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Style & Luxury

Simboli portafortuna dell’alta gioielleria popolano l’universo incantato di mondi ideali e immaginari … da indossare con grazia

DailyMood.it

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24 agosto 2012

Attraverso un viaggio immaginario tra est e ovest e tra cielo e terra, la nuova collezione di Alta Gioielleria di Van Cleef & Arpels, Palais de la chanceTM, riunisce una miriade di simboli portafortuna.

Varcare la soglia di questo mondo incantato ricalca a meraviglia  la massima di Jacques Arpels: “per avere fortuna, bisogna credere nella fortuna”.

Nel corso della propria storia, Van Cleef & Arpels ha sempre creato sotto il segno dell’amore, della serenità e della fortuna.

In tutte le collezioni, le materie più pregiate diventano la stoffa di sogni intessuti di bellezza e armonia che brillano come desideri preziosi.

Numerosi sono i simboli portafortuna che popolano l’universo della Maison, ispirati da mondi reali o immaginari, dalle creature del cielo e da quelle di terra.

Coccinelle e quadrifogli, fate e liocorni ne costellano il destino con la loro presenza benevola.

Abbandonandosi ad una visione poetica del mondo, Van Cleef & Arpel rende omaggio alla fortuna in molti modi.

Questa si può manifestare nello spazio di un’emozione o in uno spettacolo ammaliante.

Attraverso lo scintillio delle stelle in una notte d’estate, ad esempio, o tramite il volo delle rondini che annuncia la primavera o ancora durante la magia di un incontro.

Non rimane dunque che attirare la buona sorte… a chi le offre la sua compagnia, lei sorriderà. Per questo bisogna prendersene cura come fosse un tesoro.

Oggi, Van Cleef & Arpels celebra questo valore positivo in occasione della nuova collezione di Alta Gioielleria Palais de la chance.

Viaggiando tra cielo e terra, da est a ovest, la Maison ha nutrito il proprio immaginario di simboli e racconti di cui offre la propria, preziosa interpretazione.

Ricorrendo a più fonti d’ispirazione care a Van Cleef & Arpels, la collezione si compone di tre storie: La Buona Stella, La Natura Portafortuna et Le Leggende della Fortuna.

Creatività e savoir-faire.

Ogni pezzo unico della collezione vuole esprimere una particolare visione della fortuna ma anche lo stile e la maestria di Van Cleef & Arpels.

Eccezionali gemme di colore, pietre dure scolpite, temerarie combinazioni tra materie…

La Maison, nota per la propria creatività ed eccellenza, ha nuovamente fatto uso delle spettacolari Pierres de CaractèreTM.

Selezionate secondo criteri di qualità molto rigorosi, si distinguono anche per la propria anima, per il carattere – appunto – in grado di far battere il cuore e trasmettere un’emozione unica.

Al fine di valorizzare queste pietre e infondere la poesia della chance alle proprie creazioni, Van Cleef & Arpels ha impiegato tutto il proprio know-how tecnico.

Alle prodezze tradizionali realizzate dalle Mains d’Or™ degli atelier, come il Serti Mystérieux™ o il famoso collier Zip ispirato dalla cerniera lampo, si unisce la magia di sottili metamorfosi.

Sautoir trasformabili, motivi amovibili e Théâtres Poétiques, ossia pezzi ludici dotati di meccanismi gioiello che testimoniano ancora una volta la genialità e la capacità innovativa di Van Cleef & Arpels.

La Buona Stella.

Attenta ai segnali della sorte, la Maison volge il proprio sguardo al cielo che scintilla come una distesa di pietre preziose.

Si delineano brillanti costellazioni dove diamanti e gemme rivaleggiano in bellezza.

In questa galassia, ognuna può cercare la propria bonne étoile o aspettare il passaggio di una stella cadente…

La sua coda di diamanti illumina la collezione e v’invita ad esprimere un desiderio.

Attraverso queste creazioni, la Maison rinnova la tematica degli astri, già esplorata nel 2010 per alcuni pezzi della collezione Les Voyages Extraordinaires™ ma anche per il quadrante della Complication PoétiqueTM Midnight in Paris del 2008.

Oggi come ieri, questa suggestione proveniente dal cielo permette di esprimere un immaginario fatato attraverso gioielli in cui prevalgono la leggerezza, il movimento e la femminilità.

Clip Étoile Filante.

Fortunato chi, scorgendo una stella cadente, riesce ad esprimere il desiderio più sentito…

La Maison immortala questo spettacolo raro e fugace con una clip che associa raffinatezza estetica e prodezza tecnica.

Mentre i diamanti di tagli diversi – rotondo, poire e rosa – tratteggiano la coda luminosa e suggeriscono il movimento, un meccanismo insospettabile consente di far ruotare manualmente di 360° il corpo della stella.

La clip Étoile Filante rientra infatti tra i Théâtres Poétiques di Palais de la chance.

Nuova interpretazione dei bijoux trasformabili cari alla Maison, questi pezzi ingegnosi sono dotati di un meccanismo molto discreto.

L’estetica del gioiello può così evolvere, aggiungendo alla bellezza una componente ludica.

Clip Étoile Filante, oro bianco e diamanti.

Parure principale della collezione, il collier e gli orecchini Sept Étoiles rendono omaggio alla più celebre delle costellazioni: l’Orsa Maggiore.

Secondo la mitologia greca, la sua origine risale alla bella ninfa Callisto.

Amata da Zeus, suscita la collera di Era che la trasforma in orsa. Insieme a suo fi glio Arcade,
che forma l’Orsa Minore, scintilla, da sempre e per sempre, a nord.

Per rappresentare le sette stelle più brillanti della costellazione, la Maison ha selezionato un insieme eccezionale di zaffi ri taglio coussin del Kashmir che totalizzano 33,73 carati.

Ci sono voluti diversi anni di ricerca per riunire tutte queste Pierres de Caractère, perfettamente assortite per dimensione e colore.

Gli zaffi ri del Kashmir, rinomati per il loro blu vellutato, sono particolarmente richiesti dai conoscitori per via della loro rarità e di un’origine ammantata di prestigio.

Le pietre sono sottolineate dalla struttura torsadé del collier che combina volume e fl essibilità.

I diamanti baguette sono stati tagliati ad hoc per adattarsi perfettamente alle curve di queste linee voluttuose.

Parure Sept Étoiles, Collier Sept Étoiles, platino, 7 zaffi ri taglio coussin per un totale di 33,73 carati (origine: Kashmir) e diamanti rotondi, taglio baguette, poire e rosa.

Orecchini Sept Étoiles, platino e diamanti rotondi, taglio baguette, poire e rosa.

La Natura Portafortuna.

Tematica cara da sempre a Van Cleef & Arpels, la natura infonde vitalità e poesia alle creazioni della Maison.

Stupita dalle costanti metamorfosi della flora e della fauna, vi vede una moltitudine di portafortuna trasformati in gioielli dalle Mains d’Or degli atelier di Place Vandôme.

In questo giardino incantato, creature d’aria e di terra, fiori e piante compongono insieme un’ode alla natura benevola e protettrice.

Svolazzi e bouquet preziosi offrono il più incantevole degli spettacoli per chi sa riconoscere la fortuna nelle meraviglie del mondo.

Clip Trèfles, oro bianco, 2 zaffiri rosa taglio cuore per un totale di 15,27 carati (origine: Madagascar) e diamanti.

Motivo universalmente riconosciuto come emblema di buona sorte, il quadrifoglio è qui l’interpretazione massima dei valori positivi della Maison.

La clip ben si sposa all’emblematica citazione di Jacques Arpels, nipote di Estelle Arpels: “per avere fortuna, bisogna credere nella fortuna”, delicatamente incisa su un nastro ondeggiante.

Il lavoro d’incisione è eseguito con la tecnica à main levée che richiede un’estrema minuzia.

La Maison fa rivivere così una massima cara alla propria storia e rivisita il motivo quadrifoglio,
che ricorre con frequenza negli archivi.

Se, secondo la leggenda, i quattro petali rappresentano speranza, fede, amore e fortuna, Van Cleef & Arpels ne rinforza la simbologia romantica grazie a due zaffiri di un rosa delicatamente intenso.

Le pietre taglio cuore, di rispettivamente 7,51 e 7,76 carati, si guardano in un tête-à-tête amoroso, sotto teneri auspici.

Con la parure Moments de chance noir & blanc, ornata di farfalle tigrate, la Maison celebra l’incontro tra due motivi dal forte potere simbolico.

Come lo yin e lo yang, i due animali illustrano la diversità dell’universo e compongono una nuova armonia, a metà strada tra delicatezza e grandiosità.

Presente in numerose mitologie, la farfalla è associata all’anima, al soffi o della vita, all’immortalità, mentre la tigre, figura principale dell’immaginario cinese, è simbolo di coraggio e di protezione al tempo stesso.

La parure Moments de chance noir & blanc sottolinea anche la dualità di questa coppia attraverso il contrasto sorprendente dell’onice e dei diamanti.

Già utilizzato per la collezione Bals de Légende™ (il Ballo Black & White), quest’estetica grafi ca è qui rinforzata dal decoro striato della farfalla di cui ogni elemento in onice è stato modellato appositamente per inserirsi alla perfezione nella struttura del gioiello.

Parure Moments de chance noir & blanc Sautoir e clip rimovibile Moments de chance noir & blanc, oro bianco, diamanti, onice, sfere di onice e perle bianche coltivate.

Orecchini Moments de chance noir & blanc, oro bianco, diamanti, onice, sfere di onice e perle bianche coltivate.

Lo spettacolare collier Hirondelles, ispirato dal volo leggero delle rondini, vuole celebrare la natura che si rinnova.

Messaggeri della primavera, questi uccelli migratori sono considerati in Europa dei portafortuna
e di buon augurio per la dimora dove scelgono di costruirsi il nido.

Deliziose e vivaci, hanno già stimolato in passato la creatività di Van Cleef & Arpels che negli anni Venti aveva dedicato loro uan serie di clip in diamanti.

Oggi riappaiono sotto una forma molto realista, volando in circolo davanti ad una vegetazione simbolica, bagnata dai primi raggi del sole.

Per tradurre questo quadretto impregnato di vitalità, la Maison ha impiegato una paletta cromatica piuttosto originale.

Al tenue camaïeu di verdi, composto da smeraldi, granati tsavorite e da sfere di crisoprasio, fa eco il rosa radioso di una tormalina di 19,59 carati.

L’insieme è esaltato da splendenti tocchi di onice e di lacca nera, così come da un lotto eccezionale di 39 perle coltivate di Tahiti che si distinguono per la tinta grigio scuro e per loro lucentezza.

Questo collier rientra nella linea dei pezzi trasformabili tipici alla Maison, perché può essere portato senza il motivo principale che, rimosso, diventa una spilla.

La chiusura gioiello diventa allora il decoro centrale che orna il decolleté.

Clip Coccinelle Mystérieuse. Simbolo universale di buona sorte, la coccinella diventa un gioiello portafortuna di proporzioni apprezzabili.

Traendo spunto dalla consuetudine di esprimere un desiderio quando la coccinella si posa su di noi, la Maison cattura l’istante furtivo in cui l’insetto prende il volo, consentendo al voto di realizzarsi.

Questo pezzo dalle linee aggraziate è anche espressione di un savoir faire emblematico di Van Cleef & Arpels: il Serti Mystérieux.

Brevettata nel 1933, quest’esclusiva tecnica d’incastonatura regala un effetto perfettamente uniforme e permette di creare volumi senza che il metallo sottostante sia visibile.

Qui, i rubini delle ali sono stati suiffés (operazione che consiste nello smussare alcune faccette per conferire l’aspetto del cabochon) al fine di rinforzare il rilievo vellutato del gioiello.

Parure Hirondelles. Collier et spilla rimovibile Hirondelles, oro bianco, diamanti, smeraldi, granati tsavorite, onice, lacca nera, perle nere coltivate, sfere di crisoprasio e 1 tormalina rosa taglio smeraldo di 19,59 carati (origine: Brasile).

Orecchini Hirondelles, oro bianco, diamanti, smeraldi, granati tsavorite e onice. Clip Coccinelle Mystérieuse, Oro bianco, diamanti, onice, spinelli neri, zaffi ri gialli, oro rosa e rubini Serti Mystérieux.

Il fogliame verde e il vigore l’hanno resa un simbolo di attaccamento, fedeltà e amore eterno.

L’edera è stata la fonte d’ispirazione per questa parure composta da collier e orecchini, realizzati nella più pura tradizione della Maison.

Nel corso degli anni Trenta, Van Cleef & Arpels si è distinto grazie ad alcuni gioielli spettacolari
caratterizzati da lotti di smeraldi, rubini e zaffi ri ovali.

Oggi l’edera è qui evocata da un insieme eccezionale di 56 smeraldi ovali dello Zambia che totalizzano 98,62 carati.

Queste pietre, di un verde intenso e luminoso, sono notevoli per la vivacità e l’omogeneità del colore, segno di speranza.

La chiusura gioiello a forma di foglia d’edera apporta un delicato tocco portafortuna a questo collier regale e statuario.

Collier Lierre, Oro bianco, diamanti, spinelli neri, platino e 52 smeraldi ovali per un totale di 93,12 carati (origine: Zambia).

Orecchini Lierre, Oro bianco, diamanti, spinelli neri, platino e 4 smeraldi ovali per un totale di 5,50 carati (origine: Zambia).

Parure Lierre. Clip Fortuna.

La dea romana della buona sorte veglia su questa collezione di Alta Gioielleria attraverso la clip Fortuna.

“La fortuna sorride agli audaci”, sembra sussurrarci all’orecchio questa figurina femminile.

Associata al destino, Fortuna è spesso rappresentata con gli occhi bendati e con una ruota. Qui appare con il volto dissimulato dietro il braccio, suggerendo che la chance è cieca e imparziale.

La silhouette slanciata appoggia su una sfera di opale che simboleggia il globo terrestre, mentre dal suo corno dell’abbondanza sgorgano zaffi ri multicolore e perle bianche coltivate.

Adornata da un delizioso camaïeu di gemme, un’eco ai rifl essi di opale, e dotata di ali delicatamente traforate, questa dea seduce per la sua grazia aerea.

Rientra infatti nella tradizione delle fate e delle ballerine che popolano l’universo di Van Cleef & Arpels fi n dagli anni Quaranta.

Le Leggende della Fortuna.

Da quasi un secolo, le creazioni della Maison testimoniano la sua curiosità per le altre culture.

Negli anni Venti, un’irresistibile attrazione per l’Oriente e l’Estremo Oriente s’impossessa della gioielleria parigina mentre il pubblico ne scopre i tesori, quali ad esempio ceramiche, sete e bronzi, durante l’Esposizione Universale.

Oggi Van Cleef & Arpels si rifà nuovamente a queste infl uenze lontane, alla ricerca di simboli portafortuna.

Viaggiando attraverso le leggende locali, reinterpreta le fi gure che popolano l’immaginario orientale. Dee e dragoni, animali e fi ori talismanici perpetuano così la tradizione poetica e magica di Van Cleef & Arpels.

Clip Fortuna, Oro bianco, diamanti, opali bianchi, zaffiri di colore, perle bianche coltivate e volto in diamante taglio rosa.

Collier Beauté Éternelle. Parure Everlasting Light.

Tradizionale nodo intrecciato, il panchang è un portafortuna molto popolare in Cina. Motivo detto
“senza fi ne”, perché il suo intreccio suggerisce un movimento infinito, è associato alla longevità e alla prosperità.

Con il suo scintillìo di diamanti, tra cui due pietre di 2,31 e 2,33 carati, impreziosisce in tre punti
questo fi ammante collier dal fascino senza tempo.

La creazione può essere composta da sei a otto ranghi sfere di rubino – per un totale di 665 – originari del Madagascar.

All’infilatura, tecnica importante in gioielleria che necessità di abilità e pazienza, è stata dedicata una cura particolare.

I due ranghi di rubini supplementari sul dorso del collier valorizzano la nuca mentre il fermaglio è magnifi cato dal motivo panchang in diamanti.

All’interno della collezione, vari pezzi rendono omaggio all’Egitto antico. Dal 1922, anno segnato dalla scoperta della tomba di Tutankhamon nella Valle dei Re, la Maison crea i suoi primi gioielli
ispirati a questa civiltà.

Sautoir, bracciali, clip e orologi vengono arricchiti di motivi tradizionali in onice, rubini e smeraldi.

Oggi la tematica è di nuovo in auge grazie a questa parure che unisce diversi simboli.

Battezzata Everlasting Light, associa le nozioni di luce ed eternità per evocare una fortuna perenne.

Per sottolinearne il signifi cato, il nome è inciso a mano sul motivo in lapislazzuli del fermaglio del collier.

Ricchissima di dettagli, la parure unisce anche molti elementi dell’iconografi a egiziana. La rana, simbolo di vita e fertilità, appare in più punti della collana e sugli orecchini, mentre le palme in diamanti, bordate di onice, ricordano i palmeti che costeggiano il Nilo.

Un motivo in lapislazzuli, pietra molto apprezzata dagli egiziani, sormonta il pon pon del collier.

Altra ragguardevole caratteristica di questa parure è l’ampia varietà di materie che compongono una sottile armonia di nuance.

Al fuoco ipnotico dell’opale rispondono il verde luminoso del crisoprasio, il blu profondo delle tormaline, la tinta intensa dello zaffi ro e l’azzuro mare dei lapislazzuli.

Le 471 sfere di crisoprasio, perfettamente assortite, conferiscono al collier uno splendore senza
uguali sul quale si stagliano dei granati mandarino, il colore del sol levante.

Collier Beauté Éternelle. Oro bianco, diamanti, 665 sfere di rubino (origine: Madagascar) e
2 diamanti rotondi di 2,31 e 2,33 carati.

Collier Everlasting Light, Oro bianco, crisoprasio, granati mandarino, lapislazzuli, zaffiri, diamanti, tormaline, onice, turchesi, smeraldi e 1 opale nera cabochon di 23,64 carati.

Orecchini pendenti Everlasting Light, Oro bianco, diamanti, tormaline, onice, lapislazzuli,
crisoprasio, turchesi, smeraldi, granati mandarino e 2 opali nere per un totale di 5,53 carati.

Clip Hina. Altra figura femminile della collezione Palais de la chance, la clip Hina trae ispirazione dalle bambole ornamentali giapponesi di antichissima tradizione artigiana.

Denominate hina-ningyô, sono offerte alle giovani in segno di protezione, salute e fortuna per il futuro.

Ogni anno, in previsione della festa che le celebra (Hinamatsuri), il 3 di marzo, queste bambole vengono esposte su piattaforme rosse a raffi gurare una corte completa che rievoca quella imperiale dell’epoca di Heian.

Per rendere il volume e la raffi natezza dei costumi tipici, la Maison ha fatto appello a più mestieri, tutti di grande minuzia.

Il corallo rosso vermiglio intenso (originario del mare del Giappone) è stato selezionato rigorosamente e scolpito per andare a ricreare il drappeggio del kimono.

Anche i rubini Serti Mystérieux, gli smeraldi e la giada nefrite intagliata per l’acconciatura giapponese, concorrono alla grande copiosità di dettagli e di materie.

Bague Bianfu. In virtù di questa collezione, Van Cleef & Arpels arricchisce il proprio bestiario di un nuovo animale che in Cina ricopre un ruolo positivo.

Il pipistrello, simbolo Feng Shui di fortuna e prosperità, si svela qui sotto una nuova luce, un volo carezzevole e benevolo.

Stilizzate e impreziosite da zaffi ri rosa, le creature alate si fondono armoniosamente tra le
volte nuvolose dell’anello Bianfu.

La montatura delicatamente traforata valorizza uno stupefacente zaffi ro viola dello Sri Lanka di
23,24 carati, il cui colore profondo e magnetico rievoca l’oscura chiarezza di una notte d’estate.

Clip Hina, Oro bianco, diamanti, rubini, zaffiri rosa e malva, smeraldi, oro rosa, rubini Serti
Mystérieux, corallo, giada nefrite e volto in diamante taglio rosa.

Bague Bianfu, Oro bianco, diamanti, oro rosa, zaffiri rosa e 1 zaffiro viola taglio smeraldo di 23,34 carati (origine: Sri Lanka).

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Collezioni Donna

L’arte in movimento. Dior Collezione prêt-à-porter SS 2019

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« The story comes from inside the body. » Sharon Eyal

È la danza il cuore pulsante di questa collezione. La danza come atto liberatorio, come azione del corpo, in quella dimensione che usa il ritmo, il movimento, la musica per entrare in contatto con la parte più remota del proprio essere. Danza e moda definiscono i corpi e attraverso la disciplina insegnano ad appropriarsene.

Per Maria Grazia Chiuri, direttore creativo di Dior, è stato fondamentale guardare il lavoro di una serie di artiste che hanno rotto gli schemi di una armonia stilizzata, per creare una diversa idea di bellezza del corpo in movimento in un nuovo rapporto con lo spazio, con il tempo, con la natura. Loïe Fuller, Isadora Duncan, Ruth St. Denis, Martha Graham, Pina Bausch, eroine della nuova danza che hanno esplorato la disciplina fino a riportarla alle origini del mondo, in quell’impasto dionisiaco che innerva ogni cultura.

Non è la perfezione del corpo ma la duttilità dei movimenti” afferma Sharon Eyal, una delle autrici più interessanti ed emotivamente forti del nostro tempo che Chiuri ha voluto accanto in questo progetto. Monsieur Dior amava la danza e dall’archivio riaffiora la straordinaria collaborazione con Roland Petit per il balletto Treize Danses, insieme alle foto della grande Margot Fonteyn, affezionata cliente della maison.

L’esperienza del ballo, la sua verità più intima; il suo essere espressione universale; la radicalità dei gesti della danza contemporanea hanno sollecitato la mia immaginazione” spiega Chiuri, che ha costruito una collezione che nella leggerezza e nella duttilità ha trovato la sua sostanza. Body, canottiere, culottes, tute leggere diventano una sorta di coreografia vestimentaria declinata nelle infinite possibilità delle sfumature del nudo, che si connettono al corpo in molteplici declinazioni e ne accompagnano i movimenti, diventando base e complemento di una serie di capi della collezione (come le ampie gonne impalpabili, o come i tutù corti o lunghi) o impronta dei volumi degli abiti maschili da danza etnici, traccia di quella cultura popolare che Chiuri non dimentica mai. Come gli abiti che paiono aver perso consistenza per rimanere rete intrecciata di tulle. Come i pezzi che hanno sostituito il corsetto con la forma della canottiera. Memoria visiva di quelle sonorità hip hop che ispirano anche la parte della collezione svolta nella materialità rilassata del jeans.

È la danza come atto performativo, come movimento cangiante a suggerire il motivo del caleidoscopio, che diventa disegno, fantasmagoria di piume, eco delle esperienze cinematiche intrise di colore di Loïe Fuller. Colori che sfumano sulle superfici leggerissime di abiti e gonne, su cui sono indossati cappotti ampi, giacche che proteggono i corpi all’uscita dal teatro. Mentre le calzature sono mirabolanti creazioni di nastri intrecciati sul piede e sulla caviglia, appoggiati sulla trasparenza del plexiglass.

È la coreografia dei corpi sulla scena, il rapporto tra loro, simile al movimento delle stelle e dei pianeti nella mappa celeste, a riportare a quell’energia dell’universo cui attinge la danza in tutte le sue espressioni. A quell’energia che è controllo e liberazione del corpo, dei corpi. A quell’energia che è simultaneamente disciplina rigorosa e libertà estrema. A quell’energia che rappresenta una collezione che è insieme sofisticata e stilizzata coreografia, ed esplosione potentissima dell’immaginazione al femminile.

Crediti Editoriali: ©Dior.com

Copertina: © Carlota Guerrero for Dior

 

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Collezioni Donna

Chanel: Spring-Summer 2019 Ready-to-Wear Collection

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This Tuesday October 2nd 2018, CHANEL transformed the Grand Palais into a dream beach. An idyllic setting complete with sand, azure sky and sea…

The colours are luminous: sunshine yellow, golden sand, tan beige, pink, blue, iced mint and mother-of-pearl white with navy blue and black. A parasol print on chiffon, multi-coloured plumetis sprinkled over tweed, and embroideries of sand and seashells: the atmosphere is joyful.
The look is defined by a sophisticated elegance with a variety of fabrics running from tweed to chiffon via crêpe, lace, cotton serge, denim, leather and poplin. The suit takes on new volumes: jackets have wide shoulders and flared sleeves, responding to skirts slit up the side and opening over mini-skirts, or unzipped, oversize trousers. Jumpsuits with XL legs contrast sharply with outfits of short jackets and little tweed dresses. Men’s jackets are coupled with strapless cycling shorts or leggings. Jeans go with belted cardigans or swimwear with an asymmetric shoulder.

For both day and evening, vest dresses step out in white tweed swathed in stripes or embroidered with sequinned parasols, and in a sandy-hued tweed dotted with sequins. Others are knotted like towels around the chest and held up with seashell necklace straps. Oversize tunics with a scooped neckline are open at the back. In mint or beige tweed, in crushed golden sand silk, they open to reveal a matching pair of shorts. Beach hut stripes appear over layered dresses in crêpe georgette inlaid with ladder lace. There’s a diaphanous fluidity on long chiffon dresses printed with two-tone parasols and on a lace outfit. Resembling trails of sand, an embroidery of golden sequins sketches out delicate grooves on a pearlised white tweed suit, and on dresses in navy crêpe georgette. The waterproof coat for summer showers is reinvented as a flared raincoat in plasticised lace.

Karl Lagerfeld has fun appropriating the cabin dresses: now ‘robes cabanes’ (‘beach hut dresses’) they come in a multi-colour plumetis pink tweed and lace ruffles. For evening they reappear adorned with an origami of chiffon ribbons. The designer explodes a kaleidoscope of sequinned parasols over a strapless dress and a scintillation of sequinned palm trees over a cage dress in black chiffon. Another dress is embellished with satin bows and ribbons.

On the accessories, CHANEL is split into two distinct syllables. Double visor caps and wide- brimmed hats in fringed straw are sported, along with layers of sautoirs, pendants and beaded necklaces, while the XXL cuff bracelets multiply. A sense of relaxation is accentuated by the mules with a small plexiglass heel or on a cork sole.
The 11.12 bags are dressed in tweed and braid, or with parasol embroidery. The BOY CHANEL is back as a saddlebag in leather and tweed patchwork. Other bags called ‘side packs’, are carried in duo, crossing over each hip introducing a new way of being worn. The flap bags are in terrycloth or come with an XL bead handle. Large beach bags come in denim and straw, while the multicolour net bags and the leather and wicker camera cases complete the collection. Finally, the minaudières take shape as seashells or little beach balls.

For Spring-Summer 2019, Karl Lagerfeld invites us to live out the summer months from morning to night, in complete freedom and sophistication. The show was applauded by the CHANEL ambassadors Vanessa Paradis, Pharrell Williams, Caroline de Maigret, Soo Joo Park, Nana Komatsu, Alessandra Mastronardi, Gwei Lun Mei and Jennie Kim, the singers Jorja Smith, Ibeyi and Clara Luciani, as well as the actresses Mia Goth, Sylvia Hoeks, Sandra Ma and Jelly Lin.

 

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MFW SS 2019

MFW – AnnaKiki SS 2019 Collection 2019 Fashion Glitch

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Design in equilibrio tra tradizione e ribellione: ANNAKIKI, fondato nel 2012 dalla designer cinese Anna Yang che sfila a Milano per la quarta stagione, persegue un’estetica progressive, dove la collisione tra elementi contraddittori produce un cortocircuito creativo, un “fashion glitch“, una

info@imaxtree.com

momentanea assenza di segnale che provoca un ciclo stilistico di de costruzione e ri-assemblaggio in termini non convenzionali e innovativi. l’.imperfezione è esaltata come espressione di individualità e carattere; l’errore è sinonimo di coraggiosa attitudine sperimentale.

Nella collezione PE19, un gioco di contrasti spregiudicati ma calibrati si esprime nei volumi iperbolici e oversize e in un look artisticamente destroyed; tessuti lucidi e liquidi come il PVC accentuano una allure di lusso artificiale, enfatizzato da sontuosi embellishment tridimensionali in cristalli o borchie, applicati a mano su denim o vernice. l’.influsso sportswear è ibridato da accenti eccentrici e concentrici, in un amalgama dove la femminilità si colora di ironia, senso libero del gioco e irriverenza. Il colore è sfaccettato e audace, applicato con pennellate dense di energia e rilancia la voce di slogan espressivi e gentilmente provocatori.

Nonostante la sua giovane età, ANNAKIKI esprime con decisione una forte personalità; il suo senso di bellezza anticonvenzionale, il suo stile dall’eleganza ribelle catturano le vibrazioni della modernità con la disinvoltura e la sicurezza di chi è sintonizzato naturalmente con lo spirito del tempo.

I LOOK

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GLI OSPITI

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