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The Jimmy Choo Spring 2027 Women’s Collection – Character Studies

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Una collezione di caratteri, di individui e di individualità. La collezione Jimmy Choo Primavera 2027 celebra le differenze, le dicotomie e le opposizioni: il minimalismo incontra la decorazione, l’opulenza la purezza, il quotidiano lo straordinario. Un guardaroba sfaccettato, fatto di prospettive sul presente e di nuove interpretazioni di Jimmy Choo.

«Il glamour non deve necessariamente essere qualcosa di prevedibile. Può essere ovunque, su chiunque. È uno spirito, è il modo in cui ci si sente. Questa idea ha davvero ispirato la collezione: il concetto di contrasti e contraddizioni, di Jimmy Choo non come un look, ma come un’energia, una sensazione. Volevo creare qualcosa di istintivo, ricco di possibilità».

IZU è una silhouette emblematica di Jimmy Choo, un sabot peep-toe su un sottile tacco da 85 mm. Ma ciò che ci si aspetta può trasformarsi in qualcosa di inaspettato, acquisendo nuove sfumature. L’accattivante motivo maculato, ispirato alla pelle di serpente a pois elaphê presente negli archivi, viene reinterpretato attraverso una stampa monocromatica su pelle nappa color latte. L’impulso decorativo prosegue con una vistosa spilla applicata sulla tomaia, realizzata con perline in resina turchese e cristalli, per un contrasto vibrante. Un altro dettaglio tipicamente Jimmy Choo, che celebra l’opulenza gioiello.

Giocando con i contrasti, lo stesso motivo elaphê monocromatico viene utilizzato con un effetto completamente diverso sulla slingback EYLA, caratterizzata da un tacco basso da 45 mm e da una punta nera smussata, che le conferiscono un’attitudine perfetta per il giorno. Ma, in fondo, che cosa definisce il giorno o la sera, l’essere eleganti o casual? Il glamour dinamico e sensuale che permea Jimmy Choo offre libertà e possibilità di giocare con gli opposti, portando modelli stravaganti ed eccezionali nella quotidianità.

La delicata décolleté COKO in raso, impreziosita da un corsage floreale bicolore con petali rosso rubino e rosa macaron, può passare con disinvoltura dalla dimensione spettacolare a quella quotidiana. Una scelta che riflette non tanto l’occasione, quanto l’attitudine che da sempre definisce la donna Jimmy Choo. Il corsage diventa inoltre un dettaglio della silhouette più pratica e dal tacco basso della EYLA, in pura nappa color latte.

All’insegna di una versatilità da indossare in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, la grafica ELLIS, un loafer proposto sia in versione flat sia con tacco squadrato da 65 mm, esplora la forza del bianco e del nero attraverso il contrasto tra pelle naplak lucida e stropicciata. Una scelta che esprime personalità, individualità e diversità, in una patina volutamente imperfetta, simile ai segni lasciati dalla vita vissuta.

Si tratta di un’inversione dell’approccio caratteristico di Jimmy Choo: invece di declinare i tacchi alti in una gamma di altezze inferiori, ELLIS gioca con il processo inverso, elevando il loafer attraverso una nuova interpretazione delle proporzioni.

Nel mondo degli accessori, la famiglia CINCH si evolve attraverso nuove interpretazioni. Riflettendo i caratteri e lo stile di vita della donna Jimmy Choo, la CINCH TOP HANDLE traduce la leggerezza e la femminilità delle morbide arricciature che le danno il nome in dettagli laterali sottilmente sagomati, affiancati dalla sicurezza di una chiusura frontale con patta e dell’iconica fibbia.

Dalle dimensioni compatte, può essere indossata a tracolla oppure a mano. Proposta in un intenso color ciliegia oppure in pelle di vitello elaphê monocromatica, rappresenta un ulteriore ampliamento del guardaroba di accessori del brand. Questa nuova silhouette è accompagnata dalle varianti cromatiche stagionali della CINCH e dalla CINCH CLUTCH, sospesa a una catena sfaccettata color oro.

Accanto a queste novità, un’icona Jimmy Choo viene reinterpretata. BING, una delle silhouette più amate della maison, si trasforma nella BING MARYJANE. Al posto della brillantezza decorativa del modello originale, l’attenzione si concentra sulla silhouette come elemento distintivo, attraverso il gioco di proporzioni tra la scollatura bassa e il cinturino che attraversa il collo del piede.

Questa nuova versione viene proposta in materiali dalla provocatoria ispirazione maschile: una ricca nappa color ciliegia e bordeaux intenso e un flanella grigia a motivo incrociato, entrambi sottili richiami ad alcuni dei primi modelli Jimmy Choo degli anni Novanta.

Anche il tacco DROP di Jimmy Choo viene rinnovato. Il suo volume viene enfatizzato attraverso un diverso equilibrio delle proporzioni e reinterpretato nella mule ORIA. La delicata decorazione con micro-borchie sferiche disegna un motivo floreale sulla nappa color nocciola: la forma di una rosa inglese, un legame indissolubile con le origini e il cuore della maison.

Morbidissima nei materiali e nella costruzione, ma al tempo stesso grintosa e ribelle nell’attitudine, la collezione invita a esplorare stampe trompe-l’œil effetto denim su pelle pregiata, proposte anche sui modelli RESA slingback e MARGOT lace-up.

Del resto, il denim è l’uniforme del XXI secolo: qui, reinterpretato attraverso una pelle lussuosa, diventa parte dell’uniforme Jimmy Choo.

La collezione Primavera 2027 è stata presentata durante la Milano Fashion Week, all’interno di uno spazio sereno che evocava una biblioteca o una galleria museale. Slegato da riferimenti temporali o geografici, proprio come il caratteristico gioco di opposti di Jimmy Choo, l’ambiente si colloca contemporaneamente tra passato e presente, tra antico e moderno.

Una cornice contemplativa per una maison che entra in un nuovo decennio, celebrando il suo trentunesimo anno.

A dominare lo spazio, per tutta la durata della presentazione, sono statue dorate a grandezza naturale. Studi iperrealistici di una donna Jimmy Choo mitizzata, colta nel mezzo di una trasformazione mentre passa dal giorno alla notte, da uno stato d’animo all’altro, da un’identità all’altra.

In questo scenario, la sua presenza e il suo carattere vengono amplificati dalle scarpe e dagli accessori che indossa.

Nate da un meticoloso processo che armonizza tecnologia e lavoro manuale, le sculture rappresentano un’appropriata espressione dell’approccio di Jimmy Choo a ogni singola creazione: senza fretta, rigoroso e pensato per durare nel tempo.

 

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FASHION VIBES MILANO ART GALLERY & SHOWROOM

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Moda, arte, design e alto artigianato dialogano nel cuore della Milano Fashion Week

Nel cuore di Milano, a pochi passi da Via Montenapoleone, Fashion Vibes Milano ha presentato, in occasione della Milano Fashion Week, un progetto espositivo dedicato all’incontro tra moda, arte, design e alto artigianato internazionale.

Dalle 11:00 alle 21:00, gli spazi storici del Centro Congressi Fondazione Cariplo, in Via Romagnosi 8, hanno ospitato la Fashion Vibes Milano Art Gallery & Showroom: un percorso concepito per valorizzare il talento indipendente attraverso una modalità di fruizione più intima, lenta e attenta al dettaglio.

Abiti, borse, calzature, gioielli, accessori, oggetti di design e opere d’arte hanno condiviso lo stesso spazio, costruendo un racconto nel quale discipline e culture differenti si sono incontrate attraverso un elemento comune: il valore dell’idea, della ricerca e del gesto creativo.

UNA GEOGRAFIA INTERNAZIONALE DELLA CREATIVITÀ

Dalla Georgia agli Stati Uniti, passando attraverso differenti linguaggi estetici e tradizioni artigianali, la Art Gallery ha riunito realtà creative capaci di interpretare il contemporaneo attraverso identità fortemente riconoscibili.

OTANADZE ha portato a Milano il sapere artigianale georgiano attraverso una selezione di orologi, eyewear e gioielli in legno. Venature e caratteristiche naturali della materia diventano parte integrante del progetto, esprimendo una concezione del lusso legata al tempo, alla manualità e alla conoscenza artigianale.

Con JANELIDZE COLLECTION, l’accessorio è diventato espressione di identità. Borse, calzature e accessori hanno messo in dialogo pelle, elementi materici, dettagli in legno e lavorazione artigianale, presentando ogni creazione non come semplice complemento, ma come autentico oggetto di design.

SHILIFI ha introdotto nel percorso la dimensione dell’abbigliamento. Fuori dal ritmo della passerella, le creazioni hanno potuto essere osservate da vicino, restituendo centralità alla silhouette, alle proporzioni, alla costruzione e alla materialità del capo.

Con ZILFI Handmade, il gioiello si è trasformato in racconto. Forme organiche, pietre semipreziose e riferimenti alla natura e alla cultura georgiana — tra cui la vite e i grappoli d’uva — hanno dato vita a creazioni esposte come piccole sculture, sospese tra gioielleria, memoria e arte.

DIVA by Nour ha portato nella Art Gallery una visione della femminilità fondata sull’eleganza, sulla presenza e sull’identità. La moda diventa così non soltanto espressione estetica, ma linguaggio attraverso il quale raccontare sensibilità, cultura e visione personale.

Dagli Stati Uniti, SAHRA ATELIER, fondato dalla designer e Creative Director Sahra Bukhari, ha esplorato il confine tra fashion design e collectible art. Borse scultoree, costruzioni geometriche, curve organiche e capispalla couture hanno raccontato un universo creativo nel quale moda, arte, architettura e natura si incontrano. Particolare attenzione è stata dedicata al progetto “Threads of Hope — Future Voices”, in cui couture, immaginario infantile e impegno sociale convergono in un’unica opera. L’abito, nato da un percorso creativo che coinvolge anche la figlia della designer, utilizza colori, segni e disegni legati all’universo dei bambini per parlare di infanzia, sogni, speranza e futuro. Dopo Milano, il progetto proseguirà negli Stati Uniti nell’ambito di un’iniziativa benefica.

DANIEL SALVI — L’ARTE ENTRA NEL RACCONTO DELLA MODA

La presenza dell’artista Daniel Salvi ha aumentato la dimensione culturale del progetto. Le sue opere sono state integrate nel percorso non come elementi scenografici, ma come parte della narrazione visiva della Art Gallery.

Tra queste, “At Last, the Rain Came — E alla Fine, Venne la Pioggia” (2023), opera di 80 × 120 cm realizzata in mixed medium digital art e stampata su carta 100% cotone, affronta attraverso la figura femminile temi legati al dolore, alla memoria e alla progressiva accettazione della fine di un amore. Arte e moda hanno così condiviso lo stesso spazio senza gerarchie, come linguaggi differenti accomunati dalla capacità di trasformare un’idea, un’esperienza o un’emozione in forma.

FASHION VIBES MILANO — OLTRE LA PASSERELLA

Durante l’intera giornata, la Fashion Vibes Milano Art Gallery & Showroom ha accolto pubblico, ospiti internazionali e professionisti della fashion industry, offrendo un’esperienza complementare alla passerella.

Nel ritmo intenso della Milano Fashion Week, il progetto ha scelto di restituire tempo alla creatività: tempo per osservare, scoprire, incontrare e comprendere ciò che esiste dietro un oggetto e dietro chi lo ha creato.

Con la Art Gallery & Showroom, Fashion Vibes Milano allarga così il proprio universo oltre il runway e costruisce uno spazio nel quale un designer indipendente può dialogare con un artista, un gioiello può essere osservato come una piccola scultura, una borsa può diventare collectible design e un abito può trasformarsi in veicolo di solidarietà.

Una visione che considera la moda non come un universo isolato, ma come parte di un paesaggio culturale più ampio.

Moda. Arte. Design. Artigianato. Cultura.

Linguaggi diversi che, per un giorno, hanno abitato lo stesso spazio nel cuore di Milano.

FASHION VIBES MILANO ART GALLERY & SHOWROOM
24 settembre 2026 | 11:00–21:00
Centro Congressi Fondazione Cariplo
Via Romagnosi 8 — Milano, Montenapoleone

Fashion Vibes Milano Creative Agency
Founder, Art Director & Producer — Yuliia Palchykova
fashion-vibes.com
press.fashionvibes@gmail.com

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FASHION VIBES MILANO PRESENTA “NEXT CHAPTER”

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FASHION VIBES MILANO PRESENTA  “NEXT CHAPTER”
Alla Settimana della Moda Donna
Moda, arte e nuove visioni internazionali

Moda come linguaggio, identità e trasformazione.
È da questa visione che nasce NEXT CHAPTER, la nuova edizione di Fashion Vibes Milano, ideata, diretta e prodotta da Yuliia Palchykova, Founder & Art Director di Fashion Vibes Milano, andata in scena il 24 settembre durante la settimana della Moda Donna a Milano. Sono state presentate le collezioni S/S 2027 firmate ISFERRA, ROVEL, HELENA D’OR e Atelier Mila Gross.

Nella cornice del Centro Congressi Fondazione Cariplo, in Via Romagnosi 8, nel cuore di Milano, il progetto ha riunito designer, artisti, professionisti del settore, media, content creator e ospiti internazionali in una giornata dedicata alla moda, all’arte e alla contaminazione tra linguaggi diversi.

Abbinata alle sfilate è stata presentata la Runway, Art Gallery & Showroom, un format impostato sugli accessori, dove beauty e networking hanno dato vita a una visione comune: creare un incontro tra talenti, artigianato, culture e nuove forme di espressione di paesi lontani ma riuniti in una unica mission, la moda, il talento e  l’artigianato.

NEXT CHAPTER: UN NUOVO RACCONTO

 NEXT CHAPTER nasce dal concetto di evoluzione.
Ogni collezione rappresenta un passaggio, una trasformazione, una nuova pagina. In un momento in cui la moda internazionale continua a ridefinire i propri linguaggi, Fashion Vibes Milano sceglie di mettere al centro l’identità creativa e la libertà di espressione.
Fashion Vibes Milano, sotto la direzione artistica  di Yuliia Palchykova, continua così a sviluppare un format internazionale che supera il concetto tradizionale di sfilata, creando un punto d’incontro tra fashion, art, beauty, media e culture diverse.
La passerella diventa non soltanto un luogo di presentazione delle collezioni, ma uno spazio nel quale ogni designer può raccontare, nelle sue creazioni,  la propria storia, ma anche identità e  visione del futuro.


QUATTRO VISIONI DELLA SPRING/SUMMER 2027

Ad aprire la passerella è stata ISFERRA, da Dubai, con la collezione “Nova Era”. Un progetto che, già dal titolo, introduce il tema di un nuovo inizio e di una nuova energia, aprendo simbolicamente il racconto di NEXT CHAPTER.

Dall’Australia, ROVEL ha presentato “The Women Before Me”, una collezione che esplora femminilità, memoria e il legame con le donne che ci hanno preceduto, mettendo in dialogo passato e contemporaneità attraverso una prospettiva personale.

Dal Brasile, HELENA D’OR ha portato in passerella “FASES”, un racconto dedicato alle trasformazioni e alle molteplici dimensioni dell’universo femminile.

A chiudere lo show, Atelier Mila Gross ha presentato “Baroc – coraźon”, completando il percorso della serata con una proposta dalla forte componente espressiva e scenica.

Quattro universi indipendenti e quattro differenti identità creative hanno così anticipato una Spring/Summer 2027 vibrante, luminosa e internazionale, nella quale convivono memoria e futuro, femminilità e trasformazione, ricerca e libertà creativa.

DIETRO LA PASSERELLA
La Beauty Direction è stata affidata a Luciano Carino, che insieme al team di hairstylist e make-up artist ha curato la preparazione dei modelli e la costruzione delle differenti identità beauty dello show.

MILANO COME PUNTO D’INCONTRO

Nella cornice del Centro Congressi Fondazione Cariplo, in Via Romagnosi 8, nel cuore di Milano, il progetto ideato e organizzato ormai da nove anni da Yuliia Palchykova ha riunito designer, artisti, media partner, stampa, content creator e ospiti internazionali in una giornata dedicata alla moda, all’arte e all’incontro tra differenti linguaggi creativi.

Dopo le sfilate, la serata è proseguita con cocktail party e DJ set, per un doveroso ringraziamento e riconoscimento ai designer e alle loro produzioni, agli ospiti, ai giornalisti, un evento che non ha presentato solo nuove collezioni, ma un prezioso di dialogo e nuove relazioni all’interno di un contesto internazionale.

FASHION VIBES MILANO
“NEXT CHAPTER” — Collezioni Spring/Summer 2027

Founder, Art Director & Producer: Yuliia Palchykova

24 settembre 2026
Centro Congressi Fondazione Cariplo
Via Romagnosi 8, Milano

 

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BORSALINO Collezione PRIMAVERA/ESTATE 2027 – Casablanca

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Milano, 24 settembre 2026 – Per la Primavera/Estate 2027, Borsalino ritrova le atmosfere di Casablanca, capolavoro cinematografico del 1942, e l’eleganza senza tempo dei suoi protagonisti, Ingrid Bergman e Humphrey Bogart. Lei, sofisticata ed essenziale, avvolta nei bianchi e nei colori pastello; lui, icona di un’eleganza maschile entrata nell’immaginario collettivo, dallo smoking bianco all’inseparabile trench e cappello.

Sospesa tra realtà e suggestione cinematografica, Casablanca diventa il punto di partenza di un viaggio fatto di luce e contrasti: il bianco delle architetture, il blu dell’Atlantico, le tonalità minerali della pietra e i colori intensi delle spezie e della terra. Un paesaggio visivo che la PE27 traduce in materiali, forme e lavorazioni attraverso il savoir-faire Borsalino.

L’eleganza di Ingrid Bergman trova una delle sue espressioni più dirette nel capitolo Ultra Feminine. MOUNA, nuova visiera in raso lucente, incorpora un lungo foulard dalla vestibilità versatile; TAMARA, nella paglia cucita più fine della collezione, associa una grande falda spiovente a una maxi-cinta tricolore. FRIDA, infine, reinterpreta la classica magiostrina con una linea più femminile e strutturata, caratterizzata da tesa media e piatta e calotta profonda.

Anche la palette attraversa l’immaginario del film e i suoi protagonisti. Royal Casablanca richiama il bianco delle architetture e dello smoking di Bogart; Self Tie il nero del suo papillon; Humphrey Trench l’iconico trench coat e Ingrid Rose le delicate tonalità pastello di Bergman. Tamaris Blue guarda all’Atlantico e ai cieli marocchini, mentre Spice Ocra, Medina Brown, Tajine Red e Café Americain evocano pietra, terra, spezie, mercati e atmosfere del film.

Dall’immaginario cinematografico, il viaggio entra così nella Casablanca reale. Le architetture della città aprono il racconto attraverso il tema degli Areati. Gli intrecci delle aperture arabeggianti, concepite per lasciar scorrere l’aria nelle ore più calde, sono trasposti sulle cupole dei modelli semi-ventilati FERRAC, dall’incapatura pork pie e tesa country, e CLAUDE, dove le geometrie create dalle mani esperte ecuadoregne rendono ogni esemplare unico. Nella cloche LISA, il motivo traforato percorre invece la tesa creando giochi di luce e ombra sul volto. L’effetto areato ritorna in ILLY, nella combinazione di canapa e fibra di cellulosa intrecciata e applicata manualmente con un movimento wave, e in KOKO e KIKKA, dove il punto maglia in cotone richiama le aperture scolpite dei minareti.

Il viaggio entra poi negli Interni marocchini, tra fibre naturali, mélange e armonie cromatiche calde sottolineate dal contrasto con il nero. Ne è espressione FEDERICO, modello iconico reinterpretato in una rafia mélange naturale e color caffè realizzata appositamente in Madagascar.

Dagli interni lo sguardo si sposta verso cortili, moschee e palazzi attraverso gli Zellige, composizioni geometriche di piccole tessere ceramiche colorate che diventano nastri e intrecci. Il motivo percorre la cinta di CLAUDE, in rafia naturale sbiancata, e le intere superfici di MEDEA e MARGOT, mentre nel country TOKYO incontra il papier giapponese, fibra dalla finitura cerata che dona morbidezza, lucentezza e maggiore resistenza.

Il patrimonio decorativo marocchino prosegue con Casablanca Majolica. Protagonista è SOPHIE, forma iconica della Maison impreziosita da una cinta in pelle con minuscole tessere e pietre applicate a mano. Nella versione in Panama semicrochet, la decorazione diventa trasformabile: la cinta a tre sezioni, caratterizzata sul retro da un fiocco d’archivio del 1942, può essere rimossa dal cappello e indossata come bandeau.

La Maroquinerie esplora invece la tradizione marocchina della lavorazione della pelle attraverso camosci, incisioni e dettagli funzionali. COUNTRY LAMBS e CLAUDETTE presentano cinte in camoscio lavorate al laser per evocare la cannettatura del classico gros grain di Borsalino; INDIANA, grazie a un filo armonico inserito nella tesa e a una cinta in suede amovibile, può modificare la propria vestibilità ed essere arrotolato con facilità. LASLO, in canapa brisa, combina una cinta in pelle intarsiata con dettagli metallici ai lati della cupola che favoriscono l’areazione, mentre il camoscio veste il baseball OTIS e arricchisce i profili di GOLFER e VINCENZO.

Il dialogo tra cappello e accessorio si estende, per la Primavera/Estate 2027, anche alla collezione di borse Borsalino, realizzata in licenza con GAMAT. Le forme e i codici distintivi della Maison vengono riletti attraverso nuove proporzioni e funzioni: KOKO trasforma la silhouette del cappello in una struttura in rafia crochet, mentre VORTEX nasce dal gesto di capovolgerne la forma, avvolta da briglie in pelle che richiamano una spirale. PANAMA SIGN trasferisce su tote e bucket bag la tela di cotone e i contrasti materici del mondo Borsalino, mentre LOLA evoca attraverso la propria costruzione il profilo della calotta. Rafia, raso, camoscio, pelle e gros grain costruiscono così un guardaroba di accessori pensato in continuità con il cappello, fino a dettagli funzionali che permettono, in alcuni modelli, di agganciarlo direttamente alla borsa.

Nell’anno del 170° anniversario di Borsalino, il viaggio nella memoria cinematografica diventa anche occasione per riscoprire il patrimonio della Maison. Tornano così alcune storiche cinte custodite negli archivi: Razzo, ideata nel 1939 sull’onda della corrente futurista, con il fiocco spostato verso il retro; Ape Bicolore, del 1942, che porta sul davanti alcuni degli elementi tradizionalmente posteriori del fiocco Borsalino; e Tati, reinterpretata sul bandeau in pelle di ispirazione maiolica. Elementi con oltre ottant’anni di storia vengono riletti attraverso materiali, proporzioni e forme contemporanee, creando un dialogo diretto tra l’heritage della Maison e la PE27.

A 170 anni dalla sua fondazione, Borsalino guarda così a Casablanca non come a un’immagine da riprodurre, ma come a un universo da reinterpretare in cui passato e presente si incontrano, riaffermando la capacità di Borsalino di trasformare la propria storia in un linguaggio sempre contemporaneo.

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