIA – ITALIA con ELISEO CINEMA e RAI CINEMA

In co-produzione con GAUMONT, FRANCE 2 CINEMA, FRANCE 3 CINEMA, KINOPRIME FOUNDATION, KENOSIS, HORUS MOVIES e RATPAC.

 

Gennaio del 1895, pochi mesi prima che i fratelli Lumière diano vita a quello che convenzionalmente chiamiamo Cinema, nel cortile dell’École Militaire di Parigi, Georges Picquart, un ufficiale dell’esercito francese, presenzia alla pubblica condanna e all’umiliante degradazione inflitta ad Alfred Dreyfus, un capitano ebreo, accusato di essere stato un informatore dei nemici tedeschi.
Al disonore segue l’esilio e la sentenza condanna il traditore ad essere confinato sull’isola del Diavolo, nella Guyana francese. Un atollo sperduto dove Dreyfus lenisce angoscia e solitudine scrivendo delle lettere accorate alla moglie lontana.
Il caso sembra archiviato.
Picquart guadagna la promozione a capo della Sezione di statistica, la stessa unità del controspionaggio militare che aveva montato le accuse contro Dreyfus. Ed è allora che si accorge che il passaggio di informazioni al nemico non si è ancora arrestato.
E se Dreyfus fosse stato condannato ingiustamente? E se fosse la vittima di un piano ordito proprio da alcuni militari del controspionaggio?
Questi interrogativi affollano la mente di Picquart, ormai determinato a scoprire la verità anche a costo di diventare un bersaglio o una figura scomoda per i suoi stessi superiori. L’ufficiale e la spia, adesso uniti e pronti ad ogni sacrificio pur di difendere il proprio onore.

L’affare Dreyfus è uno dei più clamorosi errori giudiziari della storia, avvenuto in Francia tra il 1894 e il 1906 e che vide protagonista il soldato ebreo francese Alfred Dreyfus, ingiustamente accusato di essere una spia e quindi processato per alto tradimento.
Dreyfus sostenne fermamente la sua innocenza combattendo contro un’intera nazione. Il suo caso ebbe una notevole risonanza mediatica dividendo l’opinione pubblica del tempo, tra chi ne sosteneva l’innocenza e chi lo riteneva invece colpevole.
Tra gli innocentisti si schierò Émile Zola, il quale scrisse un articolo in cui puntava il dito contro il clima di antisemitismo imperante nella Terza Repubblica francese. Tale intervento venne intitolato proprio J’Accuse.

Polanski ha scritto la sceneggiatura insieme a Robert Harris, autore del romanzo da cui il film è tratto, L’ufficiale e la spia (The Dreyfus Affair), in Italia edito Mondadori. Da un romanzo di Harris il regista premio Oscar per Il pianista aveva già tratto nel 2010 il suo L’uomo nell’ombra.

DAL 21 NOVEMBRE AL CINEMA

 

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Waiting for the Barbarians in concorso a Venezia 76.

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Sarà presentato in concorso alla 76ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, Waiting for the Barbarians del regista e sceneggiatore colombiano Ciro Guerra (che nel 2015 ha diretto Embrace of the serpent, primo film colombiano della storia ad essere candidato agli Oscar® come Miglior Film Straniero). Basato sul pluripremiato romanzo “Aspettando i Barbari” dell’autore Premio Nobel J. M. Coetzee, che ne firma anche la sceneggiatura, il film racconta la storia della crisi di coscienza di un Magistrato che si ribella al regime. Il cast stellare è composto da Mark Rylance (Premio Oscar® come Miglior Attore Non Protagonista per Il ponte delle spie di Steven Spielberg, nonché vincitore di tre Tony Awards, due Olivier Award e due BAFTA), Johnny Depp (tre volte nominato agli Oscar® come Miglior Attore Protagonista per La maledizione della prima luna, Neverland – Un sogno per la vita e Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di Fleet Street) e Robert Pattinson (protagonista della saga cult Twilight e dei film Bel Ami – Storia di un seduttore e Come l’acqua per gli elefanti). Tra le interpreti femminili spicca Gana Bayarsaikhan, attrice e modella mongola conosciuta per i suoi ruoli in Wonder Woman ed Ex Machina.
Waiting for the Barbarians è prodotto da Iervolino Entertainment di Andrea Iervolino e Monika Bacardi, da Michael Fitzgerald e da Olga Segura. AMBI Distribution, la divisione vendite mondiale di AMBI Media Group, gestirà le vendite globali.

SINOSSI
Il Magistrato, amministratore di un isolato insediamento di frontiera al confine di un impero senza nome, è in attesa di andare in pensione con l’arrivo del Colonnello Joll, il cui compito è di riferire sulle attività dei “barbari” e sulla situazione di sicurezza al confine. Joll inizia a condurre una serie di spietati interrogatori. Il trattamento dei “barbari” per mano del Colonnello e la tortura di una giovane donna “barbara” portano il Magistrato a una crisi di coscienza e a un atto di ribellione.

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