Il mood della gentrificazione come mutamento artistico a Milano? Se la gentrificazione è spesso definita un processo, a Milano, nella zona sud in costruzione nell’ex scalo romana del villaggio olimpico prossimo futuro, ecco che al mutamento fisico di un’area votata alla moda ed alle fashion week, si aggiunge ora un vero e proprio “mood della gentrificazione” all’insegna dell’arte. Incontriamo la galleria Scaramuche quasi per caso, in una area urbana milanese ad alta riqualificazione dove l’innalzamento dello stile di vita dovrebbe, si spera,andare pari passo anche per gli abitanti di un quartiere che sempre di più si identifica nella vasta area “south of Prada”, per la presenza appunto della omonima fondazione e del centro Ica.
Nuovi spazi culturali quindi, nuove occasioni di bar ristoranti alla moda e un nuovo mood chiamato “UFO”.
Ufo sarà molte cose per riviste agenzie e creativi di ogni sorta e genere oltre ad uno spazio espositivo ma anche eventi, una galleria d’arte, un bar una bakery.
Inaugurata la location qualche tempo fa con una mini fiera di arte contemporanea ecco che arriva anche la gastronomia di Lubna con lo chef Enrico Croatti di Moebius (stella michelin), Magma, lo spazio eventi e da New York, gli spazi della nota galleria Scaramuche che incontra fervori e vitalità internazionali e la voglia di una creazione liquida e tangibile con pareti scarne ed essenziali brutaliste quasi che diventano cortili, ulivi, cemento, arte.
Si entra nella galleria Scaramouche con quella sorta di senso di appartenenza che una città come Milano spesso dimentica. Dove accanto alle tele di James Brown , classe 1951 e molto noto sia nel suo paese di origine, appunto l’America ma molto attivo a Oaxaca -Messico- e in Francia , a Parigi e nella galleria attuale artista in mostra, si trova una sorta di primitivismo e improvvisazione di art brut oltre le tele o i chiodi infissi alle cornici da questo pittore americano che tanto aveva in comune con Jean Miche Basquiat e che ha reso i suoi lavori semi figurativi negli anni ottanta cosi riconoscibili ed apprezzati.
La galleria Scaramuche è destinata forse per questo a diventare un posto privilegiato: l’arte oltre l’arte che come i personaggi biomorfi di Brown, si affaccia al nuovo quartiere milanese in fermento e costruzione, senza giudicarlo. Con i tratti distintivi di ambienti recuperati e restaurati di recente ma che si avvicinano ancora all’origine profonda per cui erano stati costruiti, passare in questa galleria è sicura non solo visitare o comprare un quadro di Brown tra quelli presentati ma un rito di passaggio tra quello che è e potrebbe essere. Tra immagini forti di esperienza umana e valido esempio di mutamenti artistici internazionali e non , in questo caso, essendo la galleria nata a New York , newyorkese.
Il mood della gentriicazione che passa da una idea nuova di conivialità che sa di creazione liquida, immagini forti, gusto dell’esperienza.Il mood della gentrificazione come mutamento artistico a Milano.
E se tutto questo diventerà Milano grazie alle olimpiadi 2026, ben venga il futuro in nuovi district e spazi come UFO.