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10 cose uniche da fare nel sud dell’Ireland Ancient East
Un’area vicina a Dublino in cui storia, natura selvaggia, raffinata hôtellerie e pura bellezza atlantica stanno perfettamente insieme per esperienze autenticamente irlandesi
Molto vicina alla capitale Dublino da poter essere comodamente raggiunta con i mezzi pubblici, ma abbastanza lontana – o defilata – da permettere di cogliere anche la natura più intima e selvaggia dell’isola di Irlanda: è la parte sud dell’Ireland’s Ancient East, con contee poco note al turismo dei grandi numeri quali quelle di Carlow, Kilkenny, Laois, Tipperary, Waterford e Wexford.
Merita un viaggio perché racchiude nel suo perimetro molte occasioni di scoperta come quelle legate alle leggende vichinghe, tesori naturalistici e gastronomici o musei davvero particolari. Senza dimenticare la possibilità di godere del piacere di alcune perle dell’ospitalità di lusso irlandese, che hanno la capacità unica di mettere insieme nuove visioni dell’hôtellerie con l’eredità di antiche dimore piene di storie.
L’elenco delle cose da fare, vedere, mangiare e bere, come è facile intuire, è pressoché infinito, ma vale la pena selezionare 10 esperienze davvero particolari che fanno capire perché questa zona a poca distanza da Dublino sia un concentrato di Irlanda.
Incanto slow navigando per giorni sul fiume Barrow
Per vivere un’esperienza da idillio (e un po’ avventurosa) lungo il fiume Barrow, nella contea di Carlow, è possibile noleggiare facilmente una barca elettrica. Queste imbarcazioni silenziose, facili da manovrare e senza la necessità di una patente nautica, offrono un modo sostenibile e rilassante per esplorare il paesaggio fluviale regalandosi una crociera di qualche giorno. Il percorso attraversa boschi tranquilli, villaggi pittoreschi e antiche chiuse manuali, con la possibilità di fermarsi a Bagenalstown (il tratto in questa zona è di una bellezza commovente) o Leighlinbridge per un caffè in un pub tradizionale o una passeggiata tra i giardini in fiore. https://www.barrowline.ie
Passeggiare tra i vialetti dei giardini più belli d’Irlanda
Nelle contee di Carlow e Laois si trovano due tra i giardini più eleganti e poetici d’Irlanda: Altamont Gardens e Heywood Gardens, entrambi parte di Heritage Ireland. I primi, immersi nella campagna di Tullow, sono un perfetto connubio tra ordine e natura selvaggia, con un lago specchiato, un arboreto antico e scorci mozzafiato sulle Blackstairs Mountains. I secondi, nati dalla visione dell’architetto Edwin Lutyens, si sviluppano attorno a un raffinato giardino all’italiana con fontane, terrazze e armonie geometriche. Altamont incanta con la sua atmosfera romantica e un’eccezionale varietà botanica, mentre Heywood affascina con la sua eleganza architettonica immersa nel silenzio. Entrambi offrono esperienze immersive tra tesori green, storia e contemplazione. https://heritageireland.ie
L’antica eleganza della falconeria (nel pieno rispetto e tutela dei rapaci)
Nel cuore della Lyrath Estate, Hawkeye Falconry Ireland custodisce con passione, nella contea di Kilkenny, l’antica arte della falconeria. In questo scenario suggestivo, falchi e gufi si librano in volo, eleganti e silenziosi, prima di tornare al guanto con straordinaria precisione. Ogni gesto racconta una storia fatta di fiducia e addestramento, di tradizione e connessione profonda con la natura. Il battito d’ali di questi rapaci maestosi riempie l’aria di meraviglia e rispetto. È un mondo dove la bellezza selvaggia incontra l’eleganza del gesto antico. www.hawkeyefalconry.ie
Fingere per qualche giorno di avere una regale dimora di campagna
Soggiornare al Gardeners Cottage della tenuta con hotel 5 stelle Ballyfin Demesne – che prende il nome dalla località della contea di Laois dove si trova – significa immergersi nell’atmosfera di un’antica dimora di campagna, immersa in un parco di circa 250 ettari. Situato all’interno del giardino recintato, un tempo residenza del capo giardiniere della tenuta, il cottage è stato trasformato in un rifugio esclusivo su due piani, con dettagli speciali, come per esempio, i raffinati camini, la vasca fuori terra in rame, la boiserie della cucina con fini porcellane a vista, la preziosa quadreria, una vasca idromassaggio privata e un balcone affacciato sul verde. Ogni particolare racconta una storia, tra orti fioriti, viste sul laghetto immerso nel verde e ambienti accoglienti di quella che è la più sontuosa dimora Regency d’Irlanda. Per un soggiorno immerso nell’incanto e nella quiete, con tocchi di quiet luxury come il ristorante stellato e un centro benessere che si affaccia sui giardini. www.ballyfin.com
Uno speciale viaggio nel tempo con la bizzarria architettonica dello Swiss Cottage
Lo Swiss Cottage, parte dei beni di Heritage Ireland, nascosto tra gli alberi sulle rive del fiume Suir, è una deliziosa bizzarria architettonica del XIX secolo situata appena fuori Cahir, nella contea di Tipperary. Costruito attorno al 1810 per Lord e Lady Cahir, rappresenta l’eleganza giocosa dello stile “cottage orné”, tanto in voga nell’aristocrazia dell’epoca. La struttura, con il suo tetto di paglia e i balconi scolpiti in legno, sembra uscita da una fiaba. All’interno, conserva ancora carta da parati in seta originale proveniente da Parigi e una magnifica scala a chiocciola intagliata a mano. Pensato come rifugio per picnic, tè e incontri informali, era un modo per i nobili di “tornare alla natura”, senza rinunciare all’estetica. Raggiungibile a piedi dal Cahir Castle con una passeggiata romantica lungo il fiume, lo Swiss Cottage è oggi uno dei migliori esempi rimasti in Irlanda di architettura romantica rurale. https://heritageireland.ie/places-to-visit/the-swiss-cottage
Dormire in uno degli hotel storici più belli d’Irlanda con affaccio sulla rocca dei re
Nel cuore dell’Irlanda, il Cashel Palace Hotel, affiliato a Relais & Chateaux, ha scritto un nuovo capitolo di un’elegante dimora palladiana della contea di Tipperary, dove ogni dettaglio racconta storie di raffinatezza e tradizione. Le sue finestre si aprono su giardini all’inglese curati con maestria, mentre l’interno accoglie con salotti avvolti dal calore di caminetti scoppiettanti, quadri che parlano di un illustre passato, tessuti opulenti e una Spa inondata di luce naturale. Fiore all’occhiello anche il ristorante stellato. Dalle sue stanze, lo sguardo si posa sulla maestosa Rocca di Cashel, un tempo sede dei re di Munster e oggi simbolo della storia irlandese. Il connubio tra la formula di ospitalità in chiave luxury del Cashel Palace e la presenza imponente della rocca crea un’atmosfera di incanto e serenità, dove il passato e il presente dialogano felicemente per nuovo tempo di qualità.
Un museo unico dedicato al rituale della morte (senza tristezza)
Conoscere per capire ed esorcizzare attraverso una capacità di lettura inedita e creativa. Seguendo questa linea guida gli irlandesi sono molto bravi nel creare musei legati a cose tragiche: il Titanic Belfast; il National Famine, Museum, incentrato sulla tragica carestia irlandese, ed EPIC, il museo dedicato alla diaspora sono tre esempi perfetti. E nel cuore del Viking Triangle di Waterford, l’Irish Wake Museum – Rituals of Death offre un’immersione affascinante nelle tradizioni funebri irlandesi, esplorando usanze e superstizioni dalla prima era cristiana fino al XX secolo. Situato in una ex casa di carità del XV secolo, il museo guida i visitatori attraverso sei sale tematiche, rivelando oggetti curiosi come una maschera mortuaria in cera del 1657 e una bara in miniatura contenente le ceneri di un emigrato irlandese. Questa esperienza guidata (adatta a visitatori dai 14 anni in su) è un viaggio unico tra storia, spiritualità e cultura popolare. Per ogni biglietto venduto, €1 viene donato al Waterford Hospice Movement. www.waterfordtreasures.com/museum/irish-wake-museum
Mangiare ostriche appena uscite dal mare (con una vista magnifica)
Pochi sapori raccontano l’oceano con la stessa immediatezza di un’ostrica appena aperta, servita a pochi metri dal luogo in cui è stata raccolta. Nella contea di Waterford, questo è possibile grazie a realtà come Harty Oysters (https://hartyoysters.com), un’azienda a conduzione familiare, che alleva ostriche nella Baia di Dungarvan, in acque limpide e poco profonde, ideali per la crescita lenta e naturale dei molluschi. Per farsi un regalo assaporando tutta la loro bontà che sa di oceano, vale la pena vedere quando sono in carta allo stellato House, il ristorante-bar del Cliff House Hotel (membro di Small Luxury Hotels of the World), aggrappato, come suggerisce il nome alla scogliera di Ardmore. La vista sul blu è magnifica e il mare oltre che in bocca entra anche dalle finestre che lo dominano dall’alto. https://cliffhousehotel.ie
Tutta la forza dell’Atlantico dove sorge il faro più antico del mondo
Hook Head, nella contea di Wexford, è uno dei luoghi più spettacolari e selvaggi della costa sud-orientale irlandese. La lingua verde e rocciosa del promontorio si lancia come la punta di una freccia nell’oceano e alla sua estremità svetta il leggendario Hook Lighthouse, il faro operativo più antico del mondo, che da oltre 800 anni veglia sulle acque dell’Atlantico. Tra fiori colorati che lo incorniciano e tappeti di soffice erba, i panorami che si possono avvistare da questo punto sono spettacolari, con scogliere battute dal vento e onde che si infrangono gonfie sulla roccia antracite. Camminare lungo i sentieri costieri, tra cieli mutevoli e il profumo del mare, è un’esperienza indimenticabile, soprattutto al tramonto o quando infuria una burrasca. L’atmosfera è sospesa tra mito e natura selvaggia, con la possibilità di avvistare foche, delfini e pulcinelle di mare. https://hookheritage.ie
Nuotate nell’oceano con sauna mobile sulla spiaggia
Con i suoi tratti di costa selvaggia e baie riparate, la contea di Wexford offre uno scenario ideale per chi desidera praticare il nuoto in acque libere. Dalla suggestiva Baginbun Beach, disegnata da scenografiche scogliere, ai profili più morbidi di St Helen’s Bay o Curracloe Beach, ogni luogo regala un’esperienza diversa, tra adrenalina, silenzio e pura bellezza. Il nuoto nelle acque dell’oceano in aree nordiche è una pratica che affascina sempre più persone: la temperatura dell’acqua stimola la circolazione, rafforza il sistema immunitario e dona un senso immediato di energia e lucidità mentale. A Baginbun Beach, inoltre, in alcuni momenti dell’anno si può unire il bagno a momenti di puro relax grazie alla presenza di saune mobili, ideali per un po’ di wellness dopo una nuotata. E per chi è alle prime armi esistono gruppi locali di wild swimmers, pronti ad accogliere nuovi appassionati con consigli e percorsi sicuri. In estate, la luce dorata del tramonto che si riflette sull’oceano rende l’esperienza ancora più magica, mentre nei mesi più freddi si può vivere la versione più autentica e “coraggiosa” del nuoto invernale. https://wexmseaswim.com
Per una sferzata di vitalità oceanica, passeggiate zen nella quiete di giardini secolari o una fuga di qualche giorno dove il lusso è sinonimo di un’antica eleganza senza clamori e dai ritmi lenti, le contee della parte sud dell’Ireland’s Ancient East sono la meta ideale (e facilmente raggiungibile) per un viaggio irlandese in ogni momento dell’anno.
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22 Ottobre 2026By
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Bentornato, autunno! 5 destinazioni dove fare rotta per un giorno di pioggia
Published
3 giorni agoon
20 Ottobre 2026By
DailyMood.it
I suggerimenti di eDreams per un viaggio alla scoperta delle mete che sanno conquistare anche quando il cielo è coperto
Se c’è un tempo per tutto, a questa regola non sfuggono nemmeno le condizioni meteo. E, se è vero che una giornata limpida è considerata l’ideale per andare alla scoperta di una città nuova, esistono però mete che sanno svelare il proprio lato più affascinante proprio quando piove, al di là del patrimonio artistico racchiuso nei musei e nelle gallerie d’arte. eDreams, tra le principali agenzie di viaggi online in Europa, suggerisce le destinazioni da visitare per un giorno di pioggia diverso dal solito.
Edimburgo, il gotico che diventa scintillante
Già nota per le storie di fantasmi, la località scozzese sotto un cielo plumbeo acquista un aspetto più insolito, anche grazie all’impronta medievale del centro storico. Passeggiare per i close, i vicoli della old town, in questo periodo permette di ammirare l’architettura gotica della città quando le sfumature scure del basalto dei suoi edifici diventano scintillanti sotto la pioggia, e nelle zone di Victoria Street e West Bow si accentuano i contrasti cromatici tra le facciate colorate e il selciato. Una visita al cimitero di Greyfriars Kirkyard è poi l’ideale per chi ama le atmosfere più misteriose.
Bruges con un riflesso diverso
Una delle numerose “Venezie del Nord” e certamente tra le più scenografiche, Bruges durante una giornata di pioggia è ancora più emozionante anche grazie ai riflessi dell’acqua dei suoi canali. I toni del grigio del cielo si mescolano con quelli dei mattoni e dell’arenaria degli edifici che vi si specchiano, e l’atmosfera diventa più raccolta e meno caotica. Oltre alla navigazione dei canali, un’altra esperienza da considerare può essere una visita al Parco del Lago dell’Amore, che avvolto dall’umidità e da una leggera nebbia risulterà ancora più romantico.
Lione, tra ocra e passaggi segreti
Una visita a Lione durante la stagione autunnale permette di apprezzare un percorso che alterna luoghi all’aperto e passaggi coperti grazie alla struttura urbana unica, che affonda le sue radici storiche e culturali nella tradizione della lavorazione della seta e nelle lotte per l’equità portate avanti dai suoi artigiani, i canut. Il centro storico in una giornata piovosa sfoggia ancora più chiaramente i suoi palazzi ocra, soprattutto nella zona di Place Bellecour, tra le piazze pedonali più grandi d’Europa. Una tonalità cromatica ancora più accesa si potrà osservare aggirandosi per il quartiere Vieux Lyon, dove all’epoca dell’artigianato della seta sono stati creati i traboule, caratteristici passaggi segreti che collegano edifici privati e strade, creando una sorta di rete pedonale parallela e a tratti al coperto, che permette di scoprire cortili nascosti.
Bergen, o la pioggia come abitudine
Più di 200 giorni all’anno di precipitazioni insegnano a vedere i cambiamenti del meteo come un’esperienza integrante del viaggio, oppure della quotidianità, a seconda del modo in cui si vive la destinazione. E amare il paesaggio di Bergen con la pioggia è un esercizio che risulterà facilissimo abbandonandosi alla bellezza delle case colorate del molo di Bryggen, che risulteranno ancora più sgargianti, oppure ammirando il bianco delle case in legno di Nordnes e Sandviken e la loro luce in contrasto con il cielo coperto.
Kyoto, immergersi nel verde brillante
La fine dell’autunno nell’area di Kyoto può regalare giornate piovose che si alternano ad altre più serene. Un giorno di pioggia in questa città può essere l’occasione per osservare ancora meglio i contrasti cromatici del centro storico, tra le case in legno, la pietra delle strade, le insegne delle botteghe tradizionali. Anche gli elementi naturali, però, possono contribuire a dare uno sguardo diverso su questa meta iconica quando il meteo sembra sfavorevole. Un esempio concreto ne è la sfumatura cangiante della vegetazione, come nel caso del verde brillante dei giardini di muschio di Gio-Ji oppure di Saiho-ji.
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Viaggio alla scoperta dell’architettura sudafricana
Published
2 settimane agoon
9 Ottobre 2026
Il Sudafrica ha costruito nel tempo un paesaggio architettonico in cui convivono modernità internazionale e soluzioni profondamente legate ai luoghi: edifici Art Déco, infrastrutture minerarie, quartieri storici, spazi comunitari e nuove architetture che recuperano strutture industriali e le trasformano in luoghi per l’arte e la cultura.
È una combinazione che riflette la particolare storia urbana del Paese, ma anche la capacità di architetti e progettisti sudafricani di lavorare con ciò che esiste, dal riuso di edifici e materiali al rapporto diretto con il paesaggio e il clima.
Ne sono un esempio i magazzini trasformati in distretti creativi e le strutture contemporanee progettate per inserirsi nel territorio anziché dominarlo. Più che un semplice catalogo di stili, l’architettura sudafricana è quindi un patrimonio in continua evoluzione, dove il progetto diventa anche uno strumento per ripensare città, comunità e spazi pubblici.
La regione del Capo: architettura di recupero e integrazione del paesaggio
La penisola del Capo è uno dei luoghi in cui meglio si può osservare come l’architettura sudafricana abbia sviluppato un linguaggio proprio, capace di confrontarsi con il clima, la topografia e la storia sociale della città.
A Cape Town, uno dei fenomeni più interessanti è il riuso di strutture esistenti: dagli ex spazi industriali di Woodstock – dove si trova 66 Greatmore dei sudafricani Wolff Architects, vincitore dell’Africa International Design Awards 2026 – e Salt River ai vecchi edifici del centro, trasformati in luoghi per la cultura, l’ospitalità e il lavoro.
Nel centro Cape Town Bo-Kaap rimane un riferimento importante per comprendere la stratificazione culturale e urbanistica della città: le sue facciate colorate sono solo l’aspetto più immediato di un quartiere legato alla storia della comunità musulmana Cape Malay, discendente delle popolazioni precedentemente ridotte in schiavitù. Poco distante, il V&A Waterfront rappresenta un altro caso di trasformazione urbana: l’ex area portuale ospita un distretto dedicato a cultura, design e creatività, dove spicca lo Zeitz MOCAA, il museo d’arte contemporanea africana progettato da Thomas Heatherwick partendo dalla riconversione di un silo per cereali.
Tra gli sviluppi più recenti nel CBD rientra Longkloof Precinct, un progetto di rigenerazione durato 15 anni e completato nel 2025 che ha già ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui un CIfA Award for Architecture: cinque edifici esistenti sono stati restaurati, riconfigurati e integrati con nuove strutture, trasformando un’area precedentemente frammentata e poco accessibile in un distretto pedonale con uffici, spazi commerciali, hotel e una nuova piazza pubblica.
Il rapporto con il territorio circostante è altrettanto centrale. In circa 20 minuti i auto si raggiunge Constantia, dove la Norval Foundation, progettata da dhk Architects, risulta esemplare proprio per il rapporto tra costruzione e paesaggio: il volume in cemento, legno, granito e vetro è organizzato lungo il margine di una zona umida riqualificata e orienta le gallerie verso i vigneti e le montagne del Western Cape. Pannelli fotovoltaici, sistemi di recupero dell’acqua, schermature solari e illuminazione naturale sono integrati nella struttura, rendendo possibile un passaggio graduale tra interno ed esterno.
Sempre in questo contesto, a meno di un’ora da Cape Town, è possibile ammirare l’architettura caratteristiche delle Winelands. A Stellenbosch e Franschhoek, edifici storici e cantine contemporanee convivono con progetti che cercano un rapporto diretto con il paesaggio, attraverso materiali come pietra, legno e cemento, grandi aperture e spazi pensati per incorniciare vigneti e montagne.
Per esplorare la zona senza dover guidare, il Franschhoek Wine Tram collega diverse tenute lungo itinerari dedicati alle degustazioni. Dal punto di vista progettistico, uno degli esempi più riconoscibili è la Bosjes Chapel, progettata nel 2016 da Steyn Studio nella Breede River Valley. La cappella è costruita attorno a un sottile guscio strutturale in calcestruzzo dalla forma ondulata, che riprende il profilo delle montagne; le ampie vetrate trasformano invece la valle, i vigneti e i giardini nel vero sfondo dell’edificio. L’interno, di soli 430 metri quadrati, è volutamente minimale, con pavimenti in terrazzo e una copertura bianca che modifica la percezione dello spazio al variare della luce durante la giornata. Il progetto ha ricevuto il premio Project of the Year agli Architizer A+Awards 2019.
Durban: art déco tropicale e nuovi progetti
Durban, affacciata sull’Oceano Indiano, offre una lettura dell’architettura sudafricana profondamente legata alla pluralità culturale della città e al suo clima subtropicale. Nel centro, il quartiere intorno a Grey Street – oggi Denis Hurley Street – conserva una delle espressioni più riconoscibili della comunità indiana di Durban: la Juma Masjid, una delle più grandi moschee dell’emisfero australe, il vicino Madressa Arcade e il Victoria Street Market formano un sistema urbano in cui architettura, commercio e vita comunitaria si sono sviluppati insieme. Il mercato, nato all’inizio del Novecento come Indian Market e ricostruito dopo un incendio nel 1973, continua ancora oggi a essere un punto di riferimento per le comunità indiane della città, con bancarelle di spezie, prodotti alimentari e artigianato, oltre che una tappa imperdibile per i viaggiatori.
Oltre alla moschea, Durban ospita templi hindu che nel corso del Novecento hanno sviluppato forme e decorazioni capaci di combinare tradizioni architettoniche indiane e contesto locale. Un altro stile distintivo è il Tropical Art Déco, particolarmente visibile sul lungomare e nel quartiere di Florida Road, dove edifici residenziali e commerciali degli anni Trenta presentano balconi arrotondati, linee orizzontali, superfici colorate e soluzioni pensate per il clima caldo e umido. La tradizione Art Déco è ancora oggetto di interventi di conservazione: nel 2025 la Durban Art Deco Society ha premiato, per esempio, il recupero di Janora Court, edificio all’angolo tra Ninth Avenue e Florida Road, per il lavoro di manutenzione e valorizzazione dei suoi elementi originali.
La città offre anche esempi più recenti di un’architettura che cerca un rapporto diretto con l’identità del KwaZulu-Natal. Sul waterfront, il Nelson Mandela Cruise Terminal, progettato da Elphick Proome Architecture con Vusa Collaborative, inaugurato nel 2022 e candidato agli ArchDaily Building of the Year nel 2026, utilizza colori, texture e motivi triangolari ispirati all’artigianato zulu. Durante la stagione senza crociere, la struttura di 6.400 metri quadrati può inoltre essere convertita in centro congressi. Un altro intervento recente è lo ZAI Precinct nel quartiere di Greyville: premiato ai SAIA-KZN Awards 2025 come esempio di rigenerazione urbana, combina ristorazione, musica e spazi pubblici.
Inserire Durban nell’itinerario è semplice: voli interni collegano quotidianamente la città a Cape Town in circa due ore. Una volta arrivati, il King Shaka International Airport si trova a nord della città e il centro è facilmente raggiungibile in auto. La combinazione tra waterfront, quartieri culturali e architettura religiosa e commerciale rende possibile leggere Durban attraverso le comunità che ne hanno costruito l’identità urbana, dalla tradizione indiana e hindu alla cultura zulu fino alla produzione architettonica contemporanea.
Gauteng: dove l’art déco incontra il neoclassicismo
A solo 1 ora e 10 minuti di volo da Durban, la provincia del Gauteng porta i viaggiatori nel cuore del Sudafrica contemporaneo. Johannesburg offre una lettura della città attraverso architettura, memoria e trasformazione urbana. Il centro conserva una delle più importanti concentrazioni di architettura Art Déco del Paese, sviluppatasi durante la rapida crescita della città legata all’industria mineraria all’inizio del XX secolo. Nei quartieri di Maboneng e Braamfontein, invece, edifici e spazi esistenti sono stati riconvertiti in luoghi dedicati ad arte, design, ristorazione e spettacolo, contribuendo al fiorire della scena culturale e creativa della città.
A pochi minuti dal centro, Constitution Hill rappresenta un esempio di architettura della memoria: l’ex complesso carcerario, oggi sede della Corte Costituzionale, luogo simbolo della nascita della democrazia sudafricana e istituzione che tutela i diritti umani nel Paese, comprende anche spazi culturali, con gli edifici storici integrati con nuovi interventi e materiali recuperati dalle strutture originarie. Un altro luogo significativo è l’Apartheid Museum, progettato come un vero e proprio percorso architettonico attraverso la storia del Sudafrica: l’ingresso è scandito da sette pilastri che rappresentano i valori della nuova Costituzione, mentre edifici, spazi aperti e paesaggio accompagnano il visitatore in un percorso istruttivo e toccante.
A Johannesburg, anche la memoria culturale trova una traduzione nello spazio pubblico: il Masekela Memorial Pavilion, progettato nel 2019 da Adjaye Architects e dedicato al musicista jazz e attivista sudafricano Hugh Masekela, prevede una struttura in cemento con pietre provenienti da diverse aree del continente legate alla vita di Masekela che riprende la forma del lekgotla, tradizionale luogo di incontro e confronto, e la reinterpreta in chiave contemporanea come spazio aperto alla riunione e alla riflessione. L’elemento più riconoscibile è la copertura traforata appoggiata su quattro pilastri e ispirata alla flora sudafricana, lasciando filtrare la luce così da creare sul pavimento un gioco di ombre che cambia durante la giornata.
Nella vicina Pretoria, conosciuta anche come Tshwane in lingua tswana, gli imponenti Union Buildings, struttura neoclassica in arenaria rosa dalla caratteristica forma a mezzaluna, costruita nel 1910 su progetto di Sir Herbert Baker, dominano la città e i suoi giardini terrazzati. Più recente è invece il Javett Art Centre, progettato nel 2019 da Mathews + Associates Architects all’interno del campus dell’Università di Pretoria e dedicato all’arte africana. Il progetto, composto da una struttura in cemento ispirata alla montagna di Mapungubwe con facciata schermata da pannelli traforati che riprendono i motivi del tessuto in cotone Shweshwe, comprende gallerie, auditorium e spazi pubblici, oltre a una bridge gallery che attraversa una strada del campus e collega due parti dell’università.
Per spostarsi tra Johannesburg e Pretoria, un modo affascinante è salire sul Gautrain, un moderno e sicuro treno espresso regionale che collega direttamente l’O.R. Tambo International Airport ai principali punti di interesse della provincia.
Oltre ai suoi paesaggi naturali, l’architettura e i monumenti del Sudafrica raccontano la storia di una terra ricca di storia, patrimonio multiculturale e diversità, che si svela da una metropoli all’altra. Per conoscerla in modo approfondito, è possibile affidarsi ad esempio a Quality Group, che propone un tour giornaliero completo di Johannesburg, e a Big Mama, il cui itinerario in self-drive unisce storia, cultura, arte e natura di Cape Town e Durban.
Per maggiori info: www.southafrica.net/it
di Lidia Pregnolato per DailyMood.it
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