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Venezia 83: May el-Toukhy con Woman Unknown è il Leone d’Oro, Riccardo Scamarcio è il miglior attore di Orizzonti

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C’era una sola donna regista in concorso al Festival di Venezia e proprio lei ha vinto il Leone d’Oro. May el-Toukhy con Woman Unknown ha vinto il premio più importante, e anche la Coppa Volpi alla migliore attrice, Mathilde Arcel. È una scelta fatta chiaramente nel nome delle donne. Lo è quella della giuria, guidata da Maggie Gyllenhaal, per dare un messaggio non tanto ai selezionatori del festival per aver preso una sola donna in concorso, quanto a un sistema che ancora fa fatica a fidarsi delle registe donne e ad affidare loro progetti ambiziosi e importanti. Ma è nel nome delle donne anche la scelta di May el-Toukhy, quella di raccontare la storia di una donna con un passato difficile, con un film che “parla del corpo delle donne come campo di battaglia e soprattutto delle donne che non hanno voce”. Mentre i femminicidi aumentano, mentre ogni giorno arriva una notizia tremenda e sembra che nessuno voglia davvero fare niente per cambiare la situazione, Woman Unknown è un messaggio forte. Ed è anche un gran bel film.

Ma lo sono tutti i film che sono stati premiati, segno che è stata un’ottima edizione del Festival di Venezia. Possible Love di Lee Chang-dong ha vinto il Gran Premio della Giuria raccontando con poesia e sensibilità la lotta di classe in Corea, e mettendosi dalla parte degli ultimi. Wild Horse Nine di Martin McDonagh ha regalato una meritatissima Coppa Volpi per il miglior attore a John Malkovich, e potrebbe far passare questa edizione di Venezia alla storia per quella che ha lanciato il grande attore verso gli Oscar, con un film geniale, divertente e anche piuttosto deciso nel mettere alla berlina un certo modo di essere degli Stati Uniti. Per molti è stato il più bel film della mostra e doveva vincere il Leone d’Oro (stessa cosa che è stata detta per Possible Love). Ma l’occasione di premiare un film valorizzando allo stesso tempo un grande attore faceva pensare che Wilde Horse Nine sarebbe stato un film da Coppa Volpi. Fino a qui i film che hanno messo d’accordo tutti.

C’era chi aveva pronosticato anche che Dau avrebbe vinto il premio per la Miglior Regia, assegnato a Ilya Khrzhanovsky, e chi credeva che non sarebbe stato così, essendo l’opera in parte una rielaborazione di materiale già usato. Hanno avuto ragione i primi e ha vinto il regista dissidente russo, anti-putiniano, che ha dedicato il premio alla resistenza ucraina.  Un bon petit soldat, di Stephane Brizé è stato premiato per la Miglior sceneggiatura, e anche questo si poteva immaginare: è un film di parole e di scrittura, un pamphlet sul mondo del lavoro di oggi e le sue dinamiche perverse. Si pensava che la Coppa Volpi per la migliore attrice sarebbe potuta andare alla protagonista, la nostra Alba Rohwacher, ma il premio alla protagonista di Woman Unknown (e la scelta di premiare questo film per la sceneggiatura) l’hanno eliminata dalla corsa. È un film che ha diviso, e non poteva essere altrimenti, quello che ha vinto il Premio Speciale della Giuria: NAZA, di Yuval Abraham e Rachel Szor, che parla della situazione tra Israele e Palestina. Quando un film divide è difficile che vinca un Leone d’Oro. Ma non è solo un documentario politico, in molti lo hanno apprezzato anche dal punto di vista visivo.

Se ci mettiamo altri film che non sono andati a premio, come l’amatissimo Look Back, come Succederà questa notte, definito da molti il miglior film di Nanni Moretti da molti anni a questa parte, il giudizio complessivo del Festival di Venezia n. 83 è ottimo. È probabilmente una delle migliori edizioni tra le ultime, e, per molti, la selezione è stata persino superiore al Festival di Cannes. Pur nelle discussioni su chi meritasse i premi più alti e quelli meno importanti, la cosa che ha messo d’accordo tutti, o quasi, è che tutti i film citati sono accessibili a tutti, a un pubblico ampio, film comprensibili ed estremamente godibili. Sono film, soprattutto, che usciranno al cinema e non rimarranno confinati nella categoria “film da festival”. Facciamo il tifo per loro, e per il cinema: speriamo che il pubblico torni a riempire le sale.

Speriamo che il pubblico torni al cinema soprattutto per i film italiani, visto che ci interessa che l’industria resti sana e sostenibile. Non abbiamo vinto nessun premio nel concorso principale, è vero, e in molti hanno visto una crisi del cinema italiano. In realtà abbiamo presentato degli ottimi film: L’estranea di Paolo Strippoli, i film di Amelio (Nessun dolore) e di Moretti (Succederà questa notte), quelli di Edoardo De Angelis (Il fuoco che ti porti dentro) e Mario Martone (Scherzetto). E poi I figli della scimmia di Tommaso Landucci, che ha vinto due premi a Orizzonti: Riccardo Scamarcio è stato il Miglior Attore e il film ha vinto anche per la Sceneggiatura. È una storia che parla di disabilità in modo nuovo e originale, e da giovedì 17 sarà in sala. Lo ripetiamo ancora: andate al cinema!

di Maurizio Ermisino per DailyMood.it

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