Non solo una modella bellissima che ha indossato in passerella abiti iconici. Sino al 16 febbraio 2025 a cura di Lucia Pesapane ed in collaborazione con Niki Charitable Art Foundation, si svolgerà la mostra su Niki de Saint Phalle fotomodella anglo americana notissima e che fece della esperienza delle passerelle un trampolino di lancio verso una forma d’arte tra corpo ed anima dove lei, nata nel 1930 e venuta a mancare nel 2002, ha incarnato con l’indossare capi unici ed iconici un modo per interpretare in prima persona un mood artistico. Nat< in Francia da genitori aristocratici, sin da piccola vive una vita necessariamente controcorrente, che la porta nella prima età adulta a vivere un clima familiare decisamente avverso: con un fratello e una sorella che addirittura si suicideranno. Donna bella, famosa, nota efacoltosa, amata dai più grandi stilisti del mondo delle passerelle e con amicizie importanti quasi ovunque, sviluppa una sua poetica artistica nel mood del frammento che la rende nota e sicuramente molto amata e nota. A lei quindi è dedicata la bella mostra al MUDEC di Milano, centro noto di arte e cultura che le rende omaggio con una retrospettiva quasi antologica ed un catalogo molto ben curato edito dal sole 24 ore e che vuole significare questa occasione in Italia di essere riconosciuta come una artista degna di nota tra le avanguardie degli anni Sessanta e Settanta in Europa e negli Stati Uniti. Andando quindi oltre i celebri “spari” che la resero celebre, è la sua attenzione a concetti attuali come inclusività e diversità a colpire in particolare con il gruppo delle figure femminili delle “nanas” come il suo amore per l’Italia , tanto che a Capalbio realizzò il suo testamento artistico: il Giardino dei Tarocchi.Come recita il comunicato stampa l’esposizione, con oltre 100 opere: “strutturato in otto sezioni, il percorso espositivo racconta la vita artistica di Niki de Saint Phalle, dagli esordi fino agli ultimi lavori, in un ritmo diacronico ma anche fortemente antologico che ripercorre, attraverso il mondo colorato, polimorfo, tondeggiante e materno delle sue Nanas (e non solo), una vita personale molto meno gioiosa. Negli anni l’artista ha dovuto spesso distruggere per elaborare il dolore e per poi ricostruire, rompendo gli schemi attraverso intense provocazioni, per lasciare alla fine un’impronta duratura nel mondo dell’arte”.
Un inno quindi all’essere “Uomo”, a prescindere dal genere uomo o donna che sia e dove femminilità, sensualità ed amore sono espressione anche corporea immateriale e palpabile. Come indossare un abito.
Ed è proprio la sezione sugli abiti ed i vestiti della Maison Dior a colpire: nelle teche, accanto agli abiti e le foto, i gioielli indossati. Quasi a significare l’eleganza effimera della moda che si fa però sintesi perfetta del realizzare la personalità umana. La moda , l’alta moda, indossata come stile di vita.
Lo stesso mood che si è visto nelle recenti passerelle di Pitti Uomo e della MFW. Perchè tra il pop e l’arte, disuguaglianze e discriminazioni, tra l’essere donne e non femmine, tra corpo ed anima quello che racconta la mostra di Niki de Saint Phalle è ciò che indossiamo sopra e sotto i vestiti. La nostra £seconda pelle” che ci protegge e ci incoraggia in questo pazzo mondo perchè vivere in fondo, è l unica arte possibile.