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You 5: Il guilty pleasure di Netflix arriva alla stagione finale. Fin dove arriverà Joe Goldberg?
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1 anno agoon
“Tornare a casa non era un’opzione. Eppure tre anni fa lo hai fatto. Grazie a Kate lo hai fatto. Sei tornato a casa potendo essere te stesso”. You, la serie Netflix sullo stalker per eccellenza, Joe Goldberg, è arrivata alla stagione 5, il suo capitolo finale, in streaming su Netflix dal 24 aprile. E ritorna dove tutto ha avuto inizio, a New York. Ancora una volta, Joe ha cambiato vita. Ancora una volta, ha ripulito la sua immagine e – forse – la sua coscienza. Ha trovato la donna giusta, Kate, un’ereditiera conosciuta a Londra, che è diventata la CEO della T.R. Lockwood Foundation, una fondazione benefica. È un personaggio agli onori delle cronache, nelle prime pagine dei rotocalchi. E, con lei, sulle copertine dei magazine c’è anche il nostro Joe, compagno ideale della donna del momento. Joe ha ancora una volta una vita perfetta. Ma, ormai lo sappiamo, Joe è un folle. Ed è pericoloso. Sappiamo che, ancora una volta, riuscirà a rovinare tutto. Ma riuscirà ancora una volta a farla franca?
È questa la domanda con cui seguiamo You 5. Joe (Penn Badgley) è sempre riuscito a rinascere dalle sue ceneri ogni volta che sembrava finito. Ha sempre nascosto ogni neo del suo passato (e ormai sono tantissimi). Ma, essendo la stagione conclusiva, qualcosa ci dice che forse, stavolta, la storia potrebbe avere un altro finale. Ma anche concludersi come tutte le altre volte. Joe è uno squilibrato, è un edonista, è pericoloso. Ha la tendenza a farsi ossessionare da qualcosa o qualcuno, e a non fermarsi davanti a nulla per seguire quell’ossessione. Ha la tendenza a innamorarsi, anche quando l’amore sembra già essere presente e riempire la sua vita.
È un personaggio amorale, Joe Goldberg. Nel senso che ha una morale tutta sua, che non risponde a quella comune, alle regole della società. “Diventa così stancante cercare di fare la cosa giusta giorno dopo giorno”, lo sentiamo dire a un certo punto. Ecco, per Joe il punto è questo: ogni volta pensa di fare la cosa giusta, per sé o per chi gli sta accanto. Anche se fare la cosa giusta porta alle peggiori azioni. Una delle chiavi vincenti di You è il fatto svolgersi nel mondo reale, ma anche, contemporaneamente, nella mente di Joe: è lui a raccontarci la storia, è lui a spiegarci ogni volta le sue motivazioni, le sue giustificazioni. Questo non ci aiuta a provare empatia per lui, è un personaggio troppo negativo: ma ci aiuta a seguire il suo filo logico. Che, certo, è solo il suo. Ma tanto basta a farci entrare dentro la storia.
You è uno di quei prodotti “medi” della serialità odierna. Non è una di quelle serie che spiccano per qualità o per i temi, per grandi regie o grandi interpretazioni, di quelle che, a fine anno, si ritrovano in lizza per i premi. Ma è una serie che ha trovato un suo format, un suo stile, una sua via. È quello che si usa chiamare un “guitly pleasure”, una di quelle serie o film che si seguono con un certo senso di colpa, sapendo di non assistere a uno spettacolo eccelso, ma che ci si diverte a guardare.
You non ci fa entrare in empatia con Joe Goldberg, non ci chiede di farlo. Ci fa però entrare nella mente di un folle, di una scheggia impazzita. Di un uomo senza morale che è in grado di fare qualsiasi cosa. È una di quelle serie che si seguono con facilità, che si lasciano vedere, una serie da binge watching. È uno di quei racconti che segui per capire dove vanno a parare, per rimanere sorpreso dalla prossima svolta narrativa. Si guarda You proprio per capire quale sarà la prossima mossa del suo folle protagonista, e come, con i suoi ragionamenti, proverà a renderla assolutamente normale ai nostri occhi.
Accanto a Penn Badgley, qui anche in veste di produttore, in questa stagione ci sono l’algida bellezza di Charlotte Richie, che è la moglie Kate, e la bellezza solare di Anna Camp (vista in True Blood e Mad Men), nel ruolo di Raegan e Maddie Lockwood, cognate gemelle di Joe Goldberg. Ma la sorpresa è Madeline Brewer, la Janine di The Handmaid’s Tale, che dà vita a un personaggio il cui nome svela la sua passione letteraria: Bronte. È questo il personaggio più interessante, quello da cui ci aspettiamo di più.
Quello che ci piace di You 5 è il suo ritorno alle origini. Alla Manhattan della prima stagione, a Mooney’s, la libreria in cui lavorava Joe, alla sua passione per i libri, per la letteratura, per la cultura. New York e i libri danno qualcosa in più alla serie, diventano un personaggio della storia, riescono a creare un’atmosfera. Arrivata, a volte in maniera un po’ stanca, alla quinta stagione, You giustamente è arrivata al capolinea, ma lo fa nel modo migliore, riportandoci dove tutto è iniziato. La libreria permette a Joe di tornare ad essere se stesso. Con tutto quello che comporta. E poi, come sapete, nello scantinato della libreria c’è ancora un’altra grande protagonista della storia: la gabbia di vetro…
di Maurizio Ermisino per DailyMood.it

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