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Venezia 83, la notte del minimalismo e dell’oro liquido: da Pamela Anderson ad Alba Rohrwacher, il trionfo dell’eleganza al Lido

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C’è un momento preciso, sul far del tramonto al Lido, in cui la luce della Laguna incontra la magia pura del grande schermo. L’ottava serata dell’83esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia abbandona le vertigini spudorate del glamour hollywoodiano per immergersi in un’eleganza più intima, cerebrale e sfacciatamente sofisticata. È la notte delle produzioni d’autore, d’Oltralpe e di casa nostra. Dal rigore civile di Un bon petit soldat di Stéphane Brizé alla passione viscerale de Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis. Sul tappeto rosso non sfilano semplici abiti, ma vere e proprie dichiarazioni d’intenti stilistiche.

Tra palette vibranti che catturano i flash, silhouette scultoree e una sensualità che scommette sull’understatement e sulla perfezione dei dettagli, la moda tesse la sua trama più seducente al servizio della settima arte.

Le regine della serata: eleganza rétro e minimalismo d’autore

La regina indiscutibile del Lido è senza dubbio Pamela Anderson. Nel pomeriggio, in occasione della proiezione di Place to Be, la star canadese ha regalato una vera sferzata di energia vitaminica. Dopo aver incantato nei giorni scorsi in un arancione firmato Calvin Klein, l’attrice ha scelto un acceso giallo sole. L’abito, in raso effetto oro liquido, è una splendida creazione vintage di Carolina Herrera.

Lo scollo a bustier valorizza le spalle, mentre le maniche morbide e vaporose aggiungono movimento alla silhouette. Dalla schiena parte poi uno strascico fluido, che accompagna con eleganza ogni passo. Ad impreziosire il décolleté spicca una ricca creazione Pandora, abbinata a stiletto affilati. Il raccolto ondulato completa il look con un’allure brillantemente rétro. Il tocco finale resta la scelta di non indossare make-up. Una dichiarazione di libertà ormai iconica, capace di esaltare ancora di più la sua bellezza autentica. Sul fronte opposto della ricerca stilistica, Alba Rohrwacher conferma la cifra del suo stile discreto, intellettuale e impeccabile. Protagonista di Un bon petit soldat accanto a Vincent Lindon, l’attrice sceglie un outfit firmato Prada.

La mise accosta una classica camicia bianca in cotone Oxford a una lunga gonna a tubino in raso tech nero. La silhouette è pulita, essenziale e slanciata. A renderla ancora più sofisticata sono alcuni dettagli sartoriali, come il cinturino che sale in vita e il colletto chiuso sulla nuca. Completano il look orecchini chandelier, sandali brillanti e l’immancabile tocco di rossetto rosso. A portare sul red carpet una lezione di stile senza tempo è anche Marina Abramović, performer nel cast dell’opera-mondo DAU di Ilya Khrzhanovsky.

L’artista declina ancora una volta il suo amatissimo nero attraverso un completo pantaloni fluido, abbinato a un lungo soprabito. Il tutto viene indossato con la consueta disinvoltura, insieme a stringate basse in pelle e a una pochette coordinata. L’unico punto di colore è il suo iconico rossetto rosso. Tra le protagoniste della serata si distingue infine Lara Barth. Per il red carpet sceglie un abito a sirena finemente lavorato di Peter Langner, capace di valorizzarne la silhouette con eleganza.  A completare il look è una preziosa parure, dominata da un collier rigido con motivo floreale. Un dettaglio luminoso che incornicia il volto e aggiunge ulteriore raffinatezza alla mise.

Geometrie, trasparenze e audacia: la passerella serale

Non sono mancati i cambi d’immagine capaci di sorprendere, come quello di Anna Foglietta. Abbandonata la chioma bionda e morbida dei giorni scorsi, l’attrice sfoggia un’acconciatura più rigorosa che ben si adatta all’abito scultura viola intenso firmato Balenciaga da Pierpaolo Piccioli, caratterizzato da drappeggi magistrali e linee architettoniche.

Greta Scarano, nel suo ruolo di madrina della Mostra, si conferma infatigabile e impeccabile, regalando ad ogni apparizione una sfaccettatura diversa. Per la sfilata del 9 settembre sceglie una tunica plissettata nero notte, velata e leggermente see-through, con volumi generosi sui fianchi che accompagnano il movimento. I capelli raccolti e i preziosi gioielli Cartier dalle forme rettililinee completano un look estremamente sinuoso.

Tra le presenze più originali spicca Barbara Ronchi, membro della giuria della sezione Orizzonti, che porta sul red carpet una creazione argento ritmata da frange oscillanti. L’hairstyling con treccia bassa e volutamente scompigliata d’arte completa un abbinamento dal sapore bohémien ma perfetto per il gran galà. Per la première di Il fuoco che ti porti dentro, Elena Radonicich opta invece per un vestito scultura color giallo burro dallo scollo squadrato, abbinato alle deliziose pumps di Roger Vivier curate da Gherardo Felloni e impreziosite da un bocciolo fiorito sulla punta.

Infine, il pizzo ha trovato due interpretazioni opposte ma ugualmente affascinanti. Aurora Ruffino ha scelto la via del romanticismo seducente con un abito di merletto chiaro che esalta l’incarnato di porcellana, mentre Mitsuki Kimura, nota anche come Koki, ha preferito un pizzo nero ultra-aderente a maniche lunghe con trasparenze audaci calibrate sulla lingerie in tinta.

Le sfumature del pomeriggio e lo stile maschile

La sfilata pomeridiana ha visto protagonista la numerosa delegazione del film in Concorso DAU, che ha proposto un’eleganza corale fondata su toni scuri e profondi. Victoriia Skytska si è distinta con uno slip dress rosa cipria abbinato a un blazer bianco e sandali alti, un abbinamento perfetto per la luce del giorno. Radmila Shchogolieva ha optato per la praticità raffinata di una tuta blu notte, mentre Maria Nafpliotou ha scelto un abito verde bosco impreziosito da un nodo frontale. A completare il gruppo, Ekaterina Andreeva ha mostrato una grazia d’altri tempi con un essenziale abito scuro accompagnato da una borsa a mano in tinta. Fuori dal gruppo del film, Cristina Chiabotto ha sfilato con un essenziale black dress in satin con spacco laterale, abbinato a sandali dal tacco basso e gioielli Damiani.

Anche il panorama maschile ha offerto spunti d’interesse sul tappeto rosso del Lido. Il cast e la regia di Place to Be hanno mostrato due visioni differenti dell’eleganza: se Taika Waititi si è confermato attento e ironico nel vestire proponendo uno spezzato impeccabile guidato da un blazer blu, il regista ungherese Kornél Mundruczó ha preferito la via della tradizione con un completo scuro e cravatta.

Infine, l’attore australiano Murray Bartlett ha conquistato gli obiettivi durante i photocall con una combinazione da giorno disinvolta, dove il mix tra i toni della terra e una camicia azzurra ha dimostrato come anche l’informale possa trasformarsi in una scelta di grande classe.

di Cristina Siciliano per DailyMood.it

Crediti copertina: RED_CARPET_-_UN_BON_PETIT_SOLDAT_-__Actress_Alba_Rohrwacher__Ph._Jacopo_Salvi_-_Courtesy_Archivio_Storico_La_BIennale_di_Venezia___

Venezia 83

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