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On the Road

Una concept car dedicata alla performance e al piacere di guida, per celebrare i cinquant’anni dell’Alpine A110

DailyMood.it

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31 maggio 2012

L’Alpine Berlinette festeggia i suoi 50 anni. Per celebrare l’evento, Renault le regala una concept-car, battezzata Renault Alpine A110-50, dedicata alla performance e al piacere di guida.

Ci sono marche il cui glorioso nome appartiene al patrimonio nazionale: è così per Alpine, che porta nel DNA la passione sportiva e l’eccellenza meccanica di Renault.

La concept-car esprime, in modo spettacolare e attuale, gli elementi stilistici più emblematici della Berlinette.

La carrozzeria in carbonio presenta una nuova tinta blu che reinterpreta e riattualizza il «blu Alpine».

Nata dal know-how di Renault Sport Technologies, la concept-car Renault Alpine A110-50 è profondamente radicata nella competizione e beneficia di tutta l’esperienza acquisita con Mégane Trophy, di cui riprende la base tecnica.

«Lo sviluppo di questa concept-car ha rappresentato una bella avventura. Ha costituito anche un acceleratore di creatività. Sono state la passione e l’emozione a guidarci» ha dichiarato Axel Breun.

Un design intramontabile reinterpretato:

Per festeggiare i 50 anni della celeberrima Berlinette, Yann Jarsalle, Designer e Axel Breun, Direttore Concept e Show Car di Renault Design, hanno reinterpretato i codici stilistici originari, integrando, al tempo stesso, il nuovo linguaggio formale di Renault, inaugurato da Laurens van den Acker sulla concept-car DEZIR, e rapidamente declinato sui futuri modelli del brand.

La nuova identità estetica del frontale, che vanta con orgoglio una losanga in posizione verticale, è stata adattata a quest’auto, particolarmente bassa e larga.

Renault Alpine A110-50 si colloca nel nostro tempo e incarna con vigore la passione di RENAULT per lo sport automobilistico.

«Non abbiamo voluto realizzare un design retrò: l’obiettivo era inserire il modello nella modernità di oggi, con sottili allusioni al passato». Laurens van den Acker.

La concept-car Renault Alpine A110-50 esprime gli elementi stilistici più emblematici della A110, con un linguaggio spettacolare ed attuale.

L’aspetto scolpito di una carrozzeria elegante e fluida, valorizzata da giochi di luce, su cui sembra che l’aria scivoli liberamente.

Proiettori addizionali semicircolari bombati, con un’interpretazione nello stesso tempo tecnica e nostalgica, grazie ad un’illuminazione full-LED, di colore giallo.

Un lunotto tridimensionale molto caratteristico che rende visibile il motore in posizione centrale posteriore.

Due prese d’aria, una per fiancata, che ricordano le prese d’aria dinamiche sui parafanghi posteriori della Berlinette, entrambe demandate al raffreddamento, della trasmissione per quella di destra, e del vano motore per quella di sinistra.

Realizzata da Faster, la carrozzeria in carbonio presenta una nuova tinta blu, che reinterpreta e riattualizza il “blu Alpine”.

Le porte beneficiano di una cinematica degna delle più sofisticate G.T.: il cofano anteriore si apre in avanti, quello posteriore all’indietro e le porte adottano un’apertura ad ala di gabbiano.

«L’auto è molto scolpita, in linea con la Berlinette, ma esprime al tempo stesso i tre requisiti fondamentali del nostro nuovo design: è semplice, sensuale, calorosa» -Axel Breun.

Un abitacolo dedicato alla competizione.

Nell’accedere al posto di guida, lo sguardo è attratto dal battitacco in carbonio.
Nell’abitacolo di questa biposto, che adotta il nero come tinta predominante, tutto evoca qualità produttiva e sportività.

Il sedile conducente con logo impunturato “Renault Alpine A110-50”, equipaggiato con cinture di sicurezza a quattro punti Sabelt, è impreziosito da numerose sfumature di blu.

La plancia è particolarmente sobria: il conducente riceve tutte le informazioni dal display a colori del volante, realizzato da Renault Design, tecnologicamente identico a quello della Formula Renault 3.5.

Un autentico prototipo.

Nata dal riconosciuto know-how di Renault Sport Technologies, Renault Alpine A110-50 è profondamente radicata nella competizione e beneficia della ricca esperienza acquisita con Mégane Trophy, di cui riprende la base tecnica.

Già particolarmente apprezzato dai piloti delle WORLD SERIES by RENAULT, il telaio tubolare montato su Renault Alpine A110-50 è stato irrigidito e ha subito numerose evoluzioni, tra cui la modifica del rollbar dell’abitacolo e della traversa centrale del vano motore, ribassati nelle officine di Tork Engineering per adattarsi all’altezza del veicolo, più basso rispetto a Mégane Trophy.

Gli studi digitali sono stati realizzati da Renault Design, Koller ed Etud Integral, e il montaggio conclusivo assicurato da Protostyle.

La ripartizione finale delle masse è quasi ideale, con 47,8% all’anteriore.

Per facilitare il lavoro delle équipe di manutenzione, questa concept-car integra un sistema pneumatico di pistoni di sollevamento, direttamente derivato dalle competizioni di endurance, che consente, in particolare, di sostituire le ruote con estrema rapidità.

Eleganza ed efficacia aerodinamica per un’auto eccezionale.

L’efficacia della concept-car Renault Alpine A110-50 è ottenuta essenzialmente grazie all’effetto suolo. Anteriormente, uno splitter nascosto nel paraurti crea una depressione che genera, a sua volta, un appoggio aerodinamico elevato.0

Posteriormente, un diffusore accelera il flusso d’aria sotto il fondo piatto. Indotto per oltre un terzo dall’effetto suolo, l’appoggio è completato da uno spoiler posteriore regolabile.

Lo studio e la progettazione di questi flussi d’aria si basano sull’utilizzo della Computational Fluid Dynamics, una tecnologia avanzata, utilizzata, in particolare, in F1. La C.F.D. consiste nello studio dei movimenti di un fluido, o dei loro effetti, mediante risoluzione numerica delle equazioni che corrispondono alla meccanica di quest’ultimo.

Una tecnica già utilizzata da Renault Sport Technologies per affinare l’aerodinamica e studiare le reazioni di Nuova Mégane Trophy in funzione dei flussi d’aria.

Una tenuta di strada esemplare.

Il passo di Renault Alpine A110-50, pari a 2.625 mm, è identico a quello di Mégane Trophy, mentre le carreggiate sono lievemente più ampie, con 1.680 mm all’anteriore e 1.690 mm al posteriore.

Gli specifici cerchi da 21’’, fissati da un dado centrale, calzano pneumatici Michelin omologati per la circolazione stradale.

Gli ammortizzatori Sachs, regolabili in compressione e rilascio, sono montati direttamente sui triangoli inferiori. Sono previste numerose possibilità di regolazioni indipendenti: angolo di incidenza, campanatura e parallelismo, altezza della scocca, antirollio.

Per favorire sensazioni allo stato puro, sono stati esclusi i dispositivi di assistenza alla guida (A.B.S, anti-pattinamento, etc.).

Un impianto frenante pronto a tutto.

Sovradimensionato, il potenziale di frenata di Renault Alpine A110-50 è all’altezza delle sue prestazioni.

Anteriormente, gli imponenti dischi ventilati in acciaio, da 356 mm di diametro, sono completati da pinze a 6 pistoni. Al posteriore, il diametro dei dischi è di 330 mm, con pinze a 4 pistoni.

Eccellenza meccanica.

Elaborata su base Mégane Trophy, la concept-car Renault Alpine A110-50 ne riprende le principali caratteristiche tecniche.

Il propulsore Renault V4Y è un V6 3,5 litri 24V, montato in posizione centrale posteriore, ed eroga 400 cv. Il carter inferiore (semi-umido), i componenti mobili (pistoni, bielle, albero motore), la distribuzione (alberi a camme, molle delle valvole) e l’impianto di scarico sono specifici rispetto alla versione che equipaggia i modelli di serie.

Renault Alpine A110-50 adotta anche l’aspirazione in carbonio di Mégane Trophy V6.

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Rolls-Royce lancia la Wraith Eagle VIII Collection

Mariani Emma

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Il 24-26 maggio, Rolls-Royce Motor Cars toglierà i veli alla sua ultima Collection Car, la Wraith Eagle VIII, sulle sponde del lago di Como in occasione del Concorso d’Eleganza Villa d’Este di quest’anno. Curata dal reparto Bespoke Collective della Casa Rolls-Royce, questa collezione di sole 50 vetture Wraith Eagle VIII racconterà l’epica storia di uno dei momenti più importanti del XX secolo.

Il capitano John Alcock e il tenente Arthur Brown affrontarono cieli inesplorati per completare il primo volo transatlantico senza scalo a giugno del 1919. Contemporanei di Sir Henry Royce, Alcock e Brown volarono ininterrottamente da Saint John’s, città canadese parte dell’Isola di Terranova, fino a Clifden, in Irlanda, su un Vickers Vimy modificato, un bombardiere della prima guerra mondiale. Il biplano era alimentato da 2 motori Rolls-Royce Eagle VIII da 20,3 litri e 350 CV. Ed è proprio da questo straordinario propulsore che la vettura prende il suo nome. Rolls-Royce celebra il centenario di questa impresa con una Collection estremamente contemporanea che si rivolge agli avventurieri dei tempi moderni, pur onorando la memoria di coloro che hanno cambiato il corso della storia.

Non so cosa dovremmo ammirare di più: la loro audacia, determinazione, competenza, la scienza, l’aereo, i motori Rolls-Royce… o la loro buona fortuna” commentò Sir Winston Churchill, a seguito del pericoloso viaggio che ha segnato un incommensurabile progresso per la società del XX secolo.

Il loro conseguimento è diventato leggendario e ha permesso loro di guadagnarsi un posto accanto a Sir Donald Campbell nel club più prestigioso al mondo, i cui membri vanno ben oltre i concepimenti precedenti dell’uomo per raggiungere record apparentemente impossibili su terra, acqua e, ora, anche aria. Il loro denominatore comune? La potenza Rolls-Royce.

Rolls-Royce Eagle VIII

Il duo affrontò tutte le sfide immaginabili in cui potrebbe imbattersi un aviatore. I motori Rolls-Royce Eagle VIII furono gli unici componenti a rimanere indistruttibili. Permisero di raggiungere velocità in precedenza inimmaginabili, compiendo la traversata a una media di 185 km/h. Il pericolo a cui andarono incontro non può essere sottovalutato. La radio e gli strumenti di navigazione smisero di funzionare già da subito e i piloti furono costretti a volare di notte senza visibilità attraverso fitte nuvole e nebbia gelata per molte ore, talvolta sottosopra. Alla fine, uscirono dalle nuvole e, grazie alle eccezionali capacità di navigatore di Brown, usarono le stelle per orientarsi fino alla costa dell’Irlanda.

Torsten Müller-Ötvös, Amministratore Delegato di Rolls-Royce Motor Cars, ha dichiarato: “La Wraith Eagle VIII si presenta immediatamente come un oggetto di desiderio, un omaggio agli eroi e una protagonista di rilievo per i visionari moderni. Questa Rolls-Royce Collection dimostra le straordinarie capacità del reparto di personalizzazione Bespoke Collective della Casa Rolls-Royce di Goodwood, in West Sussex. Bespoke continua a essere il fiore all’occhiello del marchio, fautore di creazioni di lusso che non accettano la tendenza dei produttori di mass-luxury che si affida a opzioni barrabili a sceltaper rispondere alla domande della clientela.

L’esterno della Collection Car Wraith Eagle VIII evoca l’avvincente avventura notturna di Alcock e Brown. Con una carrozzeria a due toni in grigio canna di fucile e Selby Grey sulla parte superiore, i colori sono separati da una striscia in ottone, che anticipa i dettagli che aspettano all’interno. Le bande nere della griglia richiamano immediatamente il vano del motore Rolls-Royce Eagle VIII del Vickers Vimy, mentre i cerchi sono parzialmente levigati con una finitura traslucida a effetto ombra.

Gli interni, rifiniti in maniera sartoriale, rispecchiano la tonalità esterna. I pellami Selby Grey e neri sono impreziositi da accenti in ottone, rievocativi del sestante che ha giocato un ruolo chiave nel successo della traversata transatlantica. Realizzato in stile contemporaneo, il materiale riveste aree chiave dell’abitacolo della Collection. Le griglie in ottone che coprono le casse raffigurano la stimata distanza di volo di 3.025 chilometri e i monogrammi ‘RR’ sono ricamati sui poggiatesta con filo in ottone. Un tocco in ottone abbellisce le tasche portaoggetti sulla porta lato passeggero, mentre la portiera del lato conducente include una targa in ottone che riporta la quotazione di Churchill a elogio degli straordinari conseguimenti del duo.

Traendo ispirazione dal volo notturno dei nostri intrepidi eroi, il cruscotto riproduce un’interpretazione moderna della visuale apparsa agli occhi dei due piloti quando, finalmente, raggiunsero la terra. Un intricato intarsio di oro, argento e rame risalta su uno sfondo in eucalipto affumicato, ritraendo i ricchi dettagli visibili in immagini notturne della Terra vista dall’alto. La scena prosegue fino alla consolle centrale, che regala un’esperienza emotiva e immersiva agli occupanti moderni. Sotto, le pareti trapuntate con cuciture in ottone del tunnel centrale sono un chiaro riferimento al Vickers Vimy con motore V12.

L’orologio di una Rolls-Royce è considerato spesso come un vero e proprio gioiello e molti clienti scelgono questa tela per raccontare, in miniatura, la storia della loro vettura. La Wraith Eagle VIII non fa eccezione. I nostri audaci pionieri raccontarono che il loro quadro strumenti si era congelato a causa dell’elevata altitudine e delle brutte condizioni e che usarono il bagliore verde del cruscotto e la fiamma del motore destro come unica fonte di illuminazione. In omaggio a tale avversità, il reparto Bespoke Collective di Rolls-Royce ha creato magistralmente un orologio con un effetto ghiaccio sul sottofondo, che emette un debole bagliore verde durante la guida notturna. La lancetta delle ore di colore rosso risalta sopra le linee del quadrante ispirate a una bussola, mentre le coordinate del luogo di atterraggio sono incise sotto.

La caratteristica più accattivante della Collection è probabilmente lo straordinario e univoco Starlight Headliner. Luci LED 1,183 riproducono il cielo stellato ai tempi del volo del 1919, la traiettoria e le costellazioni sono ricamate con filo in ottone, mentre l’esatto momento in cui il duo si è innalzato sopra le nuvole per farsi guidare dalle stelle è messo in evidenza da un luce rossa a fibra ottica. Le nuvole sono finemente ricamate e l’iscrizione: “La distesa celeste a metà percorso alle 00:17 del 15 giugno 1919, a 5007di latitudine nord e 31di longitudine ovest” mostra il punto medio tra le due località del memorabile viaggio.

Saranno realizzati solo 50 esemplari di queste meravigliose vetture da collezione per i collezionisti più esigenti della Casa Rolls-Royce di Goodwood (West Sussex), un centro di eccellenza produttiva di lusso globale.

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“Azzurra”: moda e design all’avanguardia sulla Ferrari di Lapo Elkann

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Un colore unico, sviluppato da BASF in esclusiva per Lapo Elkann, e interni in pelle e tessuto Solaro realizzati da Foglizzo Leather per la one-off del direttore creativo di Garage Italia: la Ferrari GTC4 Azzurra è l’emblema dello stile unico e disruptive che caratterizza tutte le personalizzazioni dell’atelier milanese, risultato della contaminazione di stili e dell’incontro del mondo automotive con quello della moda, del design e dell’arte.

La Ferrari GTC4 Lusso è solo l’ultimo esemplare di una lunga tradizione di ammiraglie a 4 posti, che ha le sue radici nel lontano 1948, quando la casa di Maranello lanciò sul mercato la 166 inter. Da allora numerosi modelli si sono alternati nel settore delle “familiari” di lusso, dalla 250 GT 2+2 alla 400i, fino alle più recenti 612 Scaglietti e Ferrari FF. Il loro fascino ha conquistato anche Lapo Elkann, direttore creativo di Garage Italia, che nel 2016 ha acquistato una Ferrari 400i del 1982 per la sua collezione, a cui ha aggiunto, nel 2018, il V12 della Ferrari GTC4 Lusso.

Il blu e l’azzurro sono colori eterei associati al mare e al cielo, come simboli dell’infinito. Ed è proprio oltre questo confine che vogliamo spingerci con Garage Italia, con una approccio visionario che vuole ispirarsi a quello di Agostino Bonalumi e Paolo Scheggi, le cui opere sono presenti nello spazio di Piazzale Accursio. E’ noto che il blu e l’azzurro, oltre ad essere i miei colori, sono anche quelli della mia Italia, che ho voluto su questa Ferrari, fra gli emblemi del tricolore più conosciuti nel mondo. Con questo modello abbiamo unito, ancora una volta, il mondo della moda, del design e dell’arte a quello dell’automobile” – Lapo Elkann, Fondatore e Direttore Creativo di Garage Italia

La nuova livrea è caratterizzata dalla verniciatura della bocca frontale in Azzurro Lapo, una particolare tonalità sviluppata da R-M per Lapo Elkann all’interno del progetto The Code, che continua per l’intera lunghezza della vettura con una striscia di ispirazione racing che percorre cofano, tetto e baule. Ed è proprio il contrasto bicolore tra le due tonalità di blu il lietmotiv di questa one-off, che ritroviamo nella personalizzazione delle branchie laterali e nei cerchi, gommati Pirelli e verniciati in blu con finiture delle razze e canale interno in Azzurro Lapo, così come le possenti pinze dell’impianto frenante Brembo marchiate con il logo dell’Atelier Milanese.

All’interno i designer hanno dato pieno sfogo al loro estro creativo. L’abitacolo è infatti il cuore di questa personalizzazione, curato nella scelta dei materiali e del design da Lapo Elkann in persona. Sua la decisione di stravolgere gli schemi e di riprendere il tema del bicolore nei rivestimenti in pelle Foglizzo di tutte le superfici, enfatizzandolo ulteriormente l’effetto con una netta separazione verticale sui sedili e sul volante.

I sedili sono stati personalizzati con l’impiego di una pelle intrecciata a mano con inserti in Solaro di Scabal, realizzata appositamente per Garage Italia dagli artigiani di Foglizzo Leather che, nel 2018, daranno vita a una collezione che porterà il nome dell’hub creativo e che sarà lanciata a brevissimo: al suo interno saranno presenti diverse tipologie di intrecciati con materiali come pelle, Alcantara® e tessuti derivati dal mondo della moda.

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La Fiat 500 compie 60 anni: ecco le versioni da record della storica vettura

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Catawiki con una gallery dedicata ricorda alcune delle più eccentriche versioni della vettura andate all’asta nell’ultimo anno.

Compie 60 anni la mitica Fiat 500, la vettura icona del boom economico del dopoguerra che dal 1957 ha fatto viaggiare milioni di italiani, valicando poi i confini nazionali per diventare un’icona del Made in Italy e dell’italianità, oltre che una star della cinematografia internazionale. Una vettura, nella mitica versione Autobianchi Bianchina, resa ancora più iconica dall’indimenticabile Ugo Fantozzi, il personaggio interpretato dall’attore Paolo Villaggio recentemente scomparso. Numerose sono state le versioni andate all’asta su Catawiki, che proprio per celebrare i 60 anni della vettura ha realizzato questa gallery con i modelli più particolari della vettura.

1. <<Un’auto bella, bella in modo assurdo>> – cit. da Zoolander 2

Si tratta della STAR assoluta tra le Fiat 500: la mitica 500 limousine, utilizzata nel film Zoolander 2 diretto e interpretato da Ben Stiller. La vettura, lunga 4 metri e creata in circa un anno di lavoro da un carrozziere abruzzese ribattezzato il “Pininfarina d’Abruzzo”, è frutto dell’assemblaggio di una Fiat 500 Giardiniera con una Fiat 500F. Andata aggiudicata su Catawiki per 40.000 euro, la vettura è un pezzo davvero esclusivo di Made in Italy che ha fatto il giro del mondo nel vero senso della parola.

2. Una vettura da Guinness – Fiat500 “Capellona”

Un’auto davvero unica entrata nel 2010 nel Guinness dei primati come “Auto più capelluta del mondo“: questa Fiat500 del 1975 è stata rivestita completamente di capelli dalla stylist Maria Lucia Mugno. Un’opera imponente che ha richiesto più di 20 giorni di lavoro e un quintale di capelli naturali provenienti dall’India con un investimento complessivo stimato di circa 85,000 euro. I capelli sono stati disinfettati, lavati, decolorati e tinti con procedimento industriale, acconciati e applicati alle superfici interne ed esterne della 500, incluso il volante! La 500, che sfoggia ora trecce bionde e scure, è stata più volte ospitata dallo Show dei Record, seguitissimo programma televisivo italiano, dove si è aggiudicata il record per auto più capellona del mondo ben due volte: nel 2010 e ancora nel 2014 grazie all’aggiunta di un cappello (sempre realizzato in capelli naturali) apposto sul tettuccio.

3. Una vera “tipa da spiaggia” – Fiat500 “Spiaggina”

Cosa c’è di meglio in questo periodo dell’anno di un’iconica Fiat 500 Spiaggina? Creata partendo da una Fiat 500F, in seguito allo smontaggio completo della carrozzeria e della meccanica si è proceduto al taglio della scocca e all’aggiunta di un telaio provvisorio per evitare variazioni all’assetto originario della vettura, per poi rimontare le parti meccaniche con ricambi nuovi o rigenerati e totale ripristino dell’impianto elettrico, utilizzando pezzi originali Fiat. Non c’è che dire, proprio “una tipa da spiaggia”.

4. Una versione per pochi estimatori – Fiat500 “Scoiattolo”

Si tratta di una vettura fuoriserie con base meccanica della 500 F e realizzata dalla trentina CAP (Carrozzeria Arrigo Perini) dal 1968 al 1973. Caratterizzata da una carrozzeria spigolosa e dalla capotte in tela “lo Scoiattolo” è stato prodotto in 200 rari esemplari.

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