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Chi e’ Chi Awards Fashion & Football

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Al diesel store la moda incontra il calcio e lo sport

Mercoledì 7 giugno alle ore 18,30 presso il Diesel Store di Piazza San Babila a Milano, Cristiana Schieppati, direttore di CHI E’ CHI e il giornalista di Sky Davide Camicioli, hanno consegnato i CHI E’ CHI AWARDS Fashion & Football ai personaggi che meglio hanno saputo interpretare l’unione tra moda, immagine, calcio
e sport.

Per la categoria moda e calcio è stato assegnato il premio a Diesel e A.C. Milan per la nuova divisa – ha ritirato il riconoscimento Andrea Rosso, Direttore Creativo delle licenze Diesel e responsabile della parte creativa di questo progetto e Franco Baresi Brand Ambassador di A.C. Milan. Il premio è stato consegnato dal direttore di GQ Italia Giuseppe De Bellis. «Sono davvero molto felice di questo riconoscimento per la partnership tra Diesel e AC Milan», racconta Andrea Rosso «Siamo “Rossoneri” da sempre, abbiamo voluto innovare con coraggio una categoria consolidata unendo la sartorialità con il mondo streetwear. Il risultato? Un look “unformal”, irriverente e
dinamico».

Premiata Simona Ventura come personaggio del mondo dello spettacolo che ha saputo sperimentare un nuovo modo di comunicare il calcio in televisione e il designer e architetto Fabio Novembre per il progetto di Casa Milan.
Elisa Meneghini, ginnasta italiana membro della Nazionale Italiana di Ginnastica Artistica facente parte dell’Agenzia Golden Sabre Sport & Celebrity è stata premiata per l’eleganza e il grande sacrificio con cui conquista i suoi obiettivi.
A rappresentare Fondazione Laureus Italia Onlus Pietro Aradori, cestista della Pallacanestro Reggiana e della Nazionale Italiana di Pallacanestro, che è stato premiato a sorpresa, insieme Daria Braga, dal “re delle onde” il campione Francisco Porcella, il surfista italiano che ha cavalcato un’onda da 22 metri.


Saturnino Celani, musicista, ha ritirato il premio per aver creato il nuovo inno di A.C. Milan e per la sua linea di occhiali Saturnino Eye Wear , il miglior interprete del rapporto tra musica e calcio.
Durante il cocktail a base di vini Astoria è stata distribuita la nuova edizione del CHI E’ CHI del Calcio e dello Sport italiano, con un inserto speciale dedicato al Basket ed alla storia dello sport.

L’evento è supportato da Jeep con la media partnership di GQ Italia.

 

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Eventi

Una mostra diffusa ammanta Venezia di capolavori storici inediti

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Italia, ENIT con una mostra diffusa ammanta Venezia di capolavori storici inediti
50 manifesti centenari in 150 punti della citta’ per raccontare la penisola
Un viaggio nel tempo sui muri del centro storico della laguna

 

L’Italia “va in gondola” con una mostra diffusa che ammanta la città di Venezia. La mostra open air “Promuovere la bellezza. Venezia 1600”, allestita sui muri del centro storico della città di Venezia da oggi, ripercorrerà la storia della promozione internazionale della Serenissima da parte di Enit – Agenzia nazionale del turismo. Il Qr Code sui manifesti rimanderà alla sezione dedicata alla mostra della web-app tuaitalia.it, dove ogni visitatore potrà visualizzare alcuni dei 50 manifesti e misurare la sua conoscenza personale di tutto ciò che Venezia e il proprio territorio limitrofo rappresentano nell’immaginario turistico. I manifesti storici saranno incorniciati su uno sfondo rosso veneziano per celebrare la città d’arte ospitante. L’esposizione è frutto della collaborazione tra l’ente e tre autorevoli istituzioni del territorio – il Comune di Venezia, l’Università Ca’ Foscari e il Padiglione Venezia – in occasione delle celebrazioni dell’anniversario dei 1600 anni dalla fondazione della città. Il materiale esposto è stato selezionato dall’Archivio storico digitale di Enit e comprende foto in bianco e nero degli anni ’30, ’50, ’60, manifesti storici dagli anni ’30 agli anni ’60, copertine edite nelle riviste storiche dell’Agenzia dagli anni ’20 agli anni ’60.

Il percorso espositivo è articolato in sei sezioni: Arte e architettura, Scene di genere, Festività e festival, Isole e artigianato, Cortina, Territorio e Ville Palladiane. Contestualmente è in corso di realizzazione un catalogo contenente le immagini della mostra open air con l’aggiunta di un’ampia selezione che costituisce un vero e proprio viaggio nella Venezia storica. “L’esposizione open air di Venezia fa parte del progetto cominciato nel 2019 di valorizzazione del centennale e profondissimo patrimonio culturale ENIT costituito da documenti di archivio, vere e proprie opere d’arte quali stampe, litografie d’autore e cimeli storici che testimoniano l’evolversi del costume e della società italiana” spiega il Presidente Enit Giorgio Palmucci.

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Il mood del riconoscimento del bello al Castello Sforzesco di Milano

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Il mood del riconoscimento del bello attraverso il “lucido e sensibile velo mortale” di Michelangiolesca memoria al Castello Sforzesco di Milano sino al 24 Ottobre 2021. La mostra, già nelle sale del Musée du Louvre di Parigi fino al 21 giugno scorso, è ora a Milano nnelle Sale Viscontee del Castello Sforzesco con lo stesso titolo tradotto di: “Il Corpo e l’Anima, da Donatello a Michelangelo. Scultura italiana del Rinascimento”, che, come recita il comunicato stampa, è promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, Castello Sforzesco, Musée du Louvre e realizzata grazie a Civita Mostre Musei, con il sostegno di Fondazione Cariplo. Un affondo su oltre sessant’anni di storia dell’arte, dal ritorno di Donatello a Firenze nel 1453 fino alla morte dei più perfetti interpreti del Rinascimento, Leonardo e Raffaello, scomparsi rispettivamente nel 1519 e nel 1520. Sessant’anni durante i quali i maestri del Rinascimento hanno scavato la materia per far emergere “i moti dell’anima”, i tormenti e le tensioni, i palpiti, per rendere ancora più viva l’emozione. Sessant’anni di opere strappate al marmo, modellate nella terracotta, intagliate nel legno, fuse nel bronzo, in un percorso che trova il suo apice nella “Pietà Rondanini”, sulla quale Michelangelo lavorò fino alla sua morte, avvenuta nel 1564″. Basta addentrarsi nella mostra e nelle sue sale, presentate come “segrete” e quindi ancora più suggestive, per scoprire il corpo umano rappesentato come protagonista  quasi fosse un “velo mortale”, volto a racchiuderne quasi suggestioni “divine”. Panneggi, volti, struttura del corpo, dinamiche deimuscoli. Tutto sembra svelare l’anima dei protagonisti rappresentati, come sospesi nel tempo e nello spazio, con anatomico sguardo e riprodotti in modo perfetto. Sia nelle forme che negli atteggiamenti. Un percorso emozionale unico che è stato studiato e progettato dai due musei, Louvre di Parigi e Castello Sforzesco di Milano coinvolgendo anche la direttrice del museo di Firenze del Bargello. Infatti grazie anche a Marc Bormand, conservatore al dipartimento delle sculture del Louvre e Beatrice Paolozzi Strozzi, direttrice del Museo del Bargello dal 2001 al 2014 conl Francesca Tasso, conservatrice responsabile delle Raccolte Artistiche del Castello Sforzesco di Milano. Emozioni uniche, sensazioni raccolte dallo sguardo nel vedere le opere esposte con capolavori del Metropolitan Museum di New York al Kunsthistorisches Museum di Vienna, dal Museo Nacional del Prado di Madrid al Museo Nazionale del Bargello di Firenze, dal Victoria&Albert Museum di Londra alla “Her Majesy the Queen Elisabeth II from the British Royal Collection”, Musée du Louvre e dalle Raccolte civiche del Castello Sforzesco. Tra i molti capolavori presenti  del Rinascimento italiano, disegni autografi di Michelangelo Buonarroti . Una sorta di viaggio emozionale , quasi a descrivere una “geografia” , una sorta di mappa, del Rinascimento Italiano. Con occhi curiosi. su anatomia, prospettiva, dell’ottica e ome dice il comunicato stampa: “anche quello dell’anima fu oggetto di ricerca approfondita: dalla nascita della fisiognomica alla passione per il grottesco, che ha caratterizzato l’esperienza di alcuni artisti come Leonardo, si comprende come fosse nato in quel periodo un interesse nuovo nella rappresentazione: la figura umana ora non doveva più essere slegata dalle emozioni – furore o grazia, tormento o estasi che siano – ma profondamente legata all’anima, al desiderio, alla componente meno visibile del soggetto “uomo”. Un viaggo unico . Da compiere con calma tra arte sacra e stato di grazia. Tra furore e stato di grazia. Una sorta di indicazione generale di quello che ilcorpo rappresenta come archetipo. Che mette “tutto in movimento”. Tra opere del Verrocchio e Gianfrancesco Rustici, tra  forza muscolare e torsioni fisiche, tra stati di grazia e fascino della figura umana, ecco la pratica dello “svelamento”tra quattrocento e cinquecento. Riflessionie mood del bello insieme, espressione di forza e bellezza, di classicismo e superamento della natura stessa. graie anche al catalogo della mostra edito in italiano e in francese, a cura di Officina Libraria, vincitore del Prix du catalogue d’exposition 2021.

di Cristina T. Chiochia per DailyMood.it

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Il bosco incantato di Uncensored presso Fondazione Barbieri: la Mostra a Milano

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Tra estetica e rappresentazione del corpo umano ecco che per la MFW milanese arriva UNCENSORED alla Fondazione Barbieri.
Una mostra che svela un percorso emozionale sulla prospettiva erotica di Gian Paolo Barbieri e lo sguardo lucido e sensibile del “velo mortale”, come lo chiamava Michelangelo Buonarroti.

A cura della Fondazione Gian Paolo Barbieri, in collaborazione con CZ Fotografia e MANINTOWN  e presentata dal 22  al 25 settembre 2021 In occasione di Milano Moda Donna, la Fondazione Gian Paolo Barbieri in collaborazione con CZ Fotografia di Catia Zucchetti e MANITOWN di Federico Poletti ha aperto le porte ad un viaggio emozionale in un luogo privilegiato per Milano. Un segmento di un tratto del vecchio scorrimento di un canale, non visibile dalla strada e che come un “bosco incantato”, si è offerto da cornice inaspettata alle foto più belle e significative in mostra. Rubando quasi la scena alla natura, inaspettata in Milano  in ripartenza. La mostra, incentrata sui nudi maschili spalancati alla vita ed all’amore fisico, offrono una riflessione sul corpo umano attraverso la luce e l’uso e bianco e nero in fotografia. Svelando appunto, quel “velo mortale” dagli intenti “divini”, come appunto lo chiamava il Buonarroti: il guscio di carne che si espande nell’eros del suo essere profondamente umano in un contesto che va dall’urbano al naturale con forti richiami alle culture lontane.

Anatomia e conoscenza, rappresentazione e corpi perfetti, come rappresentazione anatomica ma anche percorso fotografico nei locali della fondazione, dal titolo Uncensored, dà voce come recita il comunicato stampa:  “alla forza esplosiva dell’erotismo, alla curiosità riposta nelle fattezze umane, al desiderio di osservarlo anche con occhi altrui. Tra le vie di espansione dell’erotismo, la fotografia occupa un posto privilegiato: le immagini dipinte, scolpite e poi quelle stampate portano con sé un’intensa carica di elegante provocazione. Infatti l’origine del mondo, di un altro mondo accanto a quello reale, è la stessa fotografia. E nessun tema, più dell’erotismo, ha alimentato questa realtà parallela, per profondità e libertà. L’erotismo è una modalità intellettuale di affrontare la sessualità, è una metafora della stessa: ha il compito, limitato, di evocare, di rimandare ad altro e di lasciare alla fantasia umana la possibilità di valicare i propri limiti. Dichiara Federico Poletti, editor in chief di MANINTOWN magazine: Il lavoro di Gian Paolo Barbieri rappresenta una vera miniera di ispirazioni che spaziano su tematiche diverse e che spesso hanno anticipato tendenze e fenomeni di costume. Con Uncensored abbiamo voluto mostrare tutta la potenza espressiva ed erotica dei nudi scattati da Barbieri, immagini poetiche e molti forti oggi in mostra all’interno della Fondazione, un luogo speciale dove poter fruire e scoprire in modo inedito il lavoro di un grande maestro della fotografia italiana. E proprio il lavoro di Barbieri sono sicuro possa offrire ulteriori spunti creativi per ripensare l’immaginario stesso della moda maschile in continua evoluzione”. 
Il mood del bello ideale in mostra, dunque , durante la MFW milanese  dove l’uomo svela “l’Uomo” e dove  il corpo umano si percepisce carne viva e vibrante, alla continua ricerca di se stessa e di emozioni. Nelle foto, la luce poi mette in risalto la plasticità dei corpi e delle pose. Con intenti di ricerca di rappresentazione del corpo nella sua forma perfetta. In particolare, le mostre ne giardino, si offrono alla introspezione (interessante la scelta di collocarle in mezzo a bamboo o al di là di un ponticello), facendo un intenso esercizio dello sguardo della spettatore che indigia sui particolari che “sceglie” indipendentemente dallo sguardo del fotografo e diventa tensione sulle figure che si allungano e si curvano, si chinano e si raccolgono , come fossero rappresentazione di un movimento di disegno.
Interessante infatti questo punto di vista, sottolineato anche nel comunicato stampa: “sebbene fin dall’antica Grecia il nudo fosse prediletto da tutti gli artisti, durante la storia dell’arte occidentale, in particolare modo con l’avvento del Cristianesimo, spesso si è cercato di eludere la sessualità, celandola e rendendo proibizione la poetica rappresentativa del nudo, al contrario dell’Oriente dove, da sempre, è presente la sana volontà di voler rappresentare il corpo nudo e il sesso. Grazie al Rinascimento poi, gli artisti poterono nuovamente esprimere in tutta la sua bellezza, il corpo nudo, in particolare quello maschile, riprendendo appunto quello che era il bello ideale nato nell’antica Grecia. Successivamente, l’avvento della fotografia in Occidente, spianò la strada per la rappresentazione del nudo, in maniera reale, anche se la crudezza del soggetto fu sempre tradotta dagli artisti fotografi secondo canoni di eleganza. Uncensored scruta ciò che per Barbieri è stata una costante ricerca: l’Uomo. Da sempre attratto dallo studio del corpo umano, esteriore e interiore, Barbieri ha investigato, indagato e osservato l’anima, dapprima nella sua trilogia sui tropici, poi nel suo studio sull’erotismo. Barbieri sa trasmettere il piacere, descrivendolo in tutte le sue espressioni. I corpi crescono naturali, immediati e reali attraverso la purezza e la semplicità espressiva. Nelle sue immagini coesistono l’approccio preistorico al corpo umano, l’intenzione estetica della bellezza classica e il ritrovamento rinascimentale della libertà. I nudi di Barbieri sono dunque una celebrazione della natura, in tutte le sue forme ed espressioni, senza falsi pudori, senza paura della banalità, giocando con la felicità [….]”.
Lo sguardo della felicità e del compiacimento erotico.
Figure umane che esaltano la forma classica con l’unico comune denominatore di riflettere la bellezza di un corpo nudo maschile perdendocisi come nei meandri di un bosco.

Un’occasione per ri-conoscere il lavoro di questo grande fotografo dopo un lockdown difficile, facendolo conoscere ai nativi digitali che  forse non sanno che per intere generazioni cresciuti negli anni ottanta e novanta, il suo lavoro ha significato moda, pubblicità , voglia di vivere,gioia e bellezza sulle pagine patinate dei giornali più alla moda di uomini e donne “al top”. E se tutto questo anche grazie ad un piccolo pseudo – bosco incantato nel cuore (anonimo) di Milano di cui non si conserva traccia alcuna se non questa ( la fondazione è sita nell’isolato accanto a quello che ospitava l’ex dormitorio pubblico ottocentesco ) in ripartenza durante la settimana della moda, tanto meglio.

di Cristina T. Chiochia per DailyMood.it

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