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Il mood della movida tra art week e design week

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Milano va di moda. Parte della identità urbana (e sociale) e degli eventi internazionali che vi si realizzano, è una città stessa che , grazie alle suggestioni degli eventi contenitori chiamati “week” (milano fashion week, design week, art week ecc..), offre a milanesi e non , di immergersi in contesti metropolitani unici che evocano i mood delle grandi città europee: un pò Berlino (la zona sud dove sorgerà il polo delle olimpiadi invernali 2026), un pò Parigi (i boulevard di Porta Venezia), si aprono anche a quelle internazionali come Pechino (la zona di paolo sarpi con chinatown), o  araba (in viale monza). Lungi dall’essere avulsa da questa, ecco che il mood della movida milanese però resiste ed anima la città trasversalmente con eventi unici che accompagnano grandi manifestazioni internazionali e dove appunto i turisti e stranieri in città per seguire le fiere più note del settore moda , design e arte, rendono Milano un modo di vivere e di sentirsi vivi. Con forse qualche disservizio in più al traffico cittadino, ma rendendola dinamica , divertente ed unica a qualsiasi ora del giorno e della notte.
Torna insieme alla primavera , la movida milanese insomma per l’art week con oltre 350 appuntamenti dal 1 Aprile a domenica 6 aprile 2025 e la design week da lunedì 7 aprile al 13 aprile 2025 praticamente ovunque in città e che ruoterà attorno alle due fiere internazionali ivi presenti di Mi-Art presso Allianz Mico dal 4 al 6 aprile, e il Salone del Mobile presso Fiera Milano Rho dall’8 al 13 aprile 2025.
I due grandi appuntamenti offriranno appunto lo scenario non solo per nomi noti dell’arte contemporanea e del design italiano ed internazionale, ma lo spunto per tutta una serie di eventi in città “satelliti”, tra cui il famosissimo e frequentatissimo “fuorisalone” , tutti animati da vernissage, feste , talk ed incontri con cockatail party e tanta moda. Ma non solo.
Una sorta insomma di  movida milanese unica e frequentatissima da chiunque abbia voglia di ricercare nei tantissimi eventi proposti, qualcosa che lo accomuni alla voglia di riappropriarsi di una identità artistica e culturale sempre più incentrata nella esplorazione ed economie dell’esperienza appunto, diventeranno arte, moda e design da ammirare ed osservare da tutti in una sorta di rito collettivo festoso durante tutto il giorno, da assaporare.
 Quest’anno i ricchi palinsesti si arricchiscono anche di un nuovo modo di esplorare mondi e novità tecnologiche, dove la scienza e lo spazio accedono direttamente ai progetti umani, umanissimi di tanti artisti, design e autori, che divengono sempre più immersivi e “intelligenti”ma dove l’esperienza umana del comfort e discomfort diventa progetto di innovazione tra natura, arte e design. Ne sono un bellissimo evento durante l’art week (che ammicca a tanti temi sociali), la presenza in città e protagonista di una mostra installazione di Fabrizio Ferri (a cui hanno partecipato molti divi di hollywood), dell’attrice americana Susan Sarandon presso il Museo di Storia Naturale ,  parla della distruzione degli oceani e del miliardo delle tonnellate di plastica abbandonati durante la presentazione della installazione “Breathtaking” del fotografo Fabrizio Ferri. Foto ed installazione sconcertante sul tema delle microplastiche negli oceani.  Oppure la presenza a Fondazione Rovati della bellissima mostra e il ricchissimo catalogo sugli Etruschi (inaugurazione 2 aprile) dal titolo evocativo “Etruschi del Novecento“, con il Mart  che idealmente cosi prosegue la mostra appena conclusa nella città di Rovereto ed a cura di Lucia Mannini, Anna Mazzanti, Giulio Paolucci, Alessandra Tiddia e dove forme, tecniche di metallo , terracotta dipinta e lo splendido bucchero, trasformano materiali nobili tradizionali in progetti di design innovativi ma dal sapore antico o, nel padiglione di Arte ,dal 26/3 al 13/4, il progetto di Matteo Cibic per la design week , dal titolo Lakapoliesis.
La movida milanese insomma traccia itinerari dove il popolo della movida si riconosce in ambienti e novità. Dove tra gadget, caffè e divertimento anche il passante può partecipare ad un rito collettivo in una città sempre più dinamica e metropolitana con eventi interessanti a volte anche oltre il palinsesto degli eventi ufficiali come il progetto Munari TTB alla libreria Eldolodo dal20/3 al 13/4 unari TTB – Bruno Munari e il progetto della collana Tantibambini, a cura di Michela Dezzani e Bice Dantona. Ne è un altro esempio la seconda fiera  di arte di Mega Art Fair dal 2 al 6 aprile in una location fuori dagli schemi e un’atmosfera molto informale e dal sapore di recupero urbano nella zona south of Prada .
Concluendo il mood della movida milanese durante la art week e design week traccia un cammino fatto di “district”, appunto, fatto di strade, boulevard e negozi ma dove è la natura a fare da padrona basti pensare che il cuore della manifestazione fuorisalone è appunto il progetto Cre-Action ovvero un dialogo concettuale che viene creato con un filo immaginario alla Biennale di Architettura 2025 che, come dice il comunicato stampa si basa sul “concept curatoriale di Cre-Action si collega ai sottotemi della Biennale di Architettura di Venezia, curata da Carlo Ratti: Naturale, Artificiale, Collettiva.

Leggi anche: Di cosa parlerà la Biennale di Architettura 2025 a cura di Carlo Ratti.Ai creatori viene infatti richiesto di reinterpretare il tema di Creatività e Azione declinandolo all’interno di questi tre ambiti fondamentali per l’attività umana:il naturale (relativo al paesaggio)l’artificiale (connesso alla produzione e alla manifattura industriale e artigianale)il collettivo (progetti corali orientati all’innovazione sociale) o il progetto del siciliano Salvatore Garau con Corpo non corpo, mostra a cura di Milo Goj che parla appunto dell’età della convergenza. Quindi sono appunto le ombre di una vegetazione sempre più ricercata, in particolare in contesti come quelli metropolitani cittadini, che diventano infine spazi di progetto. E cosi, immersivi e da esplorare, spesso sperimentali, poetici e filosofici che si affacciano sul futuro con curiosità e, perchè no, riconoscenza il mood della movida milanese si fa arte e design per insegnare forse una volta di più e qualora ce ne fosse bisogno, quel confine invibile di uno spazio liminale immaginario dove il reale e l’irreale si dissolve, lasciando spazio alla fantasia presso.

di Cristina T. Chiochia per DailyMood.it

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