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Mood Town

Le 9 mete più “instagrammabili” da visitare nel 2019

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Da sempre le foto rappresentano una finestra sul mondo e un mezzo potentissimo capace di accendere la curiosità e la voglia di viaggiare. Questo è ancor più vero oggi, dal momento che i social media rappresentano una fonte di informazione e ispirazione a tutti gli effetti: secondo momondo quasi un quinto degli italiani (19%) utilizza i social per trovare idee per il prossimo viaggio. Per ispirare i viaggiatori tricolore alla ricerca della propria vacanza ideale e dello scatto mozzafiato per conquistare i propri follower, la piattaforma digitale per la ricerca di voli e hotel momondo.it, ha raccolto le 9 destinazioni Insta-friendly da visitare nell’anno appena iniziato, vale a dire quelle che nel 2018 hanno fatto faville sull’account Instagram @momondo.

Oggi tramite i social media e in particolare attraverso Instagram è possibile avventurarsi virtualmente per il mondo e scoprire mete altrimenti sconosciute attraverso gli occhi e gli scatti dei propri amici e contatti”, commenta Cristina Oliosi, spokesperson per momondo.it. “Attraverso i consigli degli esperti di viaggio e le funzionalità di momondo, vogliamo continuamente ispirare e supportare gli italiani che sono alla ricerca della vacanza dei propri sogni e i social media non fanno eccezione, anzi sono un potente alleato per diffondere una cultura di apertura e abbattere le barriere, attraverso la condivisione delle esperienze e delle storie di chi gira il mondo.”

Le 9 destinazioni più popolari del 2018 sul canale @momondo nel dettaglio

1. Tokyo – Giappone

La popolosa capitale giapponese offre diversi spunti interessanti per qualsiasi tipo di viaggiatore: dagli appassionati di arte orientale agli amanti della natura incontaminata. Grazie alla molteplicità di scenari che questa città ospita, chiunque può sentirsi appagato da un viaggio a Tokyo: l’unione di stili moderni e classici, di cultura orientale e occidentale e di spazi urbani e naturali fanno di questa metropoli la destinazione perfetta per conoscere l’anima del moderno Giappone.

2. Cascate Tumpak Sewu – Indonesia
Natura, natura e ancora natura. Lo spettacolo delle cascate Tumpak Sewu, nella parte orientale dell’isola di Giava, è una tappa immancabile per provare sulla propria pelle la grandezza e la forza della Natura con la “N” maiuscola. Con i suoi 120 metri di altezza, l’acqua sgorga con tutta la sua potenza all’interno della gola sottostante. Il panorama è a dir poco mozzafiato ed è a prova di scatto: sarà in grado una foto di rendere giustizia a tanta bellezza?

3. Menabe – Madagascar
La regione di Menabe si trova nella provincia di Toliara, nel Madagascar occidentale. Il nome “Menabe” significa “grande rosso” e si rifà proprio al tipico colore rosso intenso del terreno di questa zona, nota soprattutto per il celebre “viale dei Baobab”. Questi alberi alti e massicci sono solitamente solitari e sorgono isolati; nonostante ciò lungo questa via diversi esemplari crescono vicini, delimitando la strada rossa e polverosa e formando un viale di maestose colonne vegetali. Il momento migliore per visitare questi giganti è al crepuscolo, quando le loro sagome si stagliano sul cielo infiammato dal sole del tramonto.

4. Real Alcázar di Siviglia – Spagna
L’Alcázar di Siviglia è uno dei migliori esempi di architettura mudéjar, lo stile sviluppatosi in Spagna durante il regno cristiano, che incorpora le influenze architetturali islamiche. Questo palazzo è una viva testimonianza delle dominazioni islamiche che hanno interessato l’Europa fra il VII e il XV secolo e costituisce ancora oggi un patrimonio artistico e culturale dal valore inestimabile. Il palazzo è uno dei più antichi ancora in uso dal Re Felipe VI: che ci scappi un selfie “reale”?

5. Blue Lagoon – Islanda

Per chi volesse trascorrere una piacevole giornata di relax immersi in uno dei panorami più mozzafiato del mondo, BlueLagoon è la meta da scegliere. Posizionata nella penisola di Reykjanes, a 39 km dalla capitale islandese Reykjavík, è forse una delle attrazioni turistiche più visitate e apprezzate dell’Islanda. Grazie al colore azzurro dell’acqua solforosa e al panorama lunare che la avvolge, questa piscina si merita una visita e uno scatto di sicuro successo.

 

6. Dubai – Emirati Arabi Uniti
Capitale di uno dei sette emirati che compongono gli Emirati Arabi Uniti, Dubai è forse la più famosa città-simbolo dello sviluppo economico dei paesi della Penisola Arabica. Nota per lo sfarzo e per le infrastrutture ingegneristiche degne della più innovativa metropoli, come il famosissimo Burj Khalifa, Dubai è un mix tra innovazione e tradizione. Basti pensare allo skyline, che nasce e si staglia sul deserto, illuminando di luce il golfo.

7. Gand – Belgio
Tra le più belle città del Belgio, Gand è un vivace centro universitario e culturale del Belgio nord-occidentale. Il cuore della città, ricco di edifici storici, è rinomato per l’architettura medievale fiamminga e i suoi palazzi dalle cime affusolate sembrano lo sfondo di una fiaba incantata, posizionando questo splendido centro a metà tra una tranquilla cittadina di provincia e un porto cosmopolita. Gand è un centro ricco di storia e molto vivace, soprattutto grazie ai numerosi giovani che la scelgono per evitare il caos di città più grandi come Bruxelles e Anversa.

8. Aruba
Acqua cristallina, cielo immenso e spiagge dalla sabbia bianchissima: ecco i principali elementi che costituiranno il panorama di chi sceglierà di abbandonarsi alle bellezze di quest’isola caraibica. Da non perdere la meravigliosa Eagle Beach in cui, da febbraio a settembre, diverse specie di tartarughe marine scelgono di depositare le proprie uova, e la caratteristica Flamingo Beach, un isolotto artificiale privato a pochi minuti di barca da Aruba in cui ci si ritrova in un battibaleno a prendere il sole con i fenicotteri rosa: esiste forse soggetto più ”instagrammabile”?

9. La Quinta Avenida, Playa del Carmen – Messico
Arteria pedonale della cittadina messicana di Playa del Carmen, la Quinta Avenida trasmette ai viaggiatori il fascino di un piccolo villaggio, con i suoi innumerevoli negozi, ristoranti tipici e taquerias. Ideale per una passeggiata per assaporare la vivace vita messicana a suon di luci, colori e profumi indimenticabili. Questa allegra via è lo sfondo ideale per riempire di colore la propria pagina social.

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I mille volti del Portogallo

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Tra vino, cultura e azulejos, ecco le città e i percorsi imperdibili per un viaggio alla scoperta delle meraviglie del Nord

Quando si parla di nord del Portogallo il pensiero vola direttamente a Porto, capitale di questa regione nonché città che ha dato il nome al paese. Questa magica meta cattura chiunque decida di visitarla: se la si guarda dal Rio Douro assomiglia a una città delle fiabe contornata da edifici medievali, campanili che svettano qua e la e chiese barocche.

Ma il Nord del Portogallo è molto altro e tra colline, valli incantate e paesini dove il tempo sembra essersi fermato, le attrattive per i turisti non mancano di certo. Dagli azulejos alla ribeira con una piccola sosta in cittadine caratteristiche come Vila Real, ecco i must-see del Nord del Portogallo:

A CACCIA DI AZULEJOS
In Portogallo è difficile non notarli. Con il loro colore caratteristico blu, gli azulejos rallegrano chiese e opere d’arte. Porto, in particolare, è nota per le numerose opere realizzate con gli azulejos, le tipiche decorazioni in ceramica dipinte a mano. Una delle opere più stupefacenti rivestita con azulejos è l’Igreja do Carmo. Con un pannello che illustra la nascita dell’ordine delle carmelitane, questa chiesa rappresenta la vera anima di Porto e girovagare tra i vicoli di questa città è come viaggiare in un museo all’aria aperta, dove ogni angolo cela affascinanti sorprese.

IL QUARTIERE DELLA RIBEIRA
Localizzato nel Centro Storico della città di Porto, proclamato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, il quartiere della Ribeira è il cuore del lungofiume di Porto e uno dei quartieri più caratteristici. Lungo la passeggiata che costeggia il fiume, sarà possibile notare le famose casette colorate che fanno da cornice a questo angolo della città e le barche tipiche lusitane che trasportano il vino Porto attraverso il Douro. Il luogo perfetto per una dolce pausa dove, tra le varie cose, si potrà ammirare anche il Ponte de Dom Luis I, una delle opere architettoniche più iconiche della città.

IL CAMMINO DI SANTIAGO
Il Cammino di Santiago è uno dei percorsi più famosi in tutto il mondo: dal confine con la Francia si attraversa tutta la Spagna per arrivare a Santiago de Compostela. Non tutti, però, sanno che esiste un itinerario alternativo e meno battuto: il Cammino Portoghese, ideale per chi cerca serenità e vuole scoprire il fascino dell’antico pellegrinaggio. Il punto di partenza è Lisbona e l’itinerario segue tutta la costa portoghese, attraversando il Nord del paese e passando per Coimbra, Tomar e Porto, per arrivare poi alla destinazione, Santiago de Compostela.

NELLA VALLE DEL DOURO
Questa valle, tanta è la sua bellezza, potrebbe anche essere definita come una valle incantata e, non a caso, il paesaggio è stato definito Patrimonio Mondiale. I turisti potranno scegliere di visitare la valle in auto, in treno, in biciletta o persino in elicottero, ma qualunque sia il mezzo, di sicuro ne rimarranno stupiti. Il percorso è un inno al Douro: inizia a Vila Nova de Gaia, con una visita alle cantine dove invecchia il Porto e termina a Miranda do Douro, luogo da dove il Douro entra in territorio lusitano. L’intero itinerario è costellato da vigneti, paesini e villaggi tipici e vedute da far sognare.

CITTA’ A MISURA D’UOMO
Oltre a Porto esistono tante città e luoghi di interesse che vale la pena visitare per scoprire un Portogallo autentico. Vila Real è una cittadina posta su un promontorio e circondata dalla Serra do Alvão e dalla Serra do Marão a ovest, mentre dalla Serra de Montemuro, a sud, e quindi meta ideale per chi desidera organizzare delle escursioni a stretto contatto con la natura. Viana do Castelo è una cittadina ricca di palazzi nobiliari, chiese, conventi e fontane che formano un patrimonio architettonico che merita di essere visto almeno una volta. Braga, invece, è una delle città più antiche del Portogallo. Qui si trova il complesso di Bom Jesus, recentemente dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

RELAX IN SPIAGGIA
Il Nord non è solo cultura e tradizione e, tra un tour l’altro, è possibile rilassarsi alla spiaggia di Foz a Porto. Questa è una delle zone nobili della città e comprende l’area formata dalle spiagge di Ourigo, Ingleses e Luz, sebbene la spiaggia sia di dimensioni ridotte, rappresenta un punto di incontro per giovani surfisti. A fine giornata ci si può rilassare in uno dei bar o terrazze panoramiche della zona in compagnia del vasto oceano.

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Le dieci destinazioni food emergenti negli Stati Uniti

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Quest’anno, l’apertura di quattro nuovi Time Out Market a Miami, Boston, Chicago e New York City porta l’offerta gastronomica degli Stati Uniti a conquistare nuove vette. Gli ampi mercati coperti metteranno in scena la migliore proposta food delle rispettive città grazie ai mini-ristoranti che servono piatti firmati da alcuni degli chef americani più in voga.

Visit The USA propone dieci destinazioni gastronomiche emergenti negli Stati Uniti, in cui è possibile scoprire la lunga storia della cucina americana, gli chef emergenti, i prodotti di alto livello e i nuovi ristoranti di tendenza. La lista include alcune tra le destinazioni food meno conosciute, da Tucson in Arizona, la prima Città UNESCO della Gastronomia degli Stati Uniti, a Providence nel Rhode Island, una delle principali protagoniste del movimento “farm-to-table”, “dalla Terra alla Tavola”.

Tucson, Arizona
Tucson
, situata un’ora di macchina a nord del confine messicano, per molti anni è stata trascurata come destinazione culinaria: fino al 2016, quando è diventata la prima città degli Stati Uniti ad essere designata come Città della Gastronomia dall’UNESCO. Motivo di vanto di Tucson, che ha contribuito all’aggiudicazione del titolo, è la presenza della più longeva tradizione di coltivazione agricola del Nord America. La città attuale è stata costruita su un villaggio contadino di 4.000 anni fa.

Uno dei grandi nomi della cerchia gastronomica locale è Janos Wilder, proprietario di “Downtown Kitchen & Cocktails” e “The Carriage house”, una scuola di cucina e pop-up space per eventi. Ma lo status di città foodie va ben oltre bar e ristoranti: la città ha un ricco patrimonio enogastronomico, con più alimenti Slow Food International Ark of Taste foods – ovvero cibi cresciuti in modo sostenibile ed equo – coltivati entro 100 miglia rispetto a qualsiasi altra città del Nord America. Tucson è anche sede di diverse organizzazioni alimentari non profit e panetterie supportate dalla comunità, come Barrio Bread.

Providence, Rhode Island
Providence, la capitale del Rhode Island, spesso rimane nell’ombra della sua vicina Boston, ma la città è sede di alcuni dei migliori talenti culinari del Paese. Questo grazie, in parte, alla sua ubicazione: sebbene sia lo stato più piccolo degli Stati Uniti, è patria di oltre 1.200 fattorie e 645 km di costa, che lo rendono uno dei principali protagonisti del movimento “farm-to-table”negli Stati Uniti. La città ospita anche Johnson & Wales, una delle rinomate scuole di cucina del Paese, che ha formato alcuni dei migliori chef della città, tra cui James Mark del “North”, e Ben Sukle dell’“Oberlin and Birch”, chef nominato ai James Beard award. Federal Hill invece è il tranquillo quartiere che molti degli immigrati italiani hanno scelto come casa nei primi anni del Novecento. Oggi le sue strade sono piene di pasticcerie, gastronomie della vecchia scuola e altri business alimentari famigliari con una lunga tradizione.

Rochester, New York
New York City
è giustamente celebrata come una delle migliori e più variegate capitali culinarie del mondo, ma 350 miglia a nord-ovest si trova Rochester, una delle destinazioni emergenti più entusiasmanti del Paese per i food traveller. Il piatto simbolo della città è il “Garbage Plate”: concepito nel 1918 al “Nick Tahou Hots”, è un piatto a base di patate fritte, hot dog, chilli, fagioli al forno, cipolle e senape, e rimane una pietra miliare della cucina locale per residenti e visitatori. Inoltre, Rochester è una città che vanta una grande varietà gastronomica, dalla cucina etiope di “Abyssinia”, ai classici piatti del sud del “Revelry” fino alle proposte fusion di cibo domenicano-americano di “Mamajuana”, che serve piatti insoliti come il Flower City Sushi Roll, ispirato – e che include – gli ingredienti del Rochester Garbage Plate.

Charlotte, North Carolina
Charlotte
non è una città generalmente conosciuta per la sua scena gastronomica, ma la situazione sta iniziando a cambiare. Tre nomi importanti della zona sono stati recentemente annunciati come semi-finalisti alle premiazioni della James Beard Foundation, tra cui: Joe Kindred, nominato per quattro anni consecutivi; Paul Verica, il cui ristorante “The Stanley” è stato inserito nella categoria Best New Restaurant; Greg Collier, candidato per la prima volta nella categoria Best Chef: Southeast category, per il suo lavoro presso “Yolk Cafe” e “Loft & Cellar”. Inoltre, l’offerta food della città è molto diversificata, con piatti innovativi e una cucina fusion fiorente: quasi 40 nuovi ristoranti hanno aperto di recente, o apriranno nei prossimi mesi. Le nuove aperture si aggiungono a numerosi bar e ristoranti di altissimo livello dislocati in diversi quartieri, tra cui “Idlewild”, un accogliente cocktail e snack bar a North Davidson, conosciuto anche come NoDa, il “Pinhouse”, un bar self-service a due piani con quattro piste da bowling in Plaza Midwood e il “The Waterman Fish Bar” a South End.

Birmingham, Alabama
Nel 2018, il riconoscimento dei James Beard Foundation Award per il ristorante più rilevante d’America non è stato assegnato a un locale di New York, Los Angeles o Chicago – ma all’”Highlands Bar and Grill” di Birmingham, in Alabama. L’elegante ristorante è stato aperto nel 1982 da Frank Stitt, executive chef tra i pionieri del movimento farm-to-table, insieme a sua moglie e co-proprietaria, Pardis Stitt. Qui il menù cambia ogni giorno e fonde la cucina francese con la tradizione del sud degli Stati Uniti. La sua ottima posizione nello storico distretto di Five Points South è un’altra ragione per cui i visitatori arrivano qui da tutto il Paese, che si somma ai tanti altri motivi per pianificare un viaggio a Birmingham: chi visita la città liberale e ricca di verde ha un’ampia selezione di proposte tra cui scegliere, come la cucina nepalese del “Bamboo on 2”, la pasta fatta a mano di “GianMarco’s” e il pollo fritto al lemongrass servito fuori dall’“Airstream” a Hotbox.

Sacramento, California
Quest’anno tutti gli occhi sono puntati sulla città di Sacramento, scelta per essere inclusa nella Michelin Guide California 2019, la prima edizione dedicata all’intero Stato. Mentre moltissimi visitatori amanti della buona cucina considerano Los Angeles e San Francisco come mete gastronomiche di riferimento, anche Sacramento ha molto da offrire: per esempio è la capitale americana ufficiale del food-to-fork, con una ricca produzione e disponibilità di più materie prime di qualsiasi altra città. I prezzi abbordabili degli affitti stanno anche incoraggiando i più giovani chef creativi della Bay Area a scegliere questa zona per espandere o costruire il proprio business. Alcuni esempi sono lo chef Brad Cecchi, che ha guadagnato una stella Michelin al “Solbar” di Calistoga, in California, e Sam Marvin, che ha lasciato i ristoranti a Los Angeles e Las Vegas per aprire il suo locale a Sacramento. All’insaputa di molti, la città contribuisce anche all’80% del caviale nazionale degli Stati Uniti e quasi tutta la produzione industriale di pomodori del Paese proviene da qui.

Columbus, Ohio
Columbus
è la seconda città più popolosa del Midwest dopo Chicago, e la sua fantastica scena gastronomica e artistica merita senza dubbio una visita. Uno delle più importanti personalità della città in campo food è lo chef Jonathan Olsen del “Keep”. La moderna brasserie – con una lounge in stile Speakeasy – si trova nella LeVeque Tower del 1927, uno dei più graziosi grattacieli art déco in America. Il cibo è altrettanto notevole: Olsen mette in scena moderne influenze della cucina tradizionale francese, sperimentando anche ingredienti locali per creare piatti memorabili in un ambiente unico. In città non si trovano solo proposte raffinate: grazie ai tanti studenti residenti in città,mangiare a Columbus può essere economico e divertente. Famiglie locali e hipster si affollano presso gli stand del “DK Diner” per ordinare i biscuits con la salsa gravy o un doussant, un prodotto da forno a metà tra una ciambella e un croissant, mentre il North Market è il luogo ideale per trovare i prodotti degli agricoltori locali, dei fornai e dei commercianti.

Denver, Colorado
Con oltre 250 aperture di ristoranti in città nel 2018 – da birrifici che servono cibo a posti raffinati iper-locali – Denver sta rapidamente diventando una delle mete foodie più cool degli Stati Uniti. L’anno scorso è stato anche un anno importante per i riconoscimenti, con quattro chef di Denver tra i semi-finalisti ai James Beard Awards 2018, tra cui Alex Seidel di Denver, premiato come Best Chef: Southwest. Quest’anno altri quattro chef e ristoratori di Denver si sono classificati come semifinalisti. La città inoltre è stata scelta da chef e ristoratori di fama mondiale come sede dei loro secondi ristoranti. Tra questi lo chef Alon Shaya, che serve una moderna cucina israeliana al “Safta”, e “Death & Co.”, uno dei cocktail bar più alla moda di New York, che ha recentemente aperto nella Mile High City. Queste proposte si aggiungono ai già famosi brewtap, ai locali per brunch e ai mercati.

Santa Barbara, California
A due ore di macchina a nord di Los Angeles si trova una delle destinazioni gastronomiche più eccitanti e in rapida evoluzione della California: Santa Barbara. Già da molto tempo quest’area ha tutti gli ingredienti necessari per una cena perfetta, con vini di altissima qualità – la città ha più di tre dozzine di sale degustazione – pesce sostenibile e prodotti agricoli tutto l’anno. Tuttavia, negli ultimi anni la scena della ristorazione è cambiata: nuovi chef di altissimo livello si sono trasferiti da Los Angeles, San Francisco e Chicago e sono al timone di alcuni dei ristoranti più chiacchierati dello Stato. Sono sempre più anche i viaggiatori esigenti e amanti del lusso, in parte grazie al nuovo Rosewood Miramar Beach e all’Hotel Californian, che hanno incrementato la richiesta di esperienze culinarie elevate, dai 550 dollari per le chef’s table al “The Silver Bough”, alla degustazione di vino e cioccolato alla “Grassini Family Vineyards”, “Melville Winery” e “Cebada” – solo per citarne alcuni.

St. Pete/Clearwater, Florida
St. Pete / Clearwater
è la nuova destinazione balneare sulla costa orientale della Florida, che unisce un magnifico litorale, ottimi ristoranti e un’atmosfera rilassata. Parte del merito va allo chef stellato Michael Mina, autore di “FarmTable”, che ha inserito la città in una mappa culinaria. Ora i visitatori possono provare l’eccellente cucina del “The Mill” e del “Sea Salt”, mentre una serie di altre nuove aperture ne fanno una destinazione gastronomica fiorente, tra cui “Trophy Fish”, dove il pesce fresco è abbinato a un cocktail della Florida a base di birra, “Ichicoro Ane”, un intimo locale di ispirazione giapponese, e “Reading Room”, recentemente nominato al secondo posto nella lista dei 50 migliori ristoranti di Tampa Bay. La città sta anche consolidando il suo status di migliore drinking destination della Florida, con l’apertura della “Webb’s City Cellar”, la più grande birreria dello Stato, e l’”Inoculum Ale Works”, il primo produttore di birre acide in Florida, dove è possibile ordinare un full o half pour o uno splash per un dollaro.

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L’Italia che viaggia in un’infografica

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Estate, tempo di relax e vacanze. Gli italiani non rinunciano alle tanto amate ferie estive, è questo ciò che emerge dall’infografica realizzata da Younited Credit per approfondire e conoscere meglio il viaggiatore tricolore.

Sono quasi 79 milioni i viaggi che si sono concessi gli italiani alla volta delle diverse mete, con una crescita del 19,5% rispetto all’anno precedente. Da un’analisi socio-demografico è poi emerso che a viaggiare sono sia gli uomini che le donne, mentre la fascia d’età che più delle altre si concede una vacanza è quella 35-44 anni. Per quanto riguarda poi la provenienza regionale va detto che parte quasi il 50% dei cittadini del Nord Italia, quota che invece si ferma al 43% nel Centro Italia e solo al 20,5% e 17% rispettivamente nel Sud e nelle Isole.

La tecnologia ha assunto un ruolo molto importante anche nell’organizzazione delle vacanze: il 56% dei viaggiatori prenota in autonomia e il 46% lo fa direttamente sulle varie piattaforme offerte oggi dal web. In media il viaggio viene prenotato circa 51 giorni prima della partenza, mentre la durata media dei soggiorni si attesta su 5,7 notti.

Dove scelgono di andare gli Italiani? La Puglia è la regione che conquista il maggior numero di turisti con il 13,1% delle preferenze, seguita da Emilia Romagna e Calabria, mentre in Europa è la Spagna a conquistare il titolo di meta più amata dagli Italiani con il 13,4%, staccando la Francia che si ferma all’11,9%.

Nell’infografica viene poi fatto un focus su quanto sono disposti a spendere e a indebitarsi gli italiani per partire. La spesa media per una vacanza è di circa 744€, ma nel 16% dei casi l’importo oscilla tra i 1000 e i 2000 Euro. E’ stato poi tracciato un ritratto degli italiani che richiedono un prestito per partire: questa tendenza è in crescita del 13% rispetto al 2018 e i prestiti per le vacanze ricoprono ormai il 6% delle richieste di credito, con un importo medio di circa 2000 Euro.

Per quanto riguarda la provenienza geografica degli italiani che richiedono un finanziamento per andare in vacanza, nel 54% dei casi risiedono al Nord, nel 27% a Centro e nel 19% al Sud, mentre le regioni da cui arrivano più richieste sono Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Altri dati utili a tracciare il profilo completo dell’italiano che richiede un prestito sono l’età e il genere: se la prima è solitamente compresa tra i 37 e i 42 anni, sono sia gli uomini che le donne a rivolgersi agli istituti di credito, rispettivamente con il 53% e il 47%.

 

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