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Amori & incantesimi 2: Sandra Bullock e Nicole Kidman, stile da strega

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“Che c’è? È il XXI secolo. Un uomo può fare un lavoro da donne”. È una delle battute che sentiamo in Amori & incantesimi 2, il sequel del film del 1998 con Sandra Bullock e Nicole Kidman, che tornano nei loro ruoli di Sally e Gillian Owens 28 anni dopo. A pronunciarla è il professor Ian Wright, improvviso alleato, di fatto uno stregone, uno che fa magia, che è sempre sembrata appannaggio delle streghe. Lo scambio dei ruoli tra maschile e femminile avrebbe potuto essere un punto interessante, nella nostra era, da cui partire per riportare questa storia sullo schermo. Ma è uno spunto che rimane sullo sfondo, un gancio non sfruttato. I temi del film, piuttosto, sono altri. Amori & incantesimi 2 si chiede che cosa sia giusto rivelare ai nostri figli se sia giusto nascondere delle cose per proteggerli o se sia meglio far sapere loro tutto. E anche se sia giusto dimenticare chi si è davvero e nascondere la propria natura e i propri talenti in un cassetto, o se sia meglio provare ad essere se stessi.

Negli anni che sono passati tra le due storie, infatti Sally (Sandra Bullock), dopo la morte del primo e del secondo marito, ha deciso di rinunciare alla magia, di non raccontare mai niente della maledizione alle due figlie, e di non legarsi più a nessuno. Gillian (Nicole Kidman), da sempre è stata restia ai legami. Non ha rinunciato alla magia. Ed è tornata nella casa delle zie, nel Massachusetts. Una delle figlie di Sally ha conosciuto qualcuno e forse è innamorata. La maledizione, lo sapete, fa sì che ogni volta che qualcuno della famiglia si innamora di una persona, questa muore.

Come il primo film, Anche Amori & incantesimi 2 gioca sul contrasto tra le due attrici e i due personaggi. Sorelle diverse, sia fisicamente che nell’indole. Sandra Bullock è la donna con la testa a posto, riflessiva, quella che si innamorava e si sposava, e ora è madre. Nicole Kidman è la scapestrata, la libertina, l’irrequieta e l’emancipata. Quella che sceglieva storie travolgenti, a volte con gli uomini sbagliati, ma che non si innamorava. E che, ancora, non si innamora. Il contrasto, come detto, è anche fisico. Una donna ha i capelli corvini, dai profondi occhi neri come il carbone, dai tratti decisi del volto, e un corpo tonico e giovanile. Un’altra ha i capelli rossi e ricci, un’aura da bellezza preraffaellita, la carnagione bianco latte, il fisico esile e longilineo. Due elementi opposti che, come in chimica, si attraggono e danno vita a un composto potente.

Nicole Kidman è in scena con un perfetto look da strega, una sorta di witch-grunge-chic che riprende un abbigliamento vintage, lo mescola con un po’ di grunge e detta la linea di quella che potrebbe essere una nuova moda. Lunghe gonne scozzesi, a quadri, portate con t-shirt bianche. Abiti leggeri e setosi abbinati a quelle camicie di pizzo a collo alto che si usavano un tempo, con giacche di tessuto broccato o maglioni. O ancora, come usa la giovane strega, figlia di Sally (interpretata da Joey King), sottovesti abbinate a camice di flanella, giacche di pelle, con gli anfibi ai piedi. Sandra Bullock è la strega che ha deciso di rinunciare ai poteri, di diventare una donna normale. E questo si riflette anche nel suo look, fatto di jeans e camicie bianche, golfini e magliette nere, leggins neri portati con le ballerine.

Amori & incantesimi 2 ha in parte gli stessi difetti del primo film, in parte altri, qualcuno lo risolve e qualcuno no. Il primo film aveva un tono davvero troppo leggero e una trama esile ed incerta, con un finale che lasciava la storia in sospeso. Il secondo film prosegue per gran parte sulla falsariga del primo, leggero e impalpabile, per poi lanciarsi, nella seconda parte, in una trama più articolata, ma anche forzata. E a un finale tra il fantasy, l’action e l’horror che, se giustifica la presenza di due streghe nella storia, cambia anche bruscamente il tono del film. Le scene d’azione non sono all’altezza di questo genere di film. Di meglio, rispetto al primo film, ha alcune battute che suscitano qualche sorriso in più.

Alla regia c’è Susanne Bier, la regista danese di Dopo il matrimonio e Noi due sconosciuti (Things We Lost In The Fire), nata con il Dogma e Lars Von Trier. La Bier oggi lavora soprattutto negli Stati Uniti dove è diventata una regista di film d’azione e di serie ad alta tensione. Aveva già lavorato con Sandra Bullock in Bird Box e con Nicole Kidman nella serie The Undoing. In quello che è chiaramente un film su commissione, Susanne Bier prova a portare il suo senso per i rapporti familiari, per i segreti e le cose non dette, per i rapporti tra genitori e figli. Che non sono facili quando si parla di streghe. Ma che, in fondo, non sono facili in ogni caso.

di Maurizio Ermisino per DailyMood.it

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