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Food Mood

Dimmi che piatto mangi, ti dirò chi sei (ovvero: come il nostro umore si serve in tavola)

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C’è chi parla con le parole, e chi comunica con il piatto davanti.
Non servono test psicologici o viaggi interiori: basta guardare cosa ordiniamo.
Perché il cibo, più di ogni altra cosa, racconta chi siamo. Ci tradisce, ci svela, ci racconta nei dettagli. Ogni scelta è una dichiarazione d’intenti, una piccola autobiografia servita in tavola.

I classici della pasta al pomodoro
Sono quelli che non hanno bisogno di stupire, ma di ritrovarsi.
Il profumo del basilico li riporta a casa anche se sono lontani, e la semplicità è la loro bandiera. Amano le relazioni vere, senza troppi condimenti, e la bellezza che non fa rumore.
Sanno che la felicità, in fondo, è una carbonara fatta bene — e che nella vita, come in cucina, gli ingredienti contano più delle apparenze.

Gli evangelisti dell’avocado toast
Brunch alle undici, call alle dodici, yoga alle diciannove.
Vivono sospesi tra il bisogno di centrarsi e quello di condividere ogni equilibrio ritrovato.
Sono i rappresentanti della self-care generation: estetici, consapevoli, iperconnessi. Fotografano prima di assaggiare, ma non per vanità — per ricordarsi che la vita è più bella con la luce giusta.
Per loro, il cibo è terapia, forma di espressione e autocura.

I devoti del sushi
Minimalisti fuori, complessi dentro.
Scelgono il sushi come altri scelgono la meditazione: con rispetto, metodo e una punta di ossessione.
Ogni boccone è un esercizio di controllo, un tentativo di dare ordine al disordine. Cercano armonia, anche quando la vita serve solo caos.
Dietro la compostezza c’è sempre un’anima affamata di equilibrio — e forse anche di sorpresa.

I fedeli della pizza margherita
La pizza è la loro religione laica, il simbolo dell’ottimismo.
Credono nei venerdì condivisi, nei bicchieri mezzi pieni, nelle risate che sanno di mozzarella filante.
Sociali, ironici, inclusivi: sono quelli che trovano la felicità nelle piccole cose… o almeno in otto spicchi.
E anche se la vita è un po’ bruciacchiata ai bordi, loro sanno che basta un morso per farla tornare buona.

I contemplativi del tagliere e del calice di vino
Non mangiano: degustano.
Vivono la lentezza come una forma di resistenza. Amano le conversazioni vere, le serate che si allungano come la luce d’autunno, e il piacere di raccontare storie tra un sorso e l’altro.
Discutono di “note aromatiche” anche davanti a un prosciutto, e sanno che il gusto è un linguaggio dell’anima.
Il loro motto? “Non è fame, è un’esperienza sensoriale.”

I cultori del dolce a ogni ora
Per loro, il dessert non è un finale ma una filosofia.
Rifiutano l’amarezza in ogni forma — anche quella esistenziale.
Sono i romantici del gusto: consolano, coccolano, amano senza mezze misure.
Un cucchiaio di tiramisù al posto di mille parole, una fetta di torta come dichiarazione d’amore.
Sanno che il mondo può essere un posto migliore, se lo si affronta con un po’ di zucchero in più.

In fondo, siamo tutti un po’ ciò che scegliamo dal menu: dolci o salati, minimalisti o comfort, nostalgici o sperimentali.
E la verità è che cambiamo ogni volta che cambiamo piatto.
Perché, a tavola come nella vita, l’appetito racconta tutto: chi siamo, cosa desideriamo e — soprattutto — chi stiamo diventando.

Mood del giorno: ascolta il tuo appetito, racconta chi sei. Una forchettata alla volta.

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Food Mood

Reggio Calabria, torna la magia delle “Cene d’arte” di chef Filippo Cogliandro: protagonista la Tosca di Puccini

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Tornano a Reggio Calabria le suggestive “Cene d’arte” di chef Filippo Cogliandro. Appuntamenti che uniscono musica, cultura e cucina nella splendida cornice de L’Accademia Gourmet.

Un nuovo e atteso evento, dunque è in programma per domenica 29 marzo 2026 alle ore 20 e 30, subito dopo lo spettacolo in scena al Teatro Cilea. L’Accademia Gourmet aprirà infatti le sue porte per una serata speciale dedicata alla “Tosca” di Giacomo Puccini, trasformando l’opera lirica in un vero e proprio percorso sensoriale al quale parteciperà anche il cast dello spettacolo, rendendo l’esperienza ancora più affascinante.

Protagonista della serata sarà un menù tematico ispirato all’opera, unico e irripetibile, pensato per accompagnare i commensali in un viaggio tra gusto e narrazione. Ogni portata sarà infatti abbinata ai momenti della celebre pièce lirica.

Un’iniziativa che trasforma la cucina in espressione culturale, in un’esperienza immersiva che celebra il patrimonio lirico italiano.

A guidare questo racconto culinario sarà il professor Filippo Arillotta, che introdurrà ogni piatto con aneddoti e cenni storici, accompagnando il pubblico dentro l’atmosfera culturale e artistica dell’epoca. L’intera serata sarà infatti caratterizzata da uno stile ispirato agli anni ‘20, capace di ricreare un clima elegante e suggestivo grazie anche alla event manager Patrizia Sorrentino.

Dall’apertura luminosa del cocktail, creato ad arte dal bartender Carmelo Martino, fino al dessert finale, ogni portata racconterà un passaggio dell’opera, trasformando le emozioni della Tosca in un originale percorso gastronomico.

“La cucina per Tosca” di chef Cogliandro, raccontata con cura e cultura, non è  un semplice repertorio di ricette ma è un linguaggio culturale. La tradizione e la creatività nel piatto si collocano in questa luminosa location sul mare per un progetto di cultura che intreccia cibo, prodotti del territorio, persone, cose, eventi, memoria e visione contemporanea, restituendo alla gastronomia del territorio la sua profonda identità.

Non solo cena….quello dello chef Filippo Cogliandro è un viaggio sensoriale attraverso la Calabria più autentica,  ogni immagine è pensata come un racconto, una storia dove si scoprono prodotti che parlano di territorio, gesti antichi che resistono al tempo, tavole che diventano luoghi di incontro. La luce magica che si respira all’Accademia, i suoi colori e i dettagli creano un racconto che contribuisce a delineare un’idea di cucina contemporanea, in continua evoluzione, capace di fondere insieme tradizione e sperimentazione.

Un appuntamento prestigioso che conferma ancora una volta la vocazione delle Cene d’arte: “Ogni piatto – sono le parole di Cogliandro – è una scena, ogni sapore è un’emozione, raccontare la grande cultura attraverso il cibo, creando un’esperienza che coinvolge tutti i sensi”.

Un appuntamento che conferma ancora una volta la vocazione delle Cene d’arte: raccontare la grande cultura attraverso il cibo, creando un’esperienza che coinvolge tutti i sensi.

Ristorante L’Accademia Gourmet
Largo Cristoforo Colombo, 9
89125 Reggio Calabria

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Alessandro Enriquez e Coin presentano il Panettone 2025 a Milano

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Coin presenta ufficialmente il nuovo progetto natalizio realizzato in collaborazione con il designer Alessandro Enriquez e con lo storico laboratorio dolciario Caffè di Sicilia 1926, una partnership che celebra il Natale italiano attraverso un equilibrio tra creatività contemporanea e tradizione artigianale. Il 10 dicembre, nella vivace cornice di Piazza Cinque Giornate a Milano all’interno della storica sede di Coin, è stato presentato il panettone d’autore “Agrumi Siciliani”, una creazione in edizione limitata che interpreta il più iconico dei dolci natalizi con una visione fresca, pop e profondamente mediterranea.

Il panettone nasce dall’incontro tra la fantasia visiva di Enriquez e la competenza di un laboratorio che da quasi un secolo custodisce i segreti della pasticceria siciliana. Preparato con lievitazione naturale e arricchito da una morbida crema agli agrumi, frutta candita selezionata e una fine glassa di cioccolato bianco, il dolce rappresenta un omaggio ai profumi dell’isola e al calore che la caratterizza. A rendere il progetto ancora più distintivo è il packaging firmato da Enriquez, che traduce la sua estetica colorata e ironica in un oggetto da collezione, pensato per regalare un’esperienza visiva oltre che gastronomica.

La presentazione milanese è stato un momento dedicato alla stampa, al pubblico e agli appassionati di design e gusto, che hanno potuto scoprire da vicino la filosofia della collaborazione e conoscere il processo creativo dietro il progetto. L’evento ha offerto uno sguardo privilegiato sul percorso che ha portato alla realizzazione di un panettone che non è solo un prodotto, ma un racconto, un simbolo di festa capace di unire territori e linguaggi diversi.

Dopo la tappa inaugurale di Milano, il progetto è stato presentato anche a Catania, città che rappresenta le radici culturali e artigianali alla base di questa collaborazione. Con “Agrumi Siciliani”, Coin conferma il proprio impegno nella valorizzazione dell’eccellenza italiana e nella creazione di progetti capaci di evocare emozioni e rinnovare, con stile, l’immaginario del Natale.

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Un poker di premi per Caffitaly: Americano, Gentile, India e Kenya si aggiudicano i “tre macinini” di Gambero Rosso

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Nuovi riconoscimenti per Caffitaly: l’azienda italiana, nota per le pregiate miscele di caffè e per l’innovativa tecnologia di capsule e macchine, annuncia con orgoglio che quattro delle sue referenze – Americano, Gentile e i Monorigine India e Kenya – hanno ottenuto i “Tre Macinini”, il massimo punteggio assegnato dalla nuova Guida dei Caffè e delle Torrefazioni d’Italia 2026 di Gambero Rosso, presentata a Roma.

Un risultato che conferma la visione dell’azienda, basata su qualità della materia prima, cura lungo tutta la filiera e tecnologia d’eccellenza.

LE REFERENZE PREMIATE

Americano. Miscela composta da diverse varietà dei più pregiati caffè Arabica, offre un aroma inconfondibile e un profilo gustativo morbido e piacevole.

Gentile. Un espresso decerato, altamente digeribile, studiato per offrire un equilibrio perfetto tra delicatezza e gusto.

Monorigine India. Dagli altipiani indiani nasce un espresso 100% Robusta dal carattere deciso e dall’aroma intenso; al palato si ritrovano distintamente liquirizia e noce moscata.

Monorigine Kenya. 100% Arabica che si distingue per la sua struttura elegante e vivace tra note floreali di gelsomino, sfumature agrumate di bergamotto, un corpo cremoso e avvolgente, e una complessità aromatica che conquista già al primo assaggio.

Caffitaly ha ottenuto riconoscimenti anche per il suo “Cremoso”, un puro Arabica di origine centro-sudamericana premiato con “Un Macinino”, e per “Monorigine Colombia”, Arabica Colombiano in purezza, premiato con “Due Macinini” per le sue note di caramello, miele e agrumi.

Non solo referenze a marchio Caffitaly: il massimo riconoscimento dei “Tre Macinini” è stato assegnato anche al Gran Espresso di Caffè Cagliari in capsule Caffitaly.

«Siamo profondamente orgogliosi di questo riconoscimento, che premia il nostro costante impegno nella ricerca della qualità assoluta. Queste referenze rappresentano perfettamente la nostra filosofia: partire da materie prime eccellenti e valorizzarle grazie all’innovazione di prodotto e alla tecnologia del Caffitaly System, per offrire ai consumatori un’esperienza in tazza unica, autentica e memorabile» commenta con soddisfazione l’Amministratore Delegato di Caffitaly Andrea Zocchi.

Caffitaly seleziona i migliori caffè in oltre 15 Paesi del mondo, seguendo direttamente tutta la catena del valore e valorizzando ogni singola origine grazie al know-how dei propri blend expert. A fare la differenza è poi il Caffitaly System: pensato e sviluppato in Italia, questo innovativo sistema brevettato, l’unico dotato di doppia infusione, combina la tecnologia delle macchine e delle capsule per un’estrazione ottimale e un aroma più ricco. Un concentrato di innovazione che rende ogni tazza un’esperienza profonda e appagante.

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